{"id":26340,"date":"2017-11-26T09:47:00","date_gmt":"2017-11-26T09:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/26\/e-la-bellezza-della-liturgia-a-educare-il-cuore\/"},"modified":"2017-11-26T09:47:00","modified_gmt":"2017-11-26T09:47:00","slug":"e-la-bellezza-della-liturgia-a-educare-il-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/26\/e-la-bellezza-della-liturgia-a-educare-il-cuore\/","title":{"rendered":"\u00c8 la bellezza della liturgia a educare il cuore"},"content":{"rendered":"<p>Anche il cuore deve essere educato, non solo la mente; anche e soprattutto per quanto riguarda la sfera religiosa. I nostri nonni, i nostri antenati, lo sapevano benissimo; noi, non pi\u00f9. Il cattolicesimo aveva una tradizione straordinaria, ricchissima, invidiata da tutti: la Chiesa ha sempre saputo che la liturgia non \u00e8 solo la forma, ma la anche sostanza del servizio divino. Poi \u00e8 arrivata la conclamata &quot;stagione&quot; del Concilio, i modernisti hanno rimesso fuori la testa dalle fogne nelle quali s&#8217;erano rintanati per una sessantina d&#8217;anni, si sono silenziosamente impadroniti, con un colpo di mano, del timone della Chiesa, non senza inconfessabili, ma potenti spinte, &quot;suggerimenti&quot; e connivenze da parte dei grembiulini e dei circoncisi, ed \u00e8 iniziato lo smantellamento sistematico, anche dal punto di vista architettonico, della sacra liturgia. E chi cambia la liturgia, cambia tutto, cambia la sostanza stessa di una religione. Si sono spezzati e rovesciati gli altari, venduti all&#8217;ingrosso i secolari arredi sacri, e si sono costruite chiese nuove secondo lo spirito nuovo, che non paiono luoghi sacri, ma brutte scatole di cemento, paiono fabbriche, o palazzi amministrativi, o spelonche da quanto sono buie; si \u00e8 gettato via il latino dopo duemila anni, e chi si ostina a usarlo viene discriminato, guardato con estremo sospetto, perseguitato (vedi i Francescani dell&#8217;Immacolata); \u00e8 stata radicalmente riformata la liturgia della Parola, che \u00e8 diventata liturgia della parola, cio\u00e8 di una parola puramente umana, non pi\u00f9 della Parola divina; alla musica d&#8217;organo, in molte chiese, si sono sostituite le chitarre, al canto gregoriano, le danze e i balletti moderni, magari in versione multietnica; le omelie sono diventate improvvisazioni neomarxiste e neomoderniste, senza un&#8217;ombra di spiritualit\u00e0, le &quot;preghiere dei fedeli&quot; sono diventate delle banali e ripetitive giaculatorie laiciste e progressiste; e, da ultimo, si \u00e8 iniziato a modificare perfino la traduzione delle Sacre Scritture, sulla base di nuovissimi criteri filologici il cui scopo \u00e8, come direbbe padre Sosa Abascal, &quot;contestualizzare&quot;, cio\u00e8 individuare l&#8217;ambito preciso, il destinatario preciso, in cui quella certa frase di Ges\u00f9, o di san Paolo, \u00e8 stata pronunciata, in modo da evitare &quot;l&#8217;errore&quot; di assolutizzarla: errore, evidentemente, in cui per duemila anni la chiesa pre-conciliare si era attardata, per sua colpevole ignoranza.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che entrare in una chiesa, oggi, molto spesso, fa un effetto penoso, specialmente alle persone di una certa et\u00e0, che ben ricordano quale aspetto avessero le chiese fino a qualche decennio or sono, specialmente nelle festivit\u00e0 pi\u00f9 solenni, come in occasione delle Quarantore pasquali. Vi sono dei parroci, e noi li abbiamo visti e sentiti con i nostri orecchi, che sgridano le pie donne se si azzardano a portare dei fiori freschi per l&#8217;altare della Madonna, con la scusa che i fiori &quot;fanno sporcizia&quot;; che dileggiano le persone le quali frequentano la Messa tridentina, bench\u00e9 la cosa sia perfettamente lecita e regolare, specie dopo il <em>motu proprio<\/em> di papa Benedetto XVI <em>Summorum pontificum<\/em> (ma la verit\u00e0 \u00e8 che il latino non era mai stato abolito, neppure dal Concilio: e chi lo afferma, provi a tirar fuori il documento conciliare in cui sta scritta una cosa del genere, se ne \u00e8 