{"id":26283,"date":"2022-01-20T06:41:00","date_gmt":"2022-01-20T06:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/20\/la-chiesa-ha-sempre-combattuto-la-magia-a-ragione\/"},"modified":"2022-01-20T06:41:00","modified_gmt":"2022-01-20T06:41:00","slug":"la-chiesa-ha-sempre-combattuto-la-magia-a-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/20\/la-chiesa-ha-sempre-combattuto-la-magia-a-ragione\/","title":{"rendered":"La Chiesa ha sempre combattuto la magia. A ragione"},"content":{"rendered":"<p>Da quando alcuni studiosi moderni hanno deciso di rivalutare la magia e la stregoneria, o addirittura di presentarle come una innocua sopravvivenza di antichi culti della fertilit\u00e0, e quindi a salutare la loro rinascita con la soddisfazione di chi vede recuperato all&#8217;ambiti della civilt\u00e0 moderna un fenomeno che era stato ingiustamente demonizzato, si sono letteralmente sprecate le interpretazioni di quei fenomeni in chiave buonista e progressista. Di colpo, streghe e maghi meri diventano innocenti donne e uomini perseguitato a torto, e la Chiesa cattolica viene messa sotto processo per il crimine di aver represso con la violenza una forma di libert\u00e0 dell&#8217;individuo che appartiene alla sola sfera della coscienza, e non pu\u00f2 essere soggetta al controllo di un&#8217;autorit\u00e0 esterna. Inutile dire che nessuno di tali studiosi si \u00e8 mai dato la briga di vedere se magia e stregoneria siano realmente esistite o se per caso esistano tuttora, e se si possano ricondurre ad esse pratiche criminali come il sacrificio umano o l&#8217;evocazione di entit\u00e0 diaboliche: tanto pi\u00f9 che la societ\u00e0 moderna non crede a tali entit\u00e0 e, in genere, non crede a nulla che non appartenga alla realt\u00e0 immanente e materiale; per cui le azioni della santa Inquisizione appaiono oggi non solo come efferate e sanguinarie, ma anche come irrazionali e folli.<\/p>\n<p>Scriveva, ad esempio, R\u00e9ginald Gr\u00e9goire, gi\u00e0 ordinario di Storia del Cristianesimo e di Storia medievale presso la facolt\u00e0 di Scienze politiche dell&#8217;Universit\u00e0 di Urbino nel saggio Cristianesimo e pratiche magiche lungo la storia (in <em>Credere<\/em>, Edizioni del Messaggero, Padova, n. 6 del 2003, pp. 88-90):<\/p>\n<p><em>Sulla base della nozione di religione, il cristianesimo, pur riconoscendo le esperienze elle differenti culture, respinge la magia. La distinzione fra atteggiamento magico e atteggiamento religioso \u00e8 spesso incerta, trattandosi di comportamento frequentemente paralleli. Per esempio, la tradizione cristiana conosce l&#8217;uso magico delle reliquie, lo sfruttamento di santi guaritori e ausiliatori, un certo sacramentalismo &quot;ex opere operato&quot;; qualche santo esprime la sopravvivenza di divinit\u00e0 rurali, in conseguenza di un certo sincretismo motivato dall&#8217;assenza di una teologia della salvezza e della mediazione di Cristo Signore. Il criterio di distinzione consiste nell&#8217;intenzione e nell&#8217;orientamento mentale di chi vi ricorre, indipendentemente da ogni definizione teologica e filosofica, sociologica ed economica. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nel cristianesimo antico e medievale la magia era considerata opera del demonio; si sospettava la presenza di forze occulte. In particolare, in epoca di persecuzioni programmate dalla cultura giuridica imperiale romana, il magistrato incolpava il martire di ricorso a tecniche magiche per affrontare il supplizio senza apparentemente soffrire, mentre il credente applicava al giudice o all&#8217;imperatore un&#8217;identit\u00e0 demoniaca. Si capisce allora perch\u00e9 Svetonio qualificava il cristianesimo con il giudizio &quot;malefica religio&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il concilio di Braga, nel 563, anatematizza chi crede nel potere demoniaco sui fenomeni atmosferici, noto con la denominazione di &quot;magia tempestaria&quot;. Questa condanna fu ripetuta dal vescovo Agobardo di Lione (840 ca.) e dal papa Gregorio VII, in una lettera inviata nel 1080 al re Haakon di Danimarca.