{"id":26238,"date":"2022-08-05T06:55:00","date_gmt":"2022-08-05T06:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/05\/lunita-della-coscienza-e-insidiata-dalla-disgregazione\/"},"modified":"2022-08-05T06:55:00","modified_gmt":"2022-08-05T06:55:00","slug":"lunita-della-coscienza-e-insidiata-dalla-disgregazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/05\/lunita-della-coscienza-e-insidiata-dalla-disgregazione\/","title":{"rendered":"L&#8217;unit\u00e0 della coscienza \u00e8 insidiata dalla disgregazione"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa farebbe, su che cosa concentrerebbe i suoi sforzi, un ipotetico gruppo di potere occulto il quale volesse effettuare un radicale esperimento di riassetto mondiale, demografico, economico, politico, culturale e perfino antropologico, qualora fosse cos\u00ec perfido e cos\u00ec astuto da voler rimanere celato nell&#8217;ombra, per quanto possibile, e al tempo stesso agire in profondit\u00e0 nei modi di pensare e di sentire di milioni, miliardi di persone, sui loro comportamenti, sulle loro azioni e le loro scelte quotidiane? Vale a dire, se volesse instaurare la pi\u00f9 ferrea dittatura, o meglio, imporre il pi\u00f9 plumbeo totalitarismo, senza per\u00f2 renderlo esplicito, ma facendo s\u00ec che le persone lo accogliessero e lo accettassero in maniera spontanea, sacrificando tutti i loro modi e stili di vita precedenti, modificando i loro valori, capovolgendo la loro prospettiva, insomma ottenendo che gli esseri umani andassero contro i loro stessi istinti, i loro naturali bisogni, il loro pi\u00f9 elementare buon senso, e facessero propria una visione del reale lontanissima dal vero, anzi il suo esatto opposto e quindi la sua diabolica contraffazione?<\/p>\n<p>Se un piano cos\u00ec immensamente audace e malvagio &#8212; se, badate bene, se &#8211; un simile piano esiste, allora la risposta alla domanda: <em>su che cosa concentrerebbe i suoi sforzi<\/em>, in che modo procederebbe per realizzare i suoi perversi obiettivi, a nostro avviso sarebbe questa: studierebbe molto bene i meccanismi della psiche, cos\u00ec da impadronirsi del segreto di quelle forze che, allo stato potenziale, esistono in essa, ma nell&#8217;ordinato svolgimento della vita individuale e collettiva giacciono in ombra, latenti, o se pure si affacciano alla coscienza, non arrivano affatto a turbarla, tranne in rarissimi casi &#8212; rarissimi vogliamo dire sul piano statistico, rispetto al totale della popolazione &#8211; cos\u00ec da scatenarle e servirsi di esse per gettare le coscienze nella pi\u00f9 completa confusione e utilizzarle per raggiungere i suoi fini. Infatti, anche se noi non vi prestiamo attenzione e la maggior parte ne ignora perfino la realt\u00e0, la nostra psiche con \u00e8 per nulla un blocco unitario e monolitico, ma \u00e8 percorsa e attraversata da forze, da tendenze, a volte contrastanti, che compaiono nella maniera pi\u00f9 sconcertante nella sindrome della personalit\u00e0 multipla, ma che sono presenti, in forma meno drammatica, in ciascuno di noi.<\/p>\n<p>Ora, la sorpresa &#8212; almeno per il grosso pubblico &#8211; che tali studi esistono, che vengono condotti da anni, da decenni, con grande dispiego di mezzi, perch\u00e9 chi li finanzia dispone di risorse pressoch\u00e9 illimitate, e pu\u00f2 permettersi di assumere i ricercatori migliori e le tecniche sperimentali pi\u00f9 moderne e sofisticate, effettuando in silenzio la campionatura di fasce crescenti di popolazione. E non si tratta affatto di studi e ricerche aventi carattere di sconvolgente novit\u00e0: si tratta semplicemente di raffinati approfondimenti di studi e ricerche gi\u00e0 svolti e messi a punto nell&#8217;ambito pubblicitario: perch\u00e9 la pubblicit\u00e0, quella cosa suscettibile d&#8217;influenzare a fondo e di cambiare appunto il odo di sentire e di pensare di milioni e milioni di persone, si basa appunto sull&#8217;esistenza di tali forze