{"id":26269,"date":"2019-01-10T08:42:00","date_gmt":"2019-01-10T08:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/10\/la-medicina-egizia-e-la-magia\/"},"modified":"2019-01-10T08:42:00","modified_gmt":"2019-01-10T08:42:00","slug":"la-medicina-egizia-e-la-magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/10\/la-medicina-egizia-e-la-magia\/","title":{"rendered":"La medicina egizia e la magia"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 semplice, per i moderni, capire la medicina egizia, perch\u00e9 essa era inseparabile dalle pratiche magiche e dalla religione. Come quella di altri popoli antichi e di numerosi popoli &quot;primitivi&quot;, bench\u00e9 fosse assai pi\u00f9 sviluppata sul piano tecnico, tanto che i medici egiziani erano ammirati e stimati dai greci fin dai tempi di Omero, la medicina egizia appartiene a un paradigma culturale che a noi risulta quasi incomprensibile, proprio per la commistione di elementi rigorosamente scientifici, secondo l&#8217;idea che noi abbiamo della scienza (si eseguivano perfino trapanazioni del cranio), sia di elementi magico-religiosi: per il morso dei serpenti velenosi, ad esempio, non esisteva altro rimedio che affidarsi alle preghiere alle divinit\u00e0, specialmente a Iside. Oltre a ci\u00f2, tutte le azioni di carattere medico dovevano essere accompagnate da formule apotropaiche, il che ci d\u00e0 un&#8217;idea di come la medicina, per gli antichi egiziani, non era semplicemente una tecnica, o un insieme di tecniche, supportate da un sapere rigoroso, tramandato di generazione in generazione, ma era il riflesso di una relazione fra l&#8217;uomo e gli d\u00e8i, fra il visibile e l&#8217;invisibile, fra il naturale e il soprannaturale. Per noi moderni, gesti e formule apotropaici sono &quot;stregonerie&quot;, o, comunque, il segno di una concezione magica del reale; e, un effetti, per gli antichi egiziani la medicina era proprio questo, dal momento che essi partivano da una concezione magica della malattia.<\/p>\n<p>Sappiamo, da papiro Ebers, che esistevano tre categorie di medici: i sacerdoti, i medici civili e gli aiutanti. Tralasciando questi ultimi, i sacerdoti curavano le malattie con l&#8217;assistenza delle divinit\u00e0, mentre i medici civili si servivano ampiamente della magia. Ci\u00f2 significa che, nella cultura egizia, non esisteva il concetto di malattia sul piano della realt\u00e0 puramente fisiologica e materiale: le cause delle malattie sono, s\u00ec, individuabili sul piano materiale, e quindi in modo &quot;scientifico&quot;, per\u00f2 le cause prime hanno a che fare con le forze soprannaturali, con il mondo degli sopirti. D&#8217;altra parte, la religione egizia, a quel che ci \u00e8 dato sapere e comprende, era piuttosto aliena dal misticismo, e quindi era l&#8217;altra faccia di una stesa medaglia con ci\u00f2 che, per noi, \u00e8 oggi la &quot;scienza&quot;. Pertanto \u00e8 logico che i sacerdoti fossero medici, e i medici fossero, spesso, sacerdoti, e che essi operassero nei templi: i due aspetti, religioso e razionale, non solo erano interdipendenti, ma si compenetravano perfettamente: l&#8217;azione fisiologica del medico si accompagnava alle preghiere agli scongiuri in un tutto unico. Ci\u00f2 era anche il riflesso della concezione complessiva che la cultura egizia aveva della realt\u00e0, e particolarmente dell&#8217;uomo, con la sua tripartizione fra il piano fisico, quello animico e quello spirituale. La cosa risulta oggi difficilmente comprensibile, perch\u00e9 la medicina si \u00e8 andata definendo, in Occidente, sempre pi\u00f9 come una pratica puramente scientifica; mentre la religione, accanto ad essa, ma al di fuori di essa, \u00e8 andata sempre pi\u00f9 perdendo terreno, sia in generale, sia per quanto riguarda l&#8217;atteggiamento degli uomini di fronte alla