{"id":26377,"date":"2020-12-30T12:27:00","date_gmt":"2020-12-30T12:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/30\/la-crisi-del-cattolicesimo-e-anche-una-crisi-culturale\/"},"modified":"2020-12-30T12:27:00","modified_gmt":"2020-12-30T12:27:00","slug":"la-crisi-del-cattolicesimo-e-anche-una-crisi-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/30\/la-crisi-del-cattolicesimo-e-anche-una-crisi-culturale\/","title":{"rendered":"La crisi del cattolicesimo \u00e8 anche una crisi culturale"},"content":{"rendered":"<p>La Chiesa cattolica sta vivendo la crisi pi\u00f9 grave di tutta la sua storia. Nemmeno al tempo delle persecuzioni degli imperatori romani, prima dell&#8217;editto di Milano del 313, regnavano una tale confusione, un tale sbandamento, una cos\u00ec profonda crisi d&#8217;identit\u00e0. E nemmeno l&#8217;eresia ariana, che nel IV secolo prese uno sviluppo talmente impetuoso da far pensare che tutto il cristianesimo sarebbe divenuto ariano, e un numero impressionante di vescovi passavano nel campo del probabile vincitore, neppure allora si respirava l&#8217;atmosfera di crepuscolo, di disfatta, di dissoluzione che si respirano oggi nella Chiesa cattolica. Di questa crisi abbiamo parlato gi\u00e0 moltissimo, esaminandone i singoli aspetti e cercando di risalire sempre pi\u00f9 indietro per coglierne la prima radice, per individuare i fattori scatenanti pi\u00f9 remoti. Ma c&#8217;\u00e8 un aspetto che probabilmente non viene mai considerato abbastanza, perch\u00e9 siamo tutti presi da quello che fa e che dice il papa, o colui che attualmente si fa passare per tale; da quello che dicono e fanno i vescovi; da quello che dicono i teologi e da quello che fanno i sacerdoti e i religiosi. Infatti per capire l&#8217;attuale deriva e l&#8217;attuale autodemolizione della Chiesa cattolica, beninteso nelle sue strutture e manifestazioni esteriori (perch\u00e9 l&#8217;anima della Chiesa \u00e8 di Ges\u00f9 Cristo, e pertanto appartiene alla dimensione soprannaturale, ove nulla e nessuno la possono minimamente scalfire) bisogna tener conto della crisi e della deriva che hanno investito la cultura cattolica nel corso specialmente dell&#8217;ultimo secolo, intendendo la parola <em>cultura<\/em> nel significato pi\u00f9 vasto e non in quello ristretto che riguarda solo una <em>\u00e9lite<\/em> di professionisti e specialisti.<\/p>\n<p>Per capire, ad esempio, come mai la stampa cattolica, sia quella popolare, come <em>L&#8217;Avvenire<\/em> o <em>Famiglia Cristiana<\/em>, sia quella pi\u00f9 selezionata, come <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, sia divenuta ex cattolica, o meglio anticattolica, veicolando idee lontanissime e spesso contrarie a quelle della vera dottrina e della vera morale cattoliche, non basta indagare su quali direttori si siano avvicendati alla guida di quei giornali, e chi abbia spianato loro la strada, e sulla base di quali ragionamenti, o di quali forze, o di quali intrighi di palazzo; no: \u00e8 necessario chiedersi come mai milioni di lettori (sempre di meno, comunque: attualmente si tratta solo di alcune migliaia) abbiamo accettato una cosa del genere, continuando ad acquistare quei quotidiani o quei periodici, o rinnovandone l&#8217;abbonamento, in apparenza senza cogliere il tradimento che essi stavano, e stanno, perpetrando ai danni della verit\u00e0 cristiana; e come si sia arrivati a questo punto. Perch\u00e9 se un agricoltore o un apicoltore, che hanno sempre lavorato la terra e allevato le api, a un certo punto accettano