{"id":26306,"date":"2022-11-28T06:00:00","date_gmt":"2022-11-28T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/28\/la-parola-di-dio-capolavoro-di-sapienza-e-dolcezza\/"},"modified":"2022-11-28T06:00:00","modified_gmt":"2022-11-28T06:00:00","slug":"la-parola-di-dio-capolavoro-di-sapienza-e-dolcezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/28\/la-parola-di-dio-capolavoro-di-sapienza-e-dolcezza\/","title":{"rendered":"La Parola di Dio, capolavoro di sapienza e dolcezza"},"content":{"rendered":"<p>La Rivelazione \u00e8 la Parola che Dio rivolge agli uomini per farsi conoscere e per far conoscere loro la sua santa volont\u00e0: in altre parole, ci\u00f2 che chiede loro di fare e ci\u00f2 a cui chiede di attenersi, nell&#8217;attesa che giunga il tempo del suo Regno glorioso e definitivo.<\/p>\n<p>\u00c8 una parola ineffabile, una &quot;parola&quot; per modo di dire. Adoperiamo questo termine perch\u00e9 non ne esiste uno pi\u00f9 adeguato; di fatto, perch\u00e9 vi sia comunicazione, \u00e8 necessario che l&#8217;emittente e il ricevente parlino, o comunque conoscano, il medesimo linguaggio. Ma quale lingua in comune pu\u00f2 esserci fra l&#8217;uomo e Dio, fra la creatura ed il suo Creatore, la cui perfezione supera qualsiasi cosa sia umanamente immaginabile?<\/p>\n<p>E tuttavia, non bisogna scoraggiarsi troppo: Dio ha creato l&#8217;uomo a propria immagine e somiglianza; lo ha dotato di ragione e volont\u00e0; e dunque, come insegna san Tommaso d&#8217;Aquino, non solo gli ha posto in cuore il desiderio di conoscere il vero, ma gli ha anche conferito la possibilit\u00e0 di contemplarlo, e sia pure senza poterne penetrare interamente i pi\u00f9 reconditi misteri. Sarebbe illogico e assurdo, e non degno della maest\u00e0 divina, supporre che Dio, avendo creato l&#8217;uomo con il desiderio connaturato del vero, di fatto gli abbia reso impossibile contemplarlo; o, peggio ancora, che abbia voluto svelargli la Verit\u00e0, ma in una maniera tale che a lui debba restare per sempre fatalmente incomprensibile.<\/p>\n<p>Esiste quindi un rapporto ordinato e proporzionato fra la realt\u00e0 creata e l&#8217;intelligibile: le facolt\u00e0 dell&#8217;intelletto sono disposte in modo da poter afferrare il principio di realt\u00e0, partendo dalle percezioni sensibili. Ci\u00f2 non significa che la mente &quot;afferra&quot; le cose; le cose sono quelle che sono, e non fanno parte della mente; la mente per\u00f2 pu\u00f2 averne cognizione mediante il riconoscimento sensibile e, successivamente, mediante la concettualizzazione degli universali. Ci\u00f2 significa che l&#8217;oggetto della conoscenza intellettuale non \u00e8 propriamente l&#8217;oggetto materiale cos\u00ec come si presenta esternamente, ma cos\u00ec come viene &quot;colto&quot;, cio\u00e8 come viene percepito e concettualizzato: pertanto \u00e8 la mente che, in un certo senso, si adegua all&#8217;oggetto, e non l&#8217;oggetto che si adegua alla mente (come lo potrebbe? l&#8217;oggetto \u00e8 passivo, la mente \u00e8 attiva): l&#8217;espressione <em>adaequatio rei et intellectus<\/em> significa che la cosa e l&#8217;intelletto si &quot;incontrano&quot; in una sorta di punto mediano, su un &quot;terreno neutro&quot; che non appartiene n\u00e9 all&#8217;una, n\u00e9 all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ebbene, la stessa cosa accade per la Rivelazione divina. La quale si articola in due fasi: ordinaria e straordinaria. La Rivelazione ordinaria \u00e8 quella che si rivolge ai sensi e alla ragione naturale e guida quest&#8217;ultima all&#8217;intuizione, per analogia, delle verit\u00e0 eterne e invisibili. Quando san Paolo, in Rom, 1, 18-23, dichiara:<\/p>\n<p><em>18\u00a0In realt\u00e0 l&#8217;ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empiet\u00e0 e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verit\u00e0 nell&#8217;ingiustizia,\u00a019<strong>\u00a0<\/strong>poich\u00e9 ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato<strong>.