{"id":26310,"date":"2021-12-11T11:48:00","date_gmt":"2021-12-11T11:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/11\/la-provvidenza-il-male-il-tempo-per-s-agostino\/"},"modified":"2021-12-11T11:48:00","modified_gmt":"2021-12-11T11:48:00","slug":"la-provvidenza-il-male-il-tempo-per-s-agostino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/11\/la-provvidenza-il-male-il-tempo-per-s-agostino\/","title":{"rendered":"La Provvidenza, il male, il tempo per S. Agostino"},"content":{"rendered":"<p>Sant&#8217;Agostino non \u00e8 stato solo un grande filosofo, ma anche un grande scrittore: nelle <em>Confessioni<\/em> ha saputo fondere mirabilmente il tema autobiografico, che ha come sfondo la vita di tutti i giorni, e lo scavo interiore, che lo porta naturalmente ad affrontare e sviluppare alcuni dei pi\u00f9 grandi temi sui quali da sempre si affatica il pensiero umano: la grazia, il peccato, il tempo. La sua riflessione \u00e8 ancora e sempre di estrema attualit\u00e0, perch\u00e9 questi sono i temi centrali della fede; le grandi domande che gli uomini continuano a farsi e che li fanno soffrire, sino a quando non incominciano a trovare le risposte. Come mai ci sono cos\u00ec tanto dolore e cos\u00ec tanta ingiustizia nel mondo, se il mondo \u00e8 stato creato da Dio ed \u00e8 stato creato per un fine buono, addirittura per la felicit\u00e0 degli uomini? Come si concilia la divina Provvidenza con lo spettacolo sconcertante e quotidiano del male, che sembra non conoscere limiti e che sovente appare tanto pi\u00f9 forte del bene? E ancora: cos&#8217;\u00e8 il tempo? Cos&#8217;\u00e8 questa modalit\u00e0 dell&#8217;essere che consuma e ci porta via, a poco a poco, insensibilmente, le cose e le persone pi\u00f9 care; che le trasforma, che le fa sparire, che agisce su noi stessi, al punto che quasi non ricordiamo pi\u00f9 chi eravamo in passato e quasi non ci riconosciamo pi\u00f9 guardandoci allo specchio, se ci confrontiamo con ci\u00f2 che eravamo in precedenza? Sono queste le domande che ciascuno di noi si fa e alle quali vorrebbe trovare una risposta, perch\u00e9 pesano su di noi come macigni, come ostacoli sul nostro cammino, e sentiamo che dal fatto di trovare o no una risposta, dipendono la nostra serenit\u00e0, la nostra pace, la nostra possibilit\u00e0 d&#8217;indirizzare nel senso giusto tutta la nostra vita.<\/p>\n<p>Questi temi sono affrontati da S. Agostino nelle <em>Confessioni<\/em>, a proposito delle quali scrivono Luciano Stupazzini e Gian Piero Benedetti in <em>La scena il tempo l&#8217;anima. Plauto Tacito Seneca Agostino. Autori latini per il liceo classico<\/em>, vol. 3, Milano, Principato, 1984, pp. 317-318):<\/p>\n<p><em>Erede diretto, anche se in forme del tutto nuove, della capacit\u00e0 platonica di fondere scene della vita quotidiana con la discussione di problemi di grande profondit\u00e0, Agostino affronta in questa autobiografia alcuni punti che resteranno fondamentali nella cultura cristiana e moderna.<\/em><\/p>\n<p><em>Innanzitutto il tema della Provvidenza: non trattato in forma teorica, esso \u00e8 tuttavia presente nell&#8217;intera opera. \u00c8 il disegno di Dio che regge tutta la vita di Agostino e fa s\u00ec che anche ci\u00f2 che \u00e8 a prima vista tormentoso e ingannevole divenga per lui una tappa verso la verit\u00e0: tali sono, ad esempio, l&#8217;incontro con il manicheo Fausto (V, 7,13), la fuga verso Roma (V,8,14), l&#8217;ambizione che lo spinge a Milano (V,13,23), la lettura dei libri neoplatonici (VII,9,13). Della Provvidenza divina l&#8217;uomo ha veramente bisogno, perch\u00e9 da solo egli \u00e8 capace soltanto di peccare. (&quot;Quid enim sum ego mihi sine te nisi dux in praeceps?&quot; \u00e8 scritto in Conf. IV,1,1), essendo il peccato cos\u00ec connaturato in lui da macchiare persino i primi istanti di vita, poich\u00e9 per Agostino l&#8217;innocenza infantile \u00e8 solo un mito (Conf. I,7,11).