{"id":26205,"date":"2009-02-16T07:53:00","date_gmt":"2009-02-16T07:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/16\/il-nuovo-vangelo-dello-scientismo-proclama-che-sara-lingegnere-a-redimere-lumanita\/"},"modified":"2009-02-16T07:53:00","modified_gmt":"2009-02-16T07:53:00","slug":"il-nuovo-vangelo-dello-scientismo-proclama-che-sara-lingegnere-a-redimere-lumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/16\/il-nuovo-vangelo-dello-scientismo-proclama-che-sara-lingegnere-a-redimere-lumanita\/","title":{"rendered":"Il nuovo Vangelo dello scientismo proclama che sar\u00e0 l&#8217;\u00abingegnere\u00bb a redimere l&#8217;umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ogni societ\u00e0 elabora, sulla base della propria cultura e del proprio orizzonte spirituale, la figura carismatica per eccellenza; ogni religione individua in un particolare tipo umano il prototipo del Messia e Salvatore.<\/p>\n<p>La nostra societ\u00e0 attuale, dominata dal culto della tecnoscienza, ha elaborato la figura carismatica dell&#8217;\u00abingegnere\u00bb, del tecnico perfettamente competente e capace di prestazioni altamente efficaci, proprio perch\u00e9 libere da ogni vincolo e condizionamento che non siano quelli, pragmatici, della massima resa con il minimo dispendio di energia.<\/p>\n<p>In questo senso, la figura-simbolo dell&#8217;\u00abingegnere\u00bb \u00e8 quella che si contrappone e, in un certo senso, tende a sostituire la figura del \u00abpolitico\u00bb, che, al confronto di quella, risulta obsoleta, inefficiente, dominata da interessi e preoccupazioni non tecnici e, quindi, imponderabili e dispendiosi; una figura dilettantesca, presuntuosa, inadeguata e inaffidabile.<\/p>\n<p>Quanto andrebbero meglio le cose, si sente dire spesso, se sparissero i politici di professione; anzi, se sparissero tutte le ideologie, e il governo della societ\u00e0 fosse riservato a dei tecnici di professione &#8211; economisti, esperti della produzione, della finanza e dell&#8217;informatica, ingegneri, programmatori aziendali, studiosi delle comunicazioni!<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 che ha fatto della produzione e dell&#8217;efficienza le proprie tavole della Legge, l&#8217;esito del confronto fra il tecnico e il politico appare scontato in partenza: tanto \u00e8 concreto il primo, esperto di cose pratiche, quantificabili e misurabili, tanto appare approssimativo, confusionario, indulgente ad ogni sorta di sprechi, il secondo.<\/p>\n<p>Bernard Crick, un filosofo della politica che meriterebbe di essere maggiormente conosciuto, specialmente fuori dai Paesi di lingua e cultura anglosassone ove ha lavorato e insegnato &#8211; Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna &#8211; sosteneva, in controtendenza a tutto ci\u00f2, che la politica dovrebbe essere valutata e apprezzata per se stessa, e non perch\u00e9 si sforza di apparire o di assomigliare a qualche cosa d&#8217;altro, di pi\u00f9 rispettabile e specialistico.<\/p>\n<p>Fra tali possibili \u00abqualche cosa d&#8217;altro\u00bb egli individuava l&#8217;ideologia, la democrazia, il nazionalismo, la tecnologia e certi pretesi amici della politica stessa; e, in anni nei quali era di gran moda parlar male della politica in modo generico e demagogico, non si peritava di cantare le lodi della politica, pur consapevole dei suoi limiti e delle sue debolezze. Della politica nel senso alto, naturalmente: nel senso della \u00abRepubblica\u00bb di Platone, ad esempio, e della miglior tradizione speculativa della nostra civilt\u00e0 millenaria.