{"id":26289,"date":"2021-09-17T01:51:00","date_gmt":"2021-09-17T01:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/17\/la-chiesa-e-stata-la-maledizione-della-storia-ditalia\/"},"modified":"2021-09-17T01:51:00","modified_gmt":"2021-09-17T01:51:00","slug":"la-chiesa-e-stata-la-maledizione-della-storia-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/17\/la-chiesa-e-stata-la-maledizione-della-storia-ditalia\/","title":{"rendered":"La Chiesa \u00e8 stata la maledizione della storia d&#8217;Italia?"},"content":{"rendered":"<p>Il ruolo svolto dalla Chiesa cattolica nella storia politica d&#8217;Italia \u00e8 uno di quegli argomenti complessi e spinosi, coi quali tuttavia \u00e8 necessario presto o tardi fare i conti, perch\u00e9 dall&#8217;opinione che si forma su di esso, e dal giudizio che ne ricava, dipende gran parte della propria concezione complessiva della vicenda nazionale italiana. Al tempo stesso, \u00e8 uno di quei temi che surriscaldano gli animi perch\u00e9 attirano immediatamente le simpatie o le antipatie ideologiche degli studiosi, sia italiani che stranieri: al punto che lo si potrebbe assumere quale campione per valutare la sincerit\u00e0 e l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di un determinato studioso e la sua capacit\u00e0 di porsi in maniera serena e obiettiva di fronte alla materia storica. A maggior ragione si tratta di un modo essenziale per il filosofo della storia, dal quale non pu\u00f2 esimersi di svolgere una riflessione: perch\u00e9 la filosofia della storia nasce dallo sforzo di trarre conclusioni e idee generali dallo studio degli uomini, delle situazioni e dei fatti concreti e non da improbabili entit\u00e0 come lo Spirito assoluto o lo Spirito del mondo, delle quali hanno cognizione solo i filosofi idealisti, come Fichte o Hegel, per la buona ragione che sono il frutto di elucubrazioni della loro mente, e dei quali i comuni mortali nulla sanno n\u00e9 possono sapere, visto che i suddetti filosofi si tengono ben strette le chiavi per entrarvi e non lasciano passare alcuno, se non alle loro (folli) condizioni.<\/p>\n<p>Fra gli studiosi stranieri, J. C. L\u00e9onard Sismonde de Sisimondi e Ferdinand Greogrovius spiccano per la severit\u00e0 del giudizio espresso nei confronti del ruolo svolto dalla Chiesa nella storia d&#8217;Italia, che essi giudicano in maniera pressoch\u00e9 totalmente negativa. Protestanti entrambi, non stupisce troppo il loro atteggiamento (che suscit\u00f2, nel caso di Sismondi, la vivace reazione di Manzoni). A loro si pu\u00f2 aggiungere Leopold von Ranke, altro storico protestante, al quale si deve l&#8217;invenzione del termine &quot;controriforma&quot;, che tanto ha pesato in senso ideologico deteriore nella valutazione del cattolicesimo tridentino. Restando nell&#8217;ambito degli studiosi italiani, il problema era stato posto, e in termini non molto dissimili, dai due massimi studiosi del Rinascimento, Francesco Guicciardini (1483-1540) e Niccol\u00f2 Machiavelli (1469-1527). Entrambi avevano svolto un ruolo attivo nelle complicate e drammatiche vicende politiche italiane durante i primi decenni del XVI secolo, l&#8217;uno al servizio della Chiesa, l&#8217;altro quale funzionario della Repubblica fiorentina; entrambi avevano assistito con sdegno impotente al declino della libert\u00e0 italiana e all&#8217;affermarsi del potere straniero, sotto la forma della monarchia spagnola; ed entrambi erano giunti alla conclusione che il cattivo genio che aveva favorito la catastrofe dell&#8217;indipendenza degli Stati italiani e la decadenza del senso civico e patriottico fra le popolazioni era stato il potere temporale della Chiesa e, pi\u00f9 in generale, il cattivo esempio morale dato agl&#8217;italiani dai costumi del clero. Guicciardini, nei suoi <em>Ricordi<\/em>, a un certo punto sbotta a dire:<\/p>\n<p><em>Tre cose, scrive, desidero vedere innanzi alla mia morte, ma dubito, ancora che vivessi molto, non ne vedere alcuna: uno vivere di repubblica bene ordinato nella citt\u00e0 nostra, Italia liberata da tutt&#8217;i barbari e liberato il mondo della tirannide di questi scellerati preti.