{"id":26366,"date":"2016-09-06T07:47:00","date_gmt":"2016-09-06T07:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/06\/la-conquista-della-modernita-e-il-nulla\/"},"modified":"2016-09-06T07:47:00","modified_gmt":"2016-09-06T07:47:00","slug":"la-conquista-della-modernita-e-il-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/06\/la-conquista-della-modernita-e-il-nulla\/","title":{"rendered":"La conquista della modernit\u00e0 \u00e8 il Nulla"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2000 (significativa coincidenza editoriale; ma solo una coincidenza, in effetti) usciva il libro di Roberto Mussapi, <em>Antartide<\/em>, che, revocando la gara per la conquista del Polo Sud fra la spedizione britannica di Roberto Falcon Scott, incentrata sull&#8217;uso dei cavallini siberiani, e quella norvegese di Roald Amundsen, che, invece, utilizzava i tradizionali cani da slitta, all&#8217;alba del XX secolo, mostrava, in filigrana, la corsa affannosa della civilt\u00e0 moderna verso l&#8217;ultima grande meta ancora sconosciuta: un deserto allucinante di neve e ghiaccio, spazzato da venti furiosi, reso inabitabile da temperature proibitive: efficace metafora della conquista del Nulla.<\/p>\n<p>Inoltrati ormai, con passo deciso, verso le meraviglie del terzo millennio, possiamo contemplare serenamente il senso e le dinamiche interne della grande corsa in cui si esprime l&#8217;essenza della modernit\u00e0: la corsa, appunto, gi\u00e0 celebrata nelle loro opere e nel loro <em>Manifesto<\/em> dai Futuristi, i primi cantori consapevoli del &quot;mondo nuovo&quot; che stava incominciando; la corsa, il movimento veloce, il dinamismo, la velocit\u00e0, il salto, e tutto ci\u00f2 che \u00e8 energico, aggressivo, temerario. Ma, appunto: la corsa verso che cosa? A quale scopo? Per raggiungere quali obiettivi? La modernit\u00e0 \u00e8 troppo impegnata a correre, per fermarsi su cos\u00ec banali interrogativi. Costruire grattacieli sempre pi\u00f9 alti, ma perch\u00e9? Treni, navi e aerei sempre pi\u00f9 veloci, ma perch\u00e9? Andare sulla Luna e nello spazio, ma perch\u00e9? Clonare le piante e gli animali, ma perch\u00e9? Manipolare il patrimonio genetico degli esseri viventi, uomo compreso: ma perch\u00e9? Vivere qualche anno in pi\u00f9, apparire pi\u00f9 giovani, fare sempre pi\u00f9 cose, e sempre pi\u00f9 velocemente: ma perch\u00e9? Nessuno se lo \u00e8 chiesto, a nessuno interessava ed interessa. Produrre e immettere sul mercato sempre pi\u00f9 beni di consumo, sempre pi\u00f9 automobili, sempre pi\u00f9 elettrodomestici, sempre pi\u00f9 telefonini e computer: ma perch\u00e9? Di nuovo: per fare pi\u00f9 cose, per andare pi\u00f9 in fretta, per tagliare i tempi morti della giornata: ma perch\u00e9? A che scopo? Con quale obiettivo? Non si sa; nessuno lo sa. Correre, e basta; la velocit\u00e0 per la velocit\u00e0; la quantit\u00e0 per la quantit\u00e0. Sbrigare pi\u00f9 cose e in meno tempo, ma a che scopo? Guadagnare tempo, ma \u00e8 proprio vero che lo si guadagna? Vivere pi\u00f9 a lungo: anche a costo di vivere peggio? La maggiore durata della vita \u00e8 un valore in se stessa?<\/p>\n<p>La cultura moderna non si pone pi\u00f9 domande riguardo ai fini; anzi, si pu\u00f2 dire che ha abolito la finalit\u00e0 dal suo orizzonte esistenziale e speculativo. La mentalit\u00e0 moderna \u00e8 interessata ai mezzi, agli strumenti, e quindi alla tecnica: la tecnica \u00e8 il prolungamento degli arti e del cervello, serve a fare pi\u00f9 cose e pi\u00f9 velocemente; ma, ovviamente, non ha nulla da dire riguardo al perch\u00e9. Di conseguenza, una civilt\u00e0 che si affida alla tecnica \u00e8 spacciata in partenza: assomiglia a chi salga su di un treno in movimento, incurante se vi sia a bordo il macchinista, solo per inebriarsi alla velocit\u00e0 sempre maggiore, esaltandosi perch\u00e9 i binari scavalcano ponti e penetrano nelle gallerie, come se non esistessero pi\u00f9 gli ostacoli. La tecnica, nelle mani di una societ\u00e0 poco evoluta spiritualmente e moralmente, \u00e8 diventata un supergiocattolo, per mezzo del quale fare delle cose sempre pi\u00f9 strane, sempre pi\u00f9 insolite, sempre pi\u00f9 difficili, nel disprezzo pi\u00f9 totale della natura, dei suoi ritmi, delle sue leggi, e, soprattutto, di qualunque senso del limite.