<\/p>\n<p>La critica alla tecnologia, intesa come sistema di valori e di pratiche suscettibili di sostituirsi alla politica e di guidare l&#8217;umanit\u00e0 verso \u00able magnifiche sorti e progressive\u00bb, ci sembra &#8211; insieme alla critica delle pretese totalizzanti della stessa democrazia (oggi pi\u00f9 che mai all&#8217;ordine del giorno, visti gli sviluppi del pensiero neo-conservatore statunitense) -, la parte pi\u00f9 originale e pi\u00f9 attuale del suo discorso, che ormai vanta circa mezzo secolo di et\u00e0.<\/p>\n<p>Nel suo saggio \u00abDifesa della politica\u00bb (titolo originale: \u00abIn Defence of Politics\u00bb, London., Penguin Books, 1962, 1964, traduzione italiana di Alberto Evangelisti, Bologna, Societ\u00e0 Editrice Il Mulino, 1969, pp. 107-29, <em>passim<\/em>), egli cos\u00ec si esprime:<\/p>\n<p>\u00abIl desiderio di sicurezza ad ogni costo costituisce un grande pericolo per la politica.(&#8230;)<\/p>\n<p>La &quot;scienza&quot;, la &quot;tecnologia&quot;, la &quot;amministrazione&quot;, per coloro che sono impegnati in queste attivit\u00e0, non sono necessariamente avverse alla politica. Ma per altri esse appaiono come simboli correlati, configuranti uno stile di pensiero che, nella loro immaginazione, potrebbe salvare l&#8217;umanit\u00e0 dalla mancanza di certezza e dall&#8217;eccesso dei compromessi della politica. (&#8230;)<\/p>\n<p>Lo sviluppo della tecnologia industriale ha portato a un rafforzamento dello stato, necessario a una societ\u00e0 urbana e centralizzata, e ad un rafforzamento delle richieste nei confronti dello stato al fine di una pi\u00f9 equa ripartizione dei frutti della tecnologia. Ma ha anche creato un nuovo modo di pensare: la &quot;tecnologia&quot; come dottrina. Una volta che si siano capite le tecniche del potere e della produzione, , diviene possibile &quot;manipolare&quot; razionalmente tutta la societ\u00e0. In realt\u00e0 potere e produzione sono la stessa cosa. &quot;Uno stato mantiene il suo potere &#8211; scriveva Marx &#8211; finch\u00e9 la sua produzione si espande&quot;.. Lo stato moderno \u00e8 semplicemente il comitato di governo della borghesia: tutto il potere \u00e8 economia, e economia significa produzione. La classe che \u00e8 in grado di espandere la produzione guadagna potere, mentre la classe che agisce da freno alla produzione ha perso la base del proprio potere ed \u00e8 destinata a soccombere. (&#8230;) Il vero concetto di &quot;tecnologia&quot; \u00e8 che tutta la societ\u00e0 \u00e8 una fabbrica di cui lo stato \u00e8 il direttore. (&#8230;)<\/p>\n<p>Tutte le civilt\u00e0 (e le dottrine politiche di cui sono l&#8217;espressione ) creano un&#8217;immagine del tipo di cittadino di cui hanno maggiormente bisogno e per il quale hanno grande stima. Il mondo della polis greca aveva l&#8217;eroe, l&#8217;uomo di &quot;arete&quot;, l&#8217;attivo &quot;facitore di fatti e parlatore di parole&quot;; i primi cristiani avevano l&#8217;umile e sofferente uomo dell&#8217;altro mondo, il santo. La cristianit\u00e0 medievale aveva il cavaliere e il sacerdote, idealmente fusi nel crociato o nel membro di un ordine cavalleresco. L&#8217;inglese del nostro tempo \u00e8 combattuto fra il gentleman e l&#8217;uomo d&#8217;affari. I nazisti avevano il superuomo ariano mentre i comunisti hanno l&#8217;uomo del partito e, come sottocategoria, l&#8217;operaio stakanovista. Per coloro che credono che tutte le civilt\u00e0 industriali si stiano avviando sul cammino comune della &quot;tecnologia&quot;, il cittadino ideale \u00e8 l&#8217;ingegnere. L&#8217;ingegnere deve essere l&#8217;eroe dei nostri tempi. Egli ci salver\u00e0 dai dilemmi della politica e dall&#8217;assillo della fame se sar\u00e0 lasciato libero di fare il proprio lavoro&quot;, libero, a seconda delle circostanze, dalle intrusioni dei politici, degli uomini d&#8217;affari, dei burocrati, dei generali e dei preti. L&#8217;ingegnere \u00e8 ci\u00f2 che ogni ragazzo