capace); ve ne sono altri che officiano la santa Messa con i burattini, oppure che cantano dal pulpito canzoni di musica leggera (questo lo fanno anche certi vescovi), altri ancora invitano coppie di omosessuali a presentarsi all&#8217;altare, per ricevere l&#8217;applauso dei fedeli; e altri ancora i quali fra battute, frizzi e lazzi, applausi a scena aperta, atteggiamenti buffoneschi e lepidezze d&#8217;ogni genere (c&#8217;\u00e8 anche chi spara l&#8217;acqua santa con un fucile di plastica sui fedeli) trasformano i sacri riti in spettacoli da circo, o da stadio, o da discoteca. C&#8217;\u00e8 persino chi fa entrare in chiesa i seguaci di un&#8217;altra religione, in processione, colle divinit\u00e0 pagane che sfilano davanti all&#8217;altare del Santissimo; e chi, in nome dell&#8217;arte, della modernit\u00e0 e del dialogo, concede una chiesa tuttora consacrata affinch\u00e9 un artistoide da strapazzo vi esponga una mucca crocifissa sopra l&#8217;altare, denominata &quot;la vacca sacra&quot;: e questo nel Paese in cui un professore viene licenziato da una scuola <em>cattolica<\/em> per aver equiparato l&#8217;aborto alla soppressione di una vita, ossia per l&#8217;orrendo crimine di aver detto esattamente quel che la Chiesa e la morale cattolica pensano e affermano (oppure no?) su tale argomento. Se le cose non stanno pi\u00f9 in tal modo; se l&#8217;aborto \u00e8 diventato una cosa ammissibile e facilmente scusabile; se non \u00e8 pi\u00f9 un peccato mortale, simile, per gravit\u00e0, all&#8217;omicidio, allora qualcuno dovrebbe spiegarci come, quando e in che modo la dottrina cattolica \u00e8 stata modificata a questo riguardo. Infatti, quando si pone la precisa domanda: <em>Ma la dottrina cattolica, sotto il pontificato di papa Francesco, \u00e8 stata cambiata<\/em>? (per esempio, in tema di indissolubilit\u00e0 del matrimonio: vedi l&#8217;esortazione <em>Amoris laetitia<\/em>), i membri del clero allineati con le sue posizioni rispondono, sdegnati: <em>No, nessun cambiamento; semmai, un approfondimento, un aggiornamento, un supplemento di discernimento<\/em>. Approfondire, aggiornare, discernere: ma che belle parole; hanno un suono cos\u00ec amabile e grazioso. Peccato che sappiano terribilmente di truffa. Mandano un cattivo odore; e lo si sente da un chilometro di distanza. Ma questi signori ci hanno presi proprio per dei deficienti? Davvero pensano che noi possiamo berci le loro storielle: che stanno solo aggiornando e approfondendo, ma non modificando la dottrina? Se \u00e8 cos\u00ec, vuol dire che l&#8217;orgoglio e la superbia li hanno ottenebrati, e s&#8217;immaginano che tutti gli altri, i cattolici che non la pensano come loro, non siano altro che una massa d&#8217;idioti, che si possono manipolare a volont\u00e0, e ai quali si pu\u00f2 rifilare qualsiasi genere di moneta falsa, spacciandola per buona, anzi, per ottima.<\/p>\n<p>Stavamo dicendo dell&#8217;importanza della liturgia per la trasmissione del sentimento religioso e per l&#8217;educazione ai valori e ai misteri del cristianesimo (s\u00ec, abbiamo scritto proprio &quot;misteri&quot;: cari cattolici modernisti e razionalisti, fatevene una ragione: questa non \u00e8 una nostra personale opinione, questa \u00e8 la teologia cattolica, con il suo linguaggio preciso, collaudato in duemila anni di storia). E stavamo dicendo che, fino all&#8217;epoca del Concilio, la Chiesa conosceva benissimo tale importanza, e ben sapeva che la liturgia non \u00e8 l&#8217;abito esteriore della religione, che si pu\u00f2 indossare o togliere a piacere, o modificare a volont\u00e0, ma che \u00e8 l&#8217;espressione puntuale della sostanza del sentimento religioso, per cui non investe affatto la sola forma, ma l&#8217;essenza e il cuore del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Ebbene: delle varie confessioni cristiane oggi esistenti, \u00e8 nel cristianesimo ortodosso che la liturgia continua a svolgere la funzione decisiva che le spetta; solo gli ortodossi, ormai, sembrano consci del fatto che modernizzare la liturgia e portarla al livello della