{"id":26301,"date":"2016-10-18T11:28:00","date_gmt":"2016-10-18T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/18\/la-grazia-senza-la-quale-luomo-e-come-morto-e-la-vita-di-dio-in-lui\/"},"modified":"2016-10-18T11:28:00","modified_gmt":"2016-10-18T11:28:00","slug":"la-grazia-senza-la-quale-luomo-e-come-morto-e-la-vita-di-dio-in-lui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/18\/la-grazia-senza-la-quale-luomo-e-come-morto-e-la-vita-di-dio-in-lui\/","title":{"rendered":"La Grazia, senza la quale l\u2019uomo \u00e8 come morto, \u00e8 la vita di Dio in lui"},"content":{"rendered":"<p><em>Ave o Maria, piena di grazia<\/em>&#8230; Di solito si pensa alla Grazia come a un dono di Dio; non \u00e8 sempre ben chiaro, per\u00f2, di che tipo di dono si tratti. Anche se adopera continuamente questa parola, ad esempio nel recitare le sue preghiere, il cristiano, sovente, ha una certa confusione in testa, riguardo al suo autentico significato; figuriamoci il non cristiano. E questo la dice lunga sull&#8217;ignoranza che caratterizza ormai il credente, sempre pi\u00f9 spesso, riguardo alle cose della sua fede; sulla decadenza dell&#8217;insegnamento della religione cattolica, tanto nei corsi parrocchiali di catechismo, quanto nell&#8217;ora settimanale prevista nella scuola pubblica; sulla insipienza e sul velleitarismo di una teologia, come quella odierna, che si sbizzarrisce nella ricerca di sempre nuovi significati nelle Scritture &#8212; beninteso, di segno sempre pi\u00f9 progressista e modernista &#8212; mentre tralascia di diffondere e approfondire i concetti basilari della Rivelazione, divenuti pressoch\u00e9 sconosciuti ed estranei alla massa dei fedeli, un po&#8217; come quel nuovo ricco che ostenta vestiti all&#8217;ultima moda e orologi costosi, ma trascura le nozioni pi\u00f9 elementari della pulizia e dell&#8217;igiene personale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poco da fare: il cristiano medio, al presente, \u00e8 povero, poverissimo: povero di cultura e di formazione religiosa; povero di conoscenze di base e degli stessi pre-requisiti delle conoscenze, come l&#8217;umilt\u00e0 intellettuale, la fiducia e l&#8217;obbedienza nei confronti del Magistero ecclesiastico, la confidenza in Dio e la disponibilit\u00e0 a lasciarsi guidare, orientare, dirigere da Lui, mediante la capacit\u00e0 di vedere e valutare ogni cosa non secondo un criterio puramente umano, cio\u00e8 secondo un principio di convenienza immediata e di comprensione esclusivamente razionale, ma secondo la misura dell&#8217;amore divino e la docilit\u00e0 nell&#8217;abbandonarsi ad esso. E di questo dobbiamo ringraziare, fra le altre cose, uno spirito &quot;umano, troppo umano&quot;, come direbbe il buon vecchio Nietzsche, che \u00e8 penetrato da tempo nel cuore della Chiesa stessa e che ha sospinto non solo i laici, ma, prima ancora e quasi pi\u00f9 di loro, i sacerdoti e i vescovi stessi, da tempo &#8212; ma non tutti, per fortuna &#8212; ad inseguire posizioni sempre pi\u00f9 avanzate, sempre pi\u00f9 audaci, sempre pi\u00f9 innovative, quasi che l&#8217;insegnamento finora impartito sia tutto da buttare, e quasi che il cristianesimo consista nel correre perennemente dietro, con la lingua penzoloni, a un non meglio specificato &quot;progresso&quot; e alla marcia incessante della modernit\u00e0, invece che nel contrapporre alla civilt\u00e0 moderna, impregnata radicalmente di materialismo, edonismo e relativismo, i valori perenni della Rivelazione, basati sulla roccia incrollabile della Scrittura e della Tradizione.