{"id":26383,"date":"2009-05-20T12:46:00","date_gmt":"2009-05-20T12:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/20\/laporia-fondamentale-del-pensiero-democratico-e-presupporre-che-esso-sia-conforme-a-natura\/"},"modified":"2009-05-20T12:46:00","modified_gmt":"2009-05-20T12:46:00","slug":"laporia-fondamentale-del-pensiero-democratico-e-presupporre-che-esso-sia-conforme-a-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/20\/laporia-fondamentale-del-pensiero-democratico-e-presupporre-che-esso-sia-conforme-a-natura\/","title":{"rendered":"L&#8217;aporia fondamentale del pensiero democratico \u00e8 presupporre che esso sia conforme a natura"},"content":{"rendered":"<p>Sarebbe un grave errore pensare che il pensiero democratico sia intrinsecamente pi\u00f9 \u00abliberale\u00bb e pi\u00f9 tollerante di una qualsiasi altra ideologia politica.<\/p>\n<p>L&#8217;equivoco nasce dal fatto che \u00e8 divenuto un luogo comune affermare che la democrazia \u00e8 pi\u00f9 debole &#8211; ma anche eticamente superiore &#8211; a ogni altro pensiero politico, per il fatto che essa si impegna a garantire la libera espressione del dissenso anche a quanti non la condividono, permettendo cos\u00ec ai suoi mortali nemici di prosperare e di godere di quegli spazi di manovra che essi, andati al potere, si affrettano a revocare nei confronti di tutti gli altri.<\/p>\n<p>Ora, a parte il fatto che bisognerebbe spiegare ai detenuti di Guantanamo o alle vittime dei villaggi vietnamti, iracheni e afghani in che cosa consista tale supposta debolezza e tale supposta tolleranza, come pure agli abitanti di Hiroshima e Nagasaki, resta il fatto che se \u00e8 vero che la democrazia predica il rispetto formale delle altrui opinioni, di fatto essa si ritiene l&#8217;unica ideologia politica realmente conforme a natura, in quanto basata sulle libert\u00e0 naturali, e appunto perci\u00f2 inalienabili, dell&#8217;uomo. (Notiamo, per inciso, che delle altre specie viventi la democrazia non fa parola, perch\u00e8, essendo una ideologia antropocentrica e sviluppista, considera del tutto normale che l&#8217;uomo possa disporre a suo piacere della natura).<\/p>\n<p>Ne consegue che i cultori della democrazia non possono non guardare ad essa come a una realt\u00e0 che, presto o tardi, finir\u00e0 per imporsi ovunque, insieme al libero mercato, alle meraviglie della tecnologia e all&#8217;economia globalizzata: versione laica e post-moderna dello Spirito Assoluto di hegeliana memoria; oppure, se si preferisce, versione borghese del materialismo dialettico della Vulgata marxista. In entrambi i casi, si tratta della ferma convinzione che la propria idea politica corrisponde a una necessit\u00e0 della Storia e che, pertanto, presto o tardi finir\u00e0 per imporsi ovunque: pi\u00f9 o meno come i telai meccanici si sono imposti alle manifatture domestiche e hanno avuto la meglio (a suon di condanne a morte) sulla patetica resistenza dei luddisti, nell&#8217;Inghilterra della prima Rivoluzione industriale.<\/p>\n<p>\u00c8 ovvio che, se qualche societ\u00e0 o qualche Stato si ostina a resistere un po&#8217; troppo a lungo alle \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb, allora un piccolo aiutino alla marcia trionfale del Progresso diventa lecito, se non addirittura doveroso: come si pu\u00f2 tollerare, infatti, che alcuni esseri umani continuino ad essere esclusivi dai benefici della democrazia, loro \u00abnaturale\u00bb diritto? Di qui alla teoria della guerra preventiva, o a quella della guerra umanitaria, il passo \u00e8 breve: e, come abbiamo visto, non ci vuole molto a compierlo, quando si verifichino le condizioni adatte.<\/p>\n<p>Non vogliamo, tuttavia, impostare la presente riflessione sul terreno del pensiero politico, ma su quello della concezione antropologica presupposta dai sostenitori della \u00abnaturalit\u00e0\u00bb della democrazia e della \u00abinnaturalit\u00e0\u00bb degli altri sistemi politici.