{"id":26406,"date":"2019-03-03T09:22:00","date_gmt":"2019-03-03T09:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/03\/la-fede-corona-e-illumina-la-ragione\/"},"modified":"2019-03-03T09:22:00","modified_gmt":"2019-03-03T09:22:00","slug":"la-fede-corona-e-illumina-la-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/03\/la-fede-corona-e-illumina-la-ragione\/","title":{"rendered":"La fede corona e illumina la ragione"},"content":{"rendered":"<p>La teologia esiste perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 ordinato a Dio: cio\u00e8 la sua intera esistenza, la sua intima natura e tutto il suo essere sono fatti in modo tale che solo in Dio egli trova la sua piena ed effettiva realizzazione, e in nessun altro oggetto. Ma l&#8217;uomo \u00e8 una creatura razionale: dunque, in lui il bisogno di Dio, di completarsi mediante il raggiungimento, la conoscenza e il godimento di Dio, non si appagano interamente se non seguendo il pi\u00f9 possibile una via razionale. Al tempo stesso, Dio, per definizione, \u00e8 ci\u00f2 che trascende tutte le cose di quaggi\u00f9 in un modo, che sarebbe follia, per una di tali creature, e sia pure la pi\u00f9 perfetta e la pi\u00f9 intelligente, quella fatta a sua immagine, presumere di poter conoscere o anche solo avvicinarsi al mistero di Dio con le sue sole forze. Dunque, sembra esservi qui una contraddizione: da un lato l&#8217;uomo ha bisogno di Dio, e ha bisogno di conoscerlo razionalmente, perch\u00e9 una forma di conoscenza che fosse al di sotto della ragione non lo appagherebbe, n\u00e9 sarebbe degna di lui; dall&#8217;altro lato, egli non possiede i mezzi per soddisfare il suo bisogno, in quanto nulla di ci\u00f2 che egli possa fare o concepire potr\u00e0 mai anche solo lontanamente avvicinarlo alla meta dei suoi desideri. A ben guardare, per\u00f2, la contraddizione \u00e8 solo apparente: l&#8217;uomo non pu\u00f2 sondare, con le sue sole forze intellettuali, il mistero di Dio, questo \u00e8 vero, perch\u00e9 esso gli \u00e8 incommensurabilmente superiore; e tuttavia Dio ha dato all&#8217;uomo due strade per soddisfare quel profondo desiderio, l&#8217;una naturale, l&#8217;altra soprannaturale. La prima \u00e8 quella indicata dalla ragione naturale: questa pu\u00f2 mostrare che non vi \u00e8 nulla di contraddittorio e nulla di irragionevole nell&#8217;idea di Dio, di un Dio che ha dato origine a tutte le cose e che tutte le richiama a s\u00e9, in un circolo virtuoso di amore; ma non solo: che il risultato di una ricerca razionalmente condotta non pu\u00f2 che condurre a Lui. La seconda via \u00e8 quella della divina Rivelazione: Dio stesso si \u00e8 fatto conoscere agli uomini e ha voluto porgere loro un aiuto straordinario affinch\u00e9 la loro ragione naturale potesse innalzarsi pi\u00f9 in alto di quanto non saprebbe fare da sola, giungendo fino alla visone di Lui: laddove essa, quanto alle sue possibilit\u00e0, pu\u00f2 arrivare solo fino a un certo punto del cammino.<\/p>\n<p>La teologia mostra, cos\u00ec, la sua duplice natura. Da un lato, essa \u00e8 quel ramo della filosofia che applica la ragione naturale all&#8217;indagine delle cose divine; dall&#8217;altro lato, essa svolge la funzione di illustrare e chiarire meglio, alla mente umana, quelle verit\u00e0 della Rivelazione che essa, da sola, stenta a comprendere: beninteso fin dove ci\u00f2 sia possibile e non oltre; perch\u00e9 neppure con l&#8217;aiuto soprannaturale della grazia la mente umana pu\u00f2 afferrare sino in fondo il mistero di Dio, e in particolare il duplice mistero della Trinit\u00e0 e quello dell&#8217;Incarnazione; ma deve accontentarsi di intravederlo e di intuirlo soltanto, mentre la fede, che si nuove su un altro e pi\u00f9 elevato piano di realt\u00e0, pu\u00f2 mostrarlo in maniera assai pi\u00f9 appagante, per via extrarazionale, non per\u00f2 irrazionale. E questa \u00e8 la via della santit\u00e0. Non si tratta di un privilegio che Dio concede ai Santi, perch\u00e9 Santi si diventa e non si nasce (cin la sola eccezione della Vergine Maria, nata senza il peccato originale); ma si tratta di una logica conseguenza di una vita eroicamente