{"id":26267,"date":"2017-03-15T04:17:00","date_gmt":"2017-03-15T04:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/15\/lurlo-del-silenzio-sulla-chiesa-di-cristo\/"},"modified":"2017-03-15T04:17:00","modified_gmt":"2017-03-15T04:17:00","slug":"lurlo-del-silenzio-sulla-chiesa-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/15\/lurlo-del-silenzio-sulla-chiesa-di-cristo\/","title":{"rendered":"L&#8217;urlo del silenzio sulla Chiesa di Cristo"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono silenzi che parlano pi\u00f9 di mille parole: com&#8217;\u00e8 vero. E ci sono cose non conosciute che, se fossero rese note per tempo, getterebbero una luce completamente diversa su ci\u00f2 che si crede di conoscere. Da troppo tempo, dal Concilio Vaticano II, nella Chiesa cattolica imperversano e urlano i venti rabbiosi del silenzio e delle cose non rivelate: per chi li sa udire, naturalmente. Per gli altri, per i dormienti, per i conformisti, per i vili, non c&#8217;\u00e8 nessun urlo, non c&#8217;\u00e8 nessun silenzio, non c&#8217;\u00e8 nessun mistero. \u00c8 tutto molto limpido e chiaro: prima c&#8217;era una Chiesa arroccata a difesa, chiusa e avvitata su se stessa, sospettosa, diffidente, maldisposta verso l&#8217;universo mondo; poi \u00e8 sbocciato il fiore meraviglioso di una chiesa vera e &quot;viva&quot;, palpitante di amore, aperta e dialogante con tutti, che non ha paura del mondo, ma che va incontro al mondo porgendo la sua offerta di amicizia, di fraternit\u00e0, di solidariet\u00e0. Che bel quadretto; \u00e8 perfino commovente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, chi vuol continuare a sbucciarsi le mani ad applaudire il papa Francesco, chi non sogna altro che di scattarsi un <em>selfie<\/em> accanto a lui, magari quando si mette il naso da pagliaccio, o si mette in capo il <em>sombrero<\/em>, o mentre si prodiga in qualche gesto buffonesco e in qualche battuta che vorrebbe essere spiritosissima; chi vorrebbe catturare il suo sguardo, ricevere il suo sorriso, non c&#8217;\u00e8 niente da dire: si tenga le sue certezze, il suo ottimismo, la sua fiducia. Continui a pensare che finalmente \u00e8 arrivato un papa &quot;buono&quot; (anche di Giovanni XXIII lo si diceva; ma questo significa che, prima del Concilio, i papi non erano buoni? oppure che cosa vuol dire?), finalmente un papa &quot;onesto&quot;, finalmente un papa &quot;misericordioso&quot;. Ma ad essere misericordioso, e non certo senza la giustizia, non dovrebbe essere Dio, e soltanto Dio? Spetta al servo fare il misericordioso, usurpando la misericordia del padrone? Credevamo che il servo fosse solo l&#8217;operaio del padrone; che spettasse al padrone di essere severo o misericordioso, secondo la Sua divina sapienza, che \u00e8 cosa leggermente superiore al nostro pur tanto decantato &quot;discernimento&quot;. Ma il papa non va tanto per il sottile: lui afferma che Dio \u00e8 misericordioso, e, per dare l&#8217;esempio, fa il misericordioso in prima persona, come se i sacramenti e la legge del Signore fossero cose sue.<\/p>\n<p>E sia. Forse, per\u00f2, si capirebbe qualche cosa di pi\u00f9 di questo papa, se, oltre alle cose che dice (tante, troppe: le prediche di Santa Marta sono diventate il microfono di una catechesi quotidiana alquanto bizzarra e sconcertante), si ponesse attenzione a quelle che <em>non dice<\/em>, che si guarda bene dal dire. Ora, un papa, un vescovo, un sacerdote, non sono chiamati a dire tutto quel che passa loro per la testa, ma solo e unicamente quel che torna a lode di Dio e che contribuisce alla salvezza delle anime. Per tutto il resto ci sono altre sedi: l&#8217;autobus, la strada, il bar, il circolo ricreativo, il dopolavoro ferroviario. Ma quando parla in chiesa delle cose di Dio, il sacerdote, e il papa a maggior ragione, hanno l&#8217;obbligo di parlare secondo il Vangelo: <em>s\u00ec,<\/em> <em>s\u00ec<\/em>, e <em>no<\/em>, <em>no<\/em>, con chiarezza, con semplicit\u00e0, facendosi capire da tutti, ma senza semplificazioni arbitrarie, senza tagli inconsulti, senza