<\/p>\n<p>Il pensiero democratico moderno (quello antico meriterebbe un discorso a parte, che ci riserviamo di svolgere in altro momento) \u00e8 figlio del pensiero liberale; se non ci fossero stati l&#8217;Illuminismo e la Rivoluzione francese, non sarebbe nata l&#8217;idea democratica. A sua volta, il pensiero liberale \u00e8 figlio del pensiero giudaico-cristiano: senza il messaggio evangelico della uguaglianza di tutti gli esseri umani davanti a Dio, non ci sarebbero stati Lock e Rousseau, n\u00e9 gli \u00abimmortali principi\u00bb dell&#8217;89, al coro di \u00abLibert\u00e9, Fraternit\u00e9, Egalit\u00e9\u00bb. Ovvio.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 meno ovvio, a quanto pare, \u00e8 che il pensiero democratico moderno ha fatto una deliberata confusione tra l&#8217;idea cristiana della eguaglianza spirituale degli uomini, in quanto figli di Dio, e quella della loro eguaglianza politica, in quanto soggetti dei medesimi diritti, cosa che presuppone, manifestamente, anche la loro eguaglianza, o equivalenza, in fatto di capacit\u00e0 intellettuali, di attitudini morali, di esercizio attivo della propria cittadinanza: il che \u00e8, altrettanto manifestamente, assurdo.<\/p>\n<p>Eppure, lo slogan \u00abun uomo, un voto\u00bb, si regge proprio su questa deliberata confusione concettuale: si parte dalla (giusta) considerazione che ogni uomo deve godere di una pari dignit\u00e0 morale e giuridica, e si arriva alla (assurda) conclusione che ogni uomo \u00e8 perfettamente in grado di svolgere una partecipazione attiva alla vita politica, esercitando il proprio diritto di voto e ricoprendo qualsiasi funzione amministrativa e politica; anche se, in realt\u00e0, non ne possiede n\u00e9 le capacit\u00e0, n\u00e9 le attitudini e neppure il desiderio o l&#8217;interesse.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 affatto pessimismo antropologico, ma \u00e8 quanto emerge da una spassionata e oggettiva valutazione dei fatti. Vi sono molte persone, diciamo pure la maggioranza, che non sono in grado di comprendere nemmeno le basi essenziali della politica; e che, nondimeno, esercitano esattamente lo stesso peso elettorale di chi possiede capacit\u00e0 eminenti e ogni altra attitudine per svolgere un ruolo altamente positivo nel contesto della vita associata.<\/p>\n<p>E questo che diciamo per la politica, vale per ogni altro campo del pensiero e dell&#8217;attivit\u00e0 umana; non solo: vale, prima di tutto, ed a maggior ragione, nell&#8217;ambito di qualsiasi forma di vita sociale, dalla pi\u00f9 banale assemblea di condominio alla pi\u00f9 sublime forma di servizio e di missione spirituale, quale pu\u00f2 essere quella di un grande maestro religioso. Perch\u00e9 il fatto vero, evidente, innegabile, e che tuttavia i cultori della democrazia non vogliono vedere e si rifiutano di ammettere, \u00e8 che esistono due grandi categorie di uomini (astraendo da quanti sono colpiti da forme di invalidit\u00e0 o malattia vera e propria): coloro i quali sentono, pensano e agiscono in profondit\u00e0, e che sono guidati da un alto senso del dovere e della responsabilit\u00e0; e coloro i quali vivono all&#8217;insegna della superficialit\u00e0, della convenienza personale, della furbizia da quattro soldi.<\/p>\n<p>Esistono, naturalmente, infinite sfumatue intermedie; ed esiste la possibilit\u00e0 di cambiamenti, per cui &#8211; talvolta &#8211; accade che degli esseri umani passino dall&#8217;uno all&#8217;altro di questi due gruppi fondamentali; ma, nel complesso, la distinzione che abbiamo fatta \u00e8 quella su cui si regge la storia umana, per chiunque abbia occhi per vedere e non si lascia accecare da pregiudizi di alcun genere, per quanto \u00abbuonisti\u00bb e bene intenzionati.<\/p>\n<p>Ebbene, \u00e8 proprio questa semplice verit\u00e0 che ripugna profondamente ai cultori del pensiero democratico: pur di non rinunciare alla loro finzione di una umanit\u00e0 fondamentalmente omogenea, essi sono disposti a dare torto ai fatti di cinquemila anni di storia e ripetono, senza stancarsi mai, che, se opportunamente educato e indirizzato, anche l&#8217;uomo pi\u00f9 meschino e insignificante pu\u00f2 divenire un cittadino esemplare e un nobile sostenitore dei sacrosanti principi di libert\u00e0, fraternit\u00e0 e uguaglianza, ossia dei fondamentali diritti \u00abnaturali\u00bb.