di dare ascolto a dei sedicenti esperti che li consigliano di adottare metodi del tutto contrari alla loro esperienza; se un professore accetta di modificare radicalmente la propria impostazione didattica, in base a strampalate direttive provenienti dal Ministero dell&#8217;Istruzione, o da quello dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca, ebbene c&#8217;\u00e8 un problema da spiegare, grosso come una casa: come mai la gente smette di fidarsi del proprio sapere, di attingere alla propria saggezza, e accetta di seguire le direttive di sconosciuti i quali pretendono di rifare ogni cosa di bel nuovo, e di procedere in maniera difforme da quella di prima, anzi in maniera diametralmente opposta ad essa, lasciandosi condurre verso il baratro senza fiatare n\u00e9 mostrare alcun segno d&#8217;imbarazzo o inquietudine? In realt\u00e0, inquietudine e imbarazzo, a dir poco, ci sono: non sar\u00e0 un caso se <em>Famiglia Cristiana<\/em>, sempre per fare un esempio, \u00e8 scesa da 640.000 copie vendute nel 2005 &#8211; vendute e non stampate, cio\u00e8 senza calcolare quelle distribuite gratis o tornate in resa &#8211; alle 100.000 o poco pi\u00f9 del 2019. Complimenti vivissimi, don Antonio Rizzolo; e complimenti pure a lei, don Antonio Sciortino: i nostri nonni si rivolterebbero nella tomba se potessero vedere quel che avete fatto e state tuttora facendo del <em>loro<\/em> giornale, come se fosse <em>vostro<\/em> e non dei cattolici; se no perch\u00e9 non cambiate testata? \u00c8 troppo comodo pubblicare un giornale con quel titolo e attirare i lettori che si aspettano dei contenuti cattolici, e poi dar loro, invece, dei contenitori totalmente non cattolici.<\/p>\n<p>Per inquadrare il problema della crisi della cultura cattolica, abbiamo trovato dei validi spunti di riflessione in un ampio articolo del professor Danilo Castellano, filosofo del diritto e gi\u00e0 docente presso l&#8217;Universit\u00e0 di Udine, nel periodico <em>Instaurare omnia in Christo<\/em> (n. 3, dicembre 2020, pp. 3-4), intitolato <em>Necesse est ut veniant scandala<\/em>, del quale riportiamo un breve estratto:<\/p>\n<p><em>IL PROBLEMA DELLA CULTURA CATTOLICA.<\/em><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 san Paolo raccomand\u00f2 ai Tessalonicesi di esaminare tutto ma di ritenere solamente ci\u00f2 che \u00e8 buono (\u00abomnia probate, quod bonum est tenete\u00bb, I Lettera di Tessalonicesi 5, 21. Inoltre, lo stesso san Paolo raccomand\u00f2 ai cristiani del suo tempo di non conformarsi al mondo, alla mentalit\u00e0 secolare (Lettera ai Romani, 12,2). Segno che gi\u00e0 alle origini del Cristianesimo era viva fra i cristiani la tentazione di adeguarsi alle contemporanee mode di pensiero e di vita. Nel corso dei secoli questa tentazione si \u00e8 costantemente presentata. Soprattutto, per\u00f2, nell&#8217;epoca moderna e contemporanea essa ha trovato largo accoglimento. Si \u00e8 ritenuti e si ritiene, infatti, di fare opera pastorale buona &quot;battezzando&quot; sistemi di pensiero, tendenze morali largamente praticate, regimi politici. L&#8217;adeguamento ad ogni costo offre, da una parte, l&#8217;illusione di aver conquistato al Cristianesimo i suoi avversari e, dall&#8217;altra, esso \u00e8 meno faticoso e (almeno apparentemente) pi\u00f9 vantaggioso dell&#8217;opposizione. A questo proposito esemplare \u00e8 l&#8217;opera della Segreteria di Stato. Per richiamare solamente alcuni fatti, ricordiamo la politica che ha portato al &quot;Ralliement&quot; nei confronti della