{"id":26222,"date":"2020-11-09T11:07:00","date_gmt":"2020-11-09T11:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/09\/lora-della-crisi-fra-disfatta-e-occasione-di-rinascita\/"},"modified":"2020-11-09T11:07:00","modified_gmt":"2020-11-09T11:07:00","slug":"lora-della-crisi-fra-disfatta-e-occasione-di-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/09\/lora-della-crisi-fra-disfatta-e-occasione-di-rinascita\/","title":{"rendered":"L&#8217;ora della crisi fra disfatta e occasione di rinascita"},"content":{"rendered":"<p>Si sente dire sovente che qualcuno \u00e8 in crisi, o che qualcuno \u00e8 allo sbando, come se le due espressioni fossero equivalenti e pressoch\u00e9 intercambiabili; ma ci\u00f2 non \u00e8 affetto vero. Se la crisi deve risolversi in una catastrofe o se, al contrario, si trasformer\u00e0 in un&#8217;occasione di crescita, di maturit\u00e0 e di consapevolezza, ci\u00f2 \u00e8 tutto da vedere. E dipende, naturalmente, non dalle circostanze esteriori che l&#8217;hanno provocata &#8212; una perdita, una delusione, una sconfitta &#8212; ma dalla capacit\u00e0 dell&#8217;individuo, o meno, di mantenere il dominio di s\u00e9 quando pare che tutto stia scivolando fuori controllo. Un tempo si udivano frequentemente espressioni come: <em>Sono in crisi<\/em>, oppure: <em>Tizio \u00e8 in crisi<\/em>; oggi assai meno, forse perch\u00e9 ad andare in crisi \u00e8 tutta la societ\u00e0, e quando un fenomeno diviene generale, il singolo caso non fa pi\u00f9 notizia. Quest&#8217;ultima considerazione ci conduce a riflettere all&#8217;aspetto sociale della crisi: non solo gli individui, ma le comunit\u00e0 e le nazioni possono andare in crisi; e questo \u00e8 precisamente il nostro caso. Basterebbe il fatto che l&#8217;Italia ha raggiunto il primo posto nella triste classifica della denatalit\u00e0 a livello mondiale, per capire che tutto il nostro sistema \u00e8 andato in crisi: una crisi che da anni, da decenni, non viene rischiarata neppure da un timido raggio di sole. Perfino i rimedi si rivelano inefficaci o controproducenti: <em>il bonus beb\u00e8<\/em>, ad esempio, con il quale, teoricamente, lo Stato incoraggia la famiglie a fare bambini, si \u00e8 rivelato un incentivo all&#8217;ulteriore immigrazione\/invasione straniera (si pu\u00f2 dire, o \u00e8 razzismo?; comunque lo diciamo), sommandosi alle pensioni e ai sussidi di povert\u00e0 generosamente distribuiti non solo agli immigrati, ma anche ai loro genitori, fatti venire appositamente dai Paesi d&#8217;origine: gente che non lavora, n\u00e9 ha mai contribuito, neppure in minima pare, alla formazione del P.I.L. italiano, e che d&#8217;altronde non ha alcuna intenzione d&#8217;integrarsi. Oppure va beneficio di famiglie che sono gi\u00e0 alquanto benestanti, le quali semmai dovrebbero cominciare a pagare un po&#8217; pi\u00f9 tasse, e non certo ricevere un assurdo regalo da parte della finanza pubblica, assai oneroso per il contribuente di ceto medio-basso, e del tutto superfluo e ingiustificato per chi lo riceve.<\/p>\n<p>Crisi, dunque: crisi demografica; crisi economica; crisi sociale; crisi sanitaria; crisi della giustizia; crisi dei trasporti; ma anche crisi culturale, morale, spirituale, religiosa e perfino intellettuale: si pensi al rapido, inarrestabile tracollo della scuola pubblica, che fino a qualche anno fa insegnava ancora a pensare e a studiare in modo intelligente, e ora \u00e8 piombata nella pi\u00f9 squallida palude del conformismo e dell&#8217;appiattimento <em>politically correct<\/em>. Una scuola dove i veri maestri sono diventati Greta Thunberg, Carola Rackete, Fedez e Bergoglio (nell&#8217;ordine, probabilmente); dove i professori esultano per la &quot;vittoria&quot; di Joe Biden e la meritata sconfitta dell&#8217;orrido Donald Trump; e dove si insegna che perfino a casa \u00e8 necessario e doveroso indossare la mascherina. S\u00ec, a casa: avete capito bene. Succede ogni giorno, nelle nostre scuole superiori: ci sono professori e professoresse che pretendono dai loro alunni l&#8217;uso della mascherina anche a casa, e ovviamente li controllano tramite lo schermo del computer durante le lezioni <em>on