<\/p>\n<p>Lasciamo perdere, per ora, quanto di buona fede e quanto di mala fede ci possa essere dietro una posizione cos\u00ec palesemente assurda e insostenibile; lasciamo perdere, cio\u00e8, se dietro tanti integerrimi bardi del pensiero democratico non vi siano che dei prezzolati propagandisti dei poteri occulti, i quali hanno bisogno della menzogna egualitaria per poter meglio dominare e asservire la societ\u00e0, appiattendo e livellando l&#8217;opinione pubblica e spegnendo ogni focolaio di pensiero veramente libero e indipendente. Non \u00e8 questo che ci interessa discutere, in questa sede; ne parleremo, semmai, un&#8217;altra volta.<\/p>\n<p>Quello su cui ci preme riflettere, ora, \u00e8 l&#8217;estrema fragilit\u00e0, per non dire l&#8217;assoluta inconsistenza, della tesi secondo cui si potrebbe parlare dell&#8217;\u00abuomo\u00bb e della \u00abumanit\u00e0\u00bb come se tali termini designassero delle categorie sostanzialmente omogenee, pi\u00f9 o meno come si potrebbe parlare dell&#8217;insieme dei larici, delle betulle, dei leoni o dei delfini. A parte il fatto di avere due braccia, due gambe, due occhi e una bocca, nonch\u00e9 la stazione eretta, il pollice opponibile e un linguaggio di tipo vocale e articolato, gli esseri umani presentano delle differenze intellettuali e, soprattutto, spirituali, cos\u00ec profonde, da far pensare che non esista affatto un \u00abgenere umano\u00bb, per il semplice fatto che la natura umana \u00e9 un&#8217;astrazione, una meta ed un compito da realizzare eventualmente, non una realt\u00e0 data.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, insomma, \u00e8 un dover-essere, non una creatura definita, se non a livello puramente biologico; ma quello che segna la differenza pi\u00f9 grande fra uomo e uomo, \u00e8 appunto il diverso grado di consapevolezza di tale verit\u00e0. In altri termini, vi sono uomini (e donne) consapevoli di questo loro dover-essere, ed altri (e altre) che non lo sono affatto; uomini che si pongono lo scopo del proprio perfezionamento spirituale, che cercano di elevarsi intellettualmente e spiritualmente, di purificarsi, di vincere il proprio egoismo istintivo, di aprirsi all&#8217;amore disinteressato; ed altri che non ci pensano minimamente e, anzi, si ritengono moto in gamba ogni qual volta riescono a fregare il prossimo, a ingannare quanti si fidano di loro, a tradire i giuramenti pi\u00f9 sacri: il tutto in nome del proprio successo materiale e della propria affermazione sociale.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la \u00abmateria prima\u00bb con la quale i cantori della democrazia pensano di poter erigere il loro splendido edificio; e la cosa \u00e8 resa ancor pi\u00f9 problematica dal fatto che le regole stesse della democrazia sembrano fatte apposta (e forse lo sono) per facilitare l&#8217;ascesa dei pi\u00f9 ambiziosi, spudorati, cinici e disonesti, e non certo dei pi\u00f9 riflessivi, onesti, leali e disinteressati; in breve: dei peggiori, e non certo dei migliori.<\/p>\n<p>Non vogliamo trarre, da questo ragionamento, la conclusione che tutto il pensiero democratico \u00e8 un diabolico inganno e che va gettato nel cestino della carta straccia; vogliamo trarne, invece, l&#8217;ammonimento a non porre la democrazia come un dato \u00abnaturale\u00bb o come un monumento sul piedistallo, da adorare incondizionatamente; ma, semmai, come un faticoso punto d&#8217;arrivo verso il quale bisogna tendere, ma mettendo in opera tutte quelle strategie che la possano rendere viva e operante, nella piena consapevolezza della estrema difficolt\u00e0 di un tale progetto.<\/p>\n<p>Due sono, infatti, i pericoli pi\u00f9 grandi che minacciano la societ\u00e0 democratica: uno \u00e8 l&#8217;azione dei poteri occulti che, in essa, trovano il modo di dispiegare agevolmente tutta la loro malefica influenza; l&#8217;altro \u00e8 la sfrenata demagogia dei suoi ottimistici sacerdoti i quali, astuti o folli &#8211; come direbbe il Leopardi de \u00abLa ginestra\u00bb &#8211; o ingannano s\u00e9 medesimi, o vogliono ingannare il prossimo, allorch\u00e9 sostengono che gli uomini sono naturalmente portati alla libert\u00e0 e, quindi, all&#8217;esercizio della democrazia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero: la premessa \u00e8 sbagliata. Erich Fromm ha mostrato in modo esemplare che molti uomini e intere societ\u00e0 sono continuamente tentati di fuggire dalla libert\u00e0, come da un fardello insopportabilmente gravoso. E fuggono non solo, come pensava Fromm, in direzione dei totalitarismi, vere e proprie semplificazioni del modello politico-sociale e culturale; ma anche, pi\u00f9 semplicemente &#8211; e, a nostro avviso, pi\u00f9 tragicamente &#8211; verso il grande Nulla della stupidit\u00e0, della volgarit\u00e0 e della insulsaggine oggi dilaganti.