{"id":26243,"date":"2021-05-25T12:34:00","date_gmt":"2021-05-25T12:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/25\/luomo-carnale-e-chi-antepone-la-natura-alla-grazia\/"},"modified":"2021-05-25T12:34:00","modified_gmt":"2021-05-25T12:34:00","slug":"luomo-carnale-e-chi-antepone-la-natura-alla-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/25\/luomo-carnale-e-chi-antepone-la-natura-alla-grazia\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo carnale \u00e8 chi antepone la natura alla grazia"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 parlato, a suo tempo, del rapporto esistente fra natura, peccato e grazia (cfr. l&#8217;articolo <em>Natura e grazia: il giusto rapporto reciproco<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 15\/10\/18); ora vogliamo vedere, pi\u00f9 da vicino, come e perch\u00e9 gli uomini si dividono essenzialmente in due categorie, carnali e spirituali. Innanzitutto una definizione: l&#8217;uomo carnale \u00e8 colui che subisce l&#8217;attrazione radicale per la terra, per le cose terrene, per tutto ci\u00f2 che \u00e8 immanente, sensibile, mondano. Nella filosofia moderna, il tipo perfetto dell&#8217;uomo carnale &#8212; che, come tutti i tipi perfetti, \u00e8 un&#8217;astrazione &#8212; \u00e8 stato teorizzato da Nietzsche ed \u00e8 il superuomo: colui che dice eternamente di s\u00ec alla vita e alla terra, e poi ancora s\u00ec, e ancora, e ancora, in un perpetuo rinnovarsi della volont\u00e0 (teoria dell&#8217;eterno ritorno dell&#8217;uguale). Ma poich\u00e9 il destino terreno dell&#8217;uomo \u00e8 la morte, si pu\u00f2 dire che l&#8217;uomo carnale, cos\u00ec assetato di vita, \u00e8 in ultima analisi un corteggiatore della morte: cerca nelle cose terrene, che sono mortali, il pieno appagamento della propria brama di vivere, ma alla fine deve fare i conti con la mortalit\u00e0 della propria parte materiale, e assistere impotente alla dissoluzione di tutte le cose che ha amato e per le quali \u00e8 vissuto. Il tipo perfetto dell&#8217;uomo spirituale \u00e8 il santo; concretamente, questo tipo si \u00e8 incarnato in Ges\u00f9 Cristo, vero Dio e vero Uomo: l&#8217;umanit\u00e0 di Cristo \u00e8 il modello insuperabile del tipo umano spirituale. Non \u00e8 che l&#8217;uomo spirituale disprezzi la vita terrena: semplicemente, sa che cosa essa \u00e8, sa perch\u00e9 ci \u00e8 stata data, sa soprattutto che ha una durata limitata, e che tutti i suoi piaceri sono effimeri, e rischiano di essere ingannevoli se vengono assolutizzati. L&#8217;uomo spirituale \u00e8 proteso verso la vita, ma non verso un&#8217;impossibile vita eterna qui, sulla terra, bens\u00ec nella sua patria vera, che \u00e8 la patria celeste, della quale serba in cuore sin dalla nascita un&#8217;inguaribile nostalgia. Il santo perci\u00f2 non \u00e8 colui che ha concepito un disprezzo per le cose di quaggi\u00f9, ma colui che vede nelle cose di quaggi\u00f9 una scala per salire verso la meta del viaggio della vita, che \u00e8 l&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Come spiega con impeccabile chiarezza san Paolo nella Lettera ai Romani (8, 1-17):<\/p>\n<p><em>^1^\u00a0Ora, dunque, non c&#8217;\u00e8 nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Ges\u00f9.\u00a0^2^Perch\u00e9 la legge dello Spirito, che d\u00e0 vita in Cristo Ges\u00f9, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.\u00a0^3^Infatti ci\u00f2 che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne,\u00a0^4^perch\u00e9 la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.<\/em><\/p>\n<p><em>^5^Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ci\u00f2 che \u00e8 carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ci\u00f2 che \u00e8 spirituale.\u00a0^6^Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace.\u00a0^7^Ci\u00f2 a cui tende la carne \u00e8 contrario a Dio, perch\u00e9 non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe.\u00a0^8^Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>^9^Voi per\u00f2 non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.\u00a0^10^Ora, se Cristo \u00e8 in voi, il vostro corpo \u00e8 morto per il peccato, ma lo Spirito \u00e8 vita per la giustizia.\u00a0^11^E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Ges\u00f9 dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti dar\u00e0 la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.<\/em><\/p>\n<p><em>^12^Cos\u00ec dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali,\u00a0^13^perch\u00e9, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.\u00a0^14^Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.\u00a0^15^E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: \u00abAbb\u00e0! Padre!\u00bb.\u00a0^16^Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio.\u00a0^17^E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.<\/em><\/p>\n<p>Questa dunque \u00e8 la lettura cristiana dell&#8217;uomo e della storia; una lettura che la sana ragione naturale a sua volta conferma, mentre la nega solo allorch\u00e9 essa si abbandona a sterili sofismi o al perverso spirito di negazione, una forma di ostinato rifiuto della verit\u00e0 che caratterizza specialmente la vita dell&#8217;uomo moderno. La natura \u00e8 una cosa buona, perch\u00e9 creata con amore da Dio, che se ne \u00e8 compiaciuto (cfr. <em>Genesi<\/em>, 1). Tuttavia la natura in origine era pervasa dalla grazia, e perci\u00f2 non era tale quale la vediamo oggi: ogni cosa risplendeva della luce divina e il male non faceva parte di essa, come non ne faceva parte la morte. La morte, nella prospettiva cristiana, \u00e8 il frutto del peccato, mentre la vita \u00e8 il frutto della grazia. A questa armonia universale si \u00e8 opposto il Peccato originale, nato dalla libera volont\u00e0 dell&#8217;uomo, il quale, invidioso dell&#8217;eternit\u00e0, ha voluto essere come Dio: non aveva compreso che la vera vita dell&#8217;uomo \u00e8 quella che viene dalla grazia e non coincide affatto con la vita fisica, quindi non ha bisogno dell&#8217;immortalit\u00e0 in senso materiale. La conseguenza del Peccato originale \u00e8 stata la perdita della grazia, non solo per l&#8217;uomo, ma per l&#8217;intero creato, poich\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 la parte pi\u00f9 nobile della creazione e porta in s\u00e9 la responsabilit\u00e0 di tutto il bene e di tutto il male che pu\u00f2 venire dalla sua libera scelta, per Dio o contro Dio. E infatti, dopo la Caduta, l&#8217;intera creazione soffre e geme come se fosse nelle doglie del parto, in attesa di essere redenta, come dice ancora san Paolo con una bellissima similitudine (<em>Romani<\/em>, 8, 22). La grazia di Dio, che pervadeva di s\u00e9 la natura, dopo il Peccato originale \u00e8 stata perduta; per riconquistarla, l&#8217;uomo \u00e8 chiamato a porsi volontariamente sotto di essa, mentre Adamo ed Eva, nel Paradiso terrestre, la possedevano in maniera gratuita. E poich\u00e9 l&#8217;uomo non possiede in s\u00e9 le risorse per attuare una cosa del genere, era necessario che Dio gli andasse incontro nella maniera pi\u00f9 radicale e sconvolgente: facendosi creatura, facendosi uomo Egli stesso. Tale \u00e8 il significato dell&#8217;Incarnazione del Verbo: un estremo ponte gettato da Dio verso le creature, affinch\u00e9 le creature, ormai abbandonate alla carnalit\u00e0 senza la grazia, possano ritrovare, con la grazia, la libert\u00e0 dalla dimensione carnale, vale a dire la libert\u00e0 dal peccato. Questo, e non altro, \u00e8 venuto a fare Ges\u00f9 Cristo sulla terra: a liberare l&#8217;uomo dal peccato e a mostrargli la via per riacquistare la grazia; ma, ancora una volta, lasciandolo libero di scegliere e di decidere, e lasciandogli ancora e sempre la responsabilit\u00e0 della propria salvezza o della propria dannazione, poich\u00e9 Egli non desidera avere presso di S\u00e9 dei servi, ma dei figli, anzi addirittura degli amici, intendendo per amicizia il sentimento di colui che \u00e8 capace di fare il dono pi\u00f9 grande: offrire la propria vita per l&#8217;amico (cfr. <em>Gv<\/em>. 