{"id":26360,"date":"2019-04-28T08:44:00","date_gmt":"2019-04-28T08:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/28\/la-colpa-della-cultura-cattolica-aver-leso-la-fede\/"},"modified":"2019-04-28T08:44:00","modified_gmt":"2019-04-28T08:44:00","slug":"la-colpa-della-cultura-cattolica-aver-leso-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/28\/la-colpa-della-cultura-cattolica-aver-leso-la-fede\/","title":{"rendered":"La colpa della cultura cattolica? Aver leso la fede"},"content":{"rendered":"<p>La cultura moderna ha fatto, da sempre, il suo mestiere: seminare l&#8217;incredulit\u00e0, insinuare dubbi sulla vita eterna, attaccare il Vangelo e ridicolizzare i cattolici. \u00c8 la cultura cattolica che non ha fatto il suo mestiere, quello di tener sempre viva la fede nei credenti, ponendo la ragione al suo servizio, secondo la grande lezione di oltre mille anni di filosofia cristiana, e specialmente di San Tommaso d&#8217;Aquino. A partire da un certo punto, nel corso del XX secolo, la cultura cattolica si \u00e8 rovesciata contro se stessa: per trovare un accordo, un compromesso, con la modernit\u00e0, si \u00e8 messa a fare lo stesso mestiere della cultura laicista: attaccare il &quot;mito&quot; religioso, eliminare le &quot;sovrastrutture&quot; mitologiche, sfrondare la Tradizione, &quot;filologizzare&quot; la Scrittura, cio\u00e8 ridurla a un fatto storico e a uno studio erudito. Il tutto per compiacerla cultura moderna e, in teoria, per recuperare credibilit\u00e0, e addirittura per fare un bagno di autenticit\u00e0, ossia per tornare a un autentico Vangelo, evidentemente non proprio lo stesso che da sempre la Chiesa annunciava: anche se a parole nessuno diceva ci\u00f2 apertamente, tuttavia lo scopo evidente era questo. I teologi si sono messi all&#8217;avanguardia di questo processo; ma una spinta decisiva \u00e8 venuta, dall&#8217;interno della Chiesa, da una sorgente inconfessabile, quei cardinali massoni che erano giunti a far carriera dopo essersi infiltrati, da giovani, come seminaristi, al preciso scopo di far deviare la Chiesa dai suoi principi e dalla sua dottrina; e con la spinta ulteriore e la benedizione, si fa per dire, del giudaismo talmudico nella sua veste massonica, cio\u00e8 dal B&#8217;nai B&#8217;rith, che, dopo il 1945, forte della nuova Religione mondiale dei Sei Milioni, poteva permettersi di procedere con un&#8217;audacia e una determinazione prima impensabili. Ed ecco cos\u00ec la <em>Nostra aetate<\/em>, che respinge con sdegno la tesi del giudaismo deicida e apre la strada al riconoscimento, per gli ebrei, di una rivelazione e una alleanza divina distinta da quella cristiana: in pratica, al riconoscimento del principio aberrante che esistono due verit\u00e0, due alleanze, due rivelazioni, due maniere totalmente diverse per giungere all&#8217;unico Dio, che \u00e8 Ges\u00f9 per i cristiani, ma non \u00e8 affatto Ges\u00f9 per i giudei. I quali, sia detto fra parentesi, mentre i cristiani si profondevano in scuse per il loro secolare antigiudaismo, mai hanno chiesto scusa per il processo e la condanna a morte di Ges\u00f9 Cristo, mai hanno ammesso l&#8217;ingiustizia di quella sentenza del Sinedrio, limitandosi a scaricare ogni responsabilit\u00e0 sui romani, in aperta contraddizione con l&#8217;esplicito racconto dei quattro evangelisti, ma con la volonterosa collaborazione dei teologi modernisti. In altre parole, mentre la cultura moderna attaccava la fede dall&#8217;esterno, cosa che non poteva causare molto danno, almeno per chi avesse una fede matura, la cultura cattolica ha agito da dietro le spalle; studiosi e scrittori cattolici, alcuni laici, ma parecchio sacerdoti, hanno svolto lo sporco lavoro d&#8217;intaccare, rosicchiare, sgretolare, un poco alla volta, la fede cattolica, con l&#8217;ipocrita motivazione di voler giungere a una fede pi\u00f9 <em>adulta<\/em>, pi\u00f9 <em>profonda<\/em>, pi\u00f9 <em>vera<\/em>, suggerendo o anche affermando apertamente che i cattolici non possono pi\u00f9 credere alla maniera dei loro nonni e dei loro avi; che devono per forza di cose adeguarsi alla mentalit\u00e0 moderna, quindi accettare il dubbio, il sospetto, l&#8217;inconscio, la demotilogizzazione e tutto il resto. E cos\u00ec hanno consegnato loro una fede aggiornata, cio\u00e8 in effetti spolpata, disossata, anestetizzata, disanimata: una fede che \u00e8 solo una parola vuota, un simulacro, una bolla d&#8217;aria, cos\u00ec leggera, cos\u00ec aerea,da volare via e sparire al primo refolo di vento.