{"id":26208,"date":"2019-02-25T05:46:00","date_gmt":"2019-02-25T05:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/25\/lintellettuale-un-fighetto-che-non-ha-capito-un-c\/"},"modified":"2019-02-25T05:46:00","modified_gmt":"2019-02-25T05:46:00","slug":"lintellettuale-un-fighetto-che-non-ha-capito-un-c","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/25\/lintellettuale-un-fighetto-che-non-ha-capito-un-c\/","title":{"rendered":"L&#8217;intellettuale? Un fighetto che non ha capito un c"},"content":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 l&#8217;intellettuale, esattamente, oggi? A quale figura sociologica corrisponde, di grazia, questo personaggio misterioso e un po&#8217; romantico, tanto ammirato quanto elusivo? Non si fa in tempo a battergli le mani, che ecco, \u00e8 gi\u00e0 sparito, dissolto, \u00e8 andato altrove, non abita pi\u00f9 qui. Vuoi vedere che il segreto del suo fascino \u00e8 proprio la distanza? Che, a vederlo da vicino, si resterebbe terribilmente delusi? E che proprio per questo distribuisce indirizzi falsi, recapiti immaginari, come l&#8217;elenco telefonico di Atlantide? Vuoi vedere che lui \u00e8 sempre altrove, quando lo si cerca, quando lo si vorrebbe poter guardare in faccia, porgli qualche domanda diretta: perch\u00e9 solo cos\u00ec il suo spirito pu\u00f2 aleggia sovrano, maestoso, pu\u00f2 librarsi in tutta la sua possanza, massiccio, aureolato di gloria, circonfuso di luce, infinitamente seducente, proprio perch\u00e9 inafferrabile e irraggiungibile? Talmente inafferrabile e talmente irraggiungibile che, forse, se lo si cerca nel presente, si finisce per scoprire di aver sbagliato secolo; se lo si va a cercare nel passato, ci si sente dire che ha traslocato, provate a cercare nel presente. Insomma l&#8217;intellettuale \u00e8 una figura del XX, anzi del XIX secolo, se non del XVIII, il secolo dei Lumi; per\u00f2 \u00e8 anche una figura del presente, dell&#8217;attualit\u00e0; o forse n\u00e9 del presente, n\u00e9 nel passato, ma di sempre; o forse una figura archetipica, primigenia, inconscia, subliminale&#8230; Come in un gioco degli specchi. Diceva Marx, con molta malignit\u00e0 &#8211; com&#8217;era nelle sue corde &#8211; che in Germania perdonavano a Proudhon di essere un cattivo filosofo, perch\u00e9 passava per un buon economista francese, mentre in Francia gli perdonavano di essere un cattivo economista, perch\u00e9 passava per un buon filosofo tedesco. Similmente potremmo sospettare che l&#8217;intellettuale passa per una figura importante ovunque non lo si metta troppo alle strette, non lo si costringa a mostrare il viso e soprattutto a rispondere a delle domande vere, cio\u00e8 non preconfezionate e non concordate con il solito giornalista ossequiente, per non dire servile. Perch\u00e9 poi, se si riesce a fermarlo da qualche parte, tirandolo per la falda della giacchetta, e gli si fanno quelle tali domande, si scopre che non sa dire nulla di sensato, perch\u00e9 le domande, lui, \u00e8 addirittura abituato a farsele da solo, sempre grazie alla compiacenza di un sistema dell&#8217;informazione che tiene a libro paga tanto lui che il finto giornalista il quale lo dovrebbe, in teoria, intervistare, e che invece si limita a dargli carta bianca per farsi le domande e le risposte da se stesso, beninteso senza che il pubblico (minchione) ne venga a conoscenza&#8230; Anche perch\u00e9 il pubblico che ha voglia di dedicare tempo alle interviste e ai salotti degli intellettuali politicamente corretti, minchione lo \u00e8 davvero, e non domanda niente di meglio che di esser minchionato. Al che, come direbbe il buon Padron &#8216;Ntoni, sarebbe un peccato di Dio non minchionarlo all&#8217;ennesima potenza, e di gusto, proprio come si merita e come, del resto, ardentemente desidera&#8230;<\/p>\n<p>Ma ecco, un altro sospetto ci sfiora la mente: forse siamo ingiusti. Forse pretendiamo di dare un volto, un nome, un&#8217;etichetta, a un essere aeriforme, che per sua natura non pu\u00f2 essere circoscritto, non pu\u00f2 essere individuato e catalogato. Domandiamo se sia uno scrittore, e ci sentiamo rispondere che forse \u00e8 un pensatore; allora andiamo nel reparto pensatori, ma qualcuno ci suggerisce che dovremmo provare invece fra i sociologi; allora andiamo dai sociologi, e l\u00e0 qualcuno ci sussurra che probabilmente \u00e8 un critico&#8230; Ma un critico di che? Un critico d&#8217;arte? O musicale? O cinematografico? Eh, via, ci risiamo: voi volete saper tutto, ma non avete capito niente. L&#8217;intellettuale odierno \u00e8 figlio del suo tempo: il tempo del pensiero debole, dell&#8217;antiromanzo, dell&#8217;antieroe, dell&#8217;antiteatro, del surrealismo, del dadaismo e di tantissimi altri <em>ismi.<\/em> Insomma, chiedere chi \u00e8, cosa fa, sono domande troppo forti; ascoltate piuttosto quel che vi dice Wittgenstein, quel che vi dice Russell: ha senso porre la domanda su chi \u00e8 questo e chi \u00e8 quell&#8217;altro? Avrebbe un senso, se si riferisse a una verit\u00e0 di fatto; ma qui siamo in presenza di una verit\u00e0 di principio. Vale a dire: l&#8217;intellettuale esiste, certo che esiste: altrimenti su cosa mai poggerebbe il Pensiero Moderno?; per\u00f2, se volete per forza che ve ne mostri uno, che ve ne indichi con scurezza un tipo, ecco che non andiamo pi\u00f9 d&#8217;accordo, questa \u00e8 una verit\u00e0 di fatto, e per le verit\u00e0 di fatto ci vuole il naturalista, o magari l&#8217;impiegato del catasto, mica il filosofo. E qui stiamo parlando da filosofi, perdio; qui stiamo ponendo la domanda se ci sia, oggi, una categoria di professionisti del pensiero e il pensiero, si sa, comprende tutto: la critica, la sociologia, la speculazione, la logica, insomma tutto&#8230; Insomma, se volete essere uomini di mondo e non dei poveri bifolchi e contadini screanzati; se volete somigliare almeno un poco a quell&#8217;intellettuale che vi sta tanto a cuore, allora mettetevi bene in testa che non \u00e8 buona educazione spiattellare chiaro e tondo: <em>Dov&#8217;\u00e8?, voglio vederlo<\/em>; no: ma dovete entrare, togliervi i guanti, sedere con <em>nonchalance<\/em> e mettetevi a parlare di tutt&#8217;altro, se possibile con aria annoiata, e comunque assolutamente priva d&#8217;impazienza, cos\u00ec, del pi\u00f9 e del meno. A un certo punto, se saprete aver pazienza e buone maniere, la presenza dell&#8217;intellettuale si sveler\u00e0 da sola, e voi potrete vederlo e forse perfino rivolgergli una o due domande (non di pi\u00f9, mi raccomando; tre sarebbero gi\u00e0 troppe, e pi\u00f9 di tre, una cafoneria). Per\u00f2 mi raccomando, non siate avidi, n\u00e9 grossolani, n\u00e9 siate invadenti: buon gusto, cari miei, buon gusto e <em>savoir faire!<\/em> E non crediate che l&#8217;intellettuale, dopo avervi regalato la sua epifania, resti l\u00ec chiss\u00e0 quanto per soddisfare i vostri comodi; ha cento cose importanti da fare; tutti lo vogliono, tutti lo cercano: non dovete essere egoisti, siate generosi e lasciatelo andare, ci sono altri orecchi e altri occhi che bramano di udirlo e di vederlo, un po&#8217; per ciascuno e lui non si tira indietro, qualche perla della sua saggezza \u00e8 disposto a regalarla ovunque, distribuendola equamente.