{"id":26254,"date":"2017-10-01T05:06:00","date_gmt":"2017-10-01T05:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/01\/il-dramma-delluomo-moderno-e-non-poter-credere\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"il-dramma-delluomo-moderno-e-non-poter-credere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/01\/il-dramma-delluomo-moderno-e-non-poter-credere\/","title":{"rendered":"Il dramma dell&#8217;uomo moderno \u00e8 non poter credere"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo moderno rappresenta un tipo antropologico particolarissimo: la sua caratteristica fondamentale, e il suo intimo dramma, \u00e8 non riuscire pi\u00f9 a credere, ad aver fede in Dio, ad accogliere una verit\u00e0 soprannaturale. Per l&#8217;uomo pre-moderno, la fede in Dio non era un problema, anzi: era il fondamento della vita stessa. Ovunque andava, il <em>pius Aeneas<\/em> innalzava altari, recitava preghiere, interrogava la divinit\u00e0 per mezzo dei responsi, interpretava i sogni; non trascurava mai una cerimonia, non faceva nulla che potesse tradire mancanza di rispetto e di devozione verso il mondo dell&#8217;invisibile; non tralasciava n\u00e9 le solenni esequie funebri, n\u00e9 i loro anniversari: e i morti gli erano accanto quanto i vivi, erano presenze autentiche nella sua esistenza. La stessa attitudine era condivisa dall&#8217;uomo medievale: non si vive solo per se stessi, si vive per Dio, con Dio e in Dio; la vita \u00e8 un pellegrinaggio, la nostra meta, la nostra patria vera \u00e8 il Cielo; i santi e le anime beate sono al nostro fianco nella battaglia terrena contro il male, mentre il diavolo e le sue schiere cercano di sviarci, di perderci. L&#8217;uomo vive al centro di un dramma cosmico, al quale <em>han posto mano e cielo e terra<\/em>; la vita umana non avrebbe alcun senso, sarebbe una beffa, un&#8217;ironia, se fosse conclusa in se stessa, se non schiudesse un altro orizzonte: quello dell&#8217;eternit\u00e0. L&#8217;uomo medievale parla con Dio, gli confida le sue pene, ne invoca il soccorso, gli domanda perdono per le sue debolezze, per le sue cadute, per le sue infedelt\u00e0. Non \u00e8 un santo, ma rispetta e ammira profondamente la santit\u00e0: perfino i briganti della foresta esitano a levare le mani su di un santo monaco che va per la sua strada, sentono accanto a lui la presenza di Dio e temono di provocarne la collera. L&#8217;ateismo, del resto, \u00e8 rarissimo, e suscita incredulit\u00e0, pi\u00f9 ancora che scandalo: che Guido Cavalcanti potesse non credere nell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, era una cosa che a stento poteva essere concepita; accettata, mai: e il suo migliore amico, Dante, fa capire che proprio per tale peccato Guido non potr\u00e0 evitare il castigo eterno, come non l&#8217;ha evitato, per un altro motivo, l&#8217;amato maestro Brunetto Latini. L&#8217;uomo medievale, cio\u00e8 il cristiano serio, prende le cose sul serio: Dio, per lui, \u00e8 una cosa estremamente seria; e la vita dopo la morte lo \u00e8 altrettanto. Quando incomincia scherzare sulle cose sacre, vuol dire che l&#8217;uomo medievale ha perso la fede: lo si vede nel <em>Decameron<\/em>, son passati pochi anni dalla <em>Divina Commedia<\/em>, mai per\u00f2 Dante avrebbe potuto scrivere a quel modo delle cose sacre; mai ci avrebbe riso e scherzato sopra. La sacrilega confessione di ser Ciapelletto, che prende in giro il confessore in punto di morte, raccontandogli un sacco di fandonie per trarlo in inganno, quando gi\u00e0 si trova con un piede nella fossa, ha qualcosa d&#8217;inaudito e quasi di pauroso nella sua enormit\u00e0: \u00e8 veramente la testimonianza della fine di un&#8217;epoca e di una civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi la situazione si \u00e8 completamente rovesciata: oggi la difficolt\u00e0 non \u00e8 quella di dubitare, ma di riuscire a credere. Si direbbe che l&#8217;uomo moderno si sia condannato da se stesso all&#8217;impossibilit\u00e0 di credere in Dio: a forza di ripetere, o di sentirsi dire, che Dio non esiste o che, se esiste, \u00e8 ininfluente per noi; a forza di sentirsi dire che la fede religiosa \u00e8 il frutto di una pia illusione, coltivata dai preti presso