{"id":26363,"date":"2020-09-23T10:23:00","date_gmt":"2020-09-23T10:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/23\/la-condanna-di-gesu-pietra-dinciampo-del-dialogo\/"},"modified":"2020-09-23T10:23:00","modified_gmt":"2020-09-23T10:23:00","slug":"la-condanna-di-gesu-pietra-dinciampo-del-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/23\/la-condanna-di-gesu-pietra-dinciampo-del-dialogo\/","title":{"rendered":"La condanna di Ges\u00f9, pietra d&#8217;inciampo del dialogo"},"content":{"rendered":"<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in diverse occasioni, pure riteniamo giusto tornarci sopra ancora una volta: perch\u00e9 \u00e8 questo il nodo di tutti i nodi, dal quale dipende il futuro della Chiesa cattolica, la sua credibilit\u00e0 e la sua capacit\u00f2 di attrarre le anime, oppure, viceversa, il suo ulteriore declino e, in prospettiva, la sua estinzione o &#8211; il che \u00e8 lo stesso &#8211; il suo svuotamento pressoch\u00e9 completo di linfa vitale. Se, infatti, come noi pensiamo e abbiamo ripetutamente cercato di documentare, l&#8217;idea centrale e lo scopo recondito del Concilio Vaticano II risiede in un segreto accordo con le lobby ebraiche, e specialmente con la massoneria del B&#8217;nai B&#8217;rith, ovvero in una resa a discrezione della Chiesa cattolica all&#8217;ebraismo, ebbene al centro di quella resa e all&#8217;origine di tutto il preteso rinnovamento conciliare vi \u00e8, in buona sostanza, la necessit\u00e0 di presentare le riforme che la Chiesa decide riguardo a se stessa e riguardo alle relazioni con il mondo, comprese le altre fedi religiose, come una libera scelta e un autonomo ripensamento della propria azione pastorale e del proprio patrimonio liturgico, mentre in effetti altro non sono che il paravento dietro il quale si nasconde una precisa volont\u00e0 di sottomissione della Chiesa e una piena rivalutazione di quelli che, fino ad allora, erano stati non i fratelli maggiori del cattolicesimo, ma i suoi pi\u00f9 implacabili nemici, non per scelta dei cattolici ma per volont\u00e0 loro. A partire dalla fine della Seconda guerra mondiale e dalla nascita dello stato d&#8217;Israele, con l&#8217;inizio delle guerre arabo-israeliane, la pressione dell&#8217;ebraismo, rafforzato sul terreno psicologico e culturale dalla persecuzione subita ad opera dei nazisti e, indirettamente, dalla polemica sui pretesi <em>silenzi<\/em> di Pio XII, si era fatta fortissima, tanto pi\u00f9 che veniva a sommarsi alla pressione, altrettanto poderosa, esercitata all&#8217;interno della Chiesa dai vescovi e cardinali acquisiti segretamente alle logge massoniche, e che vedevano nei rabbini pi\u00f9 influenti e negli ambienti sionisti internazionali, specie di natura finanziaria, i loro naturali alleati nella lotta per la conquista del vertice della Chiesa stessa, obiettivo cui aspiravano da secoli e per realizzare il quale avevano profuso tutta la loro astuzia, la loro abilit\u00e0 politica e la loro capacit\u00e0 di dissimulare e organizzarsi, restando tuttavia il pi\u00f9 possibile nell&#8217;ombra. Tutte le discussioni interminabili, e ormai perfino stucchevoli, sull&#8217;ermeneutica della continuit\u00e0 fra prima e dopo il Concilio, trovano qui la loro ragion d&#8217;essere: nella necessit\u00e0, per i rivoluzionari che si sono impadroniti della Chiesa, di dimostrare l&#8217;indimostrabile, ossia che nulla, sostanzialmente, era mutato nei contenuti della dottrina cattolica dopo il 1965, e ci\u00f2 al principale scopo di coprire ci\u00f2 che non poteva, a nessun costo, venir dichiarato apertamente: che la Chiesa si era sottomessa, aveva ceduto alle pressioni e ai ricatti, e aveva barattato la sola verit\u00e0 di Cristo con una &quot;verit\u00e0&quot; addomesticata, fatta a uso del mondo e tale da soddisfare la volont\u00e0 di rivalsa dei &quot;fratelli maggiori&quot;, ben decisi a cogliere e sfruttare al massimo il momento a loro cos\u00ec favorevole, prima che le condizioni di vantaggio potessero, chi sa mai, attenuarsi o addirittura svanire.