<\/p>\n<p>Una donna che vuole diventare madre a sessant&#8217;anni per la prima volta, e che si affida alle tecniche della fecondazione artificiale, \u00e8 un esempio di questa mentalit\u00e0 tecnicista, che non si ferma a riflettere sui perch\u00e9, sulle motivazioni profonde delle proprie scelte. Ella dice che vuole il bambino per amore, per appagare il proprio istinto di maternit\u00e0. A sessant&#8217;anni? Ella dice che, prima, non poteva; pur desiderandolo tanto, c&#8217;erano mille altre cose cui pensare, delle quali occuparsi. Ma ora che \u00e8 arrivata felicemente al traguardo, ora che \u00e8 pensionata, ora che si \u00e8 fatta una posizione, perch\u00e9 no? Il bambino verr\u00e0 a riempire la sua solitudine, a illuminare la sua vecchiaia. Il bambino diventa un pretesto, un mezzo, un giocattolo: non \u00e8 pi\u00f9 un fine, perch\u00e9 il fine \u00e8 gratificare il proprio ego, prendersi una soddisfazione, segnare il punto, ottenere una rivalsa. E lasciare a bocca aperta i &quot;benpensanti&quot;. S\u00ec, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 anche una componente di sfida, di provocazione, di ostentazione, in simili atteggiamenti. Oltre alla sfida nei confronti della natura, c&#8217;\u00e8 la sfida nei confronti della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Come due uomini, magari pi\u00f9 che maturi, i quali decidono di convolare a &quot;giuste&quot; nozze, e che, tra il clamore degli invitati e i lampi dei fotografi, coronano il loro sogno d&#8217;amore davanti al sindaco: e al diavolo la natura, al diavolo i pregiudizi. Che cos&#8217;\u00e8 la natura, se non il magazzino cui attingere per prendere le cose che ci fanno comodo, quando ci fanno comodo? Ci serve un rene, un fegato, un po&#8217; di midollo osseo? E noi lo prendiamo. Ci serve un cuore nuovo, magari di babbuino? E noi lo prendiamo. Quel che ci serve, lo prendiamo. Petrolio, gas naturale, legname: prendiamo quel che ci serve, quando ci pare e quanto ci pare. Prendiamo le balene, i delfini, i tonni; facciamo delle stragi di foche, prendiamo le pellicce: \u00e8 tutta roba nostra. Allo stesso modo, prendiamo un embrione, oppure un ovulo, degli spermatozoi: esistono le &quot;banche&quot; ove attingere queste cose, \u00e8 tutta roba a disposizione di chi ne fa richiesta. Che problema c&#8217;\u00e8? Nessun problema. Lo si pu\u00f2 fare in senso tecnico, e lo si fa. Nessuna obiezione sul piano etico: vogliamo forse fermare il progresso della scienza? Vogliamo negare alle persone il diritto di essere felici? Ma la scienza e il progresso servono appunto per portare la felicit\u00e0 alle persone; o, almeno, per portare ad esse una felicit\u00e0 maggiore di quanto non ne hanno avuta finora. A questo serve il progresso: a venire incontro ai desideri della gente, a permetterle di realizzare i suoi sogni. \u00c8 cos\u00ec, o non \u00e8 cos\u00ec? Certo che \u00e8 cos\u00ec. Non siamo mica nel Medioevo; non ci facciamo mica condizionare da scrupoli senza senso e da pregiudizi degni dei secoli passati.<\/p>\n<p>Il grande banco di prova \u00e8 stato quello della legge sull&#8217;aborto. Una volta approvata quella, il muro del senso etico \u00e8 stato infranto, e tutto \u00e8 divenuto lecito. Se \u00e8 cosa lecita sopprimere il feto di un nascituro, perch\u00e9 non dovrebbe esserlo la manipolazione genetica, che, oltretutto, non toglie la vita a nessuno, semmai mette la vita a disposizione di chi non potrebbe procreare spontaneamente? Bisognava pensarci allora: il 17 maggio 1981, quando gli Italiani furono chiamati alle urne per dire &quot;s\u00ec&quot; o &quot;no&quot; alla interruzione volontaria della gravidanza (insieme ad altri quattro quesiti che non c&#8217;entravano niente, uno dei quali addirittura sul porto d&#8217;armi: tanto per togliere seriet\u00e0 e solennit\u00e0 a quello veramente decisivo, il quesito sulla legge 194). Vinsero gli abortisti con l&#8217;85,12% dei