{"id":26244,"date":"2009-09-21T03:27:00","date_gmt":"2009-09-21T03:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/21\/la-coerenza-con-i-propri-valori-fa-delluomo-uno-straniero-in-un-mondo-di-attori-mediocri\/"},"modified":"2009-09-21T03:27:00","modified_gmt":"2009-09-21T03:27:00","slug":"la-coerenza-con-i-propri-valori-fa-delluomo-uno-straniero-in-un-mondo-di-attori-mediocri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/09\/21\/la-coerenza-con-i-propri-valori-fa-delluomo-uno-straniero-in-un-mondo-di-attori-mediocri\/","title":{"rendered":"La coerenza con i propri valori fa dell&#8217;uomo uno Straniero in un mondo di attori mediocri"},"content":{"rendered":"<p>Dall&#8217;epistolario di Mariano e Alexandra.<\/p>\n<p><em>Alexandra a Mariano, 26 agosto.<\/em><\/p>\n<p>\u00abQuel poco o tanto che mi \u00e8 dato di sapere di lei, mi porta a vederla come un uomo rispettoso e affidabile che insegue con una tale abnegazione i propri valori, che ci\u00f2 ne fa una rara bellezza ed allo stesso tempo uno \u00abstraniero\u00bb, una creatura che non si mescola bene nello spettacolo doloroso di attori che cercano disperatamente di improvvisare una parte che non compete loro e che li rende ridicoli, pietosi se non, addirittura, grotteschi e disgustosi.<\/p>\n<p>Il suo libro \u00e8 un capolavoro di valori, di sensazioni, di silenzi, di colori e di intrecci, in cui il reale sfiora l&#8217;irreale; dove si ha comunque la sensazione che il sogno esista ancora, che la speranza non sia vana e che la bont\u00e0 d&#8217;animo e la fedelt\u00e0 ai propri principi venga premiata un giorno e non sia del tutto inutile.<\/p>\n<p>\u00c8 come se la mano benevola di Dio, il Bene Supremo, se davvero evocato, sapesse indicare sempre la strada verso la luce, a chi la vuole percorrere.\u00bb<\/p>\n<p><em>Mariano ad Alexandra, 1\u00b0 settembre.<\/em><\/p>\n<p>\u00abOgni uomo e ogni donna che percorrono la loro strada con fedelt\u00e0 ai propri valori, sono degli Stranieri sulla terra, e come tali vengono guardati dagli altri.<\/p>\n<p>Colui che cammina sulle strade del mondo senza portare la maschera, appare come una creatura strana e inquietante allo sguardo della massa anonima che, invece, la porta da sempre e non se la toglie mai.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, ogni essere umano \u00e8 uno straniero per gli altri: ciascuno ha il suo mistero, ciascuno la sua solitudine, ciascuno rappresenta una domanda cui gli altri non sanno rispondere. Tuttavia, a questo isolamento naturale e, per cos\u00ec dire, ontologico, se ne aggiunge un altro, nel caso delle persone che si sforzano di essere autentiche, di essere se stesse in qualunque circostanza, senza far caso alla direzione da cui soffia il vento: quello creato dall&#8217;indifferenza e, non di rado, dalla sorda ostilit\u00e0 di quelli che lei chiama i cattivi attori.<\/p>\n<p>La presenza dello Straniero, infatti, \u00e8 molesta allo stuolo di costoro, anche se egli non ha fatto torto ad alcuno e, anzi, si sforza costantemente di servire la causa del bene e della pace: perch\u00e9 ricorda loro, inevitabilmente, l&#8217;abisso di inautenticit\u00e0 nel quale vivono sprofondati, e, quel che \u00e8 peggio, nel quale hanno finito, tutto sommato, per trovarsi bene, pi\u00f9 o meno come possono trovarsi bene i ranocchi gracidanti che vivono immersi nel fango della palude.<\/p>\n<p>Non importa: quello che conta, \u00e8 andare avanti per la propria strada, distaccati dal clamore sia delle critiche, sia, eventualmente, delle lodi. \u00c8 una strada che merita di essere percorsa, perch\u00e9 solo cos\u00ec noi possiamo irradiare quella energia positiva di cui vi \u00e8 tanto bisogno, e farci tramite e strumento di una forza benevola pi\u00f9 grande di noi, che ricerca la nostra collaborazione ed \u00e8 pronta a sostenerci nei passaggi pi\u00f9 difficoltosi.\u00bb<\/p>\n<p><em>Alexandra a Mariano, 5 settembre.<\/em><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 vero.