omissioni intenzionali. Il suo scopo non \u00e8 quello di piacere all&#8217;uditorio e sollecitarne l&#8217;applauso: mentre si vede benissimo quanto il papa Francesco goda degli applausi, delle lodi, degli scatti dei fotografi: pare che sia lui la primadonna del teatro, pare che sia lui il Salvatore e il Redentore dell&#8217;umanit\u00e0. Nel suo sguardo, nei suoi gesti, nelle sue parole, non ci sono l&#8217;umilt\u00e0, la modestia, la discrezione, il pudore del vero uomo di Dio. Perfino Ges\u00f9 Cristo, che era il Figlio di Dio, si guardava bene dal cercare gli applausi; e quando la folla diventava un po&#8217; troppo entusiasta nei suoi confronti, scappava. Spariva e andava a pregare in qualche luogo nascosto. Cos\u00ec faceva Ges\u00f9 Cristo, Nostro Signore, il Figlio di Dio venuto fra noi per insegnarci la via della salvezza; ma il suo rappresentante in terra, il capo della Chiesa visibile, non si regola a questo modo; no, lui \u00e8 sempre alla ribalta, sempre sotto i riflettori, cerca il consenso, gli si legge negli occhi quanto lo inebri e lo riempia di compiacimento il fatto che la folla lo chiami il papa buono, il papa dal volto umano, il papa misericordioso. Preghiera e silenzio, lo stile di Ges\u00f9; parole a ruota libera e clamore mediatico, bagni di folla e atteggiamento istrioneschi, lo stile del suo vicario.<\/p>\n<p>Pure, non \u00e8 questo l&#8217;aspetto pi\u00f9 inquietante del pontificato di Bergoglio. Dopotutto, questa potrebbe essere una questione di sensibilit\u00e0 personale; e, quanto alle cose che dice, egli \u00e8 molto abile, perch\u00e9 finora non \u00e8 mai caduto apertamente nell&#8217;eresia, anche se ci gira continuamente intorno, anche se si diverte &#8212; in apparenza &#8212; a mettere il piede sull&#8217;abisso, per poi subito ritrarsi e dire, magari, una cosa perfettamente ortodossa, e in linea con duemila anni di Magistero. Certo, questo atteggiamento, sempre sopra le righe, questo voler confondere l&#8217;uditorio, questo voler turbare il pubblico dei fedeli, ha in s\u00e9 qualcosa di malsano, qualcosa di non bello, di non giusto: non \u00e8 lo stile del Buon Pastore, e non \u00e8 nemmeno lo stile di un mediocre pastore, ma pur sempre interessato a custodire, bene o male, le sue pecorelle. Per\u00f2, ripetiamo, l&#8217;uomo \u00e8 molto astuto, non per nulla \u00e8 un gesuita, e sta bene attento a non esporsi troppo, a non commettere passi falsi, o, almeno, non troppo clamorosi; si premura di avvolgere i suoi gesti e le sue parole in un ambiguo manto di nebbia, di sfumature, di doppi sensi, in maniera tale che non si possa mai dire con certezza: <em>Ecco, ti ho preso!<\/em>, ma che sempre rimanga un margine di dubbio, di perplessit\u00e0, perfino nei documenti ufficiali. Cos\u00ec \u00e8 stato per il tanto controverso capitolo ottavo della <em>Amoris laetitia<\/em>, quello in cui si parla dei divorziati che si sono rispostati e vorrebbero accedere comunque alla santa Comunione; quello su cui quattro cardinali hanno chiesto dei chiarimenti, e non li hanno mai avuti. E questa non pu\u00f2 non essere una cosa voluta, da parte di un uomo che, quando vuole essere assolutamente chiaro, sa esserlo, eccome: anche troppo, come ben sanno quanti hanno avuto la sfortuna d&#8217;incappare nella sua ira o di attirarsi la sua malevola attenzione.<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto pi\u00f9 esiziale della sua contro-catechesi, della sua contro-pastorale, consiste in ci\u00f2 che egli non dice, piuttosto che in ci\u00f2 che dice. Non dice nulla, ad esempio, sulle centinaia di studentesse nigeriane rapide dai terroristi di Boko Haram, per farne delle schiave sessuali; n\u00e9 della sorte di Asia Bibi, la madre pakistana in attesa di sentenza capitale in una prigione del suo Paese, per presunte offese al profeta Maometto; n\u00e9 a proposito del <em>Family Day<\/em> e della sua lotta per la difesa della famiglia cristiana e della famiglia naturale, formata da un uomo, una donna e (possibilmente) dei bambini. Non dice niente quando monsignor