{"id":26261,"date":"2019-07-29T08:38:00","date_gmt":"2019-07-29T08:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/29\/luomo-vecchio-non-puo-costruire-la-citta-nuova\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"luomo-vecchio-non-puo-costruire-la-citta-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/29\/luomo-vecchio-non-puo-costruire-la-citta-nuova\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo vecchio non pu\u00f2 costruire la Citt\u00e0 nuova"},"content":{"rendered":"<p>Lo scopo della teologia \u00e8 quello di aiutare le anime, seguendo la via razionale, a conservare e a rafforzare la fede. Ora, per svolgere il suo compito, essa deve avere ben chiaro lo scopo: condurre le anime verso Dio passando per la via dell&#8217;intelligenza, insieme a quella della fede. Perci\u00f2 la teologia deve aiutare le anime a rinascere in Dio e non creare una nuova fede che nasca con l&#8217;uomo: la prospettiva deve essere Dio, e precisamente il Cristo della croce, della sofferenza e della redenzione, non l&#8217;uomo con le sue aspirazioni. La vera teologia adegua gli uomini alla ricerca di Dio e non Dio alla ricerca degli uomini.<\/p>\n<p>\u00c8 illuminante la riflessione di Pavel N. Evdokimov a questo proposito (in: P. Evdokimov, <em>La vita trasfigurata in Cristo. Prospettive di morale ortodossa<\/em>, Roma, Lipa Edizioni, 2001, pp. 204-206):<\/p>\n<p><em>La fede intelligente \u00e8 un atto da adulto e non quello di un bambino. La Chiesa si costituisce per la seconda nascita dallo Spirito e non per la prima nascita dagli uomini. Ora, solo una Chiesa reclutata tra bambini pu\u00f2 prestare orecchio alle &quot;nouvelle th\u00e9ologie&quot; e cadere cos\u00ec nell&#8217;infantilismo religioso. L&#8217;opposizione stancante di &quot;fede&quot; e &quot;religione&quot; predicata dalla teologia della secolarizzazione e della &quot;morte di Dio&quot; fa tabula rasa della tradizione in tutto ci\u00f2 che ha di positivo, nella sua dottrina della divinizzazione dell&#8217;uomo e nel suo accento messo sulla &quot;nuova creatura&quot;. Essa \u00e8 resa nuova per la morte e la risurrezione di Cristo che hanno cambiato le condizioni ontologiche dell&#8217;esistenza umana. Ci si domanda se, da una parte all&#8217;altra, si tratti dello stesso Dio, dello stesso vangelo, dello stesso mistero di Cristo servo sofferente. Si produce una pericolosa marxizzazione della coscienza cristiana che pone una alternativa: la fedelt\u00e0 alla Parola di Dio, ai desideri della sua volont\u00e0, o la fedelt\u00e0 ai desideri degli uomini che inaugura un &quot;millenarismo della sinistra&quot; e si radica molto pi\u00f9 nell&#8217;antico Testamento che nel Nuovo. \u00c8 sintomatico che le correnti una nuova teologia si rifacciano al pensiero profondo di Friedrich Bonhoeffer. Ora, questo teologo luterano, ammirevole per certi aspetti, constata alla fine tragica e quanto mai prematura della sua vita: &quot;Ho notato sempre pi\u00f9 in che misura tutto ci\u00f2 che penso e provo sua ispirato pi\u00f9 dall&#8217;Antico testamento, l&#8217;ho letto di pi\u00f9 in questi ultimi mesi del Nuovo&#8230;&quot;. Le correnti progressiste si impegnano nella lotta politica, economica e sociale, ispirandosi giustamente ai profeti del&#8217;Antico Testamento e facendo della &quot;contestazione permanente&quot; il &quot;mito&quot; di un&#8217;azione rivoluzionaria e violenta. Ora, la sola vera rivoluzione non pu\u00f2 che venire dalla &quot;metanoia&quot; evangelica centrata sull&#8217;uomo dell&#8217;ottavo giorno per il quale &quot;tutto \u00e8 nuovo&quot; perch\u00e9 &quot;Cristo ha messo su tutte le cose il segno della sua croce&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Senza dimenticare le esigenze della giustizia, l&#8217;organizzazione della Citt\u00e0 umana in Isaia (40-53) \u00e8 subordinata alla visione del Servo sofferente e della presenza di Dio tra gli uomini. Il mondo, tale quale \u00e8, \u00e8 radicalmente contestato nel Vangelo, il mondo capitalista cos\u00ec