<\/p>\n<p>Ci sembra che uno dei pochi pensatori cattolici ad aver visto per tempo questa deviazione, questo errore, e ad averlo denunciato, quantunque senza esito pratico, sia stato non un sacerdote e neppure un teologo, ma un laico, il filosofo Augusto Del Noce; il quale, semmai, giunse a significative convergenze con il massimo esponente del neotomismo contemporaneo, che era un altro filosofo laico: \u00c9tienne Gilson. Ci piace riportare, a questo proposito, una pagina del saggista Massimo Tringali, tratta dal suo libro <em>Augusto Del Noce, interprete del Novecento<\/em>, postfazione di Norberto Bobbio, Aosta, Edizioni Le Chateau, 1997, pp. 143-144):<\/p>\n<p><em>Del Noce accusa la recente cultura cattolica di una gravissima colpa: quella di aver messo molti nella difficolt\u00e0 di credere. Egli non ha avuto un buon rapporto con i teologi del nostro tempo. In genere i teologi, prima i protestanti, poi anche molti cattolici, hanno assunto termini come &quot;secolarizzazione&quot; e &quot;demitizzazione&quot; come valori positivi, cercando di conciliarli con la fede. Essi hanno dimostrato in tal modo di accettare quell&#8217;idea di modernit\u00e0 assunta come valore assiologico, intesa come processo irreversibile verso la radicale immanenza e come liberazione dalla dipendenza dalla realt\u00e0 trascendente. Hanno pensato cos\u00ec di &quot;aggiornarsi&quot; assumendo, nella valutazione del nostro tempo, i criteri interpretativi propri dell&#8217;illuminismo massonico o del marxismo. Del Noce ha polemizzato a lungo con quei teologi della secolarizzazione che costituiscono quello che lui chiama il nuovo modernismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutta l&#8217;opera di Del Noce \u00e8 volta a dimostrare come la modernit\u00e0 sia entrata in crisi, e sembra che proprio i teologi siano gli unici che non se ne siano accorti. Inoltre essi ignorano quanto c&#8217;\u00e8 di positivo in essa. Interessante a questo proposito il seguente passo di Del Noce: &quot;I teologi oggi pretendono di giungere alla modernit\u00e0 e invece assai spesso ignorano proprio quanto di positivo c&#8217;\u00e8 nel pensiero moderno, per esempio ignorano il pensiero kantiano che ben distingue il compito della scienza ponendolo nei limiti nel bisogno metafisico. Un altro limite della teologia, non dico della teologia ma del pensiero cattolico tradizionale, \u00e8 quello di mettersi spesso sullo stesso piano degli avversari, cio\u00e8 ritenere che possa esistere una filosofia indipendentemente dalla fede e che questa filosofia autonoma abbia in s\u00e9 valore sufficiente. Io non credo che sia cos\u00ec e mi avvicino alla posizione del maggiore commentatore di san Tommaso, Gilson, che conclude proprio su questa parentela tra fede e filosofia: la filosofia cristiana si costruisce all&#8217;interno della fede e in un certo senso il suo valore sta proprio nella capacit\u00e0 di dare una spiegazione coerente sia del reale sia dell&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;uomo mentre le posizioni che partono da un&#8217;esclusione radicale del soprannaturale si trovano impotenti a assolvere questo stesso compito e si trovano vitate in definitiva a un insuccesso radicale&quot; (A Del Noce, &quot;Lo scacco dell&#8217;hegelismo&quot;, &quot;Spirali&quot;, n. 41, 1982, p. 31).