{"id":26358,"date":"2017-12-12T07:44:00","date_gmt":"2017-12-12T07:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/12\/la-coda-del-diavolo\/"},"modified":"2017-12-12T07:44:00","modified_gmt":"2017-12-12T07:44:00","slug":"la-coda-del-diavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/12\/la-coda-del-diavolo\/","title":{"rendered":"La coda del diavolo"},"content":{"rendered":"<p>Il diavolo ha la coda, e di solito si vede. Pu\u00f2 essere questione di un istante, ma si vede: sguscia fuori da sotto la veste e ci rivela la reale identit\u00e0 di colui che abbiamo davanti. Anche se i suoi discorsi sono apparentemente sensati, e, non di rado, perfino accattivanti; anche se, come direbbe Dante,\u00a0<em>la faccia sua era faccia d&#8217;uom giusto, \/ tanto benigna avea di fuor la pelle<\/em> (Inf., XVII, 10-11) ed i suoi modi appaiono perfettamente urbani; e anche se le folle lo ascoltano, lo applaudono, lo benedicono al suo passaggio. \u00c8 un attimo, e la coda compare da sotto la veste; oppure, per un istante, intravediamo il suo piede caprino. Un momento dopo, non si vede pi\u00f9 nulla: la veste \u00e8 in ordine, la scarpa non ha proprio niente di speciale. Dubitiamo perfino di esser caduti in una sorta di allucinazione, di aver visto quel che non c&#8217;era. Torniamo a guardare, con pi\u00f9 attenzione: confusi, turbati, incerti di noi stessi. Ed ecco, un lampo nello sguardo di quella persona &#8211; oh, ma proprio un lampo; una cosa della durata di una frazione di secondo &#8211; e di nuovo torna la certezza, immediata, prepotente: costui \u00e8 il diavolo; non solo: egli ha compreso che noi abbiamo capito; e ora ci sfida, beffardo, a dire o fare qualsiasi cosa.\u00a0<em>Tanto<\/em>, par che dicano i sui occhi, canzonandoci,\u00a0<em>non ti creder\u00e0 nessuno. Diranno che sei pazzo, che sei paranoico; diranno che sei superbo, pieno di ego, e ti credi autorizzato a puntare il dito contro di me, che tutti ammirano, che tutti rispettano, che tutti amano. S\u00ec, perch\u00e9 le folle mi amano: lo vedi da te stesso, come pendono dalle mie labbra, come si bevono avidamente ogni mio gesto, come si contendono la gioia di ricevere un mio sorriso, un segno di attenzione da parte mia<\/em>. Poi quel lampo maligno scompare, torna lo sguardo affabile, il sorriso che conquista; ritorniamo a vederlo come lo vedono loro, come lo vedono tutti. E, ancora una volta, dubitiamo.\u00a0<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 bisogno di essere pi\u00f9 espliciti: \u00e8 chiaro a tutti di chi\u00a0 e di cosa stiamo parlando. Questo, che stiamo vivendo noi, \u00e8 il dramma che stanno vivendo milioni e milioni\u00a0 di persone nella Chiesa cattolica: perch\u00e9 la Chiesa cattolica abbraccia quasi un miliardo e trecento milioni di fedeli, sparsi su tutti e cinque i continenti, e ormai, grazie alla televisione e alla tecnologia, tutta questa gente crede pi\u00f9 che mai di formare una famiglia sola, un corpo solo. Noi pensiamo, invece, che il senso dell&#8217;unit\u00e0 dei cattolici fosse assai pi\u00f9 vivo e radicato un tempo, quando non c&#8217;erano i computer e i\u00a0<em>social network<\/em>, n\u00e9 la radio, n\u00e9 la televisione; quando c&#8217;era solamente il Vangelo, la Tradizione e la solida fede nella Comunione dei Santi, che abbracciava non solamente i vivi ma anche i morti, cio\u00e8 le anime passate alla vita vera, e che noi chiamiamo &quot;morti&quot; perch\u00e9 siamo ancora legati a questo corpo di carne, che invecchier\u00e0 e morir\u00e0, e tendiamo a confonderlo con qualcosa di permanente, mentre non \u00e8 che un involucro e un mezzo di trasporto.\u00a0<em>Io credo nella Comunione dei Santi<\/em>, si recita nel<em>\u00a0Credo<\/em>: ma i nostri nonni pregavano con pi\u00f9 fervore, capivano di pi\u00f9, erano pi\u00f9 vicini alla verit\u00e0, anche se avevano studiato di meno e anche se non potevano vedere il papa alla televisione, n\u00e9 ascoltare i suoi discorsi su\u00a0<em>Youtube<\/em>; e anche se non compravano n\u00e9 leggevano riviste illustrate sfacciatamente adulatrici e quasi idolatriche, come\u00a0<em>Il mio papa<\/em>, quasi che il papa, anche il migliore e il pi\u00f9 santo del mondo, fosse pi\u00f9 importante di Dio; come se venisse prima l&#8217;attenzione dovuta a lui che il culto di Ges\u00f9 Cristo. Era semplice, la fede dei nostri nonni, ma non ingenua, se, per &quot;ingenua&quot;, si intende &quot;sprovveduta&quot;. La coda del diavolo, loro, l&#8217;avrebbero vista, e subito. E qualche volta, infatti, la vedevano.