{"id":26420,"date":"2018-06-24T10:50:00","date_gmt":"2018-06-24T10:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/24\/la-filosofia-e-ricerca-del-vero-e-il-vero-e-uno\/"},"modified":"2018-06-24T10:50:00","modified_gmt":"2018-06-24T10:50:00","slug":"la-filosofia-e-ricerca-del-vero-e-il-vero-e-uno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/24\/la-filosofia-e-ricerca-del-vero-e-il-vero-e-uno\/","title":{"rendered":"La filosofia \u00e8 ricerca del vero, e il vero \u00e8 uno"},"content":{"rendered":"<p>Dicevamo, nel precedente articolo <em>\u00c8 l&#8217;essere che ci fa esistere<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 23\/706\/2018) che le filosofie moderne si sono rivelate tutte fallimentari, perch\u00e9 hanno rinunciato a porre la domanda centrale della vera filosofia, che cosa \u00e8 l&#8217;essere?, per limitarsi a domande settoriali, circoscritte, limitate; o perch\u00e9 impostate su una prospettiva completamente sbagliata, che ignora la dimensione della trascendenza e capovolge il giusto rapporto dialettico che si d\u00e0 fra l&#8217;essere e il pensiero, mettendo il pensiero all&#8217;origine dell&#8217;essere e non viceversa; oppure, ancora, concentrando la propria attenzione sul <em>fatto<\/em> dell&#8217;esistenza, laddove il compito della filosofia non pu\u00f2 e non deve essere quello di spiegare i fatti &#8212; a ci\u00f2 bastano le scienze &#8212; bens\u00ec quello di chiarire in che modo si dia l&#8217;essere da cui scaturiscono i fatti, e che li rende possibili: poich\u00e9 i fatti sono l&#8217;accidente, mentre l&#8217;essere \u00e8 la sostanza, e la filosofia deve occuparsi di ci\u00f2 che \u00e8 sostanziale e non di quel che \u00e8 accidentale. A quel punto ci eravamo fermati, essendoci proposti di non oltrepassare, per quanto possibile, una certa misura di spazio; ma con l&#8217;intenzione di riprendere e terminare il ragionamento (terminare, per modo di dire: questo \u00e8 uno di quei ragionamenti che non ha mai termine, nel senso proprio della parola), giacch\u00e9 da molto tempo stiamo portando avanti un discorso articolato e di ampio respiro, nel quale i singoli articoli possono esser eletti come singoli capitoli di un unico libro, o, se si preferisce, come le tessere, solo apparentemente sparse, di un ampio mosaico, la cui struttura d&#8217;insieme appare chiaramente solo se ci si pone a qualche distanza da esso, in modo da poter cogliere il disegno complessivo. E il disegno complessivo verte proprio intorno a questo tema, sia che lo affrontiamo partendo da una questione di storia, o di estetica, o di letteratura o di psicologia, o di scienze naturali: la realt\u00e0 dell&#8217;essere, e il modo in cui l&#8217;essere dona e conferisce una parte di s\u00e9 agli enti, in modo da condurli all&#8217;esistenza autonoma: non gi\u00e0 perch\u00e9 gli enti esauriscano la loro realt\u00e0 nella dimensione accidentale, e poi si disperdano nel nulla, ma perch\u00e9 riflettano, nella loro parabola esistenziale, lo splendore e la sapienza dell&#8217;essere che li ha generati. E poich\u00e9 la creatura umana \u00e8 caratterizzata dall&#8217;intelligenza e dalla volont\u00e0, essa \u00e8 l&#8217;unico ente che gode del privilegio di poter scegliere se aderire liberamente a tale disegno, mettendosi in perfetta sintonia con esso, oppure se fare resistenza, tentare di sottrarsi o addirittura opporvisi: realizzandosi pienamente nel primo caso, vanificando la propria esistenza nel secondo. Infatti, il senso dell&#8217;esistenza di una creatura libera e intelligente non pu\u00f2 consistere che nel farsi una cosa sola con la volont\u00e0 dell&#8217;essere dal quale lei, come ogni altro ente, ha ricevuto l&#8217;esistenza. Da ci\u00f2 deriva che ogni qual volta gli uomini, con i loro comportamenti individuali, cos\u00ec come con gli atti collettivi, o di portata collettiva &#8212; politica, economia, finanza, azioni militari, ecc. &#8212; vanno contro la volont\u00e0 dell&#8217;essere, vanno anche contro se stessi, bruciano le loro potenzialit\u00e0 migliori, distruggono la loro felicit\u00e0 e preparano a se stessi un avvenire d&#8217;inferno.