virtuosa. L&#8217;ostacolo principale alla visione del Bene, infatti, \u00e8 la vita disordinata, resa torbida dalle passioni; ma quando l&#8217;anima si purifica e intraprende un cammino esistenziale alieno dai disordini, il suo sguardo interiore diviene pi\u00f9 acuto e riesce a spingersi assai pi\u00f9 lontano, sino a vedere le cose che, prima, non poteva scorgere, bench\u00e9 le avesse, forse, vicine, a causa della fitta nebbia creata dalle passioni disordinate. Dunque la conoscenza perfetta di Dio &#8212; peretta, sempre umanamente parlando: in effetti, si tratta di una visione beatificante, ma fuggevole &#8212; \u00e8 riservata alla santit\u00e0; al teologo resta l&#8217;altra strada, che non \u00e8 opposta o contraria, ma complementare (ci sono stati dei Santi, come Agostino d&#8217;Ippona e Tommaso d&#8217;Aquino, che erano grandi teologi; ma non dei teologi che fossero divenuti Santi, perch\u00e9 teologi), la strada razionale, guidata dalle due stelle polari della filosofia naturale e della divina Rivelazione.<\/p>\n<p>La teologia, dunque, \u00e8 una scienza anfibia: in parte sgorga dalle facolt\u00e0 naturali dell&#8217;uomo, dalla sua ragione filosofica; in parte \u00e8 chiamata a delucidare, sempre per via razionale, quelle verit\u00e0 di ordine soprannaturale che vengono rivelate all&#8217;uomo da Dio stesso, perch\u00e9 l&#8217;uomo, da solo, non sarebbe capace di innalzarsi fino ad esse. E proprio per questo aiuto chele viene dato da Dio, la teologia si colloca un gradino al disopra della filosofia naturale di tutte le altre scienze, e una societ\u00e0 bene ordinata non esista a riconoscere in essa la regina di tutte le scienze; mentre il fatto che, a partire dalla modernit\u00e0, essa sia stata relegata nelle facolt\u00e0 ecclesiastiche, la dice lunga su quanto la societ\u00e0 moderna si sia allontanata dal Bene supremo, che \u00e8 Dio per idolatrare le cose del mondo.<\/p>\n<p>Scrive san Tommaso d&#8217;Aquino al principio del suo capolavoro, la <em>Summa teologica<\/em> (I, q. 1, art. 1; traduzione a cura dei frati domenicani, Edizioni Studio Domenicano, Bologna, 2014, pp. 26-27):<\/p>\n<p><em>Oltre alle discipline filosofiche \u00e8 necessario ammettere un&#8217;altra scienza? Sembra di no. Infatti:<\/em><\/p>\n<p><em>1. L&#8217;uomo non si deve spingere verso ci\u00f2 che supera la sua ragione, cos\u00ec come dice il Siracide (3, 21): &quot;Non cercare le cose troppo difficili per te&quot;. Ora, ci\u00f2 che \u00e8 di ordine razionale ci \u00e8 dato sufficientemente dalle discipline filosofiche. Conseguentemente non vi \u00e8 posto per un&#8217;altra scienza. 2. Non vi \u00e8 scienza che non tratti dell&#8217;ente: infatti non si conosce altro che il vero, il quale coincide con l&#8217;ente. Ora, la filosofia tratta di ogni ente e anche di Dio, tanto che una parte della filosofia viene denominata teologia, ossia scienza divina, come dice Aristotele (cfr. Metafisica, VI, 1, 18026a, 19). Quindi non \u00e8 necessario ammettere un&#8217;altra scienza all&#8217;infuori delle scienze filosofiche<\/em>.<\/p>\n<p><em>In contrario: nella Seconda lettera a Timoteo (3, 16) \u00e8 detto: &quot;Tutta la Scrittura \u00e8 ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere, formare alla giustizia&quot;. Ora, la Scrittura divinamente ispirata non rientra nelle discipline filosofiche, che sono un ritrovato della ragione umana. Di qui l&#8217;utilit\u00e0 di un&#8217;altra dottrina di ispirazione divina, oltre alle discipline filosofiche<\/em>.<\/p>\n<p><em>Risposta: era necessario per la salvezza dell&#8217;uomo, oltre alle discipline filosofiche oggetto di indagine razionale, ci fosse un&#8217;altra dottrina procedente dalla divina rivelazione. Prima di tutto perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 ordinato a Dio come a un fine che supera la capacit\u00e0 della ragione, secondo il detto di Isaia (64, 3): &quot;Occhio non vide, eccetto te, o Dio, che cosa hai preparato per coloro che ti amano&quot;. Ora, \u00e8 necessario che gli uomini conoscano in precedenza questo loro fine, perch\u00e9 vi indirizzino le loro intenzioni e le loro azioni. E cos\u00ec