{"id":26316,"date":"2016-10-19T01:36:00","date_gmt":"2016-10-19T01:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/19\/la-santa-messa-e-un-gioco-per-favore-cari-preti-modernisti-non-bestemmiate\/"},"modified":"2016-10-19T01:36:00","modified_gmt":"2016-10-19T01:36:00","slug":"la-santa-messa-e-un-gioco-per-favore-cari-preti-modernisti-non-bestemmiate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/19\/la-santa-messa-e-un-gioco-per-favore-cari-preti-modernisti-non-bestemmiate\/","title":{"rendered":"La Santa Messa \u00e8 un gioco? Per favore, cari preti modernisti, non bestemmiate\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Quando si legge e si sente di tutta una degenerazione sempre pi\u00f9 accentuata, sempre pi\u00f9 delirante, nella liturgia della Santa Messa &#8212; ridotta a spettacolo di burattini; ridotta a preambolo della Messa-party o dell&#8217;Aperimessa; ridotta e degradata a livello di istrionismo, buffoneria, avanspettacolo, con vescovi che se ne vanno per la chiesa in bicicletta, canzoni gridate a squarciagola e accompagnate da chitarre e batteria, preti che nell&#8217;omelia si scagliano contro i dogmi e il culto dei santi o della Madonna, che fanno politica, che puntano il dito contro il papa o contro il proprio vescovo, che deridono la piet\u00e0 popolare, che banalizzano e ironizzano sui pellegrinaggi, sul digiuno, sulle pratiche di devozione, mentre incitano alla contestazione di tutto e tutti, descrivono la storia della Chiesa cattolica come una galleria degli orrori e si atteggiano a coraggiosi paladini del libero pensiero e della dignit\u00e0 umana, calpestata da una teologia vessatoria e inumana, puramente negativa e repressiva: quando si vede e si sente tutto ci\u00f2, non si pu\u00f2 fare a meno di domandarsi da dove la confusione abbia avuto inizio, da dove il delirio sia partito, come e quando la febbre dell&#8217;autodistruzione si sia accesa nelle vene di questi pazzi scatenati, di questi pastori degenerati, di questi operai nella vigna del Signore che hanno preso a comportarsi come se ne fossero i padroni, liberi di abbandonarsi a qualunque licenza, a qualunque originalit\u00e0 e stramberia, a qualunque stravolgimento, anche blasfemo, della sacra Tradizione.<\/p>\n<p>Ebbene: la risposta crediamo si trovi nel vento di follia che si \u00e8 abbattuto sulla Chiesa cattolica e sul mondo dei credenti a partire dal Concilio Vaticano II, generatore, a sua volta, di sempre pi\u00f9 smodate e scomposte aspettative, di sempre pi\u00f9 febbrili e convulse velleit\u00e0 di &quot;rinnovamento&quot;, che erano, in effetti, un completo ripudio di secoli e secoli di sacra Tradizione, in none di una &quot;apertura&quot; al mondo e di un &quot;dialogo&quot; col mondo, che, in realt\u00e0, miravano ad un completo allineamento della Chiesa e del cattolicesimo sulle posizioni della civilt\u00e0 moderna: scientista, edonista, relativista. Basta prendere in mano un libro di teologia, o anche un manuale di religione ad uso scolastico, per rendersene conto; basta sfogliare le riviste cattoliche di quegli anni: vi si troveranno, trasposti sul piano specifico (ma neanche poi tanto) della discussione religiosa, le stesse idee, le stesse follie, gli stessi miraggi, abbagli e forzature, che caratterizzavano, allora, la cultura profana, specialmente nell&#8217;ambito della storia, della politica, dell&#8217;economia, della sociologia, della psicologia, della filosofia: l&#8217;attesa spasmodica di una palingenesi universale, per favorire la quale era necessario spingersi sempre pi\u00f9 avanti, bruciarsi tutti i ponti alle spalle, liquidare d&#8217;un colpo secoli e secoli di storia, tradizione e identit\u00e0, e gettarsi a capofitto nel nuovo, nel futuro, certi e persuasi che il Mondo Nuovo fossi ormai l\u00ec, dietro l&#8217;angolo, a portata di mano, e che i giovani specialmente fossero in diritto di prenderlo e di goderselo, tutto e subito, senza ulteriori, noiose attese, senza dover mettere ulteriormente alla prova la loro pazienza, senza la fatica e il fastidio di lavorare lungamente e pazientemente per costruire, a poco a poco, dei risultati durevoli.