{"id":26365,"date":"2018-05-09T03:34:00","date_gmt":"2018-05-09T03:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/09\/la-conoscenza-senza-riconoscenza-ecco-il-peccato\/"},"modified":"2018-05-09T03:34:00","modified_gmt":"2018-05-09T03:34:00","slug":"la-conoscenza-senza-riconoscenza-ecco-il-peccato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/09\/la-conoscenza-senza-riconoscenza-ecco-il-peccato\/","title":{"rendered":"La conoscenza senza riconoscenza: ecco il peccato"},"content":{"rendered":"<p>Nel primo capitolo della <em>Lettera ai Romani<\/em>, san Paolo esprime con chiarezza le ragioni per cui i pagani sono inescusabili nella loro incredulit\u00e0 (poi spiegher\u00e0 perch\u00e9 lo sono, a maggior ragione, anche i giudei); vale la pena di rileggerlo attentamente, visto che presenta delle impressionanti analogie con la situazione degli uomini d&#8217;oggi e, in generale, descrive la situazione dell&#8217;uomo che si rifiuta di riconoscere il suo Creatore e di rendergli lode, pur avendo gli strumenti intellettuali per rendersi conto sia della sua esistenza che della sua bont\u00e0, sapienza e perfezione, cos\u00ec come si riflettono nelle sue opere visibili (<em>Rm<\/em>. 1, 18-25):<\/p>\n<p><em>In realt\u00e0 l&#8217;ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empiet\u00e0 e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verit\u00e0 nell&#8217;ingiustizia, poich\u00e9 ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l&#8217;intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit\u00e0;\u00a0essi sono dunque inescusabili, perch\u00e9, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria n\u00e9 gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si \u00e8 ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti\u00a0e hanno cambiato la gloria dell&#8217;incorruttibile Dio con l&#8217;immagine e la figura dell&#8217;uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.<\/em><\/p>\n<p><em>Perci\u00f2 Dio li ha abbandonati all&#8217;impurit\u00e0 secondo i desideri del loro cuore, s\u00ec da disonorare fra di loro i propri corpi, poich\u00e9 essi hanno cambiato la verit\u00e0 di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che \u00e8 benedetto nei secoli. Amen.<\/em><\/p>\n<p>Il peccato, dunque, \u00e8 essenzialmente questo: conoscere la presenza di Dio, l&#8217;opera di Dio; conoscere che senza di Lui non saremmo niente, non esisteremmo neppure, e tuttavia non rendergli il dovuto omaggio, non lodarlo, non ringraziarlo, non trarre insomma le necessarie e doverose conseguenze dal riconoscimento del rapporto naturale e soprannaturale che lega le creature, dotate d&#8217;intelligenza e volont\u00e0, al loro Creatore. In un certo senso, il comportamento dell&#8217;uomo irreligioso \u00e8 simile a quello di chi soggiorna in un albergo, mangia, beve, dorme, si gode le comodit\u00e0 e le bellezze del luogo, poi parte senza saldare il conto, senza ringraziare e senza rivolgere nemmeno un cenno di saluto verso coloro i quali gli hanno offerto tutte quelle cose. La sua non \u00e8 solo disconoscenza, \u00e8 un vero e proprio furto: \u00e8 usare le cose buone, che Dio ha messo a disposizione dell&#8217;uomo, come se fossero di propriet\u00e0 di quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>A questo proposito, una pagina interessante \u00e8 stata scritta da monsignor Franco Cecchin nel suo libro <em>Incontrare Cristo oggi. Commento esistenziale alla Lettera ai Romani<\/em> (Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 1991, pp. 38-40):<\/p>\n<p><em>&#8230; Secondo Paolo il peccato dei pagani \u00e8 empiet\u00e0 (=non piet\u00e0, non religiosit\u00e0). Se la &quot;piet\u00e0&quot; nell&#8217;ambito religioso \u00e8 la riverenza-devozione nei confronti di Dio, l&#8217;empiet\u00e0 \u00e8 il rifiuto di un rapporto autentico nei confronti di Dio. E deriva dal &quot;soffocamento della verit\u00e0 nell&#8217;ingiustizia&quot;. La