<\/p>\n<p>In base a questa scellerata &quot;teologia&quot;, non di rado accompagnata da aggettivi che ne tradiscono la radice tutta umana e l&#8217;intenzionalit\u00e0 tutta progressista e niente affatto &quot;cristiana&quot; senz&#8217;altra specificazione &#8212; per esempio, la cosiddetta &quot;teologia della liberazione&quot; &#8212; bisogna che un cristiano si liberi dai &quot;complessi&quot; del passato, in particolare dal timore del giudizio di Dio e dalla paura dell&#8217;Inferno: perch\u00e9, si sa, Dio \u00e8 anzitutto misericordia; che la smetta di giudicare non solo il peccatore, ma anche il peccato, sempre per il medesimo principio, ovviamente frainteso e capovolto, quasi che Ges\u00f9 sia venuto nel mondo per approvarlo e benedirlo cos\u00ec com&#8217;esso \u00e8, e non gi\u00e0 per redimerlo, esortandolo alla conversione; e che si concentri nella vita di quaggi\u00f9, nella dimensione terrena, specialmente nell&#8217;azione sociale, onde raddrizzare le storture dell&#8217;economia, della politica, eccetera, non importa se trascurando gravemente la dimensione spirituale, dimenticando il valore della preghiera, e non tenendo in alcun conto le parole stesse del divino Maestro, che raccomanda di non anteporre l&#8217;agire alla contemplazione: <em>Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola cosa c&#8217;\u00e8 bisogno. Maria si \u00e8 scelta la parte migliore, che non le sar\u00e0 tolta<\/em> (<em>Luca,<\/em> 10, 41-42).<\/p>\n<p>Dunque: la Grazia. Possiamo definirla non come un generico &quot;dono&quot; di Dio all&#8217;uomo, ma come il dono specifico e totale di farlo partecipe della sua stessa vita, della vita divina, rendendolo cos\u00ec suo figlio adottivo, nel senso pi\u00f9 pieno della parola; ed essa pu\u00f2 manifestarsi in due forme, come Grazia santificante, donata agli uomini principalmente attraverso l&#8217;azione dei sacramenti, e come Grazia attuale, che si esprime come un intervento straordinario diretto all&#8217;uomo &#8212; ad esempio, come avvenne nella rivelazione di Ges\u00f9 Cristo a Saulo di Tarso, il futuro san Paolo, sulla via di Damasco &#8211; per suscitarne la conversione e per disporlo ad accogliere la Grazia santificante.<\/p>\n<p>Scriveva Cleto Patelli nel suo corso di religione per la Scuola media (e in quei manuali, concepiti prima dalla enorme confusione e del vero e proprio relativismo introdotti da un certo qual &quot;spirito conciliare&quot; a partire dalla fine degli anni &#8217;60 del Novecento, ancora fedeli alla sacra Tradizione e immuni da tendenze neomoderniste, si trova una dottrina teologica pi\u00f9 chiara e veritiera, per quanto semplice ed essenziale, di quella contenuta in certe astruse e &quot;troppo umane&quot; opere teologiche degli anni successivi), a proposito della Grazia (in: <em>La Scala di Giacobbe<\/em>, Torino, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, 1966, vol. II, <em>La Grazia<\/em>, pp. 2-4):<\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 alla Samaritana parla di un dono di Dio, dono eccezionale, che \u00e8 capace di portare l&#8217;uomo fino alle altezze di Dio: questo dono \u00e8 la grazia.<\/em><\/p>\n<p><em>Dio, creando l&#8217;uomo, l&#8217;aveva ornato di attributi che lo facevano signor del creato: oltre ad un&#8217;anima spirituale, gli aveva dato il dono del&#8217;immortalit\u00e0, il dono della scienza infusa, il dono dell&#8217;equilibrio delle passioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il massimo dono che Dio aveva atto all&#8217;uomo era la grazia santificante, per cui l&#8217;uomo viene innalzato alla dignit\u00e0 di figlio adottivo di Dio, fratello di Ges\u00f9 Cristo e pu\u00f2 meritare di andare a godere della visione di Dio nel Paradiso.<\/em><\/p>\n<p><em>Che cos&#8217;\u00e8 la grazia?<\/em><\/p>\n<p><em>Leggiamo cosa dice Ges\u00f9: &quot;Io sono la vera vite, e il Padre mio \u00e8 l&#8217;agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, Egli lo recide; ed ogni tralcio, che porta frutto, lo rimonda, affinch\u00e9 ne porti ancora di pi\u00f9. Voi siete gi\u00e0 mondi a motivo della parola, che vi ho detta. Rimanete in me ed io in voi. Siccome il tralcio da s\u00e9 non pu\u00f2 portare frutto, se non rimane congiunto con la vite, cos\u00ec nemmeno voi, se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, ed io in lui, produce molto frutto; perch\u00e9 senza di me, voi non potete far nulla.