come il mondo marxista, in nome dell&#8217;al di l\u00e0 di questo stesso mondo. L&#8217;uomo lavora quaggi\u00f9 e costruisce la storia attraverso il cammino terreno e tutti i suoi valori, non per una Citt\u00e0 ideale immanente, ma per una &quot;nuova terra&quot;, nuova Citt\u00e0 del Regno di Dio. La strategia dell&#8217;uomo deve partecipare alla strategia di Dio. In questa strategia trascendente, il vangelo non promette nessuna riuscita materiale. E infatti ogni epoca nella storia si compie con uno scacco, ma questi scacchi sono grandi riuscite perch\u00e9 spostano l&#8217;asse della storia e la conducono fuori dai suoi quadri verso l&#8217;al di l\u00e0 della sua trasfigurazione. \u00c8 Cristo che contesta questo mondo ed \u00e8 perci\u00f2 che la Pentecoste d\u00e0 il via alle sue energie salvatrici. Cristo contesta la morte con la sua morte e discende agli inferi per uscirne come &quot;da una stanza nuziale&quot;; egli contesta i suoi carnefici offrendo loro il perdono e la risurrezione. Egli offre a tutti non una vita opulenta, ma la filiazione divina e l&#8217;immortalit\u00e0 che comincia quaggi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti gli atti di giustizia e di rinnovamento sociale non hanno un valore assoluto in loro stessi, essi non sono veri che in Cristo in quanto testimoniano l&#8217;Amore del Padre. Essi sono destinati quaggi\u00f9 a trovare la loro dimensione eterna: l&#8217;Oggi di Dio nell&#8217;oggi degli uomini che non si manifesta che al momento della loro trascendenza verso il &quot;tutt&#8217;altro&quot;. Ora, l&#8217;annuncio della &quot;Morte di Dio&quot; apre il ricorso alla violenza che desidera appropriarsi dell&#8217;Amore di Dio secondo le vedute umane e dichiara che esso non sarebbe accessibile se in attraverso la politica e la mediazione del prossimo. Il rapporto diretto con Dio \u00e8 messo in questione, la preghiera e la contemplazione sono rese inutili perch\u00e9 \u00e8 nella rivoluzione violenta, condizionata da essa, che il rapporto ridiverrebbe accessibile, \u00e8 attraverso il mezzo della politica che Dio risusciterebbe!<\/em><\/p>\n<p><em>Di fronte a queste aberrazioni, bisogna dire con i Padri che l&#8217;amore come &quot;sacramento del fratello&quot; significa l&#8217;accoglienza dell&#8217;altro per, in e con Cristo presente nella mia anima e che solo permette di riconoscersi &quot;fratelli&quot;. I teologi della violenza mancano di radici evangeliche, misconoscono che Cristo chiama al superamento delle passioni che assalgono. Se la soluzione chirurgica si impone in un caso concreto, bisogna favorire la lucida coscienza che essa rischia sempre di scatenare le potenze demoniache.<\/em><\/p>\n<p>Avevamo gi\u00e0 parlato di Pavel Evdokimov a proposito di una sua opera &quot;minore&quot;, <em>La donna e la salvezza del mondo<\/em> (cfr. l&#8217;articolo <em>L&#8217;uomo \u00e8 chiamato ad agire, la donna ad essere: cos\u00ec i due sessi si completano a vicenda<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 06\/01\/18), un libro notevole, che fa del pensatore russo un vero e proprio contraltare a Simone de Beauvoir e allo stesso Sartre, del quale mette giustamente in luce l&#8217;assenza sistematica di conclusioni, dovuta, a sua volta, all&#8217;assenza della categoria del mistero, come \u00e8 proprio di ogni filosofia brutalmente materialistica. Nella pagina che abbiamo qui riportato, Evdokimov si mostra non meno acuto a proposito della teologia contemporanea e della sua deriva verso l&#8217;Antico Testamento e la Morte di Dio, cogliendo con chiarezza il <em>trait d&#8217;union<\/em> fra le due posizioni. Un teologo cristiano che si dice pi\u00f9 interessato, o pi\u00f9 affascinato, dall&#8217;Antico Testamento che dal Nuovo, \u00e8 un ex teologo cristiano: di fatto, \u00e8 un teologo cripto-giudeo e potenzialmente ateo. L&#8217;Antico Testamento, per il cristiano, trae tutto il suo valore alla luce del Nuovo: \u00e8 la sua preparazione, descrive la marcia di avvicinamento degli