{"id":26273,"date":"2019-05-01T02:09:00","date_gmt":"2019-05-01T02:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/01\/seconda-guerra-mondiale-fu-scontro-fra-il-sangue-e-loro\/"},"modified":"2019-05-01T02:09:00","modified_gmt":"2019-05-01T02:09:00","slug":"seconda-guerra-mondiale-fu-scontro-fra-il-sangue-e-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/01\/seconda-guerra-mondiale-fu-scontro-fra-il-sangue-e-loro\/","title":{"rendered":"Seconda Guerra Mondiale: fu scontro fra il sangue e l&#8217;oro?"},"content":{"rendered":"<p>Quella di Giorgio Berlutti, cattolico fervente, vivace animatore culturale, fascista convinto e poi deluso (ma solo dopo l&#8217;esito infausto della guerra), \u00e8 una figura tutt&#8217;altro che anomala, ma che, nel clima di conformismo e appiattimento, per non dire di adulazione e servilismo verso i vincitori, instauratosi nel nostro Paese dopo il 1945, pu\u00f2 esser sembrata anomala, solo perch\u00e9 i tanti altri che avevano fatto le sue stesse scelte e mostrato le sue stesse convinzioni, ebbero la prontezza e la disinvoltura, per non dir peggio, di fare il salto della quaglia e riuscirono a far dimenticare, o a farsi perdonare, i loro trascorsi politici fascisti. Berlutti, poi, in quanto cattolico convinto, e ancor pi\u00f9 convinto dopo il 1945, con l&#8217;infrangersi del suo sogno di una rigenerazione morale e civile del popolo italiano, era un personaggio particolarmente imbarazzante: i cattolici, infatti, per legittimare la loro pretesa a governare l&#8217;Italia, dovevano sfruttare al massimo le loro benemerenze antifasciste e resistenziali, e trovavano quanto mai seccante il fatto di annoverare, nel loro ambito culturale, uomini come Berlutti. Con la loro forte fede cattolica, ma anche con la loro militanza fascista, essi erano quanto di pi\u00f9 politicamente scorretto si potesse &#8211; e si possa &#8212; immaginare. Sarebbe stato meglio se non fossero mai esistiti; ma, visto che per disgrazia esistevano, la cosa pi\u00f9 saggia da fare era ignorarli e far finta di nulla.<\/p>\n<p>Giorgio Berlutti era nato a Tuscania, in provincia di Viterbo, nel 1889, e si spense a Viterbo il 21 dicembre 1979. Fervente fascista sin dalla vigilia, editore e scrittore, membro dell&#8217;Accademia Tiberina, aveva fondato la <em>Libreria del Littorio<\/em>, la <em>Bibliografia fascista<\/em>, <em>Il Tricolore<\/em>, e aveva pubblicato parecchi volumi, equamente ripartiti nel filone storico e apologetico fascista, <em>Cuore d&#8217;Italia<\/em>, <em>Facciamo alla guerra<\/em> &#8212; che gli valse il premio della Fondazione Fusinato -, <em>Noi crediamo nel Duce<\/em>, <em>Per un&#8217;Italia nuova, La dottrina fascista ad uso delle scuole e del popolo<\/em>, <em>Italia eroica, Der Aufbau der Staatsgewalt im Faschistischen Italien<\/em> (con Wilhelm Tempel), <em>La pi\u00f9 bella<\/em> avventura, e nel filone cristiano, specialmente francescano: <em>Francesco restaura la mia casa<\/em> e <em>Ritorno all&#8217;amore: sulle orme di Ges\u00f9<\/em>, opera, quest&#8217;ultima, della quale il cardinale Carlo Salotti ebbe a dire: <em>\u00c8 un libro che dovrebbe varcare la soglia di tutte le case, per diffondervi quella serenit\u00e0 spirituale che oggi manca all&#8217;umanit\u00e0 straziata da tante sventure<\/em>. E c&#8217;\u00e8 un altro aspetto della personalit\u00e0 schiave e pensosa, oggi quasi dimenticata, di Giorgio Berlutti: egli fu uno dei primi e pi\u00f9 entusiasti estimatori di padre Pio da Pietrelcina, scommise sulla sua santit\u00e0 e si prodig\u00f2 per far conoscere quell&#8217;uomo di Dio al grande pubblico italiano; e questo quando &#8212; si era al principio degli anni Trenta &#8212; sul cappuccino stigmatizzato pesavano gi\u00e0 ombre e sospetti ed era in atto una vera e propria persecuzione ecclesiastica, che, come \u00e8 noto, avrebbe accompagnato gran parte della sua vita terrena, riempiendola di sofferenze e umiliazioni e arrivando fino a proibirgli di celebrare la santa Messa, cio\u00e8 la cosa per lui pi\u00f9 preziosa di tutte. E per capire quanto sia scomoda, ancora oggi, la figura di questo cattolico che