{"id":26384,"date":"2019-06-12T08:33:00","date_gmt":"2019-06-12T08:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/12\/la-democrazia-sta-morendo-ma-perche\/"},"modified":"2019-06-12T08:33:00","modified_gmt":"2019-06-12T08:33:00","slug":"la-democrazia-sta-morendo-ma-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/12\/la-democrazia-sta-morendo-ma-perche\/","title":{"rendered":"La democrazia sta morendo: ma perch\u00e9?"},"content":{"rendered":"<p>Tutti sentiamo, sappiamo e vediamo, che c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va nelle democrazie odierne; pure, \u00e8 impossibile manifestare apertamente questa impressione, esprimere questo disagio, perch\u00e9 subito scatta la censura del <em>politically correct<\/em>: ma come!, si dice, abbiamo combattuto per la libert\u00e0 (?), e ora voi vorreste che tornassimo indietro, vorreste vedere la nostra societ\u00e0 regredire alle dittature del passato, o, comunque, a delle forme di governo autoritario? Niente da fare: tutti sanno che la democrazia \u00e8 malata, forse in coma; tutti per\u00f2 devono far finta d&#8217;esser contenti e soddisfatti. &quot;Tutti&quot; sono gli intellettuali e, naturalmente, i politici; tutti i rappresentanti dell&#8217;<em>establishment<\/em>: gli altri, il popolino, che brontolino pure, purch\u00e9 non si oltrepassino certi limiti; nel qual caso scattano le denunce e partono le condanne. Tanto per ricordargli di stare al suo posto: va bene i motteggi, va bene le pasquinate, per\u00f2 non esageriamo. Eppure, chi davvero ama la libert\u00e0 farebbe meglio a interrogarsi sulle ragioni della crisi che travaglia la democrazia, invece di avvolgerla in una fasciatura da mummia, che la preserva solo in apparenza dagli oltraggi del tempo. \u00c8 una pessima politica quella di nascondere la sporcizia sotto il tappeto, o di simulare la salute raddoppiando lo strato di trucco sul viso. Meglio, molto meglio, guardare in faccia la realt\u00e0 e chiamare le cose col loro nome, sforzandosi di vedere se non ci sia, per caso, una soluzione ai problemi che ci attanagliano; altrimenti non si fa altro che accumulare i sintomi del male e, nascondendoli, aggravarli, finch\u00e9 essi esploderanno irresistibilmente e travolgeranno ogni cosa, rendendo impossibile qualunque tentativo di salvare l&#8217;organismo.<\/p>\n<p>Quando diciamo che la democrazia, oggi, \u00e8 manifestamente in crisi, non intendiamo parlare, semplicemente, del suo mal funzionamento, ma di una serie di dinamiche di portata assai pi\u00f9 ampia, globale e strutturale. Perci\u00f2 non bisogna confondere una democrazia che funziona male per delle ragioni contingenti e specifiche, come quella italiana, in cui non si riesce a ottenere neppure la buona amministrazione delle questioni ordinarie e di quelle locali &#8211; dal pareggio del bilancio all&#8217;efficienza dei servizi pubblici, ad un equo sistema fiscale e alla rapidit\u00e0 e affidabilit\u00e0 del sistema giudiziario &#8211; con il degrado della democrazia odierna su scala mondiale. Ci\u00f2 vuol dire che Paesi come il nostro vivono sulla propria pelle un doppio problema, il collasso della democrazia per ragioni interne, dovuto soprattutto alla mancanza di una classe dirigente degna di questo nome, e la crisi della democrazia come sistema politico in quanto tale, nelle condizioni date della tarda modernit\u00e0, e che non risparmia neppure le democrazie pi\u00f9 efficienti e quelle dotate della migliore macchina amministrativa, come la Germania, o la Gran Bretagna, o gli Stati Uniti d&#8217;America. Non ci occuperemo, in questa sede, del primo problema, che riguarda, appunto, situazioni legate alla particolare storia di questa o quella nazione (e c&#8217;\u00e8 chi sta peggio, molto peggio di noi: si pensi alle &quot;democrazie&quot; sudamericane o a quelle africane e asiatiche&#8230;), ma cercheremo di svolgere una breve riflessione sul secondo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 in crisi la democrazia, a livello globale? A nostro parere, perch\u00e9 la globalizzazione ha portato al pettine alcuni nodi che, altrimenti, avrebbero potuto restare quiescenti ancora per molto tempo, e in particolare due: la prevalenza del potere finanziario su quello politico, dall&#8217;alto e la crisi di rappresentanza, dal