{"id":26241,"date":"2018-04-04T05:56:00","date_gmt":"2018-04-04T05:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/04\/luomo-a-due-dimensioni\/"},"modified":"2018-04-04T05:56:00","modified_gmt":"2018-04-04T05:56:00","slug":"luomo-a-due-dimensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/04\/luomo-a-due-dimensioni\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo a due dimensioni"},"content":{"rendered":"<p>Parafrasando Marcuse, si potrebbe definire l&#8217;uomo contemporaneo come l&#8217;uomo a due dimensioni. Egli \u00e8 intimamente lacerato, scisso, diviso. All&#8217;inizio della modernit\u00e0, cio\u00e8 con l&#8217;Umanesimo, si tratta essenzialmente di una scissione morale fra l&#8217;uomo vecchio, attaccato alle cose del mondo, e l&#8217;uomo nuovo, che vorrebbe lasciarsi quelle cose dietro le spalle e cercare i beni dello spirito: lo vediamo esemplarmente in Petrarca, il quale, di se stesso, dice (nella lettera sull&#8217;ascensione al Monte Ventoso):\u00a0<em>quel doppio uomo che \u00e8 in me<\/em>. Poi, col progredire della modernit\u00e0, la scissione diventa soprattutto ideologica: fra il razionalismo, il materialismo, l&#8217;oggettivismo di matrice illuminista e la passionalit\u00e0, la spiritualit\u00e0 (sovente morbosa) e il soggettivismo di matrice romantica. L&#8217;uomo illuminista, e poi quello positivista e quello neo-positivista, suoi eredi diretti, sono freddi, sicuri di s\u00e9, fiduciosi nel progresso, nella scienza, nella ragione; l&#8217;uomo romantico, e poi quello decadentista, e poi quello esistenzialista, suoi eredi diretti, sono appassionati, viscerali, emotivi, insicuri, scoraggiati. L&#8217;uomo illuminista ha occupato, ed occupa tuttora, il piano nobile del palazzo della cultura contemporanea e della psicologia individuale; l&#8217;uomo romantico \u00e8 stato respinto nelle cantine, ma, da l\u00e0 sotto, non cessa di agitarsi e di levare i suoi lamenti. Gli psico-analisti parlano di inconscio e di super-io; noi preferiamo parlare del livello superiore e di quello inferiore della coscienza. Ci\u00f2 che viene respinto in cantina \u00e8 oggetto di pubblico disprezzo, ma di segreta attrazione: perci\u00f2 l&#8217;uomo contemporaneo indossa la divisa illuminista al mattino, quando va al lavoro, e si abbandona ai suoi disordini romantici la sera, quando rimane solo con se stesso. Di giorno \u00e8 un uomo freddo, razionale, che ride di tutto ci\u00f2 che la ragione non sa spiegare e che avanza sicuro della meta, sebbene non sappia lui stesso quale essa sia; la notte esce di casa come un ladro e si spinge nei quartieri malfamati di periferia, cerca emozioni proibite, vuol sentirsi vivo, e sia pure infrangendo tutti i codici di comportamento che si \u00e8 dato egli stesso. Forse non lo fa materialmente; lo fa in spirito, ad esempio quando indulge nell&#8217;alcol, o nella droga, o nei rapporti sessuali promiscui, oppure, assai pi\u00f9 timidamente, lo fa con la fantasia, scorrazzando tra i film dell&#8217;orrore e i giochi elettronici a base di sadismo e sesso estremo. A quest&#8217;uomo notturno, dei sotterranei, piace aver paura: gode immensamente di sentirsi minacciato, in pericolo: \u00e8 il suo modo, profondamente distorto, di reagire alle paure vere e alle minacce vere della sua vita reale: da quella di perdere il lavoro a quella di essere abbandonato dalla moglie, fino a quella di essere aggredito in casa dai malviventi e derubato, picchiato, violentato.<\/p>\n<p>Ci si faccia caso. La letteratura del terrore nasce col pre-romanticismo, alla fine del Settecento; gli storici del genere ci parlano del <em>Castello d&#8217;Otranto<\/em> di Horace Walpole, del 1764, e del <em>Monaco<\/em> di Matthew Gregory Lewis, del 1796. L&#8217;uomo romantico ama la paura, adora aver paura: \u00e8 una droga di cui non potrebbe fare a meno. Nel suo profondo, egli crede ai mostri, ai diavoli e all&#8217;inferno. Per\u00f2 l&#8217;uomo illuminista che \u00e8 in lui non ci crede; e allora li respinge, anch&#8217;essi, nel sottosuolo, dove li va a sbirciare quando il suo geloso custode dei piani superiori abbassa la guardia. Li va a sbirciare, per\u00f2 con cattiva coscienza, e