{"id":26305,"date":"2016-09-26T04:23:00","date_gmt":"2016-09-26T04:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/26\/lerrore-non-e-nellintelletto-ma-nella-volonta-e-ora-la-neochiesa-neghera-la-divinita-di-cristo\/"},"modified":"2016-09-26T04:23:00","modified_gmt":"2016-09-26T04:23:00","slug":"lerrore-non-e-nellintelletto-ma-nella-volonta-e-ora-la-neochiesa-neghera-la-divinita-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/26\/lerrore-non-e-nellintelletto-ma-nella-volonta-e-ora-la-neochiesa-neghera-la-divinita-di-cristo\/","title":{"rendered":"L\u2019errore non \u00e8 nell\u2019intelletto, ma nella volont\u00e0: e ora la Neochiesa negher\u00e0 la divinit\u00e0 di Cristo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;errore non \u00e8 nell&#8217;intelletto, ma nella volont\u00e0: questo \u00e8 il punto centrale della filosofia, e, quindi, anche della teologia. Non si sbaglia perch\u00e9 si scambia per vera una cosa falsa, ma si sbaglia perch\u00e9 si dichiara vero ci\u00f2 che \u00e8 incerto, o perch\u00e9 si nega la verit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 vero.<\/p>\n<p>L&#8217;errore non \u00e8 possibile fino a quando l&#8217;intelletto rimane nell&#8217;ambito delle sue competenze, ossia nell&#8217;ambito della ragione naturale, e rispetta la sana maniera di ragionare, procedendo da una certezza ad un&#8217;altra certezza, da una verit\u00e0 ad un&#8217;altra verit\u00e0, rispettando il principio di non contraddizione; e, a maggior ragione, allorch\u00e9 si rimette alla verit\u00e0 soprannaturale divinamente rivelata. Quando, per\u00f2, l&#8217;intelletto, per motivi d&#8217;interesse, o di superbia, o di vanit\u00e0, pretende di trasgredire alle regole della sana ragione naturale, traendo, ad esempio, da determinate premesse, delle conclusioni assai pi\u00f9 ampie sul piano logico, allora cade nell&#8217;errore. Non esistono, pertanto, errori filosofici, che siano, propriamente parlando, degli errori concettuali: gli errori sono tutti della volont\u00e0, ossia sono tutti dovuti ad una alterazione del sano ragionamento logico da parte di una volont\u00e0 presuntuosa, o interessata, o perversa. Quest&#8217;ultimo, come ben si capisce, \u00e8 il caso pi\u00f9 grave: vedere la verit\u00e0 e negarla. \u00c8 il caso pi\u00f9 grave anche in teologia e nella morale: equivale al peccato contro lo Spirito, che &#8212; sono parole di Ges\u00f9 stesso &#8212; non verr\u00e0 perdonato.<\/p>\n<p>Ora, la caratteristica essenziale della Neochiesa, proliferata a partire dal Concilio Vaticano II, \u00e8 appunto la sovversione della verit\u00e0: o per presunzione intellettuale, o per interesse &#8212; voler cambiare la Chiesa &#8211;, o per la perversa intenzione di stravolgere e contraddire la Verit\u00e0. Le cose sono gi\u00e0 arrivate molto avanti su questa strada. Vi sono gi\u00e0 dei sacerdoti, i quali, nelle loro chiese, hanno fatto togliere i confessionali, affermando che &#8212; e qui citano, immancabilmente, papa Francesco &#8212; \u00e8 venuto il tempo della misericordia, e dove c&#8217;\u00e8 la misericordia, non pu\u00f2 esservi pi\u00f9 la condanna, e tanto meno l&#8217;Inferno; dunque, non c&#8217;\u00e8 nemmeno pi\u00f9 bisogno del sacramento della confessione. E vi sono gi\u00e0 dei sedicenti teologi (nonch\u00e9 porporati), come il cardinale Walter Kasper, che non credono nel sacramento dell&#8217;Eucarestia, e che non parlano mai della divinit\u00e0 di Ges\u00f9, perch\u00e9 non credono neppure in quella. Certo, cos\u00ec facendo, stanno scardinando i dogmi essenziali della religione cattolica; ma che importa? Vanno sempre pi\u00f9 d&#8217;accordo con i protestanti; sono sempre pi\u00f9 apprezzati dai luterani; e, soprattutto, piacciono sempre di pi\u00f9 al partito massonico, dentro e fuori la Chiesa &#8212; perch\u00e9 la Massoneria si \u00e8 da tempo insediata dentro la Chiesa, e chi non ha capito questo, non ha capito nulla &#8212; e ai nemici dichiarati e non dichiarati del cristianesimo. C&#8217;\u00e8 solo un piccolo dettaglio: che i dogmi del cattolicesimo non sono teologia, ossia frutto di scienza umana; sono degli assoluti, in quanto divina Rivelazione. Pertanto, chi ardisce scardinare un dogma, sta commettendo precisamente quel peccato contro lo Spirito, di cui parlava Cristo.