{"id":26318,"date":"2010-11-10T02:14:00","date_gmt":"2010-11-10T02:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/10\/dietro-la-scuola-della-notte-uno-dei-tanti-tenebrosi-misteri-dellinghilterra-elisabettiana\/"},"modified":"2010-11-10T02:14:00","modified_gmt":"2010-11-10T02:14:00","slug":"dietro-la-scuola-della-notte-uno-dei-tanti-tenebrosi-misteri-dellinghilterra-elisabettiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/10\/dietro-la-scuola-della-notte-uno-dei-tanti-tenebrosi-misteri-dellinghilterra-elisabettiana\/","title":{"rendered":"Dietro la Scuola della Notte uno dei tanti tenebrosi misteri dell\u2019Inghilterra elisabettiana"},"content":{"rendered":"<p>\u00abO paradosso! Il nero \u00e8 l&#8217;emblema dell&#8217;Inferno, il color delle carceri, la scuola della notte, il cimiero del bello tocca invece a un bel cielo\u00bb: cos\u00ec esclama il Re nel Quarto Atto, Scena Terza, della commedia shakespeariana \u00abPene d&#8217;amor perdute\u00bb, composta, probabilmente, fra il 1593 e il 1596.<\/p>\n<p>Ma che cosa sar\u00e0 mai questa \u00abSchool of Night\u00bb, questa Scuola della Notte, che Shakespeare nomina con apparente noncuranza, mentre si intuisce, dall&#8217;insieme del contesto e anche dal tono di pungente ironia, che deve trattarsi di qualcosa di pi\u00f9 di una mera immagine poetica, di una sonante allegoria barocca? Si riferiva forse, il Nostro, ad una realt\u00e0 concreta, ad un gruppo, una conventicola, una setta ben precisa?<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo questo il minore dei misteri legati alla gi\u00e0 misteriosa biografia shakespeariana, della quale ci siamo gi\u00e0 altra volta occupati, confessando l&#8217;impossibilit\u00e0 di venire a capo della questione, almeno allo stato attuale delle conoscenze; ma conservando nondimeno un robusto scetticismo nei confronti delle versioni ufficiali, tendenti a negare l&#8217;esistenza del sia pur minimo problema di attribuzione delle opere che vanno sotto il nome di Shakespeare (cfr. l&#8217;articolo \u00abQuel grande punto interrogativo di nome William Shakespeare\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 15\/02\/2009).<\/p>\n<p>L&#8217;Inghilterra elisabettiana era un Paese inquieto, percorso da mille fremiti di natura sociale, politica, religiosa; un Paese indubbiamente in crescita, sia interna, sia internazionale, e lanciato, dopo la vittoria sulla Invincibile Armata di Filippo II, nel 1588, verso la conquista del primato sulle rotte oceaniche e, con ci\u00f2, verso il dominio del commercio internazionale; un Paese, infine, culturalmente vivace, tanto \u00e8 vero che i suoi storici sogliono definire col nome un po&#8217; pomposo di Rinascimento quel periodo che, in Italia, corrisponde ormai ad un&#8217;altra e ben diversa civilt\u00e0 artistica e letteraria, quella che trapassa dal Manierismo nel Barocco.<\/p>\n<p>Esiste, sulla Scuola della Notte, un interessante studio monografico di un autore americano, vecchio ormai di quasi mezzo secolo e non facilmente reperibile: \u00abThe School of Night\u00bb di M. C. Bradrook, (New York, Russell and Russell, 1965), al quale comunque rimandiamo il lettore interessato ad un maggiore approfondimento dell&#8217;intricata questione; mentre noi ci limiteremo ad una ricognizione meno ambiziosa e certamente meno esaustiva.<\/p>\n<p>Per prima cosa, tentiamo di delinearne un quadro d&#8217;insieme, facendo perno sul suo probabile fondatore e regista occulto, quel sir Walter Raleigh (1552-1618), navigatore, corsaro e poeta inglese che, nel 1585, condusse sette navi con a bordo centocinquanta coloni sulla costa dell&#8217;America Settentrionale, per fondare la colonia Virginia (in omaggio alla dubbia verginit\u00e0 della regina Elisabetta), presso l&#8217;isola di Roanoke.