{"id":26400,"date":"2022-11-11T05:05:00","date_gmt":"2022-11-11T05:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/11\/la-donna-cristiana-fulgido-esempio-di-virtu-e-amore\/"},"modified":"2022-11-11T05:05:00","modified_gmt":"2022-11-11T05:05:00","slug":"la-donna-cristiana-fulgido-esempio-di-virtu-e-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/11\/la-donna-cristiana-fulgido-esempio-di-virtu-e-amore\/","title":{"rendered":"La donna cristiana, fulgido esempio di virt\u00f9 e amore"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;avvento del cristianesimo ha portato ad un miglioramento o ad un peggioramento delle condizioni sociali della donna?<\/p>\n<p>I sostenitori della seconda tesi citano sempre quel famoso passo di san Paolo, invero estrapolato dal contesto (<em>Ef<\/em> 5, 22-24):<\/p>\n<p><em>22\u00a0Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore;\u00a023<strong>\u00a0<\/strong>il marito infatti \u00e8 capo della moglie, come anche Cristo \u00e8 capo della chiesa, lui, che \u00e8 il Salvatore del corpo.\u00a0<strong>24<\/strong>\u00a0Ora come la chiesa \u00e8 sottomessa a Cristo, cos\u00ec anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa.<\/em><\/p>\n<p>Tuttavia, queste raccomandazione (temperata dall&#8217;altra, rivolta ai mariti, di amare teneramente le loro mogli, come Cristo ha amato la sua Chiesa fino a dare la vita per lei) non significa nulla, di per s\u00e9, se non viene confrontata con la condizione della donna nella societ\u00e0 pagana. Dal confronto risulter\u00e0 anzi che la donna cristiana ha guadagnato molte posizioni rispetto alla donna greca e romana, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 solamente la <em>domina<\/em>, la padrona indiscussa di casa, ma \u00e8 anche e prima di tutto la preziosa compagna di vita, dotata di una dignit\u00e0 intrinseca in quanto persona, prima ancora di appartenere al genere femminile: perch\u00e9 \u00e8 merito imperituro del cristianesimo aver scoperto il concetto di persona, che si applica a ciascun essere umano anteriormente a ogni altra specificazione, per il solo fatto di esistere e di essere uomo.<\/p>\n<p>Inoltre il cristianesimo ha indicato una via onorevolissima alla donna che non sceglie la via del matrimonio: quella della verginit\u00e0 religiosa. Nella societ\u00e0 romana, a parte il caso delle Vergini Vestali che era l&#8217;eccezione alla regola, perch\u00e9 riguardava pochissime donne provenienti esclusivamente dalle famiglie patrizie, e perch\u00e9 la loro condizione era reversibile (passati i 30 anni di &quot;servizio&quot;, erano libere di sposarsi, poich\u00e9 venivano scelte ancora bambine e quindi non erano troppo vecchie per tornare a vivere nel &quot;mondo&quot;), la donna <em>doveva<\/em> sposarsi; se ci\u00f2 non accadeva, si accompagnava ad un severo giudizio di ordine morale, soprattutto perch\u00e9 si era sottratta alla funzione riproduttiva, considerata fondamentale. Non era previsto per lei altro destino che quello di sposa e di madre.<\/p>\n<p>Non parliamo poi della condizione della donna nella societ\u00e0 ebraica, la quale era molto pi\u00f9 subalterna e marginale che nella societ\u00e0 greca, per non dire di quella romana. In Giudea sarebbe stata inconcepibile la diffusione di un culto come quello della Vergine Santissima, non solo per motivi religiosi (la Madre di Dio!), ma proprio per il fatto che un membro del sesso femminile era considerato strutturalmente inferiore all&#8217;uomo. Il fatto che Ges\u00f9 ammettesse, nel suo seguito, anche delle donne, fra le quali sua mamma; e il fatto che nel suo insegnamento e in numerosi episodi della sua vita (le sorelle di Lazzaro; la peccatrice pentita; la samaritana) mostrasse simpatia, familiarit\u00e0 e stima nei loro confronti, era stato, agli occhi degli ebrei devoti, un fattore di debolezza e di sospetto, non certo di forza. E che i <em>Vangeli<\/em> tramandino come le prime testimoni della Risurrezione siano state delle donne, la cui testimonianza era priva di valore legale, corrobora indirettamente l&#8217;attendibilit\u00e0 di essi, perch\u00e9, se il racconto evangelico fosse stato costruito ad arte sul &quot;mito&quot; della Risurrezione, di certo i suoi autori non avrebbero commesso un simile passo falso, un&#8217;ingenuit\u00e0 tanto clamorosa.