<\/em><\/p>\n<p>Il giudizio di Machiavelli, che \u00e8 un filosofo della storia pi\u00f9 che uno storico, \u00e8 molto simile; ma si articola su due piani distinti, anche se contigui e comunicanti. Sul piano strettamente politico, egli vede nella Chiesa un fattore di corruzione morale, perch\u00e9 ritiene che essa abbia infiacchito la tempra del popolo italiano attraverso una vera e propria distorsione del Vangelo, operata dal clero allo scopo di favorire di favorire la passivit\u00e0 e l&#8217;infingardaggine delle masse e cos\u00ec poterle dominare pi\u00f9 facilmente. Sul paino storico, egli rimprovera alla Chiesa di non aver avuto forza bastante per sottomettere e unificare la Penisola, ma di non aver tollerato che altri si provasse a farlo, per timore di trovarsi sottomessa ad un potere politico vicino e incombente, preferendo semmai un potere straniero e lontano. E cita, in particolare, il caso dei Longobardi, fermati e sconfitti da Carlo Magno su richiesta di papa Adriano I, e quello dei Veneziani, contro i quali papa Giulio II chiam\u00f2 a raccolta tutte le maggiori potenze dell&#8217;Europa continentale nella Lega di Cambrai (salvo poi rendersi conto d&#8217;aver sbagliato i suoi calcoli e cercare precipitosamente di modificare la propria linea politica, avendo compreso che la vera minaccia incombeva dalla parte della Francia). D&#8217;altra parte, pi\u00f9 che un filosofo della storia in senso stretto, Machiavelli \u00e8 essenzialmente un filosofo della politica: la storia gl&#8217;interessa nella misura in cui offre strumenti per comprendere i meccanismi del potere e i pro e i contro delle varie forme di governo: repubblica, monarchia, tirannide. La religione \u00e8 da lui vista come una sottovariante della storia, e a sua volta gl&#8217;interessa nella misura in cui offre vantaggi o svantaggi dal punto di vista del governo, ossia come <em>instrumentum regni<\/em>. La sua idea \u00e8 che un popolo religioso \u00e8 pi\u00f9 sereno, pi\u00f9 felice, pi\u00f9 mansueto, il che \u00e8 un bene dal punto di vista dello Stato: e cos\u00ec sarebbe anche per la religione cristiana. Il problema, secondo lui, \u00e8 che la Chiesa ha stravolto il messaggio di Cristo e l&#8217;ha piegato ai suoi fini, accentuando nei fedeli degli atteggiamenti negativi della passivit\u00e0, della rassegnazione e della fiacchezza. \u00c8 una critica che somiglia a quella successiva tanto di Marx che di Nietzsche, a quest&#8217;ultima specialmente.<\/p>\n<p>Scrive dunque il Segretario fiorentino nel <em>Principe<\/em> (I, 12; da: <em>N. Machiavelli. Antologia e discorso storico<\/em>, a cura di Raffaello Ramat, Napoli, Edizioni Glaux, 1957, pp. 157-158):<\/p>\n<p><em>&#8230; E perch\u00e9 molti sono d&#8217;opinione che il bene essere delle citt\u00e0 d&#8217;Italia nasca dalla Chiesa romana, voglio contro a essa discorrere quelle ragioni che mi occorrono, e ne allegher\u00f2 due potentissime le quali secondo me non hanno repugnanzia [non possono essere confutate].<\/em><\/p>\n<p><em>La prima \u00e8 che per gli esempli rei di quella corte questa provincia [cio\u00e8 l&#8217;Italia] ha perduto ogni divozione e ogni religione: il che si tira dietro infiniti inconvenienti e infiniti disordini; perch\u00e9 cos\u00ec come dove \u00e8 religione si presuppone ogni bene, cos\u00ec dove quella manca si presuppone il contrario. Abbiamo dunque con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obbligo: di essere diventati sanza religione e cattivi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale \u00e8 la seconda ragione della rovina nostra: questo \u00e8 che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa. E veramente alcuna provincia non fu mai unita o felice, se la non viene tutta alla ubbidienza d&#8217;una repubblica o d&#8217;uno principe, come \u00e8 avvenuto alla Francia ed alla Spagna. Ela cagione che la Italia non sia in quel medesimo