{"id":26264,"date":"2022-01-09T01:24:00","date_gmt":"2022-01-09T01:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/09\/luomo-e-libero-o-schiavo-de-maistre-vs-rousseau\/"},"modified":"2022-01-09T01:24:00","modified_gmt":"2022-01-09T01:24:00","slug":"luomo-e-libero-o-schiavo-de-maistre-vs-rousseau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/09\/luomo-e-libero-o-schiavo-de-maistre-vs-rousseau\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo \u00e8 libero o schiavo? De Maistre vs Rousseau"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile che una singola idea errata posa influenzare, per secoli interi, la visione che gli uomini hanno di se stessi, e provocare danni incalcolabili alla societ\u00e0, sia sul piano spirituale che su quello materiale? Questa domanda sporge spontanea quando si riflette all&#8217;idea illuminista che da Rousseau in poi ha dominato, per non dire ossessionato, l&#8217;immaginario collettivo degli europei e degli americani: cio\u00e8 che l&#8217;uomo nasce libero, nonch\u00e9 dotato di una serie di diritti naturali, che gli derivano cio\u00e8 dal solo fatto di esistere. Veramente Rousseau era stata anticipato dai giusnaturalisti, Grozio, Pufendordf e Althusius, ma \u00e8 stato lui a volgarizzarla e farla diventare patrimonio comune della cultura moderna. Tale idea \u00e8 alla base delle Dichiarazioni dei diritti delle due rivoluzioni del XVIII secolo, l&#8217;americana e la francese, e poi \u00e8 alla base della Dichiarazione universale dei diritti umani, per voto dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, a Parigi, il 10 dicembre 1948. Da quella data, in particolare, metterla in dubbio \u00e8 diventato peggio che un&#8217;eresia, \u00e8 praticamente un crimine di lesa maest\u00e0. E tuttavia, non possiamo fare a meno di domandarci: \u00e8 un&#8217;idea esatta, condivisibile, giustificata e confermata dall&#8217;osservazione o dal ragionamento? Oppure \u00e8 un&#8217;idea astratta, velleitaria, una mera affermazione di principio che non trova alcun riscontro nella realt\u00e0, e tanto meno nella retta ragione naturale?<\/p>\n<p>Vediamo. Rousseau la pione all&#8217;inizio del suo libro pi\u00f9 importante, <em>Il contratto sociale<\/em>, pubblicato nel 1762, e la esprime in questa forma, che vorrebbe essere lapidaria e folgorante, nonch\u00e9 dotata di un&#8217;auto-evidenza tale da rendere superfluo il voler dimostrarla: <em>L&#8217;homme est n\u00e9 libre et partout il est dans les fers<\/em> (<em>l&#8217;uomo \u00e8 nato libero e ovunque si trova in catene<\/em>). Dal punto di visti filosofico, questa \u00e8 una di quelle affermazioni bislacche e contraddittorie che non meriterebbero ceto la risonanza che invece hanno avuto: e &#8216;hanno avuta perch\u00e9 piacciono e sembrano spiegare un sacco di cose, mentre in realt\u00e0 non si reggono sulle gambe, non hanno senso logico e non spiegano un bel nulla. Che accidenti vuol dire che l&#8217;uomo \u00e8 ovunque in catene (letteralmente: messo ai ferri), se nasce libero? Evidentemente qualcuno l&#8217;ha posto ai ceppi: ma come ha potuto, se <em>tutti<\/em> gli uomini nascono liberi? \u00c8 una bella fatica imporre all&#8217;intera umanit\u00e0 un ordine totalmente contrario alla loro natura essenziale. E poi, chi li avrebbe incatenati, se non degli altri uomini? E allora c&#8217;\u00e8 qualcuno che \u00e8 libero, il padrone degli schiavi? Oppure \u00e8 uno schiavo anche lui, ma senza sapere d&#8217;esserlo, schiavo in un altro senso della parola? Perch\u00e9 se il senso della frase di Rousseau deve essere inteso metaforicamente, possiamo sbizzarrirci ad immaginare altre forme di libert\u00e0, e altre forme di schiavit\u00f9, le quali prescindono dal lato meramente giuridico. Oppure ancora il ginevrino intendeva dire che l&#8217;uomo, nella propria interiorit\u00e0, \u00e8 libero perch\u00e9 nasce tale, ma che poi il suo corpo viene ovunque avvinto dalle catene della schiavit\u00f9? In tal caso, la frase andrebbe letta per met\u00e0 in senso figurato e per met\u00e0 in senso letterale: un bel rompicapo trovare la giusta interpretazione, visto che non ci viene data la chiave del rebus.