Francia laicista, massonica, anticlericale al tempo di Leone XIII; l&#8217;accoglimento del liberalismo politico(cardinale Gasparri e don Luigi Sturzo); l&#8217;illusorio tentativo di ricuperare il fascismo (padre Gemelli e Pio XI); l&#8217;abbraccio con l&#8217;americanismo (gi\u00e0 condannato da Leone XIII) e la democrazia moderna (Montini, quale sostituto alla Segreteria di Stato e, in parte, Pio XII); la linea della Ostpolitik del cardinale Casaroli e di Paolo VI; l&#8217;apertura alla Cina del cardinale Parolin e di papa Francesco. Su un piano parzialmente diverso (meno pragmatico e pi\u00f9 dottrinale) ma in continuit\u00e0 con questa &quot;linea&quot;, va considerata la benedizione della &quot;laicit\u00e0&quot; francese, rectius l&#8217;elogio (in occasione del suo centenario) della Legge della laicit\u00e0 (combattuta da san Pio X e considerata, invece, cristiana da Giovanni Paolo II) da parte di papa Wojtyla; la tesi secondo la quale il liberalismo sarebbe l&#8217;anima del cristianesimo (Benedetto XVI); l&#8217;erroneo insegnamento secondo il quale Lutero (confutato e giustamente considerato eretico dal Concilio di Trento) sarebbe un riformatore da apprezzare (papa Francesco). Lo scrisse apertamente Eugenio Scalfari dopo un colloquio (sollecitato direttamene da Bergoglio) pubblicato su &quot;La Repubblica&quot; pochi giorni prima del viaggio a Lund di papa Francesco.Soprattutto, per\u00f2, va considerato, a questo proposito, l&#8217;atteggiamento metodologico del Concilio Vaticano II che tent\u00f2 un &quot;recupero&quot; della modernit\u00e0 al Cristianesimo, non riuscendovi &#8212; \u00e8 vero &#8212; ma presentando la Chiesa cattolica prona innanzi al mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 dimostra che la cultura cattolica contemporanea si pone in un rapporto di costante subordinazione rispetto alla cultura elaborata in opposizione al Vangelo. I tentativi fatti nella seconda met\u00e0 del secolo XX di dimostrare che il marxismo era &quot;recuperabile&quot; alla dottrina cattolica (essendone, per taluni, figlio) analogamente a quanto era stato fatto da san Tommaso d&#8217;Aquino con l&#8217;aristotelismo, non considerano che Aristotele non si poneva &quot;contro&quot; il Cristianesimo (cosa impossibile essendo vissuto prima di Cristo) come, invece, fa Marx, sviluppando le premesse del pensiero illuministico. Emblematica, a questo proposito, \u00e8 la posizione di Maritain che negli anni Trenta del Novecento sostenne la tesi del marxismo come eresia cristiana; tesi sconfessata subito da Pio XI che defin\u00ec, invece, il marxismo come dottrina intrinsecamente perversa.<\/em><\/p>\n<p>Castellano giustamente ricorda che il magistero della Chiesa, in quest&#8217;ultimo secolo, non \u00e8 stato esente da ripensamenti e oscillazioni nei suoi giudizi verso il mondo moderno, i suoi governi e le sue manifestazioni: i casi dell&#8217;americanismo, del liberalismo, del fascismo e del comunismo mostrano <em>ad abundantiam<\/em> che alcuni papi hanno ritenuto di poter dialogare, e perfino di poter stabilire delle alleanze tattiche, con ideologie che i loro predecessori avevano disapprovato e condannato. E non stiamo parlando di questioni di secondaria importanza: il liberalismo \u00e8 stato solennemente condannato da Pio IX, nel <em>Sillabo<\/em>, insieme a molte altre espressioni della cultura societ\u00e0 moderna, mentre sotto il pontificato di Pio X (che non pu\u00f2 certo essere sospettato di simpatie moderniste) venne stretto il Patto Gentiloni che