e tendenze psichiche, di una folla e pluralit\u00e0 di soggetti di quello che solitamente definiamo &quot;io&quot;. Questa semplice e quasi ovvia constatazione ci permette anche di capire che, se un tale gruppo di potere occulto esiste, e se esiste un tale disegno per l&#8217;instaurazione d&#8217;un totalitarismo mondiale, non occorre immaginare scenari del tutto inediti da romanzo distopico, ma \u00e8 sufficiente ammettere che qualcuno si dia la pena di prendere in mano, approfondire e perfezionare qualche cosa che gi\u00e0 esiste, che gi\u00e0 \u00e8 in atto e che da pi\u00f9 di un secolo lavora al livello della nostra psiche per cambiare i nostri comportamenti e i nostri stili; che si serva con moltiplicata spregiudicatezza d&#8217;una tecnica di persuasione che gi\u00e0 viene applicata, ad esempio, oltre che nell&#8217;ambito commerciale, in quello politico. Ed ecco che l&#8217;ipotesi iniziale comincia a prendere consistenza, comincia ad apparire qualcosa non solo di possibile e di plausibile, ma dirittura di probabile, se \u00e8 vero &#8212; come \u00e8 vero &#8212; che da sempre l&#8217;ebbrezza del potere esercita un&#8217;attrattiva pressoch\u00e9 irresistibile sugli animi pi\u00f9 avidi ed egoici.<\/p>\n<p>Citiamo dal libro di Claudio Mina <em>Al centro dell&#8217;io. Domande allo psicologo<\/em> (Roma, Citt\u00e0 Nuova Editrice, 1974, pp. 30-31):<\/p>\n<p><em>Bisogna capire che la psiche ha in se stessa ha vera folla di forze dinamiche, di &quot;tendenze&quot;, che la spingono a vivere in varie direzioni. Queste tendenze sono di diverso tipo (istinti, bisogni, esigenze, interessi, aspirazioni, timori, ecc.) ma hanno tutte la caratteristica di premere sul nostro Io, affinch\u00e9 esso le appaghi con un comportamento adeguato.<\/em><\/p>\n<p><em>La maggioranza di esse sono forze fondamentalmente utili, perch\u00e9 ci forniscono energia e slancio, per l&#8217;azione e per il nostro sviluppo; eppure tutte presentano contemporaneamente un grado di pericolosit\u00e0, per il fatto che esse sono dotate di un certo grado di autonomia, di indipendenza. Esse, insomma, possono agire per conto proprio sena che il nostro cervello riesca a dominarle direttamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Tali tendenze, quindi, possono da un lato collaborare disciplinatamente e in buona armonia tra loro allo sviluppo della nostra personalit\u00e0. Ma possono anche mettersi in conflitto l&#8217;una contro l&#8217;altra: fatto che pu\u00f2 accadere facilmente per il preciso motivo che ognuna di esse tende ad accaparrarsi il dominio sul nostro Io. In questo caso si pu\u00f2 giungere ad un ero stato di &quot;anarchia psicologica&quot;, in cui le tendenze lottano tra loro nel nostro inconscio, appunto con enorme spreco di energia.<\/em><\/p>\n<p><em>Per evitare questa lotta bisognerebbe dunque riuscire a far s\u00ec che le tendenze divengano docili e l&#8217;Io sia libero dalla loro pressione; libero cio\u00e8 di appagare questa o quella senza che le altre rimangano frustrate, e si agitino a causa della loro mancata soddisfazione, dando luogo a vari disturbi nevrotici. Ma come possiamo fare per raggiungere questo scopo dal momento che la nostra volont\u00e0 non ha su di esse un potere diretto o ne ignora addirittura l&#8217;esistenza, essendo esse nascoste nell&#8217;inconscio? (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il modo di ordinarle per\u00f2 c&#8217;\u00e8 ugualmente, anche se esso \u00e8 pi\u00f9 indiretto che diretto. Esso si basa su una grande legge alla quale fortunatamente si assoggettano questi nostri vivaci ospiti interni. \u00c8 la &quot;legge della canalizzazione delle tendenze&quot;. Essa dice che quando l&#8217;individuo appaga per un certo tempo con chiarezza, decisione e costanza, uno o pi\u00f9 tendenze principali, le altre pian piano vanno perdendo la loro indipendenza e la loro carica disturbante, fino ad atrofizzarsi indipendenza o porsi al servizio delle tendenze principali che abbiamo scelto. La personalit\u00e0, allora, invece che risultare &quot;disgregata&quot;(cio\u00e8 lacerata da contrastanti desideri), appare &quot;unificata&quot;, cio\u00e8 ben organizzata attorno alle principali linee di sviluppo che l&#8217;individuo ha prescelto. E aggiungiamo ancora che mentre la personalit\u00e0 disgregata \u00e8 fiacca, distornata, e soprattutto insoddisfatta, quella unificata si dimostra contenta di s\u00e9, dinamica, serena, ricca di energie.