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 limpida confutazione dell&#8217;idea espressa da Rousseau \u00e8 stata fatta da Joseph De Maistre nel suo celebre saggio <em>Il Papa<\/em>, pubblicato nel 1819 (titolo originale: <em>Du Pape<\/em>; traduzione dal francese di Tito Casini, Libreria Editrice Fiorentina, 1926):<\/p>\n<p><em>Fu una bella ridicolezza dell&#8217;ultimo secolo quella di giudicar tutto dietro regole astratte, senza tener conto del&#8217;esperienza. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Squisito il Rousseau quando comincia il suo &quot;Contratto sociale&quot; con questa massima rimbombante: \u00abL&#8217;uomo \u00e8 nato libero, e dappertutto si trova in catene!\u00bb. Che cosa vuol dire? A quanto pare egli non intende parlare del FATTO, poich\u00e9 nella medesima frase afferma che l&#8217;uomo \u00e8 dappertutto in catene. Si tratta dunque del DIRITTO; ma \u00e8 appunto quello che bisogna provare, CONTRO IL FATTO. Vero \u00e8 il contrario di questa pazza asserzione: L&#8217;UOMO \u00c8 NATO LIBERO. In tutti i tempi e in tutti i luoghi, fino alla fondazione del cristianesimo, anzi sino a che questa Religione non fu penetrata sufficientemente nei cuori, la schiavit\u00f9 \u00e8 sempre stata considerata come un ordigno necessario nel governo e nello stato politico delle nazioni, nelle repubbliche come nelle monarchie, senza che mai cadesse in mente ad un filosofo di condannare la schiavit\u00f9, n\u00e9 ad un legislatore di combatterla con leggi fondamentali o di circostanze (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Chi ha sufficientemente studiato questa trista natura, sa che L&#8217;UOMO IN GENERALE, abbandonato a se stesso, \u00c8 TROPPO MALVAGIO PER POTER ESSERE LIBERO. Che ciascuno esamini l&#8217;uomo nel suo proprio cuore, e sentir\u00e0 che dovunque sia data a tutti la libert\u00e0 civile, non vi sar\u00e0 pi\u00f9 mezzo, SENZA UN QUALCHE SOCCORSO STRAORDINARIO, di governare gli uomini in corpo di nazione. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Dovunque, il piccolissimo numero ha sempre condotto il grande poich\u00e9 senza un&#8217;aristocrazia pi\u00f9 o meno forte, la sovranit\u00e0 non ha abbastanza vigoria, Il numero degli uomini liberti nell&#8217;antichit\u00e0 era di molto inferiore a quello degli schiavi. Atene aveva 40.000 schiavi e 20.000 cittadini. A Roma, che contava verso la fine della Repubblica circa 120.000 abitanti, vi erano appena 2.000 proprietari, il che dimostra da solo l&#8217;immensa quantit\u00e0 degli schiavi. Un solo individuo ne aveva qualche volta diverse migliaia al suo servizio. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Altre nazioni fornirebbero press&#8217;a poco gli stessi esempi. E del resto sarebbe inutile provocare diffusamente ci\u00f2 che nessuno ignora, che l&#8217;universo, fino al cristianesimo, \u00e8 sempre stato coperto di schiavi e che i sapienti non hanno mai biasimato tale usanza.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa proposizione non si scuote. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec il genere umano \u00e8 in gran parte NATURALMENTE servo, e non pu\u00f2 essere tolto da questo stato altro che soprannaturalmente. Con la servit\u00f9 niente morale propriamente detta; senza il cristianesimo niente libert\u00e0 generale, e senza il papa non si d\u00e0 vero cristianesimo, ossia il cristianesimo operoso, potente, convertitore, rigeneratore, conquistatore, PEREZIONANTE. Spettava dunque al Sommo Pontefice proclamare la libert\u00e0 universale; egli lo fece, e la sua voce risuon\u00f2 per tutto l&#8217;universo. Egli solo rese questa libert\u00e0 possibile, nella sua qualit\u00e0 di capo unico di quella Religione sola capace di piegare le volont\u00e0, e che non poteva spiegare tutto il suo potere se non per mezzo di lui. Oggi bisognerebbe esser ciechi per non vedere che tutte le sovranit\u00e0 in Europa s&#8217;indeboliscono. Esse perdono da tutti i lati la confidenza e l&#8217;amore. Le sette e lo spirito particolare si moltiplicano in modo spaventevole. Bisogna purificare le volont\u00e0 o incatenarle; non c&#8217;\u00e8 via di mezzo.