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel Medioevo, secondo le dicerie popolari talvolta registrate dalle autorit\u00e0 civili ed ecclesiastiche, alcune donne patteggiavano con il demonio la cessione della propria anima dopo la morte, in cambio di poteri preternaturali da attuare in vita. Il fenomeno \u00e8 noto: Teofilo e Faust sono l&#8217;equivalente maschile di un comportamento femminile registrato dalla letteratura e dall&#8217;agiografia, dal teatro e dall&#8217;iconografia. Avvenivamo nei boschi dei presunti convegni notturni (&quot;sabba&quot;), ai quali queste donne giungevano asserendo di essere trasportate in volo a cavallo di una scopa o di un bastone, sotto la guida della divinit\u00e0 Holda (in Germania), di Diana o di Minerva. Il diavolo, con sembianze di caprone, guidava danze licenziose e accoppiamenti osceni. Tutto questo pu\u00f2 essere interpretato con l&#8217;espressione di un incontro tra vetero-paganesimo e culti agrari. L&#8217;inquisitore domenicano Stefano di Borbone o di Bellavilla (+1261 ca.), nella sua raccolta di esempi ad uso dei predicatori, dal titolo: &quot;Trattato di materie diverse per la predicazione&quot;, nel 1230 \u00e8 l&#8217;iniziatore e della narrazione di questi riti misteriosi; il primo processo di stregoneria fu celebrati nel 1258, e la rima condanna al rogo avvenne nel 1275. \u00c8 interessante per\u00f2 far notare che la possibilit\u00e0 di un &quot;sabba&quot; delle streghe era stata gi\u00e0 negata dalla legislazione carolingia, alla fine del sec. IX.<\/em><\/p>\n<p><em>Nei secc. XII-XIII, si accentu\u00f2 il terrore per le potenze demoniache, alle quali si attribuivamo fenomeni nervosi, isterismo ed epilessia, epidemie e altre disgrazie naturali, fino ad allora non spiegate per l&#8217;insufficienza delle conoscenze scientifiche (medicina, geologia, astronomia, ecc.) e dalla miseria sociale.<\/em><\/p>\n<p><em>I papi Alessandro IV (1254-1261) e Giovanni XXII (1316-1334) con la bolla &quot;Super illius specula&quot; (1326), estendono la nozione di eresia alle pratiche di magia e di stregoneria, affidando gli indiziati a tribunali speciali. Con la bolla &quot;Summis desiderantes affectibus&quot; (5 dicembre 1484), Innocenzo VIII istitu\u00ec l&#8217;Inquisizione per reprimere la magia e la stregoneria Questa nuova struttura ecclesia stia di indagine e di procedura penale fu affidata ai teologi domenicani e inquisitori per la Germania, Enrico Kr\u00e4mer (Institor) e Giacomo Sprenger. Insieme pubblicarono, nel 1486-87, il tristemente famoso &quot;Martello delle streghe&quot; (&quot;Malleus malefica rum&quot;), manuale di istruzione giudiziaria e di criminologia da utilizzare nei procedimenti decisi nei confronti di infelici donne (non necessariamente di cultura intellettuale limitata), dove la crudelt\u00e0 e il sadismo non ammettevano la giurisprudenza e il buon senso. Quest&#8217;opera ottenne un notevole successo editoriale ed ebbe parecchie riedizioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1599 il gesuita spagnolo Martin Del Rio diede alla stampa &quot;Disquisitionum magicarum libri sex&quot;, in cui si dimostra la convinzione ecclesiastica circa gli effetti orribili dei patti con il diavolo e la realt\u00e0 dei malefici compiuti dalle streghe.<\/em><\/p>\n<p>Tutto il brano trasuda sensi di colpa non ancora esorcizzati ed \u00e8 infarcito di luoghi comuni e interpretazioni storiche molto vicine, se non identiche, a quelle della tradizione anticattolica derivante dall&#8217;illuminismo e dal positivismo. Gli stereotipi sulla crudelt\u00e0 e il sadismo degli inquisitori si sprecano addirittura, facendo di tutta l&#8217;erba un fascio, e passando sotto silenzio il fatto che in molti casi furono proprio gli inquisitori a rimettere in libert\u00e0 delle persone che, altrimenti, sarebbero state linciate dal popolo o sarebbero state condannate a morte da un tribunale secolare. Perch\u00e9, piaccia o non piaccia &#8212; e a molti, certamente, la cosa non piace -, l&#8217;Inquisizione pu\u00f2 essere compresa solo adottando i parametri giuridici del tempo, che non permettono di vedere in essa una mostruosa novit\u00e0, ma, al contrario, un tribunale speciale che aveva sostanzialmente il compito