<\/p>\n<p>Il cristianesimo invece valorizza al massimo la scelta della verginit\u00e0 e della castit\u00e0, indicando alle donne che la compiono la via del chiostro e proclamando apertamente, come del resto anche nel caso dell&#8217;uomo, che la via dell&#8217;ordine sacro \u00e8 perfino pi\u00f9 nobile di quella, pur bella e santa, della vita coniugale, cos\u00ec come la vita contemplativa \u00e8 considerata superiore alla vita attiva. \u00c8 ancora san Paolo che parla (1 <em>Cor<\/em> 7, 25-28):<\/p>\n<p><em>25<strong>\u00a0<\/strong>Quanto alle vergini, non ho comandamento dal Signore; ma do il mio parere, come uno che ha ricevuto dal Signore la grazia di essere fedele.<\/em><\/p>\n<p><em>26\u00a0Io penso dunque che, a motivo della pesante situazione, sia bene per loro restare come sono; poich\u00e9 per l&#8217;uomo \u00e8 bene di starsene cos\u00ec.\u00a027<strong>\u00a0<\/strong>Sei legato a una moglie? Non cercare di sciogliertene. Non sei legato a una moglie? Non cercare moglie.\u00a0<strong>28<\/strong>\u00a0Se per\u00f2 prendi moglie, non pecchi; e se una vergine si sposa, non pecca; ma tali persone avranno tribolazione nella carne e io vorrei risparmiarvela.<\/em><\/p>\n<p>Questi consigli sono espressi nella prospettiva di una prossima manifestazione del Regno di Dio, e quindi esprimono una certa sfiducia nella condizione terrena, vista come fortemente condizionata dalle conseguenze del Peccato originale. Vi \u00e8 probabilmente anche una reminiscenza di ci\u00f2 che aveva detto Ges\u00f9 a proposito della donna che aveva sposato, uno dopo l&#8217;altro, sette fratelli, restando vedova ogni volta (<em>Lc<\/em> 20, 34-37):<\/p>\n<p><em>34<strong>\u00a0<\/strong>Ges\u00f9 rispose: \u00abI figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;\u00a0<strong>35<\/strong>\u00a0ma quelli che sono giudicati degni dell&#8217;altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie n\u00e9 marito;\u00a036\u00a0e nemmeno possono pi\u00f9 morire, perch\u00e9 sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.<\/em><\/p>\n<p>Analoga \u00e8 la concezione di Sant&#8217;Agostino, massima autorit\u00e0 canonica e teologica per tutto il medioevo e fino al sorgere della Scolastica matura, con la riscoperta delle opere aristoteliche sino ad allora sconosciute. Anche per lui la donna cristiana svolge una funzione insostituibile nella societ\u00e0 e nella Chiesa (che, nella sua prospettiva, sono un tutt&#8217;uno). Poich\u00e9 la famiglia, insieme alla propriet\u00e0 e al lavoro, \u00e8 la base stessa della societ\u00e0, ed \u00e8 anche la societ\u00e0 originaria in se stessa, la pi\u00f9 semplice ed elementare, la donna, che svolge un ruolo decisivo nel sostenere la famiglia, \u00e8 di conseguenza un cardine indispensabile dell&#8217;ordinamento sociale, tanto nei suoi aspetti pratici, di frugalit\u00e0 e laboriosit\u00e0, che in quelli di ordine morale e spirituale: temperanza, prudenza, fortezza e giustizia, e non solo \u00e8 di sostegno all&#8217;uomo, ma ne \u00e8 anche la saggia consigliera e l&#8217;instancabile cooperatrice.