{"id":26362,"date":"2019-08-05T12:51:00","date_gmt":"2019-08-05T12:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/05\/la-concretezza-cristiana-contro-i-deliri-ideologici\/"},"modified":"2019-08-05T12:51:00","modified_gmt":"2019-08-05T12:51:00","slug":"la-concretezza-cristiana-contro-i-deliri-ideologici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/05\/la-concretezza-cristiana-contro-i-deliri-ideologici\/","title":{"rendered":"La concretezza cristiana contro i deliri ideologici"},"content":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 capace di vedere l&#8217;uomo in tutta la sua completezza, in tutta la sua intrinseca verit\u00e0? Dalla risposta a questa domanda scaturisce la lotta tra le diverse filosofie, che, in quanto lotta, trasforma le filosofie in ideologie, cio\u00e8 in qualcosa di rigido, di dottrinario, d&#8217;impositivo e di totalitario, il che rende facile e quasi naturale il loro passaggio dal terreno delle idee a quello delle armi. La storia, specialmente la storia moderna, \u00e8 il teatro dello scontro incessante tra filosofie che diventano ideologie e che vogliono imporsi, e imporre la loro visione del mondo a tutti gi uomini, trasformando la libera ricerca del pensiero in una gabbia per imprigionare le societ\u00e0 e i popoli. Il teorico di una delle pi\u00f9 funeste fra esse, Karl Marx, diceva apertamente che \u00e8 tempo di lasciar perdere le filosofie che vogliono comprendere il mondo, perch\u00e9 il compito dei filosofi &#8212; e intendeva, modestamente, se stesso &#8212; non \u00e8 quello di comprenderlo, di cambiarlo. E in questo pensiero c&#8217;\u00e8 tutta la violenza di un pensiero che si fa militante, che si fa verit\u00e0 assoluta e che intende imporsi, con le buone o con le cattive, anche a chi non lo condivide. Non siamo pi\u00f9 sul terreno delle idee, siamo sul terreno della guerra. La cosiddetta Grande Rivoluzione Culturale cinese, lanciata da Mao Zedong nel 1966, nonostante il vocabolo &quot;culturale&quot; che fa pensare a qualcosa d&#8217;intellettuale e di simpatico (gli intellettuali hanno sempre avuto un debole per i rivoluzionari) \u00e8 costata milioni di morti, compresi i molti suicidi di cittadini comuni e padri di famiglia, sottoposti a sevizie fisiche e psicologiche d&#8217;ogni genere, allo scopo di &quot;rieducarli&quot;.<\/p>\n<p>Ora, la caratteristica delle filosofie che si trasformano, nel calor bianco della lotta politica e sociale, in ideologie, \u00e8 quella di &quot;specializzarsi&quot; nel perseguire il loro fine, che \u00e8 quello d&#8217;imporsi sulle altre e travolgere le forze che si oppongono loro, il che le rende sempre pi\u00f9 adatte alla conquista del potere ma sempre meno adatte alla vera comprensione dell&#8217;uomo. Per comprendere davvero l&#8217;uomo \u00e8 necessario vederlo nella sua totalit\u00e0: vedere in lui sono alcuni aspetti, riconoscere solo alcuni suoi bisogni, incoraggiarlo solo in una certa dimensione, a dispetto delle altre, vale a dire sacrificando la sua libert\u00e0, significa tradirlo: e infatti tutte le ideologie giungono al punto di consumare un tradimento radicale nei confronti dell&#8217;uomo, bench\u00e9 tutte proclamino a gran voce che il loro unico fine \u00e8 quello di renderlo libero, di renderlo felice, di consentirgli di attuare la sua piena e definitiva realizzazione. Non \u00e8 qualunquismo, pertanto, ma un giudizio spassionato e ragionato, confermato da mille fatti, che <em>tutte<\/em> le ideologie mentono: mentono per necessit\u00e0 e non per accidente. L&#8217;uomo integrale sfugge alle loro ricette, ai loro schemi brutali: l&#8217;ideologia, per definizione, opera una brutale riduzione dell&#8217;uomo, una semplificazione arbitraria, amputa ci\u00f2 che di lui non si adatta ad essa e gonfia a dismisura ci\u00f2 che le si addice. Da ci\u00f2 si vede che l&#8217;ideologia pretende di rifare l&#8217;uomo, imponendogli i propri criteri e i propri valori: non si \u00e8 mai vista un&#8217;ideologia che abbia l&#8217;umilt\u00e0 e