per la salvezza dell&#8217;uomo fu necessario che mediante la divina rivelazione gli fossero fatte conoscere cose superiori alla ragione umana. Anzi, anche su ci\u00f2 che intorno a Dio l&#8217;uomo pu\u00f2 indagare con la ragione fu necessario che egli fosse ammaestrato dalla rivelazione divina, poich\u00e9 una conoscenza razionale di Dio non sarebbe stata accessibile se non a pochi, dopo lungo tempo e non senza errori; eppure dalla conoscenza di tali verit\u00e0 dipende tutta la salvezza dell&#8217;uomo, che \u00e8 riposta in Dio. Quindi, per provvedere alla salvezza degli uomini in modo pi\u00f9 conveniente e pi\u00f9 certo, fu necessario che sulle verit\u00e0 divine essi fossero istruiti per divina rivelazione. Di qui la necessit\u00e0, oltre alle discipline filosofiche oggetto dell&#8217;indagine razionale, di una dottrina avuta per divina rivelazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Soluzione delle difficolt\u00e0:<\/em><\/p>\n<p><em>1. \u00c8 vero che l&#8217;uomo non deve scrutare col semplice lume della ragione cose superiori alla sua intelligenza, ma se Dio gliele rivela deve accoglierle con fede. Infatti nel medesimo punto del Siracide si aggiunge (3, 23): &quot;Ti \u00e8 stato mostrato pi\u00f9 di quanto comprenda un&#8217;intelligenza umana&quot;. E precisamente in ci\u00f2 consiste la dottrina sacra.<\/em><\/p>\n<p><em>2. La diversit\u00e0 di principi o di punti di vista causa la diversit\u00e0 delle scienze. Una stessa conclusione scientifica pu\u00f2 dimostrarla infatti sia un astronomo che un fisico: per es., la rotondit\u00e0 della terra; ma l&#8217;astronomo parte da criteri matematici, cio\u00e8 fa astrazione dalla materia, mentre il fisico la dimostra tenendo contro ella materia (cfr. Aristotele, Metafisica, VI, 1, 1025b, 18-1026a; Boezio, La Trinit\u00e0, II; Tommaso d&#8217;Aquino, Commento al libro di Boezio sulla Trinit\u00e0, qu. 5, art. 2-3). Quindi nulla impedisce che degli oggetti di cui tratta la filosofia con la luce della ragione naturale tratti anche un&#8217;altra scienza che procede alla luce della rivelazione. E cos\u00ec la teologia che fa parte della dottrina sacra differisce secondo il genere dalla teologia che fa parte della filosofia<\/em>.<\/p>\n<p>Con la sua esemplare chiarezza e con la sua pacata, rigorosa lucidit\u00e0 razionale, Tommaso mostra come la filosofia e la teologia, non che escludersi, si compenetrino a vicenda; e inoltre come la via della ragione e la via della fede concorrano verso la stessa meta, che \u00e8 Dio, in maniera armoniosa e del tutto appagante per la natura dell&#8217;uomo. Dio, sommo Bene, vuol essere conosciuto dall&#8217;uomo secondo la sua natura, che \u00e8 una natura razionale; ma nello stesso tempo vuole che l&#8217;uomo si ricordi sempre che egli \u00e8 creatura, e che la sua ragione ha dei limiti precisi: perci\u00f2 non deve insuperbire, ma cercare nella teologia il completamento della filosofia, e nella fede il completamento della teologia. Tale \u00e8 la giusta gerarchia fra queste diverse, ma non contrastanti, forme di conoscenza delle cose divine. Dove \u00e8 evidente che la forma pi\u00f9 alta \u00e8 la fede: ed \u00e8 per questo che Ges\u00f9, una volta, ha avuto un moto di esultanza, esclamando: <em>Ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della terra, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. S\u00ec, o Padre: perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a Te!<\/em><\/p>\n<p>Di queste parole, chiarissime e ammonitrici, evidentemente si sono scordati i cattivi teologi della modernit\u00e0, i quali, gonfi di umana superbia per la propria intelligenza, hanno preteso di capovolgere ci\u00f2 che i loro predecessori, per secoli e secoli, avevano considerato acquisito, e hanno voluto, niente di meno, rovesciare completamente la prospettiva teologica, ponendo al centro della loro riflessione non pi\u00f9 Dio, ma l&#8217;uomo. Lo hanno fatto con finta umilt\u00e0, asserendo che il mistero di Dio \u00e8 troppo grande per la mente dell&#8217;uomo; ma in realt\u00e0 accecati dall&#8217;orgoglio, perch\u00e9 Dio ci ha offerto i mezzi per giungere alla