{"id":26356,"date":"2017-07-20T07:35:00","date_gmt":"2017-07-20T07:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/20\/la-civilta-moderna-e-linferno-perche-nasce-dal-rifiuto-di-dio-e-dallodio-dellaltro\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"la-civilta-moderna-e-linferno-perche-nasce-dal-rifiuto-di-dio-e-dallodio-dellaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/20\/la-civilta-moderna-e-linferno-perche-nasce-dal-rifiuto-di-dio-e-dallodio-dellaltro\/","title":{"rendered":"La civilt\u00e0 moderna \u00e8 l\u2019inferno, perch\u00e9 nasce dal rifiuto di Dio e dall\u2019odio dell\u2019altro"},"content":{"rendered":"<p>In che cosa consiste l&#8217;inferno, in buona sostanza? Il <em>Catechismo<\/em> della Chiesa cattolica, fin da bambini &#8211; quello di san Pio X, per intenderci &#8211; ci ha insegnato che esso consiste essenzialmente nella lontananza da Dio: \u00e8 la condizione di quelle anime che rifiutano ostinatamente, pervicacemente, l&#8217;amore di Dio; condizione che deriva dal cattivo uso della libert\u00e0 umana, e che neppure Dio stesso, nella sua infinita bont\u00e0 e misericordia, pu\u00f2 modificare, perch\u00e9, se lo facesse, andrebbe contro la volont\u00e0 delle Sue creature. A questa prima risposta, adatta alle capacit\u00e0 di comprensione di un bambino di otto o nove anni, ma tutt&#8217;altro che sciocca o banale, raramente fa seguito, nel corso degli anni successivi, una riflessione personale e pi\u00f9 matura, come se la questione avesse perso tutta a sua importanza. Sono ben poche, infatti, le persone adulte le quali ritengono che valga la pena di riprendere il discorso lasciato aperto allorch\u00e9, generalmente subito dopo la Cresima, hanno interrotto, di fatto se non in via di principio, i rapporti con la Chiesa, riducendo al minimo la pratica religiosa, tralasciando la consuetudine della preghiera e restando anche per periodi lunghissimi, magari per parecchi anni, lontano dai sacramenti della Confessione e della santa Comunione.<\/p>\n<p>Un ulteriore indizio ce lo pu\u00f2 dare un noto aforisma di Jean-Paul Sartre: <em>l&#8217;inferno sono gli altri<\/em>. Cio\u00e8, la loro stessa presenza \u00e8 un limite per l&#8217;io, un intralcio, un fastidio; il fatto che essi esistano, circoscrive la mia sfera d&#8217;azione, di movimento, e, soprattutto, di libert\u00e0. Gli altri sono ci\u00f2 che si frappone fra me e la mia libert\u00e0 totale: purtroppo, devo tener conto della loro esistenza, dei loro bisogni, dei doveri che ad essi mi legano, delle leggi e delle regole imposte dalla societ\u00e0. Peggio che peggio, in loro presenza devo fingere: sono costretto a indossare una maschera, a recitare una parte, semplicemente perch\u00e9 tutti si aspettano che cos\u00ec faccia ciascuno; e, anche per questo verso, sono impedito ad essere me stesso, a dispiegare il mio io secondo i suoi appetiti, i suoi istinti, i suoi desideri. Tutto questo, per me, per me che sogno una piena padronanza di me stesso, \u00e8 l&#8217;inferno: una condizione di infelicit\u00e0, sofferenza ed impotenza permanenti, inesorabili, totali, a cui so di non poter sfuggire, di non potermi sottrarre in alcun modo, senza speranza alcuna che le cose possano cambiare, magari fra dieci, venti o cinquant&#8217;anni. La coesistenza con gli altri \u00e8 il peggiore ergastolo che sia dato immaginare; e non c&#8217;\u00e8 nessun indulto, nessuna grazia, nessun provvedimento che mi possa restituire un minimo di libert\u00e0, magari per buona condotta nel tempo della mia detenzione. Sicch\u00e9, dispongo di ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana e trecentosessantacinque giorni all&#8217;anno per rimuginare la mia infelicit\u00e0, per macerare la mia impotenza, per alimentare la mia sorda rabbia e il mio desiderio di rivincita. <em>Quando si \u00e8 capito come funziona la vita, non si sogna altro che la vendetta<\/em>, ebbe a dire un altro francese, uno dal quale non ci sarebbe aspettati una