le societ\u00e0 ignoranti e superstiziose, non ancora gioiosamente rischiarate dai lumi della Ragione; una volta introiettate tali cose dopo una dozzina di generazioni, a partire dall&#8217;Illuminismo, si \u00e8 auto-convinto di essere radicalmente chiuso alla trascendenza, di aver smarrito il significato stesso della relazione con Dio, e dunque di potere e di dover vivere , in qualsiasi caso, <em>etsi Deus non daretur<\/em>, come se Dio non ci fosse. Infatti, se c&#8217;\u00e8, noi non possiamo sapere nulla di Lui; se non c&#8217;\u00e8, faremmo meglio a concentrare le nostre energie e la nostra attenzione su problemi assai pi\u00f9 utili e immediati per noi e per la nostra vita. Che ci piaccia o no, siamo condannati all&#8217;incredulit\u00e0; e la scienza moderna, materialista, meccanicista, riduzionista, \u00e8 stata costruita in maniera tale da escludere la credenza in Dio: essendo una fede totalizzante anch&#8217;essa, o si crede in Dio o si crede in lei. E chi mai preferirebbe un vecchio dio male in arnese, per giunta soltanto ipotetico, a una scienza piena di vigore, che ci sta cambiando il mondo ogni giorno, sotto il naso?<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno \u00e8 praticamente condannato a non poter credere, se in tutte le epoche della storia passata gli uomini hanno sempre creduto in Dio e mai hanno dubitato, se non a livello di singoli individui e non di gruppi, tanto meno di popoli e nazioni? Lo abbiamo gi\u00e0 detto: perch\u00e9 ha rotto la relazione con Dio, la relazione d&#8217;amore fra la creatura adorante e il Creatore che spinge il suo amore per l&#8217;uomo sino al punto di volersi incarnare, per condividere con gli uomini la loro stessa vita e per mostrare loro che \u00e8 possibile, dentro un corpo mortale, vivere nella piena e incondizionata fedelt\u00e0 al volere del Signore. Tuttavia, <em>non quello che voglio io, ma quello che vuoi tu,<\/em> dice Ges\u00f9 nell&#8217;oro degli olivi, pregando con il massimo fervore, pochi minuti prima di essere arrestato come un brigante.<\/p>\n<p>Abbiamo sostenuto pi\u00f9 volte che la radice dell&#8217;incredulit\u00e0 dell&#8217;uomo moderno \u00e8 nella sua superbia intellettuale; e, di fatto, la civilt\u00e0 moderna nasce proprio dal rifiuto di Dio e dalla pretesa dell&#8217;uomo di far da s\u00e9 e di spiegare il mondo con le sue sole forze. La prova di questa affermazione sta nel fatto che solo l&#8217;uomo occidentale sta vivendo questa fase d&#8217;irreligiosit\u00e0; il fenomeno \u00e8 meno accentuato, o non si nota affatto, nelle altre culture, a cominciare da quella islamica. Possiamo quindi ragionevolmente dedurne che la scienza moderna, per come \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata, mano a mano che si afferma, scalza via dal piedistallo il dio trascendente e s&#8217;insedia al suo posto, sul piano della immanenza. Si direbbe che non possano coesistere, e l&#8217;una escluda l&#8217;altra. Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec, e grandi figure di scienziati e matematici, da Enrico Medi ad Antonino Zichichi, son l\u00ec a dimostrare che si pu\u00f2 essere scienziati e credenti; come lo si era in passato, ad esempio ai tempi di Blaise Pascal. Dobbiamo tuttavia prendere atto che la maggioranza degli scienziati occidentali moderni ha ritenuto, o sentito, che le due fedi si escludono a vicenda, e che tale persuasione, per quanto arbitraria, si \u00e8 largamente diffusa nella societ\u00e0, divenendo patrimonio della gran parte della popolazione. D&#8217;altra parte, la religione dell&#8217;Occidente \u00e8, o piuttosto, era, il cristianesimo; dobbiamo desumere che il cristianesimo, specificamente, \u00e8 incompatibile con la scienza moderna e con la moderna mentalit\u00e0 razionale. Oppure la stessa cosa sarebbe accaduta anche, per ipotesi, con il confucianesimo, come davvero pare che stia accadendo nella Cina dei nostri giorni? \u00c8 inutile fare delle supposizioni oziose: limitiamoci a ragionare su quel che vediamo e su quel che possiamo comprendere, perch\u00e9 \u00e8 parte del nostro orizzonte intellettuale e spirituale. Il cristianesimo (o il post-cristianesimo) \u00e8 parte del nostro bagaglio interiore: si tratta perci\u00f2 