{"id":26387,"date":"2017-06-03T01:38:00","date_gmt":"2017-06-03T01:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/03\/la-deriva-dottrinale-di-amoris-laetitia-era-stata-preparata-da-almeno-trentanni\/"},"modified":"2017-06-03T01:38:00","modified_gmt":"2017-06-03T01:38:00","slug":"la-deriva-dottrinale-di-amoris-laetitia-era-stata-preparata-da-almeno-trentanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/03\/la-deriva-dottrinale-di-amoris-laetitia-era-stata-preparata-da-almeno-trentanni\/","title":{"rendered":"La deriva dottrinale di Amoris laetitia era stata preparata da almeno trent\u2019anni"},"content":{"rendered":"<p>Molti cattolici &quot;in buona fede&quot; (lo scriviamo fra virgolette, perch\u00e9 una cosa \u00e8 dirsi tali, e un&#8217;altra cosa \u00e8 esserlo realmente) sono rimasti stupiti e sconcertati dalla evidente deriva dottrinale rappresentata dalla esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em> del 19 marzo 2016, che sembra (sembra!, \u00e8 lo stile di questo papa: tirare il sasso e poi nascondere la mano&#8230;) aprire ai divorziati risposati e ammetterli alla Santa Comunione, senza chieder loro di regolarizzare la loro posizione familiare; accettando cos\u00ec, di fatto, il divorzio.<\/p>\n<p>Si sono stupiti, si sono meravigliati, hanno cominciato a domandare spiegazioni, a porsi &#8212; finalmente &#8212; qualche domanda. Qualcuno di loro ha perfino deciso di non lasciarsi ricattare, moralmente e intellettualmente, dall&#8217;accusa di essere &quot;rigidi&quot;, che il papa Francesco lancia di solito contro quelli che non condividono le sue novit\u00e0: anche perch\u00e9 qui stiamo parlando di teologia morale, non di psicologia, e quindi non c&#8217;interessa sapere se una persona sia rigida di carattere, oppure no, ma c&#8217;interessa solo e unicamente di sapere se una certa proposizione dottrinale \u00e8 compatibile con il Magistero, con le Scritture e con la Tradizione, cio\u00e8 con gli elementi che, per un cattolico, formano la divina Rivelazione; oppure no. Al papa, al capo della sua Chiesa, un cattolico \u00e8 in diritto di chiedere se una certa affermazione \u00e8 conforme alla dottrina cattolica, o se non lo \u00e8. E se il papa, come ha fatto solo pochi giorni fa, dovesse rispondere che c&#8217;\u00e8 dottrina e dottrina, e che la vera dottrina \u00e8 quella che unisce (ma chi, poi?), mentre la falsa dottrina, che lui chiama, con sommo disprezzo, &quot;ideologia&quot;, \u00e8 quella che divide, allora noi ci permettiamo di ricordargli una frase di un certo Ges\u00f9 Cristo, che, se non andiamo errati, \u00e8 il solo ed unico capo della Chiesa, in senso assoluto e non relativo, come lo \u00e8 lui: <em>Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D&#8217;ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera<\/em> (<em>Vangelo di Luca<\/em>, 12, 51-53). E allora, come la mettiamo: a che cosa deve credere un vero cattolico, al Vangelo di Ges\u00f9 Cristo o al neovangelo del papa Francesco?<\/p>\n<p>Ma torniamo al nocciolo della questione: l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio cristiano e la possibilit\u00e0 che la Chiesa riconosca, <em>de facto<\/em> e <em>a posteriori<\/em>, il divorzio. Nel 1991, cio\u00e8 ventisei anni fa, le Edizioni Paoline traducevano e pubblicavano un libro di Armand Le Bourgeois (Annecy, 11 febbraio 1911-Parigi, 2 febbraio 2004), un prete francese divenuto vescovo di Autun, nella regione storica della Borgogna, fra il 1966 e il 1987, intitolato <em>Cristiani divorziati risposati<\/em>, che era tutto un inno alla possibilit\u00e0 che la Chiesa scopra infine la &quot;misericordia&quot; per i poveri divorziati risposati e non faccia pesare su di loro le tragiche conseguenze di un unico errore, per tutta la vita, ma li riammetta nel suo seno, cos\u00ec come sono, senza pretendere da loro