<\/em><\/p>\n<p>Teniamo presente che la parola <em>diavolo<\/em> deriva da un verbo greco che significa dividere, separare e perci\u00f2 anche accusare, ingannare e seminare inimicizia (<em>diaballein<\/em>): ora, quale capolavoro pi\u00f9 riuscito, per chi sia interessato a creare divisioni, ottenere che le persone siano divise, oltre che le une rispetto alle altre, anche in se medesime? Come ha spiegato con impeccabile chiarezza il divino Maestro (<em>Marco<\/em>, 3, 24-25): <em>Se un regno \u00e8 diviso in se stesso, quel regno non pu\u00f2 reggersi; se una cosa \u00e8 divisa in se stessa, quella casa non pu\u00f2 reggersi<\/em>. Dunque se noi siamo divisi in noi stessi; se l&#8217;Io non svolge pi\u00f9 la sua funzione di direttore d&#8217;orchestra, ma viene continuamente soverchiato e mortificato da tanti, piccoli Io, ciascuno dei quali pretende di dettar legge ed imporre la propria volont\u00e0 a tutti gli altri, allora esistono le condizioni affinch\u00e9 la nostra coscienza, persa la propria unit\u00e0 e il dominio di se stessa divenga facile strumento d&#8217;una volont\u00e0 esterna, pi\u00f9 forte e aggressiva, la quale le far\u00e0 fare qualsiasi cosa e la ridurr\u00e0 nelle condizioni di uno strumento per realizzare dei fini che non le appartengono n\u00e9 hanno a che fare coi suoi veri bisogni ed il suo vero bene, ma coi fini di quella volont\u00e0 esterna.<\/p>\n<p>Bisogna anche tener presente che perdere l&#8217;unit\u00e0 della propria coscienza, consentire alla sua disgregazione, significa in certo qual modo chiamare o evocare qualcuno o qualcosa, perch\u00e9 la natura odia il vuoto e se invece il vuoto si crea, subito un qualche tipo di forza accorre a riempirlo. Accade un po&#8217; come quando un bravo attore s&#8217;immedesima totalmente nel ruolo del personaggio che deve interpretare: a quel punto il suo Io scompare, interamente assorbito dal nuovo venuto. Ma siamo sicuri di sapere chi \u00e8 il nuovo venuto? E se fosse tutt&#8217;altro personaggio da quello che crediamo di conoscere? E se il moltiplicarsi delle personalit\u00e0 secondarie creasse e condizioni perch\u00e9 l&#8217;Io principale, spinto in un angolo e quasi ridotto al silenzio, finisse per scomparire, cedendo il suo posto e il suo ruolo a qualcun altro, <em>venuto da fuori<\/em>, cio\u00e8 non prodotto dalle forze interne della psiche, ma di tutt&#8217;altra origine e di natura completamente diversa. Una casa disabitata, ma ancora abitabile, non rimane deserta all&#8217;infinito: prima o poi arriva qualcuno che la nota, la trova adatta ai suoi gusto o ai suoi bisogni e senza tanti compimenti vi s&#8217;insedia, magari senza chiedere permesso n\u00e9 seguire le vie legali.<\/p>\n<p>Sappiamo, e lo sappiamo sia per fede, sia alla luce di numerosi studi pubblicati sull&#8217;argomento che non \u00e8 azzardato ipotizzare l&#8217;esistenza di siffatti ospiti misteriosi della coscienza, il pi\u00f9 delle volte malefici perch\u00e9 invadenti, minacciosi e noncuranti della pace e del bene dell&#8217;Io, talvolta benefici e pietosi, questi ultimi tuttavia agenti a titolo temporaneo proprio perch\u00e9 rispettosi dell&#8217;indipendenza della coscienza e quindi non interessati a insediarvisi come dei parassiti psichici, o peggio. Non \u00e8 una cosa che si possa dimostrare scientificamente, ma di cui vi sono abbondanti indizi per sospettarne quantomeno la possibilit\u00e0 concreta. Come fa una persona illetterata a parlare delle lingue sconosciute, perfino delle lingue morte dell&#8217;antico Oriente, come l&#8217;assiro o il babilonese, che solo pochissimi specialisti al mondo conoscono e che esse, di certo, non hanno mai avuto alcuna occasione di udire? Come fa una persona normale, magari di fragile costituzione fisica, a divenire cos\u00ec forte che neppure quattro uomini robusti, con tutti i loro sforzi, riescono a tener ferma, e come fa a divenire cos\u00ec pesante che costoro non riescono a rialzarla da terra, o a spostarla neppure di un millimetro?