<\/p>\n<p>A volte, comprendiamo le cose essenziali della vita in brevissimi istanti; ma, poi, dimentichiamo e insistiamo nel volerci arrivare per altre vie, commettendo un&#8217;infinit\u00e0 di errori, affidandoci alla ragione, alla fretta, ai clich\u00e9s, alle convenzioni, alle aspettative altrui, o cercando di mantenere delle promesse senza prendere in particolare considerazione gli effetti che rilasciano le energie che ci circondano in questo universo: sulla nostra elle, nel nostro sguardo, sulla nostra anima&#8230;<\/p>\n<p>Tutti gli esseri viventi emanano energie, sia del regno vegetale, sia del regno animale; perfino gli oggetti sono trasmettitori di energie e, a seconda del materiale di cui sono composti o delle numerose mani che hanno lasciato su di essi delle tracce indelebili, parlano a noi; per non citare i luoghi intrisi di energie o altro&#8230;<\/p>\n<p>Quando una persona decide di ritrovare il proprio sentiero smarrito, ci\u00f2 non avviene mai per caso: vuol dire che si \u00e8 resa conto che la via percorsa fino allora non conduceva alla meta, e in lei \u00e8 maturata l&#8217;esigenza interiore di ritornare vicino a ci\u00f2 che si cela nella sua Essenza pi\u00f9 profonda, come alla sua vera dimora&#8230;\u00bb<\/p>\n<p><em>Mariano ad Alexandra, 10 settembre.<\/em><\/p>\n<p>\u00abSono molte le vie che ci si aprono davanti, ma una sola \u00e8 quella giusta: una sola ci \u00e8 stata destinata fin dal principio, fin da prima che noi venissimo al mondo. Si tratta di capire quale sia, fra tutte le altre: cosa non sempre facile, perch\u00e9 pu\u00f2 essere fra quelle meno agevoli e invitanti, anzi, pu\u00f2 presentarsi addirittura ostruita dai rovi e soffocata da una densa vegetazione, che rende arduo il cammino.<\/p>\n<p>E tuttavia un richiamo segreto, irresistibile, ci spinge verso di essa, se appena siamo capaci fare un po&#8217; di silenzio nell&#8217;anima e di rimanere in ascolto della chiamata.<\/p>\n<p>A proposito di energie: quando ci riportiamo sulla strada giusta, lo sentiamo subito, perch\u00e9 un possente flusso di energia positiva si irradia da essa e fa s\u00ec che, se noi appariamo come degli stranieri agli altri, non lo siamo per\u00f2 a noi stessi, lungo la strada che stiamo percorrendo. Anzi, pi\u00f9 procediamo, e pi\u00f9 ci ritroviamo: \u00e8 come percorrere all&#8217;indietro la strada della nostra vita, ritrovando i nostri passi perduti.<\/p>\n<p>Forse, siamo gi\u00e0 stati quaggi\u00f9, sulle strade del mondo; forse, abbiamo gi\u00e0 percorso queste strade ora polverose, ora fangose, ora soffocate da una densa e quasi impenetrabile vegetazione selvatica; ed \u00e8 un vago e indistinto ricordo quello che tende a riportarci verso il sentiero giusto, ogni qual volta siamo tentati di allontanarcene.<\/p>\n<p>Forse, anche gli incontri della nostra vita, li abbiamo gi\u00e0 fatti in un altro tempo, in un&#8217;altra dimensione; ed \u00e8 per questo che proviamo attrazioni e repulsioni cos\u00ec forti e subitanee, quasi che una memoria assopita si ridestasse dal fondo della nostra anima, chi sa come, in un modo che non sapremmo assolutamente spiegare per via razionale.<\/p>\n<p>E tuttavia ci\u00f2 accade, e noi sentiamo che non si tratta di casi fortuiti, n\u00e9 di banali coincidenze; ma di qualcosa che riemerge da un tempo e da un luogo misteriosi, che non sono fuori di noi, ma nel nostro stesso io.\u00bb<\/p>\n<p><em>Alexandra a Mariano, 14 settembre<\/em><\/p>\n<p>\u00abQuella forza benevola, che guida i nostri passi e ci sostiene nei passaggi difficili, l&#8217;ho sperimentata pi\u00f9 volte: so che esiste, perch\u00e9 l&#8217;ho sentita operare in me a attorno a me. A volte, tuttavia, \u00e8 come se anch&#8217;essa ci volgesse le spalle e chiudesse gli orecchi alle nostre invocazioni d&#8217;aiuto.<\/p>\n<p>Quando ci\u00f2 accade, ci si sente terribilmente soli e abbandonati, come se il sole se ne fosse andato dal mondo; come se avesse nascosto la sua faccia, per non mostrarla mai pi\u00f9. \u00c8 un&#8217;esperienza angosciosa; e, anche se so che si tratta di momenti di smarrimento, vorrei non averla mai fatta\u00bb.<\/p>\n<p><em>Mariano ad Alexandra, 18 settembre.<\/em><\/p>\n<p>\u00abCiascuno, prima o poi, deve affrontare la sua notte; ciascuno deve affrontare l&#8217;Ora.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 un errore pensare che, talvolta, ci troviamo del tutto abbandonato: non lo siamo mai. La forza benevola che ci sostiene e ci incoraggia, talvolta si fa sentire direttamente in noi, come se scendesse dall&#8217;alto; altre volte, si serve degli incontri che facciamo lungo la nostra strada, e che non sono casuali. Altre volte ancora, essa opera per mezzo di presenze ancora pi\u00f9 spirituali, che vegliano sui nostri passi, affinch\u00e9 non mettiamo il piede in fallo, neppure se, nel buio della notte, ci siamo avvicinati fino al bordo estremo del sentiero, affacciato sul precipizio.