<\/p>\n<p>Queste riflessioni, chiss\u00e0 perch\u00e9, ci sono sorte spontanee l&#8217;altro giorno, quando ci \u00e8 capitato in mano un libro un po&#8217; vecchiotto, ma che allora andava per la maggiore, <em>Il diavolo in testa<\/em> di Bernard Henry-L\u00e9vi: classe 1948, famiglia ebraica sefardita, figlio di un multimiliardario, tre matrimoni al suo attivo, amicizie ultrapotenti (Sarkozy, Carla Bruni), classico intellettuale parigino <em>radical-chic<\/em>, padre nobile (si fa per dire) della <em>nouvelle philosophie<\/em> (i francesi sono particolarmente generosi nel distribuire a chiunque l&#8217;appellativo di <em>philosophe<\/em>, che da loro non vuol dire un c&#8230;, quasi come il <em>philosopher<\/em> negli Stati Uniti, qualifica che non si nega a nessuno, purch\u00e9 sappia leggere e scrivere). Dunque, chiss\u00e0 perch\u00e9 il nome di Bernard-Henry L\u00e9vi ci ha risvegliato lontani ricordi, ricordi dell&#8217;adolescenza, degli anni dell&#8217;universit\u00e0, quando l&#8217;Europa e il mondo trattenevano il fiato e pendevano, ammirati, dalle labbra di questi signorini ricchi e (si diceva) molto intelligenti della <em>nouvelle philosophie<\/em>, che avevano il fascino, per la destra, di aver rotto con la sinistra e perfino con il sacro Padre Freud, e simpatici alla sinistra perch\u00e9 condannavano il sistema capitalista ed erano dalla parte dei poveri e delle minoranze angariate, almeno a parole. Geniale: avevano scoperto la ricetta magica per piacere a tutti e per sembrare rivoluzionari a tutti, cosa evidentemente impossibile a fil di logica, ma non impossibile a loro, dotati del dono dell&#8217;ubiquit\u00e0 e della facolt\u00e0 del teletrasporto, in modo da smaterializzarsi dalle cause impopolari e da riapparire nel bel mezzo delle cause popolari, strappando sempre l&#8217;applauso, sia dal pubblico di qua che da quello di l\u00e0. Una cosa magnifica, portentosa, anche perch\u00e9 confermava la teoria dei campi unificati di Einstein e si prestava mica male a suggestivi accostamenti ai romanzi di fantascienza di Murray Leinster sugli universi paralleli e perfino all&#8217;eterna ripetizione dell&#8217;uguale di nietzschiana memoria. Insomma un trucco talmente furbo da meritare un brevetto, ma naturalmente ci avevano gi\u00e0 pensato loro a brevettarlo, per cui potevano avvantaggiarsene loro soltanto, in regime di monopolio assoluto, se ci provava qualcun altro era un abusivo, un bracconiere, un fascista o un marxista, gente obsoleta, gente che ha fatto il suo tempo e dovrebbe avere la decenza di non farsi pi\u00f9 vedere in giro, perch\u00e9 manda cattivo odore. Mentre loro, oltre che giovani e belli, i Bernard-Henry L\u00e9vi, gli Andr\u00e9 Glucksmann, erano sempre attuali, magri e scattanti, abbronzati anche d&#8217;inverno, ma con moderazione, tonici e malinconici, ma non troppo (malinconici), giusto quel che serve per non sfigurare nel confronto coi loro temibili rivali, gli esistenzialisti allievi di Sartre e di Camus, quelli con l&#8217;impermeabile spiegazzato e la cicca stretta fra le labbra, l&#8217;occhi perennemente strizzato per difendersi dal loro stesso fumo&#8230;<\/p>\n<p>Ci si consenta di presentare ai giovani di oggi, che forse non lo conoscono, l&#8217;intellettuale-tipo del tardo XX secolo, ma che non demorde neppure oggi (non demordono mai, costoro), nella persona di Bernard-Henry L\u00e9vi, citando una parte della voce a lui dedicata dia <em>Wikipedia<\/em>:<\/p>\n<p><em>L\u00e9vy \u00e8 sposato in terze nozze con l&#8217;attrice francese\u00a0Arielle Dombasle. Sua figlia\u00a0Justine L\u00e9vy, avuta dal primo matrimonio con Isabelle Doutreluigne, \u00e8 una scrittrice di\u00a0bestseller, nonch\u00e9 