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, altrimenti, Leone XIII volle che, alla fine di ogni santa Messa, si recitasse la preghiera di liberazione dal Maligno, rivolta a san Michele Arcangelo? Egli aveva\u00a0<em>visto<\/em>: (come hanno visto Caterina Emmerich, e Lucia dos Santos, e Faustina Kowalska, e padre Pio da Pietrelcina, e tanti altri) ne era rimasto cos\u00ec turbato, da aver preso, su due piedi, quella decisione. sarebbe interessante cercar di capire chi, come e perch\u00e9, in seguito, ha deciso che quella preghiera andava soppressa; a suo tempo ce lo siamo domandati (cfr. l&#8217;articolo\u00a0<em>A chi dava fastidio quella preghiera?<\/em>, consultabile su vari siti). Per 80 anni, a partire dal 1884, milioni di fedeli hanno pregato san Michele Arcangelo perch\u00e9 li preservasse dalle insidie del diavolo; poi, con lo &quot;spirito del Concilio&quot;, durante il pontificato di Paolo VI, quella preghiera \u00e8 stata eliminata. Ecco: questo \u00e8 stato uno di quei famosi indizi; \u00e8 stato uno di quei momenti nei quali s&#8217;intravede la coda del diavolo, o il suo piede caprino. Ma subito dopo subentrano altre impressioni, risuonano altri discorsi: si parla di ecumenismo, di dialogo inter-religioso,\u00a0 di apertura, di rinnovamento, di gioiosa collaborazione con la societ\u00e0, si afferma di voler andare con fiducia incontro al mondo moderno: e tutto sembra bello, ottimistico, &quot;evangelico&quot;, torna la luce e le ombre scompaiono. Ma solo per un poco. Poi si vede il papa, sempre pi\u00f9 spesso &#8211; a partire dal pontificato di Giovanni Paolo II &#8211; che abbraccia i rabbini, che bacia il Corano, che chiede scusa a tutti e a ciascuno, che carica la Chiesa di tutte le colpe del mondo; poi si leggono i teologi e si odono i sacerdoti negare che Ges\u00f9 sia stato messo a morte per volont\u00e0 dei Giudei, e negare che i Giudei abbiano bisogno di confessare Cristo per meritare la salvezza; si vede un papa,\u00a0<em>questo<\/em>\u00a0papa, invitare i musulmani nelle chiese cattoliche, a pregare il loro Dio durante la santa Messa, e questo all&#8217;indomani del barbaro assassinio di un anziano sacerdote, mentre appunto celebrava il Sacrificio eucaristico, per mano di due fanatici islamici: e di nuovo s&#8217;intravede la coda, s&#8217;intravede lo zoccolo. Ma solo per un attimo; e ci si chiede, frastornati, quasi spaventati:\u00a0<em>Sogno o son desto?<\/em>\u00a0E intanto le folle applaudono, le folle osannano, le folle magnificano le qualit\u00e0 cristiane di questo papa cos\u00ec aperto, cos\u00ec buono, cos\u00ec dialogante e misericordioso. Ma allora perch\u00e9 mai, se \u00e8 tanto buono, ha agito contro i Francescani e le Francescane dell&#8217;Immacolata come se fossero dei delinquenti, o poco meno, senza mai dare alcuna spiegazione? E perch\u00e9, se \u00e8 cos\u00ec dialogante, non ha degnato di una risposta i quattro cardinali che lo avevano interpellato su come interpretare il capitolo ottavo di\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>, n\u00e9 ha concesso loro di riceverli in forma privata? Ecco di nuovo la coda, di nuovo lo zoccolo: sempre pi\u00f9 velocemente, ma sempre pi\u00f9 frequentemente. E quelle parole blasfeme, che hanno ferito gli orecchi di milioni e milioni di fedeli:\u00a0<em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo<\/em>? E quelle altre:\u00a0<em>Ges\u00f9 fa un po&#8217; lo scemo<\/em>? Da quale prete di provincia, rozzo e ignorante, ma che dico, da quale seminarista, inesperto ed imprudente, avremmo tollerato simili espressioni? O le avrebbe tollerate quel vescovo, nella cui diocesi fossero