\u00a0<\/strong>20<\/em>\u00a0<em>Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l&#8217;intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit\u00e0;\u00a021<strong>\u00a0<\/strong>essi sono dunque inescusabili, perch\u00e9, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria n\u00e9 gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si \u00e8 ottenebrata la loro mente ottusa.\u00a022\u00a0Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti\u00a023<strong>\u00a0<\/strong>e hanno cambiato la gloria dell&#8217;incorruttibile Dio con l&#8217;immagine e la figura dell&#8217;uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili,<\/em><\/p>\n<p>intende dire che la ragione naturale \u00e8 capace, partendo da ci\u00f2 che mostrano i sensi, di risalire all&#8217;idea di un Dio unico, spirituale, infinitamente buono e degno di essere amato e adorato: di risalire, cio\u00e8, come dicono i filosofi, dalle cause seconde alla causa prima. Ma la Rivelazione vera e completa \u00e8 quella ch avviene per mezzo della grazia, che apre i cuori ad un modo nuovo di essere e che permette alla ragione naturale di venire attraversata miracolosamente da un raggio della verit\u00e0 soprannaturale. Ed \u00e8 certo che, dopo che gli Apostoli furono personalmente guardati e chiamati da Ges\u00f9, la loro vita non fu pi\u00f9 la stessa, anche se qualcosa dell&#8217;uomo vecchio continu\u00f2 a sopravvivere in loro (si pensi alle meschine discussioni per sapere chi sarebbe stato seduto alla destra e chi alla sinistra del Risorto), almeno fino all&#8217;effusione dello Spirito Santo, con la Pentecoste. Nel caso di san Paolo, questi venne addirittura chiamato a viva forza, gettato gi\u00f9 di sella e reso cieco per alcuni giorni: si direbbe che la chiamata sia tanto pi\u00f9 energica e radicale quanto pi\u00f9 \u00e8 delicato e importante il compito che Dio intende affidare, e quanto pi\u00f9 a fondo e senza compromessi Egli vuol fare di noi un uomo nuovo.<\/p>\n<p>Naturalmente, noi non possiamo udire fisicamente la parola di Dio, cos\u00ec come non possiamo materialmente <em>vederlo<\/em>, perch\u00e9 i nostri sensi non sono in grado di vedere un puro spirito, n\u00e9 la nostra ragione di udirne le precise parole. Siamo tuttavia in grado di afferrare che si tratta di un discorso di amore, fatto per il nostro bene, e di capirne quel tanto che basta a ritrarne l&#8217;essenziale. Nel corso dell&#8217;Antico Testamento, il Signore Iddio si \u00e8 rivolto ai Patriarchi e ai Profeti, affinch\u00e9 questi trasmettessero i suoi messaggi a tutto il popolo, e ci\u00f2 con una chiarezza mano a mano crescente, fino a proibire i sacrifici umani (vedi l&#8217;episodio di Abramo e Isacco) e l&#8217;adorazione degli idoli (vedi l&#8217;episodio del vitello d&#8217;oro). Invece nel Nuovo Testamento, che ricapitola e oltrepassa l&#8217;antica Legge, il Verbo incarnato, pur circondandosi di Apostoli ai quali rivela pi\u00f9 cose che agli altri, si rivolge direttamente alle folle, comprese le donne, i fanciulli e gli