{"id":26353,"date":"2018-12-11T03:51:00","date_gmt":"2018-12-11T03:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/11\/la-chiusura-nel-presente-causa-la-perdita-di-senso\/"},"modified":"2018-12-11T03:51:00","modified_gmt":"2018-12-11T03:51:00","slug":"la-chiusura-nel-presente-causa-la-perdita-di-senso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/11\/la-chiusura-nel-presente-causa-la-perdita-di-senso\/","title":{"rendered":"La chiusura nel presente causa la perdita di senso"},"content":{"rendered":"<p>Stiamo perdendo il senso &#8212; il senso di quel che siamo; il senso di quel che dobbiamo fare; il senso di quel che dobbiamo temere e che possiamo sperare &#8212; perch\u00e9 ci siamo chiusi e appiattiti sul presente, e cos\u00ec abbiano perso, insieme alla tradizione, alle radici, all&#8217;identit\u00e0, anche la continuit\u00e0 storica. Pertanto ci muoviamo disordinatamente come sospesi nel nulla, ignari e indifferenti persino alla direzione da prendere. La cultura del fare ha ucciso la capacit\u00e0 di pensare, di valutare, di decidere: si fa tanto per fare, si va avanti perch\u00e9 non si pu\u00f2 neanche immaginare una scelta diversa: chi si ferma \u00e8 perduto. Cos\u00ec, viviamo e facciamo le cose, ma quasi costretti, come se fossimo sotto ricatto; come se qualcuno ci costringesse, puntandoci una pistola alla tempia, a fare tutto quel che facciamo, e anche qualcosa di pi\u00f9. \u00c8 talmente grande la paura di restare indietro, che non vogliamo perdere tempo a soppesare, a stimare costi e benefici del nostro agire; per\u00f2, inevitabilmente, in questo modo finiamo per andare alla cieca e, forse, per girare in circolo, senza avanzare realmente, ma solo illudendoci di farlo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo la crisi dell&#8217;Italia, \u00e8 la crisi della civilt\u00e0 di cui l&#8217;Italia fa parte, la modernit\u00e0; e non \u00e8 solo una crisi economica, una crisi di crescita ( o di decrescita&#8230;), ma \u00e8 anche e soprattutto una crisi spirituale, cio\u00e8, appunto, una crisi di senso. Non vediamo pi\u00f9 il senso delle nostre esistenze e di quel che stiamo facendo. I nostri ragazzi non vedono il senso di andare a scuola e studiare; i giovani non vedono il senso di creare una famiglia; gli adulti non vedono il senso di avere dei figli, di crescerli, di educarli: meglio acquistare un cane o un gatto. E i cittadini non vedono un senso nel cercare un lavoro o risparmiare un po&#8217; di soldi. Lo cercano, il lavoro, pi\u00f9 o meno (tranne quelli che si sono rassegnati a farsi mantenere da qualcuno) perch\u00e9 lavorare bisogna, altrimenti non si mangia; per\u00f2 non ne vedono il senso. I professori non vedono pi\u00f9 il senso di insegnare: tanto, nessuno ha pi\u00f9 la voglia o l&#8217;interesse di imparare alcunch\u00e9. Gli studenti, pare che facciano un favore a presentarsi in aula: purch\u00e9 non li si stressi, non si pretenda qualcosa da loro. E l&#8217;imprenditore non vede pi\u00f9 il senso di fare impresa: fra le tasse, le normative cervellotiche e opprimenti, le banche che non prestano un centesimo, tanto vale investire il capitale in prodotti finanziari. Perfino il commerciante non vede il senso del proprio lavoro: se lo vedesse, avrebbe quelle piccole attenzioni nei confronti del cliente che, invece, non mostra affatto; al contrario, si direbbe che non gliene importi molto se questo entra, oppure no, nel suo negozio, nel suo locale. E il poliziotto o il carabiniere non vedono il senso di fermare lo spacciatore, di controllare i documenti del probabile clandestino: oltre a rischiare di prendersi una coltellata, sanno gi\u00e0 che il solito magistrato progressista e buonista li rimetter\u00e0 in circolazione, anche se risultasse che hanno commesso parecchi reati e che sono entrati e usciti pi\u00f9 volte, ma sempre di striscio, per cos\u00ec dire, dalle patrie galere. Le culle vuote sono solo l&#8217;ultimo anello della catena: una societ\u00e0 che ha azzerato il passato non pu\u00f2 che andare in corto circuito e bruciarsi anche il futuro, anche se i suoi intellettuali e i suoi uomini politici hanno sempre la parola &quot;futuro&quot; sulla bocca.