{"id":26263,"date":"2017-03-04T03:20:00","date_gmt":"2017-03-04T03:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/04\/luomo-e-decisione-ma-luomo-moderno-vorrebbe-tenersi-aperte-tutte-le-strade\/"},"modified":"2017-03-04T03:20:00","modified_gmt":"2017-03-04T03:20:00","slug":"luomo-e-decisione-ma-luomo-moderno-vorrebbe-tenersi-aperte-tutte-le-strade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/04\/luomo-e-decisione-ma-luomo-moderno-vorrebbe-tenersi-aperte-tutte-le-strade\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo \u00e8 decisione; ma l\u2019uomo moderno vorrebbe tenersi aperte tutte le strade"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 proprio dell&#8217;essere umano fare delle scelte e, quindi, assumere delle decisioni; non possiamo nemmeno immaginare cosa sarebbe la nostra vita se cos\u00ec non fosse. Umanit\u00e0 e facolt\u00e0 decisionale sono due cose inseparabili.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;animale compie delle scelte, per\u00f2 sulla base di decisioni che gli vengono dettate dall&#8217;istinto, senza una vera libert\u00e0, perch\u00e9 la vera libert\u00e0 consiste nel sapersi staccare del tutto dalle leggi naturali, se le circostanze lo richiedono. Il leone deve decidere quale, fra le decine di gnu, deve puntare e quando sferrare l&#8217;attacco; la gazzella deve decidere se e quando avvicinarsi al fiume per l&#8217;abbeverata, pur sapendo che, in quel momento, i predatori sono in agguato, sia presso le rive, sia nell&#8217;acqua: in entrambi casi, la scelta riguarda i modi e non l&#8217;azione in se stessa, perch\u00e9 l&#8217;animale, almeno a quel che ne sappiamo, non ha la possibilit\u00e0 di assumere scelte che escano dalle condizioni naturali. Solo l&#8217;uomo pu\u00f2 farlo, perch\u00e9 la sua vita si svolge in quadro post-naturale, dove esistono leggi convenzionali che si soprappongono alle leggi della natura: anche se affamato, ad esempio, l&#8217;uomo esita a rubare, o a rapinare, e massimamente a uccidere, perch\u00e9 non ritiene lecito ricorrere a qualunque mezzo pur di placare la sua fame. Perci\u00f2, quando si parla, per l&#8217;uomo, dell&#8217;esistenza in lui di una legge morale &quot;naturale&quot;, che precede la legge soprannaturale proveniente dall&#8217;azione di Dio, s&#8217;intende una legge che gli animali non conoscono, e che, tutt&#8217;al pi\u00f9, possono imitare vagamente da lui, nel caso degli animali domestici pi\u00f9 intelligenti, abituati alla sua compagnia e, pertanto, assai lontani dalle condizioni della vita naturale.<\/p>\n<p>Le decisioni dell&#8217;uomo, quindi, sono libere, anche se non in senso assoluto: l&#8217;uomo affamato pu\u00f2 scegliere se tentar di rubare il cibo, oppure andare a guadagnarlo con il lavoro onesto; egli \u00e8 soggetto agli istinti, come l&#8217;animale, ma, a differenza dell&#8217;animale, pu\u00f2 scegliere se assecondarli o se inibirli e agire diversamente da quanto essi gli suggeriscono, cio\u00e8 in modo puramente razionale, e alla luce di valori etici. Tale \u00e8 la sua morale naturale, sconosciuta agli animali. L&#8217;uomo non pu\u00f2 fare a meno di prendere decisioni, perch\u00e9 vive in un mondo etico, nel quale \u00e8 necessario che ogni individuo si regoli eticamente, e non in base al capriccio o all&#8217;istinto, riguardo a tutto ci\u00f2 che pensa, dice e fa. Persino il non decidere assume il significato di una scelta, ossia la scelta di non prendere alcuna decisione, e, di conseguenza lasciare che a decidere per lui sia qualcun altro. Nelle persone normali, comunque, la capacit\u00e0 di prendere delle decisioni libere, e, quindi, di assumersi la responsabilit\u00e0 delle proprie scelte, \u00e8 considerata il tratto distintivo della personalit\u00e0 adulta, che la distingue da quella del bambino. Il bambino non sa scegliere, perch\u00e9 non sa fare un uso responsabile della propria libert\u00e0; anzi, a rigore egli non possiede alcuna llibert\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 ancora