conclusione cos\u00ec amara: il pittore Paul Gauguin. Il quale, coerentemente, fugg\u00ec dall&#8217;Europa e and\u00f2 a seppellirsi in un&#8217;isola dei Mari del Sud, per dimenticare tutto ci\u00f2 che avesse a che fare con la civilt\u00e0 moderna; ma \u00e8 noto che fughe di questo tipo non servono a nulla. Il cane \u00e8 sempre legato alla catena e, se vuole liberarsi, non \u00e8 sufficiente che la catena venga allungata anche di parecchio, e magari ricoperta d&#8217;oro: una catena \u00e8 sempre una catena; una prigione \u00e8 sempre una prigione; e l&#8217;inferno \u00e8 sempre l&#8217;inferno, in Europa oppure altrove.<\/p>\n<p>\u00c8 fin dagli esordi della modernit\u00e0 che l&#8217;uomo sogna di evadere da essa: si pensi alle utopie rinascimentali, quella di Thomas More, quella di Francis Bacon, quella di Tommaso Campanella. Strano inizio: ci si vuol far credere che la modernit\u00e0 segna l&#8217;inizio della fase pi\u00f9 splendida e matura del cammino umano, dopo le lunghe e opprimenti tenebre del Medioevo; ed ecco che, fin dal suo principio, vediamo che pensatori e scrittori non sognano altro che di fuggire da quel paradiso, e si sbizzarriscono in astruse fantasticherie ed elucubrazioni senza costrutto, immaginando regni e repubbliche completamente diversi da quelli nei quali si trovano a vivere. Se questo \u00e8 l&#8217;effetto della felicit\u00e0, bisogna dire che \u00e8 un ben curioso effetto.<\/p>\n<p>Osservava, in una sua meditazione, il famoso monaco trappista americano Thomas Merton (Prades, Francia, 31 gennaio 1915-Bangkok, 10 dicembre 1968) a proposito dell&#8217;inferno e della condizione delle anime dannate (da: T. Merton, <em>Semi di contemplazione<\/em>; titolo originale: <em>News Seeds of Contemplation<\/em>, Abbey of Gethsemai, Bardstow, Kentucky, 1961; traduzione dall&#8217;inglese di Bruno Tasso ed Elena Lante Rospigliosi, Milano, Garzanti, 1965, pp. 96-97):<\/p>\n<p><em>L&#8217;inferno \u00e8 il luogo dove non si ha nulla a che fare con gli altri salvo il fatto di odiarsi a vicenda e di non potersi staccare gli uni dagli altri e da se stessi.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti sono stretti assieme nel loro fuoco e ciascuno tenta di allontanare gli altri da s\u00e9 con un odio immenso e impotente. E vogliono liberarsi gli uni dagli altri non tanto perch\u00e9 odiano ci\u00f2 che vedono negli altri, quanto perch\u00e9 sanno che gli altri odiano ci\u00f2 che vedono in loro: tutti riconoscono l&#8217;uno nell&#8217;altro ci\u00f2 che detestano in se stessi: egoismo, impotenza, angoscia, terrore, disperazione.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;albero si conosce dai frutti. Se volete conoscere la storia politica e sociale dell&#8217;uomo moderno, studiate l&#8217;inferno.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure il mondo, con tutte le sue guerre, non \u00e8 ancora inferno. E la storia, per quanto terribile, ha un altro e pi\u00f9 profondo significato. Giacch\u00e9 non \u00e8 il male che c&#8217;\u00e8 nella storia che d\u00e0 alla storia il suo significato; e non \u00e8 il male del nostro tempo che pu\u00f2 aiutarci a capire il nostro tempo. Nella fornace della guerra e dell&#8217;odio, la citt\u00e0 di coloro che reciprocamente si amano si edifica e si cementa nell&#8217;eroismo della carit\u00e0 sotto l&#8217;impulso della sofferenza, mentre la citt\u00e0 di coloro che odiano ogni cosa \u00e8 dilaniata e divisa e i suoi cittadini sono dispersi in ogni direzione, come scintille e fumo e fiamma.