{"id":26393,"date":"2022-06-20T02:36:00","date_gmt":"2022-06-20T02:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/20\/la-disputa-sugli-universali-spia-di-antropocentrismo\/"},"modified":"2022-06-20T02:36:00","modified_gmt":"2022-06-20T02:36:00","slug":"la-disputa-sugli-universali-spia-di-antropocentrismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/06\/20\/la-disputa-sugli-universali-spia-di-antropocentrismo\/","title":{"rendered":"La disputa sugli universali, spia di antropocentrismo"},"content":{"rendered":"<p>Quando, precisamente, ha avuto inizio la &quot;svolta antropologica&quot;, a rivoluzione copernicana della teologia, e della filosofia, che ha condotto la nostra civilt\u00e0 da una visione teocentrica ad una visione sempre pi\u00f9 apertamente antropocentrica, fino all&#8217;esclusione del divino e alla pretesa dell&#8217;uomo di sostituirsi a Dio? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo partire da molto lontano: parecchi secoli prima del Concilio Vaticano II e di Karl Rahner; precisamente dalla disputa scolastica sugli universali. E poich\u00e9 chi non ha studiato storia della filosofia probabilmente non ne ha mai sentito parlare, ne diamo un breve ragguaglio.<\/p>\n<p>Quando noi, discorrendo, adoperiamo la parola <em>uomo<\/em> in senso generale, a che cosa ci riferiamo? Evidentemente, alle caratteristiche che fanno dell&#8217;uomo un uomo, e che si applicano indistintamente a tutti gli uomini, giovani e vecchi, europei o asiatici, e cos\u00ec via. Ma la categoria <em>uomo<\/em>, in se stessa, che cos&#8217;\u00e8? \u00c8 semplicemente un nome che noi diamo ai membri di quella categoria, o \u00e8 qualcosa che sussiste autonomamente? Cio\u00e8: sappiamo che dire <em>l&#8217;uomo<\/em> \u00e8 come dire <em>l&#8217;insieme degli esseri umani<\/em>, ossia degli individui che rientrano in quella categoria. Ma la categoria in quanto tale, \u00e8 reale o nominale? \u00c8 un puro nome, una convenzione concettuale, o \u00e8 un qualcosa di concreto? E, in tal caso, questo qualcosa sussiste solo insieme ai singoli individui, all&#8217;interno di essi, oppure sussiste anche al di fuori di essi?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare strano, ma tali domande, che oggi sono note sotto il nome di disputa sugli universali (<em>quaestio de universalibus<\/em>), ha appassionato i pensatori medievali per alcuni secoli, e ha chiamato in campo i maggiori filosofi e teologi per dirimere l&#8217;intricata e apparentemente effimera questione. Si sono formati due grandi schieramenti, i realisti e i nominalisti: i primi, sostenitori della realt\u00e0 effettiva delle categorie o universali; i secondi, del valore puramente nominale di essi. A sua volta la presa di posizione pro o contro la realt\u00e0 concreta degli universali aveva, o poteva avere, riflessi e sfumature tali da coinvolgere l&#8217;ortodossia teologica. Roscellino di Compi\u00e8gne, ad esempio, sostenitore d&#8217;un nominalismo radicale, negava ogni reale sussistenza al concetto di uomo e asseriva che esistono effettivamente solo <em>gli uomini<\/em>, cio\u00e8 i singoli individui. Da questa affermazione, apparentemente di carattere soltanto logico, scaturivano, invece, conseguenze devastanti sul piano teologico. Infatti se esistono solo gli individui, allora anche le tre Persone della Santissima Trinit\u00e0 non costituiscono una unit\u00e0, ma sussitono separate e distinte: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: e Roscellino, sfidato su questo terreno, non volle tirarsi indietro, e conferm\u00f2 che tale era la naturale applicazione del suo assunto. Questo naturalmente port\u00f2 gli altri teologi, come Anselmo d&#8217;Aosta e Abelardo (il quale era stato suo discepolo, oltre che di Guglielmo di Champeaux) a rivolgere contro di lui un&#8217;accusa estremamente grave, quella di triteismo: egli, per sua stessa ammissione, non affermava di non credere nell&#8217;unit\u00e0 di Dio, bens\u00ec in tre Persone separate ed autonome, insomma in tre divinit\u00e0.