<\/p>\n<p>Tutta la vicenda relativa a questa colonia \u00e8 oscura e, per giunta, sinistramente pervasa di violenza: il governatore, sir Ralph Lane, fece uccidere il capo degli Indiani dell&#8217;isola, Wingina, quale esemplare punizione di un furto, ci\u00f2 che innesc\u00f2 una sanguinosa guerriglia tra i coloni ed i nativi. Quando Raleigh torn\u00f2 a Roanoke, trov\u00f2 gli Inglesi stremati dagli stenti e decimati dalle perdite subite; sbarc\u00f2 altri quindici uomini di rinforzo e salp\u00f2 nuovamente.<\/p>\n<p>Una seconda spedizione organizzata da Raleigh e guidata da un certo John White giunse due anni dopo, nel luglio del 1587, e trov\u00f2 la colonia in gravi difficolt\u00e0; nondimeno tent\u00f2 di rivitalizzarla e, poco dopo, la figlia del governatore mise al mondo la prima bambina inglese nata nel Nuovo Continente.<\/p>\n<p>Rientrato in patria per procurarsi dei materiali necessari ai coloni, White fu trattenuto dallo scoppio del conflitto con la Spagna; e quando, infine, nel 1590, una spedizione di soccorso guidata da William Irish giunse a Roanoke, non trov\u00f2 alcuna traccia dei centodiciassette Inglesi, bench\u00e9 la palizzata fosse intatta, e ripart\u00ec senza aver chiarito il mistero.<\/p>\n<p>Chi non pot\u00e9 mai rassegnarsi a quel misero fallimento fu Willliam Raleigh, per il quale trovare gli eventuali sopravvissuti divenne quasi un&#8217;ossessione. Organizz\u00f2, infatti, ben cinque spedizioni di ricerca, tutte a sue spese, riempiendosi di debiti e finendo da ultimo in prigione, nella famigerata Torre di Londra, insieme alla sua famiglia. Il 29 ottobre 1618 sal\u00ec il patibolo e venne decapitato, come il personaggio di una tragedia o come il simbolo vivente della sua stessa filosofia, scettica e pessimista, che lo aveva portato a scrivere: \u00abIl mondo intero non \u00e8 che una vasta prigione nella quale ogni giorno qualcuno viene estratto a sorte per essere giustiziato\u00bb.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, Raleigh era stato imprigionato fin dal luglio del 1603, quando era salito al trono Giacomo I, sotto l&#8217;accusa di aver complottato contro il sovrano. Processato e condannato a morte nel novembre di quello stesso anno, l&#8217;esecuzione della sentenza era stata differita perch\u00e9 il re, a corto di denaro, gli offr\u00ec il comando di una spedizione nella Guyana, alla ricerca di una miniera d&#8217;oro che avrebbe dovuto trovarsi presso la foce del fiume Orinoco. Raleigh accett\u00f2 e lev\u00f2 le ancore per il Sud America, dopo aver reso solenne promessa che non avrebbe causato incidenti con la Spagna; ma questa sua ultima spedizione si risolse in un totale fallimento, perch\u00e9 egli non trov\u00f2 l&#8217;oro e, quel che \u00e8 peggio, venne a conflitto con gli Spagnoli. Tornato in patria, secondo la promessa fatta dal governo inglese all&#8217;ambasciatore spagnolo, la sentenza del 1603 venne eseguita.<\/p>\n<p>Walter Raleigh fu un personaggio notevole; oltre ad aver introdotto in Inghilterra la coltivazione del tabacco e, forse, della patata, lasci\u00f2 numerose poesie, una descrizione della Guyana e una storia universale che lasci\u00f2 incompiuta perch\u00e9 un giorno, osservando una zuffa dalla finestrella della sua cella e confrontando ci\u00f2 che aveva visto con il racconto che ne fecero alcuni altri testimoni, si persuase che non esiste alcun criterio di oggettivit\u00e0 nell&#8217;esame dei fatti e che, pertanto, il valore reale di qualsiasi opera storiografica \u00e8 pressoch\u00e9 nullo.<\/p>\n<p>Orbene, si vorrebbe capire che cosa si proponesse Raleigh dalla fondazione di una colonia nel continente americano; e, inoltre, perch\u00e9 attribuisse cos\u00ec tanta importanza al suo destino, al punto da consumare tutti i suoi averi nella vana ricerca di notizie. Una ipotesi abbastanza verosimile \u00e8 che tale colonia fosse parte di un pi\u00f9 vasto disegno di riforma sociale e culturale, maturato appunto nella societ\u00e0 segreta denominata poi Scuola della Notte, ispirata a principi filosofici materialisti, anti-aristotelici e, pi\u00f9 o meno esplicitamente, ateistici.