impossibili, e ancor pi\u00f9 dolorose, rinunce, cio\u00e8 avallando, di fatto, il divorzio e la rottura del sacramento del Matrimonio cristiano. Un libro del genere, per giunta scritto da un ex vescovo, le Edizioni Paoline, prima della stagione del Concilio Vaticano II (come ormai \u00e8 entrato nell&#8217;uso definirla, con evidenti sottintesi apologetici, ma anche con un voluto margine di ambiguit\u00e0, in modo da poterle ascrivere qualunque merito e da assolverla, se necessario, da qualunque errore), non lo avrebbero pubblicato mai e poi mai. Sarebbe stato semplicemente inconcepibile. Del resto, nessuna autorit\u00e0 ecclesiastica avrebbe concesso il <em>Nihil obstat<\/em>, per l&#8217;evidente incompatibilit\u00e0 del suo contenuto con il sacro Magistero della Chiesa cattolica. Un libro del genere, le Edizioni Paoline &#8212; quelle che noi abbiamo conosciuto, stimato ed amato nella nostra infanzia e adolescenza &#8211; non lo avrebbero pubblicato neppure sotto la minaccia di un mitra spianato. Il cambio di passo \u00e8 incominciato fra gli anni &#8217;60 e &#8217;70, e all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 era ormai un fatto compiuto: ormai la stampa e l&#8217;editoria &quot;cattoliche&quot; erano state conquistate dal modernismo, e chi, ingenuamente, pensava di trovarvi ancora dei libri realmente cattolici, in realt\u00e0 si trovava esposto al veleno modernista, e lo assorbiva senza neanche rendersene conto.<\/p>\n<p>La stessa evoluzione, o piuttosto involuzione, si era verificata nel clero, e specialmente nell&#8217;alto clero: il fatto \u00e8 che i preti operai, nel corso degli anni &#8217;80 e &#8217;90, avevano fatto carriera, adesso erano vescovi e perfino cardinali: adesso avevano i mezzi per diffondere ad ampio raggio le idee semi-marxiste e semi-protestanti di cui erano stati, vent&#8217;anni o trent&#8217;anni prima, gli alfieri solitari; adesso avevano a disposizione tutti gli strumenti per imprimere alla Chiesa, nel suo insieme &#8212; non tutto d&#8217;un colpo, ma in maniera sicura, capillare, implacabile &#8212; la svolta modernista e progressista da essi desiderata. I seminari, nel frattempo, si era svuotati e cominciava a farsi sentire la scarsit\u00e0 dei sacerdoti, dato il naturale processo d&#8217;invecchiamento di quelli della precedente generazione, l&#8217;ultima che avesse seminato e raccolto delle nuove vocazioni; ma che importava? Quando mai i signori progressisti si sono preoccupati per il fatto, banalissimo, che la realt\u00e0 sembra dare torto alle loro belle teorie? Forse che i disastri del sistema sovietico e di quello cinese avevano minimamente scalfito l&#8217;aura di prestigio di cui godeva tuttora l&#8217;idea marxista fra i giovani di tutto il mondo, e specialmente fra quelli occidentali? Se i preti europei scarseggiavano, si sarebbe ovviato importando i sacerdoti dal Terzo Mondo; l&#8217;importante non era quello, ma proseguire, anzi, accelerare sulla strada delle &quot;riforme&quot;, spingere pi\u00f9 a fondo le &quot;intuizioni&quot; del Concilio, insomma, attuare pienamente quel che, in quel consesso, era stato, secondo loro, solamente abbozzato, impostato, ma non del tutto sviluppato.<\/p>\n<p>Comunque, ecco come le Edizioni Paoline hanno presentato ai loro lettori, in quarta di copertina, il libro <em>Cristiani divorziati risposati<\/em> del vescovo Le Bourgeois (titolo originale dell&#8217;opera: <em>Chr\u00e9tiens divorc\u00e9s remari\u00e9s<\/em>, Pris, Descl\u00e9e de Brouwer, 1990; tradizione dal francese di Pasquale Casillo; Cinisello Balsamo, Milano Balsamo, Edizioni Paoline, 1991):<\/p>\n<p><em>In circa vent&#8217;anni il vescovo francese Armand Le Bourgeois ha ricevuto quasi un migliaio di lettere da parte di cristiani divorziati risposati.