{"id":26402,"date":"2011-01-15T05:56:00","date_gmt":"2011-01-15T05:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/15\/la-donna-sta-cercando-il-modo-di-non-aver-piu-bisogno-delluomo\/"},"modified":"2011-01-15T05:56:00","modified_gmt":"2011-01-15T05:56:00","slug":"la-donna-sta-cercando-il-modo-di-non-aver-piu-bisogno-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/15\/la-donna-sta-cercando-il-modo-di-non-aver-piu-bisogno-delluomo\/","title":{"rendered":"La donna sta cercando il modo di non aver pi\u00f9 bisogno dell\u2019uomo?"},"content":{"rendered":"<p>Che il rapporto fra uomo e donna sia giunto ad un punto critico, in quest&#8217;epoca che vorremmo poter chiamare gi\u00e0 post-moderna, ma che forse \u00e8 soltanto l&#8217;ultima, esangue fase di decadenza della modernit\u00e0, \u00e8 cosa che non richiede dimostrazione, perch\u00e9 sta palesemente sotto gli occhi tutti &#8211; o, almeno, di quanti vogliano vederla.<\/p>\n<p>Potremmo citare i dati, sempre pi\u00f9 raccapriccianti, delle separazioni e dei divorzi, ma ci\u00f2 illuminerebbe solo una piccola parte del problema: perch\u00e9 ormai moltissimi giovani non si sposano affatto, n\u00e9 in chiesa, n\u00e9 in municipio; eppure, la loro maggiore libert\u00e0 reciproca non si traduce nell&#8217;instaurazione di un rapporto pi\u00f9 stabile, ma, al contrario, nella disposizione a lasciarsi con una frequenza ancora maggiore di quanto avviene nelle coppie sposate, in una girandola infernale che non conosce pi\u00f9 soste, n\u00e9 momenti di riflessione.<\/p>\n<p>Ci si lascia, ci si prende di nuovo, ci si lascia ancora: non ci si concede nemmeno una settimana di tempo per fare il punto della situazione, per dare un po&#8217; di respiro alla propri affettivit\u00e0 frustrata, delusa, esasperata. E si ripetono sempre gli stessi errori, senza imparare nulla. Si ha il terrore di restare soli, ma non si fa niente per individuare le cause di una vita affettiva cos\u00ec insoddisfacente, cos\u00ec terribilmente fallimentare.<\/p>\n<p>Se a ci\u00f2 si aggiunge il dilagare dell&#8217;orientamento omosessuale, sia in forme occasionali, sia come scelta definitiva, si avr\u00e0 un quadro pi\u00f9 esatto della crisi gravissima che caratterizza il rapporto fra uomo e donna ai nostri giorni; una crisi quale non si era mai registrata in passato, a quel che ne sappiamo, perlomeno nell&#8217;ambito della civilt\u00e0 occidentale: con la sola eccezione, forse, della tarda grecit\u00e0 e, poi, della tarda romanit\u00e0, quando l&#8217;amore vero era considerato quello omosessuale, mentre il rapporto eterosessuale, e specialmente nell&#8217;ambito del matrimonio, era visto come un omaggio formale alle convenzioni sociali e all&#8217;obbligo della procreazione.<\/p>\n<p>Invece di sostenersi a vicenda e di darsi l&#8217;un l&#8217;altra il meglio della propria specificit\u00e0 di genere, l&#8217;uomo e la donna sembrano impegnati in una lotta senza esclusione di colpi, mirante a distruggere il partner, a sottometterlo, a sfruttarlo e poi &#8211; magari &#8211; a lasciarlo, non appena si presenti all&#8217;orizzonte una possibilit\u00e0 ritenuta pi\u00f9 interessante.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo e la donna non si fidano pi\u00f9 l&#8217;uno dell&#8217;altra; si guardano di sottecchi, con spetto, con fastidio, con malevolenza; non si aspettano nulla di buono e preparano le contromosse per non farsi cogliere impreparati quando verr\u00e0 la resa dei conti: proprio come due potenze vicine ed ostili, che preparino in segreto le armi per la guerra, pur se, formalmente, continuano ancora a parlare di pace e perfino di collaborazione reciproca.<\/p>\n<p>Vi sono coppie che, prima ancora di sposarsi, si preoccupano di stabilire presso un avvocato le modalit\u00e0 finanziarie di un eventuale divorzio; ve ne son altre che, fin dall&#8217;inizio, decidono, di comune accordo, di non volere figli, \u00abalmeno per il momento\u00bb, ma poi, di fatto, per sempre: manifestazioni evidenti, l&#8217;una e l&#8217;altra, di una totale sfiducia reciproca e, oltre a ci\u00f2, di una totale sfiducia nel futuro della famiglia, in un futuro da costruire insieme.