<\/em><\/p>\n<p><em>Il limite culturale dei cattolici, denunciato da Del Noce, comporta una strumentalit\u00e0 del cattolicesimo politico ad una costruzione sociale, quale quella della societ\u00e0 opulenta, che rende del tutto estranea ed obsoleta la realt\u00e0 cristiana. Non \u00e8 un caso dunque che proprio mentre i cattolici detenevano il potere politico in Italia si sia verificata la maggior opera di scristianizzazione e la crescita del libertinismo di massa. La difficolt\u00e0 di credere consiste nel fatto che la societ\u00e0 opulenta ha confinato nella sfera del privato il senso religioso, rendendolo incapace di essere soggetto attivo nella vita concreta ad ogni livello, in una parola &quot;neutralizzandolo&quot;. La scristianizzazione non deve essere confusa con l&#8217;anticlericalismo e neppure con l&#8217;ateismo dichiarato. Si tratta piuttosto dell&#8217;indifferenza nei confronti del cristianesimo come forza viva. Indifferenza collegata, secondo Del Noce, con il giudizio storico per cui il cristianesimo appare per l&#8217;uomo d&#8217;oggi come un fatto appartenente a un passato non pi\u00f9 ripetibile e riscontrabile nel presente. Un contributo determinante per il formarsi di questo giudizio \u00e8 attribuibile a buona parte della cultura cattolica<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Come si vede, e a parte alcuni aspetti secondari del discorso di Del Noce (la sua distinzione fra una modernit\u00e0 &quot;buona&quot;, o comunque accettabile da un punto di vista cristiano, e una che non lo sarebbe; e l&#8217;esaltazione del criticismo kantiano, che non ci trova affatto d&#8217;accordo, tanto meno in chiave di una rivalutazione della filosofia cristiana), il Nostro sa andare dritto al punto: gli intellettuali cattolici hanno preso un abbaglio tremendo, quello di scambiare per vitale e destinata a dominare il futuro una cultura laicista e immanentista che mostrava, invece, chiari segni d&#8217;essere in via di esaurimento. A ci\u00f2 aggiunse un ulteriore errore, di segno politico: quello di aver lasciato campo libero alla cultura di sinistra, relegando il cattolicesimo a una fruizione di tipo sostanzialmente privato e confermando cos\u00ec l&#8217;idea, tipica della cultura marxista, ma anche di quella esistenzialista, strutturalista, psicanalista, ecc., che il cristianesimo come tale non si prestasse pi\u00f9 ad essere un valido strumento di lettura della realt\u00e0 contemporanea. Se la cultura cattolica avesse accettato la sfida della modernit\u00e0 e avesse tenuto duro ancora per pochi anni, si sarebbe accorto di aver vinto il confronto con una modernit\u00e0 giunta ormai agli sgoccioli della propria forza espansiva e gi\u00e0 in fase di ripiegamento. Accade invece una cosa paradossale: la moribonda cultura moderna ricevette nuova linfa vitale, e pot\u00e9 superare la crisi quasi disperata nella quale versava, proprio grazie all&#8217;apporto massiccio della cultura cattolica, che si era adattata a farle da ruota di scorta e a giocare di rimessa sullo stesso terreno dell&#8217;avversario. E si noti che proprio l&#8217;espressione <em>gli avversari<\/em>, adoperata Del Noce nell&#8217;articolo sopra citato, mostra quanto egli fosse isolato e in piena distonia con le nuove linee culturali e pastorali inaugurate nel mondo cattolico dall&#8217;evento del Concilio: quale teologo di quella &quot;stagione&quot; avrebbe sottoscritto l&#8217;uso di una simile espressione? Dopo la <em>Nostra aetate<\/em> e la <em>Dignitatis humanae<\/em>, come si poteva ancora riferirsi al mondo non cristiano qualificandolo come &quot;avversario&quot;? Bisognava, al contrario, aprirsi, dialogare, abbattere i muri e gettare ponti, non solo con le alte religioni, ma anche con la cultura laicista e dichiaratamente atea: queste erano le nuove parole d&#8217;ordine. Sempre sotto il mantello della &quot;misericordia&quot;, come disse Giovanni XXIII nel discorso di apertura del Concilio: quasi che la