line<\/em>. Neppure i carabinieri, per adesso, si sognano d&#8217;imporre una simile normativa; e perfino il buon Giuseppi ha consigliato, s\u00ec, di portare la mascherina anche in casa, ma (bont\u00e0 sua) per ora si \u00e8 limitato a consigliarla e comunque in presenza di ospiti e persone estranee. Invece quei professori pretendono, esigono, che gli alunni studino a casa portando la mascherina: non si sa con quale diritto, non si sa a quale titolo, per\u00f2 lo fanno e ottengono obbedienza, perch\u00e9 le famiglie vanno per le perse, quando addirittura non approvano una simile prepotenza e una simile follia. La distruzione dell&#8217;intelligenza e dello stesso buon senso pi\u00f9 elementare sono arrivate a questo punto. Altro che luogo dove si insegna a pensare e dove si imparano gli autentici diritti del cittadino, non quelli abusivi rivendicati negli ultimi anni, e non di rado ottenuti, da minoranze aggressive che il potere utilizza come cavalli di Troia per scardinare la societ\u00e0, suo obiettivo finale. Oggi la scuola \u00e8 divenuta il luogo del non pensiero, del nichilismo, del cos\u00ec fan tutti, oltre che della pi\u00f9 crassa ignoranza.<\/p>\n<p>La crisi, dunque, \u00e8 un passaggio fondamentale nel percorso della vita umana: una porta stretta, dalla quale si pu\u00f2 uscire piegati, distrutti, in balia delle forze estranee (e qui ci mettiamo anche le persone affettivamente pi\u00f9 vicine, allorch\u00e9 sono, o diventano, oppressive e distruttive), oppure pi\u00f9 forti, pi\u00f9 consapevoli, pi\u00f9 liberi di quanto si era prima: insomma, completamente trasformati e rinnovati. Tutti dobbiamo passare per quella porta stretta, e di solito pi\u00f9 volte: non c&#8217;\u00e8 modo di evitarla, perch\u00e9 tutta la vita umana, a ben guardare, \u00e8 una incessante crisi, nel senso di mutamento, scelta e decisione. Nondimeno, quasi sempre vi si giunge impreparati, anche se per farne un&#8217;occasione di rinascita \u00e8 necessario avere un certo grado di consapevolezza. Vale la pena di riflettere su una pagina del medico e psicoterapeuta R\u00fcdiger Dahlke, tratta dal libro <em>Crisi personale e crescita interiore<\/em> (titolo originale: <em>Lebenskrisen als Entwicklungschancen<\/em>, M\u00fcnchen, Bertelsmann Verlag, 1995; traduzione dal tedesco di Laura Antonella Pozzi, Roma, Ed. Mediterranee, 1997, pp. 17-18):<\/p>\n<p><em>Il termine greco &quot;crisis&quot; significa oltre a crisi anche decisione, separazione, conflitto, divisione, giudizio, scelta e prova. L&#8217;ideogramma cinese di crisi \u00e8 identico a quello di pericolo e di occasione. Non dovremmo limitarci a considerare la crisi unicamente in senso negativo, come accade per esempio nella lingua tedesca. Conosciamo infatti nel campo della medicina il termine &quot;crisi di guarigione&quot; e definiamo generalmente come &quot;crisi&quot; la fase critica di una malattia. Da questo punto in poi, se le cose vanno per il verso giusto, ha inizio la guarigione, dunque la crisi \u00e8 anche il punto di svolta per un miglioramento. Se interpretiamo questo termine anche come &quot;decisione&quot;, come accadeva per gli antichi greci, abbiamo la chiave dell&#8217;essenza di ogni crisi. Grazie alle interpretazioni che il popolo cinese d\u00e0 di questo termine e includendo l&#8217;espressione &quot;occasione&quot;, abbiamo una visione globale di esso. La definizione di Karl Jaspers \u00e8 molto simile: &quot;Nel corso dell&#8217;evoluzione la crisi denota l&#8217;istante in cui il tutto si modifica, compreso l&#8217;uomo stesso, sia che questo sia avvenuto per sua volont\u00e0 che per errore&quot;. E ancora: &quot;La storia della vita non si evolve regolarmente nel tempo, bens\u00ec dispone di esso da un punto di vista qualitativo, spinge lo sviluppo dell&#8217;esistenza all&#8217;estremo, finch\u00e9 \u00e8 indispensabile prende una decisione. Solo opponendosi allo sviluppo l&#8217;uomo pu\u00f2 fare il vano tentativo di temporeggiare sulle decisioni, senza poi prenderne una. In questo modo \u00e8 lo sviluppo reale della vita a decidere per lui. La crisi sopraggiunge a suo tempo; non si pu\u00f2 ignorarla o evitarla. Come ogni altra