<\/p>\n<p>Si suppone anche, bench\u00e9 sia impossibile provarlo con certezza, che il celebre \u00abDoctor Faustus\u00bb sia anch&#8217;esso parte di tale disegno, che potremmo definire come quello di creare una vasta contro-cultura ispirata al rifiuto del cristianesimo e della tradizione e all&#8217;affermazione dei nuovi valori propugnati da filosofi come sir Francis Bacon, basati sulla Rivoluzione scientifica e sulla convinzione che \u00absapere \u00e8 potere\u00bb.<\/p>\n<p>Invero, vi \u00e8 tutto un pullulare di fermenti culturali e religiosi eterodossi nell&#8217;Inghilterra elisabettiana, i quali, non di rado, vengono a intrecciarsi con le oscure manovre dei servizi segreti della monarchia: basti pensare a figure ambigue come quella del dottor John Dee (1527-1608), geografo, matematico, alchimista, esoterista e mago, del quale si sa per certo che fu anche un agente segreto dello spionaggio inglese.<\/p>\n<p>Forse che anche Marlowe era un agente segreto? Sono stati in molti a pensarlo, specialmente considerando la stranezza della sua morte: venne ucciso a pugnalate al termine di una cena, a Deptford, il 30 maggio 1593, per mano di un certo Ingram Frizer. Altra circostanza significativa: appena dieci giorni prima di morire, Marlowe era stato arrestato, e rilasciato in via provvisoria, dal Consiglio privato della regina, sotto l&#8217;accusa di blasfemia, ateismo e sedizione.<\/p>\n<p>Alcuni hanno pensato che, essendo Marlowe uno dei principali membri della Scuola della Notte, doveva conoscere molte cose, forse troppe, circa i disegni dei suoi compagni e del capo riconosciuto di essa, Walter Raleigh; e che la morte violenta di Marlowe, nel corso di una zuffa scoppiata improvvisamente, al termine di una tranquilla cena tra amici, abbia qualche cosa a che fare con la necessit\u00e0 di metterlo a tacere prima che, interrogato dal Consiglio, potesse fare delle rivelazioni compromettenti per il suo protettore.<\/p>\n<p>Altri hanno fatto una supposizione ancora pi\u00f9 audace e quasi romanzesca: secondo loro, Marlowe non sarebbe morto affatto, perch\u00e9, al posto del suo cadavere, sarebbe stato fatto rinvenire quello di uno sconosciuto. Il saggista Calvin Hoffman, nel libro \u00abThe man who was Shakespeare\u00bb, ci vedeva lo zampino dell&#8217;amante di Marlowe (che era omosessuale dichiarato), Thomas Walsingham, il quale &#8211; guarda caso &#8211; era cugino del capo dei servizi segreti inglesi; e che il tutto sarebbe stato architettato per sottrarre il drammaturgo ad una probabile condanna alla pena capitale.<\/p>\n<p>Sempre che Shakespeare non fosse, in realt\u00e0, proprio Christopher Marlowe: tale \u00e8 l&#8217;ipotesi avanzata da Calvin Hoffman e da A. D. Wraight. Ma, arrivati a questo punto, pensiamo sia bene fermarsi: perch\u00e9 la sarabanda delle supposizioni, che paiono scaturire l&#8217;una dall&#8217;altra come altrettante scatole cinesi, fa venire addirittura le vertigini&#8230;<\/p>\n<p>Ma ora torniamo alla domanda su che cosa fosse, esattamente, la \u00abSchool of Night\u00bb.