ex moglie di Rapha\u00ebl Enthoven (filosofo e amico di famiglia dei L\u00e9vy, ex compagno di\u00a0Carla Bruni, la futura moglie di\u00a0Nicolas Sarkozy\u00a0per cui Enthoven lasci\u00f2 la figlia di L\u00e9vy). BHL ha avuto anche un figlio,\u00a0Antonin-Balthazar L\u00e9vy, dalla sua seconda moglie\u00a0Sylvie Bouscasse. \u00c8 membro del comitato editoriale dell&#8217;editore\u00a0Grasset, e dirige la rivista\u00a0La r\u00e8gle du Jeu\u00a0(&quot;La regola del Gioco&quot;). Scrive, inoltre, settimanalmente una colonna per il periodico\u00a0Le Point. Ha presieduto il consiglio di sorveglianza del canale televisivo culturale franco-tedesco\u00a0La Sept-Arte. Dopo la morte di suo padre Andr\u00e9, nel\u00a01995, Bernard-Henri dirige l&#8217;azienda paterna, la Becob, fino alla sua vendita nel\u00a01997, per 750 milioni di franchi, all&#8217;imprenditore francese\u00a0Fran\u00e7ois Pinault. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Bernard-Henri L\u00e9vy \u00e8 il massimo rappresentante della\u00a0nouvelle philosophie, fondata con altri intellettuali negli anni settanta. La gran parte dei &quot;nuovi filosofi&quot; francesi part\u00ec dal\u00a0background\u00a0del marxismo\u00a0e del\u00a0maoismo\u00a0del\u00a0Sessantotto, specie di area\u00a0esistenzialista\u00a0(Jean-Paul Sartre,\u00a0Simone de Beauvoir), ripudiando poi le due ideologie\u00a0comuniste\u00a0come un sistema\u00a0totalitario, ma oppose una netta critica di base\u00a0umanistica\u00a0anche al\u00a0capitalismo, al\u00a0conservatorismo\u00a0e alla destra nazionalista, sia &quot;vecchia&quot; sia &quot;nuova&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Altri importanti modelli di ispirazione di L\u00e9vy e dei &quot;nuovi filosofi&quot; furono\u00a0Michel Foucault, l&#8217;illuminismo, il post-strutturalismo,\u00a0Friedrich Nietzsche,\u00a0Martin Heidegger,\u00a0Emmanuel L\u00e9vinas e\u00a0Albert Camus.\u00a0Invece la visione meramente politica di L\u00e9vy, negli anni successivi, \u00e8 ispirata principalmente ad\u00a0Alexis de Tocqueville\u00a0e altri filosofi\u00a0liberali\u00a0come\u00a0Karl Popper.\u00a0Religiosamente L\u00e9vy si considera &quot;orgogliosamente ebreo&#8217;&quot;, ma ebreo &quot;modesto e\u00a0secolare&quot;, oltre che\u00a0agnostico. (&#8230;).<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1985, firma una petizione a favore dell&#8217;armamento, da parte degli\u00a0Stati Uniti, dei\u00a0Contras, i gruppi paramilitari di\u00a0estrema destra\u00a0attivi in\u00a0Nicaragua\u00a0durante la guerra contro il governo sandinista\u00a0sostenuta da\u00a0Ronald Reagan.\u00a0L\u00e9vy, amico di\u00a0Nicolas Sarkozy\u00a0dal\u00a01983, ne ha per\u00f2 preso le distanze dal\u00a02007\u00a0in poi, riavvicinandosi nel\u00a02011.\u00a0Ha inoltre sostenuto anche il Partito Socialista. Nel 2014 ha dichiarato di apprezzare il premier\u00a0italiano Matteo Renzi.<\/em><\/p>\n<p><em>Il filosofo si dichiara un difensore dei\u00a0diritti umani, ed \u00e8 inoltre molto critico nei confronti di\u00a0dittature, regimi\u00a0autoritari\u00a0(come quello di\u00a0Vladimir Putin; si \u00e8 schierato a favore dell&#8217;Ucraina\u00a0nel conflitto scoppiato nel 2014 con i filorussi e\u00a0contro\u00a0l&#8217;islamismo; ha difeso le\u00a0caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten\u00a0e quelle di\u00a0Charlie Hebdo, firmato il manifesto\u00a0&quot;Insieme contro il nuovo totalitarismo&quot;, essendo anche un difensore dello Stato d&#8217;Israele\u00a0e un deciso avversario dell&#8217;antisemitismo.