{"id":26262,"date":"2021-11-02T12:31:00","date_gmt":"2021-11-02T12:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/02\/luomo-veritiero-e-come-un-faro-di-luce-nella-notte\/"},"modified":"2021-11-02T12:31:00","modified_gmt":"2021-11-02T12:31:00","slug":"luomo-veritiero-e-come-un-faro-di-luce-nella-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/02\/luomo-veritiero-e-come-un-faro-di-luce-nella-notte\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo veritiero \u00e8 come un faro di luce nella notte"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto in pi\u00f9 e pi\u00f9 occasioni che la questione filosofica centrale \u00e8 quella relativa alla verit\u00e0; che un pensiero incapace di pensare la verit\u00e0, senza timidezze o complessi d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti di checchessia, non conduce da nessuna parte, se non all&#8217;impotenza e alla disperazione; e che ignorare o soffocare il bisogno di verit\u00e0 che esiste e si manifesta con prepotenza nell&#8217;anima umana equivale a condannare l&#8217;uomo all&#8217;infelicit\u00e0 strutturale e immedicabile, perch\u00e9 solo nella contemplazione del vero la mente e il cuore si appagano, e fuori di essa non vi sono che scoraggiamento e frustrazione. Ora \u00e8 giunto il tempo di considerare non solo l&#8217;anelito alla verit\u00e0 e i processi logici attraverso i quali essa viene cercata dalla retta ragione naturale, ma la figura dell&#8217;uomo verace concreto, in tutta la sua umanit\u00e0 e luminosit\u00e0; di considerare, cio\u00e8, in che modo l&#8217;amore per la verit\u00e0 pu\u00f2 divenire abito mentale e stile di vita, cos\u00ec da innalzare tutte le altre funzioni dell&#8217;anima e tutti gli altri aspetti dell&#8217;esistenza su di un piano pi\u00f9 alto e splendente, perch\u00e9 la verit\u00e0 completa e perfezione le altre virt\u00f9, nessuna delle quali viceversa \u00e8 buona se, per una ragione o per l&#8217;altra, \u00e8 carente sul piano della verit\u00e0.<\/p>\n<p>E innanzitutto una domanda: veritiero \u00e8 la stessa cosa che sincero? No: perch\u00e9 si pu\u00f2 essere sinceri, ma lontani della verit\u00e0: in questo caso, si \u00e8 sinceri nell&#8217;errore, il che non significa in alcun modo che quella sincerit\u00e0 sia qualcosa da ammirare, perch\u00e9 equivale ad un intestardirsi nella lontananza dalla verit\u00e0 e quindi in una sorta di zelo rovesciato, a causa del quale la virt\u00f9 soggettiva (e fallibile) della sincerit\u00e0 prevale sulla virt\u00f9 assai pi\u00f9 importante, perch\u00e9 oggettiva e indefettibile, della verit\u00e0, e in qualche modo la soffoca e la stravolge. Ma come si pu\u00f2 stabilire un criterio che permetta di distinguere la verit\u00e0 soggettiva, che consiste nell&#8217;essere sinceri, dalla verit\u00e0 oggettiva, che consiste nell&#8217;essere effettivamente radicati nel vero? Il criterio \u00e8 di ordine duplice: la ragione naturale e la grazia soprannaturale. In linea di massima, chi segue la via della ragione naturale, applicando rigorosamente i principi della logica aletica, non si allontana dalla verit\u00e0, ed \u00e8 in grado anzi di cercarla e di trovarla, salvo poi incontrare eventualmente delle difficolt\u00e0 a trasformarla in qualcosa di vivo e di concreto nella propria esistenza. Ma ancora pi\u00f9 certo di questo criterio \u00e8 quello della grazia: chi, dopo aver seguito la ragione naturale, giunge alle soglie della rivelazione, e chiede con umilt\u00e0 l&#8217;ausilio della grazia, riceve una potenza di discernimento infallibile, mediante la quale rimane ancorato nella verit\u00e0 che gli si mostra quale coronamento della sua ricerca e del suo onesto desiderio.