{"id":26392,"date":"2018-07-20T12:51:00","date_gmt":"2018-07-20T12:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/20\/i-due-mali-che-ci-stanno-uccidendo-la-disgregazione-della-famiglia-e-quella-dellio\/"},"modified":"2018-07-20T12:51:00","modified_gmt":"2018-07-20T12:51:00","slug":"i-due-mali-che-ci-stanno-uccidendo-la-disgregazione-della-famiglia-e-quella-dellio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/20\/i-due-mali-che-ci-stanno-uccidendo-la-disgregazione-della-famiglia-e-quella-dellio\/","title":{"rendered":"I due mali che ci stanno uccidendo: la disgregazione della famiglia e quella dell\u2019io"},"content":{"rendered":"<p>La nostra civilt\u00e0 \u00e8 sull&#8217;orlo del crollo e i due mali che la stanno uccidendo sono la disgregazione della famiglia e la disgregazione dell&#8217;io. Se la famiglia si disgrega, la societ\u00e0 si perde; se si disgrega l&#8217;io, si perde l&#8217;individuo. Di fatto, le due cose stanno procedendo di pari passo, ed \u00e8 difficile dire quale dei due mali si sia manifestato prima e quale sia stato la causa dell&#8217;altro. Ormai essi sono cos\u00ec strettamente connessi che possiamo considerarli come una cosa sola, come se fossero un&#8217;unica malattia. Pertanto, o troveremo la cura e l&#8217;antidoto per entrambi, oppure non ci sar\u00e0 salvezza: un individuo sano non sopravive in una famiglia malata, n\u00e9 una famiglia sana pu\u00f2 reggere alle tensioni causate dalla malattia dei suoi componenti. Uno degli scrittori che ebbe pi\u00f9 viva coscienza di questa minaccia fu Luigi Pirandello; in pratica, per\u00f2, la sua inclinazione a ritenere la famiglia come di per s\u00e9 portatrice di male (la &quot;trappola sociale&quot;, ovvero la &quot;stanza della tortura&quot;) e a vedere nell&#8217;individuo la vittima dei suoi perversi meccanismi, gli impediva di comprendere che non esiste una famiglia malata che si contrappone a un individuo sano, ma che se l&#8217;individuo fosse sano, lo sarebbe anche la famiglia, perch\u00e9 la famiglia \u00e8 formata da individui, \u00e8 la societ\u00e0 naturale per eccellenza, anzi, \u00e8 la sola che meriti realmente questo nome. Un individuo sano pu\u00f2 ben reggere alla pressione di una famiglia malata, e una famiglia sana pu\u00f2 sopportare la prova di avere in s\u00e9 un individuo malato; quel che non \u00e8 sopportabile \u00e8 la tensione reciproca, costante, distruttiva di un individuo malato e di una famiglia malata, e di quel particolare tipo di malattia che nasce dalla disgregazione, cio\u00e8 dalla perdita del centro e dal prevalere delle dinamiche disordinate, degli istinti primitivi, della concupiscenza &#8211; per usare una parola tratta dal vocabolario teologico &#8212; sul piano ordinato, armonioso e positivo che deve presiedere sia alla costruzione dell&#8217;individuo, sia a quella della famiglia.<\/p>\n<p>Due precisazioni semantiche, prima di proseguire. Quando diciamo che la nostra civilt\u00e0 \u00e8 sull&#8217;orlo del crollo, non stiamo parlando della cosiddetta civilt\u00e0 moderna, la quale, in effetti, \u00e8 una anti-civilt\u00e0: il primo e pi\u00f9 notevole esempio di una pseudo civilt\u00e0 che cresce, come una pianta parassita, sull&#8217;organismo sano di una vera civilt\u00e0, ne succhia le sostanze vitali e alla fine ne provoca la morte. La civilt\u00e0 sana, sulla quale si \u00e8 abbarbicata la mala pianta della modernit\u00e0, \u00e8 la civilt\u00e0 cristiana, fiorita in Europa fra l&#8217;ultima fase della romanit\u00e0 e l&#8217;avvento dell&#8217;umanesimo. La modernit\u00e0 \u00e8 nata come un fungo velenoso sul corpo della civilt\u00e0 cristiana, ed \u00e8 nata da una precisa volont\u00e0 di contrapporsi ad essa, di minarla, di distruggerla, e di sostituirsi a lei, con la tipica stupidit\u00e0 del parassita che non sa, n\u00e9 pensa, che, una volta ucciso il proprio ospite, non avr\u00e0 pi\u00f9 nulla di cui vivere, e morir\u00e0 a sua volta. Non si prendano queste immagini come iperboliche: sono la descrizione fedele e obiettiva di quanto \u00e8 accaduto. La