dominato dagli impulsi dell&#8217;istinto, come l&#8217;animale. Anche se la combina grossa, non viene punito con la stessa severit\u00e0 che verrebbe riservata all&#8217;adulto, perch\u00e9 si ritiene che non sia capace di distinguere fra il bene e il male, fra il giusto e l&#8217;ingiusto, fra il vero e il falso: la scelta \u00e8 sempre una scelta etica, o estetica, o logica, e ha a che fare sia con la ragione che con la volont\u00e0. Il filosofo moderno che ha maggiormente posto l&#8217;accento sul carattere decisionale della vita umana \u00e8 stato Kierkegaard, e lo ha fatto in termini piuttosto drammatici, come una serie di scelte secche e inappellabili fra questo e quello, senza possibilit\u00e0 di mediazione o di compromesso. Non si pu\u00f2 scegliere sia questo che quello: non sarebbe una scelta, dunque non ci sarebbe crescita. Per crescere, bisogna scegliere: e si deve saper scegliere bene, cio\u00e8 in maniera tale da innalzarsi sulla scala dell&#8217;evoluzione spirituale, dallo stadio estetico a quello etico, e da quello etico a quello religioso.<\/p>\n<p>Ha osservato, a tale proposito, il teologo benedettino Anselm Gr\u00fcn nel suo libro <em>Fare la scelta giusta. Il coraggio di prendere decisioni<\/em> (titolo originale: <em>Was will ich? Mut zur Entscheindung<\/em>, 2011; traduzione dal tedesco di Monica Rimoldi, Edizioni San Paolo, 2012, 2016, pp. 28-30):<\/p>\n<p><em>Quando l&#8217;uomo nasce, ha davanti a s molte possibilit\u00e0. Il suo scopo \u00e8 cogliere le sue possibilit\u00e0 del tutto personali e in questo modo plasmare la propria esistenza. Nella decisione l&#8217;uomo si svincola e in un certo senso finisce in una strettoia. Deve congedarsi da molte possibilit\u00e0 a disposizione. Cos\u00ec crea la sua storia personale.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo contemporaneo ha difficolt\u00e0 con queste idee. Infatti, vorrebbe tenersi aperte tutte le porte. Ma chi non sa decidersi e non \u00e8 disposto a vincolarsi alle proprie decisioni rimane privo di forma. Non si sviluppa. Chi si tiene aperte tutte le porte, prima o poi si ritrova di fronte a porte sbarrate. La questione della capacit\u00e0 di decidere mira non solo alla forza di volont\u00e0 dell&#8217;uomo, ma in ultima analisi al modo in cui si auto comprende. Dell&#8217;essenza dell&#8217;uomo fa parte che si vincoli alle proprie decisioni e che in questo modo crei la propria storia.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi non accetta la propria storia, perch\u00e9 la vuole tenere sempre aperta, non crescer\u00e0. Rimarr\u00e0 fermo. Rimarr\u00e0 indeciso. Questo atteggiamento contraddice, secondo Tommaso d&#8217;Aquino, la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo. Se mi sposo, mi vincolo. Se entro in convento o in monastero, prendo una decisione che mi vincola. Naturalmente, anche con tutta la disponibilit\u00e0 a vincolarsi, si fa l&#8217;esperienza che un legame vincolante si spezzi. Ma questa possibilit\u00e0 non \u00e8 un argomento per non vincolarsi.<\/em><\/p>\n<p><em>Per la teologia la decisione dell&#8217;uomo ha la tendenza &quot;all&#8217;irremovibile e irrevocabile&quot;(J. B. Metz, &quot;Entscheidung&quot;, in: H. Fries, &quot;Handbuch Theologiske Grundbegriffe&quot;, 1962, p. 284). L&#8217;uomo deve sfruttare il &quot;kairos&quot;, il momento che gli viene offerto, &quot;la chance dell&#8217;attimo&quot; (ibidem). Cos\u00ec esce dalla dispersione per entrare nella totalit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia, con la sua decisione l&#8217;uomo pu\u00f2 anche fallire. Pu\u00f2 perdere il momento giusto, il &quot;kairos&quot; che gli viene offerto da Dio. Allora vive indeciso e in ultima analisi perde se stesso. Infatti, &quot;l&#8217;essere non pu\u00f2 rimanere indeciso a lungo: o l&#8217;uomo si decide da solo, o viene deciso per lui, e in questo modo sprofonda sotto la dignit\u00e0 della sua esistenza storica&quot; (ivi, p. 284 ss).