<\/p>\n<p>Lo scrittore ed esoterista americano John Michael Greer, punta avanzata del movimento neopagano che si riallaccia al druidismo e studioso delle societ\u00e0 segrete antiche e moderne, traccia questo profilo della Scuola della Notte, nel suo \u00abDizionario enciclopedico dei misteri e dei segreti\u00bb (titolo originale: \u00abThe Element Encyclopedia Secret Societies and Hidden History\u00bb, Londom, Harpercollins Publishers Limited, 2006; traduzione italiana di Massimo Raiola, Milano, Mondadori, 2008, pp.554-55):<\/p>\n<p>\u00ab[La Scuola della Notte fu]tra le pi\u00f9 importanti societ\u00e0 segrete occultiste nell&#8217;Inghilterra elisabettiana. La Scuola della Notte quasi certamente non fu conosciuta con tale nome, se ebbe mai un nome; l&#8217;espressione \u00e8 tratta da Shakespeare, autore di una satira sul gruppo nella sua opera teatrale &quot;Pene d&#8217;amor perdute&quot; (1590 circa). Fu un circolo di liberi pensatori, studiosi e occultisti che ruotava intorno al famoso avventuriero e uomo di corte sir Walter Raleigh e al suo insegnante di magia, Thomas Harriot, tra i cui membri vi erano uomini illustri come Henry, conte di Northumberland, noto come Mago Earl presso i suoi contemporanei per il suo coinvolgimento nell&#8217;alchimia e nella magia; o come sir George Carey, in seguito assurto al titolo di lord Hounsdon; o ancora lo scrittore teatrale Christopher Marlowe, i poeti George Chapman, Matthew Roydon e William Warner, e presumibilmente Edmund Spenser, autore della &quot;The Faerie Queen&quot; (&quot;Regina delle fate&quot;) e senza dubbio il pi\u00f9 importante poeta dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p>I membri della Scuola venivano comunemente ritenuti atei. Una pubblicazione del 1592, parla &quot;a proposito della scuola di ateismo di Sir Walter Rawley, e dell&#8217;evocazione degli spiriti, di cui egli \u00e8 Maestro, e della cura adoperata nel procurarsi i giovani gentiluomini di questa scuola, dove ci si burlava sia di Mos\u00e8 che del nostro Redentore, del Nuovo come del Vecchio Testamento, e gli studenti imparavano, tra le altre cose, a dire Dio al contrario [il contrario di God, &quot;Dio&quot;, \u00e8 dog, &quot;cane&quot;, Ndt] (cit. in Bradbrook, 1965, p. 12).<\/p>\n<p>Di sicuro si sa che i membri del gruppo coltivarono un profondo scetticismo verso la religione ufficiale e che praticarono le scienze occulte, mentre lo stesso Raleigh fu ritenuto un valido alchimista.<\/p>\n<p>Probabilmente la Scuola cominci\u00f2 a riunirsi intorno al 1585, al ritorno di Raleigh dalle sue avventure sull&#8217;isola Virginia, oggi nota come Roanoke, e chiuse i battenti nel 1618, alla morte del suo fondatore, avvenuta per mano del boia. Quasi tutte le testimonianze che la riguardano sono compre nell&#8217;arco di tempo che va dal 1593 al 1595. Nel primo anno Raleigh fu esiliato da corte e Marlowe venne assassinato a Deptford in circostanze misteriose, appena dopo esser stato condotto innanzi alla Court of Star Chamber a Londra per rispondere ad accuse di blasfemia e ateismo. Entrambi questi eventi non fecero altro che rinsaldare la cattiva nomea che il circolo di pensatori si stava guadagnando presso l&#8217;opinione pubblica. Fornirono inoltre alla stella nascente della corte elisabettiana, il conte di Essex, al secolo Robert Devereaux, l&#8217;occasione desiderata per colpire Raleigh, suo odiato rivale. Essex aveva il suo personale poeta e autore teatrale, un uomo che si firmava col nome di William Shakespeare (che questi sia stato o no un prestanome). Shakespeare e la Scuola della Notte si punzecchiarono a vicenda nei loro scritti: il primo prendendo a bersaglio il poema di Chapman &quot;L&#8217;ombra della notte&quot; (1594) e genericamente la Scuola nel suo &quot;Pene d&#8217;amor perdute&quot;, Chapman ribattendo con una revisione del proprio poema e col successivo &quot;Ovidio&#8217;s Banquet of Sense&quot; (&quot;Il banchetto del senso di Ovidio&quot;), mentre altri membri della Scuola scrissero&quot;Willoughbie his Avisa&quot; come ulteriore energica replica a &quot;Pene d&#8217;amor perdute&quot;. Nel 1596 la contesa letteraria si fece pi\u00f9 tesa ed Essex volse sempre pi\u00f9 l&#8217;attenzione agli intrighi politici che condussero al fallimento del suo colpo di Stato e all&#8217;esecuzione capitale avvenuta nel 1601.