nostra civilt\u00e0 attuale, quella di cui siamo parte, nella quale ci muoviamo, pensiamo, sentiamo, \u00e8 la mescolanza fra la vera civilt\u00e0 europea, che \u00e8, o piuttosto era, quella cristiana, e l&#8217;anti-civilt\u00e0 moderna: non una sintesi, ma un rapporto da parassita a parassitato, da vampiro a vampirizzato, un mondo crepuscolare avviato al disfacimento, anche se uno sguardo superficiale potrebbe non accorgersene e perfino scambiare per indici di buna salute i segni indicatori del rapido decorso della malattia. Quel che di sano c&#8217;\u00e8 ancora nel nostro mondo, nella nostra societ\u00e0, nella nostra cultura, viene dal cristianesimo; tutto il resto \u00e8 la metastasi della modernit\u00e0, fatta di liberalismo, radicalismo, materialismo e consumismo, tutte ideologie e stili di vita che sono di per s\u00e9 distruttivi. Il liberalismo ha insegnato agli europei che ciascuno ha il sacrosanto diritto di fare, <em>nella<\/em> sua vita e <em>della<\/em> sua vita, tutto quel che gli pare e piace, di seguire qualunque impulso, di indulgere a qualunque depravazione, purch\u00e9 rispetti formalmente le leggi, leggi fatte apposta per concedere all&#8217;individuo la massima libert\u00e0 distruttiva: divorzio, aborto, eutanasia, libere unioni, matrimoni sodomitici, libert\u00e0 di drogarsi, tutto questo viene dalla cultura liberale, \u00e8 inscritto nel suo dna e non \u00e8 affatto una degenerazione, ma il logico e naturale sviluppo di quanto proclama quella ideologia. Lo stato, le leggi, servono solo a custodire questa folle libert\u00e0 anarchica: sono, letteralmente, al servizio del disordine costituito. Del marxismo, del fascismo e del nazismo non parliamo nemmeno: sono tardi sviluppi e tentativi di reazione al liberalismo, e stanno con esso in un rapporto di odio-amore; sono i figli illegittimi che vorrebbero spodestare il padre, e vendicarsi della sua indifferenza. La democrazia moderna, totalitaria quanto e pi\u00f9 del comunismo e del fascismo, \u00e8 il figlio legittimo del liberalismo, il figlio nel quale il padre si \u00e8 compiaciuto. Si osservi lo sviluppo storico parallelo della Gran Bretagna e degli Stati Uniti: \u00e8 un caso unico nella storia di due imperi che si succedono l&#8217;uno all&#8217;altro in maniera pacifica e perfino amichevole, che si passano la staffetta senza venire a una resa dei conti: si passa dalla <em>pax britannica<\/em> alla <em>pax americana,<\/em> tra la prima e la seconda guerra mondiale, con la naturalezza con cui si scivola da un piano inclinato verso il basso. Tale \u00e8 il passaggio dal liberalismo alla democrazia moderna: non c&#8217;\u00e8 soluzione di continuit\u00e0, perch\u00e9 i presupposti sono gli stessi, la prospettiva \u00e8 la medesima. E il consumismo non \u00e8 una escrescenza, non \u00e8 una degenerazione cancerogena della democrazia liberale, ma la sua essenza, la sua cifra autentica: \u00e8 impossibile concepire una democrazia moderna che non si regga sul consumismo, perch\u00e9 \u00e8 impossibile che si affermi una democrazia moderna su altri presupposti che la tirannia del mercato, la mercificazione dell&#8217;economia, il primato della finanza, della rendita, delle forze capitaliste parassitarie, risultato della tendenza all&#8217;accumulazione improduttiva del capitale rispetto all&#8217;economia reale, basata sul lavoro e sul risparmio delle persone. Ed \u00e8 impensabile che, per giungere a ci\u00f2, non venga messa a punto, dal potere finanziario dominante, una precisa strategia mirante alla sottomissione, psicologica ancora prima che materiale, dell&#8217;individuo, quello stesso individuo che il liberalismo pretende di voler &quot;liberare&quot;. Lo strumento essenziale del dominio \u00e8, infatti, non una cosa, ma un sentimento: il pi\u00f9 primitivo, il pi\u00f9 irrazionale, il pi\u00f9 incontrollabile dei sentimenti: <em>la paura<\/em>. Con la paura della povert\u00e0, il sistema mette le mani sul portafoglio delle persone, per mezzo delle banche; con la paura della malattia e della morte, si impadronisce del