{"id":26371,"date":"2019-12-25T10:43:00","date_gmt":"2019-12-25T10:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/25\/la-cosa-piu-necessaria-santificare-la-famiglia\/"},"modified":"2019-12-25T10:43:00","modified_gmt":"2019-12-25T10:43:00","slug":"la-cosa-piu-necessaria-santificare-la-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/25\/la-cosa-piu-necessaria-santificare-la-famiglia\/","title":{"rendered":"La cosa pi\u00f9 necessaria: santificare la famiglia"},"content":{"rendered":"<p>La crisi morale e materiale che attanaglia la nostra societ\u00e0, e che la sta conducendo alla morte, ha un&#8217;origine ben precisa: l&#8217;attacco contro la famiglia, che era la chiave di volta sulla quale ogni altra cosa si reggeva. \u00c8 chiaro pertanto che la prima cosa da fare, la pi\u00f9 necessaria e la pi\u00f9 urgente, \u00e8 tornare alla famiglia, restituirle centralit\u00e0, ridarle speranza e coesione: in poche parole, operare per la sua santificazione quotidiana, esattamente come facevano i nostri nonni, a prezzo di rinunce e sacrifici, ma con l&#8217;intima soddisfazione di vederla vivere e crescere nella maniera giusta. L&#8217;attacco alla famiglia si sviluppa su due lati: dall&#8217;esterno e dall&#8217;interno. Dall&#8217;esterno, e ne abbiano gi\u00e0 parlato molte volte, \u00e8 portato da quelli che la odiano e l&#8217;hanno sempre odiata, e che ora, con parole falsamente miti, dicono di voler &quot;solo&quot; ampliarne il significato, includendovi altre forme di unioni, diverse da quella stabile, regolare, definitiva, fra un uomo e una donna ed aperta alla nascita dei figli. Il riconoscimento delle unioni di fatto e la loro parificazione alla famiglia naturale, sia quelle eterosessuali che quelle omosessuali, non potevano non portar con s\u00e9 il corollario dell&#8217;introduzione dell&#8217;ideologia <em>gender<\/em> nelle scuole, nei mass-media, nella cultura e nella politica. Non staremo qui a ripetere ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0 detto infinite volte: che considerare l&#8217;unione di due persone dello stesso sesso come una vera famiglia \u00e8 semplicemente assurdo; che concedere a tali coppie l&#8217;adozione di bambini, o peggio ancora la possibilit\u00e0 di acquistarli sul mercato o di procurarseli con la fecondazione eterologa, \u00e8 profondamente sbagliato; e che tale giudizio non ha niente a che vedere con il disprezzo o il rifiuto delle persone omosessuali. Opinare diversamente significa essere stolti o in malafede. Una persona che ha delle inclinazioni omosessuali merita il rispetto dovuto a qualsiasi altro essere umano. Una persona che \u00e8 omosessuale attiva e che vuole sposarsi, o avere dei bambini, \u00e8 un&#8217;altra cosa: qui entra in ballo da un lato l&#8217;autenticit\u00e0 della famiglia, dall&#8217;altro i diritti degli stessi bambini. Negare che un cieco possa pilotare un aereo, o che un paralitico possa iscriversi ai campionati si salto in lungo, non significa nutrire disprezzo o rifiuto nei confronti di tali persone. \u00c8 pur vero che, da alcuni anni, assistiamo a un altro tipo di rifiuto: il rifiuto di riconoscerei limiti della propria situazione, per cui vediamo degli handicappati pretendere di partecipare ai campionati e i ciechi pretendere di conseguire il brevetto di pilota, come chiunque altro. Fuor di metafora, ormai \u00e8 frequente che ragazzi con gravissimi handicap, in nome di un&#8217;integrazione tutta da dimostrare, vengano iscritti al liceo e che giungano al diploma, pur non avendo potuto svolgere, per ovvie ragioni, un corso di studi anche solo lontanamente paragonabile a quello dei loro compagni. \u00c8 razzismo, \u00e8 intolleranza, dire queste cose? E stiamo facendo notare che vi \u00e8 una perdita del senso del limite e un rifiuto ideologico della natura, laddove essa stabilisce un confine che non pu\u00f2 essere superato? Di questo atteggiamento complessivo fa parte la pretesa degli omosessuali attivi di celebrare un vero e proprio matrimonio, se possibile anche religioso (cosa stranissima, in un momento storico in cui non si vuole sposare quasi pi\u00f9 nessuno), e pi\u00f9 ancora la pretesa di essere genitori, sempre sfruttando il ricatto dell&#8217;accusa