\u00a0L\u00e9vy ha anche portato alla ribalta il caso di\u00a0Sakineh Mohammadi Ashtiani, non senza ricevere critiche di strumentalizzazione della vicenda a fini politici.<\/em><\/p>\n<p><em>Ha anche difeso\u00a0Pio XII e\u00a0Benedetto XVI dagli attacchi diretti loro dalla comunit\u00e0 ebraica, criticando poi l&#8217;anticattolicesimo\u00a0di alcuni ambienti (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nel\u00a02009\u00a0ha difeso il regista franco-polacco\u00a0Roman Pola\u0144ski, arrestato in\u00a0Svizzera\u00a0e a rischio di\u00a0estradizione\u00a0verso gli\u00a0Stati Uniti, dove era ricercato dietro un&#8217;accusa di &quot;rapporto sessuale illecito&quot; (prima\u00a0stupro, poi derubricata ad atto consensuale) con una modella minorenne di 13 anni e 11 mesi, Samantha Geimer, fatto avvenuto nel\u00a01977. Levy sottolineava il tanto tempo trascorso e affermava la necessit\u00e0 di una\u00a0prescrizione, visto anche il perdono pubblico concesso al regista dalla vittima stessa e le tante traversie subite da Polanski, sopravvissuto alle persecuzioni naziste e vittima di un\u00a0tragico omicidio familiare negli anni sessanta. L\u00e9vy firm\u00f2 anche una petizione in favore di Polanski, che infine fu rilasciato.<\/em><\/p>\n<p><em>In un caso analogo di scandalo sessuale, nel 2011 ha difeso pubblicamente il politico\u00a0Dominique Strauss-Kahn\u00a0(esponente del\u00a0Partito socialista\u00a0ed ex Presidente del\u00a0Fondo Monetario Internazionale), arrestato a\u00a0New York\u00a0con l&#8217;accusa di\u00a0violenza sessuale, e in seguito prosciolto e rilasciato.<\/em><\/p>\n<p>Da questo ritratto di Bernard-Henry L\u00e9vy, l&#8217;intellettuale-tipo, l&#8217;intellettuale-simbolo, l&#8217;Intellettuale per antonomasia, domiciliato a Parigi, Quartiere Latino, per\u00f2 non troppo a sinistra, ma neppure decisamente a destra, per carit\u00e0, si sa che la destra non possiede intellettuali, ma solo razzisti e zoticoni; ricco di famiglia, ricco sfondato, e tuttavia dal cuore grande e generoso (come il prete-poeta Ernesto Cardenal, ora riabilitato da Bergoglio dopo essere stato cacciato da Wojtyla, che scriveva poesie per i poveri ma che, da <em>fazendeiro<\/em>, tenero coi poveri non lo era mai stato); talmente ricco da passare a cena dai potenti pi\u00f9 potenti, e talmente progressista da battersi sempre per i diritti civili delle categorie ingiustamente conculcate, emergono alcune cose che si possono riassumere in una semplicissima formuletta: uno che, nella sua vita d&#8217;intellettuale prestigioso e raffinato, non ne ha mai azzeccata una, ovvero che non ha mai capito un c*** di niente sul mondo in cui viviamo. Neppure le cose pi\u00f9 elementari, quelle che avrebbe potuto capire, con un minimo di buon senso, anche l&#8217;ultimo portinaio o facchino sottopagato delle <em>Halles<\/em>. Mentre lui, i suoi libri e i suoi articoli pieni zeppi di pie banalit\u00e0 spacciate per diamanti e pietre preziose (che cosa hanno detto, in conclusione, di originale, questi nuovi &quot;filosofi&quot;? Per quale pensiero filosofico li si ricorda?), e quelli come lui, i <em>nouveaux philosophes<\/em>, se li facevano pagare sull&#8217;unghia e pure bene, dai maggiori editori e quotidiani esistenti sulla piazza.