<\/p>\n<p>E non basta. Vi \u00e8 un nutrito drappello di pastori e di teologi, da Enzo Bianchi a Gianfranco Ravasi, dal defunto (ma idealmente ancora presente) Carlo Maria Martini a Vincenzo Paglia &#8212; di un Vito Mancuso, meglio non dir nulla &#8212; che sta portando avanti precisamente queste posizioni, prima fra tutte la revoca in dubbio della divinit\u00e0 di Ges\u00f9, e, pi\u00f9 in generale, la tesi secondo cui la vera fede cristiana consisterebbe nel dubitare sempre di tutto, il che \u00e8 uno sproposito logico prima ancora di essere una affermazione eretica ed apostatica. Tutti costoro sono abbastanza furbi da non fare mai delle affermazioni troppo nette, radicali, definitive: dicono e non dicono, affermano e negano, parlano della verit\u00e0 <em>in situazione<\/em>, ossia della verit\u00e0 in termini relativistici. Sono abili: sgusciano come anguille; difficile beccarli in flagrante. Insinuano, suggeriscono, evocano; scagliano il sasso e poi nascondono la mano. Il loro modo di procedere \u00e8 stato bene esemplificato dalla quadriennale disputa fra il falso monaco Enzo Bianchi e il filosofo (e prete autentico) Antonio Livi: quando si crede di averli colti in contraddizione, se la cavano dicendo che parlavano di quella data cosa &quot;in un certo senso&quot;, &quot;per un certo aspetto&quot;, e non in senso assoluto.<\/p>\n<p>La divinit\u00e0 di Cristo, appunto. Prima essi dicono che Ges\u00f9 era un uomo, un pover&#8217;uomo, che non sapeva affatto quali fossero i piani di Dio; poi, posti davanti alla precisa domanda: <em>Ma Egli, dunque, non era il Figlio, la seconda persona della Trinit\u00e0?<\/em>, rispondono: <em>Ma certo, lo diciamo sempre recitando il &quot;Credo&quot;!<\/em> Quasi che il <em>Credo<\/em> fosse una specie di filastrocca buona per quando si va a Messa; ma poi, quando si parla fuori della chiesa, quando si parla teologicamente di Ges\u00f9, si ricomincia daccapo a sminuire la sua divinit\u00e0. Non che la si neghi apertamente, intendiamoci. Vi \u00e8 una maniera perfida di capovolgere la verit\u00e0, che consiste nel dire e nel ripetere quella parte di verit\u00e0 che risulta conforme ai nostri interessi, ai nostri obiettivi, alle nostre preferenze; e nel tacere quell&#8217;altra parte della verit\u00e0, o quelle parti, che non collimano con tali scopi e con tali gusti personali. Ora, la divinit\u00e0 di Cristo non \u00e8 una questione sulla quale siano possibili, in una prospettiva autenticamente cristiana, opinioni diverse: al contrario, \u00e8 la questione assolutamente centrale. Se Cristo non \u00e8 il Figlio di Dio, e Dio lui stesso; se, di conseguenza, non \u00e8 risuscitato dalla morte, allora, come dice san Paolo, la fede dei cristiani poggia sul nulla, e la loro speranza \u00e8 vana. Sembra di essere tornati ai tempi dell&#8217;arianesimo; e, come allora, mentre l&#8217;eresia avanza strisciando e ammantandosi di apparente ortodossia, gran parte della gerarchia ecclesiastica tace, e sono quasi pi\u00f9 i laici ad insorgere e a protestare per l&#8217;enormit\u00e0 dello scandalo.<\/p>\n<p>Non passer\u00e0 ancora molto tempo, e parecchi di questi falsi pastori e di questi sedicenti teologi finiranno per gettare la maschera e per proclamare apertamente che Ges\u00f9 \u00e8 stato solo un uomo, un predicatore, un profeta, un taumaturgo; che \u00e8 venuto ad insegnare una serie di esortazioni morali, come avrebbe potuto fare qualsiasi altro uomo saggio del suo tempo, o di qualunque tempo; che egli non \u00e8 la Via, la Verit\u00e0 e la Vita, ma una delle tante vie che conducono alla verit\u00e0, cos\u00ec come ci sono le vie tracciate dal giudaismo, dall&#8217;islamismo, dal buddismo. Si va verso un sincretismo religioso nel quale tutte le religioni risulteranno vere, o parzialmente vere, e nessuna sar\u00e0 sbagliata del tutto, nessuna sar\u00e0 falsa; e pare che molti esponenti della gerarchia cattolica, papa compreso, si