basso. Il potere finanziario \u00e8 un potere occulto, tanto \u00e8 vero che gli uomini pi\u00f9 potenti del mondo, i proprietari delle maggiori banche, sono scarsamente conosciuti dal grande pubblico, o perfino ignorati. In teoria, essi dovrebbero occuparsi dei loro affari, o cos\u00ec pensa l&#8217;uomo della strada; di fatto, essi <em>si occupano<\/em> dei loro affari, e ci\u00f2 implica che si occupano di ogni aspetto della vita moderna, a cominciare proprio dalla politica. In pratica, per poter realizzare i migliori investimenti e per fare denaro con le pi\u00f9 sfacciate speculazioni, essi hanno bisogno di esercitare una tutela, possibilmente discreta, cio\u00e8 poco visibile, sulla politica (ma anche sull&#8217;industria, l&#8217;agricoltura, il commercio, l&#8217;informazione, la sanit\u00e0, la cultura, la scuola, eccetera), piazzando uomini ad essi devoti nei settori chiave del governo e dell&#8217;amministrazione degli Stati, dalle superpotenze agli staterelli che esistono solo per il fatto di essere dei paradisi fiscali. Ci\u00f2 significa che devono selezionarli e farli eleggere: il che \u00e8 possibile investendo molto denaro nelle loro campagne elettorali e supportando con ogni mezzo la loro scalata al governo. Ed ecco spiegato il mistero di uomini pressoch\u00e9 sconosciuti che, nel giro di tempi brevissimi, arrivano ai vertici del potere, accompagnati da una intensa propaganda mediatica che presenta come naturale e quasi come fatale la loro carriera, come se dipendesse da qualche loro merito speciale, da qualche loro particolare abilit\u00e0, mentre dipende solo dal sostegno massiccio, implacabile, della grande finanza, che li mette in grado di sbaragliare la concorrenza.<\/p>\n<p>Ricordiamo alle anime belle che, in democrazia, tutti possono candidarsi alle cariche pubbliche, ma chi dispone di molto denaro pu\u00f2 farsi conoscere, pu\u00f2 accedere alla stampa e alle televisioni, pu\u00f2 diventare un personaggio mediatico e pu\u00f2 trovare un coro di approvazione presso giornalisti, opinionisti, politologi e tuttologi, i quali si prestano a servire con zelo il migliore offerente. A ci\u00f2 si aggiunga la potenza delle societ\u00e0 segrete, la massoneria <em>in primis<\/em>, le quali agiscono come delle gigantesche mafie e piazzano i loro candidati nei posti decisivi, escludendone tutti gli altri, e che offrono una rete di solidariet\u00e0 a livello non solo politico e mediatico, ma anche giudiziario: con giudici compiacenti che chiudono un occhio, e anche tutti e due, sui peccati dei &quot;fratelli&quot; mentre son pi\u00f9 che disposti ad accanirsi, perfino inventandosi reati inesistenti, contro quelli che &quot;fratelli&quot; non sono. Ora, specialmente nel caso dei grandi Stati, candidarsi alla politica con ambizioni di governo significa aver bisogno di somme enormi di denaro; e chi, se non la grande finanza, \u00e8 in grado di disporre di simili capitali? Non certo il privato cittadino, per quanto animato dalle migliori intenzioni e dotato di ottime capacit\u00e0 personali; e neppure i normali gruppi politici, come i partiti, almeno in base ai loro bilanci ufficiali e cio\u00e8 senza tener conto dei finanziamenti in nero che ricevono da chiss\u00e0 dove e da chiss\u00e0 chi, e soprattutto chiss\u00e0 mai a quali condizioni. Prendiamo il caso degli Stati Uniti, la democrazia per eccellenza: la prima in ordine di tempo, e quella che si pone come modello per tutte le altre. Anche il cittadino pi\u00f9 distratto e meno interessato alla politica sa come si svolgono le competizioni per la presidenza di quel Paese; sa, o intuisce, che dietro le quinte le multinazionali, e pi\u00f9 ancora le grandi banche d&#8217;affari, investono somme favolose su questo o quel candidato, non certo per beneficenza, o per una forma d&#8217;idealismo; e che cos\u00ec si spiega l&#8217;emergere improvviso di personaggi fino allora sconosciuti, come \u00e8 stato il caso di Barack Obama, la cui elezione viene poi presentata come un evento inarrestabile e quasi come una forza della natura, mentre \u00e8 vero l&#8217;esatto contrario: che un certo signor nessuno \u00e8 stato selezionato in base a precisi criteri, \u00e8 stato studiato a tavolino, \u00e8 stato &quot;lanciato&quot; a suon di milioni e miliardi di