<\/p>\n<p>L&#8217;atro giorno, fermi a un semaforo, siamo stati testimoni involontari di una piccola ma significativa scena. Davanti a noi c&#8217;era un&#8217;automobile enorme, un qualche tipo di <em>Ranger Rover<\/em>, con due passeggeri a bordo: un cane e la donna che stava al volante; la quale, sia detto fra parentesi, nello spazio di pochi metri aveva mostrato di non saper guidare o di aver la testa altrove, visto che non si capiva nemmeno se volesse svoltare a destra o a sinistra, e si era messa pi\u00f9 o meno in mezzo alla strada, senza aver acceso la freccia per indicare le sue intenzioni Il cane era l&#8217;animale pi\u00f9 grosso, della sua specie, che avessimo mai visto: una specie di cavallo; stava dietro, in piedi, cio\u00e8, ritto sulle quattro zampe, e guardava noi attraverso il finestrino. La donna, giovane e carina, prolungandosi la sosta forzata &#8211; il rosso durava piuttosto a lungo &#8212; a un certo punto si \u00e8 voltata, ha carezzato il cane e gli ha scoccato un bacio sul muso: e lo ha fatto con un trasporto, con un&#8217;impazienza, con una passione quali avrebbe potuto mostrare per il suo fidanzato. Non era un bacio d&#8217;affetto, ma di passione; era il bacio di chi non ce la fa ad aspettare neanche qualche secondo, deve assolutamente esternare i suoi sentimenti, qui e adesso, dovunque si trovi e in qualsiasi circostanza, altrimenti scoppia. S\u00ec, lo sappiamo: non si dovrebbe mai pensar male; e, del resto, <em>omnia munda mundis<\/em>. Noi, comunque, non vogliamo insinuare nulla; ci limitiamo a descrivere, in modo assolutamente oggettivo, una scena cui abbiamo assistito. E di scene cos\u00ec, ciascuno di noi ne vedr\u00e0 chiss\u00e0 quante, nell&#8217;arco della settimana: sono ormai frequenti. Nel corso di un programma televisivo, qualche giorno fa, milioni di telespettatori hanno potuto vedere e ascoltare una donna che si era presentata in studio accompagnata dal suo amico inseparabile: un maiale, perfettamente lustrato e agghindato. Al presentatore ha detto l&#8217;immancabile ovviet\u00e0, che gli animali sono meglio degli uomini, e ha sorriso compiaciuta davanti a una domanda esplicitamente maliziosa, se la sera andassero a dormire insieme. La signora Brambilla, che ci delizia, sempre dal piccolo schermo, con la sua zuccherosa rubrica domenicale dedicata ai &quot;nostri migliori amici&quot;, ovviamente a quattro zampe, va incontro ai gusti di un pubblico ben preciso e risponde a una &quot;domanda&quot; effettiva: tutte quelle persone, e ormai sono moltissime, le quali trovano pi\u00f9 soddisfacente e pi\u00f9 gratificante la compagnia di un animale domestico a quella dei propri simili.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 scritte circa vent&#8217;anni fa, quando la situazione era relativamente meno drammatica di oggi, fanno riflettere le parole di Giuseppe Mammarella e Zeffiro Ciuffoletti nel loro libro, scritto a quattro mani, <em>Declino. Le origini storiche della crisi italiana<\/em> (Milano, Mondadori, 1996, pp. 3-4):<\/p>\n<p><em>Dall&#8217;ultimo rapporto del Censis sull&#8217;Italia per il 1995 non viene fuori il ritratto di una Repubblica nascente, la tanto evocata &quot;seconda Repubblica&quot;, ma semmai quello di una &quot;repubblica senza senso&quot;. La societ\u00e0 italiana sta perdendo il sentimento del passato e del futuro, la sua fluidit\u00e0, il suo senso perch\u00e9 sempre pi\u00f9 chiusa nel presente. Una percentuale altissima, pi\u00f9 dell&#8217;80% dei messaggi che ci arrivano attraverso i media, riguarda l&#8217;attualit\u00e0, la cronaca, gli &quot;eventi&quot;. Troppo spesso si smarrisce il senso della storia e l&#8217;&quot;evento&quot; finisce per diventare semplicemente una voce, un pettegolezzo, come se il villaggio globale non fosse altro che la gigantografia di un &quot;chiacchiericcio di paese&quot;. Gli &quot;eventi&quot; sparati a raffica dai media perdono, cos\u00ec, i contorni e lo spessore. Persino alla crisi che viviamo, la pi\u00f9 grave dopo la caduta del fascismo, passa da &quot;evento&quot; ad &quot;evento&quot;, da elezione a referendum, da svalutazione della lira a risalita del marco, da un avviso di garanzia ad un altro, da un dossier ad un atro, svalutandosi fino al punto di perdere consistenza e significato. Nel cercare di capire si resta confusi e disorientati. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Solo tentando di recuperare la dimensione storica della crisi si pu\u00f2 sfuggire al senso di smarrimento e di angoscia che aleggia sopra di noi<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Il nostro problema fondamentale \u00e8 che la modernit\u00e0 nasce da un taglio voluto, intenzionale, nei confronti della tradizione, cio\u00e8 nei confronti delle proprie radici. Si tratta di un fenomeno probabilmente unico: la modernit\u00e0 \u00e8 l&#8217;unica civilt\u00e0 al mondo che nasce da un progetto di rivolta contro ci\u00f2 che esisteva prima di essa. Tutte le altre civilt\u00e0 si sono succedute con il ritmo dei popoli che le hanno create: l&#8217;egiziana, la mesopotamica, la greco-romana, la cinese, l&#8217;indiana. Solo in Europa, in una fase di espansione demografica ed economica e di fioritura culturale, si verifica lo strano fenomeno di una civilt\u00e0 che prende in odio se stessa, rifiuta ci\u00f2 che \u00e8 stata e pretende di costruire una civilt\u00e0 nuova, di segno opposto a quella dei propri antenati. Ogni cambio di paradigma culturale, fino a quel momento, si era verificato per il collasso della vecchia civilt\u00e0, che ha creato le condizioni per la nascita di una nuova. Ad esempio, la civilt\u00e0 greco-romana \u00e8 finita quando ha esaurito la sua creativit\u00e0, le sue forze vitali: oggi nessuno storico serio prende per buona la tesi di Edward Gibbon, cio\u00e8 che essa \u00e8 stata assassinata dai barbari e dal cristianesimo. I barbari e il cristianesimo, infatti, se pure hanno contribuito, gli uni dall&#8217;esterno e l&#8217;altro dall&#8217;interno, al collasso del mondo greco-romano, hanno anche fornito la materia prima per la nascita di una civilt\u00e0 nuova, quella medievale, che non ha per niente rifiutato il retaggio della civilt\u00e0 precedente, ma lo ha accolto e integrato in tutto ci\u00f2 che era suscettibile di essere accolto e integrato, e lo ha respinto solo in ci\u00f2 che, in esso, era totalmente incompatibile con la nuova visione e con i nuovi valori. Gli spettacoli del circo, espressione di un supremo disprezzo per la vita e di un vero e proprio sadismo, di massa, quindi di una depravazione morale esibita ed ostentata, non erano compatibili e non vennero tollerati: l&#8217;imperatore Onorio li soppresse fin dal 404, senza temere l&#8217;impopolarit\u00e0; e allo stesso modo si regolarono il potere civile e quello religioso per i mille anni seguenti. Il diritto romano e la filosofia greca, invece, erano compatibili, e, nonostante qualche perplessit\u00e0 iniziale e qualche rifiuto isolato, il corpo principale della cultura cristiana li accolse entrambi e li integr\u00f2 nel proprio orizzonte spirituale e materiale. Perfino i barbari ebbero un atteggiamento di riverenza per la civilt\u00e0 greco-romana, tale da favorirne l&#8217;integrazione culturale: il re Teodosio era solito dire che qualunque goto desidera assomigliare a un romano, ma che sarebbe pregevole un romano il quale volesse sembrare un goto. E che altro \u00e8 la resurrezione dell&#8217;Impero Romano ad opera di Carlo Magno, se non la romanizzazione e la cristianizzazione della barbarie germanica? Certo, non tutti i barbari potevano essere integrati: Stilicone ed Ezio, gli ultimi grandi condottieri di Roma, avevano visto giusto quando avevano operato una distinzione fra i barbari che avrebbero potuto essere, se non assimilati, trasformati, per\u00f2, in alleati, ed altri, come gli Unni di Attila, i cui costumi non erano compatibili con la civilt\u00e0 romana, e che andavano combattuti e respinti al di l\u00e0 del <em>limes<\/em>, nelle steppe euroasiatiche dalle quali erano emersi. Pi\u00f9 fortunato, o pi\u00f9 abile, Ottone il Grande, alla fine del X secolo, sarebbe