muovano da tempo in questa direzione. Essi dicono che c&#8217;\u00e8 bisogno di dialogo: strano; noi, modestamente, avevamo sempre creduto che ci sia bisogno della verit\u00e0. La parola &quot;dialogo&quot;, nel Vangelo, Crediamo non ci sia neppure. Ges\u00f9 non \u00e8 venuto a &quot;dialogare&quot;, e non ha mandato i suoi discepoli a &quot;dialogare&quot;: \u00e8 venuto ad insegnare, e ha mandato i suoi discepoli ad insegnare, in suo nome, quello che aveva detto e fatto lui. Ges\u00f9 parlava con tutti, ma non &quot;dialogava&quot;: non poneva tutte le verit\u00e0 umane sullo stesso piano indifferenziato; il suo scopo era di riportare le anime a Dio, cio\u00e8 alla salvezza eterna, combattendo l&#8217;errore, il peccato, la commistione di sacro e profano. Ges\u00f9 non era un relativista, n\u00e9 un maestro di relativismo; e chi tentasse d&#8217;insinuarlo, starebbe delirando, o, peggio, starebbe cercando, intenzionalmente, e quindi scelleratamente, di adulterare la verit\u00e0 del Vangelo, per ridurla alla misura delle sue preferenze e dei suoi scopi.<\/p>\n<p>I teologi modernisti e i vescovi e sacerdoti progressisti non parlano pi\u00f9 del Giudizio, dell&#8217;Inferno e del Paradisio; non parlano pi\u00f9 della vita eterna; non parlano pi\u00f9 del bene e del male, del peccato e della grazia; e di che cosa parlano dunque? Parlano molto, moltissimo, dell&#8217;amicizia di Dio per l&#8217;uomo, della sua misericordia, del suo perdono; non specificano di quale Dio si tratti; semmai, come ha fatto papa Francesco, si compiacciano di sottolineare che &quot;Dio non \u00e8 cattolico&quot;. Pare, da qualche anno a questa parte, che i cattolici si debbano un poco vergognare di essere cattolici: non hanno compreso la bellezza di una fede aperta, senza frontiere, senza barriere ideologiche, senza dogmi, e, soprattutto, senza peccato n\u00e9 peccatori. Se almeno fossero di mente un po&#8217; meno ristretta; se fossero un po&#8217; pi\u00f9 simili ai protestanti, che dialogano senza paura anche coi non credenti, oltre che coi seguaci delle altre religioni, tutti insieme appassionatamente e tutti egualmente ispirati dallo Spirito di Dio. Strano: avevamo capito, leggendo il Vangelo, che lo Spirito Santo viene a consolare e a rafforzare la fede in Ges\u00f9 Cristo, non a benedire in misura imparziale tutte le fedi, tutte le credenze e tutte le divinit\u00e0, comprese quelle laiche. Forse abbiamo capito male.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rende estremamente pericolose le tesi sostenute a questi falsi pastori e da questi sedicenti teologi, \u00e8 che essi godono, ormai, del sostegno dichiarato di gran parte della stampa cattolica, oltre che di buona parte della gerarchia. Pervasi dal modo di ragionare del mondo, essi pensano, molto democraticamente, che la verit\u00e0 sia una questione di numeri, e precisamente di maggioranza: chi ha la maggioranza, ha la verit\u00e0. Le cose non stanno cos\u00ec, ma essi fingono di crederlo. Si prenda il caso della gi\u00e0 citata disputa fra Enzo Bianchi e Antonio Livi: il quotidiano <em>L&#8217;Avvenire<\/em> prese posizione per Bianchi e condann\u00f2 Livi, anche se, con tutta evidenza, avrebbe dovuto fare il contrario. Avrebbe dovuto fare il contrario, vogliamo dire, se fosse stato un giornale cattolico; ma esso, da tempo, di cattolico ha soltanto l&#8217;apparenza. E quel che abbiamo detto per <em>L&#8217;Avvenir<\/em>e, vale per quasi tutti gli altri maggiori periodici cattolici, a cominciare dal settimanale <em>Famiglia Cristiana<\/em>: con l&#8217;aggravante di una continua propensione a impicciarsi di politica attiva, il che rappresenta un&#8217;altra grossa infedelt\u00e0 al Vangelo di Ges\u00f9. Quelli come Enzo Bianchi e come Marco Tarquinio hanno sempre la verit\u00e0 in tasca: impossibile cogliere in essi una traccia di autentica umilt\u00e0; nel caso di Bianchi, c&#8217;\u00e8 anche la presunzione rancorosa. I cattolici progressisti hanno sempre la misericordia e il perdono sulla bocca, ma, guarda caso, la loro misericordia e il loro perdono si rivolgono sempre re soltanto agli &quot;altri&quot;: ai non credenti, ai peccatori, ai nemici della Chiesa, agli islamici, ai profughi veri e falsi: mai ai loro fratelli cattolici che essi considerano, con il massimo disprezzo, dei &quot;tradizionalisti&quot; e dei &quot;conservatori&quot;.