Galantino afferma che Dio risparmi\u00f2 i sodomiti, e quando monsignor Paglia dice che Marco Pannella dovrebbe essere preso a modello di spiritualit\u00e0 e di vita. Non dice niente quando don Albanesi offende i quattro cardinali, parlando in sua presenza, o quando il vescovo di Padova non sa far niente di meglio, davanti all&#8217;enorme scandalo causato dalle orge sessuali di don Andrea Contin, che consigliare le vittime di rivolgersi alla magistratura; e ci\u00f2 bench\u00e9 il suddetto vescovo abbia ammesso che da mesi era informato di ci\u00f2 che stava succedendo in quella parrocchia, ma non risulta che abbia mai chiamato quel prete a dargli delle spiegazioni. L&#8217;elenco degli <em>omissis s<\/em>arebbe infinito; ma, forse, il pi\u00f9 tipico esempio di questa sua particolare tecnica, quella del silenzio, \u00e8 quello relativo al discorso su famiglia e matrimonio. Citiamo due casi, notati da Sandro Magister, che li ha prontamente segnalati. 4 ottobre 2015, domenica d&#8217;inizio dell&#8217;ultima sessione del Sinodo sulla famiglia: in tutte le chiese si legge il brano del <em>Vangelo di Marco<\/em>, capitolo 10, versetti 2-16, nei quali Ges\u00f9 parla del matrimonio e, interrogato dai suoi discepoli, ne ribadisce l&#8217;assoluta indissolubilit\u00e0. Ma quando il papa si affaccia al balcone per l&#8217;Angelus, non pronuncia nemmeno un riferimento a quel brano, a quel tema: nonostante la doppia circostanza, della liturgia domenicale e del sinodo sulla famiglia. Strano, vero, lui sempre cos\u00ec loquace, cos\u00ec facondo, fino alla lepidezza? Di nuovo, il 12 febbraio 2017, quando nelle chiese si leggeva un brano analogo, quello di Matteo, 19, 11-12, che suona cos\u00ec: <em>Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perch\u00e9 grande \u00e8 la vostra ricompensa nei cieli. Cos\u00ec infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.<\/em> Anche questa volta, all&#8217;Angelus, nessun commento da parte del papa ciarliero: silenzio assoluto. In compenso, ha parlato per lui il nuovo generale dei gesuiti, da lui nominato: padre Arturo Sosa Abascal, venezuelano, il quale, in una intervista alla televisione svizzera, ha detto che il Vangelo deve essere interpretato, perch\u00e9 <em>noi non sappiamo cosa veramente ha detto Ges\u00f9<\/em>. Dunque, per duemila anni, la Chiesa ha insegnato un vangelo solamente ipotetico, un vangelo probabilistico, ma non certo; insomma, ha bluffato, ha tirato a indovinare, ha brancolato nel buio. Il motivo di questa improvvisa, sconvolgente scoperta? Il fatto che, al tempo di Ges\u00f9, non c&#8217;erano i registratori. No, non \u00e8 una battuta, e sia pure di dubbio gusto; s\u00ec, ha detto proprio cos\u00ec. Purtroppo. <em>Noi non sappiamo cosa disse Ges\u00f9, perch\u00e9 non c&#8217;erano registratori a quel tempo.<\/em> E papa Francesco, sempre cos\u00ec sollecito a dire la sua, quando ne ha voglia, su tutto e su tutti, anche su cose che non dovrebbero riguardarlo affatto, come le vicende della politica interna americana o le elezioni presidenziali di quel Paese, di nuovo ha taciuto. Non ha trovato nulla da dire; evidentemente, le frasi di padre Sosa Abascal non gli sono parse strane, tanto meno censurabili. Del resto, perch\u00e9 avrebbe dovuto censurarle, lui che ha detto: <em>Io credo in Dio, ma non nel Dio cattolico, perch\u00e9 Dio non \u00e8 cattolico, \u00e8 Dio e basta<\/em>? Un papa che parla cos\u00ec, sa parlare anche troppo, quando vuole: per la confusione e per il dolore dei fedeli, che in lui, come capo della Chiesa visibile, credono e sperano di trovare un pastore attento e amorevole, e invece trovano un dissacratore, un iconoclasta, che gode a gettarli nel turbamento e si diverte, questa almeno \u00e8 l&#8217;impressione di molti cattolici, a erodere le loro certezze, a mettere in crisi la loro fede.