{"id":26313,"date":"2022-04-19T09:17:00","date_gmt":"2022-04-19T09:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/19\/la-resurrezione-per-celso-e-una-favola-bugiarda\/"},"modified":"2022-04-19T09:17:00","modified_gmt":"2022-04-19T09:17:00","slug":"la-resurrezione-per-celso-e-una-favola-bugiarda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/19\/la-resurrezione-per-celso-e-una-favola-bugiarda\/","title":{"rendered":"La Resurrezione, per Celso, \u00e8 una favola bugiarda"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;opera di Celso <em>Parola vera<\/em>, o <em>Discorso della verit\u00e0<\/em>, pi\u00f9 comunemente nota come <em>Contro i cristiani<\/em>, \u00e8 la prima organica e argomentata invettiva della cultura pagana greco-romana riguardo al Vangelo, a Ges\u00f9 Cristo e ai suoi seguaci. \u00c8 stata composta nel II secolo, forse al tempo di Marco Aurelio, come farebbe supporre un passaggio, peraltro controverso; n\u00e9 si sa molto del suo autore, o meglio non si sa quasi nulla, perch\u00e9 non \u00e8 possibile identificarlo con certezza con altri autori che portano lo stesso nome o che vengono ricordati da altri autori. Si sa solo che era greco, o che usava la lingua greca, e dunque viveva nella pare orientale dell&#8217;Impero romano, ed era imbevuto di filosofia platonica o neoplatonica. La sua stessa opera pi\u00f9 famosa, quella contro i cristiani, \u00e8 andata perduta: ci\u00f2 che di essa \u00e8 giunto fino a noi non \u00e8 una trascrizione del manoscritto originale, bens\u00ec una sorta di compendio riportata all&#8217;interno di un&#8217;opera cristiana scritta appositamente per confutarla, il <em>Contro Celso<\/em> di Origene. \u00c8 doveroso tener conto di ci\u00f2 perch\u00e9, anche se i filologi sono riusciti a ricostruire con ragionevole completezza e coerenza il testo di Celso, alcune ripetizioni e piccole incongruenza certamente si spiegano col fatto della perdita del manoscritto originale e della sola sopravvivenza di un&#8217;opera polemica il cui scopo \u00e8 confutare Celso e non riportarne il pensiero con la fedelt\u00e0 assoluta che si pu\u00f2 rivolgere a un maestro riconosciuto e rispettato. Non si tratta per\u00f2 di un caso unico, poich\u00e9 la stessa situazione si presenta per altre opere antiche il cui originale \u00e8 stato smarrito, senza che la trascrizione da parte di autori ostili costituisca, di per s\u00e9, un fattore d&#8217;inverosimiglianza o infedelt\u00e0 al dettato originale.<\/p>\n<p>Ma veniamo al punto. L&#8217;opera \u00e8 interessante perch\u00e9 costituisce la prima presa di posizione, quasi una chiamata alle armi, dell<em>&#8216;intellighenzia<\/em> pagana nei confronti del cristianesimo il quale, verso la fine del II secolo, cominciava ad apparire un fattore che, per quanto disprezzato, doveva essere preso sul serio, visto che nessuna persecuzione era riuscita ad arrestarne la progressiva, tenace diffusione. S&#8217;imponeva perci\u00f2 la sua confutazione squisitamente intellettuale: bisognava mostrare che sul piano morale esso non costituiva nulla di nuovo o di eccezionale, mentre sul piano storico si trattava di una truffa bella e buona, di una falsificazione pi\u00f9 o meno abile, ma che poteva essere smontata e ridicolizzata, mostrandone tutte le incongruenze e le contraddizioni. I filosofi pagani, specie quelli d&#8217;indirizzo neoplatonico, erano sicuri di poter riuscire facilmente in tale opera di demistificazione; chiusi nella loro orgogliosa pretesa di superiorit\u00e0 intellettuale e convinti che il cristianesimo dovesse il suo successo unicamente alla facile presa che aveva sul popolino ignorante e sugli schiavi, cominciavano, da un lato, a tener conto della sua esistenza e delle sue notevoli potenzialit\u00e0, ma ostentavano un atteggiamento di sufficienza e di disprezzo, come \u00e8 tipico di chi non vorrebbe quasi abbassarsi e sporcarsi le mani scendendo a litigare con la feccia della societ\u00e0, ma nondimeno si vede costretto a farlo.