dollari, fino a portarlo alla Casa Bianca, per poi ottenere da lui una legislazione favorevole, e comunque mai contraria, agli interessi dei suoi finanziatori e manovratori occulti. Stesso discorso per altri personaggi &quot;politici&quot; in senso pi\u00f9 ampio, per esempio Bergoglio, un signor nessuno che non osa nemmeno farsi rivedere nella sua Argentina, dove ha lasciato un ben tristo ricordo di s\u00e9, ma che fin dalla sua elezione tutti i media, all&#8217;unisono, come se avessero ricevuto l&#8217;imbeccata dietro le quinte, hanno salutato e acclamato come l&#8217;uomo della Provvidenza, il papa santo, l&#8217;uomo di cui la Chiesa aveva bisogno per rinnovarsi e dialogare con un mondo in rapida trasformazione (infatti: un mondo sottoposto ai ritmi accelerati della globalizzazione, voluti dalla grande finanza).<\/p>\n<p>Contestualmente a questa invadenza del potere finanziario nella vita politica degli Stati, si registra una crescente erosione del principio di rappresentanza, perch\u00e9 i cittadini degli Stati democratici si rendono conto, e lo testimoniano andando a votare in numero sempre minore, che le loro possibilit\u00e0 di eleggere al Parlamento degli uomini che li rappresentino davvero, che facciano realmente i loro interessi, che lavorino onestamente per gli scopi dichiarati del governo, sono sempre pi\u00f9 labili e scarse; in altre parole, che il meccanismo della democrazia si \u00e8 terribilmente usurato, si \u00e8 inceppato, sta mostrando l&#8217;ordito, insomma ha smesso di funzionare quasi del tutto, anche se restano in piedi le forme democratiche. Per fare solo un esempio: dalla caduta del governo Berlusconi, nel 2011, alle elezioni politiche del 2018, per sei anni e mezzo la normale vita democratica, in Italia, \u00e8 stata congelata: quattro presidenti del Consiglio di sono avvicendati, in un momento gravissimo sotto il profilo economico e finanziario, e nessuno di essi \u00e8 passato attraverso il responso delle urne; tutti e quattro &#8212; Monti, Letta, Renzi e Gentiloni &#8212; sono stati nominati dal presidente della Repubblica, e in pratica, dietro le quinte, dall&#8217;Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea, vera artefice della caduta di Berlusconi. E questo \u00e8 accaduto in una democrazia &quot;matura&quot;, con una libera stampa (sic) e delle libere radio e televisioni (sic), per non parlare del libero sistema scolastico e universitario (sic); eppure nessuno, o quasi nessuno, ha gridato allo scandalo. Figuriamoci cosa accade nelle democrazie pi\u00f9 recenti e pi\u00f9 fragili, quelle del Terzo Mondo o quelle uscite dalla tanto strombazzata &quot;primavera araba&quot; del 2011 (e che era opera, sostanzialmente, dei servizi segreti occidentali e, ancora e sempre, della grande finanza internazionale). Negli Stati Uniti, la democrazia-madre, l&#8217;affluenza alle urne per le elezioni presidenziali, quelle che conferiscono un potere (teoricamente) enorme a un uomo solo e al suo <em>staff<\/em>, va ormai dal 50 al 60% degli aventi diritto: una percentuale che parla da sola. Ci\u00f2 significa che in tutto il mondo le democrazie sono diventate, di fatto, delle ristrette oligarchie, che non riflettono necessariamente le intenzioni di voto della maggioranza dei cittadini. E si veda, in proposito, il caso forse pi\u00f9 clamoroso, quello di Emmanuel Macron in Francia, un altro signor nessuno la cui sola benemerenza \u00e8 di esser stato scelto dal potere finanziario per sbarrare la strada alla destra di Marine Le Pen e tutelare, una volta eletto all&#8217;Eliseo, gli interessi dei suoi mandanti e padroni.<\/p>\n<p>La democrazia moderna \u00e8 dunque avviata verso una crisi irreversibile; crisi che ha inizio da quando il potere finanziario comincia a diventare globale, cio\u00e8 al principio del XVIII secolo, e al quale sono dovute, fra l&#8217;altro, le due guerre mondiali che hanno distrutto e umiliato la civilt\u00e0 europea. Il modello per eccellenza \u00e8 la democrazia antica: ma la situazione delle <em>poleis<\/em> greche, alle quali si possono accostare anche i comuni medievali, era molto diversa, soprattutto sul piano quantitativo. Una cosa \u00e8 governare una repubblica di 10.00, 50.000 o anche 100.000 abitanti, e una cosa \u00e8 governare una repubblica di 60 milioni, come