fu anche un fascista onesto e coerente, che non rinneg\u00f2 le sue idee dopo il 1945 per saltare, come fecero tanti altri, sul carro dei vincitori, basti dire che nel libro di Sergio Luzzatto, docente di Storia moderna all&#8217;Universit\u00e0 di Torino, <em>Padre Pio. Miracoli e politica nell&#8217;Italia del Novecento<\/em> (Einaudi, 2007), che \u00e8 tutto una feroce requisitoria anticattolica, mirante a dimostrare che il culto di padre Pio era solo un aspetto della manipolazione delle coscienze e delle intelligenze da parte dei settori pi\u00f9 retrivi e antimoderni della Chiesa cattolica, la devozione di Berlutti per il frate di San Giovanni Rotondo funge da pretesto ideale per denunciare il &quot;complotto clerico-fascista&quot; che era, secondo lui, l&#8217;alleanza fra il trono (di Mussolini?) e l&#8217;altare. Questo, naturalmente, oltre al disprezzo copiosamente gettato sullo stesso Berlutti, definito ora &quot;l&#8217;ex cartolaio di Tuscania&quot; (come se essere di modeste origini fosse una cosa di cui vergognarsi), ora come &quot;editore fallito&quot;, con una malevolenza e un&#8217;acredine cos\u00ec evidenti da chiarire, senza ombra di dubbio, in qual conto il professore torinese tenga l&#8217;obiettivit\u00e0 storica o, quanto meno, il tentativo di avvicinarsi ad essa. Mentre per farsi un&#8217;idea un po&#8217; pi\u00f9 obiettiva della figura e dell&#8217;opera di questo cattolico dal cuore generoso rimandiamo il lettore alla biografia di G. B. Sposetti Corteselli, <em>Giorgio Berlutti. Cuore d&#8217;Italia e di Maremma<\/em> (Cooperativa Fani Servizi, 2003). Si vede che ancora nel terzo millennio a qualcuno brucia il fatto che ci siano stati degli italiani come Giorgio Berlutti: la loro esistenza \u00e8 di per s\u00e9 un grosso inciampo per la realizzazione di quella mitologia antifascista, resistenziale e progressista, che oggi domina pressoch\u00e9 incontrastata e che si regge su una quantit\u00e0 di semplificazioni ideologiche, alterazioni storiche, silenzi assordanti (come la mattanza di preti e seminaristi da parte dei partigiani comunisti, fra i quali il piccolo Rolando Rivi) e calcolate ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, uscendo dal contesto religioso e restando nell&#8217;ambito strettamente politico, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ragione per considerare Giorgio Berlutti come una figura particolarmente invisa a quanti vorrebbero far credere che la Seconda guerra mondiale \u00e8 stata, pi\u00f9 di qualunque altro conflitto, una lotta manichea tra le forze del Bene, rappresentate dalla strana alleanza fra le democrazie plutocratiche e l&#8217;Unione Sovietica, da una parte, e le forze del Male, rappresentate dal Tripartito, dall&#8217;altra. Egli, infatti, \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 convinti assertori della tesi secondo cui la Seconda guerra mondiale \u00e8 stata, al contrario, lo scontro supremo fra la civilt\u00e0 del lavoro, rappresentata dall&#8217;Italia e dalla Germania, e la civilt\u00e0 dell&#8217;oro, rappresentate inizialmente dalla Francia e dall&#8217;Inghilterra, ben presto affiancate, anche se non ufficialmente, dagli Stati Uniti. Questa espressione, <em>la civilt\u00e0 del lavoro contro la civilt\u00e0 dell&#8217;oro<\/em>, o se si preferisce &#8212; come diceva Ezra Pound &#8212; <em>dell&#8217;usura<\/em>, semplificata nell&#8217;altra espressione, <em>il sangue contro l&#8217;oro<\/em>, intendendo per &quot;sangue&quot; la realt\u00e0 dei popoli radicati nelle loro tradizioni e non asserviti alla finanza speculativa, \u00e8 stata da sempre un elemento propagandistico nella mitologia antifascista e democratica, come la confessione, per bocca del fascismo stesso, del velleitarismo e della astrusit\u00e0 degli scopi di guerra dell&#8217;Italia mussoliniana. Eppure, a ben guardare, e anche alla luce degli eventi politici e finanziari degli ultimi decenni e degli ultimi anni, vi sono buone ragioni per riprendere in considerazione quel concetto, o, se si preferisce, quello slogan, e per chiedersi se era tutta e solo grottesca propaganda fascista o