<\/p>\n<p>E adesso vediamo, l&#8217;uomo veridico o verace. \u00c8 un tipo umano ormai abbastanza raro; era pi\u00f9 frequente qualche decennio fa, anche se forse non \u00e8 mai stato maggioranza nella popolazione. Ha qualcosa che lo distingue subito dagli altri uomini \u00e8 limpido, terso, trasparente: chi lo accosta, chi gli parla, chi anche solo lo guarda, ha subito la netta percezione di una rarit\u00e0 in lui: non c&#8217;\u00e8 alcuna distanza, alcuno sdoppiamento fra il dire e il fare. Quello che pensa e che sente, lo dice e lo esprime nelle azoni: \u00e8 incapace di simulazione, di menzogna, di calcolo opportunistico e di bassa astuzia. Non fa alcuno sforzo per nascondere i suoi pensieri e i suoi sentimenti; \u00e8 del tutto sincero; ma non \u00e8 soltanto sincero \u00e8 anche ancorato nella verit\u00e0, perch\u00e9 segue le due strade maestre della ragione naturale e della Rivelazione. Non \u00e8 necessariamente una persona colta e laureata; forse non ha nai leto Aristotele e san Tommaso; ma \u00e8 una persona concreta, riflessiva, capace d&#8217;introspezione, e soprattutto dotata di senso logico: nulla di superficialmente emotivo, nulla di sentimentalmente zuccheroso nella sua coerenza e nella sua sincerit\u00e0.<\/p>\n<p>La sua figura \u00e8 stata ben descritta dal teologo morale austriaco Karl H\u00f6rmann (H\u00f6flein an der Thaya, M\u00e4hren, Sudeti, 1915-Vienna 2004), dal suo libro <em>Verit\u00e0 e menzogna<\/em> (titolo originale: <em>Wahrheit und L\u00fcge<\/em>, Wien M\u00fcnchen, Verlag Herold, 195, traduzione dal tedesco di Gianni Pasquale, Roma, Edizioni Paoline, 1958, pp. 35-38):<\/p>\n<p><em>Non ha per\u00f2 la veracit\u00e0 un VALORE CHE TOCCA LA PERSONA, INDIPENDENTEMENYTE DAL SUO VALORE SOCIALE? In caso negativo si potr\u00e0 rinunciare alla veracit\u00e0, se la menzogna serve meglio la societ\u00e0, in caso affermativo ci si dovr\u00f2 attenere incondizionatamente alla veracit\u00e0. L&#8217;uomo verace porta in s\u00e9, indipendentemente da ogni importanza sociale, un VALORE PERSONALE. Egli ha una forma unitaria e vuole apparire esteriormente ci\u00f2 che \u00e8 interiormente; il suo interno ed il suo esterno concordano e con ci\u00f2 la sua unit\u00e0 esistenziale \u00e8 in lui tutelata. L&#8217;uomo verace \u00e8 tutto lui stesso, integro e sano nella sua essenza, il che lo rende cos\u00ec prezioso. Il frutto dell&#8217;albero \u00e8 di certo pi\u00f9 pregiato qualora sia internamente ed esternamente perfetto, che non se abbia polpa sana e scorza guasta, a quel modo che noi siamo disposti ad attribuire al prodotto della diligenza umana il massimo valore quando con la praticit\u00e0 gli si accompagna anche la forma esterna piacevole, per null&#8217;affatto menomata.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa unit\u00e0 dell&#8217;essere richiede Ges\u00f9 dai suoi. Allorch\u00e9 Egli invi\u00f2 i discepoli per la prima volta in mezzo ai pericoli del mondo ad annunciare la sua dottrina, diede loro la singolare regola di comportamento \u00abecco che io vi mando come agnelli tra i lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe\u00bb (Mat 10,16). In questi pericoli sar\u00e0 bens\u00ec necessaria la somma prudenza, ma non per questo dovr\u00e0 soffrirne la semplicit\u00e0 della colomba; quella non deve diventare astuzia che limiti la veracit\u00e0. Kittel fa osservare nel suo dizionario teologico del Nuovo Testamento, che l&#8217;espressione greca &quot;akeraios&quot; con la quale viene definita l&#8217;ingenuit\u00e0 della colomba in questo passo, deve essere derivata da &quot;keraizo&quot;-distruggo; come significato della parola: indistrutto non danneggiato, e come derivato da essa: ci\u00f2 che si trova nello stato originario di integrit\u00e0, di pienezza, di innocenza morale; nel periodo ellenistico: puro (vino, ecc.). Nel Nuovo Testamento per\u00f2 la parola greca &quot;akeraios&quot; avrebbe sempre un significato traslato. L&#8217;espressione ci dice perci\u00f2 che Ges\u00f9, con tutta la necessit\u00e0 della massima prudenza, non permette ai suoi di rinunciare alla concordanza della loro personalit\u00e0 e do intaccare l&#8217;unit\u00e0 del loro essere. Questo deve rimanere &quot;intatto&quot;, parola con la quale Lagrange traduce la parola &quot;akeraios&quot;. In questa UNIT\u00c0 INTEGRA dell&#8217;intero essere sta il valore personale della veracit\u00e0. \u00abVeracit\u00e0 \u00e8 perci\u00f2 il fiore di tutte le virt\u00f9 particolari, dal momento che essa crea la chiara relazione