<\/p>\n<p>Anche dagli altri autori pagani del II secolo traspaiono chiaramente l&#8217;altezzosit\u00e0 e l&#8217;antipatia nei confronti del cristianesimo, un senso di fastidio che non si curano di nascondere, pur non essendo capaci di motivarlo in maniera adeguata. Dal famoso passo di Tacito e da quello, non meno famoso, di Svetonio, si evince che i pagani benpensanti non capivano perch\u00e9 i cristiani fossero cos\u00ec desiderosi di farsi martirizzare, ma non v&#8217;\u00e8 alcun tentativo di comprendere le loro motivazioni, che a quanto \u00e8 dato capire per essi dovevano confinare con una qualche forma di patologia mentale; mentre dal carteggio fra Plinio il Giovane, allora governatore della Bitinia, e Traiano, tutto quello che emerge \u00e8 la totale incomprensione per la loro &quot;ostinazione&quot;, cosa che di per s\u00e9 merita, a loro avviso, una punizione esemplare, mentre le accuse specifiche dei primi tempi, magia, infanticidio, orge sessuali, sono interamente lasciate cadere, evidentemente perch\u00e9 nessuna persona seria, per quanto prevenuta contro la nuova religione, le prendeva pi\u00f9 sul serio. Quanto ai pagani il cui pensiero, come nel caso di Seneca, e a ben guardare anche in quello di Marco Aurelio, presentava notevoli convergenze con la morale cristiana, silenzio assoluto o, di nuovo, ostilit\u00e0 preconcetta: \u00e8 come se un diaframma invisibile, ma insuperabile, avesse impedito qualunque scambio e qualunque sollecitazione reciproca.<\/p>\n<p>La cosa si spiega, specialmente dal punto di vista cristiano. I due secoli che vanno dall&#8217;et\u00e0 di Cesare e Cicerone alla grande crisi politica e sociale dell&#8217;Impero Romano alla fine del secondo secolo dopo Cristo, sono stati, come ha osservato qualcuno, di sostanziale ateismo, o quantomeno di radicale scetticismo e indifferentismo religioso: un&#8217;epoca spiritualmente vuota, o se si preferisce morta, nella quale gli uomini, attanagliati dai problemi pratici della vita individuale e collettiva, avevano perso ogni senso di orientamento e ogni autorevole guida o modello ai quali ispirarsi. Molti uomini intellettualmente dotati si sono abbandonati all&#8217;incredulit\u00e0 e all&#8217;irrisione di tutte le cose sacre, come \u00e8 accaduto a Luciano di Samosata: triste fenomeno, quello dei ceti colti che rompono gli ormeggi della tradizione e vanno alla deriva, senza credere pi\u00f9 a nulla. Quanto alle masse popolari, in quei due secoli e mezzo hanno cercato istintivamente di colmare il vuoto interiore aggrappandosi, come suole accadere, a tutto e a niente: \u00e8 stata l&#8217;epoca d&#8217;oro delle superstizioni, della magia, della negromanzia, della demonologia (si veda anche il <em>De magia<\/em> di Lucio Apuleio, della met\u00e0 del II secolo); ed \u00e8 stata al&#8217;epoca nella quale, nel desolante vuoto creato dalle filosofie scettiche e meccaniciste, vi \u00e8 stata la grande irruzione delle religioni orientali di salvezza, una delle quali, il mitraismo, \u00e8 giunta quasi a far seriamente concorrenza al cristianesimo, al punto che, come ha osservato uno storico, se il mondo non fosse divenuto cristiano, \u00e8 molto probabile che sarebbe divenuto seguace del dio Mitra.<\/p>\n<p>Scriveva dunque Celso nella sua opera polemica <em>Contro i cristiani<\/em> (traduzione di Salvatore Rizzo, Edizione del Corriere della Sera, 2012, 51-57):<\/p>\n<p><em>II, 48. Ma voi dite: \u00abRitenemmo che egli fosse figlio di Dio perch\u00e9 guar\u00ec gi storpi e i ciechi\u00bb. Anzi, come dite voi, resuscitava anche i morti! (II, 49) O luce e verit\u00e0! Con la sua propria voce chiaramente proclama, secondo quanto anche voi avete scritto, che vi si presenteranno anche altri, malvagi ed imbroglioni, forti delle stesse facolt\u00e0; nomina inoltre un certo Satana come imitatore e macchinatore di siffatti portenti. Sicch\u00e9 nemmeno lui nega che queste opere non hanno nulla di divino, ma sono azioni di gente malvagia. Costretto dalla verit\u00e0, ha svelato le colpe altrui, e, nello stesso tempo, ha denunciato le proprie. Non \u00e8 dunque perversit\u00e0 ritenere l&#8217;uno Dio, gli altri maghi, in base alle stesse azioni? Perch\u00e9 infatti dovremmo ritenere malvagi gli altri, in base a queste azioni, e non lui, in base alla sua stessa testimonianza? In verit\u00e0 anch&#8217;egli ammise che queste opere sono segni di riconoscimento non di una natura divina, ma di imbroglioni e di gente completamente malvagia.