verit\u00e0 \u00e8 conoscere l&#8217;unico Dio. Ai pagani \u00e8 data la possibilit\u00e0 di conoscerlo attraverso il creato: &quot;Le sue perfezioni visibili possono essere contemplate con l&#8217;intelletto nelle opere da lui compiute (1, 20). L&#8217;opera rivela il suo artefice. A partire dal mondo si pu\u00f2 risalire alle sue cause. La natura \u00e8 il libro aperto che parla di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo paolo i pagani, pur conoscendo il creatore, non&#8217;hanno riconosciuto. La conoscenza non \u00e8 diventata riconoscimento. Cio\u00e8 non gli hanno attribuito &quot;gloria&quot; e &quot;rendimento di grazie&quot;. Il peccato non consiste propriamente nel non conoscere Dio, ma pi\u00f9 precisamente nel non accoglierlo come il Signore della propria vita. Da qui la stoltezza che porta al rifiuto pratico dell&#8217;unico Dio. Il risultato \u00e8 l&#8217;idolatria nelle sue varie espressioni<\/em>. <em>L&#8217;idolatria \u00e8 l&#8217;adorazione attribuita a oggetti o immagini cui si attribuiscono caratteri e poteri divini. E adorare significa pregare, onorare una certa realt\u00e0 con culto religioso, con illimitata dedizione e obbedienza. Idolatra \u00e8 quindi colui che riconosce come il Signore della propria vita non il Creatore, ma una cosa creata. la frase biblica &quot;Dio li ha abbandonati&quot; sottolinea, a tre riprese, come l&#8217;errore religioso colpevole trascini a peggiori disordini morali: adorazione della creatura al posto del creatore, abusi sessuali, ogni sorta di ingiustizia.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;assolutizzazione delle cose porta allo stordimento, alla dissipazione e alla tacitazione della coscienza. E ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 drammatico \u00e8 l&#8217;accanimento nel male. Non solo si continuano a fare simili cose, ma anche si approva chi le fa. C&#8217;\u00e8 un processo di razionalizzazione del male che si compie, a tal punto che lo si giustifica.\u00a0 Il peccato porta gi\u00e0 in se stesso le sue conseguenze e la sua condanna(cf Ez 23, 28-29; Is 64,6;\u00a0 Sap 11, 15-16; 12, 23-27). Abbiamo un concetto di peccato molto formale e superficiale. Effettivamente il peccato non \u00e8 semplicemente trasgredire la legge e disobbedire \u00e8 soprattutto sbagliare bersaglio e fallire nella propria vita. E questo perch\u00e9 non si riconosce la signoria di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Al termine della presentazione di paolo sulla situazione di peccato dei pagani dobbiamo precisare che:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; il suo \u00e8 un discorso teologico e non fenomenologico (fa una riflessione di fede e non analizza le singole manifestazioni);<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; esiste un unico Dio che si rivela a tutti nel creato (\u00e8 affermata la possibilit\u00e0 umana di arrivare a Dio con la lettura intelligente della natura);<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; la religione pagana obiettivamente rinnega Dio per adorare realt\u00e0 create (il giudizio paolino sulla religiosit\u00e0 politeistica \u00e8 negativo perch\u00e9 essa \u00e8 idolatrica);<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; la valutazione sul paganesimo \u00e8 relativa al suo complesso e non riguarda necessariamente i singoli (qui non si parla della responsabilit\u00e0 dei singoli soggetti, ma dell&#8217;oggettivit\u00e0 di una certa espressione\u00a0 religiosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Certamente, e purtroppo, il quadro tracciato da Paolo sull&#8217;uomo che rifiuta il Creatore \u00e8 preciso e drammatico nello stesso tempo: si tratta di una radicale alienazione. \u00e8 l&#8217;essere dell&#8217;uomo che si perde come creatura chiamata a riconoscere il Creatore, come persona posta a dominare il mondo e a servirsene custodendolo, come polarit\u00e0 sessuale che si completa nell&#8217;incontro