port\u00f2 al sostegno, sia pure indiretto, dei cattolici ai candidati liberali in funzione antisocialista. Al tempo stesso, e altrettanto giustamente, Castellano fa notare &#8212; in altra parte del suo saggio &#8212; che una cosa \u00e8 il magistero straordinario dei pontefici, infallibile e vincolante, e un&#8217;altra cosa \u00e8 il magistero ordinario, il quale non implica necessariamente l&#8217;infallibilit\u00e0 e tuttavia impegna i fedeli, beninteso se rispetta alcune condizioni, fra le quali avere per oggetto le verit\u00e0 della fede ed essere in continuit\u00e0 con il magistero precedente, con i Concili e con la Tradizione. Ora, il problema che si pone a partire dal Vaticano II, e con tutti i pontefici che sono succeduti a Pio XII, \u00e8 proprio quello della continuit\u00e0 del loro magistero con quello anteriore al Concilio. Come si pu\u00f2 sostenere che la <em>Dignitas Humanae<\/em> del 7 dicembre 1965, che afferma solennemente il principio della libert\u00e0 religiosa (e quindi presuppone il relativismo e il soggettivismo etico) \u00e8 in continuit\u00e0 con il magistero perenne della Chiesa, con i Concili precedenti e con la Tradizione? Un&#8217;altra condizione evidentemente indispensabile per parlare di magistero autentico \u00e8 che esso provenga da un papa vero. Questo problema non si era mai posto fino ai nostri tempi, perch\u00e9 perfino i peggiori papi del passato &#8212; i peggiori dal punto di vista morale &#8212; non avevano mai osato stravolgere la dottrina e macchiarsi della colpa inaudita di proclamare un magistero falso ed eretico. I rarissimi casi dubbi &#8212; papa Onorio I sulla questione del monotelismo, papa Giovanni XXII sulla visione di Dio per le anime dopo la morte &#8212; hanno un carattere episodico, assai limitato sia nelle prospettive che nei loro effetti; nessuno di essi \u00e8 mai giunto a mettere in crisi la Chiesa e la fede dei cattolici sulle questioni essenziali concernenti la verit\u00e0 e la salvezza. Invece il caso di Bergoglio \u00e8 del tutto diverso: qui ci troviamo di fronte a un attacco sistematico, capillare, subdolo e recidivo alle essenziali verit\u00e0 di fede, tanto che si pu\u00f2 parlare di un vero e proprio contro-magistero, di un magistero infernale. A ci\u00f2 si aggiunga la questione, non certo secondaria, anzi decisiva, della legittimit\u00e0 dell&#8217;elezione di Bergoglio al soglio di Pietro, questione che invece nell&#8217;articolo succitato non viene neanche presa in considerazione, perch\u00e9 l&#8217;autore lo chiama &quot;papa Francesco&quot; e lo considera legittimo pontefice.<\/p>\n<p>Quanto a noi siamo di diverso avviso. Non solo Bergoglio \u00e8 un falso papa, perch\u00e9 nella sua elezione i cardinali massoni della mafia di San Gallo hanno contravvenuto alle pi\u00f9 elementari leggi canoniche (prima fra tutte, l&#8217;ineleggibilit\u00e0 al papato di un gesuita), ma se anche fosse papa legittimo sarebbe comunque pienamente e intenzionalmente eretico, non in questo o quell&#8217;aspetto della sua pastorale, ma pressoch\u00e9 in tutti, essendo un nemico della Chiesa che \u00e8 stato posto sulla cattedra di Pietro al preciso scopo di distruggerla, come da moltissimo tempo la massoneria si prefigge di fare. Il problema peraltro si allarga per l&#8217;ovvia considerazione che Bergoglio non \u00e8 sbucato fuori dal nulla, e che i cattolici, a partire dal clero, da decenni si sono abituati a un magistero non pi\u00f9 ortodosso, ma eterodosso, che ha avallato, implicitamente o esplicitamente, tutta