tra l&#8217;esterno e l&#8217;interno, tra l&#8217;espressione e il pensiero, tra la forma e il principio formante, significando cos\u00ec la genuinit\u00e0 dello stile di vita\u00bb (G\u00f6rland, &quot;Der Begriff dr L\u00fcge&quot;, 146). In ci\u00f2 possiamo convenire con G\u00f6rland, anche se non possiamo accettarla sua distinzione (che si scosta dall&#8217;uso comune della lingua) tra veracit\u00e0 e verit\u00e0 morale. Verace sarebbe la formazione unitaria della vita secondo un principio formativo interno, vero ci\u00f2 che favorisce la comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo verace, non solamente nel suo interno, ma anche nel suo esterno realizza ci\u00f2 che deve essere. Egli nelle sue espressioni concorda con il suo essere interiore. Qualora poi questo essere conviene con l&#8217;idea dello Spirito creatore dal quale dipende, allora egli possiede anche la verit\u00e0 dell&#8217;essere (verit\u00e0 ontologica). La misura massima della verit\u00e0 dell&#8217;essere viene realizzata quando l&#8217;uomo \u00e8 ci\u00f2 che deve essere secondo l&#8217;idea di Dio e si professa anche come tale. La veracit\u00e0 morale perci\u00f2 costituisce la pienezza di verit\u00e0 dell&#8217;essere umano. L&#8217;uomo non \u00e8 del tutto ontologicamente vero, finch\u00e9 non realizza ci\u00f2 che dev&#8217;essere anche nelle ultime espressioni della sua essenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che l&#8217;uomo deve essere dipende dalla volont\u00e0 di Dio, e, in ultima analisi, dall&#8217;idea che Dio ha dell&#8217;uomo. Tutte le idee delle cose create rappresentano per\u00f2 nel loro essere delimitato, in certo qual modo, l&#8217;essere illimitato di Dio. Ci\u00f2 che l&#8217;uomo deve essere dipende, in ultima analisi, dall&#8217;ESSENZA di Dio, causa esemplare di tutto l&#8217;essere creato. Iddio per\u00f2 \u00e8 l&#8217;unit\u00e0, perci\u00f2 dovr\u00e0 essere anche la verit\u00e0 morale, dato che insincerit\u00e0 significherebbe doppiezza. Gi\u00e0 secondo Platone la verit\u00e0, sia presso gli dei che presso gli uomini, sta al vertice di ogni bene e, come ogni cosa che deriva dagli dei, \u00e8 assolutamente immune dalla menzogna. Pitagora descrive la veracit\u00e0 come divina, cos\u00ec pure Isocrate. Secondo Pindaro, Apollo non viene a contatto con nessuna menzogna. Attraverso i profeti Iddio esclama: \u00abdalla mia bocca viene la verit\u00e0\u00bb (Is. 45,23).<\/em><\/p>\n<p>Questa pagina ci aiuta a comprendere perch\u00e9, in presenza di un uomo (o di una donna) siffatto, proviamo quasi un turbamento dell&#8217;anima, e ci rendiamo conto di essere davanti a una persona eccezionale, assolutamente superiore al tipo medio che s&#8217;incontra nella vita di tutti i giorni. Egli infatti \u00e8 un individuo completo, integro, in certo qual senso perfetto: possiede un valore intrinseco, che \u00e8 un valore personale aggiunto. Un altro ha bisogno di lavorare a lungo su se stesso per sviluppare certe qualit\u00e0 morali; lui possiede quella fondamentale in maniera del tutto naturale, che non \u00e8 frutto di studio o di esercizio, ma \u00e8 un vero e proprio dono della grazia divina. In altre parole, egli \u00e8 come dovrebbe essere, come piace a Dio: il che \u00e8 il massimo traguardo per qualsiasi soggetto umano. Ciascuno di noi dovrebbe essere cos\u00ec come Dio ci vuole; ma solo pochi lo sono effettivamente, e ci\u00f2 accade allorch\u00e9 ci si spoglia del proprio ego e ci si lascia riempire dall&#8217;azione purificatrice e redentrice dello Spirito Santo. A quel punto non siamo pi\u00f9 noi a volere questo o quello, a fare questo o quello, ma \u00e8 Dio in noi che ci rende suoi docili strumenti, e noi viviamo della sua stessa vita di grazia, di luce e di verit\u00e0: partecipiamo della stessa vita divina, che c&#8217;innalza immensamente al di sopra del livello ordinario d&#8217;esistenza. Come scrive san Paolo nella <em>Lettera ai Galati<\/em> (2,20): <em>Sono stato crocifisso con Cristo e non sono pi\u00f9 io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.