corpo fisco delle persone e le piega ai meccanismi di una medicina pensata non per sanare le malattie, ma per cronicizzarle; con la paura della solitudine e della emarginazione, le persone vengono spinte a mettersi nelle mani di una casta particolarmente nociva, avida e parassitaria, psicologi, psicanalisti, psichiatri, i quali, salvo lodevoli eccezioni, hanno per il paziente la stessa sensibilit\u00e0 che il consulente finanziario ha per la persona dei suoi clienti. Terrorizzato dalla povert\u00e0, dalla morte e dalla solitudine, l&#8217;uomo moderno si mette nelle mani di quegli esperti, di quegli specialisti, che finiscono per esercitare su di lui un controllo totale: sul suo portafoglio, sulla sua cartella clinica, sull&#8217;idea che egli ha di s\u00e9. A quel punto non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la persona, ma solo una povera creatura tremebonda, ricattabile, paranoica, facile preda di qualsiasi briccone che sia abbastanza astuto e abbastanza sfacciato da presentarsi come colui che offre la soluzione ai suoi problemi, mentre \u00e8 parte integrante della loro origine,<\/p>\n<p>E qui ci colleghiamo alla seconda precisazione semantica. Quando diciamo che \u00e8 in atto una disgregazione dell&#8217;io, l&#8217;&quot;io&quot; al quale ci riferiamo non \u00e8 la struttura originaria della vita interiore, della quale si \u00e8 perfino smarrita la nozione (la civilt\u00e0 cristiana la chiamava &quot;anima&quot;, per\u00f2 con un significato trascendente e soprannaturale), ma il &quot;piccolo io&quot; meschino e narcisista, che identifica il mondo con i suoi capricci, con le sue paure e con le sue brame, e che vive per passare da un desiderio all&#8217;altro, in un inseguimento tanto affannoso quanto vano, perch\u00e9 l&#8217;oggetto del desiderio, in un contesto culturale e spirituale di tipo consumista, \u00e8, per definizione, inafferrabile (ne sanno qualcosa gli eroi e le eroine di Ludovico Ariosto), e quindi la ricerca non \u00e8 che una serie monotona, ripetitiva, frustrante, di illusioni e delusioni, in una spirale senza fine e senza senso. Che questo io sia in fase di disgregazione, non \u00e8, di per s\u00e9, un male; anzi, sarebbe sicuramente un bene, se le persone avessero la nozione che esso non \u00e8 tutto l&#8217;io, e che il vero io, quello un tempo chiamato &quot;anima&quot;, non pu\u00f2 che avere un vantaggio dalla sua eclisse, perch\u00e9 potr\u00e0 finalmente venire alla luce, esprimersi e tentare di realizzarsi. Il dramma dell&#8217;uomo moderno \u00e8 quello di identificarsi con l&#8217;io illusorio e narcisista, e non concedere alcuno spazio, alcuna possibilit\u00e0, al suo vero io, alla sua parte pi\u00f9 vera e profonda, quella che \u00e8 chiamata al mondo per fare qualcosa, per assolvere a un compito, per realizzare un fine. Sta di fatto che l&#8217;uomo finisce per essere quel che crede di essere: se crede di essere una scimmia, diventer\u00e0 una scimmia; se crede di essere un mostro, diverr\u00e0 un mostro; se crede di essere solo un piccolo io meschino, capriccioso ed eternamente desiderante, la sua disgregazione gli apparir\u00e0 come una catastrofe, come una rovina, come un evento irreparabile, e finir\u00e0 per morirne. Perci\u00f2 \u00e8 necessario che l&#8217;uomo giunga alla consapevolezza di non identificarsi con il piccolo io, ma sviluppi la coscienza di essere molto, ma molto di pi\u00f9: un io immortale, destinato a vivere nell&#8217;eternit\u00e0, ma in una eternit\u00e0 infinitamente beata o infinitamente disperata, e questo dipender\u00e0 da lui e solamente da lui.