termine, n\u00e9 abbia anch&#8217;ella una repubblica o uno principe che la governi, \u00e8 solamente la Chiesa: perch\u00e9 avendovi quella abitato e tenuto imperio temporale, non \u00e8 stata s\u00ec potente n\u00e9 di tanta virt\u00f9 che l&#8217;abbia potuto occupare la tirannide d&#8217;Italia [divenire signora assoluta d&#8217;Italia] e farsene principe, e non \u00e8 stata, dall&#8217;altra parte, s\u00ec debile che per paura di non perdere il dominio delle sue cose temporali la non abbia potuto convocare uno potente che la difenda contro a quello che in Italia fusse diventato troppo potente: come si \u00e8 veduto anticamente per assai esperienze, quando mediante Carlo Magno la ne cacci\u00f2 i Longobardi che erano gi\u00e0 quasi re di tutta Italia, e quando ne&#8217; tempi nostri ella tolse la potenza a&#8217; Viniziani con l&#8217;aiuto di Francia; dipoi ne cacci\u00f2 i Franciosi con l&#8217;aiuto de&#8217; Svizzeri.<\/em><\/p>\n<p><em>Non essendo adunque stata la Chiesa potente da poter occupare la Italia, , n\u00e9 avendo permesso che un altro la occupi, \u00e8 stata cagione che la non \u00e8 potuta venire sotto uno capo, ma \u00e8 stato sotto pi\u00f9 principi e signori, da&#8217; quali \u00e8 nata tanta disunione e tanta debolezza che la si \u00e8 condotta a essere stata preda, non solamente de&#8217; barbari potenti, ma di qualunque l&#8217;assalta. Di che noi altri Italiani abbiamo obligo con la Chiesa, e non con altri.<\/em><\/p>\n<p><em>E chi volesse per esperienza certa vedere pi\u00f9 pronta la verit\u00e0, bisognerebbe che fusse di tanta potenza che mandasse ad abitare la corte romana, con l&#8217;autorit\u00e0 che l&#8217;ha in Italia, in le terre de&#8217; Svizzeri, i quali oggi sono solo popoli che vivono, e quanto alla religione e quanto agli ordini militari, secondo gli antichi; e vedrebbe che in poco tempo farebbero pi\u00f9 disordine in quella provincia i rei costumi di quella corte che qualunque altro accidente che in qualunque tempo vi potesse surgere.<\/em><\/p>\n<p>La critica di Machiavelli si articola sul piano morale e sul piano politico: consideriamo dunque separatamente i due aspetti.<\/p>\n<p>Primo aspetto: l&#8217;asserzione che a causa della Chiesa gli italiani sono divenuti senza religione, cio\u00e8 hanno perso la fede, e cattivi. \u00c8 giusta e legittima, questa critica? A nostro avviso, qui Machiavelli, che \u00e8 un temperamento aristocratico (appunto come Nietzsche, e come lui un grande ammiratore degli antichi) estende arbitrariamente le sue impressioni personali, che si riferiscono alla cerchia delle <em>\u00e9lites<\/em> dominanti, con l&#8217;insieme del popolo. Non si dimentichi che tutto il Rinascimento \u00e8 un feiomeno di <em>\u00e9lite<\/em>: \u00e8 opera di alcune decine, al massimo di alcune centinaia di uomini: principi, papi, artisti, scrittori, scienziati, filosofi e filologi. Il popolo non vi partecipa, non ne \u00e8 neppure sfiorato; del resto, un suo coinvolgimento non sarebbe gradito. E mentre tali <em>\u00e9lites<\/em> sono in buona parte <em>senza religione<\/em>, nel senso descritto da Machiavelli, non riteniamo che questa nozione si debba estendere all&#8217;insieme del popolo, formato soprattutto da contadini, poi da mercanti, per i quali la religione \u00e8 una cosa seria e quindi una cosa viva. Il XVI secolo ha prodotto una schiera di mistici e di santi, che hanno ravvivato moltissimo la fede del popolo: san Francesco da Paola (1416-1507), Angela Merici (1474-1540), san Gaetano da Thiene (1480-1547), san Girolamo Emiliani (1486-1537), san Filippo Neri (1515-1595), san Carlo Borromeo (1438-1584) san Luigi Gonzaga (1568-1591), lo stesso papa Pio V (1504-1572) e molti altri, parecchi dei quali di estrazione aristocratica. Ma il Segretario fiorentino, per la sua stessa <em>forma mentis<\/em> non presta alcuna attenzione questa vitalit\u00e0 religiosa: per lui, la Chiesa \u00e8 la tomba del vero cristianesimo. Per\u00f2 non argomenta, non dimostra, non si confronta coi fatti: il suo istintivo