vorrebbe essere, \u00e8 ci\u00f2 che la societ\u00e0 si sforzer\u00e0 di produrre attraverso la scuola e l&#8217;universit\u00e0, e sar\u00f2 educato, deliberatamente o per caso, in una specie di aristocratico isolamento da ogni altro tipo di educazione per cui nutrir\u00e0 grande disprezzo. L&#8217;ingegnere tenter\u00e0 di ridurre ogni tipo di educazione alla tecnica e all&#8217;addestramento, e il suo obiettivo sar\u00e0 quello di produrre ingegneri sociali capaci di trasformare la societ\u00e0 qualcosa di radicalmente nuovo e pi\u00f9 efficiente. L&#8217;ingegnere non ha alcun interesse per la volgare politica; egli pensa di termini di invenzione e costruzione, non di mantenimento e direzione. Ma sar\u00e0 naturalmente attratto da quelle dottrine che disprezzano la politica e da quei regimi che hanno realizzato grandi progressi tecnologici e che hanno ideologie che pretendono di essere scientifiche e di dare un giudizio su ogni aspetto della vita umana. (&#8230;)<\/p>\n<p>Le ideologie totalitarie sono in gran parte una perversione della scienza. Esse potevano sorgere soltanto in un&#8217;era scientifica, non perch\u00e9 prima mancassero le tecniche del potere, ma perch\u00e9 il concetto di rifacimento totale della societ\u00e0 deriva dall&#8217;idea di legge scientifica (applicata per capire la societ\u00e0) e di metodo scientifico (applicato per cambiare la societ\u00e0). L&#8217;ideologia nasce quando la scienza viene considerata come l&#8217;unico tipo di conoscenza umana ed \u00e8 quindi applicata male per governare nel nome di una teoria della societ\u00e0 che pretende di essere completamente generale. &quot;Un&#8217;ideologia &#8211; ha scritto Hannah Arendt &#8211; \u00e8 diversa da una semplice opinione in quanto ha la pretesa di possedere sia la chiave della storia che la soluzione di tutti i problemi dell&#8217;universo&quot;. Le ideologie sono quindi essenzialmente pseudoscientifiche; esse pretendono di fare per la storia e la societ\u00e0 ci\u00f2 che i fisici fanno per la comprensione della natura e gli ingegneri per la produttivit\u00e0. In effetti l&#8217;ideologia opera una completa fusione tra comprensione e azione: una ideologia \u00e8 sempre un piano di azione. L&#8217;ideologo \u00e8 lo studioso-scienziato divenuto ingegnere-amministratore. Egli \u00e8 orgoglioso del fatto che la sua teoria non \u00e8 fondata su considerazioni di carattere morale, ma su un fattore obiettivo. (&#8230;)<\/p>\n<p>La tecnologia \u00e8 effettivamente il concetto fondamentale su cui si basa il grande tentativo di Marx di elaborare u socialismo scientifico capace di ridare unit\u00e0 al sapere, e di integrare pienamente pensiero e azione. In un senso astratto ma reale, il marxismo sorse dal crollo della religione prima, e poi della ragione, come unica fonte di autorit\u00e0. Il mondo rivelato da Cartesio e da Hume, un mondo in cui soltanto le verit\u00e0 matematiche sembrano essere oggettive e in cui tutte le verit\u00e0 morali sembrano soggettive o relative, poteva apparire insopportabile non soltanto ai filosofi, ma anche a cloro che si dedicavano agli affari pratici. Molti sono afflitti da una sorta di terrore, da una nevrotica incapacit\u00e0 di affrontare la realt\u00e0, quando arrivano a rendersi conto che ci\u00f2 che ci rivelano i sensi non coincide con la religione rivelata, o con la &quot;ragione&quot;, o persino con l&#8217;ordine matematico del mondo naturale. Si \u00e8 colti da una specie di panico di fronte al dualismo rappresentato dall&#8217;uomo con le sue passioni da una parte e da un mondo cos\u00ec remoto dall&#8217;altra. Kant poteva parlare della sua eterna meraviglia di fronte a due cose: &quot;i cieli stellati sopra di noi e la legge morale dentro di noi&quot;, ma per molti