di capire quale sia, esattamente, l&#8217;elemento specifico che blocca, annulla e scredita in partenza l&#8217;esperienza della fede. Infatti, la fede \u00e8, per prima cosa, un&#8217;<em>esperienza<\/em> interiore; poi \u00e8 anche un fatto di natura intellettuale. Peraltro non stiamo parlando di una fede generica, ma di una fede molto precisa: quella in Cristo Ges\u00f9, il Verbo Incarnato, morto e risorto per amore degli uomini, secondo quanto predetto dai Profeti e testimoniato dalle Scritture e dalla sacra Tradizione. Gli uomini di un tempo, anche i geni, le menti pi\u00f9 raffinate, Dante Alighieri, san Bonaventura, sant&#8217;Alberto Magno, san Tommaso d&#8217;Aquino, Erasmo da Rotterdam, Tommaso Moro, non hanno trovato impossibile credere in Ges\u00f9, Verbo Incarnato, morto e risorto in qualit\u00e0 di Salvatore; non hanno trovato che una simile fede fosse in contrasto insanabile con la razionalit\u00e0, anche se, ovviamente, ciascuno di essi a suo modo, hanno tutti collocato la fede su di un livello diverso, e non certo inferiore, rispetto a quello spettante alla ragione. E forse il nodo da sciogliere si torva proprio qui.<\/p>\n<p>La fede in Ges\u00f9 Cristo \u00e8, se vogliamo, difficile, nel senso che richiede un sacrifico nei confronti di ci\u00f2 noi riteniamo probabile; non per\u00f2 un sacrifico intellettuale radicale, tanto meno un suicidio della ragione, poich\u00e9 non vi \u00e8 niente, in essa, che sia contrario e ripugnate alla ragione. I miracoli? Non sono contrari alla ragione: sono solo improbabili, se giudicati con il metro della realt\u00e0 ordinaria. Al limite, \u00e8 teoricamente possibile che la scienza stessa, un domani, dimostri non solo la &quot;possibilit\u00e0&quot;, ma la realt\u00e0 effettiva di quel che il cristianesimo chiama &quot;miracolo&quot;. Il problema della fede non \u00e8, o non \u00e8 in prima istanza, quello di una impossibilit\u00e0 della ragione: che Ges\u00f9 abbia camminato sulle acque non \u00e8 <em>contrario<\/em> alla ragione, \u00e8 solo difficile da credere sulla base dell&#8217;esperienza comune. Per\u00f2, nell&#8217;esperienza comune, noi abbiamo a che fare con persone umane e non con il Verbo Incarnato: davanti ad esso, siamo in presenza di un livello di realt\u00e0 difficile da capire, difficile perfino da &quot;vedere&quot;, come sarebbe difficile, o impossibile, ad un ipoetico essere bidimensionale, scorgerne uno a tre dimensioni. Giungiamo cos\u00ec a una importante conclusione: quel che \u00e8 realmente difficile da credere, per l&#8217;uomo moderno, non \u00e8 che Ges\u00f9 abbia camminato sulle acque, o abbia moltiplicato i pani e i pesci, o abbia trasformato l&#8217;acqua in vino, e neppure che abbia richiamato in vita Lazzaro, o che, alla fine sia risorto da morte Egli stesso; no: quel che \u00e8 difficile da credere, o meglio, quel che \u00e8 difficile da accettare, \u00e8 innanzitutto che Dio ci sia, e poi che, esistendo, si prenda cura delle sue creature. Pertanto non si tratta di una difficolt\u00e0 propriamente intellettuale &#8211; il caso di Enrico Medi e quello di Antonino Zichichi lo dimostrano &#8212; bens\u00ec di una difficolt\u00e0 di ordine psicologico: l&#8217;uomo moderno ha cos\u00ec poca fiducia nella relazione con l&#8217;altro, che gli riesce estremamente difficoltoso ammettere che l&#8217;Altro ci sia, e che sia interessato a lui. L&#8217;uomo moderno \u00e8 da un lato estremamente superbo, al punto da volersi sostituire a Dio come re dell&#8217;universo; dall&#8217;altro \u00e8 troppo poco pietoso di se stesso, \u00e8 troppo carico di sottile auto-disprezzo, per cui non si ritiene degno d&#8217;amore e non pu\u00f2 ammettere che qualcuno, e meno che mai Dio, possa amarlo a tal punto da volersi fare simile a lui e morire per lui. \u00c8 questo che proprio gli riesce inaccettabile, prima ancora che incomprensibile. Se l&#8217;uomo moderno credesse nella relazione con l&#8217;altro, crederebbe anche che si pu\u00f2 voler morire per amore di qualcuno; e se si volesse un po&#8217; pi\u00f9 di bene, accetterebbe l&#8217;idea di poter essere lui quel qualcuno, per amore del quale il Dio fattosi uomo ha voluto morire (e poi risorgere).