15,12-15). Ecco allora che anche il Sacrificio di Ges\u00f9 sulla croce acquista il suo vero e profondo significato: non un generico atto di amore per gli uomini, ma l&#8217;offerta di S\u00e9 in espiazione dei loro peccati, che fanno da ostacolo insuperabile all&#8217;azione della grazia. Solo Lui poteva far questo: Lui, vero Uomo totalmente innocente, e vero Dio totalmente amorevole, poteva prendere su di s\u00e9 i peccati degli uomini: prendere, e non togliere, come erroneamente si traduce: <em>Agnus Dei, qui tollis peccata mundi<\/em>, Agnello di Dio, che prendi su di Te i peccati del mondo.<\/p>\n<p>Per l&#8217;uomo che accetta di essere redento da Cristo, rifiutare il peccato equivale a crocifiggere sulla croce il vecchio uomo carnale, e far nascere in s\u00e9 l&#8217;uomo nuovo, divenuto figlio e amico di Dio; come si legge in <em>Romani<\/em>, 6,12-14):<\/p>\n<p><em>12 Non regni pi\u00f9 dunque il peccato nel vostro corpo mortale, s\u00ec da sottomettervi ai suoi desideri; 13 \u00a0non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma offrite voi stessi a Dio come vivi tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio. 14 \u00a0Il peccato infatti non dominer\u00e0 pi\u00f9 su di voi poich\u00e9 non siete pi\u00f9 sotto la legge, ma sotto la grazia.<\/em><\/p>\n<p>E a proposito di cattive traduzioni, sia <em>Matteo<\/em> (26,28) che <em>Marco<\/em> ( 14,24) dicono: <em>Bevetene tutti,\u00a0perch\u00e9 questo \u00e8 il mio sangue dell&#8217;alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati<\/em>; e cos\u00ec recitava la liturgia eucaristica sia nel Messale di san Pio V, cio\u00e8 nella Messa tridentina, sia nel messale di Paolo VI, quello della riforma liturgica post-conciliare: <em>qui pro vobis et pro multis effundeturin remissionem peccatorum.<\/em> In seguito, grazie al famigerato &quot;spirito del Concilio&quot;, secondo un certo numero di studiosi, bisogna sostituire quel <em>per molti<\/em> con un risolutivo <em>per tutti<\/em>. Non siamo forse <em>fratelli tutti<\/em>, come dice il signor Bergoglio? Eppure, contro questa tesi, che urta gi\u00e0 nell&#8217;ostacolo insormontabile dei citati passi di <em>Matteo<\/em> e <em>Marco<\/em>, c&#8217;\u00e8 la nettissima affermazione di Ges\u00f9 il quale, al termine dell&#8217;Ultima Cena, rivolgendosi al Padre, dice: <em>Non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perch\u00e9 sono Tuoi<\/em> (<em>Gv<\/em> 17,9). Dunque la Redenzione \u00e8 aperta a tutti, ma \u00e8 operante solo per coloro che la vogliono, non per quelli che la rifiutano.<\/p>\n<p>Ma ora torniamo al discorso sulla natura: con la grazia o senza la grazia; da cui discende la divisione degli uomini in carnali e spirituali. Ci piace riportare a questo punto le osservazioni del filosofo neotomista Jean Daujat (1906-1998) nel suo libro <em>La vita soprannaturale<\/em> (titolo originale: <em>La vie surnaturelle<\/em>, 1950; traduzione dal francese di Francesco Pellegrini, Roma, Edizioni Ares, 1958, pp. 238, 239):<\/p>\n<p><em>Chiamando ed elevando l&#8217;uomo all&#8217;ordine soprannaturale, Dio aveva essenzialmente ordinato la natura alla grazia, di maniera che la natura non potesse venir meno ad un tal ordine soprannaturale senza introdurre in se stessa un profondo disordine secondo quanto siamo venuti dimostrando. Destinati ad un fine soprannaturale, l&#8217;uomo spogliato della grazia \u00e8 privato d&#8217;una qualit\u00e0 essenziale che dovrebbe di fatto possedere poich\u00e9 