<\/em><\/p>\n<p><em>Per l&#8217;uomo, un modo importante per decidersi \u00e8 la fede. La fede \u00e8 &quot;la decisione fondamentale dell&#8217;uomo verso Dio&quot; (ivi, p. 287). La decisione fondamentale per Dio plasma poi tutte le singole decisioni che l&#8217;uomo prende nel corso della vita e nelle quali forma sempre pi\u00f9 la sua esistenza storica.<\/em><\/p>\n<p>In pratica, la vera differenza fra la decisione umana e quella dell&#8217;animale \u00e8 che la prima \u00e8 caratterizzata dalla volontariet\u00e0 della coscienza, il che implica non solo la libert\u00e0 di stabilire i modi della decisione, ma anche il fatto di assumerla o no. <em>Solo l&#8217;uomo pu\u00f2 scegliere di non scegliere<\/em>, cio\u00e8 solo l&#8217;uomo pu\u00f2 affidarsi al caso e lasciare che altri scelgano per lui. In pratica, solo l&#8217;uomo pu\u00f2 rinunciare alla sua libert\u00e0, perch\u00e9 solo l&#8217;uomo \u00e8 (relativamente parlando) libero. Non si pu\u00f2 rinunciare a ci\u00f2 che non si possiede: per questo l&#8217;animale non pu\u00f2 scegliere di non decidere nulla. Pu\u00f2 avere qualche attimo di esitazione, ma non pu\u00f2 escludere la scelta dall&#8217;ambito delle sue possibilit\u00e0. La gazzella potr\u00e0 raddoppiare le precauzioni, per assicurasi che un leone non stia in agguato dietro una macchia, o che un coccodrillo non si tenga pronto a ghermirla, stando sotto la superficie dell&#8217;acqua; ma comunque dovr\u00e0 scendere al fiume per l&#8217;abbeverata, altrimenti morirebbe di sete: e l&#8217;istinto, questo, non glielo consente.<\/p>\n<p>Un altro modo di non scegliere, per l&#8217;uomo &#8212; ed \u00e8 tipico dell&#8217;uomo <em>moderno<\/em>, figlio della civilt\u00e0 moderna &#8212; \u00e8 quello di voler tenere aperte tutte le porte, e accessibili tutte le strade. Lo vediamo quotidianamente, a tutti i livelli. Un solo esempio per tutti, il pi\u00f9 facile: la progressiva scomparsa del matrimonio. Le coppie non si sposano pi\u00f9 (salvo pretendere, e ottenere, i benefici di legge che sono connaturati alla condizione matrimoniale): perch\u00e9 legarsi irrevocabilmente a una persona? Certo, c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 del divorzio; ma \u00e8 comunque una seccatura; e allora perch\u00e9 impegnarsi, perch\u00e9 mettersi le manette ai polsi, perch\u00e9 limitare cos\u00ec, volontariamente, la propria possibilit\u00e0 di scegliere qualunque cosa? Anzi, perch\u00e9 legarsi a una sola identit\u00e0 di genere? perch\u00e9 non decidere, giorno per giorno, se comportarsi e sentire da maschio o da femmina? Ed ecco l&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, l&#8217;identit\u00e0 sessuale fluida, e la prona, sollecita acquiescenza dei parlamenti e delle legislazioni. In questo modo, ci si garantisce il massimo della libert\u00e0 di scelta (e anche qualcosa di pi\u00f9&#8230;) con il minimo dei rischi.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno ha orrore delle scelte, delle scelte vere, ossia impegnative, perch\u00e9 \u00e8 terrorizzato dai rischi che ci\u00f2 comporta; preferisce muoversi un ambiente dove tutto \u00e8 sotto controllo. Egli vorrebbe vivere con leggerezza, senza farsi troppi problemi, svolazzando qua e l\u00e0, senza obblighi n\u00e9 doveri verso nessuno, se possibile; se no, riducendoli al minimo indispensabile, e anche qualcosa di meno. Tenersi aperte tutte le strade non \u00e8 solo una strategia tipica dell&#8217;edonismo, in quanto non ci si vuole precludere nessuna opportunit\u00e0 di piacere (o di vantaggio); \u00e8 anche, in un certo senso, l&#8217;esito naturale di una riduzione, o auto-riduzione, del proprio essere ai minimi termini, sostituendolo, non sempre per necessit\u00e0 (come pensava Pirandello) e non sempre sotto la pressione della societ\u00e0 brutta e cattiva (come pensava Rousseau), o del Padre prepotente e castrante (come per Freud), o del padrone sfruttatore e disumano (come per Marx), ma anche in maniera perfettamente volontaria, perch\u00e9, considerando le cose sotto un certo punto di vista,\u00a0<em>\u00e8 comodo non