<\/p>\n<p>Ricapitolando, infatti, risulta che il suo <em>background<\/em> culturale, dopo una fase iniziale di fascinazione marxista, maoista ed esistenzialista, \u00e8 una mescolanza non troppo originale, n\u00e9 troppo coerente d&#8217;illuminismo, strutturalismo, neostrutturalismo, nietzschianesimo, positivismo, liberalismo, laicismo e fierezza ebraica. I suoi interventi politici hanno visto il sostegno militante alla sporca guerra dei <em>Contras<\/em> antisandinisti finanziati dal governo americano, e registrato l&#8217;amicizia con Sarkozy, raffreddatasi e poi tornata a divampare proprio nell&#8217;anno in cui il capo dell&#8217;Eliseo scriveva la pagina pi\u00f9 vergognosa del suo mandato, l&#8217;aggressione banditesca alla Libia spacciata per intervento filodemocratico e umanitario. Circa i cugini italiani, questo campione d&#8217;intelligenza ha puntato le sue carte su Matteo Renzi, la &quot;grande novit\u00e0&quot; politica tanto cara alla finanza mondiale, alla BCE e ai vari Soros. In positivo, il signor Bernard-Henry L\u00e9vi si dice un grande difensore dei diritti umani, qualsiasi cosa significhi tale espressione; e quindi un paladino dell&#8217;Ucraina minacciata da un &quot;dittatore&quot; come Putin, il bieco zar di Mosca, il quale vorrebbe, pensate un po&#8217;, combattere seriamente i terroristi islamici, come ha fatto in Siria, difendere la civilt\u00e0 europea e il cristianesimo, e rifiutare il giogo del dollaro come valuta per i pagamenti internazionali. Eh s\u00ec, veramente intollerabile: ma chi si crede d&#8217;essere, questo Putin? Essendo inoltre uno strenuo difensore del laicismo, L\u00e9vy \u00e8 anche a favore della libert\u00e0 di offendere le religioni altrui, come fanno quelli di <em>Charlie Hebdo<\/em> nei confronti dell&#8217;Islam; ma non \u00e8, si capisce, altrettanto tollerante contro quanti avanzano la sia pur minima critica allo Stato d&#8217;Israele e al sionismo: infatti, essendo il prototipo dell&#8217;intellettuale politicamente corretto, \u00e8 anche tutt&#8217;uno con l&#8217;anti-antisemitismo, chi tocca Israele muore, va bene la tolleranza verso tutti, ma insomma fino a un certo punto. Libert\u00e0 di oltraggio nei confronti di chiunque, ma lasciamo stare gli ebrei, altrimenti si va a toccare la dignit\u00e0 della sola Religione Universalmente Riconosciuta: quella dell&#8217;Olocausto. Ed essendo uno strenuo difensore dei diritti umani, fra l&#8217;ebreo Roman Polanski che sodomizza una bambina di tredici anni e quest&#8217;ultima, indovinate da che parte sta, e per chi invoca clemenza? Ma s\u00ec, cos&#8217;\u00e8 tutto questo accanimento moralistico contro un uomo che ha gi\u00e0 sofferto tanto, gli hanno pur ammazzato la moglie Sharon Tate, e poi appartiene a un popolo che,anch&#8217;esso ha sofferto tanto, pi\u00f9 di tutti gli altri. Senza contare che dal fattaccio di quella violenza sessuale \u00e8 passato tanto tempo, e che la stessa vittima ha perdonato il suo violentatore. Perch\u00e9 dunque non essere comprensivi verso il grande regista? Si potrebbe seguitare, ma ci par che basti. Se questo \u00e8 il ritratto d&#8217;un grande pensatore, un grande scrittore, un grande intellettuale, anzi del vero Intellettuale, figuriamoci quel che ci si pu\u00f2 aspettare dai suoi amici un po&#8217; meno dotati. Eppure non demorde, non sta zitto, non va in pensione: \u00e8 ancora sulla breccia, a settant&#8217;anni suonati polemizza coi &quot;nuovi filosofi&quot; <em>della nouvelle vague<\/em> (c&#8217;\u00e8 sempre una <em>nuova ondata<\/em> da quelle parti, sicch\u00e9 la precedente diviene subito vecchia), litiga con Michel Onfray che l&#8217;ha beccato a fare una citazione assurda. Grande battaglia d&#8217;idee, vero? Come volavano in alto le idee quando invece d&#8217;intellettuali c&#8217;erano uomini di cultura&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 l&#8217;intellettuale, esattamente, oggi? A quale figura sociologica corrisponde, di grazia, questo personaggio misterioso e un po&#8217; romantico, tanto ammirato quanto elusivo? 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