<\/p>\n<p>In simili casi, la domanda \u00e8 non solo <em>quanti<\/em> siano gli abitanti di quel tale individuo, ma soprattutto <em>chi<\/em> in realt\u00e0 siano. Davvero il fatto che una tenera adolescente si metta a parlare con profonda voce maschile \u00e8 spiegabile con il repentino affacciarsi di una personalit\u00e0 secondaria, rimasta finora sconosciuta? E come spiegare che una persona, al risveglio da un intervento chirurgico durante il quale si trovava in stato di perfetta incoscienza, non solo abbia saputo descrivere perfettamente le azioni svolte e le parole pronunciate da medici e infermieri, ma perfino particolari insignificanti come il colore dei calzini di un medico <em>che si trovava nell&#8217;altra stanza<\/em>? Episodi come questo paiono suggerire che la mente, dopotutto, potrebbe anche essere non localizzata: cio\u00e8 potrebbe svolgere le sue funzioni separata dal corpo. In tal caso, cadrebbe l&#8217;idea, oggi comunemente ammessa dalla cultura dominante e dalla stragrande maggioranza della comunit\u00e0 scientifica, che la mente sia un prodotto del cervello, e che quindi sia inconcepibile al di fuori del corpo. Ma se la mente non \u00e8 un prodotto del cervello e se non \u00e8 un derivato delle sue funzioni chimiche, allora che cos&#8217;\u00e8? Come fa a vedere, a sapere, a riconoscere oggetti che si trovano del tutto al di fuori del suo raggio d&#8217;azione e perci\u00f2 dei quali, a rigore, dovrebbe ignorare tutto, a cominciare dalla loro stessa esistenza?<\/p>../../../../n_3Cp>Queste ed altre simili osservazioni e riflessioni riportano d&#8217;attualit\u00e0 una parola che gli scienziati hanno smesso da un pezzo di adoperare, considerandola vuota e priva di significato, un relitto linguistico del passato: la parola <em>anima<\/em>. Per san Tommaso, a differenza di Aristotele, l&#8217;anima individuale pu\u00f2, anzi deve essere considerata come distinta dal corpo, anche se essa \u00e8 il principio vitale che lo fa esistere: se fosse la funzione del corpo, se fosse tutt&#8217;uno con il corpo, alla morte del corpo anche l&#8217;anima dovrebbe dissolversi; e si potrebbe solo immaginare, come fa Averro\u00e9, la persistenza dell&#8217;anima universale, non di quella individuale. Ma se la mente, o psiche, altro non \u00e8 che l&#8217;anima o principio vitale; e se essa non \u00e8 localizzata, anzi non sappiamo neppure, almeno in talune circostanze, da quali e quanti inquilini sia abitata, possiamo davvero sostenere che \u00e8 solo una funzione del cervello, cio\u00e8 del corpo? E possiamo ridurre il grande problema metafisico della sua immortalit\u00e0 a un problema chimico e relativo alle circonvoluzioni del cervello? Non \u00e8 terribilmente povera, e terribilmente insoddisfacente, una simile spiegazione? E ci\u00f2 non ci obbliga a rimettere in discussione quel che credevamo di sapere e a confrontarci, ancora e sempre, col mistero dell&#8217;anima?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa farebbe, su che cosa concentrerebbe i suoi sforzi, un ipotetico gruppo di potere occulto il quale volesse effettuare un radicale esperimento di riassetto mondiale,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-26238","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26238"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26238\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}