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un altro indizio suscettibile di rivelarci l&#8217;essenza sterile e anti-umana delle filosofie moderne, oltre alla incapacit\u00e0 di porre a fuoco la domanda essenziale, cos&#8217;\u00e8 l&#8217;essere?, o di mettersi nella giusta prospettiva nel rapporto fra gli enti e l&#8217;essere, o di assolutizzare l&#8217;esistenza, che invece \u00e8 un fatto contingente. Si tratta di un indizio inequivocabile e semplicissimo: la pluralit\u00e0 delle filosofie moderne. La modernit\u00e0 si caratterizza per il fatto che ha sostituito <em>la<\/em> filosofia con <em>le<\/em> filosofie, e, pi\u00f9 in generale, <em>il<\/em> sapere con <em>i<\/em> saperi: conseguenza dell&#8217;aver rinunciato alla metafisica, giudicandola indimostrabile (con Kant), e di aver capovolto il giusto rapporto fra essere e pensiero (con Hegel e, poi, Croce e Gentile). Ci\u00f2 equivale ad aver introdotto la pazzia nella ricerca speculativa, e, cosa ancor pi\u00f9 grave, ad averla perfettamente normalizzata, innalzandola al livello di un dogma. Non ci vuole un grandissimo sforzo del pensiero per capire che se la filosofia \u00e8 la ricerca del vero, non ci possono essere le filosofie, al plurale, perch\u00e9 sarebbe come dire che ci sono tante verit\u00e0. Ora, quest&#8217;ultimo concetto \u00e8 penetrato talmente in profondit\u00e0 nella cultura moderna, che un po&#8217; tutti, a forza di sentirselo battere e ribattere in testa, hanno finito per trovarlo normale e &quot;naturale&quot;, e hanno quasi perduto la capacit\u00e0 di vederlo e considerarlo per quel che realmente \u00e8: un&#8217;assurdit\u00e0 bella e buona, una palese contraddizione in termini. Dire che esistono parecchie verit\u00e0 \u00e8 la stessa cosa che dire che esistono parecchie giustizie, tutte ugualmente legittime: ma questo non pu\u00f2 essere. Certo, storicamente ed empiricamente, constatiamo che si sono formate diverse idee e diverse pratiche riguardo alla giustizia, ma tutte si basano sull&#8217;idea che <em>la<\/em> giustizia in s\u00e9 esista, anche se la giustizia umana sar\u00e0 sempre una approssimazione ad essa. Nessuna, per esempio, assume l&#8217;idea che l&#8217;assassinio freddamente premeditato sia qualcosa di diverso da un crimine; nessuna lo giustifica, a meno che intervengano circostanze particolari, tali da modificare la norma generale (lo stato di guerra, per esempio), che l&#8217;omicidio premeditato \u00e8 male e deve essere sanzionato dalla legge.<\/p>\n<p>Analogamente, nessuna cultura &#8212; prima della modernit\u00e0, beninteso &#8212; ha mai accolto l&#8217;idea che esistano contemporaneamente diverse verit\u00e0, perch\u00e9 una tale idea sarebbe apparsa quale effettivamente \u00e8, del tutto aberrante. Ma la modernit\u00e0, che detta da se stessa le proprie regole, e crea da se stessa la propria mitologia e la propria tavola dei valori, o piuttosto disvalori, ha ripetuto con tale insistenza che la verit\u00e0 non \u00e8 mai una sola, ma che ce ne sono parecchie, da aver reso assiomatica questa affermazione pazzesca, facendo s\u00ec che non venga percepita per quel che realmente \u00e8. Del resto, la relativizzazione del vero \u00e8 funzionale alla relativizzazione di ogni altro punto di riferimento esistenziale: oltre al giusto, anche il buono, il bello, eccetera. Che altro \u00e8 la cosiddetta arte moderna, se non la ricerca del brutto, con la motivazione ideologica che esistono tante idee del bello? Ma anche questa \u00e8 un&#8217;affermazione assurda: si potr\u00e0 dire, semmai, che esistono diverse idee su come realizzare il bello, come ci sono diverse prospettive da cui realizzare una fotografia, o diverse tecniche per dipingere un quadro; ma non ci sono, n\u00e9 ci potrebbero essere, diverse idee su ci\u00f2 che \u00e8 bello, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, chi dicesse che un barattolo pieno di escrementi \u00e8 bello quanto la <em>Vergine delle rocce<\/em> di Leonardo o la <em>Primavera di Botticelli<\/em>, e magari anche pi\u00f9 bello, avrebbe ogni ragione di dirlo, e nessuno gli potrebbe obiettare alcunch\u00e9. Suvvia, siamo coerenti, sono queste le conseguenze del relativismo. E se non piacciono, allora bisogna avere l&#8217;onest\u00e0 di dire che il relativismo \u00e8 una pazzia, perch\u00e9 nega e contraddice frontalmente qualcosa che \u00e8 insito nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima umana. Il senso della bellezza \u00e8 insito in ogni essere umano, al di l\u00e0 delle differenze di et\u00e0, di cultura, eccetera; anche se \u00e8 chiaro che un&#8217;anima educata al bello sa riconoscere le cose belle con istinto pi\u00f9 sicuro. Per negare questa semplice verit\u00e0, bisogna fare appello all&#8217;istinto anormale di alcune persone: infatti, solo una persona anormale pu\u00f2 trovare belle le cose disgustose, e magari viceversa, disgustose le cose belle; e ci\u00f2 la dice lunga sul grado di anormalit\u00e0 generalizzata e complessiva cui \u00e8 giunta la societ\u00e0 moderna, e di cui \u00e8 imbevuta tutta la cultura moderna. Cos\u00ec pure, se si assume il relativismo come criterio di giudizio estetico, nessuno potr\u00e0 contestare la preferenza accordata a <em>Mmh ha ha ha bla bla<strong>\u00a0<\/strong>di un genio musicale come Young Signorino, rispetto a banali e soporifere melodie come la <\/em>Quinta sinfonia<em> di Beethoven o <\/em>La Passione secondo Matteo<em> di Bach. Inutile dire come il relativismo abbia creato il terreno ideale affinch\u00e9 prosperino tutti quei piccoli narcisisti che non hanno alcun talento, ma sufficiente faccia tosta per farsi avanti in cerca di applausi: complice una critica sempre pi\u00f9 lontana dal sentire comune, molti di loro hanno fatto, e fanno, splendide carriere, nonostante la loro mediocrit\u00e0 o la loro nullit\u00e0, in tutti gli ambiti possibili e immaginabili, da quello artistico e musicale a quello letterario, filosofico e persino teologico. L&#8217;importante \u00e8 che siamo <\/em>moderni*: formula magica che significa, press&#8217;a poco: l&#8217;importante \u00e8 che siano strani, incomprensibili, cervellotici e con qualche generosa spruzzata di bruttezza o di sgradevolezza. \u00c8 logico: ai moderni piace ci\u00f2 che li riflette, essendo la cultura moderna un sottoprodotto dell&#8217;ego ipertrofico, cio\u00e8 del narcisismo; e mentre in una societ\u00e0 sana viene onorata una cultura sana, e a un artista si chiede di celebrare la bellezza, a un pensatore di cercare la verit\u00e0, in una societ\u00e0 malata, invece, viene diffusa e ammirata una cultura malata, ove gli artisti celebrano il deforme, l&#8217;anormale, il brutto, il disgustoso, il perverso, e i pensatori rendono omaggio all&#8217;assurdo, al grottesco, al demenziale, al paranoico, al demoniaco (e spesso, quest&#8217;ultimo, in un senso molto pi\u00f9 reale di quel che non si creda).<\/p>\n<p>Naturalmente, i critici <em>moderni<\/em> hanno messo a punto le loro contromosse davanti a questa semplice obiezione, creando una artificiosa distinzione fra il soggettivismo, che \u00e8 cattivo, e il relativismo, in se stesso buono, o, quanto meno, perfettamente legittimo. E sempre facendosi forti di una altrui debolezza (psicologica e morale, pi\u00f9 che intellettuale): la pura di essere accusati di totalitarismo. Il pensatore che dichiari assurda la compresenza di diverse verit\u00e0, viene infatti tacciato di totalitarismo; l&#8217;artista che dica di credere nella bellezza, al singolare, si vedr\u00e0 appioppare, anch&#8217;egli, l&#8217;epiteto di totalitario; figuriamoci il credente che si azzardi a definire assurda l&#8217;idea che vi siano pi\u00f9 religioni, perch\u00e9, se &quot;religione&quot; \u00e8 la forma che prende la relazione <em>veritiera<\/em> fra l&#8217;uomo e Dio, non possono esistere diverse forme, che si escludono e si condannano a vicenda, ma una sola, mentre le altre saranno delle false religioni. E qui la modernit\u00e0 tocca il suo punto pi\u00f9 avanzato e, nello stesso tempo, pi\u00f9 intransigente, perch\u00e9 dal relativismo religioso dipende tutto il resto: nessuna meraviglia, pertanto, che qui, e proprio qui, la cultura moderna abbia concentrato i suoi sforzi, al fine di etichettare come odiosa, sbagliata e pericolosissima l&#8217;idea della verit\u00e0 di una sola religione, cio\u00e8 la propria, che il cristianesimo &#8212; perch\u00e9 la modernit\u00e0, non dimentichiamolo mai, \u00e8 un prodotto dell&#8217;Occidente, non della Cina, dell&#8217;India o dell&#8217;Africa. Non ci possono essere due o pi\u00f9 &quot;religioni&quot;, tutte ugualmente valide e vere, pi\u00f9 di quanto non ci