sensibilit\u00e0 profana, razionale e materiale, equivale a uccidere la religione. Solamente loro, pertanto, restano attaccati, con fedelt\u00e0 ammirevole, al patrimonio liturgico tradizionale; solo loro appaiono ricordarsi che, per un vero cristiano, non esiste, a rigore, una tradizione della Chiesa, o una serie di tradizioni, ma esiste la Tradizione e basta, ossia un elemento di origine soprannaturale, divina, e di natura non-umana, che si pone come sorgente e strumento per l&#8217;accesso dei fedeli alla dimensione del sacro. Perch\u00e9 questo, e non alto, dovrebbe essere lo scopo, questa la ragione di esistere della Chiesa, vorremmo dire di qualunque chiesa: aiutare i fedeli a entrare in contatto con il sacro, farsi tutt&#8217;uno con il divino, sbarazzarsi del fardello dell&#8217;io e aprirsi all&#8217;azione di grazia dello Spirito Santo, affinch\u00e9 l&#8217;uomo vecchio possa morire una buona volta, con la sua concupiscenza e le sue torbide passioni, e nascere, o rinascere, al suo posto, l&#8217;uomo nuovo, ossia l&#8217;uomo che non pensa, non sente, non spera n\u00e9 teme secondo la misura degli uomini, ma solo ed esclusivamente secondo quella di Dio.<\/p>\n<p>Lo scrittore-viaggiatore Colin Thubron, che ha ripercorso la Via della Seta per verificare quanto della modernit\u00e0 \u00e8 penetrato nelle regioni pi\u00f9 interne e appartate dell&#8217;Asia e quanto sopravvive della tradizione, s&#8217;\u00e8 imbattuto in una minuscola comunit\u00e0 russa ortodossa, a Samarcanda, e ne ha ritratto queste vive impressioni (da: C. Thubron, <em>Ombre sulla via della Seta<\/em>; titolo originale: <em>Shadow of the Silk Road<\/em>, 2006; tr. dall&#8217;inglese di R. Belletti, Milano, Salani, 2006, e TEA, 2010, pp. 226-228):<\/p>\n<p><em>Sono cos\u00ec pochi ormai. Undici donne e due uomini anziani chini nell&#8217;aria impregnata di incenso. Stanno in piedi, i russi ortodossi, in un&#8217;adorazione oscillante, oppure si trascinano lungo le pareti per accendere una sottile candela. Ma gli spazi tra loro dolgono per l&#8217;assenza di quelli che sono tornati in una Russia che conoscevano appena. In quindici anni la popolazione slava dell&#8217;Uzbekistan &#8212; che un tempo ammontava a due milioni di individui &#8212; si \u00e8 ridotta a meno della met\u00e0. La congregazione canta appena. Il piccolo coro la supera di numero. Acanto a ogni fedele c&#8217;\u00e8 una famiglia-fantasma di altri che sono stati portati via dalla paura dell&#8217;isolamento. I superstiti si inginocchiano barcollando e abbassano la fronte sul pavimento freddo. Le loro voci si levano tremanti, vecchie.&quot;Kyrie eleison&quot;&#8230; Di nuovo in piedi, continuano a segnarsi come se nulla potesse purificarli. &quot;Signore piet\u00e0&quot;. Il prete &#8212; magro, biondo e pi\u00f9 giovane di chiunque altro qui &#8212; sta ritto come un angelo davanti all&#8217;altare. La liturgia palpita e canta nelle cadenze prolungate del rito russo, le cui strofe si effondono come un sospiro salmodiato. Una donna si avvicina all&#8217;icona per baciare la guancia del Bambino, i piedi trafitti, lo splendore della candela su una mano dipinta. Donne anziane vittime da bambine di carestie, collettivizzazioni, lutti &#8212; cosa c&#8217;\u00e8 da avere piet\u00e0? Una di loro, piangendo, fa scivolare il bastone che stringe nella mano sul pavimento. Vorrei sollevarla. Ma questo dolore, lo so, non \u00e8 solo suo. \u00c8 diffuso, quasi impersonale. Non bisogna averne compassione. La sofferenza \u00e8 il crogiolo della redenzione. \u00c8 sancito dalle sofferenze di Cristo: nutrite, gelosamente custodite, ricreate.<\/em><\/p>\n<p><em>Le ondate della liturgia ci travolgono. Mentre la congregazione si inchina all&#8217;Ostia, la mia mente non pu\u00f2 fare a meno di rivolgersi al passato della Russia, alla sofferenza sopportata come qualcosa di naturale, come la pioggia che cade. A volte sembra quasi che negli occhi dei russi non ci sia una colpa individuale: solo il peccato, vasto e comune. Ma mentre avanza tra di noi, incensando le icone disposte lungo le pareti e i pilastri, il prete potrebbe benissimo star consacrando un museo. I pallidi martiri sollevano le spade e i libri come incantesimi infranti.