la pazienza di ascoltare l&#8217;uomo e di mettersi a sua disposizione, per andargli incontro in ci\u00f2 che gli \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>La sola filosofia che faccia questo \u00e8 quella cristiana: e infatti il cristianesimo non \u00e8 mai diventato ideologia; o, se talvolta ci\u00f2 \u00e8 accaduto, si \u00e8 trattato di settori degenerati della Chiesa e di gruppi o individui che si dicevano cristiani, ma che si erano di fatto allontanati dal vero cristianesimo, cio\u00e8 dal Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Tutte le altre filosofie della storia si sono trasformate in ideologie, comprese alcune religioni, come l&#8217;islamismo, che di religioso hanno ben poco, essendo in realt\u00e0 ideologie politiche mascherate da fedi religiose. E quando si parla di ideologie negatrici della vera realt\u00e0 umana, e perci\u00f2 prevaricatrici nei confronti dell&#8217;uomo, subito si pensa ai totalitarismi; ma bisogna riflettere che tutte le ideologie sono potenzialmente totalitarie e che a questa regola non fa eccezione l&#8217;ideologia democratica, la quale, giunta al potere, si serve di strategie di controllo e di dominio assai pi\u00f9 sottili e sfumate, ma non certo meno efficienti ed efficaci, di quelle dei totalitarismi classici, come il comunismo e il nazismo.<\/p>\n<p>E tuttavia, sorge spontanea la domanda: lo sanno, le ideologie, di mentire? I loro seguaci sono consapevoli di prestarsi ad una mistificazione? Si rendono conto che l&#8217;uomo concreto \u00e8 altra cosa dall&#8217;uomo del quale esse si proclamano liberatrici? Sono domande scomode e scabrose, perch\u00e9 tendono a mettere a nudo non solo la falsit\u00e0 delle ideologie, ma anche la malafede degli ideologi e, per giunta, una cosa ancor pi\u00f9 degradante, se possibile, presente nelle masse che si fanno irretire: il conformismo rivoluzionario. Tutte le ideologie si professano rivoluzionarie (o controrivoluzionarie, il che \u00e8 lo stesso), tutte fanno appello all&#8217;energia, alla forza di volont\u00e0, al progetto di un grande cambiamento, ovviamente in termini positivi, della societ\u00e0, per offrire all&#8217;uomo condizioni di vita pi\u00f9 umane; ma tutte mentono, per cui \u00e8 inevitabile la conclusione che la grande maggioranza dei loro seguaci siano coscienti di recitare una parte, di adeguarsi a una commedia (a una tragicommedia, per la precisione): ma guai a togliere loro il velo che nasconde la loro vergogna, guai a metterle di fronte all&#8217;ipocrisia e alla malafede che si annidano nei loro slogan, nei loro gesti, nei discorsi che ripetono in maniera monotona, ossessiva, forse pi\u00f9 per convincere se stessi che gli altri. E il bello \u00e8 che sono proprio le ideologie, menzognere per definizione e per costituzione, ad accusare di mendacio la sola visione dell&#8217;uomo che non \u00e8 menzognera, perch\u00e9 riconosce l&#8217;uomo per quel che \u00e8, coi suoi veri bisogni e con le sue giuste aspirazioni: quella cristiana. Tutte le ideologie, di sinistra e di destra, accusano il cristianesimo di non vedere l&#8217;uomo concreto, l&#8217;uomo che ha fame, l&#8217;uomo che ha delle necessit\u00e0 materiali oltre che spirituali; lo accusano di sostituire all&#8217;immagine viva dell&#8217;uomo un&#8217;immagine artificiale, scaturita da una vera e propria alienazione, da uno slittamento dei suoi bisogni vitali da questo mondo all&#8217;altro mondo, dalla sfera terrena alla sfera ultraterrena. Per tute le ideologie dell&#8217;immanenza, e anche per quelle della trascendenza, ma incentrata ancora sull&#8217;uomo, il cristianesimo \u00e8 incapace di vedere l&#8217;uomo per quel che \u00e8, ignora le sue necessit\u00e0; mentre \u00e8 vero l&#8217;esatto contrario, che sono esse a ignorare chi sia l&#8217;uomo e a negargli perfino il diritto di coltivare le sue pi\u00f9 alte aspirazioni.