{"id":26226,"date":"2020-04-11T09:17:00","date_gmt":"2020-04-11T09:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/11\/lorgoglio-e-lo-spirito-del-mondo-che-si-oppone-a-dio\/"},"modified":"2020-04-11T09:17:00","modified_gmt":"2020-04-11T09:17:00","slug":"lorgoglio-e-lo-spirito-del-mondo-che-si-oppone-a-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/11\/lorgoglio-e-lo-spirito-del-mondo-che-si-oppone-a-dio\/","title":{"rendered":"L&#8217;orgoglio \u00e8 lo spirito del mondo che si oppone a Dio"},"content":{"rendered":"<p>La dialettica oppositiva fra il Regno di Dio e il mondo (<em>\u03ba\u03cc\u03c3\u03bc\u03bf\u03c2<\/em>, <em>k\u00f3smos)<\/em>, che il Concilio Vaticano II ha preteso di abolire, o meglio, per usare un termine pi\u00f9 consono alla sua voluta ambiguit\u00e0, di &quot;superare&quot;, un concetto che vuol dire tutto e il contrario di tutto, \u00e8 alla base del Vangelo, svela il senso del mistero dell&#8217;Incarnazione e della Redenzione, e fornisce ai cristiani la giusta chiave di lettura della storia umana. Fra Ges\u00f9 Cristo e il mondo vi \u00e8 una insuperabile opposizione: o si sta con l&#8217;uno, o si sta con l&#8217;altro. Non un caso che il diavolo sia chiamato, da san Paolo specialmente, <em>il principe di questo mondo<\/em> (2 <em>Cor<\/em> 4,4). E Ges\u00f9, addirittura, rivolgendosi al Padre nella sera dell&#8217;Ultima Cena, in uno di quei passi evangelici che fanno venire l&#8217;orticaria al falso clero modernista che si spaccia indegnamente per cattolico (<em>Gv<\/em> 17,9): <em>Io prego per loro [ossia per i suoi discepoli]; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi ha dato, perch\u00e9 sono tuoi<\/em>&quot;. Se Ges\u00f9 si rifiuta di pregare per il mondo, ci\u00f2 significa che il mondo non \u00e8 suscettibile di redenzione: in altre parole, che \u00e8 maledetto, essendo il regno delle tenebre. Se ne facciano una ragione il signor Bergoglio, il quale vorrebbe salvo e beato perfino Giuda Iscariota (bench\u00e9 di lui Ges\u00f9 abbia detto: <em>sarebbe meglio che non fosse mai nato<\/em>!), e tutti i neoteologi che attribuiscono a Dio la misericordia assoluta, separandola dalla verit\u00e0 e della giustizia, e prescindendo dal pentimento e dalla conversione del peccatore: no, il mondo non sar\u00e0 salvato, se non a patto di pentirsi e convertirsi, e di riconoscere che solo Ges\u00f9 \u00e8 via, verit\u00e0 e vita. E ci\u00f2 vale anche per gli atei e per i seguaci delle religioni non cristiane: con buona pace della <em>Nostra aetate<\/em>, del falso ecumenismo e di tutti quei cattolici, peraltro in buona fede, ma poco coerenti e poco perspicaci (e ce ne sono, eccome se ce ne sono), i quali si ostinano a non vedere n\u00e9 nella <em>Nostra aetate<\/em>, n\u00e9 nel Concilio in generale, alcun tralignamento dalla retta dottrina e dall&#8217;autentico Magistero, nessuna eresia, nessuna rottura rivoluzionaria con ci\u00f2 che la Chiesa ha sempre insegnato, fino al 1962. Del resto, non siamo noi, ma \u00e8 Ges\u00f9 Cristo a dirlo, e con la massima chiarezza, non con lo stile volutamente vago e ambiguo, oltrech\u00e9 fastidiosamente mellifluo e zuccheroso che caratterizza <em>tutti<\/em> i documenti conciliari del Vaticano II (<em>Mt<\/em> 16,16): <em>Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; ma chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato<\/em>. Non che Ges\u00f9 sia venuto nel mondo per condannarlo; \u00e8 venuto per salvarlo e non per condannarlo: (cfr. <em>Gv<\/em> 3,17 e 12,47); ma il fatto \u00e8 che il mondo non vuole essere salvato, perch\u00e9 si rifiuta di riconoscere Ges\u00f9 e di convertirsi alla vita di grazia, e per ci\u00f2 stesso il suo giudizio diviene inevitabile. Per questo Ges\u00f9 dice anche (G<em>v<\/em> 12,47-49): <em>Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condanner\u00e0 nell&#8217;ultimo giorno.\u00a0Perch\u00e9 io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare.<\/em> Speriamo, dunque, che il concetto sia sufficiente,ente chiaro: Ges\u00f9 \u00e8 venuto per redimere gli uomini, non per condannarli; ma gli uomini che rifiutano la Redenzione, sono automaticamente condannati; si condannano con le loro stesse mani, a causa del pessimo uso che fanno del dono prezioso del libero arbitrio. Il &quot;mondo&quot;, pertanto, nell&#8217;accezione neotestamentaria della parola, non \u00e8 tutto il mondo, non \u00e8 il mondo in quanto tale, ma quella parte di umanit\u00e0 che rifiuta Ges\u00f9 Cristo, e dunque quel mondo che, ferito dalle conseguenze del Peccato originale, non vuol saperne della medicina che potrebbe risanarlo, e preferisce perdersi per un peccato d&#8217;orgoglio. Ed \u00e8 riferendosi a questo mondo di tenebre, maledetto, che Ges\u00f9 dice ai suoi discepoli, sempre durante l&#8217;Ultima Cena (<em>Gv<\/em> 15, 18-21): <em>Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ci\u00f2 che \u00e8 suo; poich\u00e9 invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non \u00e8 pi\u00f9 grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.\u00a0Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perch\u00e9 non conoscono colui che mi ha mandato.<\/em><\/p>\n<p>Questo preambolo e necessario per mettere bene a fuoco l&#8217;oggetto della presente riflessione: come si diventa seguaci di Ges\u00f9 e come si diventa, invece, suoi nemici. Per essere seguaci di Ges\u00f9 c&#8217;\u00e8 una sola strada, che all&#8217;inizio pu\u00f2 sembrare aspra e difficile, ma che poi, mano a mano che la si percorre, appare sempre pi\u00f9 dolce e pi\u00f9 lieve, come un viale pieno di sole e fiancheggiato da fresche aiole di rose: la rinuncia all&#8217;ego, la capacit\u00e0 di spogliarsi del proprio orgoglio e della propria vanit\u00e0, senza di che non si pu\u00f2 raggiungere lo stato di umilt\u00e0 e quindi in si potr\u00e0 mai essere dei veri seguaci di Ges\u00f9. Ecco dunque quale \u00e8 la vera essenza del mondo: l&#8217;orgoglio, la volont\u00e0 di vivere alla propria maniera, senza timor di Dio, e senza pensare che tutto ci\u00f2 che di buono c&#8217;\u00e8 in noi, viene da Lui e non ce lo siamo dati da noi stessi.<\/p>\n<p>Scriveva a questo proposito Benedikt Baur, al secolo Karl Borrom\u00e4us Baur (Mengen, Baden-W\u00fcrttemberg, 9 dicembre 1877-Beuron, stesso Land, 10 novembre 1963), abate della famosa arciabbazia benedettina di Beuron, teologo, studioso di liturgia, in una delle sue numerose e fecondissime opere di chiarificazione spirituale (da: Benedetto Baur O. S. B., <em>Luce dell&#8217;anima<\/em>, vol. III, Ciclo Pasquale, <em>Il tempo dopo Pentecoste<\/em>; traduzione dal tedesco delle monache del Monastero di San Paolo in Sorrento, Roma, Orbis Catholicus, 1952, pp. 235-238):<\/p>\n<p><em>CHI SI ESALTA SAR\u00c0 UMILIATO E CHI SI UMILIA SAR\u00c0 ESALTATO. Il fariseo e il pubblicano: l&#8217;amor proprio che giunge fino a trascurare Dio e a vantarsi di se stesso, e l&#8217;amor di Dio che, per Dio e per la verit\u00e0, fa dimenticare all&#8217;uomo se stesso e gli fa porre tutta la sua fiducia nella misericordia e nella bont\u00e0 di Dio. Orgoglio e umilt\u00e0: l&#8217;orgoglio \u00e8 lo spirito del mondo; l&#8217;umilt\u00e0 lo spirito di Cristo e della Chiesa, lo spirito del corpo mistico di Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ORGOGLIO \u00c8 LO SPIRITO DEL MONDO DEI NON CRISTIANI. \u00c8 orgoglioso chi segue la propria ragione e la propria volont\u00e0, chi conosce solo la propria volont\u00e0. Per orgoglio l&#8217;uomo si distoglie da Dio, si rifiuta di mettere al servizio della sua legge e della sua volont\u00e0 i talenti, le attitudini, le energie del corpo e della mente che ha ricevuto da lui. Vuol essere padrone di s\u00e9 e non accetta comandi neanche da Dio. Qualsiasi peccato ha origine dall&#8217;orgoglio, dal rifiuto di sottomettersi a Dio, poich\u00e9 l&#8217;orgoglio prepara il terreno al peccato, poi la soddisfazione di una passione, l&#8217;avarizia, la sensualit\u00e0 compiono l&#8217;opera. L&#8217;orgoglio \u00e8 il principio, la causa di ogni peccato, la radice di ogni male, \u00e8 il lievito che infetta quello che c&#8217;\u00e8 di buono nell&#8217;uomo ed, estendendosi, lo porta a rovina: \u00e8 il rande anzi l&#8217;unico ostacolo all&#8217;unione con Dio. \u00c8 anche la misura del nostro allontanamento da Dio. Lo