<\/em><\/p>\n<p><em>Il secondo problema filosofico \u00e8 quello del male. Agostino individua due tipi di male. Quello morale, cio\u00e8 la scelta umana errata, consiste in una deviazione della volont\u00e0, che perverte ci\u00f2 che Dio ha creato come bene a un fine che non \u00e8 quello voluto dal Creatore; questo tipo di male \u00e8 discusso nell&#8217;episodio celeberrimo del furto di pere (Conf. II,4,9 ss.). Quello fisico, sul quale Agostino riflette in occasione della morte di un amico, radicato nella stessa esistenza di ci\u00f2 che \u00e8 diverso da Dio (Conf. IV,10,15).; esso \u00e8 tuttavia un male soltanto se rapportato a noi stessi, mentre diventa un bene nell&#8217;ordinamento cosmico, per la coerenza globale che si scopre in esso (VII,13,19).<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre a questi due problemi, che percorrono come fili conduttori la parte autobiografica delle &quot;Confessiones&quot;, l&#8217;opera contiene una trattazione pi\u00f9 sistematica, negli ultimi libri, di alcuni temi fondamentali della teologia e filosofia cristiana. Il libro X \u00e8 dedicato a una descrizione dell&#8217;itinerario che la mente umana deve compiere per giungere alla visione di Dio; tale itinerario deve prescindere dall&#8217;esperienza, perch\u00e9 la conoscenza sensibile (e quella razionale che ne deriva) non pu\u00f2 cogliere l&#8217;Essere supremo, che \u00e8 fuori dello spazio e del tempo. Dio \u00e8 attingibile solo nella profonda interiorit\u00e0 della memoria (X 24,35-26,37).<\/em><\/p>\n<p><em>Nel libro X \u00e8 trattato il problema del rapporto fra Dio e il tempo. Il tempo \u00e8 estraneo alla realt\u00e0 di Dio, in quanto connaturato al mondo. Esso, infatti, non \u00e8 realt\u00e0 permanente perch\u00e9 trapassa dal passato, che non \u00e8 pi\u00f9, al presente, che non permane, al futuro, che non \u00e8 ancora. Il tempo \u00e8 qualcosa che esiste soltanto nella coscienza umana, la quale conserva il passato nella memoria, vede il presente e attende il futuro.<\/em><\/p>\n<p><em>Il libro XIII tratta infine del mistero della Trinit\u00e0, di cui Agostino rinviene un&#8217;analogia in quelli che ritiene i caratteri fondamentali della natura umana, espressi con gli infiniti &quot;esse&quot;, &quot;nosse&quot;, &quot;velle&quot; (XIII,11,12).<\/em><\/p>\n<p>La domanda: \u00abDov&#8217;\u00e8 il tuo Dio, in questo momento?\u00bb \u00e8 quella che ci si sente rivolgere quando le cose vanno male, quando le sventure si abbattono sugli uomini, e soprattutto quando non sembrano fare alcuna differenza nel colpire i buoni e i malvagi. Ed \u00e8 anche la domanda, confessiamolo, che molti noi si sono fatti, almeno una volta nella vita, quando hanno visto minacciate o distrutte le cose pi\u00f9 care, quando hanno visto calpestati i loro sogni, i loro affetti, la loro pace, la loro reputazione, il frutto di ci\u00f2 che avevano costruito nel corso di una vita. \u00c8 la domanda che si fanno i sopravvissuti di un terremoto, di una guerra, di una pestilenza. Una pestilenza vera, sia chiaro, come quella del 1348 o come quella 1630; e non una fasulla, come quella che ora viene usata dal malvagio potere finanziario per imporre una dittatura sanitaria che di sanitario non ha nulla, se non la veste esteriore, ma in realt\u00e0 finalizzata a ridurre in schiavit\u00f9 l&#8217;intera popolazione mondiale. \u00c8 anche la domanda che si fanno i genitori di un bambino di tre mesi, morto di meningite; o il marito che sopravvive a un incidente automobilistico in cui \u00e8 stata distrutta la sua famiglia; o l&#8217;onest&#8217;uomo che perde il lavoro e viene denigrato e calunniato da ogni parte perch\u00e9 ha fatto il proprio dovere e ha seguito la strada che gli indicava la sua retta coscienza, non piegandosi ai desideri di qualche potente e rifiutandosi di servire gli interessi di qualche oscura organizzazione. \u00abDov&#8217;\u00e8 Dio, in questo momento? Perch\u00e9 non interviene, perch\u00e9 non fa qualcosa? E perch\u00e9 non ascolta le nostre preghiere, non accoglie le nostre suppliche?