<\/p>\n<p>Crediamo sia pressoch\u00e9 superfluo ricordare di quale colore politico fosse l&#8217;ideologia profana che, allora, accendeva nei cuori cos\u00ec intense speranze; cos\u00ec come, crediamo, dovrebbe essere quasi altrettanto inutile specificare di che segno, di quale coloritura fossero le analoghe spinte che si verificavano, allora, nei seminari, negli oratori, nelle canoniche, nei palazzi vescovili: erano i tempi di don Lorenzo Milani, il grande e &quot;incompreso&quot; contestatore di Barbiana, dei preti operai, dei teologi della liberazione, degli apostoli di un ecumenismo e di un dialogo interreligioso a senso unico, consistenti nella auto-mortificazione del cattolicesimo e nella esaltazione iperbolica delle altre tradizioni religiose, a cominciare da quella giudaica, presentata come &quot;primogenita&quot; rispetto alla Chiesa di Roma, e omettendo, per pudore o per delicatezza, il piccolo, irrilevante dettaglio che i nostri &quot;fratelli maggiori&quot; erano anche quelli che avevano rifiutato il Vangelo, perseguitato a morte i primi apostoli, dopo aver messo in croce Ges\u00f9 Cristo (ma questo, era divenuto impossibile dirlo: si sarebbe passati immediatamente per antisemiti e neonazisti), e che continuavano a considerarlo, anche a duemila anni di distanza, un falso profeta, un impostore, un maledetto, che aveva abiurato la religione mosaica per fondare una setta delirante e ripudiata da Dio, del quale essi soli avevano &#8212; e hanno &#8212; la giusta e legittima chiave di lettura.<\/p>\n<p>Fra le tante lepidezze, follie e strampalate interpretazioni, spacciate per geniali innovazioni liturgiche e pastorali, ci siamo imbattuti nell&#8217;affermazione che la Santa Messa \u00e8, sotto un certo punto di vista, un gioco. Precisamente, abbiamo scoperto che, in quegli anni &#8212; gli anni ruggenti della &quot;contestazione&quot;, e anche quelli un po&#8217; pi\u00f9 avanti, allorch\u00e9 le barricate, materiali o metaforiche, non c&#8217;erano ormai pi\u00f9, ma i bollenti spiriti dei cattolici progressisti e neomodernisti non s&#8217;erano affatto calmati &#8212; vi erano dei sacerdoti e dei liturgisti i quali pensavano che la Santa Messa (ma l&#8217;aggettivo ce lo mettiamo noi, si vede che siamo all&#8217;antica, ce lo mette rare volte l&#8217;interessato) \u00e8 &#8212; nell&#8217;ordine &#8211; una festa; un&#8217;assemblea; un memoriale; un gioco; un trattato di alleanza; un sacrificio; un banchetto. Dunque, la Messa come sacrificio scivola al penultimo posto; al primo posto troviamo il concetto di festa della Messa, e al terzo, quello di gioco della Messa. Si badi: non si dice che la Santa Messa \u00e8 <em>come<\/em> un gioco; no: si dice proprio, testualmente, che essa <em>\u00e8<\/em> un gioco, e si specifica: come i giochi dei bambini. Queste mirabolanti affermazioni si trovano nel libro di un parroco e liturgista tedesco molto apprezzato negli anni ruggenti del post-concilio, cio\u00e8 i Settanta e gli Ottanta, quando l&#8217;importante pareva che fosse sbalordire il pubblico con sparate sempre pi\u00f9 progressiste, sempre pi\u00f9 audaci, e sempre pi\u00f9 teologicamente ambigue, spericolate, se non proprio eretiche; parlare male dei preti e dei vescovi &quot;tradizionalisti&quot;, rei di opporsi alla modernizzazione della Chiesa, dopo tanti secoli di oscurit\u00e0 e superstizione; promuovere o condannare il papa stesso, a secondo che la sua figura e la sua opera venissero percepite come favorevoli al cambiamento e al &quot;rinnovamento&quot;, cio\u00e8 alla auto-demolizione della Chiesa stessa, oppure come contrari, e quindi essi risultassero insopportabilmente conservatori e odiosamente reazionari, perci\u00f2 meritevoli di ogni malignit\u00e0, insinuazione e discredito.