<\/em><\/p>\n<p><em>II, 54. Da quale argomentazione, dunque foste indotti a credere? Forse perch\u00e9 predisse che una volta sarebbe resuscitato (II, 55)? Ebbene, ammettiamo con voi che ci\u00f2 sia stato veramente detto, Quanti altri raccontano tal sorta di meraviglie al fine di persuadere la dabbenaggine degli ascoltatori mettendone a profitto l&#8217;inganno? Lo fecero, come si dice, Zamolxi, lo schiavo di Pitagora, tra gli Sciti e Pitagora stesso in Italia e Rampsinito in Egitto. Costui addirittura gioc\u00f2 ai dadi con Demetra, nell&#8217;Ade, e se ne ritorn\u00f2 con un drappo d&#8217;oro, dono della dea. Lo stesso fecero Orfeo tra gli Odrisi, Protesilao in Tessaglia, Eracle al Tenaro e Teseo. Ma noi dobbiamo vede questo: cio\u00e8 se qualcuno, morto veramente, sia mai resuscitato in carne ed ossa! O credete degli altri siano ed appaiano favole, mentre voi avete trovato in forma decorosa e credibile la soluzione del dramma: le sue parole dalla croce in punto di morte, il terremoto, le tenebre&#8230;? Da vivo non riusc\u00ec a soccorrere se stesso, da morto invece resuscit\u00f2 e mostr\u00f2 i segni della passione e le mani trafitte: ma questo chi lo vide? Una donna indemoniata, come dite voi stessi, e qualcun altro compagno della stessa impostura o sognatore per una sua qualche disposizione psichica visionario di propria volont\u00e0, nel delirio della mente, il che \u00e8 gi\u00e0 successo ad una infinit\u00e0 di persone; o piuttosto qualcuno che con questa mirabolante ciarlataneria intese sbigottire gli altri compagni e mediante tale inganno aprire la strada ad altri impostori. (II,61) Cio\u00e8 a dire: dopo la sua morte Ges\u00f9 provoc\u00f2 un&#8217;apparizione delle ferite ricevute sulla croce, ma non esistette nella realt\u00e0 con quelle sue ferite.<\/em><\/p>\n<p><em>II,63. Sarebbe stato invece necessario, se veramente Ges\u00f9 avesse voluto mostrare la sua divina potenza, che egli fosse visto da quelli stessi che lo avevano calunniato e da chi l&#8217;aveva condannato e, insomma, da tutti. (II,67). Non aveva da temere pi\u00f9 alcun uomo, una volta morto ed essendo, come voi dite, un dio; n\u00e9 fu certo inviato per stare nascosto! (II,68). Fosse almeno scomparso all&#8217;improvviso dalla croce, giusto per dare una dimostrazione della sua divinit\u00e0! (II,70a). Chi mai, inviato quale messaggero, si nasconde, mentre dovrebbe annunciare ci\u00f2 che gli \u00e8 stato ordinato? (b). O si deve dire che, quando in carne ed ossa non era creduto, senza posa annunciava a tutti la sua novella, quando invece resuscitando dai morti avrebbe offerto una sicura garanzia, allora apparve di nascosto ad una sola donnetta e a quelli della sua confraternita? Quando veniva messo al supplizio lo vedevano tutti, quando resuscit\u00f2 lo vide una sola persona. Tutto il contrario sarebbe dovuto avvenire!<\/em><\/p>\n<p><em>II, 71a. Avrebbe dovuto annunciare chi era colui che lo aveva inviato (b) e perch\u00e9 il padre l&#8217;aveva mandato: (c) cos\u00ec avrebbe illuminato i pii ed avrebbe avuto compassione dei peccatori, che essi si pentissero o no. (II,72) Se poi voleva restare ignoto, perch\u00e9 si ud\u00ec la voce dal cielo che lo proclamava figlio di Dio? e se non voleva restare ignoto, perch\u00e9 fu posto al supplizio o perch\u00e9 mor\u00ec? (II,73). Se infine, attraverso i supplizi che pat\u00ec, voleva insegnarci anche a disprezzare la morte, una volta resuscitato dai morti avrebbe dovuto in modo aperto chiamarci tutti alla luce e dimostrarci il perch\u00e9 della sua venuta.