state pronunciate? Eppure teologi di grido, come Andrea Grillo ed Enzo Bianchi, e storici di fama, come Alberto Melloni e Franco Cardini, non hanno fatto una piega, anzi, si sono profusi in lodi sperticate per il magnifico stile &quot;diretto&quot; e &quot;popolare&quot; del santo padre. E nessun vescovo, nessun cardinale ha protestato; nessun sacerdote ha espresso riserve; nessun giornalista della grande stampa cattolica, di\u00a0<em>Famiglia Cristiana<\/em>, di\u00a0<em>Avvenire<\/em>, ha fatto &quot;bah&quot;. Vorremmo aggiungere: nessun amico del papa gli ha fatto presente l&#8217;assoluta inopportunit\u00e0 di quel linguaggio, l&#8217;insopportabile rozzezza e leggerezza, per dire ancora poco, di quelle parole: come mai? Forse che intorno a lui non c&#8217;\u00e8 neppure un amico, ma solo una corte di sfacciati adulatori e di servili cortigiani? Se l&#8217;amico \u00e8 colui che dice il vero, e non solo ci\u00f2 che torna gradito ai nostri orecchi, come mai nessuno, ma proprio nessuno, a quel che ci risulta, ha mai parlato con franchezza al santo padre, dicendogli quel che pensano, ormai, milioni e milioni di cattolici? E se il papa sa, come certamente sa, di scandalizzare, con le sue affermazioni e coi suoi atti, questi milioni di cattolici &#8212; non per niente c&#8217;\u00e8 un ufficio stampa che lo tiene puntualmente informato &#8212; come si pu\u00f2 spiegare il fatto che non desista da tali atteggiamenti, da tali esibizioni, ma che, al contrario, raddoppi continuamente le dosi e alzi ogni giorno il livello delle sue provocazioni? Fin dove vuole arrivare, quale scopo si ripromette di ottenere? Insegue forse la popolarit\u00e0, sapendo che ci\u00f2 che \u00e8 di scandalo ad alcuni, piace tuttavia a molti altri? Possibile che ignori che la ragion d&#8217;essere della Chiesa non \u00e8 quella di piacere ai pi\u00f9, ma di preservare la salvezza delle anime? E possibile che ignori che non sono le piazze piene di folla, ma il ritorno delle vocazioni, a indicare se la Chiesa insegna la divina Rivelazione nella maniera giusta, oppure no? E di un ritorno delle vocazioni religiose, in questi ultimi anni, non si vede neppure l&#8217;ombra&#8230;<\/p>\n<p><em>Dai loro frutti li riconoscerete<\/em>, \u00e8 scritto nel Vangelo. Ora, quali sono i frutti dell&#8217;opera del diavolo? La perdita della fede; l&#8217;allontanamento degli uomini da Dio; la trasgressione della morale e l&#8217;indifferenza verso il peccato, visto, anzi, come la manifestazione di una necessaria libert\u00e0 dell&#8217;uomo. Ebbene: questo \u00e8 quanto sta accadendo, all&#8217;interno della Chiesa, da quando certi pastori, certi teologi, certi sacerdoti sono andati al potere, e dettano, dall&#8217;interno, le regole della vita cristiana; da quando \u00e8 salito sul soglio di san Pietro questo papa, che dice queste cose, che fa questi gesti: che non s&#8217;inginocchia davanti al Santissimo; che non recita il Rosario quando si reca a Fatima; che non guida la processione del Corpus Domini; che dice che Dio non \u00e8 cattolico; che, della Madonna, sa dire solo che \u00e8 la nostra mamma, ma non che essa, negli ultimi due secoli, \u00e8 apparsa agli uomini tante volte per ammonirli, per richiamarli, per esortarli alla penitenza, se vogliono scongiurare i castighi che la loro vita empia sta attirando su di loro. Non \u00e8 ancora abbastanza? Che altro deve essere fatto e detto, da un clero che esalta l&#8217;omosessualit\u00e0 (Martin), che invoca le nozze gay in chiesa (Bonny), che ordina sacerdoti degli omosessuali dichiarati (Barrio), che celebra la santa Messa mescolandovi il rito induista del dio Shiva (Fonlupt), che nega l&#8217;esistenza del diavolo (Sosa), che afferma che Dio ha risparmiato Sodoma (Galantino), che esalta Pannella come perfetto modello di virt\u00f9 umane (Paglia), che si dice pronto a nascondere i simboli cristiani, pur di conservare &quot;l&#8217;amicizia&quot; con gli islamici (Cipolla)? Manca ancora qualcosa, perch\u00e9 il quadro dell&#8217;apostasia sia competo e assolutamente evidente? No: manca solo il nostro coraggio, manca la nostra santa indignazione. A pedate nel sedere, vanno cacciati fuori i falsi pastori e i cattivi maestri, i quali non desistono dal seminare scandalo tra le anime semplici, e par che ci provino un gusto speciale, un satanico compiacimento. Se cos\u00ec non fosse; se si trattasse &quot;solo&quot; d&#8217;imprudenza, di leggerezza, come non sarebbero mai presi da un dubbio, non s&#8217;indurrebbero a parlare e agire con maggior sobriet\u00e0? E come non\u00a0 risponderebbero alle richieste di chiarimento da parte dei fedeli, o da parte del clero stesso?