<\/em><\/p>\n<p><em>Voglio chiedergli &#8212; ora sediamo nel cortile &#8212; del passato del suo popolo e della coscienza, ma il mio russo mi tradisce, perci\u00f2 si limita ad aggrottare le ciglia e a sorridere. \u00c8 la bellezza della liturgia, dice, a educare il cuore. Attribuisce il fatalismo e la disperazione degli anni del gulag all&#8217;intorpidimento di un popolo degradato. &quot;Avevano vissuto gi\u00e0 troppo a lungo nelle tenebre. Non potevano sentire nulla. Quella era l&#8217;epoca di Satana&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ho un moto di repentina insofferenza. Alcuni, dico spietatamente, hanno trovato una premonizione degli anni di Stalin nella Chiesa ortodossa stessa, nell&#8217;eterna sottomissione della gente all&#8217;autorit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Il prete rimane imperturbabile. &quot;Ogni qualvolta pecchiamo, diciamo addio a Dio. Si allontana da noi. A quei tempi, all&#8217;epoca di Satana, pensavano solo alle cose materiali, come voi in Occidente, sebbene non le avessero&quot;. Mi lancia uno sguardo troppo mite per essere un rimprovero. Sopra il viso giovane mi stupisco di vere che i capelli biondi, tirati indietro da una fascia elastica, si vanno ingrigendo. Perci\u00f2 Satana aveva capovolto il mondo, rovesciandone fuori l&#8217;umanit\u00e0. Si era scaricata la colpa su uno spettro [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questa chiesa \u00e8 stata costruita un secolo fa da una coppia senza figli. Dicevano; chiunque preghi qui diventa nostro figlio. \u00e8 protetta dalle ali degli angeli&quot;. I suoi occhi verdi si fidano di me. &quot;Protegger\u00e0 anche lei, che ha pregato qui. Ora dive se ne va, tutto solo? [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Mi fa un rapido segno della croce. &quot;Dio la protegga!&quot;. Quindi attraversiamo il cortile illuminato dal sole alla volta del portone. Per un istante le sue mani indugiano delicatamente sul lucchetto, riluttante a lasciarmi andare. &quot;Stia attento. Solo qui, in questa chiesa, c&#8217;\u00e8 la lue. Non varco mai il portone senza pensare che sto entrando nelle tenebre&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Quanta saggezza di vita nelle parole di questo pope ortodosso. <em>\u00c8 la bellezza della liturgia a educare il cuore.<\/em> La teologia ortodossa ha sviluppato tale concetto, che risale alla filosofia greca e a Platone, passando per la teologia bizantina, specialmente nel culto delle icone. L&#8217;icona \u00e8 segno visibile della bellezza invisibile di Mara, dei Santi e del Signore Ges\u00f9 Cristo: meditando su di essa, il credente si avvicina a Dio pi\u00f9 di quanto potrebbe mai fare per la sola via razionale. E le chiese ortodosse, anche pi\u00f9 delle cattoliche, celebrano la bellezza invisibile di Dio: probabilmente perch\u00e9 l&#8217;Italia e l&#8217;Europa occidentale hanno conosciuto il fenomeno dell&#8217;Umanesimo e del Rinascimento, e quella esperienza storica ha prodotto una serie di opere d&#8217;arte &quot;sacra&quot;, che sacre non sono, bens\u00ec mondane; e troppe chiese cattoliche, a partire dal XV secolo, si sono arricchite di opere certo notevoli, ma ispirate da uno spirito pagano, non cristiano. Angeli e Santi son pretesto per rappresentare la bellezza del corpo umano, in senso puramente immanente. A un certo punto, il cattolicesimo ha cominciato a smarrire la via, si \u00e8 mondanizzato; e lo stesso \u00e8 accaduto alla liturgia. L&#8217;errore, perci\u00f2, risale addietro nel tempo, anche se esplode con il Concilio. Ma se non avvicina le anime a Dio, a che serve la liturgia? Questo aveva chiaro il cardinale Robert Sarah e perci\u00f2 la neochiesa si \u00e8 subito mossa per fermarlo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche il cuore deve essere educato, non solo la mente; anche e soprattutto per quanto riguarda la sfera religiosa. 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