{"id":26207,"date":"2021-11-16T10:34:00","date_gmt":"2021-11-16T10:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/16\/lintellettuale-liberal-odia-la-realta-perche-odia-dio\/"},"modified":"2021-11-16T10:34:00","modified_gmt":"2021-11-16T10:34:00","slug":"lintellettuale-liberal-odia-la-realta-perche-odia-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/16\/lintellettuale-liberal-odia-la-realta-perche-odia-dio\/","title":{"rendered":"L&#8217;intellettuale liberal odia la realt\u00e0 perch\u00e9 odia Dio"},"content":{"rendered":"<p>La figura dell&#8217;intellettuale \u00e8 un tipico portato della cultura massonica e illuminista e designa colui che, ritenendosi dotato di una cultura e soprattutto di un&#8217;intelligenza superire, si adopera per diffondere i <em>lumi<\/em> nelle tenebre fitte dell&#8217;ignoranza popolare; in altre parole, fa della sua vita una crociata contro le superstizioni del passato in nome della filosofia del progresso illimitato, che idolatra qualsiasi forma di nuovo e celebra il presente a prescindere da ci\u00f2 che esso effettivamente ha realizzato, in vista di sempre nuovi e gioiosi balzi verso il futuro. Gioiosi? Oddio, qualche volta si tratta di balzi angosciosi e sanguinosi, come nel caso del Terrore giacobino o di quello staliniano, ma insomma non bisogna star l\u00ec a sottilizzare pi\u00f9 del giusto. Si sa che la storia esige un certo numero di vittime, l&#8217;importate non \u00e8 la felicit\u00e0 del singolo individuo (questo sarebbe un concetto meschinamente borghese) ma il benessere del popolo, inteso come la collettivit\u00e0 indifferenziata che costituisce la nazione, a sua volta formata da <em>cittadini<\/em>, cio\u00e8 da individui che hanno stretto con lo Stato un patto sociale in base al quale rinunciano a una parte dei loro diritti in cambio di una serie di vantaggi, protezioni e sicurezze. Ed \u00e8 inevitabile che talvolta, per fare la frittata, si rompano pi\u00f9 uova dello stretto necessario: mica i registi del progresso possono stare l\u00ec a calcolare ogni cosa al millimetro!<\/p>\n<p>Il termine <em>intellettuale<\/em> viene usato in modo retrospettivo per indicare gli uomini colti dell&#8217;antichit\u00e0 e del medioevo, ma \u00e8 una forzatura. Nell&#8217;antichit\u00e0 e nel medioevo gli uomini colti erano uomini colti e basta: il loro genio era messo a disposizione della societ\u00e0, non con la pretesa di creare una cultura superiore alla quale gli altri devono adeguarsi, nel disprezzo pi\u00f9 completo della tradizione, bens\u00ec per valorizzare quanto di realmente umano c&#8217;\u00e8 nell&#8217;uomo &#8212; e, nel caso del medioevo, per favorire le condizioni che rendano possibile la trasformazione della societ\u00e0 in senso pienamente umano e cristiano. Uno dei papi del tanto disprezzato medioevo, Silvestro II, al secolo Gerberto d&#8217;Aurillac, era un grande scienziato e uno degli uomini pi\u00f9 colti del tempo. Anche molti vescovi erano persone di grande cultura, ma soprattutto lo erano gli esponenti dell&#8217;ordine domenicano, in misura minore di quello francescano e benedettino, e pi\u00f9 tardi, dell&#8217;ordine dei gesuiti. Da essi sono usciti migliaia di eruditi, scrittori, scienziati, filosofi, giuristi, studiosi di lingue antiche e moderne: mai per\u00f2 si sono atteggiati a individui separati e in qualche modo superiori; sempre hanno messo a disposizione le loro conoscenze e la loro intelligenza per gettare un ponte verso il popolo e innalzarlo a un grado pi\u00f9 alto di esistenza, ma sempre nel pieno rispetto della tradizione e senza mai negare i dati di fatto della realt\u00e0, ad esempio che esistono diversi gradi d&#8217;intelligenza nelle persone, o che le diverse attivit\u00e0 lavorative e professionali corrispondano a diverse condizioni sociali, che hanno una loro ragion d&#8217;essere, riflettono un ordine naturale \u00e8 non potranno mai sparire per cedere il posto a una societ\u00e0 di uguali, del tutto priva di distinzioni economiche o di qualsiasi altro genere. Mai, insomma si son fatti accecare dalla follia del comunismo e da qualsiasi altra utopia egualitaria negatrice della storia, dell&#8217;economia, della psicologia, insomma della realt\u00e0: sempre hanno preso atto che la realt\u00e0 \u00e8 il prodotto di un disegno divino e l&#8217;uomo deve agire all&#8217;interno di esso, non contro. L&#8217;odierna