<\/p>\n<p>Conosciamo personalmente, tanto per fare un esempio, persone che votano per il maggior partito attualmente al governo, per la ragione che il presidente del Consiglio \u00e8 il presidente del Milan. Si badi: non perch\u00e9 egli \u00e8 ANCHE presidente del Milan: ma PROPRIO perch\u00e9 \u00e8 il presidente del Milan. A questo punto, \u00e8 chiaro che l&#8217;interesse dei poteri forti &#8211; e, in gran parte, occulti &#8211; diventa, evidentemente, quello di agire su questo fondo di suprema stupidit\u00e0, allo scopo di rendere gli esseri umani, se possibile, ancora pi\u00f9 stupidi; e di avvilirli, facendoli sprofondare, se possibile, ancora pi\u00f9 in basso. Sempre nascondendosi dietro gli slogan demagogici secondo i quali bisogna dare alla gente ci\u00f2 che essa vuole: come dire che, se la gente vuole escrementi per colazione, pranzo e cena, quelli bisogna darle, beninteso con tutti i crismi della libert\u00e0 e della democrazia.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 sostenuto, in un recente articolo, che gran parte degli esseri umani sono dei dormienti i quali, se destati dai loro sogni voluttuosi, tendono a diventare feroci e a rivoltarsi contro coloro i quali li hanno richiamati alla realt\u00e0. Allo stesso modo si pu\u00f2 affermare che l&#8217;inganno della democrazia si basa sul fatto che quelli stessi che, sfruttando il potere mediatico, fanno di tutto per rincretinire il pubblico, sono proprio coloro i quali levano alte strida \u00abdemocratiche\u00bb allorch\u00e9 qualcuno denuncia i loro secondi fini, accusandolo di disprezzare la volont\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: ma la volont\u00e0 popolare non dovrebbe essere un feticcio sacro e intangibile: essa \u00e8 una pura astrazione, sia perch\u00e9 facilmente manipolabile da pressioni esterne, sia perch\u00e9 risulta dalla somma aritmetica, e perci\u00f2 disordinata e disarmonica, di situazioni umane fra loro incommensurabili, riflettenti la fondamentale bipartizione delle persone di cui si diceva prima.<\/p>\n<p>Come si viene fuori da questa fondamentale aporia?<\/p>\n<p>Semplice: non se ne viene fuori.<\/p>\n<p>Una delle grandi illusioni della democrazia (mutuata da Hegel, che pure non era affatto un campione della democrazia) \u00e8 che, grazie ad essa, si possa mediare tutto, risolvere tutto, appianare tutto. La democrazia, dunque, come \u00abclavis universalis\u00bb, come panacea per guarire tutti i mali, come bacchetta magica per risolvere tutti i problemi. La democrazia come toccasana autoevidente, in quanto ideologia tipica &#8211; anzi, la sola ideologia legittima e riconosciuta &#8211; delle persone in buona fede, delle \u00abbrave\u00bb persone.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 vero: ci sono cose che non si possono mediare, che esigono un salto qualitativo da parte del singolo individuo, se e quando egli decide di intraprendere il difficile cammino del proprio dover-essere, cosparso di ostacoli e poverissimo di gratificazioni che non siano quelle della propria coscienza.<\/p>\n<p>I democratici, pertanto, devono spogliarsi dei propri complessi di superiorit\u00e0; devono rivedere la bella favola che da se stessi hanno costruito intorno alla propria ideologia; e, soprattutto, devono liberarsi dallo spirito di crociata che li spinge a immaginare che il mondo intero soffra e gema nell&#8217;attesa impaziente di ricevere da loro il nuovo Vangelo della felicit\u00e0 universale.<\/p>\n<p>Altrimenti andranno incontro a molte, dolorose sorprese; come quella di scoprire che, in certe parti del mondo, i Talebani o gli uomini di Al Qaida sono pi\u00f9 popolari dei leader \u00abdemocratici\u00bb insediati a forza in quel di Kabul o di Baghdad.