cosa nella vita, essa deve maturare. Non deve essere interpretata necessariamente come una catastrofe, ma pu\u00f2 al contrario manifestarsi per sempre, senza che esteriormente ce ne si accorga&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Effettivamente ogni crisi ci pone di fronte alla condizione di decidere se accettarla consapevolmente o respingerla per quanto \u00e8 possibile. Gi\u00e0 in questo momento viene deciso se essa diventer\u00e0 un pericolo oppure un&#8217;opportunit\u00e0. L&#8217;antico pensiero cinese, che ruota attorno alla polarit\u00e0 di Yin e Yang, vede ancora l&#8217;unit\u00e0 dietro a queste due eventualit\u00e0 contrapposte.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche ogni malattia implica la medesima decisone. O viene accettata, trasformandosi cos\u00ec in un&#8217;occasione, oppure viene respinta, diventando un pericolo. Gi\u00e0 l&#8217;insorgere di malattie implica una decisione. Se quest&#8217;ultima non viene presa coscientemente, la sua energia passa inevitabilmente nell&#8217;inconscio. Spesso si manifesta in seguito sotto forma di malattia. La tematica originaria viene poi rappresentata simbolicamente dai vari sintomi. Siamo quindi continuamente divisi fra l&#8217;affrontare coscientemente o l&#8217;evitare momentaneamente questo problema, in condizioni difficili, in quanto misteriose. Anche se non riusciamo quasi pi\u00f9 a prendere consciamente tale decisione, poich\u00e9 scegliamo ormai per abitudine la strada della repressione apparentemente pi\u00f9 facile, le decisioni vengono comunque continuamente prese.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni qualvolta ci rifiutiamo di affrontare un problema, viene automaticamente a crearsi un divario tra corpo e anima. Se questo diventa insopportabile a causa dell&#8217;eccesivo allontanamento tra i due, l&#8217;organismo cerca di porre rimedio da s\u00e9 a questa situazione. O l&#8217;individuo si ammala, oppure sopraggiunge una crisi di diversa natura di fronte alla quale si pu\u00f2 prende una nuova decisione, Entrambe le possibilit\u00e0 rappresentano un tentativo di riavvicinare corpo e anima. Ci\u00f2 accade perlopi\u00f9 comprendendo consapevolmente il dramma rappresentato sul palcoscenico della societ\u00e0 o del corpo.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;autore, da medico e psicoterapeuta qual \u00e8, insiste, giustamente, sull&#8217;aspetto medico e psicologico dello stato di crisi, per gli effetti che produce sulla psiche e sull&#8217;organismo qualora non venga affrontata con lo spirito giusto, e la decisione venga dilazionata oltremisura a causa di un&#8217;incapacit\u00e0 dell&#8217;individuo di misurarsi con la sfida che essa rappresenta. A noi, invece, interessa soprattutto l&#8217;aspetto filosofico, e ci\u00f2 che vogliamo evidenziare \u00e8 che la &quot;soluzione&quot; prospettata dall&#8217;antica filosofia cinese, e pi\u00f9 precisamente taoista, consistente in una complementarit\u00e0 degli opposti basata sulla loro identit\u00e0 e diversit\u00e0, ci sembra inaccettabile sia alla luce della ragione naturale, sia alla luce della Rivelazione cristiana. L&#8217;idea che il bianco debba includere il nero e il nero della includere il bianco, o che il principio maschile debba includere quello femminile e viceversa, tanto seducente sul piano dialettico &#8212; al punto da aver fornito l&#8217;impalcatura fondamentale del pensiero idealista &#8212; quanto, all&#8217;atto pratico, velleitaria e pericolosa. Si tratta, a ben guardare, di un sistema gnostico: \u00e8 lo gnosticismo che delinea una <em>coincidentia oppositorum<\/em> fra il principio della luce e il principio delle tenebre, fra il cielo e la terra, fra il bene e il male. Ed \u00e8 anche un sistema alchemico ed esoterico: \u00e8 l&#8217;esoterismo alchemico che sostiene la coincidenza di ci\u00f2 che sta in alto con ci\u00f2 che sta in basso, per realizzare l&#8217;opera magica della Cosa Unica. Lo gnosticismo persegue l&#8217;illuminazione come via di salvezza, mentre l&#8217;esoterismo persegue la conoscenza come via per l&#8217;illuminazione: i due sistemi si integrano e si completano a