ideologia <em>gender<\/em>, negatrice della differenza sessuale tra maschio e femmina, non avrebbe mai potuto attecchire nelle loro menti perch\u00e9 contraria alla realt\u00e0 (<em>una mela \u00e8 una mela<\/em>, diceva san Tommaso d&#8217;Aquino); ed essi, per quanto colti e per quanto la loro vita si svolgesse prevalentemente in mezzo ai libri, non persero mai il contatto con la realt\u00e0, n\u00e9 il senso della realt\u00e0. Non scordarono mai che l&#8217;ordine della realt\u00e0 riflette l&#8217;ordine divino e che l&#8217;uomo pu\u00f2 inserirsi in esso per cercar di migliorare la propria posizione ma senza la pretesa, assurda e sacrilega, di volerlo migliorare: la natura \u00e8 gi\u00e0 perfetta in se stessa (per quanto ferita dalle conseguenze del Peccato originale), ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare \u00e8 assecondarla, non combatterla in nome di un mondo migliore che si potrebbe realizzare correggendo e perfezionando il piano divino.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 gli intellettuali moderni sono in conflitto con la realt\u00e0? Essenzialmente perch\u00e9 rifiutano Dio, considerando &quot;superstizione&quot; qualunque idea di trascendenza; chiusi nella loro immanenza materialistica, non possono per\u00f2 negare, almeno a livello inconscio, che la realt\u00e0 \u00e8 un dato anteriore alle loro speculazioni, e dunque rinvia inevitabilmente a un principio superiore che tutto pervade, l&#8217;essere, causa prima e causa finale di tutto ci\u00f2 che esiste. Questo dualismo li manda letteralmente in furore. Avvertono che il mondo esiste, dopotutto, indipendentemente dal fatto che loro lo approvino o no, che a loro piaccia o no; esiste, puramente e semplicemente, e loro ne sono una parte: sono degli enti come tutti gli altri, che hanno ricevuto l&#8217;esistenza da qualcosa che \u00e8 altro da loro. Dall&#8217;atro lato sono insoddisfatti dei limiti che la condizione umana pone alla loro sfrenata volont\u00e0 di dominio: come Adamo ed Eva nel giardino dell&#8217;Eden, vorrebbero sapere tutto, e vorrebbero essere immortali; vorrebbero essere come Dio, vorrebbero essere Dio. Ma sanno di non essere Dio. Da qui nasce la loro profonda avversione per l&#8217;ordine divino presente nel mondo e, di conseguenza, il loro odio invincibile per il mondo stesso. Sentono che il mondo non appartiene loro interamente, per quanto possano fare e ingegnarsi, mediante la tecnologia, per disporre di un potere sempre pi\u00f9 grande sulle cose; sanno per\u00f2, in ultima analisi, di essere solo degli inquilini. E allora si ribellano, dichiarano guerra alla realt\u00e0, affermano che il mondo \u00e8 pieno d&#8217;imperfezioni, di storture, ed essi si assumono il compito di eliminare le imperfezioni, di raddrizzare le storture: insomma, di rifare il mondo da cima a fiondo, meglio di come lo ha fatto Dio. Vogliono prendersi la rivincita su Dio, su quel Dio che si rifiutano di riconoscere, adorare e servire, perch\u00e9, prigionieri d&#8217;un orgoglio luciferino, si sentono in diritto di fare qualsiasi cosa senza dover mai dire un grazie, neppure per il fatto di esistere, di possedere l&#8217;intelligenza e la volont\u00e0, di essere circondati da tante cose belle e utili. Perci\u00f2 da un lato devono denigrare sistematicamente l&#8217;esistente, dichiarando che questo mondo \u00e8 un posto orribile, una specie d&#8217;inferno; dall&#8217;altro si sentono investiti dalla sacra missione di redimerlo &#8212; loro, redimere il mondo! &#8211; e naturalmente di spazzare via tutto ci\u00f2 e tutti quelli che si oppongono o si potrebbero opporre alla loro marcia inesorabile, perch\u00e9 la considerazione che nutrono nei confronti di chi non la pensa come loro, o peggio, di chi incarna i valori della tradizione e della spiritualit\u00e0, \u00e8 meno di zero. Tolleranti e pluralisti a parole, specie quando si parla di situazioni lontane e di umanit\u00e0 &quot;altre&quot;, diventano di una cattiveria e di una spietatezza uniche allorch\u00e9 si trovano a tu per tu con quel tipo umano che, avendo conservato la fede in Dio e nell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, costituisce per loro un ostacolo e uno scandalo intollerabile, che va rimosso a qualsiasi costo.