misericordia cristiana possa rendere inutile o superfluo il momento del confronto e, diciamolo pure del conflitto con ci\u00f2 che rifiuta Cristo e vi si oppone. <em>Sono venuto a portare una spada e ad appiccare un incendio; e come vorrei che stesse gi\u00e0 divampando<\/em>, ha detto Ges\u00f9 Cristo, annunciando ai suoi discepoli che avrebbero incontrato ostilit\u00e0 e persecuzioni d&#8217;ogni genere. Non ha mai detto che essere suoi seguaci comporti una vita tutta rose e fiori, ma esattamente il contrario. <em>Vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di calunnie contro di voi; vi cacceranno dalle sinagoghe e vi metteranno a morte<\/em>. Questo ha detto; e non ha mai suggerito di sostituire una generica &quot;misericordia&quot; alla franchezza della verit\u00e0; al contrario, ha detto che bisogna dire <em>s\u00ec, s\u00ec, e no, no, perch\u00e9 il di pi\u00f9 viene dal diavolo<\/em>. Ora, da dove viene l&#8217;idea che, per andare d&#8217;amore e d&#8217;accordo con il mondo, il cristiano deve auto-limitarsi nell&#8217;annunciare il Vangelo e, soprattutto, che deve accettare le categorie di giudizio del mondo, categorie che considerano il cristianesimo stesso come un fatto sostanzialmente mitologico, espressione di una visione irrazionale e pre-scientifica? Ecco perch\u00e9 la posizione di Del Noce, col suo giusto monito alla difesa dell&#8217;identit\u00e0 e della specificit\u00e0 cristiana, doveva apparire tremendamente anacronistica. Il risultato della subordinazione e della auto-mortificazione della cultura cattolica di fronte alla cultura laicista, edonista e materialista della modernit\u00e0, \u00e8 stato che proprio la cultura cattolica, o una parte notevole di essa, si \u00e8 trasformata nel principale strumento di realizzazione di un duplice programma che era stato, a lungo, poco pi\u00f9 che un sogno nella mente degli intellettuali atei e anticristiani: da un lato la scristianizzazione dell&#8217;Occidente e, dall&#8217;altro, l&#8217;instaurazione di quello che lui chiamava un vero e proprio libertinismo di massa.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi di Del Noce si \u00e8 rivelata non solamente acuta, ma addirittura profetica: ci\u00f2 a cui stiamo oggi assistendo, al principio del terzo millennio, \u00e8 la piena realizzazione di questo duplice programma; e sempre col sostegno determinante della stessa cultura cattolica. Kasper, Bianchi, Sosa Abascal, Marx, Sch\u00f6nborn, Paglia, James, Spadaro, Bergoglio: sono questi uomini, oggi, a costituire il massimo intralcio e il massimo scandalo per la fede dei cattolici; sono loro, con i loro scritti, i loro discorsi, i loro gesti e atteggiamenti, a seminare l&#8217;incredulit\u00e0, o, per parlare pi\u00f9 esattamente, a diffondere un cristianesimo senza Cristo e una religione senza Dio e senza vera trascendenza. Proprio come \u00e8 sempre stato nei voti e nella strategia della massoneria, affiancata e orientata dalla massoneria sionista del B&#8217;nai B&#8217;rith. Oggi, l&#8217;opera di demolizione della concezione cristiana della vita non \u00e8 pi\u00f9 affidata solo ai nemici dichiarati della Chiesa, a cominciare dai massoni e dai radicali, ma si attua per mezzo degli stessi cattolici e di una parte significativa del clero. Sono questi ultimi che risparmiano ai primi la fatica e l&#8217;onore di demolire quel che rimane ancora in piedi del grandioso e bellissimo edificio della <em>Weltanschauung<\/em> cattolica, per sostituirlo con la citt\u00e0 del libertinismo, del consumismo, del relativismo globali. Al posto del Vangelo di Ges\u00f9, oggi i cattolici hanno le omelie sul clima e sull&#8217;ambiente; al posto della Grazia e della vita eterna, i sermoni quotidiani sui migranti; al posto del peccato e del castigo, la liceit\u00e0 di seguire la natura e gli istinti, con l&#8217;obiettivo supremo della propria realizzazione. 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