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi poi in me non rimane, \u00e8 gettato via come il tralcio e si dissecca, e lo raccolgono, e lo buttano nel fuoco, dove brucia&quot; (Giovanni, 15, 1-6).<\/em><\/p>\n<p><em>I tralci innestati nel tronco della vite, vivono della vita del tronco. Gli uomini, inseriti in Ges\u00f9 con la grazia, vivono della sua vita divina.<\/em><\/p>\n<p><em>La Grazia \u00e8 la vita di Dio in noi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci insegna san Pietro: &quot;Per tale mezzo (la grazia) diveniste partecipi della divina natura (2 Pietro, 1, 4); per cui possiamo chiamare l&#8217;uomo in grazia: Figlio di Dio. Non figlio della sostanza del Padre, bens\u00ec Figlio adottivo, ma sempre figlio. Avete ricevuto lo spirito di adozione filiale, per il quale esclamiamo: &quot;Abba! O Padre&quot; (Romani, 8, 15), afferma san Paolo; senza che perdiamo nulla della nostra natura umana.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;innesto, applicato sul tronco selvatico, gli comunica una forza di natura nuova, che lo fende idoneo a produrre frutti, che prima era incapace di dare; ma non gli toglie nulla della sua natura: resta l&#8217;albero di prima.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tu &#8212; insegna san Paolo ai Gentili convertiti &#8212; sei stato troncato dall&#8217;olivastro, al quale per natura appartenevi, e, contrariamente alla tua natura, sei stato innestato sopra un olivo domestico&quot; (Romani, 11, 24).<\/em><\/p>\n<p><em>Osserviamo una lampada elettrica. Dentro vi \u00e8 un filo sottile, che appena si vede. Se per\u00f2, girando l&#8217;interruttore, attraverso quel filamento facciamo passare la corrente elettrica, essa subito irraggia una luce smagliante. Una forza misteriosa ha penetrato quel filo nella sua sostanza, e lo ha reso incandescente e luminoso; ma il filamento che si \u00e8 acceso rimane sempre per sua natura un filamento opaco e quasi invisibile. Cos\u00ec anche l&#8217;uomo, investito dalla grazia, rimane sempre uomo, essere ragionevole composto di anima e di corpo; ma la sua natura, compenetrata dalla grazia, si eleva dall&#8217;ordine naturale all&#8217;ordine sopranaturale. E si trasforma in abitazione di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Afferma Ges\u00f9: &quot;Se uno mi ama, osserver\u00e0 le mie parole, e il Padre lo amer\u00e0, e noi verremo a lui, e in lui faremo dimora&quot; (Giovanni, 14, 23).<\/em><\/p>\n<p><em>La Grazia \u00e8 la dimora stabile, \u00e8 la presenza duratura di Dio nell&#8217;anima umana, diventata sua abitazione, suo tempio. &quot;Non sapete che voi siete tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio dimora in voi?&quot; (Romani, 3, 16).<\/em><\/p>\n<p>La Grazia, dunque, \u00e8 l&#8217;innesto della vita divina sul tronco della nostra condizione umana, che ci proietta verso le altezze del soprannaturale e ci fa partecipi della stessa vita di Dio, realizzando, cos\u00ec, pienamente, la nostra umanit\u00e0, secondo la bellissima ed efficacissima similitudine, fatta da Ges\u00f9 stesso, della vite e dei tralci. Questo dovrebbe essere ben chiaro al cristiano: che la vita umana, senza la Grazia, regredisce al livello della vita animale, anzi, bestiale: perch\u00e9 l&#8217;animale vive senza colpa la propria inconsapevolezza, mentre l&#8217;uomo che ignora sia la natura che il valore della Grazia, e che tralascia di cercarla con tutte le sue forze, abdica al proprio statuto ontologico di creatura razionale dotata di un&#8217;anima spirituale, e si riduce al livello dei bruti.