essere nessuno<\/em>, dunque non avere un essere. Per fare delle scelte, infatti, bisogna essere; ma chi non \u00e8, chi ha solo delle maschere, chi ha scelto la comoda professione della vittima perpetua di un sistema ingiusto, non deve scegliere, perch\u00e9 viene dispensato da qualunque richiesta di decisione. Anche se ci\u00f2, naturalmente, non lo aiuta nella realt\u00e0 concreta della vita, la quale non sa che farsene delle nostre convenzioni buoniste e democraticiste, e non fa sconti a nessuno, sia a quelli che decidono, sia a quelli che non decidono, sia a quelli che sono, sia a quelli che non sono.<\/p>\n<p>Pertanto, conviene decidere di essere, piuttosto che di non essere: e questa \u00e8 gi\u00e0 una scelta; la scelta fondamentale, dalla quale tutte le altre dipendono. In secondo luogo, conviene scegliere bene: orientare ci\u00f2 tutta la prospettiva delle singole scelte nella prospettiva che dar\u00e0 ad esse un significato; perch\u00e9, se si imbocca una strada sbagliata, tutte le scelte che si faranno, magari ragionevoli in se stesse, ne risulteranno falsate, stravolte, assurde. Ora, per porsi nella giusta prospettiva, bisogna rispondere alla domanda chi sia l&#8217;uomo. Se si risponde che l&#8217;uomo \u00e8 creatura, allora ne consegue che la creatura proviene dal suo Creatore, e a Lui deve ritornare: tutta la vita, pertanto, non \u00e8 altro che il percorso di consapevolezza della condizione creaturale e di ci\u00f2 che ne deriva: la necessit\u00e0 di conoscere, amare, adorare Dio, obbedirlo, fare la sua volont\u00e0 e rinunciare alla propria. L&#8217;uomo, dunque, \u00e8 una creatura; ed essendo una creatura ragionevole, dotata di un&#8217;anima spirituale, deve fare della sua vita una preghiera incessante e mettere tutte le sue facolt\u00e0 al servizio di quel Dio che lo ha amato, e, amandolo, lo ha scelto, traendolo dal non-essere all&#8217;essere. Se, invece, si risponde che l&#8217;uomo \u00e8 un ente autonomo, che non deve nulla a nessuno, perch\u00e9 viene dal caso e si \u00e8 fatto interamente da solo, allora egli vorr\u00e0 farsi il dio di se stesso e assumer\u00e0 quelle scelte che presuppongono il suo potere assoluto su se stesso e sulle cose (aborto, eutanasia, cambio di sesso, fecondazione artificiale eterologa, eccetera). Dove lo porteranno queste scelte ingannevoli e presuntuose, possiamo facilmente immaginarlo; certo non lo porteranno a star bene con se stesso, per quanto egli voglia auto-convincersi del contrario, perch\u00e9 sta bene con se stesso quell&#8217;ente che realizza felicemente la propria natura, e la natura della creatura \u00e8 quella di essere un riflesso della perfezione del Creatore, al quale deve rivolgersi per modellare se stessa.<\/p>\n<p>Riassumendo. L&#8217;uomo \u00e8 chiamato a decidere; e, per poter decidere, \u00e8 chiamato ad essere; e, per poter essere, \u00e8 chiamato a interrogarsi su chi egli sia e su che tipo di esistenza voglia realizzare. L&#8217;esistenza autentica \u00e8 quella in cui l&#8217;uomo si riconosce per quello che \u00e8: creatura fatta a immagine di Dio; e tenta di realizzare pienamente tutte quelle potenzialit\u00e0 che lo assistono nel cammino che lo riporta a Dio, attraverso la consapevolezza di s\u00e9. L&#8217;esistenza inautentica, fallita, sprecata, \u00e8 quella che consiste nel recidere deliberatamente la relazione con Dio, senza la quale l&#8217;uomo \u00e8 nulla, e nel tentare vanamente, follemente, di mettersi al suo posto, scimmiottando le sue prerogative, il suo dominio sulle cose e il suo controllo sulla vita e sulla morte. Non c&#8217;\u00e8 spazio per mediazioni o compromessi: <em>aut-aut<\/em>, l&#8217;uno o l&#8217;altro. Se davvero fosse amico di se stesso, l&#8217;uomo non esiterebbe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 proprio dell&#8217;essere umano fare delle scelte e, quindi, assumere delle decisioni; non possiamo nemmeno immaginare cosa sarebbe la nostra vita se cos\u00ec non fosse. 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