questa meraviglia diviene terrore di fronte all&#8217;abisso incolmabile esistente fra le due cose. Allora sono disposti ad ascoltare qualsiasi predicatore di un&#8217;unica verit\u00e0, piuttosto che vedere ij questa separazione iniziale di un mondo della scienza da un mondo della societ\u00e0, di un &quot;io&quot; da un &quot;ci\u00f2&quot;, dell&#8217;osservatore dall&#8217;oggetto, semplicemente una separazione ai fini limitati della scienza; una separazione dal flusso totale dell&#8217;esperienza umana che pu\u00f2 essere divisa o distinta in vari modi che non sono incompatibili fra loro, ma che semplicemente esistono, per un obiettivo immediato, a diversi livelli di astrazione. La scienza e la politica &#8211; e, in effetti, anche l&#8217;arte, la storia e la filosofia sono modi diversi di guardare una realt\u00e0 comune per fini diversi: esse si contraddicono e vengono a conflitto soltanto quando i fini vengono confusi, oppure quando ad esse non vengono posti i dovuti limiti. (&#8230;)<\/p>\n<p>La &quot;tecnologia&quot; marxista \u00e8 soltanto un caso esplicito di una pretesa pi\u00f9 spesso implicita. La &quot;tecnologia&quot; pu\u00f2 dare un contenuto alle teorie degli antiteorici. Essa fornisce le grandi ipotesi di ci\u00f2 che deve essere tenuto per certo da quegli &quot;uomini puramente pratici&quot; che sono disposti a tenere per certe moltissime cose. Essi danno per scontato che tutti i problemi sono problemi tecnici e che ogni progresso nella conoscenza scientifica in qualche modo determina unicamente un nuovo e appropriato campo di applicazione.(&#8230;)<\/p>\n<p>La &quot;tecnologia&quot; confonde quindi il problema dell&#8217;applicazione delle risorse con quello della loro destinazione. L&#8217;applicazione pu\u00f2 essere una questione di tecnica, ma pu\u00f2 essere messa in atto soltanto dopo che sono state prese decisioni autoirevoli sia riguardo la destinazione del prodotto sia riguardo le risorse che debbono essere impegnate. Sarebbe errato non rendersi conto che queste decisioni sono essenzialmente decisioni politiche. Si pu\u00f2 pensare che in alcune societ\u00e0 libere queste decisioni siano prese in effetti dal &quot;mercato&quot;, e che l&#8217;economia sia una scienza che ci insegna ci\u00f2 che non dobbiamo fare. Tuttavia \u00e8 una scienza soltanto nel senso molto semplice ma importante che pu\u00f2 calcolare il prezzo di qualsiasi domanda sociale in termini di alternative a cui bisogna rinunciare. Ma essa non pu\u00f2 decidere sulla legittimit\u00e0 delle varie domande; anche di quelle che possono essere &quot;economicamente limitative&quot; oppure &quot;assurdit\u00e0 economiche&quot;. Lo studio dell&#8217;economia ci fornisce dati importanti su qualsiasi decisione politica relativa alla destinazione delle risorse, ci pu\u00f2 persino fornire dati necessari per prendere una decisione razionale; ma non pu\u00f2 predeterminare alcuna decisione. Non tutte le risorse sono economiche, non tutte le alternative sono valutabili in termini di prezzo; la libert\u00e0, ad esempio, pu\u00f2 essere considerata senza prezzo; il desiderio di conoscenza &#8211; che pu\u00f2 avere conseguenze imprevedibili &#8211; pu\u00f2 essere pure considerato senza prezzo.