<\/p>\n<p>Pertanto, se vogliamo sottrarci al tracollo cui siamo avviati, dobbiamo agire, contemporaneamente, al livello dell&#8217;individuo e al livello della famiglia. L&#8217;individuo deve tornare a volersi bene, a credere in se stesso, ad aver voglia di star bene, di condurre una esistenza sana, a porsi degli obiettivi che siano costruttivi e universalmente validi, tali, cio\u00e8, da soddisfare il suo personale bisogno di realizzarsi, ma anche da risultare utili per la societ\u00e0, a cominciare dalla famiglia cui egli appartiene; e la famiglia, a sua volta, deve tornare ad avere piena coscienza di s\u00e9, della sua importanza, della sua missione, delle cose che la fanno star bene e di quelle che la fanno star male: la famiglia vera, naturalmente, quella formata da un uomo e una donna che sia amano, che progettano un futuro e che desiderano, o almeno che non escludono, di avere dei bambini. Le altre famiglie, le cosiddette famiglie arcobaleno, formate da coppie omosessuali che si procurano i figli con vari artifici, il pi\u00f9 obbrobrioso dei quali \u00e8 quello di acquistarli da una donna bisognosa, che funge da animale riproduttivo, sono solamente sporcizia e spazzatura: e lo diciamo nel rispetto delle persone, ma senza alcun rispetto per l&#8217;idea che esse rappresentano, che \u00e8 un&#8217;idea mostruosa, aberrante, turpe. Una tipica idea liberale: io faccio quel che voglio, io ho diritto a realizzare il mio amore, io ho diritto di avere dei figli, in qualsiasi maniera, con qualunque espediente; con l&#8217;aggravante dell&#8217;ipocrisia, perch\u00e9 tutto questo viene presentato come un atto di amore, di sincerit\u00e0, di onest\u00e0, e addirittura cime una ricerca del &quot;vero&quot; bene dei bambini, i quali, essi dicono, non hanno bisogno di un padre e una madre, ma di un genitore 1 e di un genitore 2, dai quali avranno tutto l&#8217;amore di cui c&#8217;\u00e8 bisogno, senza lasciarsi condizionare da vecchi pregiudizi come il fatto che i due sessi sono stati creati per completarsi a vicenda, e che, affettivamente, ma anche anatomicamente parlando (ci si perdoni la brutalit\u00e0), il destino del maschio \u00e8 quello di amare una donna e di darle dei figli, non quello di farsi sodomizzare da un altro maschio; e il destino della donna \u00e8 quello di amare un uomo e avere dei bambini da crescere e da avviare alla vita adulta, non quello di prendersi una donna per amante e compagna di vita, quale mediocre surrogato dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Siamo avviati alla rovina, abbiamo gi\u00e0 un piede nell&#8217;abisso, eppure possiamo ancora ravvederci e salvarci. Non tutto \u00e8 perduto. Dobbiamo reagire, dobbiamo riscoprire la bellezza della nostra vera civilt\u00e0, la bellezza e la verit\u00e0 del cristianesimo, e liberarci della pianta parassita della modernit\u00e0, che le si \u00e8 abbarbicata intorno, cercando di soffocarla. Dobbiamo fare pulizia, nella nostra mente e nel nostro cuore, della folle ideologia liberale, deresponsabilizzante, permissiva, relativista, scettica, nichilista: perch\u00e9 la vita \u00e8 una cosa bella, dopotutto; \u00e8 un&#8217;avventura entusiasmante, una missione da compiere, nella ricerca della verit\u00e0 e non nel ridicolo e penoso inseguimento di sempre elusivi oggetti del desiderio, che sono solo la catena della nostra schiavit\u00f9, mediante la quale il diabolico consumismo ci tiene al guinzaglio come cani. Non siamo quelle piccole creature vermiformi, che strisciano sulla terra e sguazzano nel fango, in attesa di sparire nel nulla, che la cultura materialista oggi imperante vorrebbe farci credere; vi sono molte pi\u00f9 cose, in noi, e assai pi\u00f9 grandi, di quanto potrebbe sospettarne il pi\u00f9 grande di questi nani presuntuosi e sentenziosi, che passano, nella decadenza generale, per degli autentici maestri di pensiero. C&#8217;\u00e8 tutta una vita, l\u00ec fuori, che ci attende: quella vera, bella, luminosa, fatta per l&#8217;eternit\u00e0. Perch\u00e9 dobbiamo rinchiuderci da noi stessi in questa prigione buia e maleodorante? Perch\u00e9 dobbiamo rivolgere le nostre armi contro noi stessi? \u00c8 giunto il tempo di spezzare le catene. Dio \u00e8 con noi, ci cerca, ci chiama: e chi mai potr\u00e0 resisterci?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra civilt\u00e0 \u00e8 sull&#8217;orlo del crollo e i due mali che la stanno uccidendo sono la disgregazione della famiglia e la disgregazione dell&#8217;io. 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