voti validi: e, da quel momento, nessuno si \u00e8 pi\u00f9 sognato di riaprire la discussione. Anche se quella legge che era stata presentata, dai radicali, come l&#8217;unica risposta possibile di un Paese civile a dei casi estremi, a dei casi pietosi, a delle situazioni umanamente commoventi, per esempio una donna che rimane incinta in seguito ad uno stupro, oppure una donna povera che ha gi\u00e0 sei o sette figli da mantenere, i quali soffrono la fame; anche se quella legge \u00e8 diventata un biglietto gratuito per l&#8217;interruzione di gravidanza come forma di contraccezione, una specie di pillola del mese dopo. Insomma, l&#8217;uso dell&#8217;aborto volontario \u00e8 stato completamente snaturato rispetto alle motivazioni originarie dei fautori della legge abortista, ma nessuno pare essersene accorto; nessuno ha gridato all&#8217;inganno, al tradimento. Tutti zitti e contenti. Vuol dire che tutti sono d&#8217;accordo, tacitamente, in questa forma di contraccezione che consiste nel sopprimere l&#8217;embrione. E i cattolici zitti e buoni come gli altri, se non pi\u00f9 degli altri; specie se vanno al governo con i partiti di sinistra. Le poltrone valgono bene un silenzio: che diamine, non si devono porre questioni di principio ad ogni passo! Bisogna pur fare i conti con la realt\u00e0 di tutti i giorni: il che vuol dire, vivere e lasciar vivere. E come l&#8217;Italia, anzi prima dell&#8217;Italia, l&#8217;Europa, gli Stati Uniti, il mondo. Il mondo &quot;civile&quot; ha ormai fatto propria e ben digerita che l&#8217;aborto volontario \u00e8 una cosa assolutamente normale, assolutamente lecita, assolutamente giusta. Opinare diversamente, sarebbe come voler riportare indietro le lancette della storia; sarebbe come voler contestare alle donne la raggiunta autonomia giuridica, il sacrosanto diritto di disporre di se stesse. E chi \u00e8 mai tanto pazzo e idealista da osar di sfidare la cultura femminista <em>politically correct<\/em>?<\/p>\n<p>Una volta &quot;passata&quot; come cosa normale l&#8217;interruzione volontaria della gravidanza, poteva passare &#8212; e sta passando &#8212; praticamente qualsiasi cosa. La tecnica rende tutto pi\u00f9 facile, pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 indolore: tutto rigorosamente controllato, tutto in camice bianco. La fecondazione eterologa? Perch\u00e9 no, visto che si pu\u00f2 fare. La pratica dell&#8217;utero in affitto? Perch\u00e9 no, se la donna \u00e8 consenziente. Clonare degli esseri umani? Perch\u00e9 no, visto che l&#8217;uomo \u00e8 solo un mammifero un poco pi\u00f9 evoluto, un poco meno peloso degli altri: prendere in mano un qualunque libro di zoologia, anche ad uso scolastico, per credere. L&#8217;uomo deriva dalle scimmie, o comunque da un progenitore scimmiesco; non bisogna fare del romanticismo dove non ce n&#8217;\u00e8 bisogno: la poesia va bene sui libri di poesia, ma la vita pratica, la vita vera, \u00e8 un&#8217;altra cosa. Nella vita vera, l&#8217;uomo \u00e8 un animale intelligente, che pu\u00f2 manipolare le leggi della natura e che sarebbe stupido se non lo facesse, dopo aver compreso come si fa. Sarebbe come aver scoperto una miniera di diamanti e non toccarne neppure uno, magari per la ragione che le popolazioni locali considerano sacro il luogo ove si torva la miniera. Queste sono tutte superstizioni, residui di oscurantismo, indegni di un uomo intelligente e razionale, di un cittadino del terzo millennio. Meno romanticismo e pi\u00f9 tecnica, e le cose andranno meglio: costruiremo un mondo migliore, pi\u00f9 soddisfacente.