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche il nostro Dio \u00e8 un fuoco divoratore. E se noi, mediante l&#8217;amore, ci trasformiamo in Lui e bruciamo come Egli brucia, il Suo fuoco sar\u00e0 la nostra eterna gioia. Ma se rifiutiamo il Suo amore, e restiamo nel gelo del peccato e dell&#8217;opposizione a Lui, e agli altri uomini, allora il Suo fuoco diventer\u00e0 (per nostra pi\u00f9 che per sua elezione) nostro etero nemico, e l&#8217;Amore, invece di essere la nostra gioia, diventer\u00e0 nostro tormento e nostra distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando amiamo la volont\u00e0 di Dio troviamo in ogni cosa Lui e la Sua gioia. Ma quando siano contro Dio, cio\u00e8 quando amiamo noi stessi pi\u00f9 di Lui, tutte le cose ci diventano nemiche. Esse non possono fare a meno di rifiutarci l&#8217;ingiusta soddisfazione che il nostro egoismo richiede loro, perch\u00e9 l&#8217;infinito altruismo di Dio \u00e8 la legge di ogni essenza creata, ed \u00e8 impresso in ogni cosa che Egli ha fatto ed esse quindi possono essere in armonia solo con questo Suo altruismo. Le Sue creature possono essere solo in armonia solo con il Suo altruismo. Se negli uomini esse trovano l&#8217;egoismo, esse lo odiano, lo temono, gli resistono &#8212; finch\u00e9 non vengono da esso domate e ridotte allo stato passivo. Ma i Padri del deserto ritenevano che una delle caratteristiche del santo fosse di poter vivere in pace con i leoni e con i serpenti senza aver nulla da tenere da questi.<\/em><\/p>\n<p><em>Non vi \u00e8 nulla di interessante nel peccato, o nel male come male.<\/em><\/p>\n<p><em>E il male non \u00e8 una realt\u00e0 positiva, ma l&#8217;assenza do una perfezione che dovrebbe esservi. Il peccato come tale \u00e8 cos\u00ec essenzialmente noioso perch\u00e9 \u00e8 la mancanza di qualcosa, che potrebbe interessare la nostra volont\u00e0 e la nostra mente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che attira gli uomini agli atti malvagi non \u00e8 il male che sta in essi, ma il bene che vi si torva, visto sotto un falso aspetto e con una prospettiva errata. E il bene visto da tale angolo non \u00e8 che l&#8217;esca in una trappola. Quando tu stendi la mano per prenderla, la trappola scatta, e tu rimani con la noia, il disgusto &#8212; e l&#8217;odio. I peccatori sono persone che odiano tutto perch\u00e9 il loro mondo necessariamente pieno di tradimento, pieno di illusione pieno di delusione. E i pi\u00f9 grandi peccatori sono la gente pi\u00f9 noiosa del mondo perch\u00e9 sono anche i pi\u00f9 annoiati, quelli che trovano la vita pi\u00f9 tediosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando cercano di nascondere il tedio della vita con il chiasso della vita con il chiasso, eccitamento, l&#8217;agitazione e la violenza &#8211; frutti inevitabili una vita dedicata all&#8217;amore di valori che non esistono &#8212; essi diventano qualcosa di pi\u00f9 che noiosi diventano il flagello del mondo e della societ\u00e0. Ed esser flagellati non \u00e8 semplicemente qualcosa di triste e noioso&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Abbiamo detto che l&#8217;inferno \u00e8 la lontananza radicale da Dio, e che, per l&#8217;uomo <em>moderno<\/em>, l&#8217;inferno \u00e8 la circostanza di dover convivere con i suoi simili; ci resta da mettere in relazione le due cose. E la relazione \u00e8 questa: che, dal rifiuto di Dio, nasce l&#8217;idolatria dell&#8217;io; e l&#8217;idolatria di s\u00e9 implica necessariamente l&#8217;odio per gli altri, che mi rendono difficile auto-adorarmi. La <em>civilt\u00e0 moderna<\/em> nasce da un progetto generalizzato e sistematico di rifiuto di Dio; prima di essa, nessuna civilt\u00e0 aveva mai neppure concepito una cosa simile; e l&#8217;ateismo, pratico o teorico che fosse, era sempre stato una faccenda di singoli individui, giammai di masse, e meno ancora della societ\u00e0 nel suo complesso. Dunque, \u00e8 nella civilt\u00e0 moderna che l&#8217;uomo trova realmente insopportabile il fatto che esistano gli altri; prima, per quanto feroce e spietato potesse essere nei confronti degli altri, non era mai arrivato a detestarli tutti quanti. La modernit\u00e0 si fonda sul modello dell&#8217;edonismo individualista: tutti rivendicano la propria eccezionalit\u00e0, la propria eccellenza &#8212; vera o supposta -, il proprio diritto alla ricerca della felicit\u00e0, intesa come pratica della