{"id":26330,"date":"2019-02-24T07:33:00","date_gmt":"2019-02-24T07:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/24\/la-base-e-il-limite-della-democrazia-e-il-relativismo\/"},"modified":"2019-02-24T07:33:00","modified_gmt":"2019-02-24T07:33:00","slug":"la-base-e-il-limite-della-democrazia-e-il-relativismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/24\/la-base-e-il-limite-della-democrazia-e-il-relativismo\/","title":{"rendered":"La base e il limite della democrazia \u00e8 il relativismo"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 inutile girarci attorno; andiamo dritti al punto: <em>la democrazia sgorga dal relativismo e il relativismo \u00e8 l&#8217;orizzonte della democrazia<\/em>. Perci\u00f2, per essere democratici sino in fondo, bisogna essere relativisti; chi non accetta il relativismo, non accetta sino in fondo la democrazia. Pu\u00f2 piacere o non piacere, ma \u00e8 cos\u00ec; e non ci sono chiacchiere di sofisti che possano modificare d&#8217;una virgola questo stato di cose. La democrazia non \u00e8 solo un sistema di governo, \u00e8 anche l&#8217;espressione di una antropologia; e infatti il suo padre nobile \u00e8 Rousseau, uno che credeva nella bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo e sosteneva che la cattiveria viene all&#8217;uomo dalla societ\u00e0. \u00c8 un&#8217;idea tanto puerile quanto gratuita, che si commenta da sola; ma \u00e8 l&#8217;idea di Rousseau; ed \u00e8 un fatto che su questa idea poggia tutto l&#8217;edificio ideologico della democrazia. Senza l&#8217;idea di una bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo, risulta difficile, se non impossibile, sostenere che gli uomini, in quanto somma dei cittadini, hanno sempre ragione, o meglio che la maggioranza di essi ha sempre ragione; risulta difficile fondare l&#8217;idea stessa di sovranit\u00e0 popolare, a meno di ammettere che la democrazia pu\u00f2 trasformarsi in un vero e proprio manicomio istituzionalizzato, dove la maggioranza afferma di aver sempre ragione e impone la sua &quot;verit\u00e0&quot; per legge, anche a dispetto dell&#8217;evidenza e del buon senso. Come poi Rousseau riesca a fare il salto mortale dall&#8217;innocenza originaria dell&#8217;uomo, anzi, del bambino, alla diffusa cattiveria presente nel mondo, e di cui la societ\u00e0 sarebbe la causa e la sorgente, \u00e8 cosa che riguarda lui; lui e quelli che prendono sul serio le sue farneticazioni sul buon selvaggio e sul concetto medesimo di sovranit\u00e0 popolare. Ma \u00e8 cos\u00ec. Tutte le democrazie moderne si reggono su questo assunto balzano, indimostrato e indimostrabile: che l&#8217;uomo \u00e8 buono per natura; e che, con opportuni provvedimenti e accorgimenti, \u00e8 possibile eliminare la minaccia della cattiveria, che gli viene dall&#8217;esterno (come se la societ\u00e0 fosse l&#8217;esterno, e non la normalissima condizione di vita di <em>tutti<\/em> gli esseri umani) e preservare una societ\u00e0 ordinata e rivolta al bene comune, in cui prevale il diritto di natura. Un&#8217;altra cosa che Rousseau, sulla scorta dei giusnaturalisti, d\u00e0 per scontata, ma che nessuno ha mai visto e nessuno vedr\u00e0 mai.<\/p>\n<p>\u00c8 un discorso sgradevole, questo? Pu\u00f2 darsi: ma si provi a dimostrare che \u00e8 sbagliato. \u00c8, semmai, un discorso politicamente scorretto: il pi\u00f9 politicamente scorretto di tutti. Logico: non solo viviamo in democrazia, ma siamo stati educati a pensare che la democrazia \u00e8 il Bene, il solo Bene possibile. Vedremo poi che questa idea \u00e8 una contraddizione in termini, perch\u00e9 la democrazia si fonda sul relativismo, e quindi non pu\u00f2 ammettere alcun valore con la maiuscola, alcun valore assoluto. Ma non importa: la democrazia ha la forza, la forza dei numeri: e dunque pu\u00f2 anche proclamare che a mezzanotte splende il sole e che a mezzogiorno brilla la luna, e nessuno glielo potr\u00e0 impedire, anzi, nessuno sar\u00e0 autorizzato a negarlo. Chi contesta i fondamenti della democrazia non merita alcuna indulgenza; la tolleranza, il <em>mantra<\/em> illuminista e volterriano su cui si regge la sovrastruttura buonista della democrazia, costruita allo scopo di celarne la vera essenza, intollerante