<\/p>\n<p>Dei due, per\u00f2, a nostro avviso, \u00e8 &#8211; oggi &#8211; la donna a mostrarsi pi\u00f9 impaziente e insofferente del &quot;giogo&quot; maschile, pi\u00f9 desiderosa di emanciparsi quanto possibile da quella seccatura che le appare la relazione stabile con un uomo, con o senza matrimonio, con o senza figli. A numerose donne l&#8217;uomo appare come un essere egoista, superficiale, inaffidabile, pigro, disordinato, poco pulito, noioso e prevedibile; non parliamo poi a letto, un vero disastro.<\/p>\n<p>Saranno forse i frutti avvelenati di un certo femminismo esasperato degli anni Sessanta e Settanta, che vedeva in ogni uomo un nemico naturale della donna e teorizzava il lesbismo come forma radicale di liberazione dalla supposta sottomissione al maschio; sar\u00e0 che l&#8217;uomo, negli ultimi decenni, ha veramente cominciato a tirare fuori il peggio del proprio repertorio, trasformando in realt\u00e0 le accuse esagerate che gli venivano rivolte, con l&#8217;aggiunta di una buona dose di narcisismo e di effeminatezza: sta di fatto che tante donne, oggi, vedono l&#8217;uomo in questi termini e, perci\u00f2, non sembrano affatto desiderose di unire il proprio destino a un essere del genere.<\/p>\n<p>Molte donne sposate fanno di tutto per liberarsi del marito: lo fanno sentire di peso, lasciano trasparire il proprio disprezzo per indurlo ad andarsene. Poi, ottenuto ci\u00f2, rifioriscono: sembrano ringiovanite di vent&#8217;anni. Si vestono da ragazzine, vanno in giro o in palestra con le amiche, cambiano look, viaggiano, frequentano circoli e conferenze. Talvolta si prendono un amante, possibilmente giovanissimo, in modo da essere sempre in una posizione di forza e da poterlo mollare in qualunque momento lo vogliano.<\/p>\n<p>Lo stesso rifiorire, lo stesso giovanilismo un tantino esasperato si notano in molte vedove recenti, anche non pi\u00f9 giovani. Si direbbe che l&#8217;esser rimaste sole abbia fatto loro del bene, sono cos\u00ec trasformate da apparire irriconoscibili. Si concedono tutti quei piaceri epicurei che, prima, non si erano neanche sognate. E non \u00e8 detto che avessero dei mariti o dei compagni prepotenti, egoisti, distratti; forse erano persone normalissime, uomini normalissimi.<\/p>\n<p>Non si tratta, pertanto, di una ritrovata libert\u00e0 dopo anni di imposizioni autoritarie; semplicemente, \u00e8 la scoperta che da single, passati i quarant&#8217;anni, si sta meglio: non si deve pi\u00f9 pensare a nessuno, preoccuparsi di nessuno, sacrificarsi per nessuno. Anche i figli sono grandi e stanno fuori di casa; ci si pu\u00f2 godere la vita, ci si pu\u00f2 sentire libere e seducenti, come nei film americani. E senza il complesso della zitella, perch\u00e9 un uomo, prima, c&#8217;era: ma \u00e8 servito solo a dimostrare quanto si sta meglio da sole.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come un seminarista che, uscito nel mondo, si fidanza e poi torna all&#8217;ovile, avendo scoperto che l&#8217;amore terreno non \u00e8 poi un gran che, paragonato a quell&#8217;altro; allo stesso modo queste ex mogli ed ex compagne, una volta rimaste libere, o perch\u00e9 hanno espulso l&#8217;uomo, o perch\u00e9 la morte se l&#8217;\u00e8 portato via, si gettano nella vita da single, dopo aver fatto la prova provata che il m\u00e9nage di coppia non \u00e8 il massimo cui una donna possa aspirare, che dalla vita si pu\u00f2 avere qualcosa di assai migliore.<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che la ritrovata libert\u00e0 e i piaceri da poco scoperti siano in funzione di una rinnovata e pi\u00f9 gratificante vita sessuale. Alcune di queste donne scoprono che ne hanno abbastanza del sesso (anche se non lo hanno mai conosciuto veramente) e che ci sono tante altre cose pi\u00f9 gratificanti; altre passano freddamente da un letto all&#8217;altro, da un amplesso all&#8217;altro, ma senza mai lasciarsi coinvolgere, quasi per pigliarsi una rivincita. Altre ancora trovano comprensione e consolazione tra le braccia di un&#8217;amica, scoprendo che nessuno pu\u00f2 dar loro altrettanto piacere che una persona del proprio sesso.