{"id":26270,"date":"2011-03-08T07:24:00","date_gmt":"2011-03-08T07:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/08\/la-metafora-nellinsegnamento\/"},"modified":"2011-03-08T07:24:00","modified_gmt":"2011-03-08T07:24:00","slug":"la-metafora-nellinsegnamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/03\/08\/la-metafora-nellinsegnamento\/","title":{"rendered":"La metafora nell&#8217;insegnamento"},"content":{"rendered":"<p>La metafora \u00e8, da sempre, un modo di trasmettere conoscenze e valori sia nell&#8217;insegnamento individuale, da parte di singoli maestri o agenzie educative, sia in quella grande fucina di conoscenze e valori collettivi che sono i racconti epici dei popoli antichi, dall&#8217;\u00abIliade\u00bb all&#8217;\u00abEpopea di Gilgamesh\u00bb, e le grande opere religiose, come i \u00abVeda\u00bb o la \u00abBibbia\u00bb.<\/p>\n<p>Socrate, Platone, Buddha, Confucio, Cristo, Maometto, spesso parlavano in maniera metaforica, servendosi, ad esempio, di parabole.<\/p>\n<p>Il mito ed il sapere che esso sottende pertengono alla sfera del discorso metaforico; nel mito di Atlantide, ad esempio, Platone sviluppa una metafora sulla &quot;hybris&quot; umana, che conduce le civilt\u00e0 alla catastrofe; mentre nel mito della caverna, o in quello della biga alata, il filosofo greco delinea una metafora, rispettivamente, sui vari gradi della conoscenza umana e sulle componenti dell&#8217;anima, in rapporto alla Verit\u00e0 originaria.<\/p>\n<p>Fedro ed Esopo si servivano di favole per trasmettere concetti morali, rendendoli accessibili e plasticamente efficaci anche per il pubblico pi\u00f9 umile e illetterato.<\/p>\n<p>E che altro \u00e8 la fiaba, questo grandioso filone della cultura popolare, che attraversa i secoli e preserva le pi\u00f9 antiche memorie della saggezza patriarcale (o matriarcale), se non una forma di educazione che procede in maniera metaforica?<\/p>\n<p>Anche molte opere filosofiche e letterarie della modernit\u00e0 si possono leggere in senso metaforico: Don Chisciotte \u00e8 la metafora del contrasto fra il mondo ideale della cavalleria e la prosaica, grossolana realt\u00e0 quotidiana, mentre il denaro sostituisce i valori aristocratici e cortesi; Robinson Crusoe \u00e8 la metafora del self-made-man e la sua isola, la metafora della modernit\u00e0 che avanza, con la sua filosofia antropocentrica, basata sul dominio e sulla scarsa o nulla sensibilit\u00e0 ecologica; i viaggi di Gulliver sono la metafora della presunzione e dell&#8217;assurdit\u00e0 dei valori di una determinata civilt\u00e0 in un dato momento storico, allorch\u00e9 pretendono di farsi ideologicamente validi per tutte le altre; e l&#8217;elenco potrebbe continuare per pagine e pagine.<\/p>\n<p>Molti romanzi moderni, da \u00abI promessi sposi\u00bb di Manzoni a \u00abMadame Bovary\u00bb di Flaubert, da \u00abI Malavoglia\u00bb di Verga a \u00abIl Maestro e Margherita\u00bb di Bulgakov, per non parlare del \u00abFaust\u00bb di Goethe, sono interpretabili come altrettante metafore di singoli aspetti della condizione umana; e ci\u00f2 vale anche per la letteratura per l&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 \u00abPinocchio\u00bb, se non un&#8217;unica metafora, sviluppata con estro geniale, del processo di crescita dall&#8217;infanzia spensierata all&#8217;assunzione delle responsabilit\u00e0, che \u00e8 propria della fine di quella e dell&#8217;inizio dell&#8217;et\u00e0 adulta?<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito delle scienze matematiche, \u00e8 quasi superfluo evidenziare l&#8217;importanza del valore metaforico dello zero, questa straordinaria intuizione che permette di attribuire al numero un valore posizionale: per cui, ad esempio, nel numero 1.000, il primo zero vale per le centinaia, il secondo per le decine ed il terzo per le unit\u00e0.<\/p>\n<p>In ambito specificamente scolastico, un metodo d&#8217;insegnamento pedagogico imperniato su una dimensione metaforica sar\u00e0 suscettibile di vastissime applicazioni nella didattica del processo di apprendimento, tanto pi\u00f9 che la metafora presuppone un tipo di comunicazione figurata, che fa appello all&#8217;intuizione e si riveste, sovente, di magnifici panni figurativi, in una maniera che \u00e8 particolarmente vicina alla psicologia del bambino.