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero che i democratici sono tutti bravi e buoni, mentre i non democratici formano un&#8217;unica massa di cattivi soggetti: questo fa parte della mitologia che i primi hanno costruito su di s\u00e9, con intollerabile arroganza e con illimitato narcisismo.<\/p>\n<p>La democrazia \u00e8 un sistema politico come un altro, con i suoi pregi e i suoi difetti; e, se pu\u00f2 dare discreti risultati in determinati tempi e luoghi, non \u00e8 per\u00f2 esportabile indiscriminatamente, specie in quelle parti del mondo che hanno costruito dei percorsi storici molto diversi da quello dell&#8217;Occidente. Come ogni altro sistema di governo, la democrazia va storicizzata: \u00e8 il risultato di un determinato sviluppo politico, economico, sociale e culturale: non l&#8217;Alfa e l&#8217;Omega della storia umana.<\/p>\n<p>Signori democratici, un po&#8217; di umilt\u00e0.<\/p>\n<p>Il mondo era gi\u00e0 civile quando non aveva ancora elaborato niente di simile alla democrazia. Le Piramidi d&#8217;Egitto, il Palazzo di Cnosso e la Grande Muraglia cinese sono stati edificati senza di essa; Omero, Dante e Leonardo da Vinci componevano le loro opere senza sentirne la mancanza; Platone aveva espresso nei suoi confronti una profonda disistima, specie dopo aver visto in che modo essa aveva condannato a morte Socrate, \u00abil migliore degli uomini\u00bb. Per venire a tempi molto pi\u00f9 vicini a noi, Pirandello, Gentile e Ungaretti non ci credevano; ma, volendo, l&#8217;elenco sarebbe assai lungo.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, ogni sistema politico che parta da una antropologia erronea \u00e8 destinato a non reggersi: questa \u00e8 la parte ancor viva della lezione di Machiavelli. L&#8217;ideologia democratica non vede l&#8217;uomo quale egli \u00e8 veramente, ma attraverso le lenti deformanti del pregiudizio egualitario.<\/p>\n<p>Ci si potrebbe chiedere come mai, allora, essa si sia conservata, e sia pure a fatica, dal XVII secolo ad oggi, e come sia riuscita ad estendersi da piccole repubbliche come i Paesi Bassi, alla superpotenza statunitense. Una possibile risposta, che certamente non piacer\u00e0 ai democratici, \u00e8 che essa \u00e8 troppo utile ai poteri occulti, per volerla sostituire con altre forme di governo: si direbbe che essa sia la forma ideale per consentire il massimo dominio con la massima discrezione.<\/p>\n<p>E, se qualcuno non ne fosse interamente persuaso, forse farebbe bene a domandarsi come mai la stampa e i mezzi d&#8217;informazione parlino cos\u00ec poco delle riunioni annuali del Gruppo Bilderberg o del meccanismo del signoraggio, che rende le banche padrone di fatto dell&#8217;economia di mezzo mondo: eventi i quali, d&#8217;altra parte, sono molto pi\u00f9 significativi per i destini del mondo, che non l&#8217;elezione di questo o quel governo, o la transazione finanziaria di questo o quel gruppo industriale, naturalmente sanzionata da tutti i crismi della democrazia. Non \u00e8 questa materia su cui riflettere seriamente?<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima, piccola postilla su cui riflettere. Mentre stiamo scrivendo, il correttore automatico del computer sottolinea in rosso le parole \u00abBilderberg\u00bb e \u00absignoraggio\u00bb, segno che non le ha riconosciute. Cosa altamente istruttiva: la cultura ufficiale delle democrazie non ha voluto recepire le parole che pesano enormemente sulle nostre vite, ma che tradiscono la lunghissima coda di paglia dei sistemi democratici.<\/p>\n<p>Questa, crediamo, \u00e8 la prova migliore del fatto che la democrazia, in pratica, non \u00e8 quello che vorrebbe far credere di essere: e che tutte le libert\u00e0 da essa sbandierate, a cominciare da quella del pubblico dissenso, diventano lettera morta, se si cade nella madornale ingenuit\u00e0 di pensare che esse siano garantite automaticamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe un grave errore pensare che il pensiero democratico sia intrinsecamente pi\u00f9 \u00abliberale\u00bb e pi\u00f9 tollerante di una qualsiasi altra ideologia politica. 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