di circoscrivere le inchieste e di limitare la giustizia sommaria, allora cos\u00ec frequente, mediante inchieste che, per gli standard dell&#8217;epoca, si possono considerare abbastanza scrupolose, e tali da lasciare all&#8217;imputato la facolt\u00e0 di salvarsi mediante una piena confessione (salvo essere consegnato al braccio secolare in caso di recidiva). Ed \u00e8 innegabile che alcune categorie di soggetti a rischio, in particolare gli ebrei ingiustamente accusati di svariati crimini di natura occulta, nel complesso ebbero nella presenza dell&#8217;Inquisizione un fattore di protezione legale piuttosto che di aggravamento della loro situazione gi\u00e0 critica: questo ormai lo ammettono tutti gli storici seri e obiettivi. L&#8217;immagine dell&#8217;inquisitore fanatico e assetato di sangue, il quale non vede l&#8217;ora di condannare al rogo il maggior numero di persone, anche senza prove o sulla base di tenuissimi indizi, nonch\u00e9 della confessione estorta con la tortura (una pratica che era comune alla giustizia secolare del tempo e non certo esclusiva della santa Inquisizione) nella maggior parte dei casi non corrisponde alla realt\u00e0. Senza negare che vi siano stati anche dei personaggi di tal genere, dai verbali in nostro possesso risulta che molti inquisitori non erano affatto inclini alla violenza indiscriminata e anzi seguivano la prassi giudiziaria con una scrupolosit\u00e0 e una moderazione che, di fatto, giocavano a favore dell&#8217;imputato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, restano due limiti particolarmente evidenti in questo modo di ricostruire il processo storico della lotta ecclesiastica contro la magia e la stregoneria. Primo, non viene evidenziato il legame ideologico fra magia ed eresia, che invece era ben presente alla mente degli uomini di Chiesa, cos\u00ec come a tutti gli uomini del tempo: infatti sia l&#8217;eretico che lo stregone erano visti come soggetti gravemente eversivi e perci\u00f2 pericolosi per la stabilit\u00e0 sociale, spirituale e morale. E questo era decisivo per una cultura, come quella medievale, che considerava la coesione sociale come il fattore principale e indispensabile per la vita comunitaria, al quale non si poteva rinunciare, n\u00e9 si poteva permettere che venisse aggredito e messo in forse da comportamenti, azioni e stili di vita che oggi, dopo la diffusione della cultura illuminista e di quella liberale, sono considerati come un sacrosanto diritto della libert\u00e0 individuale, un diritto che la societ\u00e0 deve rispettare e che la legge deve tollerare, almeno fino a che non si risolva in un&#8217;offesa vera e propria contro il sistema legislativo vigente. Insomma, l&#8217;uomo moderno \u00e8 portato a pensare che ci\u00f2 che egli crede attualmente, cio\u00e8 che ciascuno ha diritto di fare tutto ci\u00f2 che la legge non proibisce esplicitamente, sia un fatto perenne ed auto-evidente, e che chi va contro di esso, calpesta qualcosa che appartiene innegabilmente alla cultura di ogni societ\u00e0 civile; mentre l&#8217;uomo medievale non la pensava affatto in tal modo, ma, al contrario, riteneva che il buon cittadino deve astenersi non solo da ci\u00f2 che la legge espressamente vieta, ma anche da ci\u00f2 che va contro la tradizione, il senso comune e la sensibilit\u00e0 propria della societ\u00e0 nella quale egli vive. Societ\u00e0 che non esiste solo per garantire i diritti individuali, ma, all&#8217;opposto, esiste per fornire agli uomini un quadro di riferimento intellettuale, morale, religioso e pratico al quale tutti devono attenersi, perch\u00e9 il valore supremo non \u00e8 la libert\u00e0 di espressione del singolo, ma la stabilit\u00e0, la sicurezza e la pace interna del corpo sociale. E a ci\u00f2 si aggiunga, per onest\u00e0 intellettuale, che la fase pi\u00f9 oscura e della repressione attuata dalla santa Inquisizione contro la stregoneria e la magia fu quella rinascimentale e moderna, non quella medievale, vale a dire quando gi\u00e0 le idee dell&#8217;umanesimo si erano ampiamente diffuse anche tra le file del clero e perfino presso le regge dei papi: mentre la pi\u00f9 sanguinaria di tutte le inquisizioni, quella spagnola, non dipendeva dalla Chiesa, ma direttamente dalla corona spagnola, alla quale doveva rispondere in prima persona, invece che all&#8217;autorit\u00e0 pontificia.