di razzismo o, in questo caso, di omofobia, verso chi non sia d&#8217;accordo. Ma \u00e8 davvero omofobia pensare che un matrimonio fra persone dello stesso sesso sia un non senso, e che un bambino, per crescere bene, abbia bisogno di un pap\u00e0 e di una mamma, ossia di una figura maschile e di una figura femminile? Noi pensiamo di no; e rifiutiamo di farci bollare con epiteti ingiuriosi in nome del Pensiero Unico, edonista e utilitarista. Non solo; respingiamo al mittente l&#8217;accusa di essere intolleranti, perch\u00e9 la vera intolleranza \u00e8 quella di chi vuole imporre, per legge e con la minaccia del codice penale, una situazione innaturale, e pretende che tutti gli altri la trovino naturalissima. Similmente, il vero razzismo non \u00e8 quello di chi sostiene che l&#8217;Italia non pu\u00f2 e non deve lasciarsi invadere da una quantit\u00e0 illimitata di africani e che \u00e8 tempo di pensare anche alle condizioni penose in cui vivono tanti italiani dimenticato da tutti, nella competa indifferenza degli intellettuali politicamente corretti: stretti nella morsa della povert\u00e0 e abbandonati all&#8217;insicurezza nei quartieri degradati ove spadroneggiano delinquenti stranieri. Ma di tutto ci\u00f2, basta: in questa sede non vogliamo soffermarci sull&#8217;attacco alla famiglia che viene dall&#8217;esterno, ma su quello che viene dall&#8217;interno, e che \u00e8 anche il pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p>Non esiste quasi una famiglia, oggi, che non sia straziata da problemi interni che causano gravi sofferenze ai suoi membri. Che sta succedendo? Proviamo a guardarci intorno, fra i nostri conoscenti e amici, fra i nostri colleghi di lavoro, e poi guardiamo all&#8217;interno della nostra stessa famiglia: quanti possono vantarsi di avere una famiglia serena e felice? Quanti possono dire: noi siamo stati fortunati, da noi va tutto bene, salvo naturalmente i normali fastidi e le normali preoccupazioni che la vita non risparmia ad alcuno? Qui c&#8217;\u00e8 la discordia fra marito e moglie, c&#8217;\u00e8 una separazione in atto e un divorzio in vista: e i figli, checch\u00e9 ne dicano legioni di psicologi da strapazzo, ne risentono, eccome. Qualsiasi maestra d&#8217;asilo o di scuola pu\u00f2 testimoniare questa semplice verit\u00e0: quando i genitori si separano, i bambini se soffrono terribilmente, anche se diverso \u00e8 il modo di manifestare la loro sofferenza. L\u00e0 c&#8217;\u00e8 un figlio che si droga: la sua vita e quella dei suoi genitori \u00e8 un inferno quotidiano. Quando \u00e8 in crisi d&#8217;astinenza diventa violento e mette le mani addosso a suo padre e sua madre per avere i soldi necessari ad acquistare la dose. \u00c8 un continuo ricorrere al pronto soccorso, ai carabinieri, ai sevizi sociali; quel giovane entra ed esce da cliniche o riformatori, e alla fine torna sempre a bussare alla porta di casa; n\u00e9 i suoi genitori hanno il coraggio di tenerla chiusa. In quell&#8217;altra famiglia \u00e8 entrata la nemica silenziosa, spietata, inafferrabile: la depressione. Uno dei suoi componenti ne \u00e8 stato afferrato ed essa lo sta stritolando; e con lui sono sprofondati nell&#8217;angoscia e nella disperazione i suoi familiari. In quell&#8217;altra, c&#8217;\u00e8 un padre che \u00e8 diventato dipendente dai giochi d&#8217;azzardo: ha perso somme enormi di denaro, ha bruciato tutti i risparmi, ha ridotto alla povert\u00e0 la mogie e i suoi figli; e non riesce a liberarsi dal suo demone. Qualcuno guadagna sul gioco d&#8217;azzardo, ma molte famiglie ricevono da esso un colpo mortale; e nessuno pare accorgersene, nessuno fa nulla. In quell&#8217;altra ancora vi \u00e8 un padre tiranno, o una madre vampiro, che rendono la vita insopportabile agli altri: non si controllano, infieriscono da mattina a sera, hanno bisogno di qualcuno da opprimere, da maltrattare, da seviziare, da ricattare, da intimidire, da manipolare. E mai che si chiedano perch\u00e9 le cose vanno cos\u00ec male, perch\u00e9 il clima in casa \u00e8 tanto brutto: loro non hanno niente che non va, sono gli altri che non si comportano come si deve; sono gli altri che non rispettano le regole, che non fanno il proprio dovere, che