Dio non ha creato la natura se non essenzialmente ordinata alla grazia, di maniera che l&#8217;uomo spogliato della grazia \u00e8 distolto dal fine per il quale Dio l&#8217;ha creato e porta in s\u00e9 una vera macchia morale, il peccato originale, ed \u00e8 per questo che, pur senza essere un peccato personale in ciascun uomo, il peccato originale tuttavia \u00e8 un vero peccato. Nella natura stessa non c&#8217;\u00e8 nessuna esigenza della grazia poich\u00e9 la grazia \u00e8 un dono gratuiti e generoso di Dio, ma di fatto, con la sua libera volont\u00e0 e col dono del suo Amore, Dio ha ordinato essenzialmente la natura alla grazia, di maniera che la natura non pu\u00f2 pi\u00f9 essere legittimamente sola per cui, spogliata della grazia la natura porta in s\u00e9 un disordine venendo sottratta all&#8217;ordine nel quale di fatto Dio l&#8217;ha posta. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Distolta da Dio per orgoglio e volta verso se stessa inferiore a Dio, la natura si volger\u00e0 ben presto verso la parte inferiore di se stessa, verso l&#8217;uomo carnale: prender\u00e0 gusto alla terra perch\u00e9 l&#8217;uomo con la sua carne viene dalla terra, e col gusto delle cose terrestri e passeggere, tutte mortali, assumer\u00e0 un aspetto di morte, destinata come \u00e8 alla morte e a divenire terra e polvere. Quando Dio vorr\u00e0 salvare l&#8217;uomo da una tale miseria, l&#8217;uomo avr\u00e0 paura di Dio perch\u00e9 ormai attaccato alla terra e alla morte.<\/em><\/p>\n<p>Questo dunque \u00e8 il dramma dell&#8217;uomo, e in particolare dell&#8217;uomo moderno, che ha voltato le spalle a Dio per attaccamento alla terra: d&#8217;esser divenuto, come dice Heidegger, giustamente in questo caso, un <em>essere per la morte<\/em>: mentre Dio ha destinato ogni cosa alla vita, perch\u00e9 ha ordinato la natura alla grazia. Rifiutando Dio, l&#8217;uomo rifiuta la grazia; ma rifiutando la grazia, si rinchiude nella prigione della natura non redenta, e costruisce l&#8217;inferno gi\u00e0 qui, sulla terra, con le sue stesse mani. \u00c8 tragico il fatto che l&#8217;uomo rifiuti la grazia di Dio con tanta pi\u00f9 energia, quanto pi\u00f9 teme di perdere, accettandola, la dimensione della vita carnale, alla quale si \u00e8 assuefatto, al punto da credere di non poter pi\u00f9 farne a meno; mentre \u00e8 vero il contrario: che l&#8217;uomo \u00e8 chiamato ad essere spirituale, e la dimensione terrena gli va stretta, come un abito che non corrisponde alla sua misura. L&#8217;uomo \u00e8 stato pensato e voluto da Dio come figlio e come amico, dunque come creatura spirituale; il suo attaccamento alle cose del mondo \u00e8 un attaccamento di morte, come lo \u00e8 l&#8217;attaccamento del tossicodipendente alle sostanze stupefacenti che gli danno una euforia illusoria, ma lo spingono gradualmente verso la notte dell&#8217;anima e della vita stessa. Come uscire da questo vicolo cieco? Tutto il dramma della storia, tutto il dramma della modernit\u00e0 si riassume in questa domanda: come potr\u00e0 l&#8217;uomo, che si \u00e8 fatto carnale e rifiuta la grazia, essere salvato da Dio, per quanto Dio non gli abbia mai negato la promessa della salvezza, poich\u00e9 fin da quando l&#8217;ha pensato, l&#8217;ha pensato per la grazia e la salvezza? C&#8217;\u00e8 una sola via d&#8217;uscita: l&#8217;umilt\u00e0. <em>Domine, non sum dignus: sed tantum dic verbo<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 parlato, a suo tempo, del rapporto esistente fra natura, peccato e grazia (cfr. l&#8217;articolo Natura e grazia: il giusto rapporto reciproco, pubblicato sul sito<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-26243","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26243"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26243\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}