e totalitaria, \u00e8 concessa solo a quanti accettano i postulati della democrazia stessa. Non ci si faccia illusioni su questo punto: la democrazia \u00e8 intrinsecamente intollerante, anche se vuol far credere il contrario. Locke, per esempio, proprio nel suo <em>Trattato sulla tolleranza<\/em>, negava la tolleranza ai cattolici e agli atei; e Voltaire, che proclamava con enfasi il diritto al dissenso, esortava poi a <em>schiacciare l&#8217;infame<\/em> che, a suo parere, negava il principio di tolleranza e che era, guarda caso, il cattolicesimo. Questo ricorrere del cattolicesimo nel libro nero dei padri del principio di tolleranza, come Locke e Voltaire, che a sua volta \u00e8 la maschera preferita indossata dalla democrazia, ha una precisa ragion d&#8217;essere. Il cattolico crede in un Dio unico, che \u00e8 la Verit\u00e0; crede che Egli solo, oltre che creatore e redentore, sia l&#8217;ordinatore dell&#8217;universo, e quindi anche delle cose umane; crede, in altri termini, che a Lui solo spetti l&#8217;obbedienza e la fedelt\u00e0 assoluta degli uomini. Il vero cattolico \u00e8 prima di tutto un fedele del suo Dio, e poi \u00e8 un cittadino di questo o quel tipo di stato, con questo o quel tipo di governo. Ma la democrazia \u00e8 allergica a ogni forma di assoluto e ad ogni gerarchia, mentre il l&#8217;idea cattolica \u00e8 un&#8217;idea assoluta e gerarchica. Chi sostiene la bont\u00e0 e la necessit\u00e0 di un governo totalitario, \u00e8 per forza di cose anticattolico, perch\u00e9 il Dio cattolico \u00e8 un Dio geloso, e non consente ai suoi fedeli di anteporgli alcun altro feticcio, alcun&#8217;altra verit\u00e0. Non stupisce, perci\u00f2, che gli imperatori romani abbiano lungamente perseguitato il cristianesimo, in quanto i cristiani avevano la pretesa di onorare lo Stato, ma di adorare Dio solo, e non la persona dell&#8217;imperatore: una riserva mentale altamente significativa, perch\u00e9 implica una fondamentale distinzione fra il credente e il cittadino. E neppure dovrebbe stupire che il primo Stato democratico, la Repubblica francese del 1793, abbia perseguitato i cattolici: la ragione \u00e8 sempre la stessa, con la sola differenza che nell&#8217;antica Roma lo Stato difendeva il principio della monarchia assoluta, nella Francia giacobina lo Stato difendeva il principio della sovranit\u00e0 popolare assoluta, cio\u00e8 della democrazia totalitaria. Ma la democrazia &#8212; ecco il punto &#8212; \u00e8 <em>sempre<\/em> totalitaria. Non ci si lasci ingannare dalle apparenze. La democrazia non \u00e8 solo soggetta a degenerare, cio\u00e8 a trasformarsi in oligarchia finanziaria mascherata, grazie al controllo dei mezzi d&#8217;informazione e degli strumenti della formazione culturale e sociale; \u00e8 essa stessa, per sua natura, totalitaria, perch\u00e9 non potr\u00e0 mai ammettere che si metta in discussione la sua vera base ideologica: il relativismo. Chi tocca il relativismo non merita tolleranza, deve essere eliminato. Ecco perch\u00e9 il vero cristiano \u00e8 un cittadino guardato con diffidenza e sospetto dal potere, sia esso monarchico, come nell&#8217;antica Roma, o repubblicano, come nel mondo moderno. E la democrazia, in questo, non \u00e8 sostanzialmente diversa dall&#8217;autocrazia dell&#8217;antica Roma, o da quella della Russia zarista.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che i cattolici odierni non lo sanno: se lo sono scordato. Si sono scordati che il loro unico modello \u00e8 Ges\u00f9 Cristo e che la visione cattolica \u00e8 altamente gerarchica. Anche a livello morale: c&#8217;\u00e8 una gerarchia di valori; i valori non giacciono tutti sullo stesso piano: salvare gli animali \u00e8 un valore, ma difendere la vita umana \u00e8 un valore pi\u00f9 grande (in India, una recentissima sentenza stabilisce che, per tutelare la fauna indigena, milioni di esseri umani devono essere espulsi dalle foreste e gettati allo sbaraglio). Alcuni, poi, che sono considerati valori dalla societ\u00e0 laica, per il cristiano non lo sono affatto, e talvolta sono disvalori o peccati veri e propri. Un esempio: obbedire alle leggi dello Stato, per la cultura laicista, \u00e8 un valore sempre e comunque. Per\u00f2 se le