stranieri, nonch\u00e9 i pubblici peccatori. E lo fa non soltanto con parole e con segni di potenza (esorcismi, guarigioni miracolose, la tempesta sedata) ma anche e soprattutto con l&#8217;esempio della Sua vita, con l&#8217;assoluta docilit\u00e0 al Volere divino e con la fedelt\u00e0 ad esso fino alla morte sulla croce, rifiutando sino all&#8217;ultimo (come aveva fatto all&#8217;inizio della sua vita pubblica, tentato dal diavolo nel deserto) di venir meno alla sua missione: di barattare un vantaggio personale e materiale con ci\u00f2 che il Padre gli ha comandato di fare, costi quello che costi, fino alla pi\u00f9 dolorosa e oltraggiosa delle pubbliche esecuzioni, quella riservata ai peggiori criminali: e ci\u00f2 sotto gli sguardi ironici e beffardi dei suoi implacabili nemici, gli scribi e i farisei.<\/p>\n<p>Vogliamo qui citare una bella pagina di Paolo Glorieux tratta da un suo volume, oggi purtroppo quasi introvabile, come tanti, troppi testi della buona teologia pre-conciliare, lasciati a ricoprirsi di povere in qualche scaffale o, peggio, mandati al macero o venduti all&#8217;ingrosso a qualche robivecchi, ma che vanno ricordati con gratitudine perch\u00e9 su di essi \u00e8 formata una generazione di seminaristi che poi ha costruito degnamente la propria vocazione sacerdotale, <em>Introduzione allo studio del dogma<\/em>, Alba, Edizioni Paoline, 1951, pp. 30-33):<\/p>\n<p><em>Ogni parola di Dio \u00e8 una CONFIDENZA perch\u00e9 procede da un atto di pura bont\u00e0. La Rivelazione \u00e8 eminentemente gratuita. Sia che ci manifesti la natura di Dio sia che ci riveli i suoi disegni sul mondo, essa ha sempre qualcosa di Dio, dei suoi pensieri, delle sue intenzioni. \u00abCome nessuno conosce gli intimi sentimenti dell&#8217;uomo, al di fuori dell&#8217;anima che abita nell&#8217;uomo stesso, cos\u00ec nessuno conosce le cose divine, all&#8217;infuori dello Spirito si Dio\u00bb (1 Cor 2,11). ogni parola che viene da Dio svela, rivela nel senso etimologico della parola. Con questa manifestazione Dio invita l&#8217;uomo alla sua comunione, ad entrare nei suoi pensieri, nella sua intimit\u00e0. Perci\u00f2 l&#8217;oggetto materiale della fede \u00e8 radicalmente diverso dall&#8217;oggetto del ragionamento. Esso implica sempre il gesto personale e spontaneo (che la dimostrazione razionale non fornir\u00e0 mai) di Dio, che si china per parlare. Vi \u00e8 assai pi\u00f9 che l&#8217;enunciazione di un giudizio, vi \u00e8 un giudizio in quanto pronunciato da Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>La parola di Dio \u00e8 VIVENTE. Vivente per la sua origine e per il suo scopo poich\u00e9 viene da una persona vivente e amante. Non \u00e8 una formula impersonale e algebrica o un enunciato scientifico, , ma \u00e8 piena d&#8217;intenzioni salvifiche., ch\u00e9 Dio si rivolge, parlando, a uomini suoi figli per condurli a S\u00e9. Non insegna loro come va il mondo, ma dove va, n\u00e9 intende soddisfare le loro vane curiosit\u00e0, i loro futili capricci; ma cerca di orientare e permeare la loro vita. La parola di Dio, tutte le sue parole, sono gravide di conseguenze: manifestano il senso divino del mondo e ci\u00f2 che Dio aspetta da noi.