{"id":26240,"date":"2022-02-27T11:06:00","date_gmt":"2022-02-27T11:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/27\/luniversita-da-oasi-di-pace-a-focolaio-di-rivoluzione\/"},"modified":"2022-02-27T11:06:00","modified_gmt":"2022-02-27T11:06:00","slug":"luniversita-da-oasi-di-pace-a-focolaio-di-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/27\/luniversita-da-oasi-di-pace-a-focolaio-di-rivoluzione\/","title":{"rendered":"L&#8217;universit\u00e0: da oasi di pace a focolaio di rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come ha bisogno di un centro spirituale e di un centro economico, una societ\u00e0 ha bisogno, per prosperare, di un centro intellettuale e cultuale: di un luogo, cio\u00e8, fisico o simbolico, nel quale si producano idee e dal quale si diffondano tanto il sapere che l&#8217;amore e il rispetto per il sapere stesso. Centri di cultura sono sempre esistiti in tutte le societ\u00e0: in quelle del mondo antico coincidevano in genere con il tempio e con la classe sacerdotale. La Grecia ha portato un mutamento anche in questo campo, con la nascita di licei e accademie per l&#8217;elaborazione e la trasmissione di un pensiero laico. La civilt\u00e0 cristiana ha riportato la cultura nell&#8217;alveo religioso e ha fatto del monastero il centro di preservazione, e successivamente d&#8217;irradiazione, del sapere, concepito come complementare al lavoro manuale, che invece i saggi greci e romani avevano disprezzato (<em>ora et labora<\/em>), in una visione unitaria della vita ove il sapere \u00e8 divinamente ispirato, con la teologia posta al vertice dell&#8217;umana conoscenza. Verso la fine dell&#8217;XI secolo, dunque dopo quasi un millennio dalla nascita del cristianesimo, nasce lo <em>studium<\/em>, in genere riconducibile al vescovo o all&#8217;abate del luogo, ove s&#8217;impartisce un corso di studi superiori che, pi\u00f9 tardi, avr\u00e0 riconoscimento legale: \u00e8 l&#8217;inizio del distacco dal convento e il primo passo sulla via dell&#8217;universit\u00e0, svincolata dal controllo dell&#8217;autorit\u00e0 religiosa e quindi &quot;laica&quot; (non ancora per\u00f2 nel senso moderno della parola, cio\u00e8 come contrapposta alla Chiesa). Questa si afferma, come associazione privata di studenti e professori, a partire dal XII secolo e inizialmente pone al vertice del sapere gli studi giuridici; in un secondo momento, con il progredire della borghesia comunale, il diritto viene affiancato dalle arti liberali in ascesa, dalla filosofia alla medicina, dall&#8217;aritmetica all&#8217;astronomia e dalla logica alla retorica e alla grammatica. Ultima viene insediata la teologia: a Bologna, fondata nel 1088, essa giunge nel 1364: significativa inversione della concezione culturale precedente. Il comune ha bisogno di giuristi, di medici, di banchieri, di magistrati che sappiano parlar bene e ragionare con chiarezza, e anche di professori; un po&#8217; meno di teologi. Il distacco della visione religiosa della vita \u00e8 ormai avviato, e nei secoli successivi non far\u00e0 che aumentare.<\/p>\n<p>L&#8217;universit\u00e0, dunque, non nasce in opposizione alla religione, ma per un bisogno di autonomia della societ\u00e0 laica nei confronti della Chiesa. Pi\u00f9 tardi il Rinascimento, la Rivoluzione scientifica e l&#8217;Illuminismo la porteranno sempre pi\u00f9 lontano e in opposizione, potenziale o pratica, alla cultura religiosa e alla sua concezione della vita. Intanto, in Europa e poi negli Stati Uniti, si afferma, sempre pi\u00f9 potente, la massoneria, che trova la sua centrale occulta e la fonte inesauribile di finanziamento nel potere dei grandi banchieri; e l&#8217;universit\u00e0, sotto la sua suggestione, diviene sempre pi\u00f9 un polo culturale radicalmente alternativo alla chiesa, al convento e al seminario. I professori accademici ostentano disprezzo o indifferenza per la Rivelazione cristiana; la separazione tra ragione e fede giunge a porre l&#8217;alternativa radicale fra l&#8217;una e l&#8217;altra; gli