leggi dello Stato prevedono il divorzio, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, e le unioni omosessuali, e ci\u00f2 \u00e8 ormai realt\u00e0 in tutta Europa, il cattolico viene chiamato ad obbedire a degli atti che contrastano frontalmente con la morale religiosa (e anche con quella naturale, a dire il vero; ma questo discorso ci porterebbe troppo lontano e soprattutto ci porterebbe lontano dal nostro assunto): cosa che evidentemente non pu\u00f2 fare. Se lo fa, \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 un cattolico moderno: vale a dire un modernista, ossia un non cattolico. Ma siccome la finzione generale \u00e8 assicurata ad ogni livello, siccome il vertice stesso della Chiesa, a partire dal Concilio Vaticano II, si \u00e8 posto sulle posizioni della modernit\u00e0, ha introiettato la sua prospettiva e ha fatto propri i suoi dogmi fondamentali, succede che milioni di cattolici non percepiscano nemmeno la contraddizione, e si credano ancora cattolici, mentre hanno cessato da un pezzo di esserlo. Un cattolico che tradisce la morale cattolica, evidentemente \u00e8 cattolico solo di nome. E si d\u00e0 il caso che fra i dogmi fondamentali della modernit\u00e0 ci sia la democrazia. In effetti, la democrazia \u00e8 solo una proposta occidentale; il resto del mondo non sempre l&#8217;ha accolta, e in parecchi casi non ne vuol proprio sapere (vedi la Cina, ma vedi anche molti Paesi islamici): eppure, i cattolici moderni, pi\u00f9 realisti del re, e specialmente il clero apostatico della neochiesa attuale, danno per scontato che per essere dei buoni cattolici bisogna essere anche dei buoni, anzi, degli ottimi seguaci della democrazia, senza <em>se<\/em> e senza <em>ma<\/em>. E la cosa pi\u00f9 grave non \u00e8 neanche questa adesione acritica e incondizionata al dogma della democrazia, che porta con s\u00e9 il principio della sovranit\u00e0 popolare e quello della libert\u00e0 individuale, entrambi incompatibili con la dottrina cattolica (le leggi di Dio non si discutono e non esiste la libert\u00e0 di sbagliare, rifiutando la Verit\u00e0 divinamente rivelata), bens\u00ec l&#8217;idea che lo sottende e che lo fonda: cio\u00e8 che non esiste una verit\u00e0 assoluta, ma che esistono solo delle verit\u00e0 relative e che la societ\u00e0 ha il dovere di seguire le norme stabilite di volta in volta, e continuamente riviste e aggiornate. In questa prospettiva, tipicamente democratica, domani potr\u00e0 essere giusto e lecito quel che oggi \u00e8 pessimo o cattivo; ma \u00e8 evidente che un cattolico non pu\u00f2 e non deve pensarla cos\u00ec. Per il cattolico, ci\u00f2 che Dio ha stabilito una volta \u00e8 vero per sempre, sino alla fine dei secoli. Per fare un esempio; se Ges\u00f9 ha detto: <em>l&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>, questa non \u00e8 una verit\u00e0 relativa, non \u00e8 una norma transitoria, che domani potr\u00e0 essere cambiata, se la societ\u00e0 avr\u00e0 cambiato le sue convinzioni a proposto del matrimonio; \u00e8 una legge destinata a restare immutata e incrollabile. Certo, un clero apostatico, desideroso di comodit\u00e0 e aggiornamenti, potr\u00e0 sempre dichiarare che tale mutamento morale e dottrinale \u00e8 possibile, in nome di una lettura storicistica del Vangelo; ma \u00e8 chiaro, se appena si possiede un minimo di onest\u00e0 intellettuale, che si tratta di miseri espedienti per aggirare la legge, che si qualificano da soli per ci\u00f2 che in realt\u00e0 sono.<\/p>\n<p>Attenzione. Non stiamo dicendo che la democrazia deve essere rigettata e sostituirla con qualcosa che sia di minor valore di essa; stiamo dicendo che nel principio democratico c&#8217;\u00e8 il relativismo, e che il relativismo \u00e8 agli antipodi della visione cristiana della vita, morale compresa. Da ci\u00f2 non discende che il cristiano debba essere in guerra con la democrazia; ma non discende neppure il contrario, come insegnano, mentendo, i neoteologi e i neopreti della neochiesa, ossia che il cristiano debba considerare la democrazia come un&#8217;acquisizione definitiva e irrevocabile del pensiero politico e della prassi politica. Quale errore macroscopico, identificare questo o quel sistema politico, economico