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di Theodor Schnitzler, nato a D\u00fcsseldorf il 1\u00b0 aprile 1910 e morto a Meerbusch il 29 agosto 1982, che svolse un ruolo non secondario nei lavori della Commissione liturgica del 1946 per conto della Conferenza episcopale tedesca, e che pu\u00f2 considerarsi, perci\u00f2, come un precursore e quasi un profeta della riforma liturgica poi condotta sotto gli auspici del Concilio Vaticano II, alla quale, peraltro, avrebbe poi collaborato direttamente. Egli personalmente non si considerava n\u00e9 un &quot;tradizionalista&quot;, n\u00e9 un &quot;modernista&quot;, anzi, stigmatizzava entrambe le posizioni, definendole, tutt&#8217;e due (chiss\u00e0 perch\u00e9), &quot;conservatrici&quot;, e ritenne di seguire una via mediana fra tradizione e modernit\u00e0. Di fatto, questa era la (prudente) posizione tenuta dalla maggioranza dei membri pi\u00f9 in vista della gerarchia ecclesiastica, ed \u00e8 servita a contrabbandare un&#8217;idea doppiamente truffaldina: che i &quot;tradizionalisti&quot; non siano dei veri cattolici, mentre sono, per definizione, i cattolici di ieri, di oggi, di domani e di sempre; e che i &quot;modernisti&quot; siano solo un gruppo di cattolici che si sono spinti pi\u00f9 avanti, forse un po&#8217; troppo, ma pur sempre nei limiti dell&#8217;ortodossia: mentre il modernismo, come \u00e8 noto, \u00e8 stato definito da san Pio X &quot;il collettore di tutte le eresie&quot; e solennemente scomunicato, con l&#8217;enciclica <em>Pascendi dominci gregis<\/em>, dell&#8217;8 settembre 1907.<\/p>\n<p>Sia come sia, la notoriet\u00e0 di Schnitzler oltrepass\u00f2 i confini della Germania e alcuni suoi libri vennero tradotti, sotto la spinta delle tendenze progressiste, anche nel nostro Paese; la solita editrice cattoprogressista, Citt\u00e0 Nuova, si affrett\u00f2 a pubblicare il suo libro <em>Il significato della Messa. Storia e valori spirituali<\/em>, da cui riportiamo la pagina cui facevamo riferimento all&#8217;inizio, a proposito della Santa Messa considerata come un gioco (da: T. Schnitzler, Op. cit.; titolo originale: <em>Was die Messe bedeutet. Hilfen zur Mitfeier,<\/em> Verlag Herder, Freiburg im Breisgau, 1976; Roma, Citt\u00e0 Nuova Editrice, 1986, pp. 25-27):<\/p>\n<p><em>LA MESSA \u00c8 UN GIOCO.<\/em><\/p>\n<p><em>La Messa non \u00e8 uno spettacolo: lo si pu\u00f2 leggere nelle pagine precedenti. \u00c8 dunque una contraddizione: non \u00e8 spettacolo, per\u00f2 \u00e8 gioco?<\/em><\/p>\n<p><em>La santa Messa non \u00e8 teatro, non \u00e8 rappresentazione scenica, alla quale siedono, quantunque interessati, spettatori muti e passivi. Tanto pi\u00f9 muti e silenziosi sono, tanto meglio assistono. Eppure, la Messa \u00e8 un gioco.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 \u00e8 un gioco? L&#8217;antica definizione dice: gioco \u00e8 fluire disinteressato dell&#8217;essere. Disinteressato significa: non c&#8217;\u00e8 nessuno scopo da raggiungere, nessuna m\u00e8ta come nel lavoro, nessuna intenzione che debba essere portata a compimento. Gioco \u00e8 essere e vita, volont\u00e0 e fatica che fluiscono libre. Il gioco pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 intenso del lavoro, molto pi\u00f9 personale di tante altre azioni. Basta ascoltare e osservare di nascosto i giochi dei bambini. De essi emerge la personalit\u00e0 del fanciullo. Con ci\u00f2 si delinea anche il confine fra gioco e &quot;gioco&quot;. Un campionato mondiale alla fin fine non \u00e8 un gioco, perch\u00e9 lo dominano lo scopo e l&#8217;intenzione. Gli antichi giochi olimpici erano una volta vissuti con infantile spensieratezza di fronte agli d\u00e8i, oggi invece sono tutt&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p><em>In questi senso la Messa \u00e8 un gioco. Giocano i bambini di Dio di fronte a Lui. Liberamente, senza scopi o m\u00e8te proprie del lavoro &quot;giochiamo e cantiamo davanti al Signore!