uomini al Mistero pi\u00f9 grande, l&#8217;Incarnazione di Cristo, e la progressiva rivelazione di Dio ad essi. Non ha senso indugiare sull&#8217;Antico pi\u00f9 che sul Nuovo, come non ha senso preferire il preambolo alla cosa in s\u00e9. La cosa in s\u00e9 \u00e8 Cristo, che riempie di significato tutto quanto, la storia, l&#8217;attesa, le sofferenze, la speranza. D&#8217;altra parte, una preferenza per l&#8217;Antico Testamento tradisce anche un progressivo allentamento del legame con Cristo, e, in prospettiva, con Dio stesso, dato che Cristo, sempre per il cristiano (per il modernista, \u00e8 un altro paio di maniche) \u00e8 Dio. La <em>Bibbia<\/em> \u00e8 come un&#8217;immensa, meravigliosa cattedrale, nella quale tutte le linee, le prospettive, le architetture convergono verso un solo punto focale: Cristo. Leggere e meditare la <em>Bibbia<\/em>, per un cristiano, \u00e8 leggere e meditare sul Mistero del&#8217;Incarnazione, della Passione, Morte e Resurrezione del Signore Ges\u00f9. La <em>Bibbia<\/em> \u00e8 la Parola rivolta da Dio agli uomini, e quella Parola culmina in una promessa: la promessa che Dio si sarebbe fatto uomo. Leggere e meditare la <em>Bibbia<\/em> significa confrontarsi con questa promessa che si \u00e8 realizzata e che ha riscattato l&#8217;intero corso della storia umana. Il cristiano \u00e8 l&#8217;uomo nuovo, frutto della promessa realizzata e operante; chi si ferma o si sofferma sull&#8217;Antica Alleanza non gode di quella pienezza, non si pasce di quel compimento; per lui, \u00e8 come se Cristo non fosse venuto e non fosse morto e risorto. Come dice Evdokimov, tutta la fede cristiana ruota intorno alla teologia del Servo sofferente: ma se cos\u00ec non \u00e8, se i teologi contemporanei amano soffermarsi su altre cose, sulla lotta alla povert\u00e0, sull&#8217;inclusione degli invertiti, sul perdono dei peccatori senza che costoro si pentano e facciano solenne proponimento di cambiar vita, si vanifica il Vangelo, ci si allontana da Ges\u00f9. Non \u00e8 questo che Ges\u00f9 ha insegnato: n\u00e9 con la sua Parola, n\u00e9 con l&#8217;esempio della sua vita mediante l&#8217;Incarnazione.<\/p>\n<p>Evdokimov osserva giustamente che, a partire dalla <em>nouvelle th\u00e9ologie<\/em>, si delinea un millenarismo della sinistra, intento a sostituire alla volont\u00e0 del Padre i desideri degli uomini; e giustamente egli dice che una simile teologia \u00e8 una teologia da bambini, perch\u00e9 consiste nel porre al centro i desideri umani e non ci\u00f2 che Dio ci chiama a essere. Come bambocci viziati, i nuovi teologi pretendono che Dio si adegui al loro modo di pensare e di sentire. E siccome nel loro modo di pensare, tipicamente infantile, la povert\u00e0 e lo sfruttamento sono qualcosa d&#8217;intollerabile, che non dovrebbe esistere, eccoli partire a lancia in resta per distruggere la povert\u00e0 e abolire lo sfruttamento. E non si accorgono che stanno inseguendo una pretesa assurda: quella di realizzare il Regno di Dio nelle condizioni presenti, per mezzo dell&#8217;uomo carnale e non dell&#8217;uomo spirituale, nella Citt\u00e0 terrena dominata dall&#8217;egoismo e non nella Citt\u00e0 celeste creata dall&#8217;amore di Dio. Mezzi marxisti e mezzi nietzschiani, essi pretendono che l&#8217;aldil\u00e0 si realizzi nell&#8217;al di qua; e non vedono che ci\u00f2 \u00e8 impossibile, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che viene fatto nell&#8217;al di qua soffre dei limiti della carne, \u00e8 imperfetto perch\u00e9 dominato dalla concupiscenza; e non vedono che la loro pretesa, in fondo, \u00e8 quella di far da soli, di ricreare il paradiso in terra, ma con le loro mani: in altre parole, sono seguaci della teologia di Bonhoeffer, bisogna fare come se Dio non ci fosse. Ma questo non \u00e8 pi\u00f9 cristianesimo: \u00e8 ateismo malamente camuffato da cristianesimo maturo e progressista. Poveri progressisti: non sono altro che bambini viziati. <em>Le correnti progressiste si impegnano nella lotta politica, economica