<\/p>\n<p>Scriveva a proposito della concezione agostiniana della donna il padre gesuita Angelo Brucculeri (1879-1969) nel suo importante studio <em>Il pensiero sociale di S. Agostino<\/em> (Roma, La Civilt\u00e0 Cattolica, 1945, pp. 227-231 <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p><em>Della sposa cristiana cos\u00ec parla S. Agostino, mentre al tempo stesso rinfaccia allo sposo la vita licenziosa: \u00abTu con vane scuse segui la passione. Ma la tua consorte non seguir\u00e0 il tuo esempio&#8230; Non con l&#8217;imitazione dei tuoi travisamenti reagir\u00e0 ella, ma col dolore dei tuoi falli. Ella \u00e8 casta e santa donna e realmente cristiana, che si strugge di fronte alle tue colpe, perch\u00e9 animata da zelo, non gi\u00e0 da gelosia. Ella riprova la tua condotta, non per s\u00e9, cui riesce nefasto un tal costume. Se dovesse ella esser fedele, nella sola ipotesi che anche tu lo fossi, scivolerebbe per la mancata condizione nel vizio. Ma poich\u00e9 ella ha impegnata la sua parola e a Dio e a Cristo, si manterr\u00e0 casta, nonostante il tradimento del consorte. Cristo infatti nell&#8217;intimo del cuore di lei fa sentire la sua voce corroborante: Soffri pure, ma non imitare il tuo sposo; che egli piuttosto sia attratto dal tuo esempio\u00bb (Sermo IX,11).<\/em><\/p>\n<p><em>Quando l&#8217;Oratore d&#8217;Ippona esaltava a questo modo la morale grandezza della sposa cristiana, s&#8217;spirava, senza dubbio, ai molti esempi di piissime donne di sua conoscenza; soprattutto doveva ricordarsi di Monica, sua madre, della quale nelle &quot;Confessioni&quot; fa questo ritratto: \u00abFormata alla scuola del pudore e della sobriet\u00e0 e da Te fatta docile ai genitori, pi\u00f9 che da essi resa docile a Te, appena raggiunta l&#8217;et\u00e0 conveniente, and\u00f2 a nozze. E serv\u00ec come suo signore il marito, e si studi\u00f2 di guadagnarlo a Te coll&#8217;eloquenza di quei costumi, con cui Tu la facevi bella agli occhi di lui e degna di riverente amore e di ammirazione. Le infedelt\u00e0 dello sposo toller\u00f2 in guisa da non AVER perci\u00f2 da litigare con lui. Attendeva che la tua misericordia sopravvenisse e con la fede ne formasse un casto. Tale era quella donna solerte discepola delle tue intime lezioni. Infine ella riusc\u00ec a guadagnare a Te lo sposo, negli ultimi suoi giorni, e in lui gi\u00e0 cristiano, non ebbe pi\u00f9 a deplorare ci\u00f2 che aveva deplorato prima ch&#8217;egli avesse il battesimo&#8230; Ed era anche la serva dei suoi servi. Chiunque la conosceva era pronto a lodarti,.. perch\u00e8 sentiva la tua presenza nel cuore di lei, come attestavamo le sue conversazioni\u00bb (Confess. IX,19-21).<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la pi\u00f9 eloquente espressione della virile fortezza si ha dinnanzi alla morte. Subirla ed affrontarla senza titubanze, mettendo il proprio sangue al servizio della propria coscienza e delle proprie convinzioni, \u00e8, certamente, il gesto supremo dell&#8217;eroismo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nei discorsi, ch&#8217;egli fece in onore delle grandi Martiri africane, Perpetua e Felicita, il S. Vescovo coll&#8217;animo vibrante di ammirazione inneggia alle famose eroine, di cui la prima trionfa non meno delle torture del tiranno che delle lagrime del vecchio padre e dei vagiti del suo neonato. Mai una vittoria pi\u00f9 splendida dell&#8217;idea sulla forza bruta, dello spirito sulla materia. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Un altro tipo di donna non meno degno di ammirazione \u00e8 la vergine cristiana. Nessun dubbio che lo stato verginale promosso dal Cristianesimo \u00e8 una prova della riabilitazione e della trasformazione sociale delle condizioni della donna. Prima si concepiva la donna cos\u00ec legata al matrimonio, cos\u00ec, legata alla procreazione, che senza di ci\u00f2 il suo valore era pressoch\u00e9 nullo. L&#8217;accidentalit\u00e0 del sesso faceva dimenticare la personalit\u00e0 della natura. Il Cristianesimo si oppose, e si opporr\u00e0 sempre, a questa angusta mentalit\u00e0, che sminuisce e deforma il pieno concetto di donna. S. Agostino che pure celebrava la santit\u00e0 del connubio, riconosceva &#8212; interprete fedele degli insegnamenti evangelici &#8212; nella verginit\u00e0 volontaria un pi\u00f9 perfetto stato di vita. Patrocinava cos\u00ec una gerarchia fra i valori morali, contrapponendosi a dottrine stoiche allora serpeggianti, per le quali si negava la disuguaglianza come nel bene cos\u00ec anche nel male.