\u00bb. Domande scomode; domande difficili; domande che mettono alla prova anche la fede pi\u00f9 salda: almeno in certi particolari momenti, quando tutto sembra tingersi di grigio e la speranza appare un lusso che non ci si pu\u00f2 pi\u00f9 permettere, oppure un sogno da bambini ingenui, che ancora non conoscono davvero il mondo.<\/p>\n<p>La questione della Provvidenza divina non \u00e8, <em>tout-court<\/em>, la questione della bont\u00e0 di Dio, ma certo ne \u00e8 una delle principali manifestazioni. Se c&#8217;\u00e8 la Provvidenza, cos\u00ec ragionano in molti, allora Dio \u00e8 buono; ma se non c&#8217;\u00e8, allora non \u00e8 buono, o \u00e8 impotente di fronte al male &#8212; e dunque non \u00e8 un vero Dio. Evidentemente queste persone non hanno mai considerato attentamente la loro stessa vita. Potremmo definire la Provvidenza come l&#8217;azione costante esercitata da Dio per portare ogni anima a S\u00e9 &#8211; beninteso, purch\u00e9 questa non vi si opponga con tutte le sue forze, nel qual caso Egli non pu\u00f2 fare altro che abbandonarla ai propri appetiti disordinati e al proprio destino di perdizione. Ma chi, con animo retto e con coscienza pura, esamina il corso della propria vita, comprese le disgrazie e i momenti difficili che per tutti, prima o poi, arrivano a presentare il conto, difficilmente non vi scorger\u00e0 una mano misteriosa, ma dolce, che ha condotto le cose in quella tale maniera: che ha favorito oppure ostacolato un certo progetto, una certa amicizia, un certo lavoro, un viaggio, un trasloco, un trasferimento, un nuovo inizio, anche se doloroso. A chi sa guardare bene, apparir\u00e0 chiaro che tali cose non sono accadute per effetto di un caso tanto imprevedibile quanto capriccioso, ma che per ciascuna di esse vi era un disegno nascosta, benevolo ma anche rispettoso del nostro libero arbitrio, il quale ci offriva una serie di occasioni per avvicinarci al Creatore, senza per\u00f2 forzare le cose, senza imporre una conclusione in maniera autoritaria, ma sempre lasciando a noi la facolt\u00e0 di trarre i necessari insegnamenti da ciascuna delle esperienze che la vita ci ha permesso di fare. Come un padre affettuoso, ma non invadente, Dio ci ha dato cento e cento occasioni di crescita, di maturazione, di perfezionamento; cento e cento occasioni per capire che la vita \u00e8 preziosa, che ciascuno di noi \u00e8 prezioso, perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8 stato chiamato all&#8217;esistenza da Lui, per svolgere un compito preciso: portare al grado pi\u00f9 alto le proprie possibilit\u00e0 morali e spirituali e raggiungere cos\u00ec la felicit\u00e0. E la felicit\u00e0 si trova in un luogo e uno soltanto: in Lui, dal quale tutte le cose hanno avuto principio e tutte aspirano a fare ritorno.<\/p>\n<p>Il modo in cui S. Agostino affronta il problema del male offre una risposta che ancora oggi soddisfa pienamente la nostra inquietudine al riguardo. Il male, ontologicamente parlando, non esiste: \u00e8 solo mancanza di bene o una forma stravolta di bene. Non esiste un male assoluto: perfino il demonio non \u00e8 che un angelo decaduto, una creatura che era stata destinata a vivere nella luce, ma ha preferito le tenebre. Quando gli uomini fanno il male, in realt\u00e0 cercano una qualche forma di bene: perfino il ladro, l&#8217;adultero, l&#8217;assassino, cercano una qualche forma di bene: un bene deviato, un disordinato, un bene che essi hanno assolutizzato nelle loro brame dettate dalla concupiscenza, ma pur sempre un bene. Il ladro cercava la ricchezza, l&#8217;adultero cercava il piacere e forse l&#8217;amore, l&#8217;assassino voleva proteggersi da un male o forse voleva vendicare un&#8217;offesa, gratificando il proprio io: sono tutte forme deviate di ricerca del bene. Quanto al male fisico, anche per esso c&#8217;\u00e8 una risposta, ma per comprenderla bisogna liberarsi del punto di vista antropocentrico. Il nostro punto di vista deve sforzarsi di essere teocentrico, sempre. Solo quando ci si abitua a fare di Dio il centro di tutto, anche della propria vita morale, si arriva a comprendere che la morte di una persona cara non \u00e8, di per se stessa, un male, perch\u00e9 chi muore si libera del fardello della carne ed entra nell&#8217;eternit\u00e0: che \u00e8 la nostra meta finale verso la quale siamo tutti incamminati. Solo chi assolutizza la dimensione terrena si dispera perch\u00e9 qualche anno di vita \u00e8 stato sottratto alle nostre aspettative: dimenticandosi che il tempo non appartiene a noi, ma a Dio. <em>Stolto, questa notte stessa morirai<\/em>, dice Ges\u00f9 parlando del ricco che ha accumulato grandi beni sulla terra e pensa di goderseli in pace, ma senza aver fatto i conti con il giudizio di Dio, che pu\u00f2 arrivare in qualsiasi momento. Ci\u00f2 non significa che noi dobbiamo disprezzare la dimensione terrena, n\u00e9 che non sia cosa del tutto normale soffrire per la morte di una persona cara: Ges\u00f9 stesso non ha forse pianto davanti al sepolcro dell&#8217;amico Lazzaro? E se Ges\u00f9 ha pianto per la morte di una amico, come non ci rattristeremo noi per la morte di un amico o di un congiunto, noi che non abbiamo neppure la millesima parte della forza morale di Lui! Ma da qui a ribellarci alla morte; da qui a sentirci defraudati da un destino ingiusto, ce ne corre. Nel caso di un bambino, poi, \u00e8 certo che tornare al Cielo dopo pochi anni di vita non \u00e8, per lui, un cattivo affare: quante cose brutte, quanti dolori e incomprensioni, quante amarezze e umiliazioni gli verranno risparmiati! E tuttavia, \u00e8 giusto che i suoi genitori soffrano: se cos\u00ec non fosse, non mostrerebbero neppure di avergli voluto bene. Per\u00f2 ribadiamo il concetto: chi si ribella alla morte, o al dolore, o alla malattia, mostra di essere pi\u00f9 attaccato alla terra che al Cielo: il che significa non aver compreso quali sono le cose che passano e quali le cose eterne.<\/p>\n<p>Infine il tempo. Il tempo \u00e8 un mistero: ogni volta che cerchiamo di afferrarlo, ci sfugge: o \u00e8 gi\u00e0 passato o non \u00e8 ancora. Alcuni credono di aver risolto il problema aggrappandosi alla filosofia dell&#8217;<em>hic et nunc<\/em>, qui e ora: come se nell&#8217;atto stesso di dire &quot;ora&quot; noi non stessimo gi\u00e0 parlando di un istante che appartiene al passato, che ci \u00e8 sfuggito come sabbia fra le dita. E anche dire &quot;qui&quot; non ha molto senso, a ben guardare: qui, dove? Anche lo spazio, come il tempo, \u00e8 nelle mani di Dio; ma in senso umano non \u00e8 un solido fondamento sul quale costruire le nostre certezze. Non sappiamo neppure cosa sar\u00e0 di noi fra ventiquattro ore, come possiamo dire dove ci porteranno le circostanze in senso fisico? Forse le vittime di un incidente aereo avrebbero mai pensato che un punto anonimo sulla carta dell&#8217;oceano sarebbe stato il luogo dell&#8217;ultimo istante della loro vita, il luogo che avrebbe trattenuto per sempre i loro resti mortali? Eppure fra quei passeggeri, ce n&#8217;erano anche di sedentari, persone tranquille che forse avevano fatto quell&#8217;unico viaggio e che s&#8217;illudevano di dire: <em>la mia vita si svolge qui, nel mio paese; niente me ne potr\u00e0 allontanare<\/em>. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che noi non possiamo controllare nulla, n\u00e9 del tempo n\u00e9 dello spazio. Eppure il tempo ha la sua importanza. In esso c&#8217;\u00e8 il ricordo del passato, che reca con s\u00e9 una sorta d&#8217;indistinta nostalgia. Una nostalgia come d&#8217;infanzia, di pulito, di calore domestico: \u00e8 il ricordo ineffabile e inesprimibile dell&#8217;amore divino. Attingere a quel ricordo, a quel senso di pulito, di calore domestico, \u00e8 come ritrovare la strada che porta a casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sant&#8217;Agostino non \u00e8 stato solo un grande filosofo, ma anche un grande scrittore: nelle Confessioni ha saputo fondere mirabilmente il tema autobiografico, che ha come sfondo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-26310","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26310\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}