se non conteneva, per caso, un nucleo di verit\u00e0, che oggi, con il mondo pi\u00f9 che mai asservito al potere delle grandi banche ebree americane, e l&#8217;Italia strangolata dai meccanismi sapientemente manipolati del debito pubblico, dello <em>spread<\/em> e del giudizio economico delle agenzie di <em>rating<\/em>, torna a interrogarci e a sollecitare una pi\u00f9 ampia comprensione della storia contemporanea, di quanto non apparisse alle ultime due generazioni, ancora inclini a pensare la storia in termini di stati sovrani, una realt\u00e0 che gi\u00e0 nel 1939 era in via di superamento e assorbimento da parte del grande capitale finanziario, e che oggi, bench\u00e9 molti non se ne siano neppure accorti, appartiene ormai al passato.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, Giorgio Berlutti sulla rivista <em>Il Tricolore<\/em>, allo scoppio della Seconda guerra mondiale (cit. in: Falcidia-Salomone, <em>In cammino<\/em>, <em>Antologia per la scuola media<\/em>, Torino, S.E.I., 1940., pp. 750-751):<\/p>\n<p><em>Iddio diede agli uomini il lavoro come legge di vita. &quot;Col sudore della tua fronte guadagnerai il tuo pane.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Ma questa santa, serena norma di vita, che doveva assicurare la pace, il benessere e la giustizia all&#8217;umanit\u00e0, divenne a poco a poco una legge di pena e di schiavit\u00f9 quando l&#8217;uomo sostitu\u00ec l&#8217;oro a Dio, come fine della sua vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Di generazione in generazione questa fame di oro crebbe fino a diventare una follia.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure nessuno mai con tutto l&#8217;oro del mondo pot\u00e9 affrancarsi dalla legge del lavoro e conquistare la felicit\u00e0: le generazioni si avvicendarono e perirono nella continua tragica alternativa dell&#8217;ansia penosa di possedere l&#8217;oro e dalla paura di perderlo.<\/em><\/p>\n<p><em>Era perci\u00f2 necessario il ritorno alle origini umane e divine. Mussolini per primo, dopo tanti millenni, riafferm\u00f2 al mondo questa legge divina del lavoro come fondamento della pace, del benessere, della giustizia fra gi uomini e le nazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>E furono i giovani i pi\u00f9 puri, furono i lavoratori i pi\u00f9 forti, che insorsero al grido di riscossa del Duce: e a poco a poco le falangi divennero legioni, eserciti e lo spirito riprese il suo imperio sulla materia: e le nazioni ricche e potenti sentirono cigolare le catene della schiavit\u00f9 imposta al mondo insofferente. Un mondo tanto bello, cos\u00ec armonioso, la mostruosit\u00e0 dell&#8217;oro lo aveva convertito in un carcere, in un inferno.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 il significato profondo e umano di questa gigantesca guerra che incendia i cieli, sconvolge i mari, fa tremare la terra.<\/em><\/p>\n<p><em>Si poteva evitare questa guerra? umanamente s\u00ec: ma la Francia e l&#8217;Inghilterra, cieche e sorde nella paura di perdere l&#8217;oro e il dominio del mondo, l&#8217;hanno scatenata.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna perci\u00f2 pensare che una forza superiore domina la volont\u00e0 degli uomini e gli eventi, e che ci\u00f2 che avviene di incredibile, di tragico, di irreparabile in questo momento \u00e8 il compimento di un destino: \u00e8 la fine di un&#8217;epoca.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi italiani che per opera di Mussolini siamo stati gli annunciatori della nuova epoca, e siamo con gli alleati germanici i protagonisti di questa nuova civilt\u00e0 del lavoro, strumento di Dio nel compimento dei suoi imperscrutabili disegni, dobbiamo lottare con tutte le nostre forze, dobbiamo cercare di essere degni del nuovo grande destino.<\/em><\/p>\n<p><em>La civilt\u00e0 del lavoro trionfer\u00e0, e tutti i popoli, finalmente liberati e redenti dalla schiavit\u00f9 dell&#8217;oro, nel nome augusto di Roma eterna, cristiana e fascista e ritroveranno la giustizia e la pace<\/em>.