<\/p>\n<p>Vale la pena di citare una pagina della monumentale opera del famoso biblista benedettino padre Marie-Joseph Lagrange (1855-1938), la cui causa di beatificazione \u00e8 tuttora in corso, <em>L&#8217;Evangelo di Ges\u00f9 Cristo<\/em> (titolo originale: <em>L&#8217;\u00c9vangile de J\u00e9sus-Christ<\/em>, Lecoffre-Gabalda, 1928; traduzione di mons. Luigi Gramatica, Brescia, Morcelliana, 1935, pp. 542-545):<\/p>\n<p><em>Dopo alcune parole di convenienza il procuratore, entrato senz&#8217;altro in argomento, domand\u00f2: &quot;Che accuse avete contro quest&#8217;uomo?&quot;. I personaggi del Sinedrio credettero opportuno di formulare la loro denuncia sensazionale e far capire che si trattava di affare assai grave! Pilato, non ripromettendosi gran che da quelle circonlocuzioni e informato senza dubbio aversi a fare di questioni religiose, mostr\u00f2 di voler rimanersene estraneo: &quot;Prendetevi voi questo uomo e giudicatelo secondo la vostra legge&quot;. Tale autorizzazione non equivaleva per\u00f2 al permesso formale di mettere a morte quell&#8217;uomo o per lo meno la parola non era stata pronunciata; d&#8217;altronde gli Ebrei si tradiscono col dire: &quot;A noi non \u00e8 permesso mettere a morte qualcuno&quot;. Poi, per dimostrare a Pilato che si trattava di affare veramente serio e di sua giurisdizione, aggiungono: &quot;Abbiamo trovato quest&#8217;uomo eccitare al disordine i nostri connazionali, impedire loro di pagare il tributo a Cesare e farsi passare per Messia, vale a dire per re&quot;. Non senza abilit\u00e0 seppero dare all&#8217;affare un carattere politico e rivestirlo di circostanze atte a suscitare l&#8217;irascibile procuratore.<\/em><\/p>\n<p><em>Rientrato allora nel pretorio, Pilato fece chiamare Ges\u00f9 e si rassegn\u00f2 a interrogarlo: &quot;Sei tu il re degli Ebrei?&quot;. In bocca di un romano quella domanda era una formale accusa di ribellione. Ges\u00f9 pertanto non pot\u00e9 rispondere affermativamente a una domanda che avesse quel senso. Un proverbio arabo dice che l&#8217;interrogazione \u00e8 madre della risposta, e per rispondere a ci\u00f2 che gli si rimproverava, Ges\u00f9 chiese a Pilato se parlasse in suo proprio nome o se ripetesse una accusa degli Ebrei; n\u00e9 con ci\u00f2 egli usciva dai limiti di una legittima difesa. Tuttavia si capisce come una simile domanda spiacesse a Pilato, obbligato cos\u00ec a confessare di essersi addossato di farsi eco di un&#8217;accusa che non aveva neppure compreso. Egli se ne tir\u00f2 con disdegno: &quot;Son io un Ebreo? I tuoi connazionali, i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?&quot; Tale \u00e8 il procedere di un giudice che istruisce una causa, dove e accuse sono gravissime. Per ottenere una confessione precisa suppone come indubbia l&#8217;esistenza di una qualsiasi colpevolezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 si ferm\u00f2 all&#8217;accusa formulata e dichiar\u00f2 di non essersi mai fatto passare come re politico. Se avesse fatto ci\u00f2 avrebbe dovuto contare sopra partigiani i quali avrebbero dato mano alle spade per difenderlo. Pilato comprende allora la inanit\u00e0 dell&#8217;accusa e si rende conto che il regno di lui non \u00e8 di questo mondo. Meravigliato quindi e imbarazzato di fronte a tale distinzione e poco famigliare colle nozioni spirituali, Pilato insiste sul suo punto di vista e soggiunge: &quot;ma ci\u00f2 nonostante tu sei un re&quot;. Ges\u00f9 l&#8217;accorda, ma nel senso indicato: &quot;Tu l&#8217;hai detto, io sono re&quot; e per precisare il proprio pensiero aggiunge di essere venuto nel mondo affine di rendere testimonianza alla verit\u00e0, intendendo quindi di regnare sopra le anime perch\u00e9 quelli che cercano la verit\u00e0 lo ascoltino. Pilato, mente poco accorta, non credendosi obbligato di appartenere come tanti personaggi pi\u00f9 grandi di lui, ad una setta filosofica, e professando per le alte speculazioni il disprezzo di molti uomini ingolfati nei problemi della vita pratica, pur mostrandosi ottimi funzionari, soggiunge: &quot;Che cosa \u00e8 poi la verit\u00e0?