<\/em><\/p>\n<p><em>La parola di Dio \u00e8 PIENA DI MISTERO. Per quanto possa apparire limpida, confina sempre col mistero divino che essa racchiude in s\u00e9. Talvolta annuncia veri misteri, che l&#8217;intelligenza non pens\u00f2 mai e che, anche rivelati, non \u00e8 in grado di penetrare. Tuttavia, Tuttavia, poich\u00e9 viene da Dio, di cui rivela pensieri e giudizi, ogni parola divina s&#8217;apre su profondit\u00e0 immense (Rom 9,33ss.). C&#8217;inganniamo quando crediamo di averla esaurita o ci sforziamo di ridurla a proporzioni umane. Il senso del mistero e del rispetto dev&#8217;esser sempre vivissimo; esso rende omaggio alla inesauribile pienezza ch&#8217;\u00e8 nascosta in ogni intervento di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>La parola di Dio \u00e8 PERCETTIBILE. Malgrado la sua insondabile ricchezza, in quanto confidenza divina, essa si mette alla portata di tutti gli uomini, nel Vangelo come nell&#8217;Antico Testamento. Se non se ne pu\u00f2 esaurire il contenuto se ne pu\u00f2 almeno cogliere il senso. Il che vale anche per i profeti o per i mistici favoriti dalle pi\u00f9 sublimi rivelazioni, come S. Paolo nel suo rapimento. Ci\u00f2 che \u00e8 detto o visto \u00e8 nettamente percepito bench\u00e9 per la traduzione in linguaggio accessibile a tutti talvolta manchino le parole. Quando Do vuole che il messaggio sia trasmesso lo traduce in linguaggio umano, spesso assai umile, immaginoso, talora pieno di antropomorfismi,.Son concessioni fatte alla debolezza degli uditori e dei destinatari. Concessioni di forma, ma anche di sostanza che pur conserva tutta la sua purezza. Certo, nell&#8217;interpretazione di queste parole divine, appena siano mutate le circostanze in cui furono dette, bisogner\u00e0 fare uno sforzo. Occorrer\u00e0 tener conto del contesto storico, del genere letterario, ecc. \u00e8 il destino di ogni parola che s&#8217;incarna nel tempo: ma nella sua sostanza la parola divina trascende il tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>La parola di Dio \u00e8 AMABILE: \u00e8 buona, dolce, amabile perch\u00e9 viene da una persona che ama, perch\u00e9 detta con intenzioni benefiche, perch\u00e9 ci\u00f2 che essa annunzia merita di essere amato. Ma anche perch\u00e9 \u00e8 capace di piacere., d&#8217;essere gustata, d&#8217;essere apprezzata dall&#8217;uomo. Ogni parola divina traduce qualcosa di Dio, dona un po&#8217; il suo pensiero e il suo amore. L&#8217;uomo in tutto il suo essere \u00e8 ordinato a Dio, fatto per lui, e quindi in qualche modo capace di lui. \u00c8 impossibile, eccetto in caso di peccato, che questi due movimenti non si incontrino. La parola di Dio risponde si pensieri e ai pensieri pi\u00f9 profondi dell&#8217;uomo, non gli \u00e8 eterogenea, estranea, inassimilabile. Ben presentata lo soddisfa e gli torna amabile. Il metodo o l&#8217;apologetica d&#8217;immanenza, quando sia scevro delle deformazioni o degli abusi impostigli dal modernismo, richiama questa realt\u00e0 d&#8217;ordine ontologico e psicologico. E ricorda al sacerdote la cura estrema che deve avere per degnamente presentare la parola divina che gli \u00e8 affidata.<\/em><\/p>\n<p><em>La parola di Dio \u00e8 DEGNA DI FEDE; La testimonianza del Signore \u00e8 fedele (Salmo 18,8). Questa parola del Salmo va presa in tutte le sue accezioni: degna di fede e stabile, fedele alle sue promesse. Dio pu\u00f2 annunciare verit\u00e0, formulare giudizi, fare promesse o anche minacce, in ogni caso la sua parola si impone e non si pu\u00f2 n\u00e9 discutere n\u00e9 mettere in dubbio. \u00c8 eminentemente vera poich\u00e9 proviene da colui che sa, che vede, che fa la verit\u00e0. Ogni ragionamento, ad pretesa evidenza deve cedere dinanzi ad un&#8217;affermazione divina autentica, e la testimonianza di Dio dev&#8217;essere ricevuta per se stessa. Non abbisogna