<\/em><\/p>\n<p>In ogni caso, il fatto che la roboante affermazione di Rousseau si sia impressa in maniera indelebile nell&#8217;immaginario dei moderni e abbia determinato tutta la successiva evoluzione del pensiero e della stessa politica, indica a sufficienza cosa s&#8217;intende allorch\u00e9 si dice che <em>tutta<\/em> la filosofia moderna \u00e8 una sola, inarrestabile decadenza dalla vera filosofia, che \u00e8 la metafisica. Vediamo qui bellamente calpestati i due principi fondamentali della logica, quello d&#8217;identit\u00e0 e quello di non contraddizione. Se l&#8217;uomo \u00e8 nato libero, allora la sua condizione fondamentale \u00e8 la libert\u00e0, e dire uomo \u00e8 la stessa cosa che dire uomo libero. Questo \u00e8 il principio d&#8217;identit\u00e0: una cosa \u00e8 se stessa. Ma se subito dopo si afferma, in maniera altrettanto recisa e apodittica, che l&#8217;uomo giace ovunque in catene, allora i conti non tornano: questa seconda condizione, B, fa a pugni con la precedente, A. Dunque si afferma che A \u00e8 A, ma al tempo stesso che A \u00e8 B: che l&#8217;uomo \u00e8 in un certo modo, ma \u00e8 anche nel modo opposto. Ma A pu\u00f2 essere solo uguale ad A, e giammai a B: in tal caso, infatti, salterebbe il principio di non contraddizione.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 necessario chiarirsi le idee sulla faccenda della libert\u00e0 umana, perch\u00e9 solo se si hanno le idee chiare in proposito si possono affrontare nella maniera giusta le situazioni aberranti che di volta in volta si pongono storicamente alla coscienza, come la falsa emergenza sanitaria che stiamo vivendo, e dietro la quale s&#8217;intravvede, neanche tanto nascosta a dire il vero, una feroce volont\u00e0 totalitaria mirante a schedare, irreggimentare, controllare minutamente, e in definitiva schiavizzare l&#8217;intera popolazione mondiale, <em>e ci\u00f2 con il consenso e la calorosa approvazione della grande maggioranza di essa<\/em>. Se fosse vero ci\u00f2 che dice Rousseau e che dicono anche i giusnaturalisti, che l&#8217;uomo nasce libero, non si capisce come mai sia tanto facile ridurlo in schiavit\u00f9. Il fatto \u00e8 che l&#8217;uomo non nasce affatto libero, ma nasce con gli strumenti per potersi forgiare e costruire la propria libert\u00e0: il che \u00e8 una cosa ben diversa. Tali strumenti sono la ragione naturale e la volont\u00e0 rettamente indirizzata, cio\u00e8 indirizzata verso il fine naturale dell&#8217;uomo. Il fine naturale dell&#8217;uomo, quante volte l&#8217;abbiamo detto, \u00e8 la felicit\u00e0: e la felicit\u00e0 consiste nel realizzare la parte pi\u00f9 elevata della sua natura e non la pi\u00f9 bassa. La parte pi\u00f9 elevata della natura umana \u00e8 la ragione: dire uomo \u00e8 dire essere razionale, e quindi persona. Un bambino che non ha ancora l&#8217;uso di ragione non \u00e8 una persona nel senso proprio del termine: lo diverr\u00e0; per intanto \u00e8 una persona in potenza, dunque un essere il cui statuto essenziale non coincide con la pienezza della natura umana, che si realizza nell&#8217;esercizio della ragione. Ricordiamo la sintetica ma efficace definizione di Boezio: la persona \u00e8: <em>rationalis naturae individua substantia<\/em>, \u00absostanza individuale di natura razionale\u00bb; e quella, un po&#8217; pi\u00f9 articolata ma ancor pi\u00f9 precisa, di san Tommaso d&#8217;Aquino, secondo la quale la persona \u00e8 \u00abl&#8217;essere che sussiste per se stesso nella natura intellettuale mettendo cos\u00ec in risalto l&#8217;aspetto della sussistenza spirituale, del suo essere spirito incarnato in un corpo, che esiste in-s\u00e9 e per-s\u00e9, che significa che l&#8217;uomo \u00e8 cos\u00ec autocoscienza e fine a se stesso, non pu\u00f2 essere strumento di nessuno e questo comporta una dignit\u00e0\u00bb (<em>dignitatem importat<\/em>).