maschio-femmina come soggetto sociale operante all&#8217;insegna di una fattiva solidariet\u00e0 e come coscienza che lucidamente discerne il bene dal male [&#8230;]. L&#8217;uomo, cio\u00e8, si vende, si sdoppia, \u00e8 fuori di mente, \u00e8 fuori di s\u00e9. Il peccato di idolatria sovverte l&#8217;equilibrio vitale dell&#8217;essere umano. Sbilancia il rapporto con Dio, con noi stessi, con gli altri e con la natura. \u00e8 un vero disastro ecologico in tutti i versanti. Al riguardo non si tratta di avere toni apocalittici o di incutere paura, occorre soltanto aiutare noi e gli altri a prendere coscienza che l&#8217;umanit\u00e0 si sta distruggendo con le proprie mani non perch\u00e9 Dio l&#8217;ha abbandonata, ma perch\u00e9 essa ha abbandonato lui. Lo stile della nostra vita, le nostre scelte, purtroppo, non sono nella logica della Signoria di Dio, ma subiscono l&#8217;influsso schiavizzante delle cose (materialismo, edonismo, consumismo&#8230;): per questo la nostra vita si sta autodistruggendo.<\/em><\/p>\n<p>Non tutto ci trova d&#8217;accordo in questa esegesi, specialmente l\u00e0 dove si coglie lo sforzo di attenuare i toni adoperati da san Paolo, quasi che il cristiano, nell&#8217;annunciare la Parola di Dio, dovesse innanzitutto preoccuparsi di non spaventare, di non disgustare, di non allontanare alcuno; invece, come direbbe Dante, <em>lascia pur grattar dov&#8217;\u00e8 la rogna<\/em>: perch\u00e9, sempre secondo il sommo Poeta, le parole rudi e franche suscitano, al principio, un sapore <em>di forte agrume<\/em>, ma poi si rivelano benefiche, perch\u00e9 aprono la strada a un doveroso ripensamento morale. Del resto, ancora e sempre, il cristiano ha un solo maestro perfetto al quale guardare e da cui prendere esempio: Ges\u00f9; e Ges\u00f9, quando voleva denunciare le situazioni di peccato, non usava certo i guanti, ma sapeva adoperare anche espressioni, e talvolta anche gesti, fortissimi. Pertanto chi, per non cadere in una &quot;pedagogia della paura&quot;, come dice il buon padre Ermes Ronchi, attenua, smussa, addolcisce, il richiamo di Cristo alle anime, si prende la libert\u00e0 di voler essere pi\u00f9 munifico e pi\u00f9 misericordioso di Dio stesso: il che \u00e8 un gravissimo peccato di superbia. Anche l&#8217;Autore di questa pagina ci sembra voler seguire pi\u00f9 la misericordia di Carlo Maria Martini, al quale esplicitamente si richiama, che quella di Ges\u00f9 Cristo: e lo diciamo senza cattiveria, anzi con tristezza, convinti, come siamo, che molti pastori, e anche alcuni teologi, finiscono per cadere in errore per un eccesso di zelo caritativo, cio\u00e8 per aver esagerato in una tendenza pastorale che, di per s\u00e9, \u00e8 buona. Ma questo vale per le anime pure, per le persone semplici, non per i pezzi grossi, come Martini, che sapevano e sanno assai bene quel che fanno quando adoperano certe espressioni e si profondono in certi gesti. Ed \u00e8 davvero triste che tanti bravi sacerdoti, puri e in buona fede, non vedano fino a che punto una falsa teologia e una erronea pastorale li stanno conducendo fuori strada, allorch\u00e9 si affidano proprio alla guida di coloro i quali, invece, stanno perseguendo scientemente e deliberatamente lo smantellamento della dottrina cattolica, al fine di distruggere la Chiesa: in testa ai quali va collocato senz&#8217;altro l&#8217;attuale titolare della cattedra di san Pietro (senza contare la gravissima irregolarit\u00e0 costituita dal fatto che esistono oggi due papi viventi, situazione mai verificatasi prima e tale, di per s\u00e9, da rendere ambigua e irregolare la situazione complessiva della Chiesa cattolica).