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, forse la nostra intelligenza \u00e8 davvero troppo limitata per penetrare al fondo di un tale mistero.<\/p>\n<p>La gente pensa che l&#8217;angelo debba presentarsi come un essere di luce ed essere immediatamente riconoscibile. Ma in genere egli non si mostra a noi con il suo vero aspetto, bens\u00ec nei panni di un comune essere umano: un essere umano che ci viene incontro quando siamo maggiormente affaticati, e che ci offre una parola preziosa quando siamo torturati dal fuoco ardente del dubbio e dalla stretta dolorosa di una sete che non si placa.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che noi lo abbiamo incontrato pi\u00f9 volte nella nostra vita, e che ogni vola avesse un volto diverso: non ci siamo accorti che era sempre lui, perch\u00e9 non siamo stati capaci di vederlo con l&#8217;occhio dell&#8217;anima, ma ci siamo fermati alla apparenze. Secondo le apparenze, ora era uomo, ora era donna; ora giovane, ora vecchio; ora conosciuto, ora sconosciuto. Ma, in realt\u00e0, era sempre la stessa presenza.\u00bb<\/p>\n<p><em>Alexandra a Mariano, 22 settembre.<\/em><\/p>\n<p>\u00abLei ha ragione, caro Mariano. L&#8217;occhio del corpo sovente inganna; per questo dobbiamo imparare ad aprire l&#8217;occhio dell&#8217;anima, e affidarci alla sua facolt\u00e0 visiva. Quante cose vedremmo allora, che adesso ci sfuggono!&#8230;. Siamo come dei bambini che credono di vedere, di sentire, di capire; ma, in realt\u00e0, non sanno proprio nulla.<\/p>\n<p>Un uomo che \u00e8 sempre vissuto nella foresta, ne conosce il linguaggio e sa decifrare ogni segno. Ogni cosa, dalla nuvola al filo d&#8217;erba, gli parla: ed egli \u00e8 in grado di capire se verr\u00e0 la pioggia oppure il sole; se, lungo il sentiero, sia passato un cervo, oppure un orso. Ma l&#8217;uomo di citt\u00e0, trasportato in quella foresta, non vedrebbe nulla, non capirebbe nulla.<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 pieno di segni, se noi li sappiamo vedere.<\/p>\n<p>Un segno \u00e8 un messaggio che ci \u00e8 stato destinato; ma, per vederlo e per comprenderlo, occorre conoscere la lingua in cui \u00e8 stato tracciato. L&#8217;uomo superficiale, il materialista o il razionalista, che crede di poter spiegare ogni cosa unicamente per via razionale, non vedranno mai codesti segni: non li riconoscerebbero neppure se andassero a sbattervi contro; neppure se fossero talmente grandi, da oscurare il cielo.<\/p>\n<p>Un segno, \u00e8 un dono che ci viene dall&#8217;alto. Per poterlo vedere e per poterlo comprendere, occorre che noi ci liberiamo dal nostro modo di pensare ordinario, che facciamo il vuoto nell&#8217;affollato deposito dei nostri pregiudizi, e ci affidiamo alla seconda vista.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima, poi, non si sviluppa per caso, ma giunge come un premio, come un&#8217;illuminazione, al viandante coerente e fedele, che, vivendo sulla terra come uno Straniero, non si \u00e8 lasciato distogliere dalla voce della chiamata.<\/p>\n<p>Io credo, Mariano, che alcune persone, in premio della loro fedelt\u00e0 alla chiamata, ricevano il dono della seconda vista, mediante la quale riconoscono i segni e ne fanno tesoro, per poter procedere pi\u00f9 sicure lungo il cammino, e confortate dal pensiero di non essere sole, ma amorevolmente assistite da Qualcosa o Qualcuno che \u00e8 pi\u00f9 grande di loro.<\/p>\n<p>S\u00ec: forse noi eravamo gi\u00e0 stati qui, un tempo; ed ora riconosciamo dei segni che gi\u00e0 avevamo scorto, e che, per questo motivo, parlano pi\u00f9 direttamente alla nostra anima.<\/p>\n<p>Anche gli incontri che facciamo nella nostra vita, sono dei segni: a noi tocca di saperli riconoscere e interpretare.<\/p>\n<p>Le auguro buona fortuna nel suo cammino. I segni le faranno da guida, le presenza le faranno da scorta e terranno i suoi passi lontano dai pericoli.<\/p>\n<p>Che Dio sia con lei.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#8217;epistolario di Mariano e Alexandra. 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