<\/p>\n<p>La seconda osservazione da fare riguarda la confusione che notiamo nell&#8217;approccio di studiosi come quello sopra citato fra il piano delle idee e quello della prassi. Una cosa \u00e8 parlare delle ragioni di principio per cui la Chiesa cattolica vedeva nella magia e nelle stregoneria un nemico che meritava di essere combattuto implacabilmente, e una cosa \u00e8 vedere come tale ostilit\u00e0 si manifestasse sul terreno dell&#8217;azione pratica, che, come abbiamo detto, non agiva nel vuoto, ma in un contesto storico ove idee analoghe erano consolidate anche nella societ\u00e0 profana (non diamo &quot;laica&quot;, perch\u00e9 sarebbe un anacronismo) ed erano ampiamente condivise dai massimi esponenti del mondo intellettuale. La Chiesa combatteva a morte la magia e la stregoneria perch\u00e9 vedeva in esse una delle vie maestre delle quali si serve il demonio per ostacolare il piano divino della Redenzione e perdere le anime: anime la cui salvezza era il fattore centrale dell&#8217;azione pastorale e il senso stesso dell&#8217;Incarnazione del Verbo, secondo la nota espressione della <em>Prima lettera di San Giovanni<\/em> (3,8): <em>Chi commette il peccato viene dal diavolo, perch\u00e9 il diavolo \u00e8 peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio \u00e8 apparso per distruggere le opere del diavolo.<\/em><\/p>\n<p>Oggi noi facciamo fatica ad assumere questa prospettiva, perch\u00e9 la Chiesa stessa, a partire dal Concilio Vaticano II, sembra aver modificato radicalmente il proprio orientamento, mettendo in cima alle sue preoccupazioni pastorali non la diffusione della sola verit\u00e0 di Cristo, finalizzata alla salvezza delle anime, ma il dialogo fra le varie culture e religioni, l&#8217;inclusione dei diversi, l&#8217;accettazione dei tutti gli stili di vita e di tutti i comportamenti, anche i pi\u00f9 difformi e i pi\u00f9 contrari alla fede cattolica e alla sua morale, e la tolleranza verso tutte le idee e tutte le azioni, magari anche il sostegno nei loro confronti, in base allo specioso ragionamento che essa non vuole vietare ad altri ci\u00f2 che essi personalmente ritengono un proprio diritto. Si veda padre David Maria Turoldo che dichiar\u00f2 pubblicamente di essere favorevole alla conferma delle leggi sul divorzio e l&#8217;aborto, pur non approvando tali pratiche come sacerdote, per un dovere di rispetto verso la libert\u00e0 altrui. Stranissima idea di libert\u00e0, che ci ricorda come l&#8217;uomo medievale, su questo terreno, avesse delle idee radicalmente opposte: per lui era ovvio che il cristiano non pu\u00f2 e non deve tollerare delle pratiche e degli stili di vita che contrastano frontalmente con la morale cristiana. E se oggi la societ\u00e0 nel suo complesso e la stessa componente cattolica di essa, ormai largamente minoritaria, hanno mutato indirizzo e mettono la libert\u00e0 individuale al di sopra non solo della legge morale religiosa, ma anche al di sopra della legge morale naturale, ci\u00f2 ci ricorda quanto l&#8217;una e l&#8217;altra si sono allontanate dai valori della tradizione, al punto che un cristiano del tempo di San Tommaso d&#8217;Aquino o di Dante Alighieri avrebbe probabilmente negato la qualifica di cristiano a uomini come padre Turoldo o, pi\u00f9 recentemente, a sacerdoti come James Martin, Karl Rahner, Hans K\u00fcng o lo stesso Bergoglio.<\/p>\n<p>E, arrivati a questo punto, siamo proprio sicuri che avrebbero avuto torto e noi cattolici moderni, al contrario, ragione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando alcuni studiosi moderni hanno deciso di rivalutare la magia e la stregoneria, o addirittura di presentarle come una innocua sopravvivenza di antichi culti della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[107],"class_list":["post-26283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26283"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26283\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}