<\/p>\n<p>Nonostante l&#8217;esistenza della disputa tra la Scuola della Notte e l&#8217;autore delle opere teatrali e dei poemi di Shakespeare [qui al traduttore del testo che stiamo citando, evidentemente, \u00e8 sfuggito &quot;poemi&quot; per &quot;poesie&quot;, in inglese &quot;poems&quot;], molti membri del gruppo, in particolare sir Walter Raleighe Christopherr Marlowe, sono tra i pi\u00f9 accreditati a essere colui che si cel\u00f2 dietro il nome di William Shakespeare.\u00bb<\/p>\n<p>Riassumendo.<\/p>\n<p>La Scuola della Notte fu una societ\u00e0 segreta di pensatori libertini \u00abante litteram\u00bb (peraltro, una setta di pensatori libertini \u00e8 segnalata a Parigi e a Lille gi\u00e0 nel 1525, dunque un secolo prima della nascita &quot;ufficiale&quot; del movimento), cio\u00e8 atei e materialisti.<\/p>\n<p>Essa ebbe il suo fondatore in sir Walter Raleigh e il suo uomo di punta nel celebre e geniale drammaturgo Christopher Marlowe; e sostenne un duello letterario, ma pieno di sottintesi politici, con William Shakespeare, protetto del conte di Essex.<\/p>\n<p>Sia Essex che Raleigh si disputavano i favori della regina Elisabetta ed entrambi andarono a finir male: il primo venne decapitato per ordine di lei, dopo un tentativo di colpo di Stato; il secondo sub\u00ec la medesima sorte sotto il regno di Giacomo I.<\/p>\n<p>Raleigh fu protagonista della fondazione di una colonia inglese nell&#8217;America Settentrionale, la Virginia, che doveva forse fornire la base per i suoi progetti di riforma religiosa e culturale, ma che scomparve misteriosamente.<\/p>\n<p>Marlowe fu assassinato nel corso di una strana zuffa, al termine di una cena in un sobborgo di Londra, nella casa di una vedova, pochi giorni dopo essere stato deferito presso il Consiglio della regina, imputato di accuse che lo rendevano passibile della pena capitale.<\/p>\n<p>Mentre la vita di Marlowe si spezzava e l&#8217;astro di Raleigh tramontava, quello di Shakespeare si innalzava nel cielo della letteratura elisabettiana e superava brillantemente sia la tragica fine del suo protettore, lord Essex, sia la morte stessa della regina, avvenuta il 26 marzo 1603.<\/p>\n<p>Sempre ammesso che Shakespeare e Marlowe fossero due persone diverse e che il primo fosse realmente quello che diceva di essere&#8230;<\/p>\n<p>Il tutto sullo sfondo di un cupo sottobosco di spie, di agenti segreti, di morti misteriose, di strane societ\u00e0 segrete, di oscure manovre politiche, di sotterranee cospirazioni, di rituali di alchimia e di magia, di sogni di riforma religiosa, nonch\u00e9 di sostituzioni di persone e perfino di cadaveri&#8230;<\/p>\n<p>Un ultimo tocco di mistero.<\/p>\n<p>Dal 1583 al 1585 a visse a Londra anche Giordano Bruno, che vi compose \u00abLa cena de le Ceneri\u00bb e che invano si adoper\u00f2, lui sostenitore delle idee di Copernico, per ottenere un insegnamento all&#8217;Universit\u00e0 di Oxford; ma che non dovette passare inosservato, se Shakespeare, sempre in \u00abPene d&#8217;amor perdute\u00bb, si diede il disturbo di farne la satira, raffigurandolo nel personaggio di Berowne, cui fa dire: \u00abAndiamo, io giuro allora di studiare per sapere quello che mi \u00e8 proibito sapere\u00bb (Atto Primo, Scena Terza).<\/p>\n<p>Ebbene: la ricercatrice americana Ingrid D. Rowland, nel suo saggio \u00abGiordano Bruno, filosofo eretico\u00bb (New York, Farrar, Strauss &amp; Giroux, 2009), ha recentemente sostenuto che il Nolano fosse, in realt\u00e0, un agente segreto al servizio di Sua Maest\u00e0 britannica.<\/p>\n<p>Quante cose crediamo di sapere, e invece non sappiamo, specie riguardo alle societ\u00e0 segrete; quante cose ci sfuggono, dietro la vernice brillante dell&#8217;et\u00e0 elisabettiana&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abO paradosso! 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