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che il dilagare dell&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 tipico delle epoche di decadenza, e la ragione \u00e8 questa: che, nelle epoca di decadenza, le persone sono angosciate, vedono il crepuscolo di un mondo, del loro mondo, e hanno paura, non sanno pi\u00f9 a chi o a che cosa aggrapparsi. \u00c8 allora che fioriscono mille credenze strane, mille culti nuovi, mille sette venute da chiss\u00e0 dove. Ed \u00e8 allora che si placa la paura dell&#8217;altro sesso, gettandosi nelle braccia di un individuo del proprio: perch\u00e9 nell&#8217;uomo e nella donna, quando sono disorientati e confusi, quando hanno smarrito la propria identit\u00e0, alla naturale attrazione reciproca subentra la paura l&#8217;uno dell&#8217;altra, delle loro differenze, del loro essere diversi. Meglio, dunque, cercare rassicurazione con il proprio simile, con chi conosce meglio di chiunque altro i segreti del proprio corpo e quelli della propria mente, della propria sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Si noti che tutte e tre queste &quot;risposte&quot; alle esigenze sessuali: la rinuncia al sesso, consolandosi con la favola della volpe e dell&#8217;uva; la pratica compulsiva e promiscua, ma senza alcun coinvolgimento emotivo; il ripiegamento nelle pratiche omosessuali, pur nella loro apparente diversit\u00e0, nascono da uno stesso disagio, da uno stesso disorientamento, da uno stesso timore.<\/p>\n<p>Quanto alla vita affettiva, un cane o un gatto &#8211; e sia detto con il pi\u00f9 grande rispetto nei confronti di quegli animali, cos\u00ec come per coloro che li amano &#8211; possono riempirla benissimo pi\u00f9 di un compagno umano, che ha il brutto difetto di voler dire la sua e di avere una volont\u00e0 propria; mentre il cane e il gatto dipendono dalla padrona in tutto e per tutto, sono grati di tutto, scodinzolano felici quando lei ritorna a casa o quando li porta fuori.<\/p>\n<p>Ci sono delle donne che hanno talmente concentrato il loro affetto su di un cane, che non potrebbero pi\u00f9 vivere senza di lui, n\u00e9 lui, povera bestiola, senza di loro: l&#8217;hanno resto totalmente dipendente, totalmente umanizzato, viziato come potrebbe esserlo solo un figlio unico di quattro anni. E guai a chi si presenta in visita alla padrona: l&#8217;amico a quattro zampe incomincia a ringhiare, a mostrare i denti, pare sul punto di volersi lanciare all&#8217;attacco per scacciare l&#8217;invasore, che lo rende pazzo di gelosia.<\/p>\n<p>Certo, amare gli animali \u00e8 una bella cosa: ma guai a farne il surrogato inconsapevole della presenza umana, del compagno che non c&#8217;\u00e8, che non si vuole attorno perch\u00e9 siede a tavola con le mani sporche, la sera se ne sta a guardare la televisione o a leggere il giornale, e &#8211; la notte &#8211; ha l&#8217;orribile difetto di russare.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 venire fuori da questa situazione?<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 immaginare che l&#8217;uomo e la donna ritornino a cercarsi con passione, con poesia, con la capacit\u00e0 di sognare e con l&#8217;attitudine a perdonare, cio\u00e8 con la disponibilit\u00e0 ad affrontare anche le difficolt\u00e0 del rapporto, sapendo che non tutto, nella vita, \u00e8 rose e fiori, ma ci\u00f2 in generale e non solo nell&#8217;ambito della coppia?<\/p>\n<p>E, in particolare, come potr\u00e0 la donna ritrovare la stima, l&#8217;attrazione, il desiderio nei confronti dell&#8217;uomo, ora che ha gustato abbondantemente il frutto proibito del grande segreto: che ella pu\u00f2 benissimo vivere da sola, senza rinunciare a niente e senza sentirsi inferiore alle amiche sposate o fidanzate?<\/p>\n<p>Il movimento, ovviamente, dovrebbe partire da entrambe le parti.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, da parte sua, dovrebbe ritornare a fare l&#8217;uomo: il che non significa assumere atteggiamenti da &quot;macho&quot;, ma ripristinare la propria virilit\u00e0 nel senso pi\u00f9 profondo del termine, che &#8211; sia chiaro &#8211; non si misura solo in termini di prestazioni sessuali.<\/p>\n<p>La sessualit\u00e0 risiede nell&#8217;anima e non negli organi genitali: si \u00e8 virili o femminili in tutto il proprio modo di essere, profondamente e naturalmente, oppure non lo si \u00e8, indipendentemente da ci\u00f2 che si fa sotto le lenzuola. E molti uomini, oggi, non lo sono pi\u00f9; probabilmente perch\u00e9 si sentono confusi e disorientati, proprio come sta accadendo a tante donne.