l&#8217;Italia, o di 330 milioni, come gli Stati Uniti, o magari di 1 miliardo e 350 milioni, come l&#8217;India. Poi, oltre alle dimensioni, lo strapotere della finanza: le <em>poleis<\/em> greche avevano elaborato degli strumenti per contenerlo, bench\u00e9, allora, esso non fosse che ai primi passi nella sua marcia verso la conquista del potere totale; anche la Repubblica di Venezia, che non era una democrazia, ma una oligarchia illuminata che seppe tener alta la propria bandiera per oltre 1.000 anni, aveva creato gli strumenti per difendersi dall&#8217;aggressione del potere finanziario. Ma oggi quelle difese non esistono pi\u00f9, sono divenute addirittura inconcepibili: il dogma della libera circolazione delle merci e dei capitali ne ha colpito alla radice perfino la possibilit\u00e0 giuridica. Eppure, gi\u00e0 ai tempi della <em>polis<\/em>, non \u00e8 che fosse tutto rose e fiori; Aristotele, per esempio, vedeva benissimo i limiti, i difetti, le degenerazioni del potere democratico e aveva elaborato uno schema che contemplava tre tipi di democrazia, pi\u00f9 un quarto, del tutto degenerato, quello della demagogia imperante.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassume il pensiero di Aristotele rispetto alla democrazia lo storico dell&#8217;antichit\u00e0 Gustave Glotz (Haguenau, Alsazia, 1862-Parigi, 1935) nel suo libri pi\u00f9 famosi, <em>La citt\u00e0 greca<\/em> (titolo originale: <em>La cit\u00e9 grecque<\/em>, 1928; traduzione dal francese di Paolo Serini, Trino, Il Saggiatore, 1956, e Milano, Il Saggiatore, 1969, pp.181-183):<\/p>\n<p><em>La prima specie di democrazia, la pi\u00f9 antica e la migliore, \u00e8 quella che si fonda sul&#8217;eguaglianza: i poveri e ricchi sono sovrani in egual misura. \u00c8 la democrazia per eccellenza, perch\u00e9 attribuisce a tutti eguali diritti al diritto di cittadinanza. Si ritrova nei paesi agricoli e pastorali, dove i beni di fortuna sono modesti e tutti lavorano per guadagnarsi la vita. Ivi, ci si riunisce in assemblea soltanto nei casi indispensabili, per eleggere i magistrati o pi\u00f9 semplicemente per eleggere gli elettori, e per esaminarne la gestione; quanto al resto, si lascia la cura di governare ai pochi che possiedono mezzi sufficienti per occuparsi di politica. Aristotele trova in questo regime un buon esemplare della costituzione ch&#8217;egli predilige: quella che favorisce la classe media.<\/em><\/p>\n<p><em>Altre due specie di democrazia ammettono egualmente la sovranit\u00e0 della legge, ma differiscono per quanto concerne l&#8217;eleggibilit\u00e0 alle magistrature e il compito arrogatosi dall&#8217;Assemblea popolare. La seconda specie, abbastanza diffusa, subordina l&#8217;eleggibilit\u00e0 alle magistrature a un modico censo e la partecipazione all&#8217;Assemblea a condizioni severe, Tale sistema, permettendo una buona scelta dei magistrati senza suscitare gelosie, lascia generalmente ai magistrati larghi poteri, cosicch\u00e9 il popolo si accontenta di eleggerli e di chieder loro conto del proprio operato. Aristotele approva anche questo sistema, perch\u00e9 conferisce il potere ai migliori e, col renderli responsabili davanti a u&#8217;altra classe, li obbliga a governare con equit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella terza specie di democrazia, tutti i cittadini sono senz&#8217;alcuna distinzione eleggibili alle magistrature; ma la composizione e i diritti dell&#8217;Assemblea variano grandemente. In una citt\u00e0, i cittadini sono chiamati all&#8217;Assemblea per sezioni e a turno; in un&#8217;altra, entrano a turno nei collegi dei magistrati: collegi che si riuniscono in assemblea ristretta per discutere gli affari ordinari e sono convocati in assemblea plenaria soltanto per approvare le leggi, regolare le questioni costituzionali e ascoltare i rapporti dei magistrati. Altrove, si riuniscono per le elezioni dei magistrati e l&#8217;esame della loro gestione, per la legislazione, la pace e la guerra, e le altre funzioni sono riservate ai magistrati competenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Viene, infine &#8212; ultima in ordine di merito come in quello cronologico &#8212; la democrazia in cui la moltitudine non riconosce pi\u00f9 la sovranit\u00e0 della legge, ma si arroga per