<\/p>\n<p>Ora se questo \u00e8 il profilo dell&#8217;intellettuale, si pu\u00f2 dire che l&#8217;italiano \u00e8 l&#8217;intellettuale all&#8217;ennesima potenza: perch\u00e9 nessuno come lui odia la realt\u00e0, detesta l&#8217;esistente, rifiuta il piano divino e vuole sostituire ad esso il proprio piano politico, economico, sociale e culturale. Probabilmente la presenza della Chiesa cattolica, con la sua storia due volte millenaria e con tutte le tracce che la cultura cattolica ha lasciato nella vita sociale, fornisce la spiegazione a tale fatto: per un intellettuale francese, ad esempio, che vive in una societ\u00e0 la quale da tre secoli si \u00e8 separata dalla cultura cattolica e ha fondato anzi la cittadella della visione massonica del mondo, nonch\u00e9 la sua centrale operativa (insieme a Gran Bretagna e Stati Unti), non c&#8217;\u00e8 altrettanto antagonismo per la realt\u00e0, perch\u00e9 egli si sente gi\u00e0 slegato da tale condizionamento e va per la sua strada come se la religione cattolica non fosse neppure mai esistita. Oltre a ci\u00f2, l&#8217;aver introiettato, sia pure capovolgendoli, alcuni aspetti della cultura cattolica fa dell&#8217;intellettuale italiano un soggetto potenzialmente pericoloso, addirittura un terrorista e un fautore dei <em>gulag<\/em>, perch\u00e9 nel suo millenarismo, di stampo tipicamente religioso alla Fra Dolcino), si sommano pretese laiche e laiciste e inconsce tracce della cultura cattolica che pure a parole viene rifiutata, o che viene accettata solo nella misura in cui pu\u00f2 essere equiparata al cattolicesimo (<em>sto con Marx perch\u00e9 \u00e8 la giustizia, e con Cristo perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;amore<\/em>, diceva Pier Paolo Pasolini). Risultato: le Brigate Rosse. Nessun altro popolo ha conosciuto un dramma paragonabile al terrorismo di sinistra imbevuto di cultura cattolica: vorr\u00e0 pur dire qualcosa che quasi tutti i principali brigatisti avessero un passato di cattolici pi\u00f9 meno ferventi e che il primo nucleo della sedicente rivoluzione comunista sia sorto in quella Facolt\u00e0 di Sociologia di Trento che la Democrazia Cristiana aveva pensato come la fucina della futura classe dirigente.<\/p>\n<p>Scriveva Jean-Fran\u00e7ois Revel (pseudonimo di J.-F. Ricard, 1924-2006) in uno dei suoi libri pi\u00f9 stimolanti, <em>La conoscenza inutile<\/em> (titolo originale: <em>La connaissance inutile<\/em>, Editions Grasset &amp; Fasquelle, 1988; traduzione dal francese di Alessandro Serra, Milano, Longanesi &amp; C., 1989, pp. 330-332):<\/p>\n<p><em>Gli intellettuali italiani non partono dalla conoscenza della societ\u00e0 italiana. Partono dalla loro sete interiore di messianesimo rivoluzionario, e si costruiscono una visione della societ\u00e0 che serve loro da giustificazione immaginaria del loro desiderio. Purtroppo, nel caso particolare, non si limitano a delirare per conto loro: uccidono. Nel suo saggio &quot;Gli intellettuali e il terrorismo&quot; Sergio Romano ha usato la formula &quot;rivoluzione rivelata&quot; per designare l&#8217;universo psichico degli intellettuali terroristi. \u00c8 un miscuglio di cristianesimo e di comunismo. Da una parte essi aspettano l&#8217;evento futuro che rigenerer\u00e0 in un so colo e radicalmente il mondo e gli uomini; dall&#8217;atra, grazie al marxismo, possono presentare i loro desideri come verit\u00e0 scientifica. Toni Negri, ad esempio, vide nella lunga interruzione dell&#8217;elettricit\u00e0 che nel 1977 immerse New York nel buio &#8212; &quot;il grande black out&quot; &#8212; il crollo dello &quot;Stato-fabbrica&quot;, come egli definisce la societ\u00e0 industriale. Sergio Romano sottolinea a ragione il carattere mistico e radicalmente mitico di una simile interpretazione, che trasforma un incidente tecnico in crisi strutturale o che, peggio, vi vede una rottura storica paragonabile alla presa della Bastiglia o a quella del Palazzo d&#8217;Inverno. La filosofia degli intellettuali della rivoluzione terroristica coniuga la scempiaggine del falso profeta e la capziosit\u00e0 del dottore marxista col mitra del sicario mafioso.<\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre, ed \u00e8 questo il colmo, un buon numero di intellettuali sono favorevoli al contempo sia al terrorismo sia al pacifismo: in altri termini, predicando il disarmo unilaterale dell&#8217;Occidente essi rinnegano la violenza in caso di guerra, per la difesa del loro territorio nazionale, ma poi l&#8217;approvano in tempo di pace contro i loro concittadini.