<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, le critiche e gli attacchi si svolgono sul piano della inverosimiglianza storica mentre non dicono nulla del contenuto spirituale e morale della nuova religione che tanto fastidio dava ai filosofi neoplatonici, come Celso e come Porfirio, il quale ultimo, un secolo pi\u00f9 tardi, al tempo della Tetrarchia di Diocleziano, avrebbe ripreso e ulteriormente sviluppato gli attacchi in un&#8217;opera nota a sua volta con il titolo <em>Contro i cristiani<\/em>. Essi vedono Ges\u00f9 come un mistificatore, un imbroglione che si \u00e8 spacciato per il Figlio di Dio e i cui discepoli hanno avuto l&#8217;impudenza di tramandare la favola menzognera della sua Resurrezione. Gli argomento coi quali Celso crede di dimostrare tale mistificazione sono ispirati a un razionalismo piatto e banale. Se davvero era il Figlio di Dio, come mai \u00e8 morto sulla croce? E perch\u00e9 si \u00e8 manifestato, dopo la Resurrezione, solo a poche persone, per giunta inattendibili come testimoni perch\u00e9 socialmente squalificate, come una donna indemoniata (ma qui il livore gli toglie la lucidit\u00e0, perch\u00e9 in <em>Marco<\/em>, 16,9, Maria Maddalena \u00e8 qualificata come una donna che era stata <em>liberata<\/em> dai demoni per opera di Ges\u00f9 Cristo), cio\u00e8 ai suoi soli discepoli? Se avesse voluto convincere il mondo, Ges\u00f9 avrebbe dovuto manifestarsi a tutti, e specialmente ai suoi detrattori. Insomma Celso ragiona come il cattivo ladrone crocifisso accanto a Ges\u00f9, che disse a quest&#8217;ultimo: <em>Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!<\/em> (<em>Lc<\/em> 23,39), e come i giudei, gli scribi e i sacerdoti che lo schernivano, dicendo (<em>Mt<\/em> 27,40): <em>Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!<\/em> Diciamo la verit\u00e0: ci si aspetterebbe qualcosa di pi\u00f9 profondo, di pi\u00f9 elaborato di simili argomenti, da parte del fior fiore dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em> pagana e dei massimi filosofi greci del tempo. Il fatto \u00e8 che il cristianesimo \u00e8 sempre stato e sempre sar\u00e0, dal principio alla fine dei tempi, segno di contraddizione. Dio Padre, nel suo immenso amore per l&#8217;uomo, che \u00e8 fatto anche di rispetto della sua libert\u00e0, non vuole imporgli la fede mediante prove schiaccianti: in quel caso, infatti, non si tratterebbe pi\u00f9 di credere, ma soltanto di constatare. Tutti possono fare delle constatazioni, anzi vi sono obbligati dalla realt\u00e0 dei fatti; ma credere \u00e8 un&#8217;altra cosa: implica amore incondizionato e fede assoluta non in una verit\u00e0 intellettuale, ma nella Persona di Ges\u00f9 Cristo, il Verbo incarnato. E come dice Ges\u00f9 a san Tommaso (<em>Gv<\/em> 20,29): <em>Perch\u00e9 mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!.<\/em> Tale \u00e8 il salto di qualit\u00e0 al quale \u00e8 chiamato il credente, non contro la ragione, ma al di sopra della ragione: chi vuol vedere o udire mosso da orgoglio umano, pur guardando non vedr\u00e0 e pur sentendo, non udr\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;opera di Celso Parola vera, o Discorso della verit\u00e0, pi\u00f9 comunemente nota come Contro i cristiani, \u00e8 la prima organica e argomentata invettiva della cultura pagana<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[107,189],"class_list":["post-26313","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-cattolicesimo","tag-lucio-anneo-seneca"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26313","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26313"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26313\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}