riuscito a fermare, sedentarizzare e iniziare l&#8217;assimilazione e la conversione al cristianesimo degli Ungheri, ultimi eredi delle invasioni barbariche provenienti dall&#8217;Asia. Divenuti europei, questi ex barbari sarebbero stati il nuovo antemurale d&#8217;Europa e si sarebbero sacrificati, fra il 1396, con la battaglia di Nicopoli, e il 1526, nella battaglia di Mohacs, combattendo strenuamente per arrestare o ritardare l&#8217;irruzione ottomana verso il cuore dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna, che fa capolino nel XIV secolo, con l&#8217;Umanesimo, ma si sviluppa pienamente fra il XVII e il XVIII, cio\u00e8 fra la Rivoluzione scientifica e l&#8217;Illuminismo, nasce, invece, da un disprezzo dichiarato e da un deciso rifiuto nei confronti della tradizione cristiana e medievale. Gli umanisti pretendevano, saltando l&#8217;aborrita &quot;et\u00e0 di mezzo&quot;, di riallacciarsi al mondo greco-romano, ma in realt\u00e0 ne tradivano uno degli aspetti pi\u00f9 profondi, la religiosit\u00e0: con il suo antropocentrismo, la modernit\u00e0 \u00e8 stata la prima civilt\u00e0 umana che ha preteso di costruire, per usare l&#8217;espressione dello scrittore Nino Salvaneschi, <em>una cattedrale senza Dio<\/em>. La civilt\u00e0 moderna nasce da una tensione faustiana dell&#8217;uomo che non vuol servire e adorare Dio, che non vuole riconoscere niente e nessuno al di sopra di s\u00e9, e che pretende di essere, lui, fine e misura di tutte le cose. Ma l&#8217;uomo \u00e8 caduco, le generazioni sono labili, le stesse civilt\u00e0 tramontano e muoiono: da ci\u00f2 il caratteristico senso di angoscia che permea e condiziona tutti gli aspetti della vita moderna. Vi \u00e8 un fondo di disperazione, in essa, che nasce dalla non accettazione del limite, dal rifiuto della finitezza e quindi della morte. La creatura rifiuta di essere tale, vuole rivaleggiare con il suo Creatore, vuole divenire artefice e manipolatrice della vita; e recentemente, con la scoperta del Dna e della possibilit\u00e0 di modificarlo, s&#8217;illude di essere giunta vicinissima al traguardo: rendere l&#8217;uomo pari a Dio, trasformarlo nel dio di se stesso. E poich\u00e9 Dio deve essere adorato, gli uomini moderni si accingono ad adorare l&#8217;Uomo: un feticcio meraviglioso e terribile, che non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;uomo reale, finito, mortale, bisognoso di verit\u00e0, di amore e di perdono (chi mai lo perdoner\u00e0, se, come Caino, uccide suo fratello?), ma una entit\u00e0 astratta, in nome e per conto della quale \u00e8 possibile attuare qualsiasi cosa, portare avanti qualsiasi progetto, ma sempre sotto il segno del dominio, dell&#8217;ambizione e della forza. In un primo tempo la civilt\u00e0 moderna rivolge la sua volont\u00e0 di dominio sulla natura e sulle cose (<em>sapere \u00e8 potere<\/em>, teorizza uno dei padri della civilt\u00e0 moderna, Francesco Bacone), ma subito dopo, o anche nel medesimo tempo, la rivolge contro i propri simili, con una giustificazione ideologica bella e pronta: si tratta di portare la civilt\u00e0 (ma quale?) a chi ancora non \u00e8 stata toccato e beneficato dai lumi della ragione, e, nello stesso tempo, di affermare contro qualsiasi resistenza i sacri Diritti dell&#8217;Uomo e del Cittadino. Quanti crimini sono stati commessi, da allora, in nome di quei Diritti; e quante se ne commettono tuttora, sotto il nostro naso, senza che vi facciamo pi\u00f9 caso; senza che neanche li riconosciamo per quel che sono, cio\u00e8 crimini. Sopprimere legalmente milioni di nascituri, ad esempio, non \u00e8 un crimine? No, certo: \u00e8 l&#8217;esercizio di un diritto. Appunto: la logica aberrante di un mondo senza Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo perdendo il senso &#8212; il senso di quel che siamo; il senso di quel che dobbiamo fare; il senso di quel che dobbiamo temere e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[178],"class_list":["post-26353","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26353\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}