visione delle cose supreme, ma ha voluto che quei mezzi, a un certo punto, vedessero la fede porsi alla guida della ricerca teologica. Essi, per\u00f2, la fede l&#8217;avevano persa; l&#8217;avevano persa, e intanto volevano stordire se stessi e gli altri con vane parole, con formule altisonanti: la <em>svolta antropologica<\/em>, il <em>silenzio di Dio<\/em>, il <em>Dio che si nasconde<\/em>, come a voler giustificare la loro superbia e la loro folle pretesa di rifare daccapo tutta la scienza teologica, come se uomini (e Santi) della statura intellettuale di Agostino e di Tommaso non avessero capito nulla. E cos\u00ec quei nani malefici, quei Rahner, quei Kasper, sono riusciti a cancellare il giusto orientamento delle scienze teologiche, cos\u00ec come dei malintenzionati riescono a cancellare la strada che conduce alla meta, modificando la segnaletica e, se non basta, ponendo delle frasche sul sentiero, in modo che l&#8217;occhio del viandante non lo scorga, e imbocchi un&#8217;altra strada. Povera teologia! Nelle mani di questi pervertiti, essa, da strumento d&#8217;innalzamento della ragione naturale verso le cose divine, \u00e8 divenuta strumento di confusione, d&#8217;incredulit\u00e0, di dubbio sistematico e di radicale scetticismo. Grazie a loro, la fede di molti credenti \u00e8 stata infettata; essi, infatti, a partire dal Concilio Vaticano II, sono riusciti a occupare delle posizioni decisive in seno alla Chiesa, sono riuscito a imporre la loro nuova &quot;teologia&quot; nei seminari e nelle facolt\u00e0 teologiche, e cos\u00ec hanno fatto in modo che due, tre generazioni di preti senza fede, o la cui fede era stata irrimediabilmente minata dai loro presupposti scettici e relativisti, prendessero il posto dei buoni sacerdoti di prima, i quali avrebbero avuto orrore anche solo al pensiero di poter essere di scandalo per la fede delle anime loro affidate. Oggi, invece, si assiste al tristissimo spettacolo di preti, imbevuti di falsa teologia, i quali non si curano affatto di dare scandalo ai loro parrocchiani: trasformano le loro chiese in ristoranti e pizzerie, in sale da ballo e in auditori per conferenze di noti esponenti della cultura di morte, anticristiana e radicali; nei casi pi\u00f9 gravi, invitano esponenti delle altre religioni a tenere i loro riti, a esibirsi in danze &quot;sacre&quot;, cio\u00e8 diaboliche, nel mezzo della santa Messa; e alcuni sciagurati osano proclamare in faccia ai fedeli la propria inversione sessuale, rivendicandola con fierezza, o presentano delle coppie omofile e le additano al plauso generale, quali esempi invidiabili di amore e tenerezza &quot;coniugale&quot;.Quando torner\u00e0 la sana e vera teologia ad essere un sostegno nel cammino della fede, come lo \u00e8 stata per secoli, e non una pietra d&#8217;inciampo? Certo: i cattivi teologi hanno dato il &quot;la&quot;; ma dei cattivi vescovi hanno dato loro spazio, e dei cattivi sacerdoti si sono uniformati alle loro blasfemie e bestemmie. \u00c8 da l\u00ec che vengono affermazione intollerabili come queste: che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>; che <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo e serpente<\/em>; che <em>Ges\u00f9 fa un po&#8217; lo scemo<\/em> e che <em>non era uno &quot;pulito&quot;<\/em>; che <em>le Persone della Santissima Trinit\u00e0 litigano sempre a porte chiuse<\/em>; che <em>Dio non \u00e8 pi\u00f9 Dio senza l&#8217;uomo<\/em>. Basta: si prova la nausea a continuare. \u00c8 tempo di reagire: abbiamo sopportato abbastanza. E Dio ci aiuti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La teologia esiste perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 ordinato a Dio: cio\u00e8 la sua intera esistenza, la sua intima natura e tutto il suo essere sono fatti in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,241,244,257],"class_list":["post-26406","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-san-tommaso-daquino","tag-santagostino","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26406"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26406\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}