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Evangelo aveva gi\u00e0 tracciato una duplice strada alla condotta umana: l&#8217;una del PRECETTO, che forma (si direbbe oggi) il programma minimo per salvarsi, e l&#8217;altra del CONSIGLIO, per quelle anime elette, che volessero spingersi ben oltre nella rinuncia e nel sacrifizio. Si ebbe cos\u00ec fin dai primi secoli del Cristianesimo quel fiorire, particolarmente nel sesso femminile, della verginit\u00e0 volontaria e perpetua a cui tanto applaudono gli scrittori cristiani dei primi cinque secoli.<\/em><\/p>\n<p>Il fatto che i due sbocchi sociali della vita della donna cristiana, il matrimonio e l&#8217;ordine sacro, si siano inariditi, e che il secondo sia sul punto di prosciugarsi per mancanza di vocazioni (l&#8217;et\u00e0 media delle suore \u00e8 oltre settanta anni, il che attesta che il crollo \u00e8 incominciato pi\u00f9 di mezzo secolo fa, nel clima del post-concilio), attesta fino a che punto la societ\u00e0 odierna si possa considerare come radicalmente post-cristiana. All&#8217;esaurirsi delle vocazioni religiose femminili (e anche maschili, se \u00e8 per questo) fa riscontro l&#8217;affermarsi di una figura sociale nuova, la donna <em>single<\/em>, che non si sposa ma non rinuncia affatto alla vita affettiva e sessuale, e neppure alla maternit\u00e0, ossia che preferisce avere un figlio, ma non un marito, e non ha alcun complesso d&#8217;inferiorit\u00e0, semmai il contrario, verso le amiche sposate. La stessa cosa accade sul versante del matrimonio: le nozze si riducono a vista d&#8217;occhio, sostituite dalla convivenza pi\u00f9 o meno durevole. Inoltre negli ultimissimi anni ha preso piede l&#8217;ideologia omosessualista, per cui la convivenza e lo stesso matrimonio con una persona dello stesso sesso sono viste da alcuni come perfettamente simmetriche alla famiglia tradizionale. \u00c8 nata cos\u00ec un&#8217;inedita idea di famiglia, secondo la quale qualsiasi forma di unione, stabile o no, eterosessuale o no, \u00e8 comunque una <em>famiglia<\/em>. Una novit\u00e0 assoluta, sconosciuta a tutte le societ\u00e0 umane nel corso di cinquemila anni di storia.<\/p>\n<p>Il fattore culturale che ha dato il colpo decisivo alla tipologia della donna cristiana e ai suoi valori \u00e8 stato senza dubbio il sorgere della cultura femminista, accompagnata da un drastico mutamento nel campo delle abitudini di vita, dell&#8217;abbigliamento, dello spettacolo, del ballo e della musica leggera. La donna contemporanea si \u00e8 identificata con le dive del cinema e della televisione, si \u00e8 abituata ad esibire generosamente il suo corpo (salvo poi lamentarsi perch\u00e9 l&#8217;uomo tende a vederla solo come un oggetto sessuale) e, mercificandolo, crede di essersi fatta strada sulla via della <em>emancipazione<\/em>. Ma \u00e8 proprio vero che la donna moderna, post-cristiana e anticristiana, che non vuol neanche battezzare i suoi figli, si \u00e8 felicemente liberata e realizzata? O che, in ogni caso, si \u00e8 liberata e realizzata assai pi\u00f9 di quanto non si fosse liberata e realizzata la donna cristiana rispetto alla donna antica: ebrea, greca o romana?<\/p>\n<p>Cos\u00ec, giudicando di primo acchito: \u00e8 proprio verro che la donna odierna, che si \u00e8 (o che \u00e8 stata) proiettata con furia nel nuovo paradigma socio-culturale, \u00e8 pi\u00f9 felice, pi\u00f9 serena, pi\u00f9 pacificata di quanto lo fossero sua madre o sua nonna?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;avvento del cristianesimo ha portato ad un miglioramento o ad un peggioramento delle condizioni sociali della donna? 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