spirito del mondo consiste proprio in questo: allontanamento da Dio, amor proprio, vanit\u00e0. Il mondo pu\u00f2 fare a meno di Dio, dell&#8217;Uomo-Dio, del Salvatore, della Chiesa, della preghiera e dei sacramenti; crede di essere abbastanza forte e abbastanza abile per manifestarsi puro, paziente, amorevole con le sue sole forze. Questo spirito del mondo, di orgoglio e di vanit\u00e0 s&#8217;infiltra purtroppo anche nel santuario della Chiesa, nel cuore dei cristiani,. Hanno rinunziato solennemente al mondo, hanno ricevuto lo Spirito Santo e ci\u00f2 nonostante sia individualmente che collettivamente c&#8217;\u00e8 in loro tanto rispetto umano, tanta ricerca della lode e del favore degli uomini, degli onori e dell&#8217;autorit\u00e0; sono cos\u00ec indegnamente schiavi dei grandi e dei potenti della terra, capiscono cos\u00ec poco l&#8217;umilt\u00e0 cristiana, lo spirito di Cristo e della sua Chiesa. Tutto spirito del mondo! Come meravigliarci se la vita cristiana in tanti \u00e8 cos\u00ec malmenata? Se rinneghiamo e sacrifichiamo con tanta facilit\u00e0 i principi e gl&#8217;ideali cristiani, se scambiamo quello che c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 sacro per un piatto di lenticchie?<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;UMILT\u00c0 \u00c8 LO SPIRITO DI CRISTO.&quot;Imparate da me&quot; (Matt 11,29). Non a operare miracoli, non a creare i mondi o a risuscitare i morti, ma quest&#8217;unica cosa: l&#8217;umilt\u00e0 di cuore. Il mondo non aveva trovato n\u00e9 medico n\u00e9 medicine per il suo male, l&#8217;orgoglio, allora egli \u00e8 venuto e ci ha dato tutti e due nella sua persona. L&#8217;orgoglio \u00e8 un veleno cos\u00ec virulento che pu\u00f2 essere neutralizzato solo da un contravveleno potente: la profonda umiliazione del Figlio di Dio. Venendo a noi il Figlio di Dio vuole la sottomissione, la povert\u00e0, l&#8217;umilt\u00e0 e sceglie la morte pi\u00f9 obbrobriosa e pi\u00f9 umiliante, quella della croce. Dio che muore in croce, annientato, rigettato dagli uomini, condannato come l&#8217;ultimo dei malfattori. Ecco l&#8217;umilt\u00e0 di Ges\u00f9! L&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 la sostanza del suo piano di redenzione, il compendio di quello che ci ha insegnato con la parola e con l&#8217;esempio; \u00e8 tutta la sua vita, la virt\u00f9 che gli \u00e8 propria. Deve essere perci\u00f2 anche la virt\u00f9 propria della Chiesa, del corpo di Cristo e di ogni vero cristiano, membro di Cristo. \u00c8 il fondamento dell&#8217;edificio spirituale e soltanto su di esso le altre virt\u00f9 poggiano con sicurezza; \u00e8 la radice e l&#8217;origine di ogni bene e di ogni salvezza. Dal progresso nell&#8217;umilt\u00e0 dipende l&#8217;accrescimento della grazia e della virt\u00f9. Tutto l&#8217;edificio della vita di grazia poggia su due colonne: la forza della croce di Cristo e l&#8217;operazione dello Spirito Santo. Ma il peso della Croce di Ges\u00f9 e della vita cristiana pu\u00f2 sostenerlo solo chi \u00e8 ben fondato nell&#8217;umilt\u00e0 e lo Spirito Santo non stabilir\u00e0 la sua dimora in un&#8217;anima che non si \u00e8 svuotata di se stessa. Perci\u00f2 l&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 il fondamento sul quale poggia la vita cristiana, soprannaturale: l&#8217;umile sottomissione a Dio, il sentirci nulla di fronte a lui sgombrano gli ostacoli che il cuore, traviato dall&#8217;orgoglio, oppone alla fede, alla speranza, alla carit\u00e0 e ad ogni altra virt\u00f9. &quot;Imparate da me che sono umile di cuore&quot;. Siamo rami di Cristo, la vite Con Paolo ripetiamo: &quot;Posso tutto in colui che mi d\u00e0 forza&quot; (Filipp. 4,13). Nulla in noi stessi, siamo forti in lui. Tutto quello che possediamo di buono e che di buono possiamo fare proviene da un altro, dalla vite, da Cristo, il capo: &quot;Della pienezza di lui tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia&quot; (Giov 1,16). Quello che siamo e che possediamo l&#8217;abbiamo solo come tralci della vite, come membra di Cristo; a lui ogni onore e gloria. Quanto a noi possiamo vantarci solo &quot;delle nostre infermit\u00e0&quot; (2 Cor 12,10). &quot;\u00c8 il medesimo e unico spirito che opera dando a ciascuno in particolare secondo che gli piace&quot; (1 Cor 12,11).