studenti assorbono le idee dei loro insegnanti e si radicalizzano in misura crescente, tanto nell&#8217;ambito del pensiero politico e sociale quanto in quello teologico e religioso. I professori credenti diventano quasi una rarit\u00e0, certo una minoranza; la loro carriera \u00e8 pi\u00f9 lenta e difficile, le loro pubblicazioni sono meno reclamizzate, i loro corsi meno frequentati. Tengono banco i professori che insegnano ad &quot;andare oltre&quot; il cristianesimo: \u00e8 la grande ora dei Fichte, degli Hegel, degli Schelling; pi\u00f9 tardi dei Croce, dei Gentile, degli Heidegger. E cos\u00ec giunge la seconda met\u00e0 del XX secolo, quando le universit\u00e0 divengono le fucine e i laboratori del pensiero e della prassi rivoluzionaria. Berkeley nel 1966, la Sorbona nel 1968, Padova nel corso di tutti gli anni &#8217;70: figli dell&#8217;<em>Encyclop\u00e9die<\/em> e del <em>Capitale<\/em>, con Voltaire, Marx e Gramsci quali numi tutelari, i professori indottrinano gli studenti a odiare l&#8217;ordine sociale esistente e ad attivarsi per rovesciarlo in maniera violenta. I professori moderati o <em>reazionari<\/em> diventano nemici del popolo, sono additati al pubblico ludibrio, fischiati, insolentiti e qualche volta aggrediti fisicamente. Sempre a Padova, li gambizzano a colpi di pistola.<\/p>\n<p>Sono gli anni della contestazione e del nascente terrorismo; gli anni ruggenti della Facolt\u00e0 di Sociologia a Trento e di Scienze politiche a Padova; gli anni di Toni Negri e di tanti altri che sognano un mondo diverso e migliore, e intanto fiancheggiano le Brigate Rosse e ammirano la loro <em>geometrica potenza di fuoco<\/em>. Sono, anche, gli anni dei miliardari che abbracciano la rivoluzione, dei Feltrinelli che promuovono gli attentati, degli studenti che impediscono di parlare a chi non la pensa come loro e si sbucciano le mani ad applaudire i grandi <em>guru<\/em> della sinistra. Una sinistra che parla ancora di poveri e di rivoluzione, ma che sta gi\u00e0 incubando, sotto la pressione della cultura radicale, la mutazione politica e antropologica che ne far\u00e0, ai nostri d\u00ec, il principale sostegno del globalismo e quindi del grande potere finanziario e delle grandi logge massoniche. Una parabola ingloriosa, ma logica e necessaria: la cultura radicale non nasce dal nulla, \u00e8 figlia dei &quot;lumi&quot; del XVIII secolo: ed \u00e8 il marxismo a nascere da una costola del liberalismo illuminista, sulla spinta della Rivoluzione industriale, non viceversa. Quando il capitalismo riuscir\u00e0 ad ammortizzare quella spinta, e la classe operai inizier\u00e0 a imborghesirsi, ai missionari della rivoluzione di popolo non rester\u00e0 che farsi missionari della rivoluzione sessuale, poi di quella omosessuale, poi di quella transessuale e, da ultimo, della rivoluzione globale, ossia del Great Reset e del Nuovo Ordine Mondiale. Magari con l&#8217;aiuto d&#8217;una falsa pandemia che permetta a quei signori di apparire come i pi\u00f9 solleciti custodi di quel bene inestimabile che \u00e8 la salute pubblica.<\/p>\n<p>Vale la pena di ricapitolare i passaggi che abbiamo qui delineato. L&#8217;universit\u00e0 nasce dalla necessit\u00e0 di dare alla societ\u00e0 tardo medievale una classe dirigente culturalmente preparata; di conseguenza, vi \u00e8 bisogno d&#8217;individuare un luogo fisico nel quale si possa attendere agli studi superiori in relativa tranquillit\u00e0. Sono favorite le citt\u00e0 che godono di una maggiore stabilit\u00e0 politica, perch\u00e9 ci\u00f2 rende pi\u00f9 facile l&#8217;affluenza degli studenti, richiamati dalla fama dei professori; sono penalizzate le universit\u00e0 che nascono nei comuni politicamente troppo instabili, tanto che l&#8217;esperimento vi fallisce. Tipico \u00e8 il caso dell&#8217;Universit\u00e0 di Vicenza, nata nel 1204 e abortita nel giro di pochissimi anni a causa delle lotte di fazione; se ne avvantagger\u00e0 Padova, sorta nel 1222, ricevendo il flusso degli studenti che, per ragioni logistiche, trovano troppo scomodo portarsi a Bologna.