<\/p>\n<p>Scriveva Ren\u00e9 Coste nel suo libro <em>L&#8217;amore che cambia il mondo. Per una teologia della carit\u00e0<\/em> (titolo originale: <em>L&#8217;Amour qui change le Monde. Th\u00e9ologie de la Carit\u00e9<\/em>, SOS Editions, 1981; tradizione dal francese s. n., Roma, Citt\u00e0 Nuova, 1983, pp. 129-130):<\/p>\n<p><em>Se c&#8217;\u00e8, peraltro, un punto sul quale le IDEOLOGIE pi\u00f9 contraddittorie sono d&#8217;accordo, \u00e8 appunto nel rimproverare al cristianesimo di concepire un uomo astratto e irreale. L&#8217;uomo cristiano, diranno volentieri, ha forse un volto attraente, ma ha anche mani e piedi? A forza di preoccuparsi della Salvezza (nell&#8217;Aldil\u00e0), non dimentica l&#8217;esistenza storica, la realt\u00e0 e i bisogni della vita quotidiana e non corre il rischio di diventare cos\u00ec strumento incosciente, con il suo angelismo, di coloro che sanno molto bene manipolare le realt\u00e0 terrene a proprio profitto? In altri termini a forza di mettere l&#8217;accento sull&#8217;anima, non arriva a dimenticare che \u00e8 anche corpo e, quindi, a svalutare, per esempio, la sessualit\u00e0 o a non rendersi conto seriamente dello sfruttamento e dell&#8217;oppressione di cui sono vittime tanti esseri umani? Quante volte questa obiezione \u00e8 stata formulata, specialmente da parte marxista! Altrettanto, d&#8217;altronde da parte dell&#8217;ideologia liberale, riguardo alla sessualit\u00e0 e alla libert\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Il grave rimprovero che il marxismo fa al cristianesimo, \u00e8 di non vedere il carattere determinante dell&#8217;appartenenza di classe, e, di conseguenza, di disconoscere il carattere primordiale della lotta di classe e della rivoluzione in favore delle classi oppresse. L&#8217;ideologia liberale l&#8217;accusa di attaccare troppo facilmente il Profitto come motore del progresso sociale e di prestare un orecchio troppo attento alle rivendicazioni degli insoddisfatti. Le ideologie di tipo razzista, nazionalista statalista gli rimproverano di contestare il primato della Razza, della Nazione e dello Stato. Quando cerca di umanizzare la guerra, non avendo potuto salvare la pace, la scienza militare gli obietta, con Clausewitz, che &quot;in una faccenda pericolosa come la guerra, gli errori dovuti alla bont\u00e0 d&#8217;animo sono appunto la cosa peggiore&quot;. In ogni caso, sempre si rimprovera al cristianesimo di non rispondere ai bisogni reali dell&#8217;uomo concreto. Non dovrebbe lasciarsi impressionare, il cristianesimo, da una simile unanimit\u00e0 del fronte ideologico?<\/em><\/p>\n<p><em>Si sono lasciati sedurre anche troppo molti cristiani, che sono divenuti partigiani ad oltranza della Lotta di classe, della Rivoluzione, del Nazionalismo, della Sicurezza nazionale o della Ragione di Stato, della Guerra con tutti i mezzi o anche del Profitto e del Sesso. Ma un autentico discernimento opporr\u00e0 ai critici della concezione cristiana dell&#8217;uomo che tutte queste affermazioni assolute conducono tanto alla manipolazione delle masse e all&#8217;oppressione dell&#8217;uomo concreto, che a una ricerca egoistica di godimento che lascer\u00e0 sempre insoddisfatti. Quando il cristianesimo sa operare tale discernimento e scoprire le implicazioni concrete delle proprie affermazioni, ha il dirotto, al contrario, di obiettare ad altri di avere una concezione astratta dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ascoltiamo Sol\u017eenicyn: &quot;L&#8217;ideologia! Essa porta la richiesta giustificazione alla scelleratezza, la lunga fermezza necessaria agli scellerati. La teoria sociale aiuta lo scellerato a giustificare i suoi atti agli occhi propri e a quelli altrui, per sentirsi rivolgere non rimproveri o maledizioni, ma lodi e manifestazioni di rispetto. Cos\u00ec gli inquisitori si appoggiarono sul cristianesimo, i conquistatori sull&#8217;esaltazione della patria, i colonizzatori sulla civilt\u00e0, i nazisti sulla razza, o giacobini (di ieri e di oggi) sull&#8217;uguaglianza, la fraternit\u00e0 e la felicit\u00e0 delle generazioni future. L&#8217;ideologia ha dato al XX secolo di sperimentare la