<\/p>../../../../n_3Cp>E ora passiamo dai silenzi di papa Francesco alle improvvise e tardive rivelazioni di un teologo che ebbe un ruolo decisivo nei lavori del Concilio Vaticano II, e precisamente nella stesura della tanto discussa <em>Nostra aetate<\/em>, la dichiarazione che apriva il &quot;dialogo&quot; col giudaismo partendo dal presupposto che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno che i giudei si convertano al cristianesimo, perch\u00e9, tanto, loro sono gi\u00e0 il &quot;popolo eletto&quot; da Dio, e la promessa di Dio non \u00e8 venuta mai meno. Documento discusso e assai controverso, perch\u00e9, se fossero vere tali premesse, allora cadrebbe tutto il Nuovo Testamento, cadrebbe la ragione dell&#8217;Incarnazione del Verbo, nonch\u00e9 della Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9: che ci sarebbe venuto a fare, sulla terra, se basta essere giudei per salvarsi? Il giudaismo c&#8217;era gi\u00e0; <em>ergo<\/em>, la venuta di Cristo \u00e8 stata un atto non necessario, che Dio avrebbe anche potuto risparmiarsi. Ma l&#8217;importante, si vede, era passare dai &quot;perfidi giudei&quot; ai &quot;nostri fratelli maggiori&quot;: laddove, in malafede, si poneva l&#8217;accento sull&#8217;aggettivo &quot;perfidi&quot;, ma si taceva la cosa pi\u00f9 importante, il verbo: <em>Oremus pro perfidis judaeis<\/em>, cio\u00e8 preghiamo per la loro conversione e per la loro salvezza. Altro che odio, altro che disprezzo, altro che antisemitismo: la Chiesa, per secoli e secoli, si \u00e8 premurata di ricordare la necessit\u00f2 della salvezza anche per i giudei, i quali, <em>in origine<\/em>, erano il popolo eletto, ma poi, facendo condannare a morte Ges\u00f9 e perseguitando la sua santa Chiesa, spargendo il sangue dei primi martiri (santo Stefano, san Giacomo) hanno rotto l&#8217;alleanza e se ne sono allontanati. Ebbene, alla bella et\u00e0 di novantatre anni, padre Gregory Baum, un sacerdote che, all&#8217;epoca del Concilio, godeva di grandissima stima come teologo, tanto da essere chiamato a scrivere la <em>Nostra aetate<\/em>, ha pensato bene di pubblicare un libro in cui racconta di essere sempre stato un sodomita praticante dall&#8217;et\u00e0 di quarant&#8217;anni; di averlo sempre taciuto, al preciso scopo di non perdere il suo prestigio e la sua autorevolezza, in modo da poter esercitare la massima influenza sui lavori conciliari e sugli indirizzi successivi della Chiesa; e di vantarsi di tutto ci\u00f2, non senza aggiungere particolari piccanti (o forse semplicemente squallidi) sulle sue esperienze da invertito, come quando definisce &quot;eccitante&quot; il suo primo rapporto omoerotico (alla faccia del voto di castit\u00e0, oltre che alla condanna della sodomia come <em>uno dei quattro peccati che gridano vendetta davanti a Dio<\/em>, secondo il Catechismo di san Pio X). Fra parentesi, quello stesso Gregory Baum trascin\u00f2 dietro di s\u00e9 il clero canadese nel rifiuto della <em>Humanae vitae<\/em> di Paolo VI. A rilevare lo sconcio \u00e8 stato, ancora una volta, l&#8217;ottimo Maurizio Blondet, sul suo sito, con l&#8217;acume e la prontezza che gli sono propri. Ora, la domanda \u00e8: se Baum avesse dichiarato la propria sodomia prima del Concilio, lo avrebbero chiamato alla stesura della <em>Nostra aetate<\/em>? E se non fosse stato ebreo (figlio di madre ebrea, per la precisione), avrebbe steso quel documento, nel modo in cui lo stese? Ciascuno tragga da s\u00e9 le proprie conclusioni. Certo che da questi fatti, e da tanti altri, sta gradualmente emergendo un quadro a dir poco inquietante: quello di un complotto che parte da lontano, dentro la Chiesa e fuori di essa, per condizionare, modellare e capovolgere la dottrina cattolica, anche con l&#8217;arma dei silenzi, delle astuzie, delle cose non dette onestamente. Un grazie ai Magister e ai Blondet che ci segnalano alcuni di talii fatti, i quali, altrimenti, passerebbero inosservati. Vuoi vedere che \u00e8 proprio per questo che i mass media <em>politically correct<\/em> li hanno pressoch\u00e9 cancellati dai loro palinsesti?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono silenzi che parlano pi\u00f9 di mille parole: com&#8217;\u00e8 vero. 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