sociale, filosofico, sociologico, psicologico, con qualcosa di definitivo e irrevocabile, quando la sola cosa definitiva e irrevocabile, per il cristiano, \u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo! Tutti i mali della cristianit\u00e0 moderna derivano da questo abbaglio, da questo equivoco, peraltro alimentati ad arte da un clero apostatico e infedele: che, per essere al passo con i tempi, i cristiani si devono adeguare alla realt\u00e0 del modo secolarizzato e devono perci\u00f2 accogliere come acquisizioni imprescindibili le &quot;conquiste&quot; della civilt\u00e0 moderna. Niente affatto: tanto pi\u00f9 che la civilt\u00e0 moderna nasce da un progetto di rifiuto deliberato della civilt\u00e0 europea, che \u00e8 la civilt\u00e0 cristiana, la civilt\u00e0 delle cattedrali, di San Tommaso d&#8217;Aquino e di Dante Alighieri. L&#8217;Europa non ha un&#8217;altra civilt\u00e0; quella dell&#8217;<em>Enciclopedia<\/em>, dei <em>philosophes<\/em>, dei filantropi a senso unico e dei progressisti totalitari, non \u00e8 una civilt\u00e0, ma una anticivilt\u00e0, una negazione della civilt\u00e0. Quella dei Pannella e delle Bonino, quella che addita il divorzio, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia e le unioni omofile come conquiste del vivere civile, non \u00e8 una civilt\u00e0, ma una macchina da guerra per distrugger la civilt\u00e0 e per spegnere nell&#8217;uomo la coscienza della propria vera natura e della propria vera meta, che \u00e8 la Verit\u00e0 rivelata da Dio stesso, autore e signore di tutte le cose, del tempo e della storia, della natura e della sopra-natura. Dio \u00e8 l&#8217;alfa e l&#8217;omega, \u00e8 il senso e il fine, \u00e8 la causa e la ragion d&#8217;essere di tutto ci\u00f2 che esiste; e l&#8217;uomo, creatura dotata di ragione, gode dell&#8217;immenso privilegio di sapere e di conoscere tutto questo e di poter collaborare, in un certo senso, alla creazione di Dio, che prosegue in lui attraverso l&#8217;uso responsabile della libert\u00e0. L&#8217;uomo \u00e8 la sola creatura che pu\u00f2 dire <em>s\u00ec<\/em> oppure <em>no<\/em> alla proposta d&#8217;amore del suo Creatore: questa \u00e8 la sua grandezza, non ci\u00f2 che egli pu\u00f2 fare da solo, in quanto creatura, con i suoi soli mezzi naturali, la ragione e la volont\u00e0, per quanto grandi possano essere le sue conquiste e le sue realizzazioni artistiche, filosofiche, scientifiche e tecnologiche. E se Dio, e Dio solo, e non un Dio qualunque, ma il Dio che si \u00e8 rivelato attraverso la Persona di Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 la stella polare della nostra esistenza, a Lui solo dobbiamo guardare e non a quelli che dicono: <em>Signore, Signore!<\/em>, e poi vanno per la loro strada e fanno quel che vogliono; e meno ancora dobbiamo ascoltare quelli che in teoria sarebbero i pastori del gregge di Cristo, ma poi si permettono di affermare che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, e tradiscono il mandato ricevuto, e si comportano non gi\u00e0 come dei veri pastori, ma come dei lupi travestiti da pastori, seminando la confusione, lo sconcerto, l&#8217;amarezza e il dolore fra le anime che dovrebbero custodire. La loro responsabilit\u00e0 \u00e8 immensa, incalcolabile: il Buon Pastore \u00e8 pronto a dare la sua vita per le pecorelle del gregge, ma loro si servono del potere di cui dispongono per allontanare le pecorelle da Cristo. Come li si deve chiamare, se non traditori? Pugnalano i fedeli alle spalle; abusano della fiducia che ispira il loro ruolo e inducono le anime in errore. Assicurano che il male non \u00e8 pi\u00f9 male e che <em>Dio sopporta i nostri peccati<\/em>, senza parlare del dovere di pentirsi e cambiar vita; affermano che il perdono \u00e8 per tutti, indipendentemente dal pentimento e dalla conversione. Non sono pi\u00f9 cristiani, ma relativisti e progressisti; democratici, non sudditi del Regno di Dio; amici di questo mondo, non di Ges\u00f9 Cristo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 inutile girarci attorno; andiamo dritti al punto: la democrazia sgorga dal relativismo e il relativismo \u00e8 l&#8217;orizzonte della democrazia. 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