<\/em><\/p>\n<p>Tutti gli uomini che resistono alla verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo e che sono schiavi del loro orgoglio appartengono al mondo e non al regno di Dio: sono quelli per i quali Ges\u00f9 stesso si rifiuta di pregare, perch\u00e9 perfino la Sua preghiera non potrebbe salvare quelli che non vogliono salvarsi. Questo, parlando in generale. Parlando in particolare, possiamo chiederci se storicamente vi sono stati, e se vi sono tuttora, dei gruppi i quali hanno fatto del rifiuto di Dio e dell&#8217;odio per il Redentore il nucleo essenziale della loro ragion d&#8217;essere; e la risposta \u00e8 s\u00ec. La mente corre subito ai satanisti, siano essi dei dilettanti di provincia o dei &quot;professionisti&quot; delle <em>\u00e9lite<\/em> pi\u00f9 ricche e potenti a livello mondiale: in quanto servitori del Diavolo, essi rappresentano il &quot;mondo&quot; nel senso pi\u00f9 specifico della parola; quel mondo il cui Principe \u00e8 odiatore degli uomini e nemico di Dio. Poi ci sono dei regimi politici, come quello hitleriano e quello staliniano, nel cui DNA vi era il rifiuto deliberato del Vangelo e la volont\u00e0 manifesta di perseguitare i suoi seguaci; regimi che, al tempo stesso, si sono macchiati di tali atrocit\u00e0, quali raramente si sono viste nel corso della storia. Infine ci sono dei gruppi religiosi i quali hanno odiato Cristo e i cristiani fin dal principio. Nei primi secoli dell&#8217;era cristiana, si trattava essenzialmente di gruppi di intellettuali pagani, gli stessi che hanno sobillato le persecuzioni anticristiane, da quella di Nerone a quella di Diocleziano. Al tempo stesso vi erano ambienti giudaici fanaticamente anticristiani fin dalle origini del cristianesimo stesso: quelli che lapidarono santo Stefano e che cercarono di far assassinare san Paolo, il quale proprio per ci\u00f2 fece appello all&#8217;imperatore e fu condotto a Roma. L&#8217;odio anticristiano si \u00e8 prolungato fino ai secoli del Medioevo ed oltre, specie nell&#8217;are del cassidismo, anche se questo aspetto viene taciuto dalla cultura politicamente corretta, secondo la quale sono stati sempre e solo i cristiani a odiare e perseguitar egli ebrei, e mai il contrario, a dispetto dei numerosi fatti storici che smentiscono questa tesi, come il massacro dei cristiani di Gerusalemme perpetrato dagli ebrei nel 614, mentre l&#8217;imperatore Eraclio era impegnato contro i Persiani sassanidi e nel quale gli storici dell&#8217;epoca dicono che perirono 90.000 persone. Tale odio anticristiano \u00e8 stato tenacemente coltivato in certi ambienti talmudici, anche se i Padri del Vaticano II hanno finto di ignoralo e si son sentiti in dovere di parlare dell&#8217;ebraismo solo in termini di rispettosa ammirazione e quasi ponendosi in uno stato di subalternit\u00e0 psicologica e morale verso di esso. \u00c8 un fatto che gi\u00e0 nei racconti del <em>Toled\u00f2t Yeshu<\/em>, la cui matrice orale risale al II secolo, anche se vennero redatti per iscritto solo alcuni secoli pi\u00f9 tardi, Ges\u00f9 Cristo e la Vergine Maria sono presentati nella luce pi\u00f9 infame, lei come una donnaccia, lui come un impostore malfamato e vizioso, ed entrambi sommersi da una montagna d&#8217;insulti e maledizioni. L&#8217;edizione critica di questo infame libello fu pubblicata nel 1902 a Berlino dallo studioso ebreo Samuel Krauss, utilizzando ben nove manoscritti. Ci permettiamo una sommessa domanda: se i cristiani pubblicassero libri che parlano in tal modo del giudaismo, cosa accadrebbe?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dialettica oppositiva fra il Regno di Dio e il mondo (\u03ba\u03cc\u03c3\u03bc\u03bf\u03c2, k\u00f3smos), che il Concilio Vaticano II ha preteso di abolire, o meglio, per usare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,167],"class_list":["post-26226","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-giuda-iscariota"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26226\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}