scelleratezza su scala di milioni. Come, in queste condizioni, avremo l&#8217;audacia di ripetere con insistenza che non esistono scellerati? Chi allora ha soppresso quei milioni di uomini? Senza scellerati, non ci sarebbe stato l&#8217;Arcipelago [Gulag]&quot;. Chi oserebbe contestare la sostanziale esattezza di questa diagnosi? L&#8217;ideologia \u00e8 troppo spesso un&#8217;astrazione per giustificare la permanenza al potere, o la conquista del potere, da parte di un&#8217;oligarchia. In realt\u00e0, la copertura di interessi di parte molto concreti. Si comprende la protesta di un personaggio di un romanzo russo contemporaneo: &quot;Non voglio immolarmi a quel dio terribile che si chiama societ\u00e0 futura!&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Anche se l&#8217;autore \u00e8 un sacerdote progressista e un tipico cattolico di sinistra, non si pu\u00f2 non essere d&#8217;accordo con la diagnosi che egli formula in questa pagina di prosa. D&#8217;altra parte, occorre precisare che se \u00e8 inumano pretendere dall&#8217;uomo che si sacrifichi per la societ\u00e0 futura, \u00e8 altrettanto inumano che egli si immoli sull&#8217;altare del presente. L&#8217;uomo non \u00e8 solo futuro, ma non \u00e8 neanche solo presente, cos\u00ec come non \u00e8 solo passato. Ecco dunque la necessit\u00e0 di formulare un giudizio esatto sulla sua natura, prima di proporgli questa o quella ricetta di &quot;salvezza&quot;. Non possono aiutare l&#8217;uomo quelle ideologie che si fondano su aspetti parziali della sua natura. Se l&#8217;uomo vivesse solo nella dimensione del presente, non si distinguerebbe affatto da qualsiasi altro animale che lotta per la sopravvivenza, a parte il maggiore sviluppo delle circonvoluzioni cerebrali. Ma nell&#8217;uomo vi \u00e8 la consapevolezza del passato e la speranza del futuro, elementi che mancano negli animali e che sono scarsamente sviluppati anche negli esseri umani del tipo inferiore. Il tipo umano inferiore \u00e8 quello che vive appiattito sul presente e che scambia le necessit\u00e0 del corpo per le sole necessit\u00f2 delle quali abbia bisogno, in quanto uomo. Una simile visione conduce l&#8217;essere umano a imbestialirsi, a regredire verso stati di esistenza pi\u00f9 bassi e pi\u00f9 mortificanti, anche se le fallaci ideologie gli sussurrano continuamente all&#8217;orecchio, per lusingarlo, che egli sta marciando verso chi sa quali meravigliose felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Il cristianesimo, e solo il cristianesimo, vede l&#8217;uomo per quel che \u00e8: non lo lusinga, non lo illude, ma neppure lo deprime, n\u00e9 lo spinge verso la disperazione. Gli d\u00e0 una speranza, ma mette bene in chiaro che tale speranza non si fonda sull&#8217;uomo stesso, perch\u00e9 l&#8217;uomo non pu\u00f2 redimersi da s\u00e9, non pu\u00f2 fondarsi sulle proprie forze. Al tempo stesso gli ricorda chi egli sia realmente: una creatura fatta a immagine di Dio; e lo sprona a essere fedele a tale destino, a non accontentarsi di razzolare nello stagno dell&#8217;immediato e del contingente. E siccome l&#8217;uomo \u00e8 debole e ha bisogno di essere costantemente sostenuto e incoraggiato, affinch\u00e9 non si smarrisca lungo il cammino, sappia tenere a bada la sua natura carnale e sviluppare quella spirituale, ecco che Dio stesso si \u00e8 Incarnato, gli \u00e8 venuto incontro sulle strade del mondo, ha vissuto accanto a lui, \u00e8 morto per lui della morte pi\u00f9 dolorosa e umiliante; ed \u00e8 risorto per riaprirgli la via della piena realizzazione. La quale, per l&#8217;uomo non si attua su questa terra: chi lo crede, mente o s&#8217;inganna. Sulla terra, l&#8217;uomo \u00e8 solo un pellegrino: quel che cerca davvero \u00e8 oltre l&#8217;orizzonte fisico. Ma bisogna sempre che Qualcuno glielo rammenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 capace di vedere l&#8217;uomo in tutta la sua completezza, in tutta la sua intrinseca verit\u00e0? 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