<\/p>\n<p>Porre il <em>copyright<\/em> sul genoma umano, perch\u00e9 no? Brevettare le cellule staminali e le tecniche per adoperarle, perch\u00e9 no? <em>Money is money<\/em>, non \u00e8 davvero il caso di scandalizzarsi per cos\u00ec poco, di fare tanto i difficili. Finch\u00e9 si scherza, finch\u00e9 si parla cos\u00ec, fra quattro amici, va bene tutto: ma i soldi sono una cosa seria, ragazzi. Nessuno sputa su una miniera di diamanti. E la bioingegneria \u00e8 la miniera di diamanti di questa nostra epoca. Sarebbe da stupidi non approfittarne: gli scienziati per fare un mucchio di soldi, il pubblico per realizzare i propri sogni nel cassetto. Cos\u00ec tutti sono contenti: soddisfatti o rimborsati. Dunque, perch\u00e9 sollevare inutili problemi, perch\u00e9 evocare i fantasmi di una morale che ormai \u00e8 morta e sepolta, che non ci appartiene pi\u00f9, ma apparteneva solo ai nostri nonni e bisnonni? Noi dobbiamo vivere nel presente, con lo sguardo rivolto in avanti, e investire nel futuro, puntare sul futuro, a breve e lungo termine; non guardare al passato. <em>Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti<\/em>, come diceva qualcuno. Noi, invece, seguiremo l&#8217;esortazione di Arthur Rimbaud: <em>Bisogna essere assolutamente moderni<\/em>. Ad essere moderni, sempre pi\u00f9 moderni, non si sbaglia mai. Perfino gi scrittori di fantascienza restano continuamente spiazzati: immaginano cose ora impensabili, quasi pazzesche, e domani si legge sul giornale che quelle cose sono gi\u00e0 state fatte, che sono gi\u00e0 vecchie e superate. Perch\u00e9 la tecnica evolve, evolve sempre, tremendamente in fretta: rende obsolete le scoperte del giorno prima, le macchine della settimana scorsa. E chi si ferma, \u00e8 perduto.<\/p>\n<p>Peccato che, in questa maniera di procedere, la sola cosa che si possa raggiungere \u00e8 il Nulla: il nulla con la lettera maiuscola. Questo \u00e8 il trionfo del nichilismo sistematico e rigorosamente scientifico. Si fanno le cose, ma non si sa perch\u00e9; si va avanti a passo di corsa, ma non si sa verso dove; si spalancano sempre nuove porte, una dopo l&#8217;altra, all&#8217;infinito, sempre illudendosi di aprire l&#8217;ultima, e sempre trovandone un&#8217;altra ancora chiusa. Non si sa perch\u00e9 si agisce, non si sa perch\u00e9 si produce, non si sa perch\u00e9 si consuma, non si sa perch\u00e9 si scrive, si pensa, si dipinge, si scolpisce, si compone musica, si recita, si pianificano citt\u00e0 sempre pi\u00f9 moderne e sempre pi\u00f9 artificiali. Non si sa nemmeno perch\u00e9 si fanno le guerre; ma si fanno. Per vendere le armi, probabilmente. Qualcuno le deve pur comprare; altrimenti resterebbero nei magazzini, senza contare che anch&#8217;esse, come tutto ci\u00f2 che \u00e8 tecnico, diverrebbero obsolete, e quindi inutili e prive di valore economico, nello spazio di pochi anni, forse di qualche mese appena. Stesso discorso per le centrali nucleari. La Francia, tanto per fare l&#8217;esempio di un Paese a noi molto vicino, ne ha costruite quasi sessanta in pochi anni (alcune gi\u00e0 obsolete e dismesse); ora non sa che fare di tutta quell&#8217;energia, \u00e8 costretta a svenderla per quattro soldi. In compenso, ha ipotecato il futuro delle generazioni a venire per qualcosa come 40.000 anni: tale \u00e8 il tempo di decadimento delle scorie radioattive. Beninteso, se nel frattempo non ci mette lo zampino un altro incidente come quello di Cernobyl.<\/p>\n<p>Ora, da Napoli arriva la notizia che un computer ha imparato a fare la pizza. \u00c8 semplicissimo: basta dargli le istruzioni, e lui esegue. Ma se i computer fanno la pizza, i pizzaioli che cosa faranno? E lo stesso vale per ogni altro ambito lavorativo, professionale, perfino creativo (ci sono infatti &quot;artisti&quot; che dipingono, si fa per dire, col computer). Nessuno se lo domanda; che importanza ha? Mai farsi troppe domande; l&#8217;importante \u00e8 andare avanti, sfruttare ogni occasione offerta dal progresso. Tale \u00e8 la filosofia della modernit\u00e0: andare avanti, sempre. Dove? Ma questa \u00e8 una domanda reazionaria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2000 (significativa coincidenza editoriale; ma solo una coincidenza, in effetti) usciva il libro di Roberto Mussapi, Antartide, che, revocando la gara per la conquista del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[202],"class_list":["post-26366","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26366","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26366"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26366\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}