<\/p>\n<p>Pertanto, \u00e8 una situazione paradossale quella in cui la cultura moderna ci ha sospinti, un poco alla volta, giorno dopo giorno, con una gradualit\u00e0 e una continuit\u00e0 tali da toglierci la chiara consapevolezza che ci stavamo spostando per l&#8217;azione di una scala mobile, pur se qualcuno di noi restava fermo sulle gambe. Nella nostra relazione essenziale con Dio, \u00e8 come se fossimo paralizzati da un incantesimo, di cui noi stessi siamo i responsabili. Non riusciamo a credere in Lui, n\u00e9 nel suo amore, a causa della strana mescolanza di superbia e disamore verso noi stessi che abbiamo alimentato. La superbia parte dalla Rivoluzione scientifica e cresce con l&#8217;Illuminismo, toccando il vertice con la cultura del positivismo e del neopositivismo; il disamore di s\u00e9 nasce, in parallelo, con l&#8217;evoluzionismo darwiniano, culmina con la psicanalisi freudiana, prosegue con le avanguardie novecentesche. L&#8217;uomo moderno si vede, contemporaneamente, come un sovrano assoluto e come una scimmia, un bruto senz&#8217;anima, capace degl&#8217;impulsi pi\u00f9 ignobili; \u00e8 fiero di se stesso sul piano razionale, per le sue conquiste scientifiche e la sua potenza tecnologica, ma, al tempo stesso, prova disgusto e orrore di s\u00e9, di ci\u00f2 che \u00e8 diventato, del mostro che alberga in lui e che potrebbe erompere ad ogni istante. Si sente come Jekyll e Hyde: si abbandona a sogni superomistici di grandezza, e intanto rabbrividisce ogni volta che si guarda nello specchio, e si domanda, incredulo e terrorizzato: <em>Ma sono proprio io, quello?<\/em> L&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 perfettamente compendiato nel personaggio di Smerdjakov ne <em>I fratelli Karamazov<\/em>: superbo e pieno di auto-disprezzo. Paradossalmente, un tale uomo \u00e8 troppo evoluto e troppo primitivo per potersi affidare a Dio. \u00c8 troppo evoluto perch\u00e9 la sua ragione, divenuta scettica, maligna, distruttiva, gli presenta tutta una serie di obiezioni che gli appaiono insuperabili, ma che non sono tali sul piano logico, dato che non lo sono state per menti raffinate come quelle di Tommaso d&#8217;Aquino, Dante, Pascal, Kierkegaard, mentre lo sono sul piano psicologico, a causa della sua superbia e auto-disprezzo, e anche per il timore del giudizio altrui: quanti intellettuali non piegano il ginocchio davanti a Cristo, perch\u00e9 temono l&#8217;ironia o il sarcasmo dei loro colleghi? E quel che fanno gli intellettuali, \u00e8 preso a modello da milioni di persone comuni. Ma l&#8217;uomo moderno \u00e8 anche troppo primitivo per poter credere in Dio, poich\u00e9 il suo scientismo ha aggredito la sua dimensione spirituale, l&#8217;ha anestetizzata, prosciugata, svuotata: e un uomo privo di spiritualit\u00e0 regredisce a livelli quasi animaleschi, perch\u00e9 non \u00e8 la ragione, ma la spiritualit\u00e0 a fare l&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;uomo. Con la sola ragione l&#8217;uomo pu\u00f2 essere anche null&#8217;altro che un barbaro crudele e inumano: come talvolta accade, purtroppo, sia a livello individuale, con certi grandi criminali, sia a livello collettivo, nelle pagine pi\u00f9 buie della storia. Ma le pagine della storia, cos\u00ec come quelle del diario personale di ogni individuo, sono sempre buie, quando si spegne la relazione con Dio: perch\u00e9 Dio \u00e8 la nostra luce e senza di Lui sprofondiamo nelle tenebre e diveniamo capaci di azioni orrende. Una sola cosa possiamo fare, prima che sia troppo tardi: gettarci in ginocchio davanti a Dio e pregare cos\u00ec: <em>Padre, non sono degno&#8230; ma tu di&#8217; soltanto una parola, e l&#8217;anima mia sar\u00e0 salvata.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo moderno rappresenta un tipo antropologico particolarissimo: la sua caratteristica fondamentale, e il suo intimo dramma, \u00e8 non riuscire pi\u00f9 a credere, ad aver fede in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,245,267],"class_list":["post-26254","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-santi","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26254"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26254\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}