libert\u00e0 totale. Inevitabilmente, questo individualismo di massa provoca innumerevoli e inestinguibili conflitti, il cui carattere precipuo \u00e8 di avere una natura <em>maligna<\/em>. \u00c8 maligno il conflitto in cui non si cerca semplicemente di conseguire l&#8217;affermazione di s\u00e9, ma in cui la si vuol conseguire attraverso la manipolazione, lo sfruttamento e la svalutazione sistematica dell&#8217;altro. L&#8217;unico ruolo che si riconosce al prossimo \u00e8 quello di strumento del proprio successo e di pietra del paragone del proprio trionfo. L&#8217;altro serve unicamente a rendere possibile la mia vittoria e a farla risaltare, per contrasto, mediante la sua umiliazione. Per essere felice, devo assistere all&#8217;infelicit\u00e0 altrui; non solo: devo assistervi dopo averla provocata, direttamente o indirettamente. Logico: nella prospettiva dell&#8217;individualismo assoluto, ogni cosa ottenuta dall&#8217;altro \u00e8 come se venisse sottratta a me, e viceversa; non c&#8217;\u00e8 abbastanza spazio per la felicit\u00f2 di entrambi: <em>mors tua, vita mea<\/em>. Perci\u00f2 \u00e8 necessario non solo che l&#8217;altro soccomba davanti a me, ma che soccomba con negli occhi lo spettacolo del mio trionfo. Ettore, morente, deve vedere Achille che gli calca il petto, che lo insulta e che gli giura che mai render\u00e0 il suo corpo ai genitori di lui, per rendergli onorevoli esequie. Bisogna che muoia con dolore, e inoltre che muoia disperato. Solo che, nel mondo antico, questa dinamica sadica era caratteristiche della guerra e del rapporto fra nemici; nella civilt\u00e0 moderna \u00e8 propria di ciascun essere umano verso tutti gli altri. Naturalmente, assai di rado \u00e8 una dinamica esplicita: l&#8217;uomo antico si assumeva la responsabilit\u00e0 del proprio odio, con tutte le conseguenze: ne rispondeva, per cos\u00ec dire, di persona, ed era pronto a pagare con la vita, qualora la fortuna gli volgesse le spalle. L&#8217;uomo moderno, vile ed ipocrita, odia tenacemente e soprattutto odia tutti, ma non lo dichiara; al contrario, il pi\u00f9 delle volte lo dissimula, non di radio sotto una maschera di buonismo (di buonismo, si badi, e non di bont\u00e0: il che sarebbe gi\u00e0 un prezioso indizio, se noi fossimo un po&#8217; pi\u00f9 attenti nell&#8217;osservare le persone, per capire chi abbiamo realmente di fronte). Tutto questo odio e tutta questa dissimulazione producono un curioso, patologico sdoppiamento: la maschera del&#8217;uomo moderno nasce soprattutto da qui, pi\u00f9 che dalla pressione sociale. Certo, \u00e8 pi\u00f9 facile prendersela con la societ\u00e0, e accusarla di tutti i nostri guai, come fa Pirandello, e come hanno fatto, dopo di lui, tutti i cattivi maestri del&#8217;68, predicatori della conquista della libert\u00e0 assoluta mediante la ribellione assoluta contro la societ\u00e0, a cominciare dai genitori; ma \u00e8 una pietosa bugia che l&#8217;uomo moderno racconta a se steso, perch\u00e9 non ha il coraggio di guardare sino in fondo la propria miseria. Egli \u00e8 frustrato, amareggiato e infelice non tanto perch\u00e9 gli altri lo limitano e lo opprimono, quanto perch\u00e9 il suo odio \u00e8 troppo grande perfino per un odiatore molto allenato, come lui; senza contare lo sforzo e la tensione supplementari dovuti alla dissimulazione dei suoi veri sentimenti.<\/p>\n<p>Come si esce da un tale inferno? Facendo a ritroso la strada con cui ci si \u00e8 entrati: ritornando a Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In che cosa consiste l&#8217;inferno, in buona sostanza? Il Catechismo della Chiesa cattolica, fin da bambini &#8211; quello di san Pio X, per intenderci &#8211; ci<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,117,119,202,246],"class_list":["post-26356","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-dottrina","tag-modernita","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26356\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}