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa corrispondenza venata di tristezza eppur fiduciosa, ripropone continuamente un&#8217;unica domanda: &quot;Il nostro nuovo matrimonio \u00e8 proprio una colpa imperdonabile, dal momento che veniamo esclusi dall&#8217;eucaristia?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Pubblicando col consenso degli interessati un certo numero di tali lettere, il vescovo emerito di Autun offre a tali coppie &quot;irregolari&quot; l&#8217;opportunit\u00e0 di far sentire alla Chiesa la loro viva fede. Ma Le Bourgeois espone con precisione anche la dottrina della Chiesa cattolica sull&#8217;argomento, che confronta con quella della Chiesa ortodossa e delle Chiese protestanti. E nondimeno neppure lui, vescovo, riesce ad astenersi dal chiedere: &quot;Bisogna proprio escludere sistematicamente dai sacramenti TUTTI i cristiani divorziati risposati?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Un libro coraggioso e nello stesso tempo equilibrato. Esso non intende affatto suggerire atteggiamenti ribellistici, ma semplicemente esortare alla pratica della misericordia evangelica verso fratelli e sorelle che, pur non essendo stati &quot;scomunicati&quot;, sono costretti a praticare per tutta la vita il &quot;digiuno eucaristico&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Complimenti, un vero capolavoro di gesuitismo, nel senso peggiore della parola: non si vogliono fomentare o suggerire &quot;atteggiamenti ribellistici&quot;, per\u00f2 si esercita una forte pressione morale per ammettere all&#8217;Eucarestia i divorziati risposati, descrivendo la loro situazione come se il &quot;digiuno eucaristico&quot; fosse colpa di qualcun altro, o, addirittura, della Chiesa stessa, sorda e chiusa alle loro voci imploranti. Oh, per carit\u00e0: l&#8217;Autore (un vescovo!) espone <em>con precisione<\/em> (ci mancherebbe) &quot;anche&quot; la dottrina della Chiesa; per\u00f2 sposa in pieno le petizioni dei suoi corrispondenti e domanda, con accenti melodrammatici: <em>Bisogna proprio escludere sistematicamente dai sacramenti TUTTI i cristiani divorziati risposati?,<\/em> accreditando l&#8217;idea, completamente falsa, che ad escludere costoro sia la Chiesa, o qualche volont\u00e0 maligna e vendicativa all&#8217;interno di essa, e non gi\u00e0 che si siano esclusi da soli, con le loro mani, mediante le loro stesse scelte, al punto che gi\u00e0 chiamarli &quot;cristiani divorziati&quot; \u00e8, puramente e semplicemente, una contraddizione in termini. Quanto poi alla domanda se li si debba escludere proprio tutti, essa gi\u00e0 suggerisce la &quot;soluzione&quot;: discernere, distinguere, regolarsi col buon senso&#8230; insomma, esattamente quel che ha fatto il papa Francesco con la <em>Amoris laetitia<\/em>. Cio\u00e8, lasciare in piedi, formalmente, la dottrina ufficiale sul matrimonio, che esclude il divorzio; per\u00f2, di fatto, aggirarla e svuotarla di senso, ammettendo e riconoscendo tutta una serie di possibili eccezioni alla regola, che saranno valutate, caso per caso, dai singoli vescovi o dai singoli sacerdoti. Ma vediamo quale sia la posizione del vescovo Le Bourgeois, riassunta nella <em>Conclusione<\/em> del libro, direttamente dalle sue parole (op. ci., p. 145):<\/p>\n<p><em>Nella storia recente della nostra vecchia Europa sono stati abbattuti muri che credevamo incrollabili. Gli uomini hanno sete di incontrarsi, di lavorare insieme per un modo fraterno.<\/em><\/p>\n<p><em>Le nostre Chiese hanno infranto molte barriere, hanno rivisitato una storia piena di pregiudizi. Ormai non andiamo pi\u00f9 a scovare le colpe gli uni degli altri, ma piuttosto cerchiamo di arricchirci gli uni gli altri, ci chiediamo se la tradizione degli uni non possa aiutare gli altri a comprendere meglio il messaggio di Cristo e a vivere da credenti in lui.