{"id":26429,"date":"2011-05-09T10:26:00","date_gmt":"2011-05-09T10:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/09\/la-forza-della-donna\/"},"modified":"2011-05-09T10:26:00","modified_gmt":"2011-05-09T10:26:00","slug":"la-forza-della-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/09\/la-forza-della-donna\/","title":{"rendered":"La forza della donna"},"content":{"rendered":"<p>La convinzione di molti uomini di rappresentare il sesso &quot;forte&quot; \u00e8 involontariamente ironica e dimostra soltanto fino a che punto pu\u00f2 arrivare l&#8217;inconsapevolezza di se stessi.<\/p>\n<p>La forza fisica, \u00e8 ovvio, non rappresenta che il livello pi\u00f9 basso di ci\u00f2 che chiamiamo &quot;forza&quot;; al di sopra di essa vi sono la forza intellettuale, la forza morale, la forza spirituale; e la forza in quanto tale, senza altra specificazione, \u00e8 la sintesi di questi differenti aspetti.<\/p>\n<p>Di fatto, la forza delle donne \u00e8 incomparabilmente pi\u00f9 grande di quella degli uomini; chiunque sappia osservare i fatti anche solo discretamente, non accontentandosi di restare alla superficie, se ne pu\u00f2 rendere persuaso, attraverso innumerevoli esempi.<\/p>\n<p>Ma, attenzione: dire che le donne sono, mediamente, assai pi\u00f9 forti degli uomini, non significa esprimere un giudizio di valore, a meno di confondere il regno della quantit\u00e0 con la dimensione del qualitativo.<\/p>\n<p>Quando mai una cosa si rivela eccellente per il semplice fatto di essere grande? Credere una cosa del genere, significa non possedere nemmeno un embrione di consapevolezza critica e lasciarsi trasportare dalle mere apparenze.<\/p>\n<p>La forza tipicamente femminile \u00e8 la forza lenta e paziente del toro, la forza della goccia d&#8217;acqua che scava la roccia, giorno dopo giorno, millennio dopo millennio; ci vorranno forse milioni di anni, ma alla fine essa riuscir\u00e0 a spianare anche le montagne, a scavare il letto dei fiumi, a far emergere il fondo dei mari.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tipicamente femminile, per\u00f2, saper porre questa forza immensa, tenace, in un certo senso implacabile, al servizio di propositi fermi e chiari; e ci\u00f2 per una ragione fondamentale: la scarsa trasparenza dello sguardo.<\/p>\n<p>Lo sguardo femminile \u00e8 penetrante, talvolta acuto, quasi mai limpido: sa vedere a fondo, ma, spesso, in una prospettiva falsa; per cui l&#8217;immagine che si forma nella retina \u00e8 una immagine pi\u00f9 o meno gravemente deformata dell&#8217;oggetto.<\/p>\n<p>Se la donna sapesse concentrare al massimo gli effetti della propria forza; se fosse capace di mantenerla unita e compatta fino al raggiungimento della meta, senza dispersioni e senza confusioni: allora ben raramente troverebbe qualcosa o qualcuno capace di opporvisi o anche soltanto di resisterle.<\/p>\n<p>Che cosa non sarebbe in grado di fare una donna, qualora riuscisse a individuare con chiarezza lo scopo da raggiungere e fosse in grado di convogliare tutte le proprie forze nel suo perseguimento, senza lasciarsi deviare e senza lasciarsi confondere?<\/p>\n<p>Ma il suo sguardo non \u00e8 limpido: le fanno velo la sua insicurezza, la sua estrema sospettosit\u00e0, la sua scarsa stima e conoscenza di s\u00e9, la sua tendenza a giudicare cose e persone secondo modalit\u00e0 epidermiche, emotive, irriflessive.<\/p>\n<p>Intendiamoci: ella possiede doti di intuitivit\u00e0 notevolissime; ma commette l&#8217;errore di fidarsene troppo, di assolutizzare ci\u00f2 che le dice l&#8217;intuito; di non saper operare un giusto equilibrio fra la propria parte razionale e quella emozionale.<\/p>\n<p>Moltissime donne credono cos\u00ec poco in se stesse, che basta guardarle storto, o meglio, non guardarle affatto, per mandarle completamente fuori centro: subito vanno in crisi e cominciano a interrogarsi (iniziando con l&#8217;interrogare lo specchio) per cercar di capire cosa ci sia che non va in loro, dove stiano sbagliando.<\/p>\n<p>\u00c8 impressionante la frequenza con la quale, interrogate su una determinata cosa, esse rispondono, con aria estremamente perplessa (che non deriva da umilt\u00e0 intellettuale, ma da una sorta di panico davanti alla realt\u00e0, e specialmente davanti alle decisioni da prendere o alle scelta da fare): &quot;Non lo so&quot;.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che si affidano al primo che passa, si buttano via davanti ad un uomo che non vale la met\u00e0 di loro: spesso e volentieri, un uomo del genere inferiore: furbo quanto basta per farsi credere intelligente e attore quanto basta per sembrare sincero.