intero la sovranit\u00e0 e la esercita per mezzo di decreti. Un regime simile pu\u00f2 esistere soltanto nelle grandi citt\u00e0, perch\u00e9 fa predominare una classe che negli stato agricoli e pastorali conta poco o nulla; la classe dei lavoratori manuali e dei mercanti. Tale classe, il cui tenore di vita \u00e8 degradato e la cui attivit\u00e0 nulla ha di comune con la virt\u00f9, si aggira di continuo nei mercati e nelle vie della citt\u00e0, sempre pronta a riunirsi in assemblea, mentre gli agricoltori, dispersi per il territorio non sentono altrettanto vivo il desiderio di riunirsi. Un monarca dalle mille teste che si rifiuta di sottostare alla legge e che vuol farla da despota: tale il regime. Tale forma di democrazia \u00e8, perci\u00f2, nel suo genere, quel che la tirannide \u00e8 rispetto alla monarchia. Invece di preferire i cittadini migliori, li opprime e mette in onore gli adulatori. Ed ecco sorgere una razza la quale non appare mai finch\u00e9 la legge impera sovrana, e che sorge infallibilmente quando essa non \u00e8 pi\u00f9 tale: la razza dei demagoghi. Due ne sono i metodi di azione. Da un lato, essi foggiano i decreti abusivi che conferiscono ogni potere al popolo, perch\u00e9 la loro potenza pu\u00f2 solo avvantaggiarsi da un ampliamento della sovranit\u00e0 del popolo, di cui sono i padroni. Dall&#8217;altro, annichilano l&#8217;autorit\u00e0 dei magistrati con le accuse con cui li colpiscono davanti alla giustizia popolare.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ultima specie di democrazia \u00e8 quella in cui il popolo \u00e8 chiamato a deliberare su tutti gli affari e nessun magistrato pu\u00f2 prendere qualsiasi decisione senza il consenso dell&#8217;assemblea popolare.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando una democrazia \u00e8 pervenuta al punto da far tutto per via di decreti, non v&#8217;\u00e8 pi\u00f9 &quot;politeia&quot;, non v&#8217;\u00e8 pi\u00f9 vero regime costituzionale. Affinch\u00e9 questo esista, \u00e8 necessario, infatti, che la legge sua sovrana assoluta, che essa fissi le decisioni d&#8217;ordine generale e che i magistrati risolvano in base ai suoi principi i vari problemi particolari. Uno Stato in cui si faccia tutto per via di decreti non \u00e9, a ben guardare, una vera democrazia.<\/em><\/p>\n<p><em>Alle citt\u00e0 cos\u00ec duramente maltrattate Aristotele offre per\u00f2 una consolazione. Poich\u00e9 la forma peggiore di governo rappresenta la degenerazione di quella migliore, la democrazia &#8212; il cui ideale \u00e8 inferiore a quello dell&#8217;aristocrazia, e, ancor pi\u00f9, a quello monarchico &#8212; ha, nell&#8217;ordine della degradazione, il posto d&#8217;onore: \u00e8 il pi\u00f9 tollerabile dei regimi corrotti. In questo senso, si pu\u00f2 dire che \u00e8 il peggiore dei governi buoni e il migliore dei cattivi.<\/em><\/p>\n<p>Meditando sul pensiero di Aristotele ci si rende conto che la degenerazione della democrazia in demagogia, stanti i meccanismi della globalizzazione, specie di tipo finanziario, e le dimensioni degli Stati moderni, \u00e8 un fattore pressoch\u00e9 inevitabile. Dobbiamo allora contentarci di disporre del <em>peggiore dei governi buoni e del migliore dei cattivi<\/em>, come dice lo Stagirita? Contentarci di questo sistema di governo, solo perch\u00e9 riteniamo che altri eventuali sistemi sarebbero certamente peggiori? Ma peggiori per chi, sotto quale punto di vista? Il punto di vista, naturalmente, \u00e8 quello della libert\u00e0 individuale, vero e proprio dogma del liberalismo, di cui la democrazia \u00e8 figlia. Ma a che serve la libert\u00e0 individuale se tutte le altre spariscono? A farsi impiantare <em>volontariamente<\/em> un microchip sottocutaneo, onde essere meglio controllati e telecomandati, come gi\u00e0 accade nella <em>Svezia felix<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti sentiamo, sappiamo e vediamo, che c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va nelle democrazie odierne; pure, \u00e8 impossibile manifestare apertamente questa impressione, esprimere questo disagio, perch\u00e9 subito<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-26384","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26384\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}