<\/p>\n<p>Come si vede, da premesse in apparenza modeste si pu\u00f2 giungere a conclusioni terribilmente serie. Abelardo, poco caritatevolmente, rivolse al suo ex maestro un&#8217;accusa formale di eresia, pur sapendo cosa ci\u00f2 avrebbe potuto comportare (e infatti le sue testi vennero formalmente condannate nel concilio di Soissons del 1092 ed egli stesso fu bandito dalla Francia e dall&#8217;Inghilterra, anche se poi ottenne il perdono del papa:<\/p>\n<p><em>Il chierico Roscellino afferma che in Dio le tre persone esistono separatamente le une dalle altre, come fossero tre angeli, in modo per\u00f2 che la loro volont\u00e0 e la loro potenza siano unite<\/em>.<\/p>\n<p>Aggiungendo poi, per buona misura, questo impietoso giudizio:<\/p>\n<p><em>[Roscellino] \u00e8 l&#8217;antico nemico della fede cattolica, il pi\u00f9 grande avversario di Dio, pieno di s\u00e9, arrogante e sempre orgoglioso, la cui detestabile eresia, affermata nel concilio di Soissons, \u00e8 stata punita con l&#8217;esilio, dal momento che egli riconosceva e predicava tre dei.<\/em><\/p>\n<p>Al che l&#8217;ex maestro, esasperato, rispondeva intingendo la penna nel vetriolo con la famosa <em>Lettera ad Abelardo<\/em> del 1120 (l&#8217;anno prima della morte), che \u00e8 anche, ironia della sorte, il suo unico scritto pervenutoci (cit. da <em>Wikipedia<\/em>):<\/p>\n<p><em>Tu hai spedito una lettera straripante di critiche contro di me, fetida delle immondizie contenute, dipingendo la mia persona come fosse coperta di macchie d&#8217;infamia come le macchie scolorite della lebbra. Niente di strano se tu arrivi a trasporti furiosi nelle tue vergognose proposte contro la Chiesa tu, che sei cos\u00ec violentemente all&#8217;opposto, per la qualit\u00e0 della tua vita, a questa santa Chiesa.\u00a0Per\u00f2 ho deciso d&#8217;ignorare la tua presunzione perch\u00e9 tu non agisci cos\u00ec riflettendo ma spinto dall&#8217;immensit\u00e0 del tuo dolore. E come il danno subito dal tuo corpo, del quale ti lamenti, \u00e8 irreparabile, cos\u00ec il dolore per il quale ti opponi a me \u00e8 inconsolabile. Ma tu devi temere la giustizia divina: la coda della tua impurit\u00e0, con la quale prima, finch\u00e9 ne avevi la possibilit\u00e0, tu pungevi senza discernimento, ti \u00e8 stata a buon diritto tagliata, fa&#8217; attenzione che la tua lingua, con la quale pungi adesso, non ti sia egualmente strappata. Prima, pungendo con la tua coda, sembravi un&#8217;ape, mentre, ora che pungi con la lingua, sembri un serpente.<\/em><\/p>\n<p>Roscellino prosegue rinfacciando ad Abelardo tutte le pagine oscure della sua vita, compresa la seduzione di Eloisa, la nipote del chierico Fulberto, e l&#8217;enorme scandalo che ne era seguito; non esita neppure a compiacersi della crudele punizione che gli era stata inflitta dall&#8217;adiratissimo zio, cio\u00e8 l&#8217;evirazione. Questo, per dare un&#8217;idea dell&#8217;asprezza che poteva assumere una polemica nata inizialmente su un terreno speculativo molto lontano dalle faccende quotidiane, quasi astratto. Certo gl&#8217;intellettuali medievali &#8212; presbiteri o no &#8211; non erano una razza d&#8217;uomini che se le mandava a dire; la nostra civile societ\u00e0, fatta d&#8217;ipocrisia e buona maniere, stenta a credere che due pensatori possano giungere a simili estremi verbali.<\/p>\n<p>Tornando alla disputa sugli universali, c&#8217;\u00e8 un aspetto particolare che deve essere valutato, anche per comprendere come mai i filosofi e i teologi della Scolastica si siano cos\u00ec vivamente appassionati ad essa, ma soprattutto per rispondere alla domanda che ci eravamo posti all&#8217;inizio: quando nasce, cio\u00e8, l&#8217;indirizzo antropocentrico della teologia.