possono essere due o pi\u00f9 dei, tutti ugualmente veri e degni di essere adorati, anche se si manifestano agli uomini con messaggi radicalmente differenti, gli uni &#8212; ad esempio &#8211; di odio e di vendetta, gli altri di amore e di perdono. Ed ecco perch\u00e9 il Concilio Vaticano II, un giorno, verr\u00e0 riconosciuto come il punto di svolta della civilt\u00e0 moderna: perch\u00e9 in esso la Chiesa cattolica si \u00e8 inchinata, di fatto, al principio del pluralismo religioso e ha, con ci\u00f2, sottoscritto quel relativismo radicale il quale, fino a quel momento, era rimasto limitato alla societ\u00e0 laica e alla cultura profana. Dal 1965, il relativismo \u00e8 divenuto l&#8217;ideologia ufficiale dell&#8217;Occidente: perch\u00e9 l&#8217;ultima ad arrendersi \u00e8 stata la Chiesa, che, fino allora, aveva resistito gagliardamente, portando avanti una sua concezione della vita, ben diversa dalla concezione laicista e secolarizzata, ma a quella data ha ceduto a sua volta, e pressoch\u00e9 di schianto. Anzi, in quella occasione \u00e8 venuta fuori una carica di rancore e di auto-disprezzo, da parte di molti teologi e di molti membri del clero, anche non pi\u00f9 giovani, quale a stento si sarebbe potuta immaginare. Evidentemente, sotto la superficie, da tempo, nella Chiesa, covavano i germi della dissoluzione, di cui il modernismo non era che la manifestazione ideologica. Pio X li aveva visti e a aveva reagito prontamente, con forza e decisione, nel 1907, mediante l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em> contro il modernismo. Ma tutte le istanze del modernismo, e sia pure con nomi e formule diversi, con il Concilio sono tornate alla ribalta, con forza decuplicata e, per cos\u00ec dire, nobilitate e rese rispettabili dal parere di &quot;illustri&quot; teologi: gli stessi che sono riusciti a prendere, con un colpo di mano, la direzione delle commissioni conciliari, e ad imprimere, cos\u00ec, l&#8217;indirizzo desiderato all&#8217;insieme dei lavori. Il risultato, come \u00e8 ben noto, \u00e8 stata la cosiddetta &quot;svolta&quot; antropologica in teologia, tenuta a battesimo dal gesuita Karl Rahner e dai suoi seguaci. Da quel momento, nella societ\u00e0 occidentale ha cessato di esistere qualunque forza organizzata capace di contrastare l&#8217;ideologia dilagante del relativismo. Tranne qualche voce isolata, d&#8217;altronde messa subito all&#8217;indice della cultura <em>politically correct<\/em>, tutti gli intellettuali occidentali e tutti gli esponenti del mondo dello spettacolo hanno fatto a gara nel professare e nel dare l&#8217;esempio concreto di un credo relativista, in ogni ambito possibile e immaginabile, dalla filosofia alla musica leggera, dalla televisione allo sport. Il relativismo ha conquistato innanzitutto le classi dirigenti; la maggioranza della popolazione, per il momento, ha conservato, o cercato di conservare, i valori tradizionali; ma poi, sottoposta a un bombardamento incessante, ha finito per introiettare il nuovo modo di sentire, quanto meno negli Stati Uniti e nell&#8217;Europa occidentale (un discorso diverso andrebbe fatto per l&#8217;Europa orientale e, in qualche misura, per quella meridionale, Italia del Sud compresa). Qualche sacca di resistenza si \u00e8 conservata pi\u00f9 a lungo nel modo cattolico e anche nel clero, ma in posizione sempre pi\u00f9 marginale.<\/p>\n<p>Eppure, verr\u00e0 il tempo del risveglio. La filosofia \u00e8 ricerca della verit\u00e0 (<em>sofia<\/em>, per i greci, era la sapienza, intesa come conoscenza del vero), e la verit\u00e0 \u00e8 una, o non \u00e8 tale. La cultura dominante, imposta dal potere finanziario, sta mostrando la corda. La gente sta incominciando a stancarsene, perch\u00e9 col relativismo non si va lontano. La vita ha bisogno di certezze, quindi ha sete della verit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicevamo, nel precedente articolo \u00c8 l&#8217;essere che ci fa esistere (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 23\/706\/2018) che le filosofie moderne si sono rivelate tutte<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141],"class_list":["post-26420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26420\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}