tradiscono la loro fiducia. Sottrarsi a questi padri tiranni e a queste madri vampiro \u00e8 impossibile per i figli: i quali, crescendo, introiettano il veleno e, quando verr\u00e0 il loro turno di metter su famiglia, senza neppure rendersene conto replicheranno le stesse dinamiche infernali, metteranno in atto le stesse strategie diaboliche per far soffrire i loro familiari e pere godere della loro sofferenza. Infine c&#8217;\u00e8 la famiglia che ha conosciuto lo strazio del suicidio di uno dei suoi membri, forse un figlio o una figlia adolescenti, che si son tolti la vita un maniera apparentemente incomprensibile: da quel momento la vita dei suoi genitori non \u00e8 che un quotidiano martirio, un incessante chiedersi perch\u00e9, un lancinante senso di colpa, una notte oscura non rischiarata neppure dalla pi\u00f9 piccola luce. E via di seguito, potremmo continuare per pagine e pagine a descrivere le infinite variet\u00e0 del male che si \u00e8 introdotto nelle nostre famiglie e che le fa sanguinare, senza che si veda una possibile soluzione tranne quella di rompere i legami e di disperdersi uno di qua, l&#8217;altro di l\u00e0, e che ciascuno pensi a se stesso. Ma questa \u00e8 la peggiore delle soluzioni: \u00e8 una non soluzione, perch\u00e9 lascia tutti i problemi irrisolti, tutti i nodi da sciogliere; e poi perch\u00e9 tagliare chirurgicamente un arto \u00e8 la terapia che il buon medico adotta solo in casi disperati, quando il pericolo che il paziente muoia di cancrena \u00e8 certo e immediato. In tutti gli altri casi, il buon medico non ricorre ai ferri del chirurgo, ma interviene sull&#8217;organismo affinch\u00e9 possa trovare in se stesso le risorse per recuperare la salute. Chi rompe il vincolo famigliare per farsi una&#8217;altra vita e un&#8217;altra famiglia, a cuor leggero e senza farsi alcun problema per gli altri, specialmente i figli, va incontro a una reiterazione delle stesse dinamiche che hanno condotto all&#8217;infelicit\u00e0 la sua precedente famiglia: le persone immature non imparano nulla dalla vita, non crescono, non evolvono, non s&#8217;interrogano, non cercano mai di perfezionarsi. Cambiano casa e indirizzo, cambiano compagno o campagna, fanno dei nuovi figli e con ci\u00f2 pensano di aver risolto ogni loro problema; ma \u00e8 falso.<\/p>\n<p>Ora, la domanda che ci si deve porre \u00e8 questa: come mai la famiglia \u00e8 diventata cos\u00ec fragile? Non erano affatto fragili, le famiglie dei nostri nonni: la sventura poteva colpirle, ma esse resistevano, come se fossero state costruite sulla roccia. Perch\u00e9 le famiglie di oggi sono, cos\u00ec spesso, costruite sulla sabbia? Le cause, naturalmente, sono parecchie; ma noi, sfrondando quelle secondarie, andiamo dritti all&#8217;essenziale; e l&#8217;essenziale \u00e8 questo: la famiglia odierna \u00e8 fragile perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 una vera famiglia, ma un soggiorno temporaneo, ove i clienti si fermano badando soprattutto al loro comodo e preoccupandosi ben poco del bene altrui; poi, se non sono soddisfatti del servizio, se ne vanno, magari senza neanche pagare il conto. E perch\u00e9 l&#8217;uomo e la donna mettono su famiglia, oggi, con una tale disposizione d&#8217;animo? Perch\u00e9 sono simili a dei bambocci viziati, e probabilmente come tali sono stati cresciuti dai loro genitori: abituati a pensare a s\u00e9 e al proprio utile, al proprio divertimento e al proprio piacere; con una volont\u00e0 debole, non abituati ai sacrifici, non abituati a darsi una regola, una linea coerente, un progetto di vita; non abituati al dialogo, alla condivisione dei problemi, al confronto con l&#8217;altro. Se sorgeva un ostacolo, ci penavano mamma e pap\u00e0; se c&#8217;era da fare un sacrificio, lo facevano loro al posto dei figli. Se questi prendevano un brutto voto, era colpa del professore; se erano bocciati, era colpa del mondo intero; e via coi ricorsi legali. Se il moroso o la morosa li lasciavano, erano quelli ad essere stronzi: ma loro no, i cari pargoletti non avevano nulla da rimproverarsi. E si aggiunga un altro elemento: l&#8217;esasperazione dell&#8217;erotismo, di cui \u00e8 causa l&#8217;intero sviluppo della societ\u00e0, oltre