<\/p>\n<p>Anche la musica si serve volentieri del discorso metaforico, soprattutto in opere come \u00abLe quattro stagioni\u00bb di Vivaldi, la \u00abLa danza delle ore\u00bb di Ponchielli o \u00abIl mattino\u00bb di Grieg (all&#8217;interno del \u00abPeer Gynt\u00bb), che, non a caso, sono particolarmente adatte in un contesto di educazione all&#8217;ascolto della musica da parte di un pubblico di bambini o adolescenti, proprio per le loro caratteristiche di imitazione e, al tempo stesso, di metafora della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il &quot;pensiero selvaggio&quot; ed il &quot;pensiero bambino&quot; presentano evidenti analogie nella funzione metaforica del discorso: basti solo pensare al ruolo della metafora nel contesto delle religioni animiste, che personificano e deificano i fenomeni e gli elementi della natura, e a quello che essa svolge nel mondo della fiaba, laddove funge sovente da &quot;ponte&quot; fra il mondo ordinario e il mondo del portentoso, del miracoloso e del soprannaturale.<\/p>\n<p>Dal punto di vista strettamente linguistico, la metafora ( dal greco &quot;metaphero&quot;, cio\u00e8 &quot;io trasporto&quot;) \u00e8 una figura retorica che consiste in un trasferimento di significato e si realizza allorch\u00e9, al termine che normalmente occuperebbe un certo posto nella frase, se ne sostituisce un altro, la cui &quot;essenza&quot; o funzione va a sovrapporsi a quella del termine originario, creando &#8211; cos\u00ec &#8211; immagini di forte carica espressiva; differisce dalla similitudine per l&#8217;assenza di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali, ad esempio &quot;come&quot;.<\/p>\n<p>Aristotele ha mostrato in che modo la funzione ed il valore della metafora dipendano dalla proporzione, ovvero dall&#8217;analogia tra le cose che essa mette in gioco: per esempio, l&#8217;immagine poetica della sera come metafora della vecchiaia, si giustifica a partire da una analogia, inespressa ma chiaramente sottintesa, fra l&#8217;idea del mattino e quella della giovinezza.<\/p>\n<p>A torto si \u00e8 creduto, a lungo, che la metafora corrisponda ad un pensiero esclusivamente &quot;poetico&quot;, per sua natura scarsamente adatto al ragionamento scientifico.<\/p>\n<p>Mano a mano che il rozzo ed ingenuo positivismo ottocentesco ha fatto spazio a una visione pi\u00f9 articolata e consapevole del sapere scientifico, ci si \u00e8 resi conto che anche in quest&#8217;ultimo \u00e8 presente in larga misura una componente intuitiva, soggettiva e &quot;poetica&quot;, il che ha indotto a rivalutare l&#8217;utilizzo del discorso metaforico nell&#8217;ambito scientifico e, pi\u00f9 specificamente, in ambito logico-matematico.<\/p>\n<p>Il pregiudizio secondo cui la metafora non sarebbe stata idonea alla precisione e alla assoluta oggettivit\u00e0 del sapere scientifico e matematico nasceva anche, forse, dal pregiudizio razionalista e illuminista nei confronti della cultura medievale, la quale, come \u00e8 noto, si serviva largamente del procedimento metaforico per veicolare concetti morali o religiosi.<\/p>\n<p>Nella cultura del medioevo, esistevano una serie di metafore, ad esempio quella della vita umana come &quot;navigatio&quot;, come perigliosa navigazione tra il mistero della nascita e il mistero della morte, oppure della Chiesa come nave capace di condurre in porto sicuro le anime nel segno di Cristo: metafore le quali erano talmente diffuse e universalmente fruibili, che, ad esempio, incontrandole negli affreschi, nei mosaici, nelle vetrate istoriate o nelle sculture delle cattedrali, il fedele non esitava a riconoscerle, pur essendo, il pi\u00f9 delle volte, incapace di leggere e scrivere.