&quot;. Senza dubbio \u00e8 cosa che non lo riguarda; comunque, da uomo di buon senso, si persuade che i fatti di Ges\u00f9 nulla hanno da poter mettere in pericolo gli interessi di Roma. Se egli ha turbato l&#8217;ordine pubblico, tutt&#8217;al pi\u00f9 lo fece prendendo parte ad alcuna di quelle contese religiose che eccitavano cos\u00ec fortemente le passioni degli Ebrei. Frattanto dal di fuori i clamori si facevano pi\u00f9 forti e penetravano perfino nel palazzo. E poich\u00e9 Ges\u00f9 dopo la sua confessione taceva, Pilato avrebbe voluto sapere, non foss&#8217;altro per curiosit\u00e0, che cosa rispondere. Egli odorava un intrigo di Ebrei bramosi di trascinarlo in qualche tranello, salvo poi ad accusarlo dopo a Roma.<\/em><\/p>\n<p>Il padre Lagrange, da serio biblista e da serissimo sacerdote cattolico, non si \u00e8 permesso d&#8217;inventare nulla, di aggiungere nulla, di modificare nulla: si \u00e8 basato sul racconto dei Vangeli, che tutti i credenti conoscono bene, se non altro dalla lettura della Passione nella liturgia del Venerd\u00ec Santo. Questo dicono i Vangeli, questo dicono i fatti: che a volere la morte di nostro Signore, e a volerla fortissimamente, furono i capi del Sinedrio e gli anziani del popolo; che essi lo fecero arrestare nell&#8217;orto degli ulivi, essi lo processarono e lo condannarono; poi, esclusivamente perch\u00e9 le loro sentenze non potevano essere eseguite, se capitali, senza l&#8217;autorizzazione del procuratore romano, lo condussero da lui, ma a giochi ormai fatti. E in realt\u00e0, quando Pilato chiese loro di cosa accusavano quell&#8217;uomo, essi risposero solo: <em>Se non fosse colpevole, non te lo avremmo portato<\/em>. Pilato, durante tutto lo svolgimento del processo civile (chiamiamolo cos\u00ec per distinguerlo da quello religioso, che si era svolto, fra l&#8217;altro illegalmente e senza possibilit\u00e0 di difesa per l&#8217;imputato, durante la notte), mostra di non conoscere neppure chi sia Ges\u00f9, tanto meno comprende le ragioni per le quali il Sinedrio ne vuole la morte. E ci\u00f2 basti per replicare ai tanti, troppi &quot;studiosi&quot; e sacerdoti contemporanei, ossia seguaci della religione del Vaticano II, i quali insistono a dire che la condanna di Ges\u00f9 fu fatta dai romani e non dai giudei: mentono sapendo di mentire. La condanna di Ges\u00f9 fu pronunciata formalmente da Pilato, ma dopo che questi vi era stato tirato letteralmente per i capelli, cio\u00e8 dopo che le aveva provate tutte per sottrarre alla morte quell&#8217;uomo, del quale aveva detto a voce alta: <em>Prendetelo e condannatelo voi, perch\u00e9 io non trovo in lui alcuna colpa<\/em>. E infatti Pilato, alla fine, non senza aver tentato, ma invano, di scaricare la patata bollente nelle mani di Erode Antipa, lo consegna loro affinch\u00e9 sia crocifisso (Gv 19,16), ma dopo aver compiuto il gesto enfatico di lavarsi le mani, per evidenziare che si ritiene innocente di quella condanna, a suo parere immotivata. Ci dicono e ci ripetono, ovviamente dopo il Concilio, che Ges\u00f9 fu condannato a morte dai romani per motivi politici: ma la verit\u00e0 \u00e8 che non s&#8217;erano neppure accorti della sua esistenza. Essi, buoni conoscitori di queste cose, dato che governavano il pi\u00f9 grande impero della storia, non avevano fiutato nella sua predicazione alcun elemento sospetto; nelle folle che si recavano ad ascoltarlo o per essere guarite, come del resto fece perfino un centurione per implorare la guarigione del suo servo, non videro nulla che fosse potenzialmente pericoloso per il loro dominio. E tanto dovrebbe bastare a chiudere il discorso. Da secoli e secoli, del resto, pronunciando la formula del <em>Credo<\/em>, i cattolici ripetono le parole: <em>pat\u00ec sotto Ponzio Pilato<\/em>; e non: <em>pat\u00ec ad opera di Ponzio Pilato<\/em>, oppure: <em>pat\u00ec per volere di Ponzio Pilato<\/em>. Si giri e rigiri il racconto evangelico, non vi si trover\u00e0 nulla che indichi una volont\u00e0 da parte romana di mettere a morte Ges\u00f9 Cristo; al contrario, si troveranno numerosi indizi che Pilato cerc\u00f2 in ogni modo di evitare una sentenza capitale. Certo, si pu\u00f2 sempre dire, come pure \u00e8 stato fatto dai biblisti del posto