al permissivismo di molti genitori. Giovani immaturi sono abituati e vedere nei membri dell&#8217;altro sesso dei giocattoli per ottenere il piacere; ed \u00e8 con questo modo di pensare che si sposano o vanno a convivere: l&#8217;altro \u00e8 un compagno di letto, tutto il resto si vedr\u00e0. In questo modo la famiglia si riduce a stanza dei giochi erotici e il compagno o la compagna di vita si riducono a prostituti o prostitute, privati e legali. La donna non \u00e8 pi\u00f9 la sposa fedele e la futura madre dei figli dell&#8217;amore, ma un&#8217;esperta conoscitrice di giochi erotici; e l&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 lo sposo responsabile e il futuro padre di famiglia, ma un gigol\u00f2 della vita quotidiana. La moda dell&#8217;abbigliamento esaspera questa tendenza: perfino mentre sono in stato interessante, le giovani mamme di questo tipo devono sfoggiare la loro nudit\u00e0 e sforzarsi di essere sexy e conturbanti (cfr. il nostro articolo <em>Le porno mamme<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 24\/06\/11 e sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 17\/11\/17). Ma se poi il compagno o la compagna di letto si rivelano deludenti, sia dentro il letto che fuori; se s&#8217;incapricciano di un altro o di un&#8217;altra; se emerge che anche loro si preoccupano solo del proprio piacere, allora subentra il disgusto, e l&#8217;unione va in pezzi nel giro di poche settimane, di pochi giorni. Ed ecco il baldo giovanotto e la spigliata ragazza ritornare con la coda fra le gambe da pap\u00e0 e mamma, pi\u00f9 solleciti e comprensivi che mai, pronti a giustificarli e commiserare la loro sfortuna; e obbligarli a fare da baby-sitter a tempo pieno con i loro figlioletti. In attesa, si capisce, di adocchiare un nuovo oggetto sessuale con il quale imbastire una relazione, e ripetere all&#8217;infinito gli stessi errori.<\/p>\n<p>La risposta alla crisi, pertanto, consiste in quella che in termini cristiani si chiama santificazione. Al posto dell&#8217;ottica del piacere, quella del dovere; al posto della superficialit\u00e0, la responsabilit\u00e0; al posto dell&#8217;egoismo, la generosit\u00e0; al posto del proprio utile e del proprio comodo, la premura verso l&#8217;altro, verso il suo bene e la sua serenit\u00e0. Occorre una rivoluzione copernicana nell&#8217;atteggiamento complessivo verso la vita; \u00e8 necessario capire che la vita \u00e8 una battaglia incessante: <em>militia est vita hominis super terram<\/em>. E se la vita \u00e8 una battaglia, ci\u00f2 vuol dire che c&#8217;\u00e8 un nemico, e che bisogna affrontarla armati: errore madornale dell&#8217;educazione moderna, aver fatto credere ai bambini e ai giovani che al mondo ci sono solamente amici, e che si pu\u00f2 benissimo entrare nella vita senza armi per difendersi, ma solo godendosi quel che di buona essa pu\u00f2 offrire. Il nemico ha molti volti, che alla fine per\u00f2 si compendiano in un volto solo: quello del diavolo. \u00c8 il diavolo che spinge le persone all&#8217;egoismo, alla superficialit\u00e0, all&#8217;irresponsabilit\u00e0, alla lussuria, alla superbia e alla cupidigia. E le armi necessarie per affrontare i suoi assalti e le sue tentazioni sono la fortezza, la temperanza, la prudenza, la saggezza. I nostri nonni lo sapevano, noi no: per questo le loro famiglie erano solide come roccia, mentre le nostre sono fragili come il vetro. Senza senso di responsabilit\u00e0 e spirito di sacrificio non si costruisce nulla. La ricompensa? Viene dalla coscienza del dovere compiuto; \u00e8 nel sorriso dei nostri figli quando ricevono da noi l&#8217;amore di cui hanno bisogno, ma nella maniera giusta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi morale e materiale che attanaglia la nostra societ\u00e0, e che la sta conducendo alla morte, ha un&#8217;origine ben precisa: l&#8217;attacco contro la famiglia, che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[238],"class_list":["post-26371","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-sacramenti"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26371"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26371\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}