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo qui in presenza anzitutto di una alienazione ideologica di tipo classico: gli intellettuali riscrivono i fatti in funzione delle loro idee e non viceversa; assistiamo anche a un tradimento della missione originaria dell&#8217;intellettuale: quella di comprendere la realt\u00e0; infine notiamo, dopo la parodia della comprensione, l&#8217;azione ridotta a parodia. Giacch\u00e9 l&#8217;assassinio terrorista, in una democrazia, non ha alcun potere di trasformazione sulla realt\u00e0. \u00c8 un atto simbolico la cui unica traccia concreta \u00e8 il sangue sul marciapiede, quasi che i terroristi avessero bisogno di rassicurarsi e di convincersi che, con un passante ammazzato all&#8217;angolo della strada o un cadavere finito nel cofano di una macchina di cui si parler\u00e0 la sera stessa in televisione, essi possono provare a se stessi che la loro visione del mondo non \u00e8 un sogno. Ma in una democrazia quel cadavere pu\u00f2 solo stigmatizzare la loro impotenza e il loro delirio, non ha nessuna presa sul corso della storia, e non pu\u00f2 averne.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella pratica degli intellettuali terroristi, un aspetto meno sanguinario \u00e8 quello che chiamer\u00f2 l&#8217;usurpazione pedagogica. Ho gi\u00e0 accennato a coloro che sfruttano con slealt\u00e0 il proprio prestigio, all&#8217;uso intimidatorio della propria reputazione, dei titoli, degli allori. Questo amalgama d comportamenti \u00e8 comune ai terroristi e a molti intellettuali, i quali per fortuna non usano il terrore, per lo meno in senso fisico. In Italia c&#8217;erano professori universitari che trasformavano le loro lezioni in &quot;collettivi&quot; rivoluzionari i quali, secondo Sabino Acquaviva, sono &quot;fabbriche di parole&quot;, parole che &quot;si rielaborano incessantemente, progressivamente depurano il mondo sociale in cui il gruppo di individui vive, come diceva Augusto Cochin nello &quot;Spirito del giacobinismo&quot;, &quot;&#8230; epurando le persone che non sono d&#8217;accordo, distinguono tra una verit\u00e0 che riguarda la societ\u00e0 esterna, legata ai fatti, e una verit\u00e0 legata al gruppo sociale che deve gestire la lotta rivoluzionaria (S. Acquaviva, &quot;Guerriglia e guerra rivoluzionaria in Italia&quot;, Rizzoli, Milano, 1978, p. 33).<\/em><\/p>\n<p><em>Il fattore decisivo nell&#8217;affermarsi elle idee viene in questo caso al sovrapporsi del carisma dovuto alla posizione prestigiosa del maestro che esprime il messaggio al messaggio intellettuale stesso. Questo tipo di sovrapposizione si forma un po&#8217; ovunque, ma assume forme e caratteri peculiari laddove la forma comunicativa adopera strumenti in cui il fattore affettivo prevale su quello intellettuale.<\/em><\/p>\n<p>Che cosa si pu\u00f2 aggiungeva a un&#8217;analisi cos\u00ec lucida ed esatta, anche se (o proprio perch\u00e9) formulata da un non italiano? Piuttosto, ci sembra che nel ritratto dell&#8217;intellettuale terrorista degli anni di piombo si possano gi\u00e0 cogliere, in controluce, i tratti dell&#8217;intellettuale terrorista del totalitarismo sanitario che stiamo vedendo ai nostri giorni. Sono sempre loro, i cosiddetti progressisti: marxisti di ferro sino a ieri, liberali e liberisti di ferro ai nostri d\u00ec; ieri per l&#8217;URSS e il Patto di Varsavia, oggi per gli Stati Uniti e la NATO; ieri per il comunismo, oggi per il supercapitalismo; ieri per la societ\u00e0 egualitaria, oggi per la societ\u00e0 globalizzata, dominata da una minuscola casta di grandi banchieri e formata da sette miliardi di schiavi e cavie da esperimenti medici. Come hanno fatto a cambiare cos\u00ec? Ma siamo nel Paese del gattopardo, perbacco! E la regola numero uno \u00e8 sempre quella: <em>Bisogna che tutto cambi affinch\u00e9 tutto rimanga come prima!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura dell&#8217;intellettuale \u00e8 un tipico portato della cultura massonica e illuminista e designa colui che, ritenendosi dotato di una cultura e soprattutto di un&#8217;intelligenza superire,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,198,241],"class_list":["post-26207","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-medioevo","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26207\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}