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 frequentissimo il caso che esse convoglino una quantit\u00e0 sproporzionata di energie verso il raggiungimento di fini secondari, che non hanno saputo riconoscere come tali, ma che hanno scambiato per questioni vitali; col risultato che, quando si trovano in presenza di situazioni realmente decisive, non riescono a disporre nemmeno di quel minimo di forze che sarebbero sufficienti a risolverle in maniera soddisfacente.<\/p>\n<p>Per sapere come adoperare nel modo giusto la propria forza, bisogna innanzitutto sapere chi si \u00e8 e che cosa si vuole: eppure la maggioranza delle donne \u00e8 carente proprio in questi due aspetti della consapevolezza.<\/p>\n<p>Dobbiamo a questo punto precisare che non stiamo parlando della donna in astratto, secondo categorie atemporali, bens\u00ec della donna moderna, figlia della societ\u00e0 odierna: della donna emancipata e sviluppata, dinamica e competitiva, secondo la lezione femminista degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.<\/p>\n<p>Nella natura femminile vi sono, in potenza, i limiti e i difetti di cui abbiamo detto; ma solo con la modernit\u00e0 essi hanno preso uno sviluppo incontrollabile e hanno finito per travolgere tante altre qualit\u00e0 positive che, pure, rappresentano delle doti (\u00e8 il caso di dirlo) tipicamente femminili.<\/p>\n<p>Le nostre mamme, le nostre nonne, non erano altrettanto inconsapevoli delle donne di queste due ultime generazioni: sapevano chi erano e sapevano quel che volevano dalla vita: orrore degli orrori, secondo il vangelo femminista, volevano dei figli, volevano un uomo da amare e una famiglia da accudire!<\/p>\n<p>La donna moderna, libera ed emancipata, \u00e8 profondamente infelice: ha represso in s\u00e9 l&#8217;istinto della maternit\u00e0, si aggira con passo nevrotico su mille strade che non la avvicinano di un passo alla realizzazione di se stessa, all&#8217;equilibrio e all&#8217;armonia.<\/p>\n<p>Il caso estremo della inconsapevolezza e della disarmonia della donna moderna \u00e8 quello rappresentato dalle culturiste: donne che hanno deciso di &quot;fargliela vedere&quot; agli uomini in fatto di masse muscolari, di competere con loro sul terreno della forza fisica (peraltro, apparente e spesso ottenuta con steroidi e anabolizzanti, estremamente nocivi alla salute) fino al punto di smarrire del tutto il senso della propria femminilit\u00e0.<\/p>\n<p>Non stiamo dicendo che tutte le donne dovrebbero pensare solo a chiudersi in casa e a fare figli; \u00e8 logico e naturale che vi siano anche delle donne che aspirano a realizzarsi in campo lavorativo, professionale, artistico, culturale o sportivo: tutto questo va bene, ma guai a vederlo come una alternativa inconciliabile con la naturale vocazione alla maternit\u00e0.<\/p>\n<p>La vocazione alla maternit\u00e0, poi, \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 profondo e di molto pi\u00f9 sottile della semplice predisposizione ad accogliere e perpetuare la vita di un altro essere umano; \u00e8 un modo dell&#8217;essere femminile, una qualit\u00e0 dell&#8217;anima, che si riscontra anche nella donna che non possa o non voglia avere figli, perch\u00e9 si \u00e8 messa al servizio di un altro progetto.<\/p>\n<p>Una donna pu\u00f2 essere profondamente materna, pur non avendo figli; pur non avendo figli in senso biologico, vogliamo dire, perch\u00e9 ci sono sempre dei bambini da adottare o, comunque, dei fratellini, dei nipoti da accudire, specie in particolari circostanze.<\/p>\n<p>Quello che la donna moderna ha perduto, speriamo non irreparabilmente, \u00e8 l&#8217;istinto della maternit\u00e0; istinto che non \u00e8 affatto in antitesi con quello della sensualit\u00e0, come mostra il caso di un&#8217;attrice quale Elizabeth Taylor, che era, nello stesso tempo, un tipo profondamente materno, sino alla tenerezza, ma anche profondamente sensuale, sino all&#8217;erotismo.<\/p>\n<p>Le &quot;belle&quot; del cinema internazionale della generazione successiva sono un buon esempio di quel che stiamo dicendo: fredde, plastificate, anoressiche, narcisiste, nevrotiche, infelici e totalmente prive di armonia interiore, di quella particolare grazia che viene dall&#8217;essere intimamente soddisfatti non di quel che si fa, ma di quel che si \u00e8.<\/p>\n<p>Un principe \u00e8 sempre un principe, anche se si trova a dover lavare piatti sporchi per sbarcare il lunario; e una vera donna rimane sempre e comunque una vera donna, anche se costretta a vivere una vita avara di gratificazioni esteriori, di viaggi, di cose &quot;interessanti&quot;: nel semplice atto di disporre i fiori in un vaso, perfino nel semplice modo di porgere un sorriso, ella lascia trasparire la propria femminilit\u00e0 sicura di s\u00e9, la propria dolcezza materna che non esclude affatto, anzi include, l&#8217;eros e la dimensione sessuale.