concilio, che gli evangelisti scrissero il racconto della Passione in maniera tale da alleggerire la responsabilit\u00e0 dei romani, perch\u00e9 non avevano interesse a mettersi in conflitto con loro, dato che dalla loro benevolenza dipendeva la possibilit\u00e0 di predicare il Vangelo; e ci\u00f2 varrebbe specialmente per il Vangelo di Luca, che si rivolge apertamente ai pagani di Roma. Ma \u00e8 una duplice sciocchezza. Prima di tutto, gli apostoli non cercavano la benevolenza di alcuno: basta leggere gli <em>Atti<\/em> per convincersi che i primi cristiani predicano il Vangelo senza preoccuparsi d&#8217;ingraziarsi le autorit\u00e0, anche se, nei limiti del possibile, si astenevano da inutili provocazioni verso i gentili. In secondo luogo, e ci\u00f2 che pi\u00f9 conta, ragionare a quel modo significa accusare gli evangelisti di aver narrato la vita di Ges\u00f9, che \u00e8 la Verit\u00e0, non secondo verit\u00e0, ma secondo un calcolo di natura politica; il che equivale a dire che i Vangeli non sono libri divinamente ispirati, ma testi di propaganda religiosa, frutto di una volont\u00e0 puramente umana, calcolatrice e irrispettosa del vero. Il che \u00e8 assurdo e, per un credente, blasfemo.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 dunque era cos\u00ec importante scaricare sui romani tutta la responsabilit\u00e0 della condanna a morte di Ges\u00f9, e assolverne gli ebrei? Semplicissimo: per compiacere i rabbini e instaurare il tanto decantato dialogo con l&#8217;ebraismo, pilastro del Concilio e anzi, a nostro giudizio, la sua causa prima. Solo nella prospettiva del dialogo coi <em>fratelli maggiori<\/em> si capisce la <em>Nostra aetate<\/em> che contraddice duemila anni di magistero (altro che continuit\u00e0!), e solo alla luce di essa si capisce la <em>Dignitatis humanae<\/em>. In altre parole, una volta rivalutato il giudaismo, bisognava per forza colpire al cuore il cuore della dottrina cattolica: che la fede non \u00e8 questione di libert\u00e0 d&#8217;opinioni, ma il frutto di una doverosa adesione alla Verit\u00e0, una volta conosciutala. E come rivalutare il giudaismo, finch\u00e9 restava fra esso e i cristiani il piccolo dettaglio della condanna a morte del nostro Signore, voluta dal Sinedrio e pretesa a gran voce dalla folla di Gerusalemme, quando Pilato cercava di ottenerne la liberazione perfino facendo scegliere fra lui e Barabba, un noto assassino? Bisognava, \u00e8 ovvio, rimuovere quel sassolino, quella pietra d&#8217;inciampo; e come, se non scaricando ogni responsabilit\u00e0 sui romani? Oltretutto i romani erano quelli che pi\u00f9 tardi avrebbero riconosciuto Cristo: quattro secoli dopo, nel 480, l&#8217;imperatore Teodosio avrebbe proclamato il cristianesimo religione di Stato. Cos\u00ec, attribuendo ai romani la colpa d&#8217;aver voluto la morte di Cristo, in qualche modo si riportava in casa dei cristiani la tremenda responsabilit\u00e0 di quella condanna. Gli ebrei, che avevano subito l&#8217;Olocausto, e che cos\u00ec lo vollero chiamare per contrapporlo al vero Olocausto (parola che sottintende un sacrificio volontario di tipo religioso), quello di Cristo, ottenevano pure lo scopo di far s\u00ec che i cristiani, a loro giudizio corresponsabili delle persecuzioni hitleriane, si prendessero la colpa della condanna di Cristo che, ad ogni modo, era uno solo, mentre essi potevano vantare il sacrificio di Sei Milioni. E tutto ci\u00f2 fu fatto, al Concilio, per poter &quot;dialogare&quot;. Ma in che cosa i rabbini hanno dialogato, visto che mai hanno espresso rammarico per aver voluto la morte di Ges\u00f9?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in diverse occasioni, pure riteniamo giusto tornarci sopra ancora una volta: perch\u00e9 \u00e8 questo il nodo di tutti i nodi, dal quale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,157,226,263],"class_list":["post-26363","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-ponzio-pilato","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26363"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26363\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}