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 venuto il momento di abbattere il muro che nella Chiesa cattolica tiene lontani dalla mensa eucaristica TUTTI i divorziati risposati, senza badare a situazioni particolari?<\/em><\/p>\n<p><em>Non bisogna nel contempo prendere sul serio un impegno umano come il matrimonio civile; non bisogna aprirsi alla misericordia verso coloro che, avendo un giorno contratto matrimonio religioso (e non matrimonio civile!), ora sono invischiati in legami inestricabili? Talvolta essi sono vittime, e la loro sorte non pu\u00f2 lasciare indifferente la nostra Chiesa; talaltra sono colpevoli: ma esistono dei peccati imperdonabili? Ci sono dei credenti che debbano essere privati per sempre del pane di vita?<\/em><\/p>\n<p><em>Al Padre della misericordia, al Dio di ogni consolazione, ma anche alla mia Chiesa affido tutti coloro che soffrono perch\u00e9 sono rifiutati.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;esordio \u00e8 particolarmente penoso: si evoca l&#8217;immagine del muro di Berlino per suggerire che anche il &quot;muro&quot; che esclude i divorziati risposati dall&#8217;Eucarestia dovr\u00e0 essere abbattuto, affinch\u00e9 gli uomini possano incontrarsi in spirito fraterno, cosa di cui hanno una gran sete. Nessuna distinzione fra il concetto laico dei &quot;diritti&quot; e il concetto cristiano dei &quot;doveri&quot;, come, del resto, nessuna distinzione fra &quot;Europa&quot;, espressione usata in senso laico, e &quot;Chiesa&quot; (semmai, si parla delle &quot;nostre chiese&quot;, come se quelle protestanti, ad esempio, fossero tutt&#8217;uno con quella cattolica), cosa un po&#8217; curiosa, da parte di un vescovo cattolico: ci\u00f2 che si oppone alla Comunione dei divorziati risposati \u00e8 un muro, dunque un male, e pertanto deve essere abbattuto. Dove abbiamo gi\u00e0 sentito questo linguaggio, pieno di muri da abbattere e di ponti da gettare, non importa verso chi, non importa se ci\u00f2 sia utile, se ci\u00f2 sia saggio, se ci\u00f2 sia possibile? Quando abbiamo gi\u00e0 udito parlare dei muri, fossero pure i muri di casa nostra, come di qualcosa di brutto, che esclude, e dei ponti, fossero pure i ponti che faranno entrare le tigri, affamate e inferocite, nel nostro giardino, come di qualcosa che \u00e8 buono in assoluto? Questa retorica folle, astratta, che non tiene minimamente conto della realt\u00e0 e che, soprattutto, non opera alcuna distinzione fra bene e male, fra giusto e ingiusto, fra lecito e illecito: dove e quando l&#8217;abbiamo gi\u00e0 vista e udita? E tutto questo gran parlare di &quot;misericordia&quot;? E questo silenzio assordante sul pentimento, quale condizione indispensabile per la remissione del peccato? E questo insinuare che, forse, non abbiamo ben compreso il messaggio di Cristo? E questo chiamare in soccorso le tradizioni delle altre chiese, quando ci\u00f2 fa comodo per il proprio discorso? Ma quel che pi\u00f9 colpisce, nelle parole di questo vescovo, \u00e8 il parlare della esclusione dei divorziati risposati dall&#8217;Eucarestia (ma lui scrive <em>pane di vita<\/em> con le minuscole) come di un &quot;rifiuto&quot; da parte della Chiesa, cui si potrebbe porre rimedio con la loro inclusione. Tutto fatto tra di noi, a livello umano. Possibile che a questo signore non sia venuto in mente che non si possono fare sconti in nome di Dio, e che non si pu\u00f2 barare con Colui che disse: <em>L&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti cattolici &quot;in buona fede&quot; (lo scriviamo fra virgolette, perch\u00e9 una cosa \u00e8 dirsi tali, e un&#8217;altra cosa \u00e8 esserlo realmente) sono rimasti stupiti e sconcertati<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[107,109,119,216],"class_list":["post-26387","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26387"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26387\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}