<\/p>\n<p>\u00c8 questo che le bambolone alla Nicole Kidman, col loro metro e settantanove (pi\u00f9 altri dieci centimetri di tacchi), non riusciranno mai a capire; mentre Liz Taylor, dall&#8217;alto del suo metro e cinquantasette, sapeva essere infinitamente affascinante; e nessuno si accorgeva della sua piccola statura, n\u00e9 lei aveva bisogno di esagerare con i tacchi, perch\u00e9 la sua femminilit\u00e0 era talmente straripante, da far dimenticare tutto il resto.<\/p>\n<p>E un&#8217;altra cosa: le donne di due o tre generazioni fa CANTAVANO; cantavano, vogliamo dire, abitualmente, mentre sbrigavano le faccende di casa; e Dio sa se ne avevano, di lavoro da sbrigare, con tutti quei figli dei quali occuparsi. Una persona che canta tra s\u00e9 e s\u00e9, per abitudine, mentre svolge il proprio lavoro, \u00e8 una persona che ha il cuore sereno.<\/p>\n<p>Qualcuno pu\u00f2 dire la stessa cosa delle donne delle ultime generazioni?<\/p>\n<p>Qualcuno le ha sentite cantare, non una volta ogni tanto, ma per abitudine, mentre stanno svolgendo le loro faccende?<\/p>\n<p>Il loro cuore non \u00e8 sereno; la loro vita non \u00e8 in equilibrio; e tutta la loro forza si logora e si disperde in cento cose secondarie, mentre resta disatteso l&#8217;obiettivo essenziale.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo essenziale di una vita ben riuscita \u00e8 il riconoscimento della propria verit\u00e0 profonda, la costruzione del proprio S\u00e9 e, contemporaneamente, la fedelt\u00e0 e la risposta alla Chiamata, la realizzazione del proprio progetto esistenziale.<\/p>\n<p>Noi non siamo qui per caso, ma per svolgere un lavoro; e il premio del lavoro ben fatto \u00e8 la stessa cosa del lavoro stesso, perch\u00e9 il lavoro \u00e8 la riuscita di noi stessi.<\/p>\n<p>Noi siamo solo potenzialmente quel che potremmo essere e quel che dovremmo essere; di fatto, ci accontentiamo delle briciole di noi stessi e ci adattiamo a vivere nel sottoscala del nostro magnifico palazzo, le cui stanze pi\u00f9 belle e luminose restano malinconicamente disabitate.<\/p>\n<p>Per la donna, la vita mancata e lo spreco della propria forza vitale consistono nel tradimento della propria essenza, della propria vocazione specifica, che \u00e8 quella del maternit\u00e0, nel senso pi\u00f9 ampio del termine e non solo nel significato biologico.<\/p>\n<p>La donna moderna, diceva Spengler, ha dei problemi al posto dei figli; \u00e8 una donna problematica e infelice, perch\u00e9 non cerca la realizzazione di se stessa l\u00e0 dove potrebbe trovarla, ma lungo strade ingannevoli e dispersive, che sempre pi\u00f9 la allontanano dal proprio baricentro, dalla propria verit\u00e0 e fecondit\u00e0 interiori.<\/p>\n<p>Quanti errori saranno ancora necessari, quanta strada sbagliata ella dovr\u00e0 percorrere, prima di rendersi conto della necessit\u00e0 di rientrare in se stessa?<\/p>\n<p>Eppure, non \u00e8 ancora troppo tardi; ci sono ancora molte ore di luce per ritornare sul sentiero giusto, che non sempre \u00e8 il pi\u00f9 comodo e visibile, prima che scendano le ombre della sera.<\/p>\n<p>La nostra civilt\u00e0 \u00e8 avviata al crepuscolo: dobbiamo prepararci per il nuovo giorno che verr\u00e0, non indugiare inutilmente nelle ore che precedono la notte.<\/p>\n<p>La donna \u00e8 forte; ella pu\u00f2 farcela.<\/p>\n<p>Non abbiamo ancora detto niente dell&#8217;uomo, perch\u00e9 questo sarebbe un discorso a parte; ma \u00e8 chiaro che la donna non pu\u00f2 ritrovarsi senza l&#8217;uomo, n\u00e9 l&#8217;uomo potrebbe mai realizzarsi voltando le spalle alla donna: eppure, vi sono molti uomini e molte donne che stanno gi\u00e0 ignorandosi a vicenda, pur se continuano a cercarsi per le esigenze sessuali o per la semplice compagnia.<\/p>\n<p>\u00c8 troppo poco.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo e la donna non sono due semplici, occasionali compagni di viaggio: sono due mondi complementari che, per realizzarsi, hanno bisogno di penetrare a fondo l&#8217;uno nell&#8217;altro, di sondare l&#8217;uno il mistero dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 vi \u00e8 un mistero al fondo della loro relazione, cos\u00ec come vi \u00e8 un mistero al fondo di ogni vita umana: un mistero che solo chi ha lo sguardo limpido su se stesso, \u00e8 degno di scorgere in tutta la sua bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La convinzione di molti uomini di rappresentare il sesso &quot;forte&quot; 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