e sociale, ispirandosi giustamente ai profeti del&#8217;Antico Testamento<\/em>. Ma i profeti dell&#8217;Antico Testamento, per il cristiano, hanno un senso nella misura in cui annunciano Cristo, preparano l&#8217;umanit\u00e0 alla venuta del Signore Ges\u00f9; altrimenti, voler realizzare le profezie dell&#8217;Antico Testamento senza fare riferimento a Cristo, senza attendere la redenzione da Cristo, ma anzi cercando di redimersi da soli, significa apostatare dal cristianesimo e creare una nuova religione, un ibrido sincretico di Antico Testamento e di volontarismo umanistico e progressista. Un po&#8217; Mos\u00e8 e un po&#8217; Karl Marx: due ebrei; il primo \u00e8 figura di Cristo, e guida gli ebrei fuori dalla schiavit\u00f9 dell&#8217;Egitto come Cristo guida gli uomini fuori dalla schiavit\u00f9 del peccato; il secondo \u00e8 colui che vuole mandare per sempre Dio in soffitta, dopo aver definito la fede in Lui come l&#8217;oppio dei popoli, e pretende che gli uomini si emancipino da soli, e da soli costruiscano un nuovo Eden, senza ingiustizie, n\u00e9 povert\u00e0, n\u00e9 alcun male. E infatti i cattolici progressisti, imbevuti direttamente o indirettamente di spirito marxista, disprezzano l&#8217;ascesi e snobbano la contemplazione, la spiritualit\u00e0 e la preghiera, che giudicano qualcosa di vecchio, di anacronistico, come la veste talare che prima del Concilio indossavano tutti i sacerdoti; credono solo nel fare, nell&#8217;agire; vorrebbero cambiare il mondo, rifarlo di sana pianta, e sono convinti, convintissimi, che sia possibile eliminare ogni imperfezione dalla societ\u00e0, che si possa trasformare la storia nella marcia trionfale dell&#8217;uomo. \u00c8 evidente che tutti costoro non sono pi\u00f9 cattolici, e neppure genericamente cristiani: ma chi glielo spiega a questi preti di strada, a questi vescovi amici della teologia della liberazione, a questi laici che si sono investiti della sacra missione di svecchiare la Chiesa, magari contribuendo all&#8217;abolizione del celibato ecclesiastico, aprendo al sacerdozio femminile e anche, <em>chi sono io per giudicare?,<\/em> all&#8217;istituzione del matrimonio fra persone dello stesso sesso?<\/p>\n<p>Evdokimov vede e denuncia in anticipo, con lucidit\u00e0 impressionante, la deriva apostatica che la Chiesa sta vivendo in questi ultimi anni: la pretesa di costruire la Citt\u00e0 ideale nell&#8217;immanenza, invece di adoperarsi per realizzare una nuova citt\u00e0 per il Regno di Dio. Non si versa il vino nuovo in otri vecchi, ammonisce Ges\u00f9. Invece, \u00e8 proprio quel che stanno facendo i nuovi teologi, i vescovi progressisti e i preti di strada: vogliono realizzare un mondo nuovo con materiali vecchi, cio\u00e8 con le forze dell&#8217;uomo. Ma l&#8217;uomo vecchio \u00e8 l&#8217;uomo carnale, e l&#8217;uomo carnale non pu\u00f2 che aggiungere alla storia sempre nuove passioni disordinate ed egoistiche, dominate dalla concupiscenza. La sola possibilit\u00e0 di costruite una nuova Citt\u00e0, per l&#8217;uomo, consiste nel farsi ispirare e guidare dal volere di Dio: e ci\u00f2 implica l&#8217;accettazione della condizione umana, cos\u00ec come essa \u00e8 attualmente, per\u00f2 nella prospettiva della sua trasfigurazione spirituale, che inizia qui, ma non si realizza qui, perch\u00e9 non appartiene alle cose di quaggi\u00f9. Quando un cristiano si scorda questo, cessa di essere cristiano: si sveglia un mattino e non \u00e8 pi\u00f9 cristiano, anche se crede ancora di esserlo. Tale \u00e8 la condizione dei cristiani &quot;adulti&quot; e &quot;maturi&quot;, che pur avendo spesso Ges\u00f9 Cristo sulla bocca, hanno scordato l&#8217;essenza del messaggio di Lui: (<em>Gv<\/em> 15,4-5): <em>Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me.\u00a0Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scopo della teologia \u00e8 quello di aiutare le anime, seguendo la via razionale, a conservare e a rafforzare la fede. 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