<\/p>\n<p>Tutta la questione \u00e8 stata riassunta efficacemente nel manuale <em>La ricerca del pensiero. Storia, testi e problemi della filosofia<\/em> di Nicola Abbagnano e Giovanni Fornero (Torino, Ed. Paravia, 2014, vol. 1b, pp. 210-212):<\/p>\n<p><em>A partire dal XII secolo, uno dei pi\u00f9 frequenti temi di discussione tra gli scolastici medievali fu il cosiddetto &quot;problema degli universali&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>In filosofia, per &quot;universali&quot; si intendono quei concetti generali che possono venir riferiti a pi\u00f9 individui o cose, come ad esempio i generi (animale) o le specie (uomo). Per &quot;problema degli universali&quot; si intende la questione relativa allo status ontologico di tali concetti, cio\u00e8 asl loro ipotetico corrispettivo reale. In atri termini, poich\u00e9 gli enti che ci circondano sono individuali e i concetti sono universali, sorge il problema della validit\u00e0 e verit\u00e0 di questi ultimi, ossia l&#8217;interrogativo circa l&#8217;esistenza o meno di realt\u00e0 universali.<\/em><\/p>\n<p><em>La diatriba fu impostata a partire da un passo dell&#8217;&quot;Isagoge&quot; (introduzione) di Porfirio alle &quot;Categorie&quot; di Aristotele e secondo i relativi commenti di Boezio:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIntorno ai generi e alle specie non dir\u00f2 qui se essi sussistano oppure siano posti soltanto nell&#8217;intelletto; n\u00e9, nel caso che sussistano, se siano corporei o incorporei, se separati dalle cose sensibili o situati nelle cose stesse ed esprimenti i loro caratteri comuni\u00bb (&quot;Isagoge&quot;, I).<\/em><\/p>\n<p><em>Tra le alternative indicate da Porfirio, una sola non trova riscontro nella storia della disputa: quella secondo la quale gli universali sarebbero realt\u00e0 corporee. In compenso, i dottori medievali si chiesero: gli universali esistono come &quot;conceptus mentis&quot;, ossia come concetti, o nozioni, della nostra mente; oppure esistono anche nella realt\u00e0? E in quest&#8217;ultimo caso: esistono separati dalle cose, in modo analogo alle idee platoniche; oppure esistono &quot;dentro&quot; le cose, alla maniera delle forme aristoteliche?<\/em><\/p>\n<p><em>Alcuni storici del passato hanno sopravvalutato il problema degli universali, tanto da fare di esso &quot;il&quot; problema per eccellenza della filosofia del Medioevo. Altri studiosi lo hanno invece considerato, per reazione, come qualcosa di secondario, o di marginale. Come succede spesso in questi casi, la verit\u00e0 sta probabilmente nel mezzo. In altri termini, la disputa sugli universali, pur non esaurendo tutta la problematica filosofica del Medioevo, ne costituisce pur sempre un elemento basilare e imprescindibile.<\/em><\/p>\n<p><em>La nascita, o meglio la formulazione esplicita, del problema degli universali (gi\u00e0 presente in modo implicito nel pensiero precedente) non deriv\u00f2 semplicemente dal fatto che i testi filosofici a disposizione nel Medioevo erano soprattutto testi di logica, ma da una ragione pi\u00f9 profonda, e cio\u00e8 dal ripiegamento critico della logica su se stessa, ovvero dal passaggio dallo STUDIO della logica al PROBLEMA della logica, consistente nella domanda intorno al valore della conoscenza razionale: In altri termini, INTERROGARSI SUL PROBLEMA DEGLI UNIVERSALI SIGNIFICA INTERROGARSI SUI POTERI STESSI DELLA RAGIONE E SULLA VALIDIT\u00c0 DEGLI STRUMENTI INTELLETTUALI DI CUI ESSA SI SERVE per parlare del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Storicamente parlando, questo atteggiamento pu\u00f2 essere assunto come un segno del nuovo spirito che cominci\u00f2 a pervade la scolastica a partire