vicenda. Ogni gnosticismo inclina verso l&#8217;esoterismo e ogni esoterismo \u00e8 una forma di gnosticismo. L&#8217;esoterismo alchemico, in particolare, persegue il ritorno all&#8217;unit\u00e0 indifferenziata, al divino Ermafrodita, ossia all&#8217;individuo che ha in s\u00e9 entrambe le nature, maschile e femminile, e che pertanto \u00e8 pienamente autonomo, pienamente autosufficiente, pienamente realizzato. Inutile dire che i tempi in cui viviamo sono straordinariamente propizi a questo tipo di visione filosofica: nel relativismo dilagante e nella confusione totale delle certezze, a partire dalla propria identit\u00e0 di genere, si potrebbe quasi pensare che il transessualismo oggi propagandato con tanta insistenza sia la forma pi\u00f9 nobile di realizzazione della dimensione sessuale, e corrisponda a uno sguardo pi\u00f9 ampio e onnicomprensivo sul mondo; anche se una tale conclusione avrebbe fatto orrore ai grandi alchimisti dei secoli passati, e senza dubbio pure ai maestri taoisti, i quali, al contrario, non persero mai di vista la necessit\u00e0 della chiara distinzione degli opposti, pur nella loro complementariet\u00e0. D&#8217;altra parte, la cultura moderna vive di semplificazioni: lo Yoga per tutti, il Tao per tutti, l&#8217;esoterismo per tutti, sebbene siano evidenti contraddizioni in termini, creano un ricco mercato di sprovveduti in cerca del maestro &#8216;giusto&#8217;, del libro o del corso di mediazione suscettibile d&#8217;illuminarli, Dio sa in che cosa e in qual modo.<\/p>\n<p>Da parte nostra, osserviamo che la ragione naturale dice, per il principio di non contraddizione, che due cose distinte non potranno mai diventare una sola, se non annullandosi e cessando di essere se stesse; che ci\u00f2, peraltro, non \u00e8 n\u00e9 desiderabile, n\u00e9 realizzabile, se non a prezzo di una forzatura del tutto artificiale, che violenti la loro reale natura; e che se mai lo fosse, ci\u00f2 equivarrebbe all&#8217;avvento del caos, l&#8217;ordine essendo basato sul fatto che una cosa \u00e8 quella e non altra e ciascuna cosa, essendo se stessa, conferisce un senso al tutto, e solo se \u00e8 identificabile come tale, sottrae l&#8217;esistente al vortice folle dell&#8217;indifferenziato. Come potrebbe la luce diventare tenebra, o la tenebra diventare luce; come potrebbe il bene essere tutt&#8217;uno col male, e il male col bene; e il vero col falso, e il falso col vero? La Rivelazione cristiana, poi, assicura che luce e tenebra sono due cose completamente diverse e opposte; che la tenebra non \u00e8 un principio auto-sussistente e originario, ma una perdita della luce, cos\u00ec come il male \u00e8 una perdita del bene e la menzogna \u00e8 una corruzione della verit\u00e0. Pertanto, non \u00e8 con l&#8217;approccio suggerito da studiosi e psicoterapeuti come R\u00fcdiger Dahlke che ci sentiamo di raccomandare che si affronti la battaglia della crisi: e ci\u00f2 sia per quel che riguarda la crisi dell&#8217;individuo, sia per quella sociale. L&#8217;obiettivo finale deve essere uno solo: una pi\u00f9 approfondita consapevolezza di s\u00e9 e del mondo; e il necessario presupposto \u00e8 la coscienza di ci\u00f2 che si \u00e8, tanto come individui che come corpo sociale. Solo sapendo ci\u00f2 che si \u00e8, ci si pu\u00f2 trasformare, si pu\u00f2 crescere e divenire migliori; non annullandosi nella polarit\u00e0 opposta, cancellando l&#8217;identit\u00e0 originaria. Un dio potrebbe forse fare una cosa simile, non l&#8217;uomo. E tale, infatti, \u00e8 il peccato di orgoglio in cui cade ogni forma di gnosticismo e di esoterismo: la folle pretesa di auto-divinizzarsi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente dire sovente che qualcuno \u00e8 in crisi, o che qualcuno \u00e8 allo sbando, come se le due espressioni fossero equivalenti e pressoch\u00e9 intercambiabili; ma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30149,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[92],"class_list":["post-26222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-economia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30149"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}