<\/p>\n<p>Coloro che vivono nelle societ\u00e0 non libere, dove sono stati proibiti o aboliti i mezzi istituzionali necessari per prendere decisioni politiche possono pensare che l&#8217;ideologia &#8211; ad esempio il marxismo &#8211; sia sufficiente a determinare queste destinazioni, sicch\u00e9 tutto si riduce semplicemente a un problema di applicazione. Ma questa concezione, per quanto diffusissima, \u00e8 semplicemente un errore. Essa non descrive ci\u00f2 che in effetti avviene. In realt\u00e0 in queste societ\u00e0 di fronte a una serie di scelte e alternative estremamente complesse riguardo alla destinazione delle risorse, non si fa altro che prendere delle decisioni politiche pur nell&#8217;assenza di quelle istituzioni e procedure che registrano fedelmente le effettive domande sociali: un luogo dove la gente possa parlare senza temere per i propri interessi o quelli del proprio gruppo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per coloro che nelle societ\u00e0 politiche applicano il modo di pensare del tecnologo alle questioni di governo, in effetti considerano ovvia l&#8217;esistenza di quegli strumenti politici in virt\u00f9 dei quali alcune cose emergono come problemi, mentre altre vengono trascurate come fatti irrilevanti. La politica definisce ci\u00f2 che gli abitanti di uno stato considerano i problemi che dovrebbero essere risolti. Pu\u00f2 darsi che non tutti siano solubili, ma \u00e8 un peccato che tanti fra gli esperti e i tecnocrati chiamati a dare un contributo alla soluzione di questi problemi pensino di sapere meglio di ogni altro quale dovrebbe essere l&#8217;ordine prioritario da dare ad essi, e abbiamo l&#8217;impressione che la politica, invece di spianare la via alle varie soluzioni, costituisca soltanto un impedimento all&#8217;uso delle loro tecniche. I problemi che si possono risolvere soltanto politicamente sono cos\u00ec numerosi che l&#8217;uomo politico ha un diritto speciale di essere difeso contro l&#8217;orgoglio dell&#8217;ingegnere o l&#8217;arroganza del tecnocrate. Lasciamo che il calzolaio faccia il proprio lavoro; abbiamo un bisogno disperato di bune scarpe.\u00bb<\/p>\n<p>Il discorso di Bernard Crick sul bisogno della politica e sui pericoli e sull&#8217;arroganza della tecnica eretta a suo sostituto \u00e8, ai nostri giorni, di una pregnanza straordinaria.<\/p>\n<p>Non passa giorno, si pu\u00f2 dire, senza che sentiamo ripetere &#8211; e non solo da tecnocrati, ma anche da molti politici &#8211; che \u00e8 giunto il tempo di razionalizzare il governo della societ\u00e0, di togliere di mezzo tutti gli impedimenti alla buona ed efficiente amministrazione, tutti gli ostacoli alla produzione e all&#8217;espansione dell&#8217;economia; e pi\u00f9 ne sentiremmo, se la crisi finanziaria ora in corso non avesse rivelato la fondamentale debolezza degli stessi tecnocrati.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che la salvezza possa giungere solo dai tecnici &#8211; sia essa di tipo politico, sociale, economico, e perfino razziale &#8211; \u00e8 ormai largamente diffusa; e, davanti alle tortuosit\u00e0 e alle inefficienze della politica, sempre pi\u00f9 spesso si assiste a una invasione di campo da parte dei \u00abtecnici\u00bb, o ad una conversione degli amministratori e degli stessi politici al nuovo Vangelo dell&#8217;efficientismo tecnocratico; basti l&#8217;esempio, per citarne uno solo, della nuova figura del sindaco-sceriffo, che si presenta come colui che \u00e8 capace di garantire l&#8217;ordine pubblico ai propri esasperati concittadini, l\u00e0 dove le istituzioni statali a ci\u00f2 preposte si dimostrano incapaci o viziate da intollerabili processi distorsivi).<\/p>\n<p>Si tratta, come giustamente fa notare Crick, di un&#8217;idea tipica della cultura scientista, poich\u00e9 nasce da una applicazione indiscriminata del modello conoscitivo, proprio della scienza, a tutti gli ambiti della realt\u00e0, primo fra tutti la politica, intesa come ordinata convivenza sociale; e ci\u00f2 sulla base, appunto, della ideologia.