<\/p>\n<p>Quasi tutto, in questa pagina di prosa, sembra fatto apposta per dispiacere al lettore contemporaneo, cresciuto nell&#8217;idea che il solo ed unico responsabile dello scatenamento della Seconda guerra mondiale sia stato Hitler, quel pazzo dittatore cui il potere aveva completamente dato alla testa e che sognava, come il suo personaggio interpretato da Charlie Chaplin, il dominio sul mondo intero; che le democrazia occidentali fossero quanto mai pacifiche e pacifiste, desiderose di godersi la loro tranquillit\u00e0 e i benefici della democrazia e perci\u00f2 niente affatto propense alla guerra; che ad essa si videro costrette, letteralmente trascinate per i capelli, dall&#8217;aggressivit\u00e0 nazista, dall&#8217;espansionismo italiano e dal militarismo giapponese. Ed \u00e8 stato talmente bombardato da questa versione dei fatti, semplicistica e distorta, quel povero lettore, da scordarsi sia che a dichiarare guerra alla Germania furono la Gran Bretagna e la Francia, le quali avevano rilasciato alla Polonia, cosa mai vista e mai accaduta nella storia delle nazioni, una cambiale in bianco; sia che la Polonia aveva sdegnosamente rifiutato l&#8217;apertura di trattative con la Germania, come richiesto da Hitler, per la questione di Danzica, citt\u00e0 tedeschissima, e del Corridoio, e pi\u00f9 in generale, per la sistemazione di tutte le questioni pendenti nei rapporto fra i due Paesi; sia che Stalin attacc\u00f2 a sua volta la Polonia, ai sensi del Patto Moltov-Ribbentrop dell&#8217;agosto 1939, e ne occup\u00f2 una buona met\u00e0, senza che Londra e Parigi ritenessero di dover estendere anche a lui la dichiarazione di guerra, quando pur si trattava di battersi per la difesa della Polonia (che poi sarebbe stata ceduta interamente alla sfera d&#8217;interessi sovietica con gli accordi di Yalta del 1945). Ma quello che forse pi\u00f9 dispiace, nel brano di Giorgio Berlutti, \u00e8 quell&#8217;accenno un po&#8217; hegeliano alla volont\u00e0 di Dio, quando si sta parlando della guerra che ha avuto in Hitler la figura centrale: del responsabile, cio\u00e8, della soluzione finale e dello sterminio di Sei Milioni di ebrei. Parlare di Hitler vuol dire parlare di quei Sei Milioni; mentre parlare di Stalin, chiss\u00e0 perch\u00e9, non vuol dire automaticamente parlare dei sette milioni di morti per fame che egli pianific\u00f2 in Ucraina fra il 1929 e il &#8217;33; tanto meno dei Sette Milioni con la maiuscola (ma le stime di alcuni storici arrivano fino a 10 milioni), nel senso che nessuno ha fatto di quei morti le vittime sacrificali di una nuova religione fondata sul ricatto delle coscienze dell&#8217;intera umanit\u00e0. E siccome parlare di Hitler equivale ad evocare i Sei Milioni dell&#8217;Olocausto, ecco che dire, come fa Berlutti, che la Seconda guerra mondiale \u00e8 stata una guerra condotta dalla civilt\u00e0 del lavoro per redimere i popoli dalla schiavit\u00f9 dell&#8217;oro, e restaurare nel mondo un clima di giustizia e di pace, sembra qualcosa d&#8217;inconcepibile, che solo una immensa stupidit\u00e0 o una immensa malafede pu\u00f2 aver ispirato. Eppure, senza con ci\u00f2 voler rivalutare Hitler sotto il profilo morale (ci mancherebbe altro!) e neppure su quello strettamente storico, ma semplicemente sforzandoci di leggere, una buona volta, le vicende del 1939-1940 in un&#8217;ottica pi\u00f9 ampia e completa delle semplificazioni propagandistiche di parte alleata, proviamo a chiederci: non potrebbe esserci qualcosa di vero nel fatto che la Germania, l&#8217;Italia e il Giappone volevano emanciparsi dalla servit\u00f9 del grande capitale finanziario?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella di Giorgio Berlutti, cattolico fervente, vivace animatore culturale, fascista convinto e poi deluso (ma solo dopo l&#8217;esito infausto della guerra), \u00e8 una figura tutt&#8217;altro che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[107,178],"class_list":["post-26273","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-cattolicesimo","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26273"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26273\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}