una serie di condotte e stili di vita che sono l&#8217;antitesi del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Se questo \u00e8 stato possibile, allora bisogna ammettere che la mala pianta dell&#8217;eresia non \u00e8 spuntata d&#8217;improvviso su un terreno sano, ma che allignava da tempo; e che da tempo i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i teologi, le riviste nominalmente cattoliche stavano deragliando e stavano tradendo la purezza e l&#8217;integrit\u00e0 della dottrina cattolica, parlando sempre e solo di certi temi, peraltro gonfiati oltremisura e snaturandone la prospettiva, e tacendo completamente su altri, non meno importanti. \u00c8 cos\u00ec che un poco alla volta i cattolici si sono abituati a non dedicare pi\u00f9 neppure un pensiero al dramma dell&#8217;aborto volontario, legalizzato ed equiparato a un sacro diritto, e alla fine anche a chiudere un occhio sull&#8217;eutanasia e approvare le cosiddette famiglie arcobaleno. E tutto ci\u00f2 mentre chi avrebbe dovuto vigilare taceva, al punto che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha praticamente smesso di funzionare, alla stampa \u00e8 stata lasciata libert\u00e0 di pubblicare qualsiasi cosa (con l&#8217;abbandono del <em>nihil obstat<\/em>) e i seminari e le facolt\u00e0 cattoliche sono diventati altrettanti focolai di eresia, ove le idee pi\u00f9 contrarie al cattolicesimo, gi\u00e0 solennemente e pi\u00f9 volte condannate dal magistero, hanno trovato terreno fertile per essere insegnate e propagate come delle stupende novit\u00e0 volute da un non meglio precisato &quot;spirito&quot;, che certo non ha nulla a che vedere con lo Spirito Santo. Bisogna perci\u00f2 arrivare alla conclusione inevitabile, se pur dolorosa che <em>tutti<\/em> i papi dal Concilio in poi hanno avallato, permesso o approvato questi nuovi indirizzi &quot;pastorali&quot; i quali, di fatto, hanno distrutto la dottrina cattolica e gettato i fedeli nello sbandamento pi\u00f9 totale. E ci\u00f2 sempre per la stessa ragione: perch\u00e9 il clero e i fedeli hanno voluto mettersi al passo con la civilt\u00e0 moderna (avevano un ritardo di due secoli da recuperare, secondo il massone e gesuita cardinale Martini), ed erano stanchi di sentirsi dei relitti sorpassati dalla storia. Scordandosi della perennit\u00e0 del Vangelo e facendo proprio il punto di vista del mondo moderno, secondo il quale solo le novit\u00e0 meritano attenzione, mentre le cose antiche sono da gettare nel cestino, quei preti e quei fedeli hanno decretato l&#8217;atto di morte del cattolicesimo. Tutto il resto \u00e8 solo una conseguenza di quella resa fondamentale, di quel dire di s\u00ec al mondo per piacere allo spirito moderno e sedere a tavola con gli altri, non pi\u00f9 relegati in una posizione marginale.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 lo stato presente delle cose. Ed \u00e8 da qui, da questo disastro, da queste macerie, che bisogna ricominciare, iniziando la ricostruzione della cultura cattolica: con seriet\u00e0, con onest\u00e0 intellettuale, con coerenza e anche con un po&#8217; di fierezza. Chi ha un complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti del mondo moderno non \u00e8 degno dei tesori del Vangelo. Faccia perci\u00f2 la sua scelta e si ricordi le parole di Ges\u00f9: <em>nessuno pu\u00f2 servire due padroni<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa cattolica sta vivendo la crisi pi\u00f9 grave di tutta la sua storia. 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