<\/p>\n<p>Un altro fattore di oggettiva debolezza per la Chiesa \u00e8 la rinuncia, <em>de facto<\/em> e, spesso, anche in via di principio, alla evangelizzazione. Tutto \u00e8 partito dagli Ebrei: a un dato momento, qualcuno ha deciso, nella Chiesa cattolica, che la pretesa di convertire i Giudei era un intollerabile residuo del passato e che, fino a quando non fosse stata ritirata, sarebbe stato impossibile avviare un costruttivo dialogo con essi (&quot;dialogo&quot; \u00e8 la parola <em>passe-partout<\/em> dei progressisti: adoperandola, in un modo o nell&#8217;altro, si riesce a scardinare praticamente qualsiasi dogma cattolico, cio\u00e8 la Verit\u00e0 stessa). Cos\u00ec, la Chiesa ha ritirato la preghiera solenne per la conversione dei Giudei; ha dichiarato che i nostri &quot;fratelli maggiori&quot; non devono assolutamente essere convertiti: e questo \u00e8 stato il principio della grande apostasia. Non tutti se ne sono accorti subito; inoltre, le menti erano confuse dalle marce di Assisi, dai raduni di Assisi, dallo spirito (con la minuscola) di Assisi: spirito interreligioso, di dialogo, naturalmente, e di mutuo rispetto. Appunto: il rispetto dovuto al relativismo. Qualcuno s&#8217;immagina che Ges\u00f9 abbia dato ai suoi discepoli l&#8217;incarico di predicare il Vangelo sino ai confini del mondo, ma di non predicarlo ai Giudei? Oppure qualcuno s&#8217;immagina che San Paolo, nelle sue lettere, esorti i cristiani a non evangelizzare gli ebrei, per rispetto alla loro religione? Sarebbe stato un tradimento nei confronti del Maestro: che, oltretutto, era ebreo (come lo era san Paolo).<\/p>\n<p>Ora, se \u00e8 proibito evangelizzare i Giudei, per una malintesa forma di rispetto nei loro confronti, allora non si vede perch\u00e9 lo stesso principio non dovrebbe essere applicato anche a tutte le altre fedi religiose, e, naturalmente, anche ai non credenti. Via l&#8217;evangelizzazione, dunque. Ma l&#8217;evangelizzazione \u00e8 la ragion d&#8217;essere della Chiesa: portare ovunque il Vangelo per la salvezza delle anime. Sono parole precise di Ges\u00f9: Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato (<em>Marco<\/em>, 16, 16). Ah, gi\u00e0 stavano dimenticando: i preti progressisti e i teologi modernisti non parlano pi\u00f9 di &quot;salvezza&quot;, perch\u00e9 non parlano pi\u00f9 del peccato; di conseguenza, non parlano neppure dei Novissimi. Tutto si tiene, tutto torna. Non esiste una Verit\u00e0 assoluta; Ges\u00f9 non era Dio; Ges\u00f9 non \u00e8 presente nell&#8217;Eucarestia; Ges\u00f9 non condanna alcuno; nessuno si danna e va all&#8217;Inferno; gli uomini sono fondamentalmente buoni e, purch\u00e9 non subiscano pressioni o violenze (ma da parte di chi, se sono tutti buoni e se il Diavolo, a quanto pare, non esiste?), troveranno il modo di convivere in pace e fraternit\u00e0 e di trovare, ciascuno, la sua brava fetta di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Chiaro che, a quel punto, il cristianesimo non servir\u00e0 pi\u00f9 a niente e che tanto varr\u00e0 abolirlo del tutto, cio\u00e8 anche formalmente. Che farsene di una fede che non salva, che non illumina, che non conduce alla Verit\u00e0, che non redime, che non d\u00e0 la Grazia, che non santifica, che non socchiude nemmeno una finestra sull&#8217;eternit\u00e0? A nulla, evidentemente. Tale \u00e8 il disastro che attende la Chiesa, se lascer\u00e0 ancora spazio alle eresie neomoderniste e ai deliri progressisti. Eppure Ges\u00f9 era stato chiaro: Chi non rimane in me e io in lui, costui non servir\u00e0 a nulla: verr\u00e0 tagliato e gettato nel fuoco a bruciare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;errore non \u00e8 nell&#8217;intelletto, ma nella volont\u00e0: questo \u00e8 il punto centrale della filosofia, e, quindi, anche della teologia. 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