<\/p>\n<p>Le ragioni storiche che favorirono l&#8217;affermazione della prestigiosa universit\u00e0 di Padova nel XIII secolo sono state riassunte da Andrea Castagnetti nella monografia <em>La Marca Veronese-Trevigiana<\/em> (Torino, UTET Libreria, 1986, pp.108-110):<\/p>\n<p><em>L&#8217;evoluzione politica, sociale e culturale delle citt\u00e0 della Marca nella prima met\u00e0 del Duecento pu\u00f2, almeno in parte, rendere ragione di un fenomeno che ebbe in seguito grande importanza: la formazione di una universit\u00e0 di Padova, destinata a durare a lungo e ad influire anche sulla vita cittadina.<\/em><\/p>\n<p><em>Il fenomeno delle migrazioni universitarie \u00e8 ricorrente nell&#8217;epoca. Esso va spiegato anzitutto xon le condizioni in cui di volta in volta veniva a trovarsi lo Studio da cui la secessione muoveva. La scelta del luogo era influenzata da fattori vari, che a noi sfuggono in gran parte: la disponibilit\u00e0 di alloggi, il clima, la pressione esercitata da gruppi o da singoli studenti, che potevano preferire alcune localit\u00e0 per la vicinanza ai loro paesi di provenienza o perch\u00e9 essi stessi ne provenivano; infine le condizioni politiche: \u00e8 probabile che con difficolt\u00e0 gli studenti si spostassero o ancor pi\u00f9 potessero rimanere in una citt\u00e0 dilaniata da lotte violente di fazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1204 avvenne la prima migrazione da Bologna verso la Marca, in Vicenza. Quattro-cinque anni dopo, durante la podesteria del milanese Drudo Marcellino,l&#8217;esperimento cessava per non essere pi\u00f9 ripreso. E il momento, d&#8217;altronde che vede il podest\u00e0, forse favorevole in parte al partito ezzeliniano, avverato dai nemici di Ezzelino, sostenuto dal partito dominante in Verona, con a capo il marchese Azzo VI d&#8217;Este e il conte Bonifacio di San Bonifacio. I due avversari politici vicentini, il conte Guido e Corrado da Vivaro, catturarono e imprigionarono il podest\u00e0. Subito dopo intervennero i veronesi imponendo come podest\u00e0 il San Bonifacio. Le convulse vicende politiche furono accompagnate da violenze, incendi e saccheggi. Facile supporre che tutto questo deve aver contribuito alla fine dello Studio.<\/em><\/p>\n<p><em>La migrazione del 1222 vero Padova ebbe successo pi\u00f9 duraturo. Secondo noi, ci\u00f2 \u00e8 comprensibile proprio considerando la Padova di quegli anni, dominata dalla Comunanza, che sembrava vincitrice dell&#8217;opposizione magnatizia: guidavano la Comunanza i ceti &quot;popolari&quot;, fra cui emergevano gli esperti del diritto, i giudici, legati da lungo tempo all&#8217;episcopio, il centro motore da secoli del progresso civile e politico della citt\u00e0. E l&#8217;episcopio, con il capitolo dei canonici e i monasteri maggiori, continu\u00f2 a servirsi di personale &quot;esperto&quot;, che nello steso tempo era organicamente inserito nel governo e negli uffici comunali: &quot;ecclesiastici, giudici e notai&quot; furono \u00abi committenti strutturali del sorgere dello Studio\u00bb (T. Pesenti-Marangon).<\/em><\/p>\n<p><em>La stabilit\u00e0 sociale &#8212; relativa, s&#8217;intende &#8212; che dur\u00f2 fino alla vigilia della vittoria di Ezzelino, favor\u00ec la prima affermazione dell&#8217;Universit\u00e0. Gli anni della signoria ezzeliniana dovettero portare ad una crisi, non ad una sua scomparsa. Li Studio riprese vita prospera dopo la caduta del regime. Segna il nuovo periodo l&#8217;approvazione nel 1262 da parte del consiglio maggiore di una specie di codificazione concernente le condizioni delle &quot;universitates&quot; studentesche.