<\/p>\n<p>Concordiamo, comunque, sul punto centrale dell&#8217;esegesi del testo paolino: il peccato dell&#8217;umanit\u00e0 che conosce Dio, ma non lo riconosce, non lo ringrazia, non lo loda, non lo glorifica, non si riconosce opera delle sue mani, \u00e8 un peccato talmente grave da provocare la degenerazione di tutti gli altri aspetti della vita, sia individuale che sociale, e da aprire la strada ad ogni sorta di passioni disordinate, di vizi e di abominevoli giustificazioni del vizio. Quest&#8217;ultimo, forse, \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 sconcertante, quello che ha in s\u00e9 qualcosa di veramente diabolico. Non solo gli uomini che rifiutano di riconoscere Dio fanno il male, ma lodano quelli che lo fanno, si autogiustificano, proclamano che il male non \u00e8 male, ma \u00e8 bene: rivendicano, con oltracotanza, la perfetta liceit\u00e0 di qualsiasi disordine, di qualunque perversione del retto sentire e del retto agire. Ma non \u00e8 vero &#8212; nemmeno su questo siamo d&#8217;accordo &#8211; che san Paolo parla di situazioni generali e non ha nulla da imputare alle singole persone; niente affatto: san Paolo punta il dito contro tutti coloro i quali commettono le turpitudini da lui descritte, e dice che l&#8217;uomo \u00e8 indotto alle turpitudini dal mancato riconoscimento del suo Creatore e dall&#8217;amore che gli viene offerto. Infatti, <em>il peccato di idolatria sovverte l&#8217;equilibrio vitale dell&#8217;essere umano<\/em>: e questo significa che quando una societ\u00e0 si allontana dalla Verit\u00e0, che \u00e8 Dio, cade fatalmente in preda ai disordini: i disordini non sono una conseguenza di singoli comportamenti sbagliati, ma l&#8217;effetto logico e necessario di una societ\u00e0 che ha voltato le spalle a Dio. Ci\u00f2 non significa, ovviamente, che tutti coloro i quali vivono in quella societ\u00e0 cadono in preda ai disordini; significa per\u00f2 che sono tutti fortemente esposti al pericolo: e tale precisamente \u00e8 la situazione in cui ci troviamo a vivere noi, oggi, cittadini di questa societ\u00e0, fondata sul mito del progresso materiale e tutta protesa a celebrare il culto dell&#8217;uomo verso se stesso. Tutti quei cattivi maestri &#8211; frotte di psicologi, scrittori, artisti, pensatori, e ora, purtroppo, anche vescovi e sacerdoti &#8211; i quali incoraggiano l&#8217;uomo a farsi metro e misura di tutte le cose che incontra nella sua vita, a farsi perfino giudice e padrone della vita stessa (aborto, eutanasia, fecondazione eterologa, utero in affitto), lo spingono costantemente verso il male e la perdizione dell&#8217;anima. Viviamo in un momento drammatico: non \u00e8 il tempo degli zuccherini, non \u00e8 davvero il caso di minimizzare i pericoli e di ostentare un ottimismo stereotipato, o, peggio, una &quot;misericordia&quot; che scusa e giustifica tutto; meno ancora \u00e8 il tempo di incoraggiare la diabolica tendenza degli uomini a vantarsi e compiacersi dei proprio disordini. Ci\u00f2 avviene, ad esempio, quando il cardinale De Kesel, arcivescovo di Bruxelles, dichiara che la Chiesa dovrebbe riconoscere la pratica omosessuale come legittima, e addirittura istituire una qualche forma di riconoscimento per le coppie omofile. O De Kesel non conosce il Vangelo, n\u00e9 ha mai letto san Paolo e gli altri autori del Nuovo Testamento, oppure si ritiene in diritto di inventarsi e propagandare un vangelo tutto suo, che di cattolico ha solo il nome, ma non dovrebbe avere nemmeno quello, perch\u00e9 trae in inganno i fedeli e li spinge verso l&#8217;apostasia e verso il peccato: cio\u00e8 verso quei disordini, micidiali per l&#8217;anima, di cui parla la <em>Lettera ai Romani<\/em> per mettere in guardia dalle conseguenze del mancato amore di riconoscenza verso Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel primo capitolo della Lettera ai Romani, san Paolo esprime con chiarezza le ragioni per cui i pagani sono inescusabili nella loro incredulit\u00e0 (poi spiegher\u00e0 perch\u00e9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-26365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26365"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26365\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}