<\/p>\n<p>Ne consegue che l&#8217;uomo, per realizzarsi autenticamente in quanto uomo, per attuare sino in fondo la propria umanit\u00e0, deve andare oltre se stesso: egli non pu\u00f2 accontentarsi di una vita vegetativa o di una vita animale; deve puntare a realizzare, nella forma pi\u00f9 consapevole e mettendo a frutto i propri talenti spirituali, la vocazione cui \u00e8 stato chiamato fin da prima di essere concepito, anzi, fin da prima della creazione del mondo: perch\u00e9 ciascuna creatura \u00e8 stata presente, nella mente di Dio, sin dall&#8217;eternit\u00e0, quando ancora il mondo non esisteva allo stato materiale, ciascuna con la propria speciale missione e ciascuna dotata di una specifica dignit\u00e0.<\/p>\n<p>I teologi (o i sedicenti teologi) progressisti e modernisti, i quali parlano e blaterano incessantemente del &quot;diritto&quot; dell&#8217;uomo alla felicit\u00e0, e sproloquiano sul fatto che Dio desidera la nostra felicit\u00e0, non sanno, letteralmente, quel che stanno dicendo: a nessuna creatura, e tanto meno all&#8217;uomo, la creatura ragionevole su tutte le altre, e la pi\u00f9 simile a Lui, Dio si \u00e8 mai sognato di promettere la felicit\u00e0, secondo il concetto che gli uomini hanno di essa; perch\u00e9 le Sue vie non sono le nostre vie, i Suoi disegni non sono i nostri disegni. Ci\u00f2 che Dio chiede all&#8217;uomo &#8212; e lo sappiamo dall&#8217;esempio di Ges\u00f9 Cristo, nonch\u00e9 dalle sue parabole e dalle sue raccomandazioni &#8212; \u00e8 di aprirsi all&#8217;azione della Grazia, di lasciarsi riempire da Lui, di lasciarsi condurre da Lui verso la piena realizzazione di se stesso, che \u00e8 altra cosa, per non dire opposta, alla &quot;realizzazione&quot; dell&#8217;uomo di cui parlano psicologi e filosofi in chiave puramente laica ed umana, e, purtroppo, sempre pi\u00f9 spesso, anche sedicenti teologi cattolici, e perfino vescovi e sacerdoti.<\/p>\n<p>La pessima dottrina, secondo cui Dio desidera per l&#8217;uomo nient&#8217;altro che la sua &quot;felicit\u00e0&quot;, nasce dalla pretesa &#8212; veramente satanica &#8212; di giustificare davanti a Dio ci\u00f2 che non viene da Dio, ossia la pretesa dell&#8217;uomo di vivere nel peccato, spacciando il peccato per una condizione &quot;naturale&quot;, che Dio stesso &#8212; suprema blasfemia &#8212; sarebbe pronto e ansioso di approvare, appunto perch\u00e9 non desidererebbe che la nostra umana felicit\u00e0. Secondo questo falso insegnamento, Dio sarebbe pronto ad approvare tutto quel che l&#8217;uomo fa e brama, solo perch\u00e9 ci\u00f2, in base a un criterio esclusivamente umano, lo renderebbe &quot;felice&quot;: Ma come potr\u00e0 mai l&#8217;uomo essere felice, se volta le spalle alla vita divina e si rotola nel fango di una condizione umana chiusa in se stessa e compiaciuta di se stessa, quasi che Dio non sia altro che un sollecito notaio, chiamato ad avallare e a legalizzare tutto ci\u00f2 che il suo cliente desidera, comprese le pi\u00f9 evidenti violazioni dell&#8217;ordine divino? Ci vengono in mente, a questo proposito, le scellerate esternazioni di certi teologi e di certi vescovi e preti, i quali non cessano di dare scandalo ai fedeli, predicando una dottrina relativista e un&#8217;etica possibilista, tutta incentrata sull&#8217;uomo &#8212; la chiamano, infatti, &quot;svolta antropologica&quot;, e se ne vantano, mentre dovrebbero, semmai, vergognarsene. Un esempio per tutti: il vescovo di Anversa, Johan Bonny, che benedice le nozze <em>gay<\/em>. Se questa \u00e8 la &quot;svolta antropologica&quot;, ha un inconfondibile sentore di zolfo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ave o Maria, piena di grazia&#8230; Di solito si pensa alla Grazia come a un dono di Dio; non \u00e8 sempre ben chiaro, per\u00f2, di che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117],"class_list":["post-26301","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26301"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26301\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}