<\/em><\/p>\n<p>Abbiamo inoltre detto che l&#8217;uomo \u00e8 felice quando trova il vero, quando d\u00e0 alla sua vita l&#8217;impronta del vero (cfr. il nostro precedente articolo: <em>Custos, quid de nocte?<\/em>, pubblicato sul sito della Accademia Nuova Italia il 01\/01\/21), perch\u00e9 solo cos\u00ec realizza il fine ultimo della vita umana e appaga l&#8217;intima natura dell&#8217;uomo. \u00c8 felice, infatti, colui che realizza il proprio scopo esistenziale e appaga la propria pi\u00f9 intima natura: e questo spiega perch\u00e9 l&#8217;uomo verace non appare quasi mai turbato, o se lo \u00e8, si ricompone subito, ritrova prontamente il proprio baricentro interiore; ma il suo modo di essere abituale \u00e8 improntato alla calma e alla serenit\u00e0. Non deve fare lo sforzo di nascondere ci\u00f2 che pensa, o di apparire diversamente da come si sente: il suo io pi\u00f9 profondo \u00e8 tutt&#8217;uno con le sue manifestazioni esteriori.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 odierna \u00e8 popolata da un gran numero d&#8217;individui bugiardi, dissimulatori e manipolatori; da persone che non esistano a dire e fare tutto il contrario di ci\u00f2 che sentono e pensano realmente, ammesso che sentano e pensino qualcosa, se appena ci\u00f2 pu\u00f2 essere loro utile; e che non esiterebbero un solo istante a cambiare un&#8217;altra volta a dire e fare l&#8217;esatto contrario di ci\u00f2 che proclamano oggi, se domani cambiasse la direzione del vento. Un buon esempio di questo tipo umano ormai frequente, e moralmente pregevole, \u00e8 dato dai giornalisti italiani, specie in questa particolare congiuntura storica: la falsa pandemia, la falsa emergenza sanitaria, il falso vaccino e la volont\u00e0 feroce d&#8217;imporre una dittatura disumana e tecnocratica con il pretesto mal dissimulato di difendere la salute collettiva. Sono individui che non credono in nulla; che disprezzano profondamente l&#8217;uomo; che, pur riempiendosi la bocca di parole dalle sonorit\u00e0 accattivanti e politicamente corrette, come <em>inclusione<\/em>, <em>accoglienza<\/em> e <em>dialogo<\/em>, in realt\u00e0 non sprecherebbero un minuto del loro tempo a metterle in pratica nella loro vita, a meno che le luci dei riflettori li stiano illuminando e che qualche microfono stia cogliendo le loro parole. Insomma, sono individui pieni di ego e pervasi da una cinismo rivoltante: nessuna menzogna, nessuna finzione, nessuna bassa recita \u00e8 troppo per loro: a condizione che abbiano il proprio tornaconto, non esiterebbero a ingannare gli amici (ma hanno amici, poi, costoro?) e la loro stessa madre. Ci\u00f2 vale anche per molti uomini politici, deputati, senatori e membri dell&#8217;attuale governo. Ce l&#8217;hanno scritto in faccia che la coerenza e la lealt\u00e0 non fanno parte del loro orizzonte spirituale: molti sono stati eletti al Parlamento con un programma totalmente diverso dall&#8217;agenda di governo che ora stanno portando avanti. Hanno accettato di farsi sedurre dal denaro e dal potere del capitale finanziario, ma il diavolo non ha poi dovuto faticare molto per conquistarseli: vivevano gi\u00e0 nell&#8217;egoismo e nell&#8217;opportunismo pi\u00f9 sfrenati, bastava solo l&#8217;occasione giusta per lasciar cadere le maschere sociali e far apparire in piena evidenza la loro vera natura. Pertanto, se l&#8217;uomo verace \u00e8 amico di Dio, perch\u00e9 vive la vita che Dio vuole per lui, il bugiardo sistematico vive come Dio <em>non<\/em> vuole, come a Lui spiace, ma in compenso come piace assai a quell&#8217;altro, l&#8217;antico avversario, che vuole il male dell&#8217;uomo per odio contro Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto in pi\u00f9 e pi\u00f9 occasioni che la questione filosofica centrale \u00e8 quella relativa alla verit\u00e0; che un pensiero incapace di pensare la verit\u00e0, senza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[97,263],"class_list":["post-26262","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-aristotele","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26262\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}