disprezzo per il <em>vulgo<\/em>, e specialmente per la gente di campagna, lo porta ad ignorare tali realt\u00e0, che pure formano l&#8217;ossatura della societ\u00e0 italiana. Una cosa \u00e8 certa: a quel tempo la devozione popolare era ancora molto forte e radicata, e se \u00e8 vero che la devozione popolare non attesta, di per s\u00e9, l&#8217;intimo e puro sentimento religioso di una societ\u00e0, \u00e8 altrettanto vero che si accompagna ad esso e ne costituisce la parte pi\u00f9 visibile, anche se talvolta mescolata ad elementi rozzi e perfino superstiziosi. Sarebbe tuttavia un errore ignorala o disprezzarla: la gente semplice adora Dio e venera i santi come sa e come pu\u00f2: ma Dio solo \u00e8 giudice della reale purezza e sincerit\u00e0 della sua fede; e del resto ricordiamo le parole di Ges\u00f9 (<em>Mt<\/em> 11,25-26): <em>Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. S\u00ec, o Padre: perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a Te.\u00a0<\/em>E se il sentimento religioso \u00e8 rimasto vivo tra le masse lo si deve al clero: anche qui Machiavelli ha il torto di dire <em>Chiesa<\/em> mentre sta pensando all&#8217;alto clero corrotto, intrigante e simoniaco. La sua avversione per la Chiesa lo induce perci\u00f2 a formulare un giudizio che non \u00e8 argomentato n\u00e9 giustificato; n\u00e9 potrebbe essere altrimenti, visto che della Chiesa gli sfugge completamente la natura soprannaturale, e della stessa religione (ammesso che una religione possa reggersi senza una struttura organizzata) apprezza s\u00ec la funzione spirituale, ma solo come utile supporto del potere politico.<\/p>\n<p>Secondo aspetto: la Chiesa come ostacolo decisivo alla formazione dell&#8217;unit\u00e0 nazionale. Qui \u00e8 difficile dargli torto: bene o male, la Chiesa ha creduto di poter esistere solo subordinando a s\u00e9 il potere politico, o magari accettando &#8212; con sofferenza &#8211; la propria subordinazione, mai per\u00f2 su di un piano totalmente separato dalla realt\u00e0 politica. Il che l&#8217;ha resa timorosa di dover convivere con un potere laico forte, quello di un&#8217;eventuale Italia unita (vedi le lotte furibonde contro Federico II di Svevia), mentre da se stessa non era abbastanza forte per creare lei un potere statale coincidente con l&#8217;intera Penisola; e del resto ci\u00f2 sarebbe stato in contrasto con la sua missione universale. Pertanto, \u00e8 vero che l&#8217;esistenza della Chiesa ha ostacolato oggettivamente la formazione dello stato nazionale. Ci\u00f2 riconosciuto, bisogna pur dire che molto altri fattori, non meno forti, rendevamo difficilissima un&#8217;eventuale unificazione. Mentre in Francia, in Spagna e in Inghilterra si formavano le monarchie nazionali su una base preesistente assai antica, in Italia il potere politico \u00e8 sempre stato frammentato e quando il comune si trasform\u00f2 in signoria, le signorie pi\u00f9 forti e capaci d&#8217;espandersi ulteriormente si trovarono sempre la strada sbarrata dalla coalizione di quelle pi\u00f9 deboli. Inoltre non sarebbe giusto scordare che l&#8217;esistenza del papato fece di Roma, per la seconda volta nella storia, la capitale del mondo, sia pure stavolta in senso religioso e simbolico-politico: tanto che gl&#8217;imperatori tedeschi non si sentivano tali se non venivano a farsi incoronare dal papa. E ci\u00f2 ha pure significato qualcosa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ruolo svolto dalla Chiesa cattolica nella storia politica d&#8217;Italia \u00e8 uno di quegli argomenti complessi e spinosi, coi quali tuttavia \u00e8 necessario presto o tardi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[109,141,178,209],"class_list":["post-26289","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-chiesa-cattolica","tag-filosofia","tag-italia","tag-niccolo-machiavelli"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26289"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26289\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}