quindi, per vincere il senso di colpa (nei confronti della ragione, non in quelli dell&#8217;etica!) degrada la cosa al livello di un film o di un romanzo <em>horror<\/em>: e cos\u00ec concede a se stesso di guardarli da vicino, ma senza prenderli sul serio; ed elude la seriet\u00e0 della cosa &#8212; se il diavolo esiste e se l&#8217;inferno esiste, allora dovrebbe pur farsi qualche domanda sulla sua vita &#8212; abbassando il tutto al livello di una fuga dalla realt\u00e0. Invece, il bello \u00e8 che anche l&#8217;uomo illuminista crede al diavolo; ma non ci crede nel senso che ne ha paura, bens\u00ec nel senso che \u00e8 pronto e disposto ad adorarlo, non solo nei suoi strumenti &#8212; il denaro, il potere, il sesso &#8212; ma anche in se stesso, come se fosse il suo dio. Il satanismo \u00e8 pi\u00f9 diffuso di quel che non si creda comunemente e i satanisti, quelli veri &#8212; non i ragazzi drogati e sbandati che giocano, si fa per dire, a fare i servi del demonio &#8212; sono persone colte, razionali, che occupano posizioni elevate nella societ\u00e0. Per fare un esempio, gli atroci delitti a sfondo sessuale del cosiddetto mostro di Firenze, fra il 1968 e il 1985, portano la sua firma. \u00c8 gente seria che fa maledettamene sul serio: la sua fede nel diavolo \u00e8 pi\u00f9 salda e convinta di quella di molti cristiani in Ges\u00f9 Cristo. Non che gli uomini illuministi siano tutti cos\u00ec, beninteso; ma ci\u00f2 che conta \u00e8 che nella <em>forma mentis<\/em> dell&#8217;uomo illuminista vi \u00e8 una disponibilit\u00e0 a inchinarsi davanti al diavolo (vedi Faust), e ci\u00f2 per ragioni meramente <em>razionali<\/em>: dato che l&#8217;uomo illuminista si sente un piccolo dio in virt\u00f9 della sua ragione, ma si accorge che i suoi poteri sono pur sempre limitati, allora sente il bisogno di cercare un alleato potente, un signore da servire, ma, in cambio di un maggior potere da esercitare sulle cose. Situazione paradossale: l&#8217;uomo illuminista, che dice di credere solo nella ragione e nella scienza, \u00e8 disposto non solo a credere, ma anche ad adorare il diavolo; l&#8217;uomo romantico, con tutta la sua &quot;spiritualit\u00e0&quot; (posto che non la esaurisca nelle sedute spiritiche o nella lettura dei <em>Tarocchi<\/em>) non ha il coraggio di crederci sino in fondo e si limita a giocare con la paura che gliene deriva, attraverso lo schermo della letteratura, del cinema o dei giochi elettronici. \u00c8 come se si scambiassero i ruoli, per poter continuare a convivere senza darsi troppo fastidio l&#8217;un l&#8217;altro. <em>Quel doppio uomo che \u00e8 in lui<\/em>, appunto.<\/p>\n<p>Questa duplicit\u00e0, questa ambivalenza lo accompagnano in ogni ambito della sua vita. Di fronte a tutti i problemi, pratici e teorici, nei quali s&#8217;imbatte, appare la sua divaricazione, la sua doppia natura, che lo induce ad assumere atteggiamenti schizofrenici. Prendiamo il caso dei cosiddetti migranti e dei cosiddetti profughi, i quali, a decine e centinaia di migliaia, sbarcano sulle nostre coste o penetrano entro i nostri confini. L&#8217;uomo illuminista, che non \u00e8 solo razionalista, ma anche cosmopolita e filantropo, erede dei <em>philosophes<\/em> francesi i quali sognavano un mondo pi\u00f9 bello e intanto glorificavano il &quot;buon selvaggio&quot;, sogna, a sua volta, un mondo ove tutto \u00e8 di tutti, non vi sono pi\u00f9 egoismi, n\u00e9 attaccamenti, e la terra \u00e8 talmente generosa da poter ospitare qualsiasi quantit\u00e0 di esseri umani nei loro spostamenti da un continente all&#8217;altro. Colore della pelle, cultura, religione, usanze e tradizioni sono bazzecole, solo dati irrilevanti, di fronte alla sola, luminosa verit\u00e0 che sono tutti membri della stessa famiglia umana e tutti figli dello stesso dio (con la minuscola), la coscienza cosmica, versione aggiornata del grande architetto dell&#8217;universo, raggiungibile per cento e cento strade diverse, dalla meditazione trascendentale alle pratiche New Age. Avanti, dunque, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 posto per tutti: che saranno mai alcuni milioni di africani di fede islamica, in un continente