<\/p>\n<p>Inoltre, l&#8217;uomo dovrebbe tornare a guardare alla donna senza paura, sospetto o rancore, ma con rispetto, fiducia e in un alone di poesia (pur senza cadere in un romanticismo autolesionistico): perch\u00e9 senza poesia l&#8217;incontro fra i sessi diventa un rapporto brutale e distaccato, un semplice accoppiamento, simile a quello degli stalloni con le giumente.<\/p>\n<p>Da parte sua, la donna dovrebbe deporre il fardello di un ruolo che \u00e8 stata indotta ad assumersi, contro la sua intima natura e che, dietro il miraggio di una non meglio precisata indipendenza, l&#8217;ha impoverita della sua parte migliore: il ruolo di surrogato del maschio, o &#8211; addirittura &#8211; quello che \u00e8 proprio del maschio, con la volont\u00e0 di svolgerlo meglio del maschio stesso, cos\u00ec, giusto per dimostrare (ma a chi, poi?) di non temere nulla e nessuno, di potersi prefiggere qualsiasi meta e qualunque risultato.<\/p>\n<p>Oltre ad averla forzata in un ruolo improprio, che ha spogliato la femminilit\u00e0 dei suoi fiori pi\u00f9 belli, per sostituirli con i cardi e le spine di una brutta copia della virilit\u00e0 (la mascolinit\u00e0, appunto) e sacrificato le sue potenzialit\u00e0 migliori, pi\u00f9 vive e pi\u00f9 ricche, la rincorsa del modello maschile ha obbligato la donna a sobbarcarsi una immane fatica nella vita quotidiana, facendosi in quattro per fronteggiare una mole immensa di impegni, di lavoro, di preoccupazioni.<\/p>\n<p>In certi casi, bisogna riconoscerlo, non si \u00e8 trattato di una scelta, ma di una necessit\u00e0 imposta dalle circostanze: economiche, familiari, personali. Ad esempio, la donna separata dal suo compagno, ma con dei figli minorenni a carico, ha dovuto, talvolta (ci\u00f2 dipende dal tipo di separazione), indossare anche i panni del padre, oltre a quelli della madre; e affannarsi tra il lavoro fuori casa, quello domestico e, magari, la cura dei genitori anziani e malati.<\/p>\n<p>In molti altri casi, per\u00f2, se si vuole guardare le cose con obiettivit\u00e0, bisogna ammettere che non si \u00e8 trattato di una dura necessit\u00e0, ma di una scelta sostanzialmente volontaria, non da altro motivata che dalla chimera di quella vaga &quot;liberazione&quot; e di quella nebulosa &quot;indipendenza&quot; di cui dicevamo prima: istanze artificiali di una ideologia femminista estrema o malessere individuale camuffato da rivendicazione di una libert\u00e0 che non era mai stata realmente minacciata da alcuno, se non nella immaginazione e nei fantasmi creati da una suggestione pseudo progressista.<\/p>\n<p>In altri casi ancora la donna, travolta dalla retorica di una libert\u00e0 a tutto campo e di un non meglio identificato diritto alla felicit\u00e0 (diritto che perfino la costituzione di alcuni Stati ha ufficializzato, senza che perci\u00f2 la vita si sia mai sognata di riconoscerlo ad alcuno), ha imboccato la via della emulazione maschile e rinunciato al proprio ruolo femminile, inseguendo un edonismo spicciolo che ha sedotto anche moltissimi uomini e che aborre da ogni idea di legame, di dovere e di sacrificio, in nome di una immediatezza e di una spontaneit\u00e0 che si traducono, di fatto, nel disordine esistenziale pi\u00f9 assoluto e nel richiamo esclusivo del piacere immediato.<\/p>\n<p>Ma quell&#8217;edonismo esasperato non le ha portato la tanto sospirata felicit\u00e0 e nemmeno uno stato di pace con se stessa, di accettazione e di amore per la vita.<\/p>\n<p>Quando vedremo la donna tornare ad essere veramente donna, felice di esserlo; e quando vedremo l&#8217;uomo tornare ad essere uomo?<\/p>\n<p>E quando li vedremo entrambi tornare a cercarsi con incanto, con trepidazione, con reciproca volont\u00e0 di arricchirsi e sostenersi a vicenda?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che il rapporto fra uomo e donna sia giunto ad un punto critico, in quest&#8217;epoca che vorremmo poter chiamare gi\u00e0 post-moderna, ma che forse \u00e8 soltanto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-26402","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26402"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26402\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}