<\/p>\n<p>No: \u00e8 in questa loro arroganza, in questo atteggiamento di continua provocazione e quasi di sfida, in questa totale indifferenza per ci\u00f2 che le anime semplici possono provare, la conferma della loro volont\u00e0 maligna: chi sbaglia involontariamente, infatti, non ha quel modo di fare, non ostenta compiacimento, non insulta e non irride quelli che non capiscono, quelli che rimangono turbati, ma rispetta il loro turbamento e, semmai, si chiede: <em>dove ho sbagliato?<\/em> Invece, potremmo riempire un vocabolario con le parole sprezzanti, ironiche, dure, impietose, che il papa riserva ai suoi critici, senza mai degnarli, per\u00f2, di una risposta che entri nel merito delle questioni da essi sollevate: e un giornalista che se n&#8217;\u00e8 preso la briga, Marco Tosatti, un tale vocabolario lo ha compilato davvero, sul suo blog\u00a0<em>Stilum Curiae<\/em>, o meglio lo ha iniziato, perch\u00e9 la prima stesura risale al febbraio scorso, e adesso, che siamo a dicembre, la lista si \u00e8 allungata di parecchio, visto che ogni giorno ce n&#8217;\u00e8 a volont\u00e0. Trascegliamo dal mucchio:\u00a0<em>vecchie comari, fomentatori della coprofagia, sgrana Rosari, signor e signora piagnisteo, cristiani liquidi, mummie da museo, musi lunghi, cristiani con la faccia da sottaceto, che ripetono il Credo pappagallescamente, sterili nel loro formalismo, gente vecchia e nostalgica, gente dal cuore nero, cavillatori moralistici,<\/em>\u00a0e via di questo passo. Pu\u00f2 bastare? Si pu\u00f2 tollerare un simile linguaggio, che gi\u00e0 riuscirebbe oltremodo inopportuno e molesto in bocca ad un qualsiasi sacerdote, da parte del papa, di un papa talmente misericordioso, equanime e delicato, da proibire a tutti di nominare il terrorismo islamico, sostenendo che non esiste un terrorismo islamico, ma solo qualche islamico che \u00e8 terrorista, cos\u00ec come ci sono dei cristiani che ammazzano la moglie o la suocera? Ecco: anche da questo linguaggio, da questa ironia, da questo tipo di umorismo, se cos\u00ec lo si pu\u00f2 definire, spunta, da sotto la veste, qualcosa che non avremmo voluto mai vedere: spunta la coda; spunta lo zoccolo&#8230; Proviamo a immaginare se il nostro unico, vero modello, Ges\u00f9 Cristo, si sarebbe mai servito di tali espressioni canzonatorie e pesantemente offensive nel rivolgersi ai suoi stessi seguaci, laddove li avesse trovati troppo lenti a comprendere il suo messaggio. \u00c8 in questo modo che li avrebbe apostrofati? Non avrebbe piuttosto domandato, per mezzo della preghiera, che Dio li illuminasse, che aprisse le loro menti e riscaldasse i loro cuori? E se Ges\u00f9 \u00e8 stato pieno di delicatezza e di rispetto nei confronti delle umane debolezze, se ha mostrato una pazienza incrollabile davanti alle loro stesse meschinit\u00e0 (si pensi a quando Giacomo e Giovanni chiesero i primi posti per s\u00e9 in paradiso, e gli altri apostoli si sdegnarono contro di loro: vedi <em>Mc<\/em>., 10, 35-41) e ha tollerato con mitezza perfino il loro abbandono e il loro rinnegamento, senza rimproverarli (cfr. <em>Lc<\/em>., 22, 61), non dovr\u00e0 il suo vicario in terra mostrare almeno altrettanta mitezza e benevolenza e sopportare con eguale pazienza le incomprensioni e le critiche a lui rivolte? Altrimenti, vorr\u00e0 dire che non \u00e8 il vero pastore. E chi dunque sar\u00e0 costui, che si fa passare per tale?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diavolo ha la coda, e di solito si vede. 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