<\/p>\n<p>E non parliamo del ruolo importantissimo svolto dal linguaggio metaforico in Dante Alighieri, non solo nella \u00abDivina Commedia\u00bb, ma anche in un&#8217;opera eminentemente psicologica come \u00abLa vita nuova\u00bb o in una squisitamente filosofica ed enciclopedica, come (e lo si comprende bene gi\u00e0 dal titolo) \u00abIl Convivio\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 stata acquisita definitivamente l&#8217;idea che alcune metafore, quelle dette &quot;costitutive&quot; sono, in effetti, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che idee, che si sviluppano attraverso l&#8217;opera di una generazione pi\u00f9 di scienziati. Si tratta delle metafore che gli scienziati adoperano per esprimere testi teoriche, per le quali non si conosce, nel momento in cui esse vengono formulate, alcuna parafrasi letterale adeguata.<\/p>\n<p>Fra parentesi, notiamo che questa &quot;rivalutazione&quot; del discorso metaforico anche in ambiti disciplinari tradizionalmente lontani dalla poesia o dalla favola, non nasce tanto dal riconoscimento dei limiti del discorso logico-concettuale, quando da quello della validit\u00e0 dell&#8217;intuizione platonica del valore allusivo del mito, ossia di un discorso teso a cercare di esprimere, servendosi di concetti ed immagini della realt\u00e0 ordinaria, l&#8217; inesprimibile verit\u00e0 dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>L&#8217;idea della metafora, nella cultura moderna e contemporanea, e specialmente nel contesto della psicanalisi, ha finito per associarsi all&#8217;idea della relativit\u00e0 della conoscenza: un&#8217;idea ben lontana, quindi, da quella platonica relativa al mito. Essa, nella letteratura e nel teatro degli ultimi centocinquanta anni, oltre che in filosofia, \u00e8 stata utilizzata sia come generatrice di senso, sia come elemento di trasgressione, volto a demistificarle comode verit\u00e0 convenzionali su cui si regge l&#8217;impalcatura della finzione sociale e dell&#8217;inautenticit\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p>Nietzsche, ad esempio, alla domanda: \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?\u00bb, rispondeva con sferzante disprezzo: \u00abUn mobile esercito di metafore, antropomorfismi, in breve una somma di relazioni umane che sono state potenziate poeticamente e retoricamente, che sono stare trasfigurate e abbellite, e che dopo un lungo uso sembrano a un popolo solide, canoniche e vincolanti: le verit\u00e0 sono illusioni di cui si \u00e8 dimenticata la natura illusoria\u00bb.<\/p>\n<p>Resta tuttavia la possibilit\u00e0 che la metafora, invece di essere rinchiusa all&#8217;interno del linguaggio per contrabbandare come verit\u00e0 assolute delle affermazioni soggettive, venga intesa e utilizzata come una finestra che si apre su una realt\u00e0 esterna al linguaggio ordinario, che quest&#8217;ultimo non \u00e8 in grado di esprimere servendosi dei soli concetti logici, ma cui essa pu\u00f2 attingere per una via diversa, che pur non essendo &quot;irrazionale&quot; nel senso ordinario del termine, \u00e8 tuttavia &quot;extra-razionale&quot; o, forse, addirittura &quot;sovra-razionale&quot;.<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA:<\/p>\n<p>Boyd, R. &#8211; Kuhn, T. S. (1993) &quot;<em>La metafora nella scienza<\/em>, Feltrinelli, Milano.<\/p>\n<p>Cacciari, C. (1991), a cura di, <em>Teorie della metafora<\/em>, Cortina, Milano.<\/p>\n<p>Cierchia, G. &#8211; Mc Connet-Ginet, S. (1993), <em>Significato e grammatica. Semantica del linguaggio naturale<\/em>, Muzzio, Padova.<\/p>\n<p>Fornari, F. (1976), <em>Simbolo e codice<\/em>, Feltrinelli, Milano.<\/p>\n<p>Ong, W. J. (1982), <em>Oralit\u00e0 e scrittura<\/em>, Il Mulino, Bologna.<\/p>\n<p>Perelman, C. Olbrechts &#8211; Tyteca, L. (1996), <em>Trattato dell&#8217;argomentazione<\/em>, Einaudi, Torino.<\/p>\n<p>Turner, M. &#8211; Fauconnier, G., (1998), <em>Miscele e metafore<\/em>, Puliverso, 7.<\/p>\n<p>Vzezani, B. (2000), <em>I sentieri della qualit\u00e0<\/em>, Unipress, Padova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La metafora \u00e8, da sempre, un modo di trasmettere conoscenze e valori sia nell&#8217;insegnamento individuale, da parte di singoli maestri o agenzie educative, sia in quella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[221],"class_list":["post-26270","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26270"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26270\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}