<\/p>\n<p>A torto si dice e si ripete che le ideologie sono ormai giunte al capolinea della storia; che esse sopravvivono quasi solo come cimeli del passato, come curiosit\u00e0 archeologiche da mostrare nei musei del mondo di ieri. Al contrario, dietro il loro apparente tramonto si cela il sorgere di una super-ideologia che si alimenta di tutti i cascami, di tutti i detriti, di tutti i rifiuti delle ideologie \u00abclassiche\u00bb (prima fra tutte, il marxismo, il cui cadavere avvelenato appesta l&#8217;aria della odierna cultura politica): quella tecnocratica.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>L&#8217;apparato tecnoscientifico, come abbiamo appena sostenuto nell&#8217;articolo \u00abI paradigmi della scienza sono incommensurabili, poich\u00e9 si basano su differenti visioni del mondo\u00bb (sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice, in data 15\/02\/09), non solo esorbita dalla struttura classica dell&#8217;ideologia, di cui &#8211; peraltro &#8211; nega di essere espressione; ma tende addirittura a trasformarsi nella forma suprema dell&#8217;ideologia, ossia in una vera religione (laica, in questo caso), con tutti i suoi miti e con tutti i suoi riti.<\/p>\n<p>Sarebbe abbastanza divertente, se non fosse &#8211; al tempo stesso &#8211; profondamente malinconico, osservare quanti neofiti della nuova religione tecnoscientifica salgono alle tribune e tuonano e strepitano in veste di paladini di una nuova era della libert\u00e0, affrancata &#8211; finalmente &#8211; da tutti i lacci e da tutte le storture della societ\u00e0 e della cultura pre-scientifica.<\/p>\n<p>A sentir loro, tutto quello che bisognerebbe fare, che i cittadini dovrebbero fare, \u00e8 di dare sempre maggiori poteri decisionali alla nuova casta sacerdotale dei tecnocrati, i quali risolveranno tutti i problemi dell&#8217;umanit\u00e0, del progresso, dell&#8217;ambiente, e consentiranno a ciascuno di ottimizzare le proprie capacit\u00e0 e di godere i frutti del proprio lavoro.<\/p>\n<p>Essi sono in grado di dare una risposta ad ogni esigenza, di risolvere ogni difficolt\u00e0: dalla lotta alla fame nel mondo a quella contro il terrorismo, dalle crisi di sovraproduzione all&#8217;inquinamento ambientale, dai problemi dell&#8217;ordine pubblico alla gestione dei flussi migratori dai paesi del Sud a quelli del Nord della Terra. Ad ogni quesito e difficolt\u00e0 essi hanno da offrire una risposta, purch\u00e9 li si lasci liberi di agire e si abbattano gli ostacoli che impediscono loro di ottimizzare l&#8217;azione \u00abscientificamente\u00bb pianificata.<\/p>\n<p>Proprio in questa pretesa di onniscienza e di onnipotenza risiede il carattere estremamente ideologico di questa non-ideogia, che \u00e8 una super-ideologia, anzi, una nuova religione di salvezza; a dispetto del fatto che essa lasci irrisolte due obiezioni fondamentali: con quale criterio i tecnocrati stabiliranno una scala di valori in base ai quali operare delle scelte; e cosa mai rester\u00e0 della politica, intesa come libera attivit\u00e0 della polis, ossia come luogo di confronto fra idee diverse e fra diversi soggetti.<\/p>\n<p>Tuttavia, di tali obiezioni, essi non si curano. Se pure si degnano di prenderle in considerazione, tendono a denigrarle e a liquidarle sbrigativamente come tipico esempio di \u00abchiacchiere\u00bb: puro spreco di risorse (di tempo, in questo caso), a scapito dell&#8217;efficienza.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 &#8211; dunque &#8211; l&#8217;Ingegnere, il nuovo Redentore dell&#8217;umanit\u00e0 per il terzo millennio?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni societ\u00e0 elabora, sulla base della propria cultura e del proprio orizzonte spirituale, la figura carismatica per eccellenza; ogni religione individua in un particolare tipo umano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26205","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26205\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}