dagli ultimi decenni dell&#8217;XI secolo. Anteriormente a questo periodo nessun pensatore aveva potuto dubitare del fatto che i generi e le specie fossero le idee archetipiche nella mente divina e forme impresse alle cose da questa stessa mente. In questa prospettiva, il problema degli universali non aveva senso. Porlo significava infatti ammettere la possibilit\u00e0 di risolverlo anche in modo difforme rispetto alle dottrine che la prima scolastica aveva desunto dalla patristica facendone il patrimonio della speculazione teologica. Significava, in altre parole, assumere un punto di vista non pi\u00f9 soltanto teologico, ma filosofico, che vedeva negli universali non pi\u00f9 soltanto gli strumenti dell&#8217;azione creatrice di Dio, ma anche e soprattutto gli strumenti, o le condizioni, delle operazioni conoscitive dell&#8217;uomo. In questo senso la formulazione del problema degli universali rappresenta L&#8217;INSTAURAZIONE DI UN PUNTO DI VISTA CHE GUARDAVA PI\u00d9 ALL&#8217;UOMO CHE A DIO.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche le innumerevoli sottigliezze a cui il problema dette luogo possono essere considerate come l&#8217;espressione della nuova libert\u00e0 con cui l&#8217;uomo guardava a se stesso. Questa nuova libert\u00e0, che si manifest\u00f2 anche (&#8230;) attraverso la rinnovata attenzione che i filosofi prestarono al mondo, accompagn\u00f2 e sorresse la rinascita economica e sociale dell&#8217;epoca, che si espresse nella formazione o nel consolidamento delle repubbliche marinare e dei comuni, negli scambi, nei viaggi, nell&#8217;economia mercantile e, in generale, nella ripresa di uno spirito laico e intraprendente.<\/em><\/p>\n<p>Rinascita economica e Repubbliche marinare a parte, resta il fatto che, a partire dall&#8217;XI secolo, si sente aleggiare un&#8217;atmosfera nuova nella teologia e nella filosofia. Si sente che l&#8217;interesse dei pensatori \u00e8 rivolto al mondo per spiegarlo a partire dalla realt\u00e0 umana e non da quella divina. Se la polemica divamp\u00f2 sul terreno della logica, ci\u00f2 si deve sia al fatto, sopra ricordato, che allora erano soprattutto i libri di logica a circolare nei conventi e nelle universit\u00e0, soprattutto le traduzioni arabe di Aristotele; sia al fatto che il terreno della logica \u00e8 in apparenza neutro e quindi non coinvolge direttamente questioni pi\u00f9 scottanti, che allora un po&#8217; tutti erano riluttanti a sollevare (anche se ci\u00f2 pu\u00f2 accadere ugualmente, come nel caso di Roscellino). In ogni caso, la disputa assunse una portata tale da indurre i due campioni del pensiero domenicano, Alberto Magno e Tommaso d&#8217;Aquino, proporre una soluzione che si pu\u00f2 definire realista moderata. Gli universali esistono <em>ante rem<\/em>, da prima delle cose materiali, perch\u00e9 presenti da sempre nella mente divina; <em>in re<\/em>, perch\u00e9 trasfusi da Dio negl&#8217;individui all&#8217;atto della creazione; e <em>post rem<\/em>, perch\u00e9 la mente umana pu\u00f2 tradurli in concetti. E se due giganti come loro sentirono il dovere di scendere in campo le implicazioni antropocentriche della disputa dovevano essere abbastanza chiare da suscitare la loro preoccupazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, precisamente, ha avuto inizio la &quot;svolta antropologica&quot;, a rivoluzione copernicana della teologia, e della filosofia, che ha condotto la nostra civilt\u00e0 da una visione teocentrica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,129,141,257],"class_list":["post-26393","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-eresia","tag-filosofia","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26393"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26393\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}