<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe obiettare che dire che l&#8217;uomo ha una dignit\u00e0, per cui non pu\u00f2 essere ridotto a strumento, \u00e8 la stessa cosa che dire che l&#8217;uomo nasce libero; e dunque che non c&#8217;\u00e8 una vera differenza fra l&#8217;idea dell&#8217;uomo di Rousseau e l&#8217;idea cristiana. Non \u00e8 cos\u00ec. San Tommaso dice che l&#8217;uomo \u00e8 autocoscienza e fine a se stesso, ma dice anche che ci\u00f2 deriva dalla sua realt\u00e0 spirituale, e che tale realt\u00e0 spirituale emerge allorch\u00e9 egli manifesta la propria natura intellettuale. In altre parole, \u00e8 la facolt\u00e0 razionale che fa emergere la natura spirituale, e non viceversa. Dunque l&#8217;uomo si qualifica come essere spirituale dotato di ragione, laddove fa uso, e retto uso, della propria ragione; mentre se non ne fa uso, regredisce a un livello sub-umano, ossia si adatta a sussistere in una condizione naturale, che a quel punto divine in-naturale, inferiore a quella che gli era stata destinata da Dio. Riassumendo: Dio ha creato l&#8217;uomo come essenza spirituale incarnata, e l&#8217;ha dotato della ragione. Grazie alla ragione l&#8217;uomo si emancipa dalla sua parte meramente materiale (san Paolo direbbe: carnale) e realizza in pieno la propria vocazione spirituale. Un passaggio ulteriore \u00e8 richiesto affinch\u00e9 egli <em>divenga<\/em> figlio adottivo di Dio Padre. Gli uomini non nascono tutti figli di Dio, ma piuttosto con la possibilit\u00e0 di diventarlo; e lo diventano se usano rettamente la ragione e la volont\u00e0, e se riconoscono in Lui, e solamente in Lui, quel Vero che urge alla loro coscienza come un dato essenziale del quale hanno memoria e nostalgia, ma non il pieno possesso, per cui devono andarne alla ricerca. Come dice il <em>Vangelo di Giovanni<\/em> (1,9-13):<\/p>\n<p><em>9\u00a0Veniva nel mondo \/ la luce vera, \/quella che illumina ogni uomo. \/ 10<strong>\u00a0<\/strong>Egli era nel mondo, \/ e il mondo fu fatto per mezzo di lui, \/eppure il mondo non lo riconobbe. \/ 11<strong>\u00a0<\/strong>Venne fra la sua gente, \/ ma i suoi non l&#8217;hanno accolto. \/ 12\u00a0A quanti per\u00f2 l&#8217;hanno accolto, \/ ha dato potere di diventare figli di Dio: \/ a quelli che credono nel suo nome, \/13<strong>\u00a0<\/strong>i quali non da sangue, \/n\u00e9 da volere di carne, \/ n\u00e9 da volere di uomo, \/ ma da Dio sono stati generati.<\/em><\/p>\n<p>Dio infatti &#8212; il vero Dio, quello che ci indica anche la sana ragione naturale e non un dio qualunque, non una Pachamama qualsiasi &#8212; \u00e8 anche Colui che rende liberi: <em>Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verit\u00e0, e la verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi<\/em> (<em>Gv<\/em> 8,31-32). Dunque per essere liberi occorre conoscere la verit\u00e0: non si nasce liberi, lo si pu\u00f2 diventare. Ges\u00f9 parla essenzialmente della libert\u00e0 dal peccato, ed \u00e8 questa la grande novit\u00e0 portata dal cristianesimo: la libert\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 una questione meramente giuridica, non dipende da una carta sulla quale \u00e8 scritto che si \u00e8 schiavi o liberti o cittadini, ma \u00e8 una conquista spirituale, e la si realizza con un percorso della ragione e un atto della volont\u00e0. Insomma: mentre per Rousseau la schiavit\u00f9 dipende solo da una causa esterna, ci sono dei cattivi che vogliono mettere gli altri in catene, per il cristianesimo la libert\u00e0 \u00e8 prima di tutto la manifestazione di una dignit\u00e0 che appartiene alla natura umana, ma che si realizza pienamente solo quando l&#8217;uomo <em>sceglie<\/em> di essere veramente uomo. Ed ecco la spiegazione di quanto sta oggi accadendo: molti uomini non hanno scelto a quale natura vogliono appartenere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile che una singola idea errata posa influenzare, per secoli interi, la visione che gli uomini hanno di se stessi, e provocare danni incalcolabili alla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26264","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26264\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}