malattia. L&#8217;uomo moderno si attende la guarigione dalla scienza medica e pensa che la cura delle malattie sia una questione meramente razionale, basata sulla logica e sull&#8217;esperimento; mentre l&#8217;uomo egiziano aveva fiducia nel sacerdote-medico e rivolgeva le sue preghiere agli d\u00e8i, non vedendo, in ci\u00f2, qualcosa di diverso, e meno ancora d&#8217;incompatibile, con la fiducia nella competenza di colui al quale materialmente si affidava. Come non c&#8217;era distinzione, n\u00e9 opposizione, fra scienza e magia, cos\u00ec non c&#8217;era distinzione, n\u00e9 opposizione, fra religione e scienza. La magia era sia parte della pratica medica, sia parte della religione: si chiedeva l&#8217;aiuto degli d\u00e8i e l&#8217;assistenza degli spiriti, ma senza trascurare affatto, anzi, coltivando al massimo la ricerca sul piano anatomico e fisiologico, quello che noi oggi consideriamo di pertinenza esclusiva della scienza.<\/p>\n<p>Oggi, un medico che unisse le sue terapie nei confronti del paziente, alla preghiera o agli scongiuri, parrebbe qualcosa di assurdo, di totalmente irrazionale, mentre per l&#8217;uomo egiziano era la cosa pi\u00f9 logica e naturale. Diversa era l&#8217;idea dell&#8217;uomo, diversa l&#8217;idea della malattia, diversa l&#8217;idea del mondo soprannaturale. La visione egizia della salute e della malattia era olistica, non ammetteva rigide distinzioni fra ci\u00f2 che \u00e8 puramente materiale e ci\u00f2 che \u00e8 immateriale; la malattia, pertanto, era opera di agenti fisici, materiali, ma anche di forze immateriali, spirituali. Va inoltre notato che gli egiziani praticavano moderatamente la chirurgia, pur essendo dei maestri in tale campo; di norma, preferivano curare le malattie, fin dove possibile, con l&#8217;uso di sostanze di origine animale, vegetale e minerale, ci\u00f2 che indica una concezione non invasiva della medicina e una fiducia nelle capacit\u00e0 di auto-guarigione dell&#8217;organismo. Al confronto, la frequenza del ricorso alle terapie invasive, come la chemioterapia o la chirurgia, propria della medicina moderna, indica un approccio completamente diverso ai problemi medici. Per la cultura moderna, la malattia \u00e8 un nemico da aggredire e da debellare in una specie di lotta all&#8217;ultimo sangue fra il medico e la malattia, anche trascurando il fatto che la malattia non \u00e8 un corpo estraneo caduto dal cielo, ma un processo che si \u00e8 verificato all&#8217;interno dell&#8217;organismo, per cui non \u00e8 separabile dall&#8217;organismo stesso, e soprattutto non \u00e8 separabile dagli stili di vita che hanno reso possibile l&#8217;insorgere della malattia, e proprio quella certa malattia, in quell&#8217;organismo, e proprio in quello, in quel determinato momento e non in un altro.<\/p>\n<p>In conclusione, non \u00e8 escluso che una pi\u00f9 approfondita conoscenza e una pi\u00f9 attenta riflessione sulla medicina egizia abbiano alcune cose da insegnare, o da suggerire, alla cultura moderna, non tanto sul piano della pratica medica in senso specifico, bens\u00ec nella filosofia complessiva da cui guardare al rapporto fra salute e malattia, e quindi anche alla medicina in quanto tale. Che cosa \u00e8 la salute, che cosa \u00e8 la medicina? Per rispondere a queste domande, e quindi per perfezionare le cure mediche, potrebbe essere utile studiare con mente aperta, per quanto possibile, una medicina che si \u00e8 sviluppata nell&#8217;arco di tre millenni e che ha fatto dell&#8217;Egitto, secondo le parole dell&#8217;<em>Odissea<\/em>, un Paese dove ogni persona era anche un medico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 semplice, per i moderni, capire la medicina egizia, perch\u00e9 essa era inseparabile dalle pratiche magiche e dalla religione. 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