<\/em><\/p>\n<p><em>Nonostante rimanesse in parte estraneo alla vita cittadina, lo Studio non solo cre\u00f2 l&#8217;immagine di Padova come centro di studi e di cultura, ma anche contribu\u00ec alla ricchezza della citt\u00e0 per la presenza degli studenti. Esponenti delle maggiori famiglie padovane, anche di quelle di antica tradizione magnatizia e aristocratica, non esitarono a dive ire dottori di diritto, canonico e civile, il cui insegnamento era valutato pi\u00f9 di quello delle arti. Tale sperequazione rimase fino alla fine del secolo XIV, quando Francesco II da Carrara ottenne l&#8217;emancipazione degli &quot;artisti&quot; dalla soggezione di fronte ai &quot;giuristi&quot;, cosicch\u00e9 lo Studio divenne \u00abun centro universalmente riconosciuto non solo dell&#8217;insegnamento del diritto, ma anche della filosofia aristotelica, dell&#8217;astrologia e della medicina\u00bb (G. Arnaldi).<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;universit\u00e0, dunque, nasce dal bisogno della societ\u00e0 di dotarsi di una cultura laica e di preparare la futura classe dirigente: e per prosperare le \u00e8 necessario un clima di tranquillit\u00e0, non minacciato dalle lotte di fazione. Per\u00f2 al culmine della modernit\u00e0, che a sua volta \u00e8 il culmine del progetto di laicizzazione della societ\u00e0 perseguito dalla massoneria, l&#8217;universit\u00e0 stessa diviene il focolaio del malessere sociale e la cellula della sovversione, latente o fattuale, che si propone di abbattere l&#8217;ordine esistente. La classe dirigente odierna, quella, per intenderci, che sta attuando con perfetto sincronismo i piani del Nuovo Ordine Mondiale, quella dei Draghi, dei Macron, dei Trudeau, dei Biden, ecc., esce dalle universit\u00e0 che cinquant&#8217;anni fa predicavano la rivoluzione e diffondevano l&#8217;odio contro la societ\u00e0 borghese e particolarmente contro la sua istituzione fondamentale, la famiglia naturale.<\/p>\n<p>Ed ecco che ora il cerchio si chiude. Quell&#8217;odio contro la fama miglia non \u00e8 mai stato dimenticato, non \u00e8 mai stato riposto in soffitta: ha seguitato a covare come il fuoco sotto la cenere per tutto questo tempo, e ora torna a divampare, favorito dalla nuova congiuntura politica, economica e sociale. Oggi gli amministratori pubblici, gli psicologi, gli assistenti sociali e i politici usciti dalle universit\u00e0 che predicavano la crociata contro la <em>famiglia borghese<\/em> hanno trovato le condizioni ideali per scatenarsi, spalleggiate dai poteri forti. Oggi essi proclamano a gran voce che i figli non appartengono ai genitori, ma allo Stato; e che se i genitori non si comportano &quot;bene&quot;, ad esempio se non fanno vaccinare i propri figli secondo la volont\u00e0 del governo, \u00e8 giusto toglier loro la patria potest\u00e0: e lo stanno facendo. Lo hanno fatto a Bibbiano e seguitano a farlo in cento altri luoghi. Ma soprattutto lo stanno facendo sull&#8217;onda dell&#8217;isteria pandemica, creata e alimentata a bella posta: \u00e8 questo il momento tanto atteso per dare la spallata finale alla detestata famiglia borghese. Il terreno \u00e8 stato predisposto dalla diffusione della <em>gender theory<\/em>: via il maschile e il femminile, concetti superati e reazionari: viva la sessualit\u00e0 liquida, l&#8217;orientamento ondivago, la scelta di non essere questo o quello per poter essere tutto. S&#8217;intravede, dietro la facciata, l&#8217;ombra della Cabala: l&#8217;unit\u00e0 \u00e8 il bene, la differenza \u00e8 il male; e il male in senso stretto \u00e8 illusorio, perch\u00e9 tutto, alla fine, \u00e8 uno, e quindi tutto non potr\u00e0 essere che buono. E non stiamo parlando di un &quot;tutto&quot; trascendente, soprannaturale, ma di un tutto immanente, umano. Troppo umano, direbbe Nietzsche. Perch\u00e9 quando l&#8217;umano vuole fare di s\u00e9 l&#8217;assoluto, l&#8217;ombra del diavolo si delinea ghignante sullo sfondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come ha bisogno di un centro spirituale e di un centro economico, una societ\u00e0 ha bisogno, per prosperare, di un centro intellettuale e cultuale: di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[110],"class_list":["post-26240","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26240\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}