di garanzie come quelle che si esigono da un testimonio umano suscettibile d&#8217;inganno. \u00abSe accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di dio \u00e8 superiore\u00bb (1 Giov 5,9). La parola di Dio fa autorit\u00e0 e la certezza che conferisce \u00e8 di un ordine unico. Lo stesso \u00e8 delle sue promesse che impegnano la sua veracit\u00e0 e la sua potenza ambedue ugualmente sicure. Un impegno preso da Dio e manifestato \u00e8 la cosa pi\u00f9 stabile che si possa pensare: \u00abil cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno\u00bb (Mt 24,35). La fede di un Abramo \u00abChe sper\u00f2 contro ogni umana speranza\u00bb (Rom 4,18) \u00e8 nelle logica di questa dottrina. La parola di Dio \u00e8 la roccia sulla quale si pu\u00f2 costruire e per essa si pu\u00f2 rischiare la vita (Giob. 13,15). Al di sopra delle impressioni, dei ragionamenti, delle vicende, la parola divina \u00e8, nella corrente fluttuante della vita, il solo punto di riferimento sicuro e fermo (Salmo 118, 115). Essa \u00e8 luce, certezza e pace.<\/em><\/p>\n<p>Ed \u00e8 con questo spirito che bisogna accostarsi alla Rivelazione divina, non solo nella lettura delle Sacre Scritture, ma anche nella preghiera e nelle assidua meditazione dei misteri divini, quali ad esempio ci vengono proposti dl Santo Rosario o nella estatica contemplazione di un&#8217;immagine sacra.<\/p>\n<p>I teologi d&#8217;indirizzo modernista, attraverso la &quot;scoperta&quot; del metodo storico-critico, e in ritardo, come sempre, sul loro discutibile modello, il protestantesimo liberale, si divertono e si sbizzarriscono a sezionare, tagliuzzare, scorporare, ricomporre, e naturalmente allegorizzare, i testi, secondo una serie di tecniche e di schemi che ormai utilizzano con la disinvoltura di autentici prestigiatori. Hanno scoperto che nella letteratura biblica vi sono dei sotto-generi, i quali si servono volentieri di espressioni formulari pressoch\u00e9 costanti, e ne deducono che tutto ci\u00f2 che \u00e8 contenuto nei quattro Vangeli canonici deve essere passato al pettine implacabile delle loro verifiche filologiche. E la loro ottusit\u00e0 li spinge a regolarsi come se non fossimo pi\u00f9 in presenza di quattro racconti vivi, scritti per convincere da uomini che si erano profondamente convinti, e che perci\u00f2 non usavano la minima astuzia letteraria, al punto la lasciare intatte apparenti contraddizioni di un certo peso (l&#8217;Ascensione avvenne in Galilea o in Giudea?), ma di una congerie di racconti &quot;mitici&quot;, di carattere edificante ma immaginoso, staccati e giustapposti, che \u00e8 facilissimo smontare, una volta che ne sia stata compresa la &quot;chiave&quot; redazionale che siano stati debitamente collocati in un generico contesto di attese messianiche.<\/p>\n<p>In tal modo viene a mancare la condizione fondamentale affinch\u00e9 la Parola divina possa trasformarsi in Rivelazione: l&#8217;umilt\u00e0 e l&#8217;ascolto devoto da parte dell&#8217;uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Rivelazione \u00e8 la Parola che Dio rivolge agli uomini per farsi conoscere e per far conoscere loro la sua santa volont\u00e0: in altre parole, ci\u00f2<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,239,263],"class_list":["post-26306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-san-paolo","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26306"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26306\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}