&quot;. Questo gioco vuole, se proprio vuole qualcosa, dare gioia, niente altro che gioia. Vuol &quot;far piacere&quot; a Dio e agli uomini. Ma ancora pi\u00f9 importante \u00e8 la gioia che nasce dal gioco stesso, Per questo, esso non \u00e8 chiassoso, predeterminato e organizzato, non fa sfoggio di s\u00e9, ma \u00e8 invece infinitamente silenzioso, raccolto, spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>Quello che ascoltiamo e vediamo delle forme esteriori, delle parole e delle azioni, si comprende solo se ci diciamo tutto ci\u00f2 \u00e8 una festa, un gioco. Come si svolge questo famoso gioco di bambini? Due fazioni o due partners stanno uno di fronte all&#8217;altro. Il primo gruppo canta il verso della canzone, l&#8217;altro gruppo intona il proprio. Poi entrambi intonano la parte finale della strofa in comune: di qua, di l\u00e0, insieme! \u00c8 l&#8217;arte della fuga: il primo tema, l&#8217;altro tema, il confluire di entrambi. Tradotto nella filosofia hegeliana: \u00e8: tesi, antitesi, sintesi. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La triplicit\u00e0 dell&#8217;essere d\u00e0 anche la sua struttura al santo gioco della Messa. Che cosa succede? Da parte nostra il riconoscimento della colpa, dall&#8217;altro il rifulgere del perdono e dello splendore nel rifulgere del Kyrie e del Gloria; l&#8217;orazione d\u00e0 la sintesi, riunendo colpa e misericordia. Ancora: da Dio proviene il profeta dell&#8217;Antica Alleanza ad annunciare la parola di Dio, da parte nostra risponde il salmo; da Dio proviene l&#8217;apostolo della Nuova Alleanza a parlare da parte del Signore da parte nostra replica il secondo canto responsoriale. Da Dio arriva sino a noi la Buona Novella, il Vangelo e l&#8217;Omelia. Con la professione di fede e la preghiera dei fedeli, risulta evidente che diveniamo una cosa sola con Dio mediante la fede (cfr. Ef 3, 17)&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora una volta riprende il qui e il l\u00e0, il sopra e il sottodi questo gioco sacro, in movimento di respiro sempre pi\u00f9 vasti. Incediamo verso Dio con le offerte, Dio viene a noi in Cristo con la Consacrazione. Andiamo alla sua mensa con la preghiera e i canti dal Padre Nostro in poi, Dio viene a noi con la santa Comunione e in essa raggiungiamo la pi\u00f9 perfetta &quot;sintesi&quot; che possa esistere fra Dio e l&#8217;uomo&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Potremmo andare avanti con la citazione, ma sarebbe inutile, oltre che penoso: crediamo che basti. \u00c8 un guazzabuglio inverosimile di trovate che vorrebbero essere spiritose e intelligenti, ma che sono, invece, di una banalit\u00e0 incosciente e quasi blasfema, che fa rabbrividire. La Santa Messa \u00e8 un gioco? \u00c8 un&#8217;azione giocosa e &quot;disinteressata&quot; che non mira a nulla, che non vuol nulla? Ma quando mai? Al contrario: \u00e8 la pi\u00f9 <em>seria<\/em> delle azioni possibili; la pi\u00f9 determinata, la pi\u00f9 &quot;interessata&quot;, nel senso di diretta a uno scopo. \u00c8 un rinnovarsi del sacrificio di Cristo, secondo il modello dell&#8217;Ultima Cena: altro che gioco da bambini! Non per gioco Ges\u00f9 ha istituito l&#8217;Eucarestia; e non per gioco ha offerto se stesso, sulla croce, in remissione dei peccati dell&#8217;umanit\u00e0. Don Schnitzler doveva essere impazzito. Il fatto che sia stato un &quot;esperto&quot; della riforma liturgica al Vaticano II, dice gi\u00e0 tutto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si legge e si sente di tutta una degenerazione sempre pi\u00f9 accentuata, sempre pi\u00f9 delirante, nella liturgia della Santa Messa &#8212; ridotta a spettacolo di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[107,236,242],"class_list":["post-26316","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-santa-messa","tag-cattolicesimo","tag-sacerdozio","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-santa-messa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26316\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30182"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}