come l&#8217;Europa, laico e pluralista, erede della tradizione della <em>Encyclop\u00e9die<\/em>? Viceversa, l&#8217;uomo romantico non \u00e8 affatto persuaso da simili argomenti: \u00e8 legato alle identit\u00e0, alle tradizioni, ai valori, alla storia, e concepisce la libert\u00e0 innanzitutto come libert\u00e0 di auto-determinarsi: mentre l&#8217;invasione travestita da emergenza umanitaria gli sa un po&#8217; troppo di forzatura e d&#8217;imposizione. La priorit\u00e0, per lui, \u00e8 difendere ci\u00f2 \u00e8 l&#8217;Europa; per l&#8217;altro, salvare le vite umane (messe in pericolo da chi, e perch\u00e9? non si sa): sono due visioni opposte e inconciliabili. Al tempo stesso, si noti che vi \u00e8, anche qui, uno scambio di ruoli: rientra dalla finestra quel che \u00e8 stato cacciato dalla porta. L&#8217;uomo illuminista cede al richiamo del sentimentalismo, dell&#8217;emotivit\u00e0; si scorda delle sue convinzioni maltuhusiane e si commuove per la sorte di quelle persone, di quei bambini, sballottati sulle onde del mare. L&#8217;uomo romantico, per quanto passionale ed emotivo, ritrova la sua parte razionale e si domande se, dietro lo spettacolo pietoso dei barconi in balia del mare, non si celi un disegno planetario, che mette in pericolo tutte le identit\u00e0 e tutte le appartenenze, per instaurare il regno della mercificazione assoluta delle persone. Ed ecco che l&#8217;Europa, divisa in se stessa, sta scivolando velocemente verso la guerra civile. La guerra civile \u00e8 l&#8217;esito inevitabile di una societ\u00e0 che \u00e8 scissa fra due anime opposte e inconciliabili. L&#8217;uomo diviso in se stesso scivola verso la nevrosi e, nei casi pi\u00f9 gravi, la schizofrenia; la societ\u00e0 divisa in se stessa scivola verso quella forma di pazzia furiosa che \u00e8 la guerra civile. La guerra civile \u00e8 il punto di non ritorno di una societ\u00e0 che non riesce pi\u00f9 a trovare un collante ideale per tener insieme i suoi membri. Se la societ\u00e0 si ridice a una somma aritmetica d&#8217;individui egoisti e preoccupati solo di far valere ciascuno i propri diritti, inevitabilmente si disgrega e implode; e se il partito degli intransigenti e quello dei possibilisti, divenuti entrambi rigidi, si polarizzano intorno alle rispettive certezze, la guerra civile \u00e8 inevitabile. Essa \u00e8 l&#8217;esito finale di una societ\u00e0, anzi, di una civilt\u00e0, che lungamente, tenacemente, ha coltivato nei singoli individui i germi della divisione e degli opposti unilateralismi.<\/p>../../../../n_3Cp>L&#8217;uomo contemporaneo, forma avanzata dell&#8217;uomo moderno, \u00e8 l&#8217;uomo del sottosuolo che non riesce pi\u00f9 a comporre la doppia anima che \u00e8 in lui, e che si schiera sotto una bandiera ideologica per poter razionalizzare il proprio nemico, e, nello stesso tempo, per poterlo proiettare in una immagine esterna: mentre il suo vero e principale nemico \u00e8 dentro di lui e risiede nelle sue stesse contraddizioni spirituali ed esistenziali. Tornando alla letteratura, l&#8217;uomo moderno \u00e8 Saul, il Saul di Vittorio Alfieri, caratterizzato dalla dismisura e da una strana mescolanza di titanismo e vittimismo, di <em>hybris<\/em> e senso di colpa, di lucidit\u00e0 e allucinazione, di orgoglio e follia. Ha bisogno di odiare qualcuno e di lottare contro qualcuno, vede nemici dappertutto e non si rende conto che \u00e8 lui stesso il peggiori nemico che lo minaccia. La sua \u00e8 una lotta tragica e disperata, perch\u00e9, qualunque ne sia l&#8217;esito, egli ne uscir\u00e0 sconfitto, dal momento che sta lottando contro un nemico che \u00e8 dentro di lui, non fuori: e chi potr\u00e0 mai uscire vincitore da una lotta contro se stesso? La disfatta e l&#8217;auto-annientamento sono la sola conclusione possibile. In breve, l&#8217;uomo moderno \u00e8 Jekyll e Hyde; la parte razionale la parte istintiva; la parte che rispetta le regole e la parte che le vuole infrangere; l&#8217;egoista e l&#8217;altruista; il generoso e l&#8217;avaro; il magnanimo e il meschino. Qualcuno potrebbe obiettare che tale \u00e8 la natura dell&#8217;uomo, dell&#8217;uomo di sempre, e non quella specifica dell&#8217;uomo moderno. Rispondiamo che la natura dell&#8217;uomo \u00e8, s\u00ec, intimamente contraddittoria, ma che \u00e8 proprio dell&#8217;uomo moderno aver portato quelle contraddizioni fino al limite estremo, averle polarizzate e irrigidite, e infine, cosa peggiore di tutte, averle delegittimate reciprocamente: nel senso che l&#8217;uomo illuminista si vergogna dell&#8217;uomo romantico e fa finta di non vederlo neppure (tanto, lo ha relegato in cantina), mentre l&#8217;uomo romantico detesta di tutto cuore l&#8217;uomo illuminista, cos\u00ec come uno schiavo, incatenato ai banchi dei rematori su di una galera, non sogna altro che il momento in cui potr\u00e0 ribellarsi e strappare la frusta di mano al suo aguzzino. Il male non \u00e8 solo e non \u00e8 tanto nel fatto che l&#8217;uomo moderno vive la tensione lacerante fra due &quot;io&quot; divisi e contrapposti, ma che, al livello della sua coscienza, non riconosce l&#8217;esistenza di quel conflitto e fa finta di non esserne toccato, il che rende impossibile una sua composizione ragionevole. \u00c8 <em>questa<\/em> la sua cattiva coscienza, o, nello stesso tempo, la sua coscienza infelice.<\/p>\n<p>Ebbene, lo stesso schema si \u00e8 verificato per quel particolare tipo di uomo moderno che \u00e8 il cristiano moderno. Il diavolo, che conosce tutte le nostre debolezze e sa far bene il suo lavoro, ha inoculato il virus della modernit\u00e0 (perch\u00e9 di un virus si tratta, foriero di una malattia mortale) nel clero cattolico e ha illuso i cattolici moderni, o piuttosto modernisti, cio\u00e8 gli eretici anticattolici che usurpano il nome di cattolici, di essere i cristiani &quot;migliori&quot; mai prodotti in duemila anni di storia della Chiesa: quelli che hanno compreso il Vangelo pi\u00f9 e meglio di tutti quelli vissuto prima di loro. E ha fatto leva su di un singolo evento, il Concilio Vaticano II, per creare in essi l&#8217;ebbrezza e l&#8217;euforia di una seconda Pentecoste: concetto in se stesso eretico, perch\u00e9 la Pentecoste \u00e8 stata un evento irripetibile, ve ne \u00e8 una e una sola, e una seconda Pentecoste non pu\u00f2 essere altro che un passo deciso verso l&#8217;apostasia. E cos\u00ec \u00e8 stato. Il diavolo ha realizzato il suo capolavoro: portare la rivoluzione modernista dentro la Chiesa, facendo in modo che i rivoluzionari si considerassero come i cristiani pi\u00f9 evoluti, pi\u00f9 maturi e pi\u00f9 aperti: quelli capaci di fare ci\u00f2 che la Chiesa, sinora, non aveva mai saputo fare: ricucire lo strappo con il mondo. E pazienza se, per ricucire tale strappo, bisognava svendere la dottrina e la morale cattolica, ritoccare e capovolgere il Vangelo, far dire a Ges\u00f9 Cristo ci\u00f2 che non ha mai detto e non si \u00e8 mai neppure sognato: che il peccato non \u00e8 pi\u00f9 peccato; che una persona, in stato di peccato mortale, pu\u00f2 fare tranquillamente la santa Comunione; che due uomini possono andare a vivere insieme sotto un vincolo equiparabile a quello matrimoniale; che l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio non \u00e8 un dogma; che aborto ed eutanasia sono, s\u00ec, dei mali, ma che, a determinate condizioni, finiscono per essere il male minore, e quindi, in una certa misura, scusabile, o, quanto meno, non costituiscono dei peccati poi cos\u00ec gravi&#8230; Insomma, che tutta la divina Rivelazione deve essere relativizzata, specialmente sul piano etico. E cos\u00ec anche il cattolico moderno \u00e8 un cattolico scisso, diviso, lacerato: da un lato c&#8217;\u00e8 il cattolico fedele a Ges\u00f9 Cristo, dall&#8217;altro c&#8217;\u00e8 il cattolico fedele al signor Bergoglio. Cos\u00ec il diavolo ha realizzato il suo pi\u00f9 antico obiettivo: porre il mal seme della divisione entro la Sposa di Cristo